Cittadino dell’Anno, Diploma Humanitas e Giovane Talento: oggi Casarsa della Delizia premierà Michelangelo Agrusti, Gioacchino Altavilla e Marianna Acito

La comunità di Casarsa della Delizia rende omaggio ai propri concittadini che si sono distinti per impegno, passione e dedizione: oggi 10 gennaio, alle ore 17, al Teatro comunale Pier Paolo Pasolini ci sarà infatti la cerimonia di consegna del 33° Premio Cittadino dell’Anno (assegnato in virtù dell’impegno portato lungo la propria vita dando lustro al nome della cittadina), del 30° Diploma Humanitas (che premia l’impegno sociale e il volontariato verso il resto della comunità) e del 13° Giovane Talento (che premia gli under 35 che si stanno mettendo in luce nei propri ambiti professionali). L’evento è aperto al pubblico e rientra nel quadro del programma “Aria di Natale”. L’iniziativa – organizzata da Pro Casarsa e Forum Democratico in collaborazione con l’Amministrazione comunale – rappresenta un momento importante per celebrare l’eccellenza e l’impegno dei cittadini. «Questi premi – commentano il presidente della Pro Loco Antonio Tesolin e il presidente dell’associazione Forum Democratico Pierluigi Rosa, assieme al sindaco Claudio Colussi – sono oramai un momento tradizionale di chiusura di un’annata e inizio di una nuova grazie all’esempio di chi si è distinto con il proprio impegno professionale, civile e sociale. Rappresenta anche un momento di grande ispirazione affinché anche altri diventino protagonisti del futuro della nostra comunità». Il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Banca 360 Fvg, unitamente alla vicinanza del Comitato Unpli Fvg, sottolinea l’importanza di questo evento a livello regionale. Ai vincitori sarà consegnato, oltre all’attestato, il riconoscimento speciale ideato dalla Francescut Marmi, nota azienda del territorio. Questi, dunque, i vincitori.

Cittadino dell’Anno:
Michelangelo Agrusti

Presidente di Confindustria Alto Adriatico, svolge la propria attività imprenditoriale nel ruolo di presidente e consigliere delegato di Marine Interiors Cabins, importante azienda pordenonese di progettazione, ricerca, produzione ed assemblaggio di arredamenti navali. È presidente di enti di eccellenza del territorio come Lean Experience Factory, Fondazione ITS Academy Alto Adriatico, Fondazione Cro Aviano Onlus, Fondazione Pordenonelegge.it. Ricopre altri prestigiosi incarichi, tra i quali: vicepresidente della Cciaa Pordenone-Udine e della collegata società camerale per le attività di promozione; vicepresidente vicario di Confindustria Friuli Venezia Giulia. Già deputato al Parlamento italiano nella X e XI Legislatura, componente della Commissione Difesa, membro dell’Assemblea Atlantico del Nord (NATO) tra il 1987 e il 1994. All’epoca è stato inoltre il più giovane sindaco d’Italia come primo cittadino del Comune di Casarsa della Delizia dal 1980 al 1990. Nel 2023 è stato insignito del Premio San Marco della Città di Pordenone.

Diploma Humanitas:
Gioacchino Altavilla

Gioacchino Altavilla è nato a Terlizzi (Bari) nel 1950. A 19 anni si è arruolato in Aeronautica, venendo in seguito trasferito a Rivolto di Codroipo nella base della Pattuglia Acrobatica Nazionale, le Frecce Tricolori. Qui si è occupato, come elettromeccanico di bordo e addetto capovelivolo, dell’assistenza dei piloti della Pattuglia, seguendoli nelle loro esibizioni in Italia e nel Mondo. Nel 1975 si è sposato con Maria: la coppia è andata a vivere nel paese di lei, San Giovanni di Casarsa. Hanno avuto tre figli che hanno frequentato la scuola materna Monsignor Jop, nel cui consiglio direttivo Altavilla è entrato – su invito del compianto Silvano Cozzarini – nel 1995. Da allora sono iniziati 30 anni di impegno volontario ininterrotto come segretario a favore di questa rinomata istituzione scolastica del territorio, collaborando con le Suore del Cristo Re che gestivano a suo tempo la struttura, vari gruppi di genitori che si sono susseguiti nel direttivo e le insegnanti. In particolare ha operato a stretto contatto con i presidenti Bruno Sclippa, Carlo Cristante, Sergio Clarotto, Pierlino Bazzana, Alessandro Infanti, Lucio Rocutto e l’attuale Eva Fabris. Un incarico, quello di segretario, che dura tutt’ora e che Altavilla svolge con grande passione, sempre in maniera volontaria. Inoltre è stato membro anche del direttivo dell’Avis di Casarsa San Giovanni, ricevendo il riconoscimento di Donatore d’oro.

Giovane Talento:
Marianna Acito

Marianna Acito (classe 1997) si distingue come una figura poliedrica nel panorama musicale contemporaneo, grazie alla sua versatilità di compositrice e mezzosoprano. Il suo repertorio spazia dalla musica antica a quella contemporanea. Si è diplomata in Composizione al Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine (2021) e ha conseguito con lode il Diploma Accademico di II livello in Composizione al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia (2023). Parallelamente, nel 2024 ha ottenuto con lode il Diploma Accademico di II livello in Canto lirico. Dal 2018 è membro stabile del Coro del Friuli Venezia Giulia. Nel 2024 ha debuttato nel ruolo di Ciesca nel Gianni Schicchi di Puccini al Mittelfest di Cividale del Friuli. Nello stesso anno in duo con l’organista Lorenzo Rupil, ha vinto il Primo Premio e il Premio Speciale al concorso Vox et Organum di Noale. Nel 2025 ha debuttato come Maddalena in Il viaggio a Reims (in collaborazione con il Rossini Opera Festival) e come Dorabella in Così fan tutte per il Piccolo Opera Festival. Come compositrice, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. La sua prima opera lirica, Marco Polo (scritta con tre colleghi), ha debuttato nella stagione 2023/24 del Teatro La Fenice di Venezia (Teatro Malibran) ed è stata successivamente rappresentata a Hangzhou, in Cina. Nel 2025 il Ravenna Festival ha ospitato la sua sacra rappresentazione Rut, raccolti di speranza. A settembre 2025 è stata eseguita a Tokyo e Osaka una sua scena dall’opera L’ebrezza del volo.

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In copertina, una bella panoramica della cittadina di Casarsa della Delizia.

Al via a Udine gli Open Dialogues: due intensi giorni di dibattito sull’economia Fvg nel contesto internazionale

Il sipario sulla terza edizione di Open Dialogues for the future si è appena alzano stamane, a Udine, nella Chiesa di San Francesco, con la regia del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, ideatrice dell’evento, Giovanni Da Pozzo, e del vicepresidente Michelangelo Agrusti. Via, quindi, agli interventi di apertura dei rappresentanti delle istituzioni che, assieme all’ente camerale, sostengono e appoggiano il forum e che sono Regione Fvg, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Università di Udine, con il patrocinio di Unioncamere e Ministero delle imprese e del Made in Italy. Per la Giunta Fedriga sono annunciati gli interventi dell’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini, e per il Comune ospitante del sindaco Alberto Felice De Toni; atteso anche il discorso del presidente Unioncamere, Andrea Prete. Quindi, il via ufficiale ai dibattiti, diretti dal direttore scientifico di Odff, Federico Rampini, e con il coordinamento di Filippo Malinverno di The European House – Ambrosetti, assieme a cui la Cciaa cura la manifestazione fin dall’inizio. La parola andrà a Sylvie Goulard, docente di Global affairs and geopolitics Sda Bocconi, Nathalie Tocci direttrice dell’Istituto Affari Internazionali, Orietta Moscatelli analista di Limes, Arduino Paniccia presidente dell’Asce Venezia e Ana Palacio, già Ministra degli esteri della Spagna e oggi docente alla Walsh School of Foreign Service, Georgetown University.

Federico Rampini


Nel pomeriggio, il palco sarà quello della sede della Fondazione Friuli in via Gemona, dove ad accogliere relatori e ospiti sarà il presidente Giuseppe Morandini. Il programma del pomeriggio sarà ricchissimo e prevede in apertura, alle 14.15, anche l’intervento del presidente di Ice Matteo Zoppas. Quindi il dibattito su Europa e Italia di fronte alle sfide della competitività, con Riccardo Crescenzi della London School of Economics, Brunello Rosa senior executive fellow di Economics, Sda Bocconi School of Management, Marco Martella, professore e già direttore della Banca d’Italia a Trieste, seguiti da una conversazione fra il direttore Rampini ed Enzo Mattioli Ferrari, ceo di Ferrari Family Investments. Il dibattito si sposterà quindi sul Friuli Venezia Giulia nello scacchiere internazionale e assieme a Rampini dialogherà il presidente della Regione Massimiliano Fedriga (orario previsto attorno alle 15.30/15.45). Concluderà il pomeriggio un confronto sul ruolo di Italia, Francia e Germania e sarà introdotto da Martin Briens, ambasciatore di Francia in Italia (in videocollegamento) e da Benjamin Hanna, viceambasciatore di Germania in Italia. A discutere in sala assieme a Rampini saranno quindi Paolo Mieli, storico, saggista ed editorialista, Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent, e Wolfgang Munchau, direttore di Eurointelligence.
Domani, i lavori si apriranno alle 10 nella Sala Valduga della Camera di Commercio. Con la moderazione di Malinverno di Ambrosetti, il dibattito verterà su “Comprendere gli Stati Uniti: strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana”. La panoramica iniziale sarà offerta da Rampini, che introdurrà il videocommento, realizzato appositamente per Odff, dell’ex direttore della Cia David Petraeus. Quindi la discussione in sala Valduga proseguirà con il politologo e saggista Robert D. Kaplan e, in collegamento, Benedetta Berti, director of Policy Planning della Nato e Alessandro Terzulli, chief economist di Sace. Alle 12, il focus sui rapporti economici Fvg-Usa, con gli interventi di Robert Allegrini, presidente del Niaf, Camilla Benedetti, vicepresidente di Danieli, e Lydia Alessio – Vernì direttrice Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa della Regione.
Nel pomeriggio, il gran finale, all’auditorium Sgorlon dell’Università, in via Margreth. Comincerà alle 14.45 il dibattito conclusivo su giovani e innovazione per la competitività delle imprese. Padrone di casa il rettore dell’ateneo udinese, Roberto Pinton, che dopo il suo intervento passerà il microfono ad Alec Ross, docente alla Bologna Business School, imprenditore ed esperto di politiche tecnologiche, Elena Alberti, ad di Penske Automotive Italy, Angelo Montanari, professore di Computer Science all’Università di Udine e Alessandro Piol presidente di Epistemic Ai. A chiudere l’edizione 2025 di Open Dialogues saranno infine il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, e il direttore scientifico, Federico Rampini.

L’ente camerale di Udine.

Media partner dell’evento 2025 sono Corriere della Sera, Gruppo Nem, Rai Fvg e Ansa Fvg.

Le prenotazioni per partecipare in presenza restano aperte solo per l’incontro conclusivo di domani pomeriggio, mentre per gli altri dibattiti sono chiuse. Chi si non è riuscito a iscriversi può comunque seguire tutto l’evento in diretta streaming, su www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, o iscrivendosi al canale YouTube della Camera di Commercio Pn-Ud, https://www.youtube.com/@upeconomia. I video resteranno online anche a manifestazione conclusa.
Sul sito è sempre disponibile il programma aggiornato in tempo reale e per raccontare l’evento sui social network attraverso si potrà usare l’hashtag dedicato #Odff2025.
I canali ufficiali sui cui si parlerà dell’evento sono questi:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTubeInstagramFacebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Cciaa Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

I cinquant’anni di Democrazia Cristiana nella ricostruzione di tre studiosi invitano a riflettere oggi a Pordenone

Al via questo pomeriggio, con la nuova edizione 2024, il ciclo di incontri “Leggiamo oggi”, che sigla la collaborazione fra Fondazione Pordenonelegge.it e Casa Zanussi e offre spunti importanti di riflessione e dibattito sui temi sociali e culturali, a partire dalle pagine dei libri. Oggi, alle 18, nell’auditorium di Casa Zanussi, si parte con un focus sul recentissimo saggio “Storia della Democrazia Cristiana 1943-1993”, pubblicato dalla casa editrice Il Mulino. Faranno tappa a Pordenone due dei tre autori del volume: lo storico Guido Formigoni e il politologo Paolo Pombeni che, assieme a Giorgio Vecchio, firmano questa dettagliata ricostruzione della storia della Dc, schiudendo un’ampia rilettura della storia italiana contemporanea. Con loro dialogherà il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti. L’incontro è ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Prenotazioni attraverso registrazione al sito www.pordenonelegge.it (alla voce mypnlegge). Info: telefono 0434.1573100.

Guido Formigoni

Paolo Pombeni

Il saggio ricostruisce cinquant’anni di storia politica del Paese, ripercorrendo la vicenda storica della Democrazia Cristiana. Il partito di piazza del Gesù fu davvero il «partito della nazione»?. Fu anche questo, spiegano gli autori, specie nella parte finale della sua vicenda. Ma fu prima di tutto un partito dalle anime plurali che perseguì la ricostruzione democratica e costituzionale del paese, proiettandolo in un inedito orizzonte europeo. Un partito di ispirazione cattolica che ha contribuito a risollevare l’Italia dalla povertà, dall’umiliazione della catastrofe bellica e dall’isolamento internazionale, attraverso molte personalità di alta competenza e valore morale. Nel saggio di scorrono 50 anni di generazioni che si sono avvicendate alla guida della Democrazia Cristiana. A trent’anni dalla sua scomparsa, la definizione del ruolo della Dc nella storia d’Italia oscilla ancora tra la demonizzazione e il rimpianto, senza assestarsi in una equilibrata storicizzazione.
Guido Formigoni insegna Storia contemporanea nell’Università Iulm di Milano. Tra i suoi libri editi il Mulino spicca “Storia essenziale dell’Italia repubblicana” (2021). Paolo Pombeni è professore emerito al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato anche “L’apertura. L’Italia e il centrosinistra (1953-1963)”. Giorgio Vecchio ha insegnato Storia contemporanea nell’Università di Parma ed è presidente del comitato scientifico dell’Istituto Alcide Cervi e di quello della Fondazione Don Primo Mazzolari. Tra le sue più recenti pubblicazioni “Il soffio dello Spirito. Cattolici nelle Resistenze europee” (Viella, 2022), oltre alla curatela di “Emilio Sereni. L’intellettuale e il politico”» (Carocci, 2019).

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In copertina, ecco la storica sede della Dc in piazza del Gesù a Roma.

Da Pozzo e Agrusti: bisogna fare presto per riaprire Passo Monte Croce Carnico arteria vitale per tutta l’area montana

«Il Passo di Monte Croce Carnico è un’infrastruttura cruciale per la vita di tutta l’area. Confidiamo che il suo ripristino dopo il gravissimo evento franoso dei giorni scorsi sia preso in carico come priorità fra le priorità del momento, anche attraverso la nomina di un commissario straordinario, affinché i tempi siano più rapidi e non ci si trovi, come già successo in altri eventi e in altre aree d’Italia, arenati a causa di impedimenti burocratici». La sollecitazione alle istituzioni competenti, a partire da Anas e Regione Fvg, a fare prima possibile arriva da Giovanni Da Pozzo e Michelangelo Agrusti, presidente e vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, «ente che rappresenta le imprese e le categorie economiche – aggiungono –. Senza l’agibilità e la percorribilità in sicurezza del passo e della strada, tutta la valle resta chiusa e il problema del collegamento si riversa sulle attività produttive, di tanti settori, che da essa dipendono», hanno evidenziato con preoccupazione, mettendosi nel contempo a disposizione «per un lavoro di squadra che veda operare in sinergia tutte le istituzioni, anche in collaborazione con quelle austriache, per ottenere quanto prima il risultato». «Sappiamo – concludono Da Pozzo e Agrusti – che i tempi per queste operazioni sono lunghi e complessi, a partire dalla preventiva fondamentale rimozione delle pesanti macerie che hanno devastato la zona dei tornanti, ma la nostra sollecitazione è sentita e confidiamo si faccia più in fretta possibile per trovare una soluzione condivisa e positiva. Si tratta di uno dei nostri collegamenti internazionali, che oltretutto, negli ultimi anni in particolare, è percorso con maggior frequenza soprattutto per motivazioni legate al turismo, in quest’area davvero vitale per la sopravvivenza e lo sviluppo».

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In copertina, Giovanni Da Pozzo e Michelangelo Agrusti vertici dell’ente camerale.

Cciaa Pn-Ud, ecco la giunta camerale che collaborerà con Giovanni Da Pozzo. Agrusti riconfermato alla vicepresidenza

Michelangelo Agrusti e Massimo Paniccia (industria), Silvano Pascolo ed Eva Seminara (artigianato), Fabio Pillon (commercio e turismo), Gino Vendrame (agricoltura) e Michela Vogrig (cooperazione). Tante riconferme nella nuova giunta che affiancherà il presidente Giovanni Da Pozzo alla guida della Camera di Commercio Pordenone-Udine, ma anche significative novità. Ieri, il consiglio camerale (assenti giustificati Cesare Bertoia e Paolo Petrucco) si è riunito e ha votato in modo palese e per acclamazione la squadra proposta dal presidente. Subito di seguito si è riunita la giunta stessa, che ha provveduto alla nomina del vicepresindente, riconfermando Michelangelo Agrusti.


«Abbiamo due componenti femminili e, dal 2009, torna di nuovo nell’esecutivo camerale la cooperazione, un comparto fondamentale e trasversale a più settori economici, cui aderisce anche il sistema bancario», ha evidenziato il presidente Da Pozzo nel presentare il team. «Tutti i comparti economici – ha detto ancora il leader camerale – hanno una qualificata rappresentanza nella giunta, così come nel consiglio. La Cciaa è un ente particolare che mette a sistema pubblico e privato: è l’unico ente pubblico economico che rappresenta le categorie, le quali hanno forma privatistica, ma trovano nell’ente casa comune».
Il presidente ha ricordato che uno dei primi compiti sarà l’unificazione di I.ter e Concentro in una consortile unica che governerà la promozione nell’ambito di entrambe le due province. Da Pozzo ha sottolineato che «le nostre due province hanno troppe affinità per non essere complementari e siamo riusciti in cinque anni a realizzare u’ ottima integrazione che confidiamo anche in futuro possa continuare a dare frutti in termini di servizi alle imprese e sviluppo ai territori, che perseguiamo anche con la presenza camerale in un ramificato sistema di partecipate, nei campi più disparati, dalla logistica, ai servizi, dall’agroalimentare all’innovazione».
Agrusti ha poi evidenziato che «la Camera ha anche l’importante ruolo di sostenere tante iniziative che avvengono nella nostra società, soprattutto nel mondo della cultura. E quello di supportare la formazione dei giovani e la loro miglior preparazione per entrare nel mondo del lavoro e delle imprese». «Cinque anni fa, quando la Cciaa si univa, eravamo a inflazione zero e tassi zero e la sfida più importante sembrava quella di integrare in modo virtuoso i due territori – gli ha fatto eco Paniccia –. Una sfida stravinta. Oggi che i due territori collaborano al meglio, ci troviamo in uno scenario di guerre, inflazione e tassi elevati ed energia carente. Non mancheranno problematiche da affrontare, dunque, in questo prossimo quinquennio, ma se le affrontiamo con l’unità di intenti di tutte le categorie e la volontà di dare un servizio qualificato alle imprese, forse vinceremo anche questa seconda sfida».
Pascolo ha rimarcato, invece, il percorso di coesione e gli ottimi rapporti personali che si sono instaurati nel primo quinquennio e che sono base forte e positiva per il lavoro della nuova giunta e Michela Vogrig, infine, si è detta «molto onorata e felice di far parte della giunta camerale: il mondo della cooperazione dal 20009 non vi era rappresentato. In un momento storico come questo, volentieri portiamo il contributo da un sistema con un dna che parla di economia sociale, di sviluppo sostenibile e che valorizza i territori. Ci mettiamo volentieri a disposizione per fare un buon lavoro di squadra».

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo con il vice Michelangelo Agrusti; all’interno, l’intera giunta camerale, presente anche il segretario generale dell’ente Lucia Pilutti.

Al via il Da Pozzo bis alla Cciaa Pn-Ud per puntare a un nuovo sviluppo. Il benvenuto al nuovo prefetto di Udine

(g.l.) «Cinque anni complessi, ma importanti per favorire lo sviluppo anche nei prossimi cinque»: ecco le parole di Giovanni Da Pozzo appena riconfermato alla guida della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Ieri, infatti, si è insediato il nuovo consiglio dell’ente camerale con all’ordine del giorno, appunto, l’elezione del nuovo presidente. E per acclamazione è stato confermato al vertice proprio il tolmezzino Da Pozzo, che ha già traghettato la Camera di Commercio nel delicato primo mandato dopo l’accorpamento tra le due realtà di Pordenone e Udine. A tenere a battesimo il nuovo corso, anche il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli e l’assessore alle attività produttive della Regione Fvg, Sergio Emidio Bini.

Bini tra Agrusti e Da Pozzo.


Dopo un primo mandato «in cui abbiamo portato alla piena integrazione i servizi e le strutture delle realtà camerali dei due territori – ha commentato il presidente –, compito non facile, ma che siamo riusciti a realizzare con efficacia grazie all’impegno di tutto il nostro personale, e nonostante abbiamo operato in condizioni eccezionali determinate da eventi come il Covid e la situazione geopolitica internazionale quanto mai complessa, ci apprestiamo ad affrontare un secondo mandato con maggiore esperienza e consapevolezza sulle spalle, con ottime relazioni intessute tra i portavoce dell’economia di entrambi i territori e la Regione, nonché con fiducia nelle capacità di un sistema che è arrivato a oggi con preparazione, intelligenza e determinazione». Da Pozzo ha anche preannunciato la decisione di accorpare in un’unica realtà societaria le due strutture camerali che si occupano della promozione, ossia I.Ter scrl a Udine e Concentro a Pordenone, «ulteriore segno della capacità e della volontà di fare sintesi, per offrire sempre migliori servizi al territorio, alle imprese e ai cittadini».
«La conferma alla guida della Camera di commercio di Pordenone-Udine del presidente Giovanni Da Pozzo è una garanzia anche per i prossimi cinque anni. Ha saputo, con il vicepresidente Michelangelo Agrusti e l’intera Giunta, affrontare sfide molto difficili negli scorsi cinque anni di fronte ad avversità – non solo economiche – impensabili. Inoltre, ha dimostrato la capacità di mettere assieme dei territori che rappresentano una parte molto significativa delle imprese della regione, pari a circa il 76% per cento, e di garantire il cammino di questa Camera di commercio unica e unita. La Regione ha lavorato molto bene in collaborazione con l’Ente camerale e continuerà a farlo, mettendo a disposizione del sistema delle imprese ingenti risorse», ha dichiarato l’assessore Bini, a margine della rielezione di Da Pozzo. L’esponente della Giunta Fedriga ha quindi rimarcato: «Ci sono tutte le migliori condizioni per proseguire nella proficua collaborazione tra l’Amministrazione regionale e la Camera di commercio, che dal 2019 ad oggi ha portato a conseguire importanti risultati». L’ente – è stato ricordato – ha concesso quasi 89 milioni alle imprese tramite la gestione dei bandi su delega e fondi regionali, cui si sommano i 4,5 milioni circa con i bandi di fondi propri camerali e oltre 2,5 milioni di sostegni alle iniziative del territorio. Gli interventi economici per lo sviluppo del territorio, invece, sono passati dai 5,9 milioni del 2019 agli 8,1 del 2023. «Anche nei prossimi anni – ha assicurato Bini – proseguirà il percorso di dialogo e confronto attivo con una realtà che oggi rappresenta una larga fetta dell’economia regionale”. In precedenza, Bini aveva ricordato le sfide affrontate nell’ultimo lustro di mandato – sia dalla stessa Amministrazione regionale che dall’Ente camerale presieduto da Da Pozzo – e aveva sottolineato come “lo strumento che ha permesso al Friuli Venezia Giulia di superare indenne le enormi difficoltà del passato quinquennio è stata la capacità di fare sistema, di affrontare le difficoltà con spirito di squadra, mettendo a fattor comune le migliori personalità, strumenti e risorse. L’unione degli istituti camerali e la collaborazione tra Pordenone e Udine rappresenta uno dei migliori esempi del sapere fare sistema».
Riferendosi ancora alla collaborazione che proseguirà con l’accorpamento delle due Aziende speciali – Concentro e I.Ter Scrl – l’esponente della Giunta regionale ha usato anche una metafora. «I ponti uniscono e i campanili custodiscono le peculiarità del territorio. Abbiamo bisogno degli uni e degli altri, con la consapevolezza che, sull’esempio di quanto avvenuto in questi anni, è fondamentale evitare dualismo e conflittualità per ottenere risultati positivi per imprese e comunità di cittadini».
Prossimo step in termini di completamento delle procedure di avvio del nuovo mandato sarà ora l’elezione della giunta e la nomina del vicepresidente: la data in agenda è venerdì 27 ottobre, alle 18, quando sarà votato e ufficializzato l’esecutivo camerale, formato dal presidente più sette componenti. Il consiglio camerale è formato da 25 esponenti: Michelangelo Agrusti (industria), Cesare Bertoia (servizi alle imprese), Edo Billa (consumatori), Fabiana Bon (commercio pmi), Paolo Candotti (industria), Francesca Comello (artigianato), Giovanni Da Pozzo (commercio, rieletto appunto presidente), Roberto De Marchi (sindacati), Marco De Munari (agricoltura), Denis Durisotto (trasporti e spedizioni), Andrea Maestrello (commercio) , Filippo Meroi (commercio), Gilberto Noacco (credito e assicurazioni), Massimo Paniccia (industria pmi), Silvano Pascolo (artigianato), Piero Petrucco (industria), Fabio Pillon (turismo), Silvia Radetti (servizi alle imprese), Eva Seminara (artigianato), Micaela Sette (professionisti), Alessandro Tollon (turismo), Luca Tropina (servizi alle imprese), Chiara Valduga (industria), Gino Vendrame (agricoltura) e Michela Vogrig (cooperative).

Il nuovo consiglio camerale.


Da ricordare, infine, che in questi giorni il presidente Da Pozzo ha dato il benvenuto in Cciaa al nuovo prefetto Domenico Lione, insediato a Udine lunedì 2 ottobre. Un primo incontro nel quale è stata confermata la massima collaborazione tra Camera di Commercio Pn-Ud e Prefettura. «Il mondo dell’economia è unito sul fronte udinese e pordenonese – ha evidenziato il presidente Da Pozzo – e si presenta molto articolato, con realtà differenziate per settori e per territori. Complessa anche l’organizzazione del lavoro ed è forte l’impegno dell’ente camerale sul fronte della formazione di imprenditori e dipendenti e sull’orientamento dei giovani alle professioni e all’occupazione dopo gli studi, per contribuire al potenziamento del tanto ricercato matching tra domanda e offerta, operazione che in questi anni risulta particolarmente sfidante, in quanto tante figure professionali sono di difficile, dove non impossibile, reperibilità. Assicuriamo convintamente – ha concluso – la massima cooperazione al prefetto, in quanto la tutela della legalità è l’unico modo per permettere alle imprese di operare con chiarezza, correttezza e successo sul mercato».

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo con il nuovo prefetto di Udine dottor Domenico Lione.

Ente camerale, Pordenone e Udine insieme da cinque anni che sono stati complessi ma anche di crescita

Si avvia alla conclusione il primo mandato della Camera di Commercio Pordenone-Udine, nata l’8 ottobre 2018 dallo storico accorpamento delle due realtà camerali dei due capoluoghi provinciali. La Regione Fvg ha fissato la data per l’inizio del prossimo mandato, il 9 ottobre, e intanto ieri, a Villa Manin di Passariano, il presidente e il vicepresidente, Giovanni Da Pozzo e Michelangelo Agrusti, hanno voluto riunire consiglieri e componenti di giunta, nonché i principali stakeholder, per evidenziare l’importante prima tappa «di questo viaggio che abbiamo compiuto per la prima volta insieme, arrivando – ha evidenziato Da Pozzo – a integrare al meglio non solo la governance, ma anche e soprattutto l’effettiva operatività delle due sedi, a tutto vantaggio dell’efficienza dell’azione dell’ente nei confronti di imprese, primario interlocutore e sostenitore della Camera, e cittadini».

Un ente accorpato che conta a 90.991 localizzazioni d’impresa registrate, il 73% del tessuto imprenditoriale regionale, di cui un terzo società di capitali, per due territori che segnano un Pil procapite di 28.618 euro (Udine) e 28.474 euro (Pordenone) a fronte di una media italiana di 26.884 euro (2021). Ma soprattutto territori traino dal punto di vista dell’interscambio commerciale: Udine e Pordenone fanno il 61% dell’export totale della regione. Ai numeri dell’economia, presidente e vicepresidente hanno voluto far seguire il positivo impegno quotidiano dell’ente, con un Registro imprese che supera le 50 mila pratiche l’anno, il 47% di dipendenti in possesso di laurea e l’80% di personale femminile, nonché un indicatore di tempestività dei pagamenti importante: l’ente paga, infatti, le fatture mediamente in anticipo di 17 giorni rispetto alla scadenza.

«Ed è un ente che vive i suoi territori al massimo», hanno sottolineato presidente e vicepresidente. Con 40 partecipazioni in società, enti e istituzioni di tutti i comparti economici, «la Camera di Commercio Pordenone-Udine si può occupare a tuttotondo dello sviluppo delle imprese, ma non solo, può incidere positivamente anche sulle tante iniziative culturali e sociali che arrivano dalla comunità». Nel quinquennio, gli interventi economici per lo sviluppo del territorio sono infatti passati dai 5,9 milioni del 2019 agli 8,1 del 2023. L’ente, inoltre, ha concesso quasi 89 milioni alle imprese tramite la gestione dei bandi su delega e fondi regionali, cui si sommano i 4,5 milioni circa con i bandi di fondi propri camerali e oltre 2,5 milioni di sostegni alle iniziative del territorio. Inoltre, superano i 3 milioni di euro i progetti finanziati con il diritto annuale per programmi speciali nei campi del turismo, della formazione lavoro, per il punto impresa digitale, per preparare le pmi ad affrontare i mercati internazionali e per iniziative a sostegno delle crisi d’impresa. Sono quasi 1300 le imprese coinvolte in circa 150 eventi di internazionalizzazione in tutto il mondo ed è significativa anche l’azione dell’ente a promozione del territorio, con progettualità quali Pordenone with Love o Mirabilia e Opus loci per la valorizzazione dei siti Unesco o ancora i due grandi eventi quali la consolidata eccellenza Pordenonelegge e, dopo il Friuli Future Forum, la fortunata evoluzione Open Dialogues for Future, realizzata per la prima volta con grandissima partecipazione di pubblico e ospiti internazionali nel marzo 2023 assieme a The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica di Federico Rampini, di cui si sta già lavorando a una seconda edizione per il 2024.

«Sono stati cinque anni rilevanti, per noi come istituzione economica, dovendo portare a regime l’accorpamento, ma sono stati un periodo particolarmente impegnativo e per alcuni aspetti straordinariamente impegnativo per tutti, a livello internazionale e nazionale». Da Pozzo e Agrusti hanno ricordato la durissima pandemia da Covid 19 e l’invasione russa dell’Ucraina, innanzitutto, con le gravi ripercussioni sociali e sui già delicati equilibri geopolitici. «Mettiamo poi nel nostro “zaino” di esperienze e sfide un mercato del lavoro completamente rivoluzionato – dallo smart working, ma più ancora dal rifiorire dell’economia, del turismo, delle tecnologie, nonché dalle mutate aspettative dei lavoratori –, la crescita, inizialmente smodata, del costo dell’energia, materie prime a lungo introvabili, la trasformazione della globalizzazione e delle catene di rifornimento, i risultati per molti aspetti eccezionali dell’Italia e del Fvg che sono scaturiti quasi come reazione alla pandemia. È stato dunque un quinquennio di immense complessità ma anche di insperati successi, che ci ha dato nuova consapevolezza e nuovo sviluppo, anche come istituzione camerale».

Il logo della Camera di Commercio Pordenone-Udine, adottato a inizio mandato, rappresenta un ponte, simbolo di unità e collaborazione: con tutta la rete del sistema camerale italiano e tra le due province. «Attraverso una serie di iniziative, partecipazioni strategiche e programmi innovativi, la nostra Cciaa – concludono presidente e vicepresidente – ha promosso la competitività delle imprese, incentivando investimenti, promuovendo rinnovamento, contribuendo ad accrescere capacità imprenditoriale e competitività delle aziende locali, anche grazie a un confronto costante e sempre decisamente proficuo con la Regione, dimostratasi sempre attenta ad aiutare la comunità economica a uscire dalle situazioni più complesse di questo quinquennio. Siamo fiduciosi che i cinque anni trascorsi siano il prologo di un futuro a cui guardiamo con ottimismo, che possa essere di continuo impegno e di crescita ulteriore per i nostri territori e la regione tutta. Un grazie a tutti quelli che hanno percorso questi cinque anni con noi, pensando sempre che “il meglio deve ancora venire”».

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In copertina e all’interno due immagini dell’incontro di ieri a Villa Manin con il presidente Giovanni Da Pozzo e il vice Michelangelo Agrusti.

Casarsa riflette sulla guerra in Ucraina tra territori, effetti e prospettive di pace

Prosegue la rassegna Geopolitica per le imprese, organizzata da Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone con la Città di Casarsa della Delizia e Limes Club Pordenone Udine Venezia. Il prossimo appuntamento è in programma, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, venerdì 11 novembre alle 20.30 con l’incontro intitolato “Territori, effetti della guerra e prospettive di pace per l’Ucraina”.
Dopo il saluto del sindaco Claudio Colussi, interverranno il professor Igor Jelen (Università di Firenze), l’onorevole Michelangelo Agrusti (presidente di Confindustria Alto Adriatico) e il professor avvocato Guglielmo Cevolin (Università di Udine e presidente di Historia).
“Sarà un momento di riflessione – ha anticipato Colussi – su un tema di estrema attualità come quello della guerra, da analizzare attraverso gli strumenti della storia, della politica e dell’economia. Un incontro che siamo lieti di ospitare per approfondire la conoscenza di tematiche internazionali non solo in favore delle aziende locali, per le quali la rassegna è stata ideata, ma anche per tutti i cittadini che vorranno partecipare”.
La rassegna era iniziata lo scorso 5 ottobre con l’apprezzato incontro che aveva visto protagonista, sempre sul tema della guerra, il professor Franco Cardini (Università di Firenze).

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In copertina, Michelangelo Agrusti presidente di Confindustria Alto Adriatico. 

 

Tessere carburante, da oggi orari ancora ampliati (un mese) a Udine e Pordenone

Quante richieste in Friuli di tessere carburante agevolato! Proprio per questo motivo, la giunta della Camera di Commercio Pordenone-Udine ha deciso, vista l’eccezionale mole di lavoro, di dare avvio a un’ulteriore apertura straordinaria degli sportelli in entrambe le sedi, dopo l’ampliamento degli orari già avviato in questi giorni, per velocizzare al massimo i tempi di prenotazione e smaltire più rapidamente possibile le domande.

Giovanni Da Pozzo

Michelangelo Agrusti

Così, a partire proprio da oggi 19 aprile – e fino al 18 maggio, salvo proroghe che saranno eventualmente comunicate nel corso del mese – sarà dunque possibile prendere appuntamenti con gli uffici preposti. La modalità resta sempre quella dell’appuntamento con prenotazione, che va fatta tramite il sito www.pnud.camcom.it in una facile modalità: da lì l’utente può vedere quali giornate e orari sono disponibili e fissare l’appuntamento, cosa che consente peraltro di non doversi presentare in anticipo nelle sedi camerali, né di attendere inutilmente in coda o creare assembramenti.
Il presidente Cciaa, Giovanni Da Pozzo, e il vicepresidente, Michelangelo Agrusti, hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa e per l’accordo raggiunto con le parti sindacali e i dipendenti del sistema camerale finalizzato a garantire una più lunga copertura di orari per agevolare gli utenti. «In un momento così complesso per imprese e cittadini, cerchiamo di essere di supporto in tutti i modi possibili – commenta Da Pozzo -. È importante che chiunque, a ogni livello, possa essere di aiuto alla risoluzione di piccoli o grandi problemi, si metta a disposizione con senso di responsabilità e comprensione del momento».
«Tutto questo – aggiunge Agrusti – in ragione dell’accresciuto flusso di utenti anche in relazione all’aumento del costo di gasolio e benzina. Un esempio della considerazione di Cciaa Pn-Ud per le esigenze della popolazione finalizzato a favorirne l’accesso in una fascia oraria più ampia che limiterà, così, i disagi che si sarebbero potuti manifestare».

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Servitizzazione, giovedì
l’incontro con Siagri

Un webinar in cui si approfondirà il concetto di servitizzazione, nuovo modello di business, abilitato dalle tecnologie digitali, per il futuro delle imprese e modello accessibile anche alle Pmi, che sanno essere agili nell’adattarsi al cambiamento. A parlarne nel già annunciato seminario online, in programma per giovedì 21 aprile alle 17, sarà Roberto Siagri, che proprio su questo tema ha pubblicato il libro “La servitizzazione. Dal prodotto al servizio. Per un futuro sostenibile senza limiti alla crescita”. Il webinar è organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine con il suo Comitato imprenditoria giovanile. La servitizzazione appare dunque come una rivoluzione per le imprese e, oltre a dare un nuovo slancio ai prodotti di alta qualità, potrà avere effetti positivi sul piano della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il passaggio dal prodotto al servizio non è solo una tendenza attuale, dunque, è la chiave per entrare del futuro in maniera sostenibile. Per partecipare all’incontro, che è gratuito, è sufficiente registrarsi entro domani, 20 aprile, al link https://bit.ly/3DFkKWs. Tutte le info su www.pnud.camcom.it

 

 

Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)