Valli del Natisone, è vicina la Regione Fvg: studio per un nuovo ponte a San Quirino

«Relativamente alla realizzazione delle opere la Regione vuole collaborare il più possibile con i Comuni delle Valli del Natisone, entrando nel merito dei progetti e offrendo le proprie competenze per superare gli ostacoli di natura burocratica al fine di favorire l’accelerazione dei procedimenti». Lo ha detto ieri il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso dell’incontro con i sindaci delle Valli che si è svolto, come informa Arc, nel Municipio di San Pietro. Erano presenti i primi cittadini Antonio Comugnaro (San Leonardo), Eliana Fabello (Grimacco), Francesco Romanut (Drenchia), Camillo Melissa (Pulfero), Germano Cendou (Savogna) Luca Postregna (Stregna) e Mariano Zufferli (San Pietro al Natisone). Inoltre, hanno partecipato all’appuntamento il presidente della Comunità di montagna del Natisone e Torre, Mauro Steccati (appena riconfermato sindaco di Tarcento), e i consiglieri regionali Giuseppe Sibau ed Elia Miani.

Tra gli argomenti sottoposti a Fedriga, lo studio di fattibilità per la costruzione di un nuovo ponte con modifica della viabilità sulla statale 54 (di competenza dell’Anas) in località Ponte San Quirino, essendo l’attuale struttura sempre più inadeguata a sopportare il traffico che interessa un’arteria di importanza internazionale. A tale riguardo, lo stesso governatore ha condiviso la necessità dell’intervento sottolineando l’importanza della valenza architettonica del progetto. Inoltre, il presidente della Regione Fvg ha ricordato i 200 milioni stanziati nell’ultima manovra di assestamento di fine luglio proprio per le opere da realizzare sul territorio in partnership con i Comuni.
Rispondendo alle sollecitazioni dei sindaci, il capo della Giunta regionale ha dapprima affrontato l’argomento relativo allo sviluppo del turismo, rimarcando la potenzialità ancora inespressa delle Valli e la volontà della Regione, attraverso le sue articolazioni, di sviluppare il settore in questa specifico territorio.
Altro tema, quello della sanità, che in un’area di montagna incontra in primis il problema della cura delle cronicità di cui soffrono in particolare le persone anziane. Su questo Fedriga ha ricordato il recente accordo tra l’amministrazione regionale e gli operatori di medicina generale, finalizzato alla previsione di un incentivo per i professionisti disposti a prestare servizio nelle aree più carenti di medici come quelle montane.
Altro problema, infine, quello della mancanza di personale nei piccoli Comuni. A tale riguardo, il governatore ha fatto presente che sono stati abrogati i precedenti limiti per le assunzioni vincolandole solo agli equilibri di bilancio delle amministrazioni municipali. Inoltre, tra poco saranno a disposizione anche i tecnici che verranno arruolati nell’ambito del Pnrr e che saranno a disposizione degli Enti locali per i progetti del Piano.

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In copertina, uno scorcio dell’attuale ponte sul Natisone in località San Quirino; all’interno, il governatore Fedriga durante l’incontro con i sindaci delle Valli a San Pietro.

In Alta Val Torre ovunque i defibrillatori dopo quello di Pradielis che ricorda Tite

(g.l.) Tutte le frazioni di Lusevera saranno dotate di un defibrillatore, dispositivo elettromedicale che consente il ripristino del normale ritmo del cuore nelle persone colpite da improvvisi malori, preservandole dall’arresto cardiaco che purtroppo spesso può essere fatale. E uno di questi preziosi strumenti si trova da qualche giorno alla Casa famiglia di Pradielis, alla quale è stato donato in memoria di Giobatta Marchiol, da tutti conosciuto come Tite. Semplice ma toccante la cerimonia inaugurale, presenti i familiari del defunto, molto noto nell’Alta Val Torre dove gestiva, a Musi, la trattoria “Alle Sorgenti”.


Dinanzi alla struttura assistenziale che ospita gli anziani della zona, soprattutto quelli rimasti soli o in difficoltà, si sono riunite molte persone assieme agli amministratori comunali. C’erano anche il consigliere regionale Edy Morandini, i sindaci di Tarcento Mauro Steccati e di Nimis Gloria Bressani, il comandante della stazione dei Carabinieri di Pradielis Di Francesco, il presidente dell’Ambito Luca Toso, la direttrice del Distretto sanitario di Tarcento Anna Paola Agnoletto, la direttrice del personale infermieristico Bruna Odasmini e la coordinatrice delle Case di riposo/famiglia Meri Martin.
Commoventi le parole della vedova di Marchiol, Eva Polonia, la quale ha ricordato la vita passata con il suo Tite, grande lavoratore animato da uno smisurato amore per l’Alta Val Torre, dove è nato e vissuto. Anche il sindaco Luca Paoloni ha ricordato l’operosa vita del defunto, che ha lasciato un ottimo ricordo in tutti coloro che l’hanno conosciuto, ringraziando familiari e amici per la importante donazione che, come dicevamo, s’inserisce in un programma volto a installare defibrillatori in tutte le frazioni, anche a beneficio dei turisti che numerosi visitano questi paesi attratti dalle loro bellezze naturalistiche, a cominciare dalle meravigliose Grotte di Villanova, che sono di grande richiamo anche in queste calde giornate di Ferragosto. Paoloni ha poi ringraziato la nuova amministratrice delle Case famiglia, Carla Lesa, peraltro già impegnata nella civica amministrazione, per l’ottimo lavoro svolto e il Distretto sanitario di Tarcento per la grande collaborazione assicurata in questi periodi difficili scatenati dal Coronavirus.


Carla Lesa, dal canto suo, ha parlato delle associazioni (settore che segue per il Comune) e dei numerosi privati che collaborano con le Case famiglia, esprimendo loro riconoscenza. Un sentimento che ha esteso anche allo stesso Distretto sanitario e al suo personale per il prezioso supporto costantemente prestato per affrontare questi lunghi mesi di emergenza. Ha ringraziato anche il personale delle Case famiglia per il suo costante impegno, consegnando poi l’attestato rilasciato al termine del corso che ha insegnato il corretto utilizzo del defibrillatore. Le parole di Carla Lesa sono state molto apprezzate dalla direttrice Agnoletto, la quale si è detta gratificata dai commenti positivi che ha modo di constatare sul lavoro del Distretto, lodando altresì la proficua collaborazione che si è instaurata tra le strutture che si occupano dell’assistenza agli anziani.
Infine, concludendo la bella cerimonia, Morandini ha evidenziato l’ottimo lavoro che sta facendo l’amministrazione comunale di Lusevera proprio per le Case famiglia, assicurando il suo interessamento per i lavori di completamento delle stesse in modo da permettere a tutti gli anziani dell’Alta Val Torre di rimanere vicini ai propri affetti.

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In copertina e all’interno alcune immagini della bella cerimonia.

(Le foto sono di Severo Lauzana)

Tarcento, nuova sede per la Croce Rossa: faciliterà il lavoro dei 200 volontari

Hanno una nuova “casa” i volontari della Croce Rossa di Tarcento. «La pandemia non è ancora alle spalle, si combatte ogni giorno con gli strumenti che abbiamo imparato a utilizzare e con le forze su cui possiamo contare: il Servizio sanitario regionale unito in alleanza al mondo del volontariato, di cui la Croce Rossa Italiana è un pilastro. Oggi celebriamo un risultato importante con l’inaugurazione di questa sede che consentirà alla Cri di lavorare al meglio ed è l’occasione per rinnovare la nostra gratitudine ai volontari senza i quali la sfida dell’assistenza alle persone, della sorveglianza sanitaria e della campagna vaccinale non sarebbe così riuscita». Lo ha sottolineato sabato scorso, come informa Arc, il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, all’inaugurazione della nuova sede di Tarcento, alla quale è intervenuto assieme al sindaco Mauro Steccati, al direttore generale di Asuiud Denis Caporale, alle presidenti regionale e del Comitato provinciale di Udine, Milena Maria Cisilino e Cristina Ceruti, e al coordinatore del gruppo locale Pierpaolo Rovere.

«Abbiamo ad oggi un’adesione alla vaccinazione di 700mila persone su circa un milione e 200mila abitanti – ha affermato Riccardi – e per ottenere una quota sufficientemente significativa dovremmo raggiungere almeno altri 200mila cittadini: constatiamo una certa diffidenza nelle categorie più giovani, anche se l’obiettivo più importante è vaccinare la quota di persone maggiormente a rischio e quindi in età più avanzata. Lo faremo cercando di far capire che la strada maestra per uscire dalla pandemia è la vaccinazione, al di là di alcune posizioni che leggo, espresse pur anche da professionisti autorevoli del sistema sanitario: vaccinarsi è un atto di responsabilità verso noi stessi e gli altri».
E’ stato il coordinatore Rovere a ricordare che dal 1986 a oggi quasi 1.200 volontari hanno dedicato il loro tempo e le loro energie per la crescita del movimento di Croce Rossa nel mandamento che racchiude i Comuni di Tarcento, Tricesimo, Reana del Roiale, Nimis, Attimis, Taipana, Lusevera, Magnano in Riviera, Buia e Treppo Grande. Nel 2020, grazie anche a un lascito, i volontari sono riusciti a individuare e acquistare un immobile idoneo in paese. I lavori, iniziati nel 2020, si sono conclusi la scorsa primavera e successivamente è iniziato il trasferimento dell’attività tra cui la postazione dell’emergenza territoriale 112. Il Gruppo oggi conta su 200 volontari, di cui trenta impegnati nel servizio 118 con un mezzo attrezzato per l’emergenza e coordinato dalla Sores di Palmanova. Nel 2020 sono stati eseguiti 2.500 interventi.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale.

Addio a monsignor Frezza riabbracciato dalla “sua” Tarcento

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Nimis l’aveva nel cuore, perché vi era nato, e lì c’erano i suoi affetti familiari. Ma è a Tarcento che aveva trascorso larga parte della propria vita – 36 anni come arciprete e prima altri dieci come parroco di Segnacco – e qui è tornato al termine del suo lungo cammino terreno, nonostante fosse a Udine già dal 2002 quando dovette arrendersi all’avanzare dell’età e ritirarsi in un impegno meno gravoso. Ed è stato proprio quel Duomo che con grande tenacia e determinazione volle salvare, dopo i terremoti del 1976, ad aprirgli le porte per l’ultimo saluto. Così, monsignor Francesco Frezza ieri è tornato nella “sua” Tarcento, terra che ha tanto amato e per la quale ha gioito ma anche sofferto, e qui ora riposa nella chiesetta che sorge in mezzo al cimitero, accanto a quel Camillo Di Gaspero cui è dedicata la scuola media che rappresenta una delle opere più luminose del parroco scomparso alla Fraternità sacerdotale udinese a 95 anni, la sera dell’Epifania, mentre era venuto al mondo a Natale (esattamente il giorno di Santo Stefano) nel 1924. Una vita, insomma, contrassegnata da due feste cardini del Cristianesimo.

Il rito presieduto dall’arcivescovo.

Un apostolato, quello di Francesco Frezza, alimentato da fede viva, ardente, da uno slancio instancabile sostenuto da forza e saggezza non comuni, ha sottolineato l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, che ha celebrato i solenni funerali in una Chiesa gremita, scegliendo per il commiato il brano del Vangelo delle Vergini sagge, tra le quali – ha detto – “vedo a pieno titolo proprio monsignor Frezza”. Il presule aveva accanto il vicario generale Guido Genero e l’attuale arciprete Duilio Corgnali, che diciotto anni fa aveva raccolto la feconda eredità di “pre’ Chechin”, ritiratosi a Udine per prestare la sua opera nella Chiesa di San Giacomo. Un incarico che aveva accettato con entusiasmo, proprio per essere ancora utile, dall’arcivescovo Pietro Brollo, pure lui recentemente scomparso. Erano presenti anche numerosi sacerdoti e tra questi l’arciprete di Nimis, Rizieri De Tina, che ha portato un breve saluto. E a rappresentare il Comune d’origine di don Frezza c’era anche il sindaco Gloria Bressani – intervenuto assieme ai nipoti del sacerdote, Elena, Renato e Antonio, e a numerosi compaesani -, accanto ai primi cittadini di Tarcento, Mauro Steccati, di Udine, Pietro Fontanini, e di Lusevera Luca Paoloni.

Il sindaco Mauro Steccati.

Proprio il sindaco Steccati, mentre il rito di suffragio – sottolineato dai canti della Corale di San Pietro Apostolo – volgeva alla conclusione,  ha voluto ricordare con parole di grande riconoscenza e affetto l’opera preziosa di monsignor Frezza e che Tarcento gli riconobbe già quando lasciò la parrocchia attribuendogli la cittadinanza onoraria.
Al termine, con un lungo corteo, il feretro – ornato soltanto con le vesti violacee a ricordare la dignità prelatizia dell’ex parroco, che era anche canonico onorario della Cattedrale di Udine  – è stato accompagnato da monsignor Corgnali nel cimitero cittadino dove è stato deposto nella tomba che accoglie gli altri sacerdoti di Tarcento. E qui monsignor Francesco Frezza riposerà per sempre, nella terra che ha amato e che l’ha visto illuminato pastore per quasi mezzo secolo.

La tumulazione in cimitero.

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In copertina, monsignor Francesco Frezza ormai molto anziano.

(Foto Vita Cattolica)

Tanti alpini a Tarcento per l’addio a Guido Coos “Aquila” di Quota Cividale

di Gi Elle

“In Russia, il nostro Guido era stato accolto in un’isba facendosi così benvolere che la coppia che lì viveva, avendo perso l’unico figlio, voleva adottarlo. Ma Guido volle tornare in Friuli per riabbracciare la sua mamma che aveva lasciato in lacrime“. E’ un toccante, e certamente poco noto, episodio rievocato da monsignor Duilio Corgnali, arciprete di Tarcento, durante il funerale del cavalier Guido Coos, reduce di Russia e presidente onorario della Cooperativa agricola di Ramandolo, il paese dove era nato nel 1921.

La cerimonia d’addio è avvenuta in un duomo gremito, presenti molte penne nere, in armi e in congedo, tanto che il celebrante – che aveva a fianco il pievano di Nimis, monsignor Rizieri De Tina – ha cominciato il rito dicendo: “Ma questa è una festa di alpini!”. D’addio, però, all’anziano ex combattente che se ne è andato poche settimane dopo la sua inseparabile e amata Mirella. E con i tanti di Tarcento, Nimis, Ramandolo e non solo – che si sono stretti attorno alle figlie Sonia e Sabrina – c’era anche il sindaco Mauro Steccati, in rappresentanza di tutta la cittadinanza che ha salutato l’ “Aquila” di Quota Cividale.

Il cavalier Guido Coos.

Don Corgnali ha avuto parole di elogio e sensibilità verso gli alpini sempre in prima linea anche in tempo di pace. “Don Rizieri – ha confidato – mi ha detto: chiedi agli alpini se si sentono più cristiani o alpini. E la risposta – ha sottolineato il parroco – ce la dà subito il Vangelo che abbiamo appena letto”. Il brano era quello di Matteo in cui Gesù, al momento del giudizio finale, sentenzia: avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, e così via. “Ebbene – ha osservato l’arciprete – gli alpini fanno tutto questo, interpretando alla lettera la Parola di Dio. E Guido era uno di loro perché si è sempre prodigato per aiutare tutti”. Attraverso le associazioni dei reduci di Russia e l’appassionato sostegno ai viticoltori della sua Ramandolo, impegni che ha onorato fino a quando le forze lo hanno sorretto.

Un momento del rito: suona la tromba.

Il rito, scandito anche dalle Preghiere dell’Alpino e dell’Ex Combattente e Reduce, oltre che dai suggestivi interventi della tromba alla consacrazione e al momento del commiato, ha visto infine portare un saluto affettuoso all’amico “andato avanti” anche Guido Aviani a nome proprio del glorioso Battaglione Cividale. Il quale ha raccontato come il reduce della Campagna di Russia, in cui persero la vita tanti ragazzi friulani, avesse deciso soltanto in tarda età di raccogliere con un paziente e meticoloso lavoro le sue memorie in tanti preziosi scritti. E ha concluso con voce tonante: “Alpino Guido Coos del Battaglione Cividale. Presente!”. Era l’ultimo “mandi” a uno dei sicuramente pochissimi testimoni ormai rimasti di Quota Cividale, una fra le pagine più importanti, ma anche più dolorose, di quella tragica esperienza nella steppa in cui ghiaccio e neve regnano incontrastati. E il Tempio di Cargnacco testimonia quanti non siano tornati, se non in una cassetta di miseri resti.

La messa e l’uscita del feretro.

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In copertina, monsignor Corgnali accompagna la salma all’esterno della chiesa arcipretale.

Tarcento, alloggi comunali in vendita. Prisciano (FDI) non ci sta

Abbiamo intervistato il consigliere comunale di Tarcento – e capogruppo di FDI in comune – Riccardo Prisciano che in merito alla questione riguardante la alienazione degli immobili di proprietà comunale – sollevata dal Sindaco Mauro Steccati ed avvallata dall’assessore Fasone – ha dichiarato :

“A Tarcento il Sindaco Steccati vuole vendere 10 appartamenti comunali…
forse per trovare i soldi per costruire l’Autostazione in Piazza Libertà (che la maggioranza dei cittadino Tarcento non vuole veder costruita) ?
In tutta Italia, i Sindaci cercano di far fronte all’emergenza abitativa, mentre a Tarcento abbiamo l’unico Sindaco che vende gli appartamenti comunali – perché a suo dire rappresentano un costo continuo per il Comune-.   Io non ho parole !
È questo il modo di fare politica e di volere il bene del proprio territorio e venire incontro alle esigenze dei nostri concittadini più disagiati ?
Quegli appartamenti vadano ai tarcentini in difficoltà, che sono tanti.

Perché non si sono messi a disposizione questi alloggi comunali per fare fronte alle frequenti emergenze causate ad esempio dai dissesti idrogeologici nel nostro comprensorio , anziché come è avvenuto perseguire i concittadini in difficoltà ?
L’emergenza abitativa deve essere uno dei primi obbiettivi da risolvere per chi fa politica ed ha a cuore i propri concittadini.   I costi ?   Non siamo mica un’azienda !
Ci sono cose che hanno un valore non quantificabile economicamente, ma solo moralmente ed eticamente.”

Come sottolinea Prisciano “Queste le considerazioni che hanno portato in Consiglio Comunale di Tarcento – svoltosi il 30 luglio scorso – Fratelli d’Italia a votare contro questa scelta scellerata della Giunta”.

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in copertina il consigliere comunale di Tarcento – e capogruppo di FDI in comune – Riccardo Prisciano.
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a seguire Prisciano con l’attuale Governatore della regione FVG  Massimiliano Fedriga in occasione delle ultime elezioni.
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