Sen. Mario Pittoni Responsabile Federale Istruzione Lega
«Sul problema dei precari della scuola Serracchiani dovrebbe sapere che, nell’attuale fase, l’unico intervento praticabile è un decreto del Governo. Il Parlamento può al massimo approvare la nostra mozione per assegnare al provvedimento carattere d’urgenza». E’ la replica del senatore Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, all’ex governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ha ironizzato sulla lettera con cui il nuovo presidente del FVG Massimiliano Fedriga ha chiesto al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli di farsi carico della questione (in regione i docenti coinvolti sono un migliaio), suggerendogli di sollecitare invece chi in Parlamento rappresenta il Carroccio. «Qualcuno – aggiunge Pittoni – può spiegare a Serracchiani che siamo quasi fuori tempo massimo e se, come in questo caso, servono interventi immediatamente operativi è necessario un atto del Governo, sul quale evidentemente il Pd ha poca voglia di impegnarsi?».
Il governo del “panettone”?
di Giuseppe Longo
Ci mancava soltanto il governo del “panettone”. Per il resto, in questa stranissima legislatura, abbiamo visto di tutto. O meglio quasi tutto, perché credo che altre sorprese o stravaganze siano dietro l’angolo. Per non parlare di certezze. Le uniche, per ora, le abbiamo in Friuli Venezia Giulia, con l’elezione del nuovo governatore Massimiliano Fedriga, e da lunedì prossimo a Udine con la proclamazione del nuovo sindaco che uscirà dal ballottaggio di domenica tra Pietro Fontanini (Centrodestra) e Vincenzo Martines (Centrosinistra).
In questi abbondanti sessanta giorni post-elettorali in cui l’unica grande assente è stata la Politica – e lo dico con grande amarezza nel 40mo anniversario del barbaro sacrificio con cui le Brigate rosse condannarono Aldo Moro – abbiamo assistito a un oziosissimo gioco dell’oca, nel quale si facevano uno o due passi avanti che poi venivano prontamente annullati da tre indietro, tanto da non portare a nulla. Anche se non è proprio così. Un risultato c’è ed è l’unico: il tradimento della volontà popolare. Scusate la parola forte, ma come può essere altrimenti definito il non tenere in minimo conto la scelta espressa dagli elettori che il 4 marzo hanno attribuito a Centrodestra e Cinque stelle quasi il 70 per cento dei consensi, cioè la maggioranza più che assoluta? Invece, a furia di veti e controveti, accuse e controaccuse, siamo ancora fermi alla casella iniziale, con la prospettiva di un altro governo tecnico – ma non ne abbiamo avuti abbastanza? – o istituzionale o neutro che dir si voglia, chiamato dall’alto del Colle a subentrare all’esecutivo di Gentiloni per il quale una ulteriore proroga è inimmaginabile. E, come se non bastasse, si parla a sproposito di elezioni bis il 22 luglio, quando tutti, o quasi, sono al mare, in montagna o dove cavolo vogliono. Chi andrebbe a votare in piena canicola, quando si sognano almeno i 30 gradi per avere un po’ di “fresco”? Si sono visti i risultati di date maldestre proprio qui, quando si è votato tra due feste nazionali. Ed era appena il 29 aprile…
Altra prospettiva è appunto il “governo del panettone” – perché arriverebbe fino a Natale o San Silvestro -, tanto da poter salvare la faccia con l’Europa, scongiurare l’aumento automatico dell’Iva e licenziare uno straccio di legge di stabilità o finanziaria, come si diceva più chiaramente fino a qualche anno fa. E poi subito al voto con il cappotto, ancora prima del 4 marzo di recentissima memoria.
Che tristezza! Tuttavia, il presidente Mattarella non ha spento l’ultima speranza in un accordo politico, anche perché si rende conto che questo “governo di tregua” sarebbe impallinato in Parlamento, come già dichiarato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio a nome di Lega e M5S. Ma se non ci sarà l’intesa dell’ultima ora – e qui tutti pensano a quel famoso quanto improbabile passo indietro o di lato di Silvio Berlusconi – non resterà che ridare la parola agli italiani. E poi ancora con il famigerato Rosatellum? Per avere gli stessi risultati o quasi? Perché non è affatto detto che a livello nazionale i pentastellati andrebbero incontro allo scivolone che li ha umiliati in Friuli Venezia Giulia. E allora? Di sorprese ne avremo ancora parecchie. Peccato, però, che i mercati non ci ridano sopra. Ne abbiamo appena avuto un assaggio.
30 Aprile: In FVG PD & 5s (dal 24,6% al 7,2%) si son presi un bel 2 di “Piken”
Ormai è chiaro: i Friulani si sentono più vicini ai cugini Austriaci ed Ungheresi che ai partenopei = spaghetti – pizza – mandolino e reddito di cittadinanza…
Trieste è più vicina a Vienna, Budapest che a Firenze, Roma, Pomigliano d’Arco…
Massimiliano Fedriga (57,1% ) è molto più in sintonia con Sebastian Kurz

e Viktor Mihály Orbán che ai “radical chic” da salotto/divano che son capaci solo di raccontarci frottole…

soprattutto (e questo è molto importante) per la percentuale altissima dei consensi che recentemente tutti e tre hanno ricevuto …
praticamente un plebiscito che ha sancito l’insoddisfazione dei cittadini mitteleuropei nei confronti dell’Europa a imperio Merkel-Macron (al quale sino ad ora solo Theresa May ha saputo opporsi) ed alle nostrane politiche demagogico/truffaldine (Fornero, job act, buona scuola, invasione di selvaggi, disastri bancari, e via dicendo…) …
basta con il “gioco delle tre carte” !!
la gente non si accontenta più delle promesse , dopo una catastrofe pretende dai politici soluzioni e non balle !
Pretende risposte tangibili, efficaci, come dopo il terremoto del Maggio 76 !
Tirarsi su le maniche, sgomberare le macerie, seppellire i morti e ricostruirsi la vita !
Dopo anni di predominio ed arroganza della sinistra salottiera e fankazzista l’esigenza di fare, presto e bene, è impellente.
E’ possibile che la Serracchiani non sia nemmeno riuscita a finire la 3° corsia della Venezia-Trieste, per la quale Riccardo Riccardi si era speso con tutte le sue energie per iniziare ed accelerare la messa in opera dei cantieri ??
La sinistra ci deve spiegare perché si spende un patrimonio assurdo per fare un buco nelle Alpi Francesi e non si riesce a collegare Udine, Trieste, Gorizia con Ljubljana-Budapest (nemmeno la stazione di Gorizia con Nova Gorica che sono in pianura ed attaccate) ??
Per non parlare della pantomima sul ponte sullo Stretto di Messina che ogni volta che ne sento parlare mi girano gli “zebedei” !
La notizia già la saprete :
Massimiliano Fedriga, sposato, Leghista da sempre, (La sua storia politica inizia nel 1995, quando si iscrive alla Lega Nord con il consenso dei genitori perché ancora minorenne) Nato a Verona (1980) e cresciuto a Trieste, laureato in Scienze della comunicazione (ha conseguito un master in gestione e analisi della comunicazione),
è il nuovo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

Salvini: ora andiamo a governare
«Dopo i Molisani, anche donne e uomini del Friuli Venezia Giulia ringraziano il PD per l’egregio lavoro svolto, e salutano Di Maio & Compagni. GRAZIE!!!!! #andiamoagovernare io sono pronto!».
Così su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta i risultati elettorali pubblicando la foto di una carta del 2 di picche dentro la sabbia.

Non so se Matteo conosca il tedesco ? …ma io per quel po che ricordo associo il termine Piken all’ equivalente per cui è giustamente famoso Rocco Siffredi ! > intendesse forse dire ? :
“Stavolta vi siete presi un bel Piken nel **** ” !??
…ed a chi si riferiva ? …a Renzi/Serrachiani e/o Giggino ??

Fvg alle urne. E al… mare
di Giuseppe Longo
E così è arrivato il tanto atteso 29 aprile che porta alle urne anche i cittadini del Friuli Venezia Giulia per rinnovare il Consiglio regionale e scegliere il nuovo presidente della Giunta, quello che ormai si preferisce chiamare, pur impropriamente, governatore.
Doppio voto, poi, per i cittadini di 19 Comuni – soltanto Udine e Sacile con più di 15 mila residenti – chiamati a eleggere i nuovi Sindaci e relativi Consigli municipali. Per la prima volta l’assemblea regionale sarà votata anche dagli abitanti di Sappada dopo il loro passaggio dal Veneto al Fvg.
Ma mentre tralasciamo per brevità i candidati alle pur importanti consultazioni comunali, ricordiamo i quattro aspiranti alla poltrona più prestigiosa di piazza Unità d’Italia, a Trieste: Sergio Bolzonello (Centrosinistra), Sergio Cecotti (Patto per l’autonomia), Massimiliano Fedriga (Centrodestra) e Alessandro Fraleoni Morgera (Cinque stelle).
Una convocazione ai seggi in un momento particolare che potrebbe riservare delle sorprese in fatto di affluenza. Questa domenica è infatti collocata tra due feste civili (25 Aprile e I Maggio), in un arco di tempo che su sette giorni ben quattro sono festivi o semi. Insomma, una sorta di maxi-ponte che sicuramente ha incoraggiato molti anche nella nostra regione a prendersi un periodo di relax, abbastanza lungo per una rigenerante vacanza o per un bel viaggetto, tanto che chi è partito di certo non interrompe la vacanza per tornare a votare. E chi non è andato lontano difficilmente, grazie al bellissimo tempo quasi estivo, rinuncia a una giornata al mare o in montagna. E se non è andato al seggio prima di partire, è tutto da vedere se ne avrà voglia quando rientrerà a tarda sera. Anche se comunque le urne sono aperte fino alle 23: ormai il lusso, tutto italiano, di votare anche il lunedì è un ricordo.
A ogni modo, vada come vada, questa chiamata al voto in Friuli Venezia Giulia conclude finalmente la tornata elettorale di fine inverno – primavera (almeno così si spera…), dandoci almeno una tregua in quella campagna elettorale martellante ormai diventata perenne. E il risultato che conosceremo nel dettaglio domani non potrà non avere un significato a livello nazionale, dove tutti attendono con impazienza e interesse le decisioni dell’assemblea nazionale del Pd rinviata al 3 maggio per vedere se approverà l’apertura a un’intesa con i pentastellati (ma si parla già anche di referendum fra gli iscritti), dopo che quella con la Lega è naufragata.
La parola quindi al Friuli Venezia Giulia. Non mi addentro in pur facili previsioni, visto il silenzio imposto nella giornata del voto. Ma domenica scorsa avevo detto, credo opportunamente, che l’Ohio più che in Molise – che comunque ha dato risultati molto interessanti – è proprio qui, sia per il numero di elettori (oltre un milione e 100 mila) sia per l’importanza di una Regione pur piccola ma che è al centro dell’Europa e dei traffici internazionali. Staremo dunque a vedere. Per ora chiudo qui e vado a votare.
LA SANITA’ IN FRIULI VENEZIA GIULIA
di Cristina Pozzo
Parlare di Sanità in Friuli V.G. è come sparare sulla Croce Rossa.
La legge Regionale n. 17/2014 che reca “ Il riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria” prevede una minore ospedalizzazione in funzione di una maggiore assistenza domiciliare, peccato che la maggiore assistenza domiciliare non sia stata potenziata, a fronte di un taglio di 579 posti letto negli ospedali e della chiusura degli stessi.
Definire Ospedale un posto dove non ci sono posti letto mi sembra azzardato.
Risulta quindi che a fronte di una degenza che normalmente sarebbe durata 5 o 6 giorni, il paziente viene dimesso dopo 2 giorni non avendo però nessun tipo di assistenza se non quella familiare o a pagamento.
E’ necessario dare risposte alla necessità di presa in carico dei pazienti a 360° e liberare le Rsa da funzioni ulteriormente gravose rispetto a quelle già previste per legge.
La soppressione della Guardia Medica ha creato ulteriori falle nel sistema intasando, in questo modo i Pronto Soccorso devono occuparsi anche di patologie che potevano tranquillamente essere risolte a domicilio.
Che dire della chiusura di punti nascita come quello di Latisana, che serviva un territorio che si estendeva anche in Veneto con conseguente afflusso anche economico da altra Regione, che garantiva con anche la sua Pediatria, tranquillità alle famiglie che si recano in vacanza sul nostro littorale di Lignano, con le sue sale parto “in sicurezza”, a favore di Palmanova che necessita “la messa in sicurezza” delle sale parto con una spesa di qualche milione di euro.
La creazione di un numero unico l’112 che vale anche per le urgenze sanitarie, ha creato uno spazio temporale tra la chiamata e la risposta dell’operatore del Pronto Soccorso che può avvolte significare la differenza tra la vita e la morte di una persona.
Persino la Corte dei Conti del Friuli V.G. ha sentenziato che questa riforma risulta essere addirittura più onerosa di quanto non lo fosse la precedente organizzazione sanitaria.
Un plauso va a tutti gli operatori del settore, dagli infermieri ai medici, a chi opera sulle autoambulanze che devono sopperire con la loro professionalità, competenza e pazienza, alle problematiche create da un sistema ferruginoso.
Superare le criticità generate da questa scellerata riforma sanitaria che non tiene minimamente conto del paziente, ma solo di un risparmio economico inesistente, lavorare a recuperare la piena efficienza e capillarità dei servizi, è l’impegno della Coalizione di cui faccio parte con Fratelli d’Italia a sostegno di Massimiliano Fedriga Presidente e quindi è anche il mio impegno. La Regione Friuli V.G. così come lo Stato Italiano non sono una Società per azioni, non devono produrre PIL, non devono dare utili, devono erogare servizi al cittadino amministrando al meglio le proprie risorse che devono essere tutelate. In pratica la Regione così come lo Stato devono comportarsi da “buon padre di famiglia” a tutela dei propri cittadini.
Tagliare i servizi, soprattutto quando si parla di salute pubblica non può essere una risposta giusta.
Venerdì 20 Aprile 2018 ore 16.00 Palazzo Kechler Piazza XX Settembre – Udine
Aspettando il Fvg…
Il leader della Lega a Vinitaly: “Nessun incontro e non l’ho sentito”. Il capo politico del M5s: “Nostra proposta anche al Pd, serve senso pratico”
foto tratta da : http://notizie.tiscali.it/politica/articoli/salvini-di-maio-botta-risposta/
Presentazione Candidati : Cristina Pozzo
Elezioni Regionali FVG 29/4/2018#: Lista “FRATELLI D’ITALIA”
a sostegno del CANDIDATO PRESIDENTE “MASSIMILIANO FEDRIGA”
Cristina POZZO
Circoscrizione Elettorale : UDINE
Luogo di nascita : UDINE il 25.12.1957

Stato civile, coniugata (con nipoti)

Titolo di studio: Diplomata
Dopo un percorso scolastico umanistico ho frequentato diversi corsi di specializzazione
Tecnico commerciali che mi hanno permesso di raggiungere all’interno di aziende di produzione e di servizi livelli Dirigenziali.
Conosco discretamente il Francese e lo Spagnolo che parlo fluentemente ,
ed inoltre ho conoscenza base dell’Inglese.

Nel 2016 mi sono diplomata in “Manager dei piccoli centri commerciali naturali”.

LAVORO: imprenditrice e commerciante,
nel 2011 ho fondato con mio marito una Società di ristrutturazione e riqualificazione energetica di immobili.
Nel 2016 ho aperto un esercizio commerciale: una Drogheria.

IMPEGNI SOCIALI
Presidente del Movimento Politico Autonomista NOI,
Presidente dell’Associazione culturale “Piazzetta del Pozzo “,
Referente per la Provincia di Udine dell’ Associazione AID (Associazione Italiana Dislessici),
Referente per il Friuli della Confederazione “Friuli & Trieste”.

Sono attiva politicamente dal 2011, anno in cui sono stata Coordinatore per Udine e membro della Segreteria Regionale di FUTURO E LIBERTA’,

sono stata candidata alle elezioni politiche del 2013.

Ho continuato a servire il mio territorio anche dopo lo scioglimento del Partito e mi presento ora alle Elezioni Regionali del 29 Aprile nelle liste di Fratelli d’Italia, orgogliosa e grata di far parte di un Partito al cui vertice c’è una ragazza di 37 anni (Giorgia Meloni),

che ha dimostrato e dimostra grandi capacità politiche.

PROPOSTA POLITICA:
Il principale punto del mio programma elettorale è la divisione della nostra Regione in due Provincie Autonome: Friuli e Trieste. sul modello Altoatesino, di cui ho già pronta una Proposta di Legge che vede fra i suoi redattori anche il Professor Bertolissi, uno dei maggiori esperti costituzionalisti italiani, docente all’Università di Padova.
Trieste mantiene il suo attuale territorio, mentre Friuli comprenderà tutto il rimanente territorio restando però policentrica con Udine quale Capitale ma con uguale importanza con gli altri capoluoghi, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo.
Un’amministrazione più capillare del territorio con maggiori risorse a favore dei Comuni e maggior potere amministrativo dei Sindaci.
I Consiglieri Provinciali saranno gli stessi del Consiglio Regionale, in questo modo chi amministra sarà anche chi legifera.

Amo la mia terra e la mia gente, mi ci riconosco nei difetti e nei pregi, per noi friulani il “fasin di besoi” non è un modo di dire ma una filosofia di vita.

Questo progetto può far rinascere il Friuli dalle ceneri in cui è stato gettato dall’uscente amministrazione come un’araba fenice e può essere esportato in tutte le regioni sia Italiane che Europee, creando benessere per tutte le comunità.

La partita più difficile



19/3/2018 in diretta reale dal Palamostre di Udine Salvini , istante per istante
Apriamo una diretta in stile Mentana. Via WhatsApp ricevo e vi pubblico istantaneamente le foto e le frasi salienti dell’evento…



La parola è iniziata con Fontanini che ha brevemente aperto il discorso rinnovando i suoi impegni per la città di Udine , accompagnato da numerosi applausi.

Successivamente ha preso la parola a Massimiliano Fedriga il quale ha confermato il suo impegno e le idee che hanno contraddistinto questa campagna politica , numerosi gli applausi , le ovazioni e un tifo quasi da stadio.

Il tutto è durato per numerosi minuti fino all’arrivo di Matteo Salvini il quale a ripercorso ogni parte del suo programma puntualizzando in ogni argomento gli aspetti più significati e importanti, e soprattutto soffermandosi giustamente sulle argomentazioni che hanno portato al successo di queste elezioni.











Per fare un sunto della serata , si potrebbe definire un successo a tutti gli effetti.
La parola è iniziata con Fontanini che ha brevemente aperto il discorso rinnovando i suoi impegni per la città di Udine, accompagnato da numerosi applausi.
Successivamente ha preso la parola a Massimiliano Fedriga il quale ha confermato il suo impegno e le idee che hanno contraddistinto questa campagna politica , numerosi gli applausi , le ovazioni e un tifo quasi da stadio.
Il tutto è durato per numerosi minuti fino all’arrivo di Matteo Salvini il quale a ripercorso ogni parte del suo programma puntualizzando in ogni argomento gli aspetti più significati e importanti , e soprattutto soffermandosi giustamente sulle argomentazioni che hanno portato al successo di queste elezioni.
E’ superfluo ribadire che la sala gremita di persone ha più volte espresso il suo parere favorevole con grandissimo entusiasmo e l’evento si è protratto fino oltre le ore 20 proprio per il dilungarsi dei numerosi applausi.
Nonostante tutto nessun argomento è stato trascurato , e soprattutto ribadito il totale impegno perché alle prossime elezioni del 29 Aprile il Friuli Venezia Giulia possa avere quella svolta di cui ha tanto bisogno.
Purtroppo la sala non ha potuto accogliere la folla che è arrivata copiosa e ha dovuto attendere sul piazzale antistante.
Comunque a parte gli argomenti delle proposte di governo , che sempre più infondono alle gente un senso di fiducia, quello che continua maggiormente a colpire e piacere alla gente è il grandissimo grado di umiltà , semplicità e praticità di queste persone , a partire da Matteo Salvini per passare a Massimiliano Fedriga e a seguire tutta la LEGA.
Nonostante il risultato eccellente ottenuto in queste elezioni , queste persone questa sera “LUNEDI” erano qui a Udine , a confermare i lori impegni presi con il popolo e i loro programmi.
Quello che conta sono i risultati e di “PAROLAI” l’Italia è ormai stufa per cui il popolo Italiano ha bisogno di persone pratiche e semplici come questa gente.
<N.d.R quest’ultima nota è dalla viva voce del nostro inviato Franco Battini, presente sul campo all’evento, che ringraziamo perché senza la sua presenza non sarebbe stato possibile realizzare questa diretta…>
Un saluto a tutti dal Dr. Giorgio Alt … chiudiamo il collegamento e ci risentiamo domani per i commenti politici… Portogruaro lunedì 19 marzo 2018


