Tarcento, a Protezione civile Fvg (nel ricordo del terremoto di mezzo secolo fa) e Tommaso Cerno il Premio Epifania

(g.l.) La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, alla vigilia delle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto, e il giornalista udinese Tommaso Cerno, da poche settimane direttore responsabile de “Il Giornale”, il famoso quotidiano fondato oltre mezzo secolo fa dal grande Indro Montanelli – ma che fino a una decina di anni fa era stato anche alla guida del “Messaggero Veneto” -, sono i titolari del Premio Epifania 2026, il “cavalierato del Friuli”, giunto alla sua 71ma edizione. «Il Premio Epifania è un omaggio all’identità friulana, alle persone che ne interpretano i valori, l’impegno, la storia – anche difficile – della nostra comunità, caratterizzata dalla capacità di andare sempre avanti con impegno e umiltà», ha affermato infatti l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, partecipando stamane, a Udine, alla presentazione dell’Epifania Friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati, appunto, anticipati i nomi dei vincitori dell’annuale, prestigioso riconoscimento.


Alla presentazione della 71ma edizione sono intervenuti anche alcuni dei componenti della commissione che aveva proprio il compito di scegliere i nuovi destinatari del Premio Epifania, tra cui il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente delle Pro Loco regionali Pietro De Marchi e quello della Pro Tarcento Nazareno Orsini, oltre a Renato D’Argenio e Amos D’Antoni, in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, e a Edy Morandini in rappresentanza del Consiglio regionale.
«Scegliere di premiare la Protezione civile regionale significa cementare la comunità friulana nel ricordo del terremoto, oltre che esaltarne la capacità di riscatto a 50 anni da una immane tragedia che ne ha segnato il passato, il presente e il futuro. Questo riconoscimento simboleggia anche la gratitudine che il popolo friulano rivolge alla Protezione civile, nata in quella circostanza, e ai tanti volontari che intervengono ogni giorno senza guardare ai rischi e ai pericoli che corrono per portare soccorso e aiuto», ha aggiunto Barbara Zilli ricordando che «il 2026 sarà un anno ricco di eventi e iniziative in memoria del cinquantesimo anniversario del terremoto in cui ci raccoglieremo nel senso di pietà per i nostri morti e testimonieremo la riconoscenza verso tutti coloro che tanto hanno fatto allora per consentire al Friuli di ripartire e di ricostruire attraverso quel modello che è ancora un esempio; tutta la Regione sarà impegnata a lasciare in eredità anche un patrimonio di studio e formazione che vada a beneficio dei giovani per un futuro fatto di conoscenza, consapevolezza e attaccamento alle proprie radici».
Riferendosi al premiato Tommaso Cerno, l’assessore Zilli ne ha richiamato «la competenza e la professionalità con cui è giunto alla direzione di una importante testata nazionale; siamo certi che nell’esercizio del suo ruolo rappresenti il grande valore del “modello Friuli”, così come si è delineato nella ricostruzione post-terremoto, interpretando al meglio le sfide che ci aspettano». Alla conferenza stampa ha partecipato anche il nuovo Vecchio Venerando, Andrea Maroè, che il 6 gennaio prossimo – raccogliendo il testimone di Giordano Marsiglio, ritiratosi per questioni d’età – sarà protagonista in occasione del “Pignarùl Grant” di Coja: sarà lui, infatti, a trarre dalla direzione del fumo della pira ardente gli auspici per l’anno nuovo. Un responso sempre molto atteso, nel rispetto di un’antica tradizione friulana.

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In copertina, il sindaco di Tarcento Mauro Steccati con l’assessore regionale Barbara Zilli; all’interno, tutti gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania a Udine.

(Foto Regione Fvg)

Turismo, Tarcento e Magnano in Riviera con ottime potenzialità: la Regione Fvg al loro fianco, assicura l’assessore Bini

Tarcento e Magnano in Riviera possono, anzi devono, crederci e giocare la carta del turismo perché le loro potenzialità di crescita sono ottime. E in questo cammino avranno sempre al loro fianco l’amministrazione regionale. «La Regione sostiene e condivide l’impegno delle amministrazioni comunali di Tarcento e Magnano in Riviera per lo sviluppo e la crescita del tessuto economico locale e del turismo. La visita odierna nella zona pedemontana è stata occasione di confronto da un lato per presentare le linee di finanziamento attivate dalla Regione in favore del rilancio dei centri storici, dall’altro per discutere delle strategie di sviluppo in chiave turistica di questi paesi, storicamente luogo di passaggio e scambio», ha assicurato infatti l’assessore alle Attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, che nella giornata di ieri ha incontrato i sindaci e le giunte dei Comuni di Magnano in Riviera e di Tarcento, per un confronto sulle progettualità in essere in chiave di sviluppo turistico e commerciale. Agli incontri era presente anche il consigliere regionale Edy Morandini.

Bini con le giunte di Tarcento e Magnano…

«Ringrazio entrambi i primi cittadini – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, che rappresentano un territorio capace di fare squadra e di mettere a denominatore comune le proprie eccellenze, come nel caso del Distretto del Commercio “Buy in Sportland”, che ricomprende i Comuni della zona pedemontana e quelli del Gemonese. Condivido la forte volontà che accomuna queste comunità di puntare sullo sviluppo della ciclovia Fvg3. Si tratta di un fiore all’occhiello dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia, premiato di recente con il Green Road Award 2024, l’oscar del cicloturismo italiano. Regione e PromoTurismoFvg hanno scelto di puntare sulla valorizzazione di questo tipo di turismo lento e sulle attività outdoor, driver fondamentali per attrarre visitatori. In quest’ottica, diventa strategico per le comunità locali poter contare su un adeguato sistema di accoglienza, per sfruttare il ritorno, anche economico, garantito da queste nuove forme di turismo».

… e in visita al Castello di Prampero.

«Questo territorio è naturalmente vocato al turismo lento, basti pensare agli escursionisti che visitano il monte Bernadia in ogni stagione e al crescente numero di iscritti alla “Marcia delle castagne” promossa a Magnano, che attira mediamente 2.500 persone ogni anno – ha ricordato l’assessore regionale -. Non faremo mancare il nostro appoggio per la promozione della storia e della cultura locale: come Regione, siamo interessati a sostenere gli eventi che il Comune di Tarcento intende organizzare per il 2026 in occasione dei 900 anni dalla nascita documentata del centro abitato. Confermeremo anche la particolare attenzione riservata ai tradizionali festeggiamenti epifanici; giunti quasi alla centesima edizione, questi eventi hanno dimostrato di esercitare una grande attrattività e ricaduta positiva sul territorio».
Ospite della famiglia proprietaria, Bini ha visitato ieri anche uno dei luoghi simbolo di Magnano in Riviera, il Castello di Prampero che nel 2025 compie mille anni. Ha poi potuto apprezzare gli spazi di palazzo Frangipane, a Tarcento, storica dimora che ospita una mostra permanente dedicata ai “tomâts”, le tipiche maschere di legno intagliato dai “mascarârs” del Carnevale tarcentino, la sede dell’Ufficio di informazione e accoglienza turistica, e la sala istituzionale con affaccio sulle colline scelta da molti sposi per la celebrazione delle loro nozze. Lo hanno accompagnato in questa mattinata il sindaco di Magnano in Riviera, Carlo Michelizza, e il collega di Tarcento, Mauro Steccati, entrambi con i propri staff.

Infine con i “mascarârs” di Tarcento.

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In copertina, ecco alcuni “tomats” le maschere tipiche del Carnevale tarcentino.

(Foto Regione Fvg)

Tarcento, nasce l’Ospedale di comunità all’Opera Pia Coianiz con 20 posti letto a favore del Distretto Torre: sabato il via

«Il documento sottoscritto nella giornata di oggi presso l’Asp “Opera Pia Coianiz” di Tarcento, che prevede l’attivazione di un modulo dell’Ospedale di comunità a partire dal prossimo 1 febbraio, rappresenta un traguardo importante, nella pratica e simbolicamente. È il risultato di un lavoro di squadra, frutto di un percorso condiviso, che vuole rispondere alle reali necessità della cittadinanza, in seno a una progettualità centrata sull’integrazione socio-sanitaria. Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un obiettivo strategico, di grande portata: è a questi target che puntiamo, su cui lavoriamo, nella certezza di aver intrapreso il percorso più corretto per adeguare il nostro sistema sanitario alle nuove condizioni demografiche e di salute della popolazione». Sono le parole dell’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri mattina è intervenuto, negli spazi dell’Azienda pubblica per i servizi alla persona, dove il presidente della stessa Asp, Giovanni Zuccolo, e il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Denis Caporale, hanno firmato l’accordo per l’attivazione dell’Ospedale di comunità all’interno della Coianiz. Presenti anche il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, il pievano di San Pietro Apostolo, monsignor Luca Calligaro, e i componenti del consiglio direttivo dell’Asp.

«Si tratta del primo esempio del nuovo modello organizzativo sul territorio dell’Asufcc – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, come informa una nota Arc -. Dispone di 20 posti letto dedicati, in linea con la programmazione sanitaria regionale e dell’Azienda sanitaria. L’Ospedale di comunità nasce per dare una soluzione concreta alle persone che, a seguito di un episodio di acuzie o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità. La cronicità è uno dei temi del nostro tempo, per ragioni di età e di lunghezza della vita, oltre che per la percentuale elevata di comunità anziana del Friuli Venezia Giulia, ormai prima regione in Italia in questo senso».
L’assessore Riccardi ha sottolineato come il raggiungimento di questo traguardo sia stato possibile grazie alla concreta collaborazione dei diversi soggetti coinvolti in questa primissima sperimentazione, che tra l’altro consentirà di verificare nella pratica anche le linee guida legate agli Ospedali di comunità. «L’operatività sinergica, lontana da sterili polemiche, che guarda al bene comune del cittadino, in un momento storico non semplice, è determinante per poter adeguare un sistema ormai obsoleto, che necessita di urgenti revisioni. Peraltro, per Tarcento abbiamo investito risorse ingenti, per l’implementazione del Distretto sanitario».
Il modulo dell’Ospedale di comunità nelle valli del Torre si configura come struttura sanitaria di ricovero breve, che afferisce alla rete di offerta dell’assistenza territoriale; svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni socio-sanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e più prossimi al domicilio. L’Asp tarcentina mette a disposizione il personale medico, infermieristico, assistenziale e i fisioterapisti, mentre sarà compito del Distretto sociosanitario del Torre il monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate, la congruità e l’appropriatezza degli standard assistenziali e dei piani di assistenza di ogni singolo ospite. Il via del nuovo servizio, come detto, sabato prossimo.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi (al centro) durante la firma dell’atto che dà avvio al servizio sanitario; all’interno, gli intervenuti all’incontro e la visita alle strutture dell’Asp di Tarcento.

(Foto Regione Fvg)

Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot ciclista e compositore: Tarcento li ha scelti per il Premio Epifania 2025

(g.l.) Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono i titolari del prestigioso riconoscimento epifanico di Tarcento, il “cavalierato del Friuli”.  «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», ha sottolineato ieri mattina l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 del Premio Epifania, illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Con l’esponente della Giunta Fedriga, erano presenti anche il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente della Pro Loco Tarcento Nazareno Orsini, l’assessore Arcella Gea per il Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa per Ente Friuli nel mondo, Alberto Bergamin per Fondazione Carigo e Amos D’Antoni in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
«La Regione Friuli Venezia Giulia fa parte della Commissione per l’assegnazione del Premio ed è un orgoglio rappresentare i premiati unitamente al calendario di iniziative legate all’Epifania Tarcentina 2025: insieme a Gemona del Friuli, con la Messa del Tallero, e a Cividale del Friuli, con la Messa dello Spadone, Tarcento è capitale dell’Epifania del nostro territorio – ha ricordato Barbara Zilli. Eventi dalle radici profonde, non solo ricchi di fascino e non solo un’occasione per la valorizzazione e promozione dei nostri comuni, ma anche importanti espressioni della friulanità che contraddistinguono le nostre comunità. L’impegno dell’amministrazione comunale e della Pro Loco e dei tanti volontari coinvolti nelle manifestazioni, comunicano alla collettività un forte senso di appartenenza: sono iniziative fondamentali per trasmettere in maniera viva e concreta, con passione e autenticità, i valori della friulanità ai nostri giovani». La cerimonia di consegna del Premio Epifania 2025 si terrà durante una serata programmata per il 4 gennaio prossimo, antivigilia epifanica, al Teatro Margherita di Tarcento.

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli e qui sopra gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania 2025.

Tarcento, il Premio Epifania ha 70 anni: storico riconoscimento che rende merito ai talenti d’esempio per i giovani friulani

«Un Premio prestigioso per questa terra, perché riconosce da 70 anni il merito di chi con il proprio lavoro o la propria attività ha saputo conseguire risultati importanti partendo dai valori più profondi del Friuli: il senso di comunità, l’attaccamento alla propria terra e i talenti che hanno sempre consentito alla nostra gente di reagire alle difficoltà e di trasformare in eccellenze il lavoro e la passione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri a Tarcento ha partecipato, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla riunione del Comitato per il Premio Epifania in qualità di componente della Commissione che assegna gli annuali riconoscimenti.

Barbara Zilli

Tra i membri della Commissione che hanno preso parte ai lavori – oltre allo stesso rappresentante della Giunta Fedriga e al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, che funge da presidente – il prorettore dell’Università degli studi di Udine Andrea Caffarelli, per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Amos D’Antoni, l’assessore Federico Pirone per il Comune di Udine e il presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.
Come ha sottolineato l’assessore Zilli, l’opportunità offerta dal Premio è anche quella di dare ai giovani dei modelli virtuosi da seguire, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i ragazzi hanno un compito importante per disegnare il futuro dei nostri territori e «guardare agli esempi di chi nella vita ha dimostrato di avere raggiunto grandi traguardi credendo in se stesso e mettendo a frutto il patrimonio lasciato dalla nostra storia può essere un valido aiuto – ha concluso – per crescere consapevoli e forti».

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In copertina, una stupenda panoramica di Tarcento con i ruderi del Castello di Coja fulcro delle celebrazioni epifaniche con l’accensione del famoso Pignarûl Grant.

(Foto Ulderica Da Pozzo)

Tutti i Santi, prima solennità a Tarcento per monsignor Luca Calligaro nuovo arciprete. “Ora mi sintonizzerò con voi per fare un proficuo cammino insieme”

di Giuseppe Longo

TARCENTO – «Questa è la prima solennità che celebro con voi, nuovi parrocchiani di Tarcento: ed è quella che dà inizio a quell’importante cammino che faremo insieme. Sono molto contento per questa mia nuova esperienza e vi sono grato per il calore con cui mi avete accolto. Sarà una mia grande gioia potervi conoscere tutti personalmente al fine di sintonizzarmi con voi e per stabilire con ognuno una relazione che risulterà sicuramente proficua e di soddisfazione reciproca». Con queste parole, pronunciate nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, monsignor Luca Calligaro ha concluso la Messa solenne di Tutti i Santi, la prima, appunto, dopo la festa di insediamento di domenica scorsa, quando il nuovo pievano, che raccoglie l’eredità spirituale di monsignor Duilio Corgnali, scomparso in gennaio a causa di una malattia rivelatasi senza speranze, è stato presentato alla comunità cristiana dall’arcivescovo Riccardo Lamba.

Per la importante cerimonia di “immissione in possesso” monsignor Calligaro – che proveniva da Martignacco – è entrato in Duomo rivestito dagli abiti prelatizi spettanti al sacerdote che riceve la responsabilità della storica Pieve tarcentina, fino a pochi anni fa anche sede foraniale, ruolo oggi assorbito nella “Forania della pedemontana” molto più vasta avendo inglobato, in seguito alla riforma Mazzocato, anche le Foranie di Gemona, Nimis e Tricesimo, alla cui guida c’è il vicario foraneo Dino Bressan, arciprete di quest’ultima località: Tarcento vi partecipa attraverso la sua Collaborazione pastorale, guidata appunto dal parroco coordinatore e composta dalle Chiese di Lusevera, Pradielis, Villanova delle Grotte, Magnano in Riviera, Billerio, Bueriis, Ciseriis, Coia-Sammardenchia, Collalto, Collerumiz, Loneriacco, Sedilis e Segnacco, oltre che dalla stessa Tarcento. Durante il solenne e partecipato rito – presenti in una Chiesa gremita anche decine di sacerdoti oltre a diversi sindaci della zona, con il collega primo cittadino Mauro Steccati, e ai rappresentanti delle associazioni locali – il nuovo pievano ha risposto alle domande del rituale di insediamento postegli dal presule, assicurando tutta la propria disponibilità, accanto alla collaborazione con l’autorità diocesana, per guidare al meglio la comunità cristiana che gli è stata appena affidata.
Un cammino che il giovane arciprete – ha appena compiuto 42 anni! – si accinge a compiere sulla strada tracciata dal ricordato Duilio Corgnali e da altri illuminati predecessori come Francesco Frezza e Camillo Di Gaspero, avendo avuto come guida l’esempio e i valori assorbiti fin da bambino nella sua Buja, quando il suo avvicinamento alla vocazione religiosa è avvenuto alla “scuola” di Aldo Bressani e di Emidio Goi. Valori ed esempio che ora monsignor Luca Calligaro dispenserà ai suoi nuovi parrocchiani, quelli che appunto fanno parte della ricordata “Collaborazione pastorale di Tarcento”.

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In copertina, monsignor Luca Calligaro durante la sua prima benedizione solenne nella festività di Tutti i Santi; all’interno, la cerimonia di insediamento presieduta in Duomo dall’arcivescovo Riccardo Lamba.

“Fieste de Patrie dal Friûl”, Tarcento è pronta ad accogliere la giornata dedicata al ricordo dello Stato patriarcale

Sarà Tarcento a ospitare, il 7 aprile, la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, con cui si celebreranno i 947 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077. Il ricco programma della festa – organizzata quest’anno da Comune di Tarcento, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – è stato presentato ieri nella sede di Udine della Regione Fvg, alla presenza dell’assessore alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso.

Gli intervenuti alla presentazione.

LA BANDIERA NELLO SPAZIO – La presentazione della Fieste nella “Perla del Friuli” è stata anche l’occasione per lanciare il nuovo video del canale YouTube in lingua friulana, “YouPalTubo”, La bandiere furlane tal spazi in cui si racconta l’incredibile storia dell’astronauta di origini friulane Gregory Thomas Linteris, che ha portato la bandiera del Friuli nello Spazio. Linteris, oggi ingegnere meccanico all’Istituto per gli standard e la tecnologia degli Stati Uniti, informato dell’iniziativa, ha accettato di intervenire alla presentazione inviando un video in cui ha raccontato di come, nel 1997, è riuscito a portare in orbita sullo Shuttle l’aquila friulana, sottolineando il suo grande legame col Friuli.

LA REGIONE FVG – «Sono particolarmente soddisfatto – ha sottolineato l’assessore Pierpaolo Roberti, ringraziando l’Arlef per l’importante lavoro che sta svolgendo -. La Regione ha investito molto in questi ultimi anni nella promozione della lingua friulana e per il rafforzamento dell’identità friulana lungo tutto l’arco dell’anno: oggi veniamo a premiati anche dal territorio che ha scelto di portare avanti numerose iniziative di valorizzazione proprio in concomitanza con la nascita dello Stato Patriarcale, il 3 aprile del 1077. Sono 70 i Comuni del Friuli Venezia Giulia che ospiteranno gli eventi calendarizzati per il 2024 con ben 122 appuntamenti. Un’edizione da record, quindi, che si preannuncia già molto partecipata e apprezzata. Se il Friuli Venezia Giulia è una ragione così ricca e poliedrica dal punto di vista culturale e delle tradizioni – ha proseguito – lo è anche grazie alle sue peculiarità linguistiche, partendo dal friulano per arrivare fino allo sloveno e al tedesco». L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è soffermato anche sull’importanza di mantenere l’asticella alta sulla qualità: «Solo due anni fa abbiamo presentato con l’Arlef il nuovo canale YouTube dedicato ai giovani e alla lingua friulana. Oggi quel canale ha raggiunto quasi 2 milioni di visualizzazioni, raggiungendo e unendo friulani che risiedono non solamente nella nostra regione, ma anche nel resto del mondo. Un canale che parla alle nuove generazioni, nella loro lingua madre e attraverso la loro modalità di espressione: un ulteriore successo, un passo avanti importante per il rafforzamento della nostra identità con uno sguardo imprescindibile al futuro».

L’ARLEF – Ringraziando tutti i presenti il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha sottolineato come quest’anno «il cuore delle celebrazioni per i 947 anni dalla nascita della Patria del Friuli sarà proprio Tarcento, uno dei luoghi simbolo dell’identità friulana, avendo dato natali al geniale Chino Ermacora e avendo abbracciato la lodevole attività di don Duilio Corgnali: saranno in molti a celebrare assieme a noi i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce pienamente». Cisilino ha inoltre ricordato, con soddisfazione la varietà di eventi in programma in tutto il Friuli: «Superare quota 100 eventi collaterali è un grande successo e testimonia il forte interesse delle amministrazioni comunali, con le associazioni, verso la cultura friulana celebrata nella Fieste. Si tratta di un dato significativo, tanto quanto il fatto che siano omogeneamente distribuiti su tutto il territorio friulano, sia nella nostra Regione che in Veneto, dove i Comuni del mandamento di Portogruaro hanno impreziosito il calendario con interessanti attività. Elemento altrettanto indicativo è che tutti questi eventi sono connotati da una grande freschezza e da uno sguardo rivolto verso il futuro. Ciò è ben percepibile nella tipologia delle iniziative, spesso attente al coinvolgimento e alla partecipazione attiva delle nuove generazioni».

L’ISTITUT LADIN FURLAN – «Siamo onorati e orgogliosi di ospitare a Tarcento questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Anche la nostra “Perla del Friuli” sarà finalmente, per un giorno, la capitale del Friuli, accogliendo, il prossimo sette aprile, il popolo friulano per ricordare i 947 anni dalla nascita della Patria nei cui principi e valori anche la nostra comunità si riconosce tutt’oggi», ha ricordato il sindaco Steccati. Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” ha ricordato, invece, che «assistiamo a un recupero delle relazioni tra le minoranze linguistiche friulana, slovena e tedesca, che stanno lavorando assieme e facendo squadra. Ritengo che questo sia un dato significativo e da sottolineare proprio in questo frangente di celebrazioni. Una nota sicuramente positiva, a fronte di altre che lo sono meno. Come la mancata approvazione del messale romano in una lingua friulana. Ma anche il molto lavoro, ancora da fare, nelle scuole e all’Università, luoghi deputati a insegnare la nostra storia ai giovani. Senza ciò le ragazze e i ragazzi non sapranno mai il ruolo che abbiamo avuto e abbiamo in Europa, sia dal punto di vista politico che religioso».

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Le celebrazioni partiranno da piazza Libertà, alle 9.30, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti e il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, che per l’occasione sarà accompagnato dalla Banda musicale ex alpini di Coia. Alle 9.45 il corteo si muoverà verso il Duomo (attraverso via Roma) dove alle 10 avrà inizio la Messa in friulano, celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli e con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La funzione sarà accompagnata dal Coro San Pietro Apostolo di Tarcento. Proprio dalle 10 andrà in onda lo speciale “Fieste de Patrie” su Telefriuli (canale 11) che trasmetterà in diretta la liturgia e, a seguire, la cerimonia civile nella trasmissione “Il campanile della domenica”. Terminato il rito, alle 11, in piazza Roma, ci sarà l’esibizione del gruppo folcloristico “Chino Ermacora”. Alle 11.30, in sala Margherita (viale Olinto Marinelli), prenderanno avvio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli e data lettura della Bolla imperiale. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Capriva del Friuli) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità partecipanti. Nel pomeriggio, dalle 15.30, palazzo Frangipane si aprirà agli itinerari culturali: sono previste le visite guidate alla mostra e laboratorio permanente dei Mascarârs; al Museo del Gruppo Folcloristico “Chino Ermacora”; alla Mostra “Universo Donna”, del Circolo Fotografico Grandangolo. Chi vorrà pranzare a Tarcento, potrà farlo con menu a prezzo concordato e previa prenotazione, al Ristorante “Costantini” (a Collalto, 0432.792372), alla pizzeria ristorante “Al Sole 2” (a Tarcento, 0432.785056), e al ristorante pizzeria “Al Tarcentino” (a Tarcento, 0432.785354).

Steccati e Persello ricordano  don Corgnali.

GLI EVENTI COLLATERALI – Ad anticipare le celebrazioni del 7 aprile, il Comune di Tarcento ha programmato una serie di eventi collaterali. Ieri, nella sala Diamante di Palazzo Frangipane, si è tenuto l’interessante convegno “Fantats, infants e zovinutis. Teatro per nuove generazioni e lingue minorizzate”, organizzato in collaborazione con Teatri Stabil Furlan. Mentre, in serata, nella sala Margherita, è andato in scena con grande successo lo spettacolo teatrale e musicale di e con Dino Persello: “Il trio nus vuardi”, dedicato a Otmar Muzzolini (“Meni Ucel”), Aurelio Cantoni (“Lelo Cjanton”) e Riedo Puppo (“Il Pup”). La serata è cominciata con un omaggio a monsignor Duilio Corgnali, mancato nello scorso gennaio, che molto si impegnò per la difesa e la valorizzazione della linga friulana, della cultura, della storia e delle tradizioni di questa terra. Domani, alle 11, l’auditorium della scuola primaria “Olinto Marinelli” ospiterà un incontro con gli allievi delle classi quarte, a cura dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, con la presentazione del fumetto “3 di Avrîl 1077”. Sempre domani, alle 18, alla Biblioteca Civica “Pierluigi Cappello” è invece in programma la presentazione del libro “Quando le montagne si colorano di rosso”, di Stefania P. Nosnan.

Come ogni anno, la celebrazione della Festa della Patria del Friuli sarà arricchita, su tutto il territorio friulano, da un nutrito calendario di eventi culturali collaterali, quali spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, etc. Saranno più di cento gli eventi promossi da oltre 60 Comuni che hanno aderito al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’Arlef in attuazione alla Legge n. 6/2015.

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In copertina, uno scorcio di Tarcento che accoglierà la grande manifestazione.

Maltempo Fvg, frane con gravi danni a Tarcento e nell’Alta Val Torre: Regione vicina con Riccardi e la Protezione civile

«Stiamo entrando in una nuova allerta meteo con previsioni di nuovi allagamenti sulla costa. Un’emergenza nell’emergenza: sono giorni difficili per le comunità del Friuli Venezia Giulia colpite dall’ennesima ondata di maltempo che ha martoriato le Coste e la Pedemontana. Lo stato è di continua attenzione per un susseguirsi di allerta meteo gialle e arancio, l’ultima delle quali diramata dalla Protezione civile regionale proprio questo pomeriggio, per criticità idraulica costiera per acqua alta, in particolare nella zona giuliana e fino alla Pedemontana». Lo ha sottolineato l’assessore con delega alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri, dopo aver seguito l’evolversi delle condizioni meteo e gli effetti al suolo dell’ondata di maltempo del giorno precedente sulle coste, ha raggiunto di prima mattina Tarcento e l’Alta Val Torre, con i funzionari e i tecnici della Protezione civile regionale, per eseguire alcuni sopralluoghi in punti critici del territorio.

In Alta Val Torre con il sindaco Paoloni.

Prima un incontro con il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, in Municipio: «Il territorio, la cui fragilità conosciamo da decenni, per la sua particolare conformazione, ha visto in questi giorni ulteriori smottamenti, frane di fango con interruzione della viabilità e cedimenti dei versanti che rendono pericolosa la percorrenza in particolare lungo alcune strade che conducono e collegano zone abitate», ha riferito Riccardi. Le aree che hanno registrato i maggiori danni sono quelle di Coja di Levante, dove una larga parte di un versante adiacente a un pubblico servizio, è franata e con essa ha ceduto una buona parte della carreggiata. Sempre a Tarcento, Riccardi ha eseguito un sopralluogo nella borgata di Zomeais, dove nelle ultime ore una frana di fango ha invaso letteralmente la carreggiata: «Fortunatamente non ci sono stati feriti e la viabilità ha incanalato il “fiume” di detriti provenienti dalla montagna. Un problema storico, che in questi giorni ha mostrato la sua emergenza. In entrambi i casi i nostri tecnici sono al lavoro per risolvere entrambe le problematiche».
Lungo la viabilità che porta al Forte del monte Bernadia, in via Useunt, le condizioni meteo avverse hanno causato il cedimento di una parte di versante, creando una situazione di pericolosità per il transito: si tratta della strada che conduce alla borgata di Useunt e quindi, superato il piazzale del Faro della Julia, porta sia l’abitante che il turista alla frazione di Villanova delle Grotte, nel vicino Comune di Lusevera, appunto in Alta Val Torre.
«Anche in questa zona – ha sottolineato Riccardi – le condizioni meteo avverse hanno causato diversi danni: una parte di versante mai ceduto prima è stato al centro di uno smottamento significativo che mette in pericolo la viabilità di una zona frequentata non solo per lavoro, ma anche per turismo, per la vicinanza con le cavità carsiche di Villanova. Con il primo cittadino di Lusevera, Luca Paoloni, abbiamo poi raggiunto una viabilità secondaria ma non meno importante per le comunità di questa vallate, dove un rio particolarmente ingrossato per le forti piogge ha scaricato una grande quantità di materiale incoerente, compresi ghiaie e massi, compromettendo la viabilità».

Una  delle frane lamentate dal Tarcentino.


L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è dichiarato pronto a mettere in campo tutte le azioni necessarie per rimediare ai danni causati dall’andata di maltempo: le problematiche sollevate e messe in evidenza dai primi cittadini saranno prese in esame nei prossimi giorni dai tecnici e dai funzionari della Direzione centrale della Protezione civile della Regione Fvg.
I sopralluoghi di ieri hanno fornito anche l’occasione per fare il punto sullo spiegamento di uomini e donne (e mezzi) della Protezione civile e l’impegno di volontari e funzionari nella giornata precedente, in regime di allerta meteo arancio: oltre 300 i volontari di Protezione civile attivi da 45 gruppi comunali di tutto il Friuli Venezia Giulia; oltre 115 automezzi di PcrFvg: «Una “macchina” – ha aggiunto Riccardi – che come sempre ha agito in sincrono e con il migliore tempismo, facendo sistema e operando in sistema, a tutela della comunità e del territorio, con un impegno straordinario. Deve essere sempre ricordato che gli interventi che vengono regolarmente svolti sul territorio della nostra regione contengono gli effetti al suolo delle continue ondate di maltempo alle quali ci troviamo costantemente a fare fronte».

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il sindaco Steccati ieri a Zomeais.

A Tarcento gli Artigiani del Friuli in festa con quei “piccoli giganti” orgoglio d’Italia

Dopo un’attesa durata tre anni, ieri mattina a Tarcento Confartigianato-Imprese Udine è tornata a celebrare la festa di San Giuseppe Artigiano. Un appuntamento caro all’associazione che ha reso merito a 48 imprenditori di 31 aziende associate conferendo loro le benemerenze, un segno di riconoscimento del lavoro, del sacrificio, della dedizione messi ogni giorno nel lavoro. La festa, come ha ricordato in apertura il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, era già stata organizzata a marzo 2020 quando il Covid ha allungato la sua ombra minacciosa sull’Italia. «Pandemia, guerra in Ucraina e caro energia hanno sconvolto il mondo e le nostre vite in questi ultimi tre anni e hanno inferto ferite profonde: sociali, economiche, morali. Siamo riusciti, nonostante ciò, a trovare in noi le risorse per reagire e ricostruire – ha rivendicato il numero uno dell’associazione in Friuli -. Una buona fetta del merito ce l’ha proprio questo nostro mondo che ha saputo stringere i denti e, al tempo stesso, ha saputo innovare, cogliere inedite opportunità, rischiare nuovi percorsi. Siamo l’economia vera, a km zero e solidale».

I premiati con le autorità.


Sul palco del Teatro Margherita, “governato” da Claudio Moretti e Bettina Carniato, dopo l’intervento di saluto del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, si sono alternati, oltre ai vertici di Confartigianato Udine, il vicepresidente Giusto Maurig, il ministro ai Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, e in collegamento anche il numero uno di Confartigianato nazionale, Marco Granelli.
Una folta rappresentanza istituzionale desiderosa di rendere omaggio alla schiera di artigiani premiati, rappresentanti di un mondo ricco e variegato, capace di custodire e tramandare saperi, di essere flessibile e innovativo a dispetto delle piccole dimensioni, di sapere stringere i denti davanti alle criticità. «I premiati di oggi – ha affermato il governatore Fedriga – rappresentano un bellissimo esempio di impegno, di capacità di fare rete, rendendo il territorio del Friuli Venezia Giulia un luogo fertile per sperimentare un’alleanza proficua con il mondo delle istituzioni». Apprezzamento per la collaborazione messa in campo dalle associazioni, espressa anche dal ministro ai Rapporti con il Parlamento, il pordenonese Ciriani, che ha evidenziato «come in questa regione abbiamo conosciuto in passato la povertà, ma l’unica ricetta per superarla è il lavoro, quello che oggi sono felice di celebrare assieme a voi. Non abbiamo sicuramente la bacchetta magica, ma il Governo vuole imprimente un cambiamento anche traendo ispirazione dai valori dell’artigianato».

Massimiliano Fedriga


Ma sul palco non sono saliti solo imprenditori. A essere premiati sono stati anche i sindaci di Rigolato e Treppo Ligosullo per il sostegno garantito durante l’emergenza sanitaria alle imprese artigiane nei rispettivi paesi. «Attraverso loro – ha spiegato Tilatti – premiamo tutti i sindaci del Friuli Venezia Giulia». E le istituzioni regionali, sempre vicine alle botteghe artigiane, con misure non ultime quelle relative agli incentivi sul fotovoltaico per i privati e per le imprese.
Tilatti ha quindi richiamato la politica nazionale ai suoi doveri «verso questa popolazione di imprese che lavora in silenzio e dignità». «Ribadiamo con fermezza – ha proseguito – che esistiamo e lottiamo per un diritto al lavoro che non deve essere un percorso accidentato. Chiediamo misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, facilitazione per l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di internazionalizzazione e di transizione tecnologica. E chiediamo anche il rafforzamento degli strumenti per favorire la creazione e la trasmissione delle imprese, la semplificazione di tempi e modalità per accedere agli incentivi, il potenziamento degli strumenti finanziari necessari agli imprenditori per consolidare le proprie attività. Abbiamo bisogno di interventi mirati ai settori più innovativi, ma servono anche progetti di valorizzazione dei comparti forti del nostro manifatturiero tradizionale».
Un lungo intervento, quello del presidente degli Artigiani friulani, concluso suonando le corde dell’orgoglio. «Vorremmo che si riconoscesse finalmente il valore delle nostre imprese. Vorremmo un Paese orgoglioso dei 4 milioni di “piccoli giganti” coraggiosi che contribuiscono a fare dell’Italia la seconda manifattura d’Europa».

Graziano Tilatti


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In copertina, l’intervento del ministro Luca Ciriani ieri mattina a Tarcento.

Un libro per il Ricordo a Tarcento. Floramo con “Vino e libertà” a Udine

(g.l.) Due importanti incontri letterari, oggi, a Tarcento e a Udine. Ecco in dettaglio di che cosa si tratta.

TARCENTO – Questo pomeriggio Tarcento celebrerà il “Giorno del Ricordo” delle vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati. Nel corso dell’incontro che si terrà alle 18 nella sede della Biblioteca civica, in via Julia 13, sarà presentato il volume “Ottocento- Il Congresso di Vienna e l’Adriatico tra Venezia e Ragusa” di Cristiano Caracci (Gaspari Editore). L’iniziativa è a cura dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Steccati, della stessa Biblioteca civica intitolata a Pierluigi Cappello e dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato provinciale di Udine, con la collaborazione del Sistema bibliotecario del Friuli.

UDINE – Il circolo culturale Il Mulino a Nordest ha organizzato per questo pomeriggio, alle 18, nella sede della Libreria Friuli, in via dei Rizzani a Udine, la presentazione del libro “Vino e Libertà” di Angelo Floramo. Con l’autore dialogherà Gianni Cianchi. Per le prenotazioni telefonare a Luciana Variola al numero 339.1244284. Collabora il Teatro Club Udine. “Le storie di questo libro – si legge, tra l’altro, in una breve presentazione – conducono per borghi antichi o periferie sterminate, dagli Stati Uniti al Mar Nero, disegnando topografie ribelli quasi sempre macchiate di sugo. Sanno tutte di ebbrezza e di libertà: qui si beve molto, molto si mangia. Si fuma e si ama”.

Entrambi gli incontri letterari beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, la suggestiva immagine con cui si presenta il libro di  Cristiano Caracci protagonista oggi a Tarcento.