A Lignano stasera Massimo Somaglino interpreta l’amore secondo Woody Allen

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’… amore e non avete mai osato leggere. Ispirato al capolavoro di ironia e autoironia di Woody Allen, questo è il titolo dell’inedito reading che l’attore Massimo Somaglino presenterà, assieme al sassofonista Mattia Tomat, questa sera, alle 21, per Notti di mezza estate. Il terzo appuntamento della fortunata rassegna organizzata da Comune di Lignano Sabbiadoro e Orchestra giovanile Filarmonici Friulani fa tappa nel parco della Chiesetta di San Zaccaria, luogo prezioso per i lignanesi e ancora poco noto ai turisti, cornice perfetta per l’evento.

(Foto Claudio Dallagiacoma)

Il recital di e con Massimo Somaglino propone un ironico e smitizzante excursus sul tema dell’amore, attingendo a pagine, brani e poesie di autori, scrittori e poeti, di tutti i tempi e di tutti i luoghi. In particolare, questa narrazione antologica riguarderà la passione, che non è solo riconducibile alla sfera erotica, ma si pone in termini ben più ampi di ricerca di realizzazione e di compiuta manifestazione di sé. Di aspirazione a quello che rende più bella l’esistenza, ossia alla felicità. L’evento è a ingresso libero, in caso di maltempo si terrà alla Biblioteca comunale di Lignano Sabbiadoro.
Notti di mezza estate prosegue, poi, mercoledì 6 agosto con Pagine di tango, una serata intensa e magnetica con Daniele di Bonaventura al bandoneon e l’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani, tra le sonorità originali del tango argentino e il linguaggio contemporaneo di Piazzolla. Lunedì 11 agosto, lo scrittore Paolo Nori propone un monologo inedito sul modo in cui parliamo d’amore: un discorso intimo e lucido sulla lingua del sentimento, tra parole che sfuggono e silenzi che parlano. La rassegna si conclude martedì 19 agosto con Brass_Love, il concerto dell’Ensemble di Ottoni dei Filarmonici Friulani. Un viaggio tra le più celebri colonne sonore romantiche, da West Side Story al Fantasma dell’Opera, in arrangiamenti inediti per quintetto.

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In copertina, l’attore Massimo Somaglino sarà questa sera a Lignano.

Guerra e pace, a Casarsa della Delizia fa tappa “Salam. Shalom. Due padri”: interpreti sul palco Somaglino e Lussiana

“Biblioteche fuori luogo”, ormai a metà del suo percorso, domani 23 luglio – alle 21 nel Giardino di Palazzo Burovich de Zmajevich e in caso di maltempo in sala consiliare -, fa tappa a Casarsa della Delizia con la lettura scenica “Salam. Shalom. Due padri”, tratta dal romanzo Apeirogon di Colum McCann (Premio Terzani 2022). Con questo appuntamento la rassegna del Sistema bibliotecario Tagliamento Sile vivrà uno dei suoi momenti più attesi.

Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana interpretano la storia vera di due padri, uniti dallo stesso strazio indicibile per la perdita delle proprie bambine, uccise ciascuna dalla guerra dell’altro. Due padri che hanno il coraggio di diventare uomini di pace, imbracciando come unica arma il loro comune dolore: contro la tentazione della vendetta e la trappola dell’odio. Un testo che risponde con un messaggio di speranza al tema quanto mai attuale scelto quest’anno per la quinta edizione della rassegna curata dal coordinamento del Sistema bibliotecario Tagliamento Sile: Guerra e pace.
Un programma di letture sceniche che, toccando epoche, territori geografici e terreni letterari diversi, ha già riscontrato il favore di un pubblico numeroso e attento nelle prime otto tappe seguite all’anteprima di Zoppola dello scorso 14 giugno. Da “Il peso della farfalla” di Erri De Luca a “Senza sangue” di Alessandro Baricco, da “Le Marlboro di Sarajevo” di Jergović a “Cassandra a Mogadiscio” di Igiaba Scego, il tema del conflitto e dei conflitti è stato affrontato da diverse angolazioni. Partendo dalle sue radici letterarie, come hanno fatto Livio Vianello e Oreste Sabadin a Fiume Veneto ne “La morte di Ettore”, magistrale, intensissima lettura del canto XXII dell’Iliade. Ma sempre ricordando che la pace non è solo un’opzione, ma un’aspirazione che va ricercata con assoluta ostinazione, la stessa che ha ispirato Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino nel loro Taccuino per pacifisti incalliti, tappa purliliese della rassegna.
Dopo l’appuntamento casarsese, Biblioteche fuori luogo proseguirà poi con due letture sceniche dedicate al conflitto dell’ex Jugoslavia: “Hotel Tito” con Aida Talliente (venerdì 25 luglio, San Martino al Tagliamento) e “Diario di Zlata” nell’interpretazione curata da Paolo Jus (martedì 29 luglio, Villa Varda di Brugnera).

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In copertina e all’interno gli attori Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana.

(Foto Alice Durigatto)

Oggi a Turriaco Massimo Somaglino e le 21 donne della Costituente in Italia

Penultimo appuntamento, a Turriaco, con la rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti”. Oggi, alle ore 18, nella sala consiliare Nilde Iotti di Turriaco (Piazza Libertà 3), si terrà la lettura scenica dell’attore Massimo Somaglino dal titolo “Lina, Nilde e le altre: le 21 donne della Costituente”.
Qualche info in più… Lina Merlin, Nilde Iotti, Teresa Noce, Rita Montagnana, Angela Maria Guidi, Elisabetta Conci sono alcune delle ventuno donne che il 2 giugno 1946 furono elette ed entrarono a far parte della Assemblea Costituente, che diede vita alla Costituzione Italiana. Quale fu il loro apporto? Da dove venivano? Attraverso quali vie arrivarono sui banchi del Parlamento, nella prima elezione democratica dopo il fascismo? A queste domande cerca di rispondere questo lavoro e attraverso le loro figure l’indagine si allarga a un “prima” e a un “dopo”. La lunga vicenda del voto alle donne, dalle “suffragette” alla “beffa” di Mussolini, fino alle scatenate femministe degli anni ’70 e alle “quote rosa” dei tempi attuali. Qual è la condizione della donna, oggi? Quanto pesa questa condizione nella politica italiana, attualmente al 50° posto nel mondo per presenza femminile? Un’indagine storica e civile che presenta una sola sorpresa: è fatta da un uomo.
Massimo Somaglino è attore e regista teatrale. In alcuni casi (ma di rado e più che altro per necessità) anche autore o cantante o musicista. Della sua carriera ormai quasi trentennale svolta in ambito regionale e nazionale ricorda più volentieri il lavoro come attore con Elio De Capitani e il Teatro dell’Elfo; il connubio con Giuliana Musso, per le regìe di spettacoli di successo come “Nati in casa”, “Sexmachine” e il recente “Tanti saluti”, e il lungo percorso personale di ricerca che lo ha impegnato in produzioni intorno a eventi e personaggi della storia friulana: “Zitto, Menocchio!” sul pensiero eretico del famoso mugnaio valcellinese, “Cercivento”, spettacolo contro le guerre, “Achtung banditi!”, concerto teatrale per la Resistenza, “Indemoniate” sulla vicenda delle donne di Verzegnis, ed altri, tutti realizzati con lo stesso gruppo di lavoro artistico. Ama leggere a voce alta, perché dice che leggere a qualcuno è anche un modo per svelare una parte di sé che altrimenti non riuscirebbe a uscire.
Gli eventi della rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti” sono promossi dall’Amministrazione comunale di Turriaco con il sostegno del GECT – Euregio, nell’ambito del progetto Le ciclabili della musica, e organizzati dall’associazione Culturaglobale. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e non è richiesta prenotazione.

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In copertina, l’attore Massimo Somaglino che oggi interverrà alle 18 a Turriaco.

“Strumîrs e Zambarlans”, la rivolta in Friuli del 1511 questa sera in prima assoluta al Teatro Giovanni da Udine

Un cast composto da alcuni degli attori più apprezzati del territorio (Paola Aiello, Manuel Buttus, Serena Costalunga, Flavio D’Andrea, Alessandro Maione, Paolo Mutti, Nicoletta Oscuro, Jacopo Pittino, Federico Scridel, Maurizio Fanin) assieme a un coro altrettanto di livello (Juliana Azevedo, Caterina Di Biaggio, Laura Giavon, Alba Nacinovich, Danilo Favret, Stefano Monino, Pierluigi Manzoni, Simone Zoletto) saranno i protagonisti di “Strumîrs e Zambarlans”, nuova importante produzione del Teatri Stabil Furlan, realizzata in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che ospiterà la prima assoluta questa sera, alle 20.30. Lo spettacolo è stato presentato al foyer ridotto del Teatrone alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, del consigliere del Comune di Udine, con delega al Friulano, Stefania Garlatti-Costa; del presidente del Tsf, Lorenzo Zanon; del direttore artistico, Massimo Somaglino, assieme al regista, Ferruccio Merisi, e al compositore Marco Maiero. Per l’occasione erano presenti anche il presidente della V commissione della Regione Fvg, Diego Bernardis; il presidente dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, Geremia Gomboso; la vicepresidente della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, Diana Barillari; mentre in rappresentanza dell’Arlef c’era Rossella Dosso.
«ll teatro, ancora una volta, si dimostra strumento vivo di memoria e coscienza collettiva, capace di interrogare il nostro presente attraverso il racconto del passato. La rappresentazione acquista ulteriore forza e autenticità grazie all’uso del friulano, che non solo valorizza la nostra lingua e cultura, ma rende ancora più coinvolgente una pagina cruciale della storia della nostra terra – ha sottolineato il presidente Bordin -. Ritengo importante, oggi più che mai, riflettere su quanto questo spettacolo evidenzi i meccanismi di potere, tematiche che, seppur storiche, mantengono un forte valore simbolico. Un ringraziamento agli artisti, agli organizzatori e a chi ha creduto in questa produzione che ha riportato alla luce una pagina così significativa dell’identità friulana. Non perdiamo, quindi, questa occasione per immergerci in uno spettacolo che unisce storia, cultura e profonda riflessione sociale». «Ringrazio il Tsf per essere diventato un vero laboratorio culturale e artistico, che è ciò che serve per portare avanti la lingua e l’identità friulana e renderla interessante alle nuove generazioni. Ringrazio anche per averlo fatto con questa opera di Alviero Negro, un dei grandi friulani e udinesi del Novecento», ha affermato invece Stefania Garlatti-Costa.

Il cast dello spettacolo teatrale.

LA PRODUZIONE DI PUNTA DELLA STAGIONE – Come ha precisato il presidente Zanon, “Strumîrs e Zambarlans” sarà «la produzione più importante di questa stagione» per lo Stabil, non solo per l’alto numero di maestranze coinvolte, ma anche per l’impegno profuso per realizzarlo: “Questa pièce è stata voluta dal cda con forza. L’obiettivo è quello di valorizzare una pagina della storia del Friuli, ancora poco conosciuta (peraltro, quello di favorire anche conoscenza storia oltre che della lingua e della cultura, è uno degli obiettivi statutari). Si tratta di un lavoro impegnativo sotto ogni profilo, ma che abbiamo voluto realizzare convintamente».

UNA VICENDA STORICA CHE NON MOLTI CONOSCONO – “Strumîrs e Zambarlans”, testo scritto, in friulano, nel 1978, da Alviero Negro, racconta quella che è considerata la rivolta popolare più vasta e tragica del Rinascimento italiano, passata alla storia come “la crudel zobia grassa”: le violenze del Giovedì Grasso del 1511 che, dalla città di Udine si estesero a tutto il Friuli con massacri e saccheggi ai danni della nobiltà locale, già divisa in due fazioni in lotta, parte con i veneziani (gli Zambarlani, capeggiati da Antonio Savorgnan), parte con gli Asburgo (gli Strumieri della famiglia della Torre e di tutta la nobiltà solidale a essa), ai tempi della calata in Friuli di Massimiliano d’Austria. Nel testo sono contrapposti la classe nobiliare e il sottoproletariato rurale. Da un lato vengono analizzate le trame del potere nobiliare nel contesto amministrativo e nella paventata situazione di pericolo per l’invasione straniera, dall’altro viene fatto rilevare come il popolo rimanga escluso dalla storia, patendone eventualmente solo le conseguenze.

METAFORA VALIDA IN OGNI TEMPO – Ravvedendo in questa vicenda una metafora valida in ogni tempo e luogo, il direttore Somaglino, ha ricordato come «Il tratto di attualità di “Strumîrs e Zambarlans” sta nel rapporto che c’è tra classi superiori e subalterne. Mentre i primi discutono delle opportunità di stare da una parte o dall’altra, il popolo si sente autorizzato a compiere misfatti e delitti. Un sistema che possiamo rintracciare anche oggi, con chi sta al potere che è troppo impegnato a decidere quale sia l’opportunità migliore, dimenticando il ruolo di faro per un popolo confuso e che pensa di poter agire, dunque, in qualunque modo, anche il peggiore».

UN FRIULI CAPACE DI RAPPRESENTARE L’INTERA UMANITÀ – Il regista, Ferruccio Merisi, che ha curato anche l’adattamento del testo originale di Negro, ha invece raccontato come «L’idea è quella di un oratorio civile corale, che rivive e medita la scrittura di Alviero Negro. Ad essa ho voluto dare un sapore contemporaneo, con una riduzione rispettosa e insieme però ritmica e contrastata, appoggiata sui valori del testo stesso, che sono: la lingua, armonica, ben risonante, a tratti poetica e non banalmente popolaresca; il gioco teatrale dei personaggi; la pregnanza dei riferimenti storici che, ben misurati e confrontati con le vicende umane del gruppo protagonisti, producono una progressione dolente e commossa verso il precipitare del dramma. Un gruppo di ottimi attori molto solidale e creativo, e un coro di otto elementi per le musiche originali del Maestro Marco Maiero, costituiscono l’ambiente umano di questo rito di meditazione, che ritrae, ieri come oggi o meglio ieri “per” oggi, un Friuli capace di rappresentare l’intera umanità. Siamo, ieri per oggi, all’inizio di una guerra di invasione, o di un “sconfinamento “, e andiamo a osservare come la guerra finisce per ammalare anche la piccola comunità che la subisce».

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA MUSICA – È dunque chiaro come la musica abbia un ruolo cruciale nella messa in scena. Lo ha spiegato Marco Maiero, che ha curato sia la stesura, originale, del testo che della musica: «È un rafforzamento della narrazione, un preludio agli eventi, alle dinamiche drammaturgiche. I canti del coro – sempre presente in scena – nascono direttamente da ciò che viene raccontato nel copione, diventando parte integrante dello svolgimento dell’azione teatrale».

La presentazione a Udine.

I biglietti saranno disponibili in prevendita esclusivamente online, sul circuito VivaTicket. Nei giorni di spettacolo, la biglietteria sarà aperta un’ora prima dell’inizio dell’evento nel luogo dove si svolge la rappresentazione per l’acquisto dei biglietti fisici. Si ricorda inoltre che il Teatri riconosce un ingresso omaggio all’accompagnatore che assiste persone diversamente abili.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Teatri Stabil Furlan www.teatristabilfurlan.it, 392.3273719, Facebook, Instagram

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In copertina, la “crudel zobia grassa” raccontata da Tonino Cragnolini.

“SeneVierte”, il Teatri Stabil Furlan oggi presenta a Udine la collana di testi della drammaturgia contemporanea europea

Non solo teatro, ma molto di più. L’attività del Teatri Stabil Furlan non si esaurisce con le produzioni e la stagione teatrale, ma prosegue con numerose attività “collaterali”. “SeneVierte” è una di queste. La collana di testi di drammaturgia contemporanea europea, tradotti in lingua friulana, pubblicata dal Tsf in collaborazione con la casa editrice universitaria Forum e diretta dal direttore artistico Massimo Somaglino, sarà presentata al pubblico oggi, alle 16.30, nel salone di palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, nell’ambito della “Notte dei Lettori”, organizzata dal Comune di Udine e curata da Martina Delpiccolo. Il Teatri Stabil Furlan si afferma così come una delle più vive realtà culturali nel settore del teatro presenti in città. La collana, che sarà arricchita anno dopo anno, al momento conta due volumi.

I PRIMI DUE VOLUMI – Il numero uno si intitola “Ce crodistu di fâ!?” e riporta la traduzione realizzata da Serena Fogolini di un testo di Freark Smink, originariamente scritto in lingua frisone (un’altra lingua minoritaria europea) con il titolo ‘Wat Soesto!’. Lo spettacolo è stato allestito dallo stesso TSF nel novembre del 2023, per la regia di Jos Thie, e ha visto in scena Federico Scridel e Carla Manzon. Il numero due contiene invece un testo non ancora rappresentato in lingua friulana, “Il dêt”, tradotto in friulano da Elisa Copetti, dall’originale albanese “Gishti”, di Doruntina Basha. In entrambi i casi, la revisione dei testi tradotti è stata fatta dallo Sportello regionale per la lingua friulana dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.

MASSIMO SOMAGLINO – «I testi teatrali non sono scritture minori – ha ricordato Somaglino, riferendosi ai volumi -, ma scritture autonome e complete. La lingua friulana viene così messa alla prova, a dimostrazione che con essa si può affrontare ogni argomento, ci si può recare virtualmente in ogni luogo, descrivere ogni cultura, parlare dei tempi attuali, andando oltre l’utilizzo che se ne fa nel quotidiano. A sostegno e lode – ha chiuso – dei drammaturghi “di casa nostra” (non molti in verità) che già lo fanno, per lo più ignorati o lasciati alla loro dorata solitudine». È così che il Teatri Stabil Furlan porta a compimento uno dei suoi molti compiti: quello di operare con modalità innovative per una crescita della drammaturgia in lingua friulana, perché possa essere sempre più diffusa e praticata.

LORENZO ZANON – Ecco, allora, che «questa nuova collana è pensata anche a nutrimento delle molte compagnie teatrali regionali (amatoriali e non) che talvolta cercano scritture più impegnative, che le mettano alla prova sull’attualità e sul contemporaneo – ha precisato il presidente di Tsf, Lorenzo Zanon – , nonché come apertura di nuovi rapporti con altre culture, verso la costituzione di una rete di culture minoritarie, che travalichi i confini culturali nazionali, mettendo al centro dei rapporti e degli scambi l’individuo, la persona, con i diversi caratteri, appartenenze, identità perennemente in movimento, da sempre anche al centro del fatto teatrale».

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Fondato nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine, il Teatri Stabil Furlan è un’Associazione Culturale riconosciuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha come soci fondatori il Comune di Udine, l’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, la Società Filologica Friulana, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG, la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, l’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, e come scopo statutario l’attività di produzione e circuitazione di spettacoli teatrali professionali che valorizzino la lingua e la cultura friulane utilizzando la lingua friulana o di altre minoranze linguistiche e che abbiano caratteristiche di professionalità in tutte le loro componenti artistiche, tecniche ed organizzative.

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In copertina, ecco i primi due volumi realizzati dal Teatro Stabil Furlan.

“Fantats, Infants e Zovinutis”: a Tarcento oggi convegno del Teatri Stabil Furlan che sarà dedicato alle nuove generazioni

In occasione della 47ma “Fieste de Patrie dal Friûl”, ospitata quest’anno dal Comune di Tarcento, il Teatri Stabil Furlan, forte del successo del convegno organizzato lo scorso anno e del quale saranno presentati gli atti, ha organizza per oggi, 3 aprile, nella sala Diamante di palazzo Frangipane, un nuovo incontro intitolato “Fantats, Infants e Zovinutis – Teatri pes gnovis gjenerazions e lenghis minorizadis”, in collaborazione con l’Agenzia regionale per la lingua friulana e Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”. «Fra i molti compiti che una struttura come il Tsf si deve assumere rientra senz’altro quello di monitorare i vari settori che innervano il “fare teatro”, e che artisticamente sono in continua comunicazione fra loro e in continua trasformazione, e che compongono l’insieme dell’identità teatrale e artistica di una cultura e di una lingua, al fine di scoprire e se possibile attivare strategie utili a sostenere il friulano fra le nuove generazioni anche attraverso lo strumento del teatro», ha sottolineato Massimo Somaglino, direttore artistico di Tsf.

Massimo Somaglino


Questo nuovo confronto fra addetti ai lavori ha l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte del teatro per l’infanzia in friulano e nelle altre lingue minorizzate, ma anche individuare strategie comuni per lavorare con i più piccoli nel prossimo futuro, partendo dall’analisi di tre macroaree: Inventare, Produrre e Distribuire. Quella in programma, dalle 15 alle 18, sarà dunque una tavola rotonda ricca di interventi dalla quale senza dubbio emergeranno spunti interessanti e confronti proficui. Si comincerà con i saluti del presidente di Tsf, Lorenzo Zanon, del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Quindi prenderà il via la tavola rotonda condotta da Michele Polo, coordinatore dell’evento e attore che facendo riferimento al tema trattato ha ricordato: «Lavorare con i bambini e il friulano oggi significa continuare un lavoro iniziato circa mille anni fa». A portare il loro contributo ci saranno Massimo Somaglino, direttore artistico di Tsf; Alberto Bevilacqua, direttore dell’Ente Regionale Teatrale Fvg; Elisa Braun, project manager del progetto europeo Phōnē ; Silvia Colle, curatrice e formatrice progetti per l’infanzia ed il teatro; Serena Fogolini, di Docuscuele della Societât Filologjiche Furlane; Anna Gubiani, dramaturg, associazione Matearium; Rita Maffei e Francesca Puppo, del Css Teatro Stabile d’innovazione Fvg – Contatto Tig; Danijel Malalan, direttore del Teatro Stabile Sloveno-Slovensko Stalno Gledališče; Claudio Mariotti, della compagnia Teatroalquadrato; Giorgio Parisi della Compagnia Teatro della Sete; Mario Mirasola, responsabile dei programmi italiani e friulani per la sede Rai Fvg, e Arianna Zani programmista regista della sede Rai Fvg.

TEATRI STABIL FURLAN – Fondato nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine, il Teatri Stabil Furlan è un’Associazione Culturale, riconosciuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha come soci fondatori il Comune di Udine, l’Arlef – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, la Società Filologica Friulana, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Css Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, e come scopo statutario l’attività di produzione e circuitazione di spettacoli teatrali professionali che valorizzino la lingua e la cultura friulane utilizzando la lingua friulana o altre minoranze linguistiche e che abbiano caratteristiche di professionalità in tutte le loro componenti artistiche, tecniche ed organizzative.

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In copertina e all’interno immagini di uno spettacolo del Tsf. (Foto Glauco Comoretto)

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L’Aquila in mosaico di Peressini

Per la ricorrenza del 3 aprile, che celebra la nascita della Patria del Friuli nel 1077, l’artista Nello Peressini, socio del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, ha realizzato in mosaico un’originale immagine della bandiera con l’aquila patriarcale.

Il Teatri Stabil Furlan stasera su Rai3 bis. Onde Furlane e Klaris sono protagoniste

Oggi 19 marzo, ricorrenza di San Giuseppe, alle 21.20 su Rai3 bis (canale 810 del digitale terrestre), sarà trasmessa la seconda parte del documentario sullo spettacolo “Ce crodistu di fâ?!” del Teatri Stabil Furlan – produzione del Tsf realizzata in collaborazione con Compagnia Pier21-Looewarden (della Frisia, appunto), e con il sostegno di Fondazione Bon, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e dell’Ambasciata Olandese in Italia (provincia di Frisia) – andato in scena al Teatro Luigi Bon di Colugna.
Il documentario la scorsa settimana è sbarcato in tv, grazie alle riprese della Rai, arricchito dalle interviste fatte dalla regista di Arianna Zani agli attori Federico Scridel e Carla Manzon, alla traduttrice Serena Fogolini, e al direttore artistico del Tsf, Massimo Somaglino. Stasera andrà in onda la seconda parte che sarà possibile vedere in replica venerdì prossimo, alle 21.40, sempre su Rai3 bis. Il documentario sullo spettacolo sarà anche disponibile online tra i contenuti di RaiPlay.
Il protagonista della rappresentazione è un coltivatore diretto dei nostri tempi, alle prese con l’antica tradizione contadina del lavoro della terra e con le difficoltà del mondo d’oggi: cambiamenti climatici, lavorativi, burocratici. Temi assai attuali, di spessore, ma proposti senza tralasciare momenti di ironia e riso amaro. Le scene, ricostruite esattamente sul progetto originale, hanno permesso una messinscena identica alla versione frisona, diretta dallo stesso regista Jos Thie, in un rapporto inedito trans-europeo che lega nel lavoro teatrale due lingue minoritarie e due culture che hanno molte cose in comune.

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Due settimane fa, mercoledì 28 febbraio e venerdì 1° marzo, la libreria Tarantola di Udine ha ospitato due eventi di presentazione di altrettanti libri. Il primo appuntamento ha riguardato “Nazioni in cerca di stato”, libro edito da Donzelli che, come è esplicitato dal suo sottotitolo, dà conto del lavoro di ricerca su «autonomismi, indipendentismi e conflitti sociali in Europa occidentale» condotto da Paolo Perri, assegnista di ricerca in Storia contemporanea all’Università della Valle d’Aosta. Il secondo, invece, era dedicato a “Senza residenza”, agevole pubblicazione di Enrico Gargiulo, professore associato di sociologia all’Università di Bologna, edita da Eris, in cui l’attenzione è puntata sulla residenza e sul suo effettivo riconoscimento formale, che in pratica si rivela come un dispositivo di selezione della popolazione e delle sue componenti “desiderabili” e “legittime”.

Entrambe le presentazioni, che sono state organizzate con la collaborazione dell’associazione Aps Klaris e di Radio Onde Furlane, sono state caratterizzate con lo slogan «Libris… di scugnî lei». Quella stessa frase, la quale riprende il titolo di un programma dedicato alla lettura proposta anni fa da Onde Furlane, che a sua volta parafrasava quello di una celebre raccolta di poesie di Leo Zanier, è stata scelta anche per la riduzione radiofonica dei due appuntamenti, in programmazione sui 90 Mhz, sui 90.2 Mhz, sui 105.6 Mhz e su www.radioondefurlane.eu da oggi al 22 marzo prossimo, con inizio alle 8.30.
Le prime due puntate proporranno una sintesi del confronto tra Paolo Perri e il sociologo e politologo Adriano Cirulli e lo storico e politologo Marco Stolfo, che ha toccato i principali contenuti di “Nazioni in cerca di stato”, a cavallo tra Scozia, Catalogna, Corsica, Paese Basco e Irlanda del Nord: una comparazione delle dinamiche che, tra società, economia, cultura e politica, caratterizzano i diversi percorsi e conflitti e trasformano, in particolare in alcuni casi, movimenti e partiti che ne sono i principali interpreti da forze marginali in veri protagonisti della vita politica.
Giovedì 21 e venerdì 22, invece, si potrà ascoltare il resoconto dell’incontro tra Enrico Gargiulo e Antonella Nonino dell’associazione Vicini di casa, che dal 2013 al 2018 è stata anche assessore ai diritti e all’inclusione sociale del Comune di Udine. In questo caso l’attenzione sarà puntata sui diversi aspetti della situazione di chi non è formalmente “residente” e pertanto è più vulnerabile e ricattabile. L’intera serie sarà successivamente archiviata in rete sulla pagina Spreaker di Onde Furlane e resa disponibile anche in modalità podcast.

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In copertina, ecco una scena di “Ce crodistu di fâ?!” colta da Glauco Comoretto.