Pordenone, il progetto “Piccoli Lumière” anche quest’anno tra i migliori d’Italia: la Scuola dell’infanzia Melarancia è terza

Il Ministero dell’Istruzione ha diffuso la graduatoria dei progetti finanziati nell’ambito del bando “Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione”, parte del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Tra le proposte premiate figura anche quest’anno “Piccoli Lumière”, presentato dalla Scuola dell’Infanzia della cooperativa Melarancia di Pordenone, che si è distinta ottenendo il terzo posto a livello nazionale. «Congratulazioni a Melarancia – ha affermato Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone, di cui la cooperativa fa parte – per questo riconoscimento importante che segue quello dello scorso anno. Il Ministero ha riconosciuto come questo progetto sia capace di unire valori educativi a elementi di crescita culturale a partire dalla più giovane età. Anche questo è un modo di fare cooperazione con sensibilità e attenzione verso il territorio e le comunità.


L’iniziativa, alla sua seconda edizione, raggiungerà 19 classi dell’infanzia e primarie del territorio pordenonese. Il programma prevede matinée cinematografiche con cortometraggi d’animazione internazionali, laboratori creativi, materiali didattici dedicati e specifici percorsi formativi per gli insegnanti. Per la realizzazione del progetto, Melarancia ha coinvolto numerosi enti che operano nella promozione della cultura filmica e nell’educazione all’immagine: Cinemazero, l’Associazione Viva Comix, l’Associazione Mhouse Lab, la Cineteca del Friuli e l’Università di Padova (Dipartimento FSPPA). Una collaborazione ampia che porterà nelle scuole competenze professionali e materiali di alto livello.
Per Melarancia questa è un’altra occasione importante per creare una sinergia educativa con le insegnanti, nella quale i percorsi e gli obiettivi sono condivisi per ogni singola classe. Il cinema rappresenta un mezzo educativo privilegiato. «Dare voce ai bambini significa valorizzare creatività, pensiero critico e capacità di relazione», sottolineano gli educatori. «Attraverso le immagini in movimento – aggiungono – i più piccoli possono esplorare se stessi, comprendere gli altri e imparare a cooperare e le esperienze dirette e le attività laboratoriali valorizzano e amplificano l’apprendimento di ciascuno».
Con “Piccoli Lumière”, la Cooperativa Melarancia si conferma come agenzia educativa attenta all’innovazione didattica e alla diffusione della cultura audiovisiva sin dai primi anni di formazione, realmente impegnata a costruire reti solide con gli insegnanti, che condividono la stessa visione di bambino, rispettosa dei bisogni e dei tempi individuali.

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In copertina e all’interno tre immagini dedicate al progetto della scuola Melarancia.

L’antropologia delle immagini: con Melarancia arriva a Pordenone Bargna esperto di cinema-educazione

Arriva a Pordenone l’esperto dell’educazione attraverso il cinema: sarà infatti Ivan Leopoldo Bargna – professore ordinario di Antropologia estetica e di Antropologia dei media Università di Milano Bicocca e professore di Antropologia culturale dell’Università Bocconi di Milano – a tenere il corso di formazione per tutti in programma venerdì 24 gennaio, dalle 17 alle 19, in Sala Ellero della Mediateca di Cinemazero (ex Convento di San Francesco). Il tema della giornata sarà “La vita delle immagini tra realtà e finzione”. Un appuntamento organizzato da cooperativa Melarancia – aderente a Confcooperative Pordenone – all’interno del progetto Cips-Piccoli Lumiére, risultato terzo classificato nella graduatoria nazionale del Ministero dell’Istruzione. L’incontro di formazione è gratuito: iscrizioni 0434.27419 – info@melarancia.it. Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM.
«L’intervento del professor Bargna – spiegano da Melarancia – si propone di guardare le immagini da un punto di vista antropologico, partendo dal “qui e ora” del nostro quotidiano, per poi spostare l’attenzione altrove, in particolare in Africa, dove nel corso degli ultimi anni, ha condotto varie ricerche etnografiche realizzando in Camerun due lungometraggi con la collaborazione di alcuni artisti italiani. A partire da ciò, si rifletterà insieme sui modi in cui diamo forma al mondo e con cui ci rapportiamo agli altri, passando dalla mediazione delle immagini, filmiche o di altro tipo, in un periodo in cui le nuove tecnologie consentono ad un numero crescente di persone, anche nei Paesi più poveri, di scattare fotografie, realizzare video e condividerli, con conseguenti trasformazioni profonde della vita sociale e delle relazioni interpersonali. Un momento storico in cui il cinema (così come la fotografia) sembra entrare in crisi per abbracciare una nuova fase, definita da molti post-cinema».

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In copertina, il professor Ivan Leopoldo Bargna atteso venerdì a Pordenone.

L’Asilo di Savorgnano del Torre ha 80 anni ma non li dimostra. E ora un nuovo invito al paese a scoprire i suoi servizi

L’Asilo di Savorgnano del Torre, dedicato al nome di “Maria Immacolata”, si apre alla comunità invitando tutti, sabato 11 gennaio, a scoprire i suoi servizi. Intanto, la Scuola materna paritaria, espressa dalla Parrocchia di San Miche Arcangelo, ha appena compiuto 80 anni e i suoi dirigenti hanno pensato di ricordare l’importante anniversario durante la tradizionale Festa della Famiglia. A tal fine, al concittadino Mario Martinis è stato affidato il compito di curare una ricerca storiografica per dare forma ad una pubblicazione che è stata, poi, realizzata con un contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ed è stata presentata e distribuita in maniera gratuita durante la festa della scuola, alla quale è seguito un momento conviviale grazie alla generosità ed all’aiuto dei volontari delle Associazioni del paese. La bellissima pubblicazione raccoglie diverse testimonianze e, per chi lo desidera, è disponibile ancora qualche copia in segreteria.

Fin dalla sua fondazione, l’Asilo è stato molto importante per la frazione di Povoletto alla quale negli anni si sono aggiunte le comunità dei paesi limitrofi che facevano capo allo stesso parroco pro tempore. Nonostante ciò, la scuola dell’infanzia ha sempre accolto bambini anche di altre località diventando un qualificato e riconosciuto punto di incontro per le famiglie della zona, provenienti quindi da diversi territori. La sezione del Nido Integrato, curata da quattro educatrici abilitate, accoglie fino a 24 bimbi, dai 12 ai 36 mesi, in locali a loro dedicati, strutturati in base alle normative vigenti. La Materna ospita, invece, nell’ambito delle tre sezioni una cinquantina di alunni, dai 3 ai 6 anni, accuditi da quattro insegnanti preparate, un’assistente e una suora che si occupa del progetto religioso. All’esterno, il parco giochi è stato rinnovato lo scorso anno grazie ad un contributo regionale e oggi garantisce l’accessibilità ai giochi anche da parte dei disabili. Il servizio mensa è interno ed è curato da una cuoca costantemente aggiornata in materia di alimentazione per l’infanzia. I genitori, poi, hanno una parte attiva nella scuola e supportano costantemente educatrici e insegnanti, prestandosi volentieri in ogni occasione.
Nel novembre scorso, c’era stato il primo appuntamento di Scuole aperte per le iscrizioni al nuovo anno scolastico, mentre il prossimo si terrà, come detto, sabato 11 gennaio, dalle 15 alle 18. Anche in questa occasione, la Scuola materna parrocchiale paritaria ed il Nido integrato – che hanno sede in piazza Ciani – saranno aperti a tutte le famiglie che vorranno visitarli e prendere informazioni per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2025/26, iscrizioni che saranno aperte già dal 7 gennaio, il giorno dopo l’Epifania, fino al completamento dei posti disponibili. È possibile comunque visitare la scuola tutti i giorni, previo appuntamento con la segreteria al fine di non intralciare lo svolgimento delle attività didattiche.
Infine, i dirigenti dell’Asilo sottolineano che meritano riconoscenza tutti coloro che supportano da sempre la Scuola, anche attraverso la propria opera di volontariato, mentre un doveroso ringraziamento va agli Enti (Comune di Povoletto, Regione Fvg e Ministero dell’Istruzione), ma soprattutto alla Parrocchia, alle famiglie, a tutte le Associazioni, alla Fism, agli Istituti bancari, in particolare a Credifriuli, che hanno appoggiato e continuano a sostenere questa bella realtà paesana anche attraverso donazioni e raccolte occasionali e fanno in modo che la sua attività benemerita continui e progredisca.

Per informazioni 0432.666284
oppure inviare una mail a:
segreteriascuolamaterna@donbepi.it

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In copertina, una foto del vecchio Asilo di Savorgnano del Torre pubblicata nel libro di Mario Martinis; all’interno, una veduta del paese con la Chiesa di San Michele Arcangelo del primo dopoguerra.

Covid-scuola e didattica integrata: “certificazione incomprensibile”

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, presieduto in regione da Fernando Agrusti) fa eco all’allarme lanciato dal sindacato a livello nazionale, con appello al ministero dell’Istruzione. Una nuova spada di Damocle incombe, infatti, sull’assistenza sanitaria ai cittadini erogata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, un pasticcio burocratico che rischia di scaricare sui medici un ulteriore carico di adempimenti a causa di una certificazione incomprensibile nella ratio quanto nella sua attuazione pratica.

Fernando Agrusti

Il problema è che il ministero dell’Istruzione ha diramato la circolare 410 che, in coda al punto 2, riporta esattamente e letteralmente quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 9 del Dl numero 24 del 24 marzo 2022. «Posta in questo modo – spiegano il segretario generale di Fimmg, Silvestro Scotti, e il presidente nazionale di Fimp, Antonio D’Avino – la circolare dispone che gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale che sono in isolamento in seguito alla positività al Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata. La cosa incomprensibile è che lo stesso comma stabilisce che questo può avvenire «su richiesta della famiglia o dello studente, se maggiorenne, accompagnata da specifica certificazione medica attestante le condizioni di salute dell’alunno medesimo e la piena compatibilità delle stesse con la partecipazione alla didattica digitale integrata».

«I medici, non si capisce su che base – proseguono Scotti e D’Avino – dovrebbero certificare questa piena compatibilità. Peraltro, o esponendosi essi stessi al rischio di un contagio, trattandosi di pazienti positivi al Covid; o certificando senza visitare il paziente, il che è impossibile perché si commetterebbe un falso ideologico. Se ogni medico è pronto ad esporsi al rischio di contagio per visitare un paziente, è impensabile che questo avvenga per adempiere ad un atto burocratico peraltro inutile”. Sotto il profilo deontologico e medico-legale la Fimmg e la Fimp si interrogano sul valore e la possibilità di una certificazione medica che possa attestare, in una sindrome patologica estremamente variabile, soggettiva e suscettibile di improvvise e non prevedibili evoluzioni, la richiesta “compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI».

Al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta non spetterebbe, inoltre, l’attestazione della positività all’infezione da Sars-Cov-2 (del resto inutile, visto che si parla di «alunni in isolamento in seguito all’infezione»), quanto alla «compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI”. Dunque, una misura che non riguarda la Salute pubblica o il contenimento della diffusione del contagio epidemico (già salvaguardati dalla misura dell’isolamento domiciliare), bensì la compatibilità delle condizioni cliniche dell’alunno in isolamento domiciliare con la partecipazione alla didattica digitale integrata. «Difficile, per usare un eufemismo, comprendere la ratio sulla base della quale il medico dovrebbe certificare questa compatibilità» prosegue Scotti. «Forse l’unica è quella di giustificare l’assenza dello studente, anche se in realtà lo studente o la famiglia possono tranquillamente non richiedere la partecipazione alle lezioni integrate».

Critico anche il profilo economico per le famiglie, che sarebbero esposte ad una spesa ingente per ottenere una certificazione medica che – si sottolinea – appare francamente inutile e che avrebbe come unico effetto quello di sovraccaricare con carte e ulteriore burocrazia i medici chiamati a certificare. Per tutte queste ragioni la Fimmg e la Fimp hanno scritto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, e per conoscenza al ministro della Salute Roberto Speranza, oltre che alla FNOMCeO, per chiedere una indispensabile revisione del testo del comma 4 dell’articolo 9 DL 24 marzo 2022. «Dobbiamo evitare che ancora una volta a pagarne le spese siano i medici e i cittadini – conclude Silvestro Scotti -, i primi costretti a sacrificare tempo alle visite dei propri assistiti, e i cittadini, costretti ad attese estenuanti e spese del tutto inutili».