Asfalti, costruzioni e aggregati riciclati: meno impatto ambientale, ma più costi

Asfalti e aggregati da costruzione e demolizione riciclati, che riducono l’impatto sul clima, generano meno emissioni di CO2 e sono più salubri per l’uomo e per l’ambiente: un mondo delle costruzioni sempre più “green” è possibile, ma a costi spesso superiori rispetto all’utilizzo di materiali vergini, frutto di una economia tradizionale, ma con un impatto sull’ecosistema di gran lunga maggiore. È il risultato di una ricerca esclusiva commissionata da Cea – Cooperativa Edile Appennino, con sede legale a Pasian di Prato, ai Dipartimenti di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (professore Cesare Sangiorgi) e di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (professore Daniele Torreggiani) dell’Università di Bologna e consegnata da Sangiorgi al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’incontro “La Transizione Ambientale: opportunità di lavoro e sviluppo”, organizzato da Confcooperative Lavoro e Servizi e Confcooperative Consumo e Utenza al Palazzo della Cooperazione di Bologna.

Sangiorgi e Pichetto Fratin.


Lo studio, promosso da Cea che, da tempo, è impegnata sul fronte dell’ecosostenibilità nel settore delle costruzioni, nonché titolare di diversi brevetti per gli asfalti riciclati, analizza il Life Cycle Assessment (LCA, la misura dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto) e il Life Cycle Costing (LCC, i costi dei prodotti dalla produzione alla fase di smaltimento) di asfalti e materiali da costruzione, confrontando i prodotti riciclati sviluppati da Cea e quelli naturali vergini, oltre a valutarne le prestazioni in fase di utilizzo.
I risultati della ricerca tracciano un quadro molto chiaro: se sul fronte delle prestazioni “in campo” asfalti e aggregati riciclati possono essere considerati paragonabili (quando non addirittura più performanti) ai corrispondenti “vergini”, analizzando il fronte dell’impatto ambientale le cose cambiano in modo radicale. «Il prodotto ottenuto da materiali di scarto riciclati mostra una riduzione significativa su tutti i fronti di valutazione – commenta Fabrizio Salomoni, direttore generale di Cea -. Se ci concentriamo sull’asfalto, ad esempio, vediamo che per quello riciclato gli effetti negativi sulle persone presentano una riduzione pari al 90%, quelli all’ecosistema scendono dell’89% e gli effetti sulle risorse non rinnovabili si riducono del 70%. Per quanto riguarda il cambiamento climatico e l’effetto sul riscaldamento globale, infine, il prodotto recuperato dagli scarti dei cantieri riduce il suo impatto dell’86% in termini di CO2 emessa rispetto all’utilizzo di prodotti “vergine” che sono prodotti da cava. Trend analoghi, anche se con percentuali talvolta leggermente inferiori, si registrano per i materiali di costruzione realizzati secondo il nostro approccio a scarto zero».
I ruoli si invertono, invece, quando si analizzano i costi per l’azienda: «Nel caso migliore, quello dell’asfalto, i prezzi del prodotto riciclato e di quello vergine sono paragonabili e si attestano intorno ai 100 €/t – prosegue Salomoni -. Ma quando analizziamo i materiali di costruzione, come aggregati e miscele legate di aggregati, il costo di un prodotto riciclato è fino al 35% più alto di quello di un prodotto vergine equivalente. Fare edilizia ecosostenibile è possibile fin dalla scelta dei materiali, ma ha un costo elevato».
Di qui la scelta di presentare la ricerca al ministro Pichetto Fratin: «Oggi nell’opinione pubblica e in molti ambienti del settore si pensa che un prodotto riciclato costi meno di un prodotto vergine e, di conseguenza, negli appalti pubblici scegliere di utilizzare un prodotto che impatta meno sulla salute delle persone e del pianeta si trasforma in un boomerang: l’azienda che spende di più per i materiali, ma viene retribuita di meno. Abbiamo scelto di mettere in campo l’autorevolezza di una istituzione di ricerca come l’Università di Bologna per affermare un principio chiaro. Essere green, nel nostro settore si può e si deve fare. Ma ha un prezzo che deve essere riconosciuto alle aziende, partendo dagli appalti pubblici. Abbiamo consegnato il report al ministro affinché possa valutare quali provvedimenti adottare per favorire lo sviluppo di una nuova consapevolezza per tutto il settore edile e delle costruzioni, sostenendo e incentivando chi sceglie materiali amici dell’ambiente. Cea ha da tempo scelto, con convinzione, di procedere lungo la via dell’ecosostenibilità, come dimostra anche la nostra recente decisione di trasformarci in Società Benefit – conclude Salomoni -: confidiamo che lo Stato, anche in vista degli obiettivi dell’Agenda 2030, si impegni ad accompagnare il comparto edile in una transizione “green” non più procrastinabile ma, a oggi, economicamente insostenibile».

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In copertina, ecco una fase dell’operazione di riciclo dell’asfalto sulle strade.

La “questione Grado” va risolta con urgenza: l’appello del sindaco

di Gi Elle

Grado chiama, Roma risponde. Resta alta l’attenzione sull’isola percossa dal maltempo, con mareggiate violentissime e acqua che ha invaso la città, tali da provocare ingenti danni. L’altro pomeriggio l’amministrazione comunale, con il sindaco Dario Raugna e il vicesindaco Matteo Polo (assessore al Turismo), ha incontrato la parlamentare Sabrina De Carlo (M5S), in visita, come annunciato, in Friuli Venezia Giulia nelle aree più colpite, tra cui appunto Grado.
“Abbiamo descritto all’onorevole – riferisce il sindaco Raugna – le nostre difficoltà sui dragaggi in laguna e sui ripascimenti delle spiagge, evidenziando ancora una volta come, senza un intervento normativo, la gestione del nostro ambiente sia impraticabile: come importante è altresì l’emanazione urgente del decreto per poter avviare la fase liquidatoria dei danni subiti alle attività economiche e ai privati”.
E il primo cittadino prosegue: “Abbiamo chiesto alla deputata di intercedere nei confronti del ministro dell’Ambiente Sergio Costa affinché la ‘questione Grado’ venga affrontata e risolta con la necessaria solerzia. Non possiamo espletare lunghi percorsi burocratici per degli interventi che vanno affrontati con la massima urgenza”.
L’onorevole De Carlo si è pertanto fatta promotrice per organizzare un incontro tra l’amministrazione comunale e lo staff del ministro entro la prossima settimana e ha rassicurato in ordine al suo impegno per accelerare tutte le procedure necessarie al fine del ristoro dei danni subiti.
Nel corso della visita, avvenuta alla presenza anche dell’amministratore unico di Git Alessandro Lovato, la parlamentare pentastellata è stata accompagnata in un sopralluogo lungo la diga Nazario Sauro, la spiaggia Costa Azzurra e nel centro cittadino. Infine, è stata raggiunta dai rappresentanti di associazioni locali, come Grado Voga e Graisani de Palù, che le hanno consegnato un documento con una richiesta di attuazione di procedure più snelle per operazioni di ripristino su argini, mote e approdi in mare/laguna e di implementazione degli indispensabili dragaggi.

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In copertina e  all’interno immagini della visita, l’altro ieri, dell’onorevole Sabrina De Carlo a Grado. 

Spiaggia devastata: Delrio e De Carlo in visita a Grado

di Gi Elle

Passato, fortunatamente, il periodo acuto e difficilissimo delle mareggiate e dell’acqua alta, Grado prova a rialzarsi. Ma per fare questo ha bisogno di aiuto. E il sostegno, in primo luogo, non può che venire dalle Istituzioni. Proprio per questo c’è stato un sopralluogo del deputato Graziano Delrio e oggi è attesa la collega parlamentare Sabrina De Carlo, entrambi espressione della maggioranza che sostiene il governo nazionale.
Nel pomeriggio di ieri, infatti, l’onorevole Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, accompagnato dall’onorevole Debora Serracchiani, è stato in visita nell’Isola per constatare di persona – come informa una nota del Comune – i danni causati dalla recente calamità che si è abbattuta con una violenza tale da lasciare dietro a sè gravissimi danni, a cominciare dalle infrastrutture come quelle, vitali, a servizio del turismo, principale fonte economica di Grado. Dopo il sopralluogo con alcuni concessionari alle spiagge di Pineta, Git e Costa Azzurra, il sindaco Dario Raugna e il vicesindaco Matteo Polo – che è anche assessore comunale al Turismo – hanno portato all’attenzione del parlamentare la questione dei ripascimenti degli arenili e dei dragaggi in laguna.
“Ad ogni mareggiata – ha sottolineato il primo cittadino –  si ripresenta lo stesso problema: spiagge erose, argini franati, mote e casoni danneggiati. Non possono trascorrere anni per riparare ciò che la natura spazza via in poche ore. Pertanto, continua imperterrita ad ogni livello l’opera di sensibilizzazione della nostra amministrazione verso tutte le istituzioni e le forze politiche di governo affinché la ‘questione Grado’ possa venir inserita al più presto nell’agenda politica del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Oggi pomeriggio riceveremo la visita dell’onorevole Sabrina De Carlo a cui avremo modo di rivolgere la medesima istanza”. La De Carlo, del M5S come Costa, arriverà a Grado nel primo pomeriggio ed effettuerà un sopralluogo nelle aree più colpite dal maltempo.
All’incontro di ieri con l’onorevole Delrio erano presenti anche i consiglieri regionali Diego Moretti e Mariagrazia Santoro, nonché il consigliere comunale Luciano Cicogna.

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In copertina e all’interno tre momenti del sopralluogo dell’onorevole Delrio.