Il giornalista Tommaso Cerno cittadino onorario di Lusevera ricordando le sue origini nell’Alta Val Torre. Zilli: premiato un legame più forte di tempo e distanza

«Il conferimento della cittadinanza onoraria è uno degli atti più significativi con cui una comunità riconosce un legame profondo, autentico e duraturo con una persona. Un legame che, nel caso di Tommaso Cerno, non nasce solo dal suo percorso pubblico e professionale, ma affonda le radici nelle sue origini familiari, che appartengono a questo territorio». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, prendendo parte l’altra sera alla seduta del Consiglio comunale con cui la municipalità di Lusevera guidata dal sindaco Mauro Pinosa ha attribuito la cittadinanza onoraria al giornalista friulano, attualmente direttore de Il Giornale fondato oltre cinquant’anni fa da Indro Montanelli, ma che in passato è stato anche alla guida del Messaggero Veneto nella sua Udine. «Il rapporto con Lusevera – ha ricordato Zilli – va oltre l’aspetto biografico: le radici sono la trama invisibile che unisce generazioni, cultura e valori, sono memoria condivisa e appartenenza. Per questo la cittadinanza onoraria non è soltanto un riconoscimento simbolico, ma la conferma di un legame che il tempo e la distanza non cancellano».

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta Fedriga ha poi richiamato – come informa Regione Cronache – la storia di migrazioni che ha caratterizzato Lusevera, come molte comunità del Friuli Venezia Giulia: «Una storia fatta di partenze e di ritorni, in cui le radici non trattengono, ma orientano e trasmettono identità. Questo equilibrio tra attaccamento alla propria terra e apertura al mondo emerge con forza nel percorso di Tommaso Cerno». Nella motivazione, il Consiglio comunale di Lusevera ha parlato di un atto simbolico e morale in segno di riconoscenza per il forte legame con le proprie radici nell’Alta Val Torre, per essersi distinto, nel corso della sua carriera di giornalista e scrittore, quale promotore dei valori della cultura, della conoscenza e della libertà di informazione, portando prestigio anche alla comunità. Una motivazione simile gli era valsa anche l’attribuzione dell’ultima edizione del Premio Epifania a Tarcento. Il tema dell’informazione – ha quindi sottolineato l’assessore regionale – rende oggi ancor più attuale, nell’anno del cinquantesimo anniversario dal terremoto del Friuli, il ruolo nazionale di Cerno nel rappresentare il valore del “modello Friuli”, capace di rinascere dopo la tragedia e di guardare con lucidità alle sfide future.
«Il Friuli Venezia Giulia, regione di confine ricca di lingue e identità, ha formato anche il suo sguardo giornalistico e politico, portandolo a dirigere un’importante testata nazionale. Nel suo lavoro Tommaso Cerno ha spesso raccontato i nostri territori a un pubblico nazionale, superando stereotipi e restituendone la complessità. Ringrazio, quindi, l’Amministrazione comunale di Lusevera per questa scelta e rivolgo a Tommaso Cerno le più sincere congratulazioni, con l’augurio che questo legame continui a generare dialogo e impegno per il futuro», ha concluso Barbara Zilli.

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In copertina, il sindaco Mauro Pinosa al momento della premiazione di Tommaso Cerno; all’interno, due momenti della cerimonia con l’intervento dell’assessore regionale Barbara Zilli.

“Non rinunciate mai ai vostri sogni”: da Udine l’appello di Amadeus ai giovani. Quasi mille candidati alla Fiera del Lavoro Fvg coronata da nuovo successo

La ventunesima Fiera del Lavoro Fvg, organizzata da Alig ((Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale), ha fatto incontrare al Teatro Nuovo Giovanni da Udine almeno 900 candidati tra studenti e laureati con le 74 aziende presenti che mettevano sul piatto 970 posti di lavoro. Si tratta della terza e conclusiva giornata di Edu Job Fairs, il nuovo progetto che comprende, oltre allo storico evento in presenza a teatro, l’International Education Fair e l’international Job Fair, entrambi online, focalizzati sull’obiettivo condiviso con la Regione Fvg di portare in Friuli Venezia Giulia, dall’Italia e soprattutto dall’estero, studenti e lavoratori, coinvolgendo istituzioni, imprese, alta formazione e associazioni di categoria. Obiettivo raggiunto con oltre 4 mila colloqui online di cui circa il 15,7% di candidati stranieri e 742 partecipanti al “salone dello studente virtuale” che per la prima volta ha unito tutta l’offerta della formazione terziaria della Regione. Sul palco del Teatrone, infatti, sono saliti i rappresentanti delle Università degli Studi di Udine e Trieste, Its Alto Adriatico, Its Academy Udine, Accademia Nautica dell’Alto Adriatico e LifeTech ITS Academy.


La giornata conclusiva di sabato, iniziata alle 12.30, ha visto il foyer e le terrazze del Teatro pieni fin dall’inizio e candidati in coda per poter fare i colloqui, mentre nel pomeriggio tutti in sala per i talk e per gli incontri con Paolo Mieli, Amadeus e con l’imprenditore Andrea Rigoni, di Asiago, per il consueto appuntamento “L’arte di fare impresa”. Paolo Mieli, intervistato dal vicedirettore del TG5 Giuseppe De Filippi, ha raccontato del suo nuovo libro “Il prezzo della pace” (Rizzoli) che ha scritto quest’estate quando gli accordi di Sharm El Sheik erano ancora lontani: «Sono andato indietro di millenni per guardare la pace dal punto di vista di vincitori e vinti: di fatto, nel passato più recente o più remoto, ogni pace è piena di insidie e quanto più la pace è affrettata, tanto più sarà foriera di nuove guerre. Basti pensare ai conflitti del Novecento: la pace della Prima guerra mondiale fu una pace di vendetta e umiliazione nei confronti della Germania tanto da scatenare il successivo conflitto. E anche la pace post Seconda guerra mondiale ha scaricato i conflitti su tante parti del mondo, proprio come il Medioriente. Gli ottanta anni di pace, quindi, lo sono stati solo per l’Europa occidentale».

Amadeus, uno dei volti più amati della televisione e dello spettacolo, è stato intervistato sul palco da otto ragazzi della redazione di MV Scuola che gli hanno fatto domande su vita, lavoro, televisione, social e Sanremo: «Ho ricevuto tantissimi no e non solo all’inizio della mia carriera – ha raccontato -, magari ne riceverò altri, ma i no non devono farci fermare, fanno parte di ogni percorso. Credo che la sfida più grande per i giovani sia di provare a realizzare i propri sogni: il Paese dovrebbe sostenervi ed aiutarvi, ma purtroppo non succede sempre, basti pensare a quanti ragazzi vanno all’estero. Ma se realizzare un sogno significa lasciare l’Italia è giusto che lo facciate pur di riuscirci. Non rinunciate mai».
Non poteva mancare l’intervista all’ingegnere gestionale dell’anno condotta dal vicedirettore del Gruppo Nem con delega al Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini: a ricevere il premio Laura Pamini, amministratore delegato di Siderpotenza Spa, azienda che fa parte del friulano Gruppo Pittini. Sul palco del Giovanni da Udine sono saliti anche Anna Mareschi Danieli, Camilla Benedetti, Giorgio Alberti e Guido Nassimbeni per consegnare a 28 studenti delle borse di studio per volare a studiare a Ney York alla St. John’s University, una incomparabile opportunità di formazione internazionale. Al termine della serata in teatro, la cerimonia di graduation del Master “Acquisti Logistica e gestione delle supply chain” dell’Ateneo di Udine.

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In copertina, Amadeus e all’interno gli interventi di Paolo Mieli e Andrea Rigoni in un Teatro gremito di giovani e imprenditori.

Fake News Festival 2025, oggi seconda anteprima a Ronchi dei Legionari: storie false dai faraoni alle bufale online

Oggi, 26 ottobre alle ore 18, nella Sala Polifunzionale del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, in via Duca d’Aosta 3/5 a Ronchi dei Legionari, arriva la seconda anteprima del Fake News Festival 2025 con l’incontro: “Bufale storiche: altro che Internet!”. Protagonisti Michel Pretalli, professore ordinario di italianistica all’Université Marie et Louis Pasteur, e Giovanni Zagni, giornalista e direttore di Pagella Politica e Facta, tra i massimi esperti di fact-checking in Italia.

Michel Pretalli

Giovanni Zagni

Moderati da Oscar d’Agostino del Messaggero Veneto, gli autori del volume “Storie false. Dai faraoni alle bufale online” (Mimesis) condurranno il pubblico in un viaggio affascinante tra le menzogne più celebri della storia, dalle falsità sul faraone Akhenaton agli inganni di guerra della Roma antica, dalle “misure attive” sovietiche agli effetti economici della morte di Napoleone.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale Leali delle Notizie APS nell’ambito della rassegna “Oltre il Festival”, invita a riflettere su come la disinformazione non sia un prodotto dei social network, ma una compagna di viaggio dell’umanità fin dalle sue origini. Tutti gli incontri delle anteprime sono a ingresso gratuito (fino a esaurimento posti) e senza necessità di prenotazione.

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In copertina, il giornalista del Messaggero Veneto Oscar d’Agostino.

Fake News Festival 2025, oggi debuttano le anteprime al Città Fiera. Poi in novembre il via ai tanti appuntamenti

Oggi, 25 ottobre alle ore 15, al Città Fiera Family Comic Convention di Martignacco prende ufficialmente il via il viaggio del Fake News Festival 2025 con la prima anteprima: “La Forza delle Fake – Falsi miti e cultura nerd tra cinema, social e cosplay”. Un appuntamento che unisce passione, cultura pop e pensiero critico, per scoprire come anche nel mondo di fumetti, videogiochi, serie TV e fandom prosperino leggende metropolitane, miti digitali e notizie false diventate “verità” condivise online.
Sul palco si confronteranno Gaetano Vitulano, fondatore della community L’insolenza di R2D2, Marco Devetak, regista e docente di Digital Animation all’Università degli Studi di Udine, e Himorta (Antonella Arpa), una delle cosplayer più note in Europa, con oltre 2 milioni di follower e un grande seguito anche per i suoi progetti legati all’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo del cosplay. A moderare l’incontro sarà Simone Narduzzi, giornalista del Messaggero Veneto.
L’evento, a ingresso gratuito, rientra tra le anteprime del Fake News Festival 2025, organizzato dall’associazione Prisma APS con il sostegno di Regione FV #IOSONOFRIULIVENEZIAGIULIA, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio di Pordenone-Udine, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Udine, dell’Università degli Studi di Udine e dell’Ordine dei Giornalisti Friuli Venezia Giulia. Il festival si terrà a Udine dal 13 al 16 novembre, con un programma ricco di ospiti, incontri e laboratori dedicati alla disinformazione e al pensiero critico.

Per info: www.fakenewsfestival.it | info@fakenewsfestival.it | 0432.1638312

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In copertina, il palco del Fake News Festival: appuntamenti al via in novembre.

(Foto Luca d’Agostino)

Master di Università e Confindustria a Udine: le inquietudini economiche e sociali sotto la lente di Carlo Cottarelli

Sarà Carlo Cottarelli a tenere la “lectio magistralis” sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine in occasione della graduation dell’Executive Master in Business Administration, il prestigioso percorso di specializzazione in campo economico-gestionale organizzato dall’Ateneo friulano e Confindustria Udine. Appuntamento venerdì 9 maggio, alle 21, con ingresso libero (biglietto ritirabile all’ingresso), per la consegna dei diplomi ai 68 studenti che hanno concluso il percorso formativo biennale con il coinvolgimento di qualificati docenti provenienti da Italia e dall’estero: gli allievi, età media 43 anni, sono imprenditori, manager, quadri di grandi e piccole aziende e provengono non solo dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Sardegna e pure dall’Austria.
La “lectio magistralis” di Carlo Cottarelli, economista di fama internazionale, editorialista, già presidente del consiglio incaricato e per anni figura di riferimento al Fondo Monetario Internazionale, si concentrerà sull’analisi dell’attuale contesto geopolitico internazionale, caratterizzato da crescenti tensioni economiche e politiche tra le principali potenze globali. Specifica attenzione sarà dedicata al ritorno del protezionismo, al ruolo crescente delle tariffe doganali, come strumento di politica economica e commerciale, e alle implicazioni che queste dinamiche hanno sulla stabilità globale e sui rapporti tra Stati.
Prima della proclamazione, sul palco del “Giovanni da Udine” salirà il vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, che intervisterà alcuni allievi che hanno concluso questo percorso e che poi introdurrà Carlo Cottarelli.
Al termine degli interventi si terrà la cerimonia di consegna degli attestati in perfetto stile anglosassone: uno a uno i 68 studenti saranno chiamati sul palco per le foto di rito assieme al prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli, al presidente e al direttore di Confindustria Udine, Luigino Pozzo e Michele Nencioni, e al direttore del Master Marco Sartor per il tradizionale lancio del tocco.
«Questo Master rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra mondo accademico e industria possa generare risultati di grande impatto», sottolinea il professor Sartor. «In sei anni abbiamo attivato a Udine, Milano e Trento 18 classi, offrendo – in collaborazione con Confindustria Udine – un’opportunità di alta formazione unica nel panorama nazionale. Si tratta di un percorso di eccellenza che è solitamente proposto da organizzazioni private a costi molto elevati. Come Ateneo pubblico, invece, lo rendiamo accessibile a un prezzo equo, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di sviluppo sull’intero territorio nazionale».
Anna Mareschi Danieli, past president di Confindustria Udine e co-ideatrice del Master: «Con questo progetto, si è fatto un salto di qualità nelle relazioni tra Confindustria e Università di Udine, passando dalla logica della collaborazione a una vera e propria partnership. Con l’Ateneo condividiamo l’obiettivo di avvicinare sempre di più il mondo dell’impresa a quello dell’accademia, ma soprattutto, abbiamo dato insieme una risposta concreta e di qualità a una richiesta di alta formazione espressa dalle imprese del territorio. Siamo partiti da una necessità degli imprenditori e attorno a questa abbiamo costruito insieme una soluzione taylor made, che si è rivelata di successo.
Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine: «Questo master è un ottimo esempio, non certo l’unico, del valore che una forte sinergia tra mondo delle imprese e dell’Università è in grado di offrire al territorio. Le nostre aziende, infatti, cresceranno tanto quanto crescerà qualitativamente e quantitativamente il capitale umano a nostra disposizione, a tutti i livelli di responsabilità e di competenza all’interno delle imprese, in particolare su tematiche che portino una forte capacità di innovazione. A sei anni dal debutto, le centinaia di frequentanti, i corsi già aperti anche a Trento e in Lombardia e le trattative in corso per portare questa esperienza anche in altre regioni italiane, dimostrano che l’Università del Friuli e Confindustria Udine hanno colto nel segno con questa iniziativa condivisa di alta formazione».
Infine, Andrea Cafarelli, prorettore dell’Università di Udine: «Un progetto solido, che risponde pienamente agli obiettivi formativi dei nostri percorsi di alta formazione. Il crescente gradimento è il risultato dell’impegno profuso dagli organizzatori e dalla faculty del master ed è pure la concreta dimostrazione dell’efficacia della costante interazione tra la nostra Università e il tessuto economico e produttivo regionale e nazionale».

L’evento è organizzato in collaborazione con vicino/lontano.
L’ingresso in teatro è libero.

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In copertina, l’economista Carlo Cottarelli che venerdì sarà a Udine.

Governare il rischio per la sicurezza: stamattina c’è un convegno a Feletto

“Governare il rischio: analisi e strategie per garantire sicurezza alla comunità”. Questo il tema del convegno – organizzato da MD Systems, Master in Intelligence and Emerging Technologies e Comune di Tavagnacco  – che si terrà stamane, alle 10, nella sala consiliare di piazza Indipendenza, a Feletto Umberto. I lavori saranno aperti dai saluti introduttivi di Giovanni Cucci, sindaco di Tavagnacco, Walter Rizzetto, presidente Commissione Lavoro della Camera, e Pierpaolo Roberti, assessore regionale alla sicurezza.
Quindi, sono annunciati gli interventi di Giuseppe Corasaniti, giurista ed ex magistrato, Enrico Pirastru, capo security Fincantieri, Umberto Saccone, ex capo security Eni, Pierluigi Pelargonio, capo security Sky Italia, Gian Luca Foresti, direttore del Master in Intelligence and Emerging Technologies Uniud, e Marco Cavalli, analista ed esperto video sorveglianza. Parteciperanno al dibattito Manuel Cacitti, esperto di cybersicurezza, Diego Mansutti, esperto di tecnologia video termica, e Francesco Gigliotti, security manager Corpo Vigili Notturni.  I vari interventi saranno moderati da Christian Seu, giornalista del Messaggero Veneto.

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In copertina, la sede del Comune di Tavagnacco a Feletto Umberto.

Assosalute, Riccobon replica a Riccardi: “La Regione Fvg poteva derogare al ribasso delle tariffe ferme da 20 anni”

«L’assessore regionale alla sanità Riccardi dichiara che i bisogni dei cittadini stanno davanti a tutto e che è il pubblico a dettare regole e tariffe delle prestazioni sanitarie: su questo siamo d’accordo, ma bisogna dire tutta la verità ai cittadini e spiegare loro qual è la situazione reale». Esordisce così il presidente di Assosalute, Claudio Riccobon, in risposta alle parole dell’assessore Riccardo Riccardi pubblicate sulle pagine del Messaggero Veneto e de Il Piccolo che commentava la decisione delle Strutture sanitarie private accreditate regionali di sospendere, a partire da sabato primo marzo, le prenotazioni in regime di convenzione con il SSR (servizio sanitario regionale) di numerose prestazioni.

Claudio Riccobon (Assosalute)

Le tariffe per i privati accreditati – «Le tariffe, ovvero il rimborso che la Regione eroga alle strutture private accreditate per ogni prestazione in convenzione, sono ferme da 20 anni e dal 29 dicembre, per molte prestazioni, le abbiamo viste decurtate con percentuali che vanno dal 20 al 60%. In questi due decenni, però, i privati accreditati hanno dovuto sostenere l’aumento dei costi del personale, dell’energia, dell’assistenza e della manutenzione, dei presìdi da utilizzare e anche tutti quei costi relativi alla mole sempre crescente di adempimenti burocratici ed amministrativi. Noi non chiediamo l’aumento delle tariffe ferme da 20 anni, chiediamo solo che siano mantenute e non decurtate. Decidere di applicare i ribassi, invece, è un atto scollegato dalla realtà e ben lontano da fare gli interessi dei cittadini».

La Regione Fvg poteva derogare all’applicazione delle nuove tariffe – «La nostra Regione è autonoma nella gestione della spesa sanitaria; quindi, può derogare dal nuovo tariffario in libertà. Il vicino Veneto, per esempio, ha prorogato per 3 mesi il vecchio tariffario in attesa di trovare una soluzione comune, mentre la Lombardia ha deciso di non recepirlo. In questi due mesi, dal 29 dicembre, speravamo che l’amministrazione regionale capisse le nostre difficoltà e aprisse un tavolo di lavoro per ascoltare e recepire l’esperienza delle strutture del privato accreditato, l’unico interlocutore a conoscere la reale incidenza dei costi sulle prestazioni in quanto l’unico ad essere remunerato a tariffa per le prestazioni erogate. Al contrario, leggiamo sempre nell’intervista citata, il ricatto a prolungare i tempi per il rinnovo dell’accordo triennale scaduto».

Le tariffe nella sanità pubblica – «La remunerazione “a prestazione erogata” avviene solo per il privato accreditato. Il sistema sanitario pubblico viene invece pagato sulla base dei costi storici: tanto hai speso in passato, tanto ti do per il futuro. A questa remunerazione si aggiungono incrementi annuali, finanziamenti speciali per nuove tecnologie, spazi, ammodernamenti che invece il privato accreditato si paga da solo con le tariffe incassate. Se applicassimo la stessa modalità alla sanità pubblica, quanto reggerebbe il sistema?».


I bisogni dei cittadini al centro – «Al privato accreditato viene giustamente chiesto di adeguare investimenti, tecnologie e competenze per garantire un servizio qualitativamente elevato a tutela della cittadinanza. Decidere di abbassare tariffe ferme da 20 anni, invece, significa strozzarlo e togliere valore alla qualità di tutti i profili sanitari perché non si tiene nemmeno conto di una giusta remunerazione dell’attività del fisioterapista, del tecnico di radiologia, dell’infermiere e ancora di più del medico. Se una visita specialistica da mezzora vale 29 euro e il costo orario aziendale del medico è di 65 euro ora, quella prestazione è sottostimata alla base e a quel costo vanno ulteriormente aggiunti i costi per ambulatorio, attrezzature, materiali di consumo, ulteriore personale di supporto, riscaldamento, energia elettrica, ecc.. Condivisa la realtà dei fatti, auspichiamo di essere chiamati ad un tavolo di lavoro per chiarire, approfondire e trovare una soluzione condivisa con la Regione».

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In copertina, una moderna attrezzatura di radiologia; qui sopra, un servizio di accettazione in una struttura privata.

Morte improvvisa di Mario Martinis instancabile cultore del Friuli: domani l’addio nella sua Savorgnano

di Giuseppe Longo

Il racconto degli 80 anni dell’Asilio parrocchiale “Maria Immacolatata”, di Savorgnano del Torre, è l’ultimo frutto della grande passione per la storia e le tradizioni del Friuli di Mario Martinis, fecondo e instancabile studioso e scrittore che se ne è andato improvvisamente, a 72 anni, creando un vuoto incolmabile nella cultura della nostra terra. Un vuoto che si somma a quello lasciatoci da Tarcisio Venuti, lo storico del Rojale, morto la scorsa estate. Quanti l’hanno conosciuto e stimato, e sono tantissimi, si raccoglieranno per dargli l’ultimo saluto domani pomeriggio, alle 14.30, nella frazione di Povoletto, in quella Chiesa di San Michele Arcangelo della quale sapeva proprio tutto.
Mario Martinis, cavaliere della Repubblica, è stato, infatti, uno dei maggiori conoscitori della cultura friulana, oltre che autore di decine di apprezzate pubblicazioni, tanto da essere quasi sempre presente la sua firma nelle vetrine delle nostre librerie. Giornalista – e lo ricordiamo proprio oggi nella ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono di tutti gli operatori della comunicazione – e appassionato dei temi ambientali, aveva ideato anche una collana editoriale sui fiumi e sulle acque della regione, scrivendo molti libri di successo, non solo per la ricchezza dei testi ma anche perché gli stessi erano corredati di splendide immagini. Primo fra tutti l’amatissimo torrente di casa, il Torre, che gli ricordava anche la sua infanzia – con le rogge di Udine e di Palma che alimenta -, e dai corsi d’acqua del contiguo Comune di Nimis, con il Cornappo grande protagonista. Ricordo che proprio io ebbi l’onore di presentare nel 2007 il suo libro dal titolo “Le acque di Nimis. Aspetti idrologici, storici, economici, ambientali e naturalistici” (Ribis Editore).
Ma la passione che maggiormente avvinceva Mario Martinis era quella per la storia e le tradizioni del Friuli – a cominciare da quel che resta dell’antico Castello della Motta sopra la sua Savorgnano -, trattate in tanti libri e in numerosi articoli su giornali e riviste specializzate. Mi tornano in mente, in particolare, quelli che puntualmente scriveva per le pagine culturali del Messaggero Veneto – ed è proprio in quella redazione che l’ho conosciuto, oltre quarant’anni fa, quando portava personalmente i suoi contributi letterari prima che le nuove tecnologie causassero una rarefazione, se non addirittura una cancellazione, dei contatti umani -, “radiografando” di volta in volta le varie celebrazioni religiose che scandiscono lo scorrere del tempo, sempre con dotti e documentati approfondimenti. Tanto da farne riferimento anche nelle “Usanze del Lunario friulano” sconfinando poi in storie in cui il sacro s’intreccia con la superstizione e la magia, in un mondo ammantato di leggenda. Ma, nel contempo, Mario Martinis era anche un cultore scrupoloso e appassionato della lingua di queste contrade, tanto da scrivere un “Vademecum de lenghe furlane” e un “Abecedari dai proverbis furlans”, approdando poi a “Peraulis tasudis, peraulis dismenteadis” nel quale ha fatto rivivere tanti vocaboli della “marilenghe” caduti purtroppo nell’oblio. E si potrebbe continuare perché gli argomenti che ha trattato sono veramente tanti, e tutti di notevole interesse e portata. Mario Martinis era, infatti, tutto questo e ci mancherà: merita la riconoscenza del Friuli. E un affettuoso “Mandi!”.

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In copertina, il dottor Mario Martinis morto improvvisamente a 72 anni.

“Festival Volontario” oggi a Udine: anche l’inviato di guerra Fausto Biloslavo con Paolo Mosanghini e Donata Francescato

(g.l.) “Festival Volontario” oggi a Udine. Nella decima tappa che si terrà, dalle 18.30, nel salone del Parlamento in Castello, saranno ospiti il famoso giornalista triestino inviato di guerra Fausto Biloslavo, che è anche un notissimo volto televisivo, il vicedirettore di Nem con delega per il Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, e Donata Francescato, pioniera intellettuale e tra i maggiori esponenti della Psicologia di Comunità in Italia e in Europa. L’incontro vedrà anche il contributo musicale del PDuRN TRIO con la partecipazione di Anna Degano. Presenterà Bettina Carniato. La manifestazione è organizzata dalla civica amministrazione del capoluogo friulano con la collaborazione, tra gli altri, del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

“Fake News Festival” oggi al via a Udine: stamane riunione del Messaggero Veneto tra i lettori e i caffè di piazza Venerio

Oggi si alza ufficialmente il sipario sulla terza edizione del Fake News Festival, in programma a Udine fino al 17 novembre. Il festival è organizzato dall’associazione Prisma Aps con il sostegno di Regione Fvg, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio Pordenone-Udine, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Udine e con il patrocinio dell’Università degli studi di Udine e dell’Ordine dei Giornalisti Fvg. L’appuntamento, tanto atteso per la sua unicità nel panorama locale e nazionale, offre al pubblico un ampio ventaglio di temi di grande attualità che saranno discussi e approfonditi nei 20 appuntamenti in programma in 10 location dagli oltre 60 ospiti che hanno accolto l’invito dell’associazione. In un mondo che cambia velocemente, teatro di guerre, discriminazioni, nuove innovazioni tecnologie ed emergenza climatica, il Fake News Festival ridà centralità al pensiero critico, unica bussola per potersi orientare in una società in continua e rapida evoluzione.

I Papu

La terza edizione del Fake News Festival partirà dunque stamane, alle 11, al bar Adoro Caffè in piazza Venerio con un appuntamento unico nel suo genere, in collaborazione con il Gruppo Nem: “La riunione del Messaggero Veneto… con i lettori”. Per l’occasione, i redattori del Messaggero Veneto “traslocheranno” per portare in centro la riunione di redazione, per mostrare ai lettori come nasce il giornale di domani e per spiegare come sono cambiati il lavoro del giornalista e il modo di fare informazione locale. Il tutto sorseggiando un buon caffè.
“A scuola di integrazione e nuova informazione” è il titolo dell’incontro rivolto ai ragazzi delle superiori finalizzato a smentire la fake news per cui l’integrazione di chi arriva nel nostro Paese alla ricerca del lavoro, di una nuova casa e di una nuova vita, sia cosa impossibile. Nell’auditorium dell’Isis Arturo Malignani, Luna Esposito (autrice creativa per Will Media, conduce “Troppo poco”, un podcast sul benessere psicologico al lavoro), dopo la proiezione del documentario «One Day One Day», parlerà di come può l’informazione raccontare l’immigrazione assieme a Davide Sciacchitano (media educator e youth worker, collabora con l’associazione Mec) e ai redattori del Messaggero Veneto Scuola. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec – Media Educazione Comunità.
Alle 14.30 alla Torre di Santa Maria si parlerà invece di nuove generazioni e anticorpi alle fake news: il focus sarà sul ruolo di scuole, insegnanti e famiglie. Quattro gli ospiti d’eccezione dell’incontro “Prof, c’è una bufala in classe!”, organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec: David Puente (vicedirettore con delega al fact-checking di Open e famoso debunker), Giacomo Trevisan (formatore e coordinatore dell’Associazione Mec), Gabriella Scrufari (giornalista professionista, coordina le redazioni ragazzi del Messaggero Veneto Scuola) e Davide Sciacchitano. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec.

Alberta Gervasio

Davide Sciacchitano

Marco Sartor

Luca Drigo

Il programma prosegue alle 17.30, sempre alla Torre di Santa Maria, dove le imprese del territorio e mondo del lavoro saranno al centro della tavola rotonda “La gestione del burnout in azienda”, organizzata in collaborazione con ALIg – Associazione dei Laureati in Ingegneria gestionale e Università degli Studi di Udine. Introdotti dal professor Marco Sartor (professore ordinario, delegato del rettore per il Placement e i rapporti con le imprese, direttore dell’Executive MBA dell’Università di Udine, Vicepresidente del Decision Sciences Institute di Houston) e con la moderazione della professoressa Anna Zilli (professoressa associata di Diritto del lavoro nell’Università di Udine e avvocata del Foro di Udine, si occupa di diritto del lavoro, pubblico impiego e diritto antidiscriminatorio), saliranno in cattedra per spiegare come la propria organizzazione affronta il tema del burnout i rappresentanti di tre importanti aziende del territorio: Alberta Gervasio (amministratore delegato di Bluenergy Group dal 2018 e presidente di Civibank – Gruppo Sparkasse a partire dal 2022), Stefania Buratto (Chief Human Resources Officer Gruppo Cassa Centrale, con oltre vent’anni di esperienza nel settore delle risorse umane) e Luca Drigo (responsabile amministrazione del personale Coop Alleanza e gestione del personale sedi e partecipate). Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Francesca Visintin (organizzazione aziendale all’Università di Udine, con un master e un dottorato dalla University of St. Andrews in Scozia in Management, Economics and Politics).

La prima giornata del festival si concluderà con una serata esplosiva in compagnia dei comici più amati del territorio. Al Teatro San Giorgio, alle 20, saliranno sul palco “Catine” (la famosissima cabarettista con la passione per il bar, nonché una delle massime esperte di lingua friulana) e i Papu (celebre coppia di attori comici che da oltre trent’anni racconta le bellezze e le contraddizioni di questo mondo). Il terreno di scontro saranno le bufale, gli stereotipi e i falsi miti della lingua, della cultura e dell’essere friulani. Il titolo dell’evento, “Il friulano è un dialetto”, è già il primo atto della sfida: chi vincerà la battaglia a colpi di risate sulle fake news legate al nostro territorio?

Il festival in piazza San Giacomo.

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In copertina, Caterina Tomasulo in arte “Catine” attesa questa sera a Udine.