Tarcento, ci sono oltre 10 milioni per il Distretto socio-sanitario del Torre: nasce anche una Casa della comunità

«Nonostante il periodo difficile che ha messo a dura prova il sistema in questi cinque anni di legislatura, abbiamo incrementato i fondi a favore della sanità territoriale di oltre dieci volte: continuiamo a investire somme straordinarie perché il cittadino possa sentirsi al sicuro, rassicurato e seguito nelle sue esigenze di assistenza e nelle sue domande di salute. In questo senso, le strutture territoriali giocano un ruolo fondamentale per intervenire dove serve e quando serve in maniera puntuale e appropriata». Lo hanno sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il suo vice con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuti a Tarcento per la presentazione degli investimenti sulle strutture del Distretto socio-sanitario. All’incontro ha preso parte anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, Denis Caporale, presenti i sindaci della zona Pedemontana. Oltre a quello di Tarcento, l’area di competenza comprende infatti i Comuni di Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana e Tricesimo.
«Per la zona del Distretto del Torre sono disponibili oltre 10 milioni di euro, di cui 3 derivano da un ulteriore finanziamento regionale – hanno ricordato Fedriga e Riccardi -, parte di questa somma sarà impiegata per la realizzazione di una Casa della comunità per quasi 1,5 milioni di euro. Si unisce a questo sforzo quello che stiamo facendo per potenziare la telemedicina e per contrastare l’obsolescenza tecnologica di presidi e strumentazioni sanitarie».
Per il Distretto di Tarcento era già previsto, ed è in fase di progettazione avanzata, un intervento di ampliamento compresa la realizzazione di parcheggi (primo lotto), con successiva riqualificazione dell’edificio esistente (secondo lotto). Con l’intervento previsto nel Pnrr, i lavori del primo lotto comporteranno la realizzazione della Casa della comunità hub di Tarcento. L’ampliamento prevede, al piano terra, il centro di salute mentale; la continuità assistenziale/medici di medicina generale; prelievi, vaccinazioni, ambulatorio infermieristico, ufficio Afir; attese, servizi e spazi accessori. Al primo piano troveranno spazio, invece, gli ambulatori specialistici: cardiologico, chirurgico, Orl, dermatologico, oncologico, dermatologico, due per attività odontoiatrica, locale sterilizzazione. Il terzo piano ospiterà gli uffici direzione Distretto e la segreteria, e il punto unico di accesso e integrazione con i servizi sociali dell’ambito.

DISTRETTO DI TARCENTO

Attimis
Cassacco
Faedis
Lusevera
Magnano in Riviera
Nimis
Povoletto
Reana del Rojale
Taipana
Tarcento
Tricesimo

 

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In copertina, il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi intervenuti a Tarcento.

Da casa al lavoro sicuri in bicicletta sulle piste ciclabili previste nel progetto Nip

Una scelta che non solo fa bene all’ambiente, ma anche alla salute: è quella di raggiungere il proprio luogo di lavoro in bicicletta. Occorre però poterlo fare in sicurezza, cosa non facile nelle strade italiane, dalle quali con cadenza purtroppo periodica giungono notizie di ciclisti coinvolti in incidenti. Da questi spunti nasce il progetto di piste ciclabili per i tragitti casa-lavoro del Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – realizzato assieme ai Comuni di Cavasso Nuovo, Maniago e Meduno, oltre che con l’azienda Roncadin.  L’opera che raccorderà tracciati ciclabili nuovi e già esistenti, gode di 2 milioni di euro stanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, all’interno del quadro del Premoci (Piano per la mobilità in bicicletta, con il Fvg prima Regione in Italia ad approvarlo). Dopo un primo incontro a Trieste a fine ottobre, in questi giorni è stata apposta la firma sull’accordo di programma.


«Lo spirito dell’azione regionale – ha rilevato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, assieme all’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti durante l’incontro nel capoluogo regionale – è quello di fornire strumenti integrati in modo che i soggetti possano lavorare in maniera combinata anziché a sé stante, facendo sì che i vantaggi delle iniziative sulla mobilità ciclistica possano essere amplificati».
Spazio, dunque, alla fase progettuale e alla successiva realizzazione dell’opera. «Già ora – ha commentato il presidente del Nip, Renato Piazza – il territorio del Maniaghese, grazie anche alla presenza della ciclovia FVG3, è fortemente attrattivo per gli amanti delle due ruote. Ma con questo progetto vogliamo passare a un livello successivo, affiancando all’utilizzo ricreativo delle piste ciclabili anche un’incentivazione ulteriore di quello per gli impegni quotidiani. Meno automobili sulle strade del tragitto casa lavoro significano meno emissioni nell’ambiente, nonché promozione della vita attiva come elemento di sanità pubblica. Il tutto va ovviamente fatto in sicurezza: con la rete ciclabile che nascerà dal nostro progetto, unendo tratti già esistenti tra i Comuni di Maniago-Meduno-Cavasso Nuovo ad altri nuovi, potremo offire una valida alternativa all’automobile per i lavoratori e non solo, visto che l’opera andrà a beneficio dell’intera comunità. Grazie alla Regione, ai Comuni e alle aziende per la preziosa sinergia».

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In copertina, la ciclovia FVG3 a Maniago; all’interno, il presidente Nip Renato Piazza.

 

Caro bollette, l’artigianato friulano alla Regione: un grande Piano energetico. Ma Fedriga: va superato il “partito del no”

(g.l.) «La Regione proseguirà a lavorare per consolidare le alleanze fra istituzioni e cittadini nell’interesse della comunità regionale nella consapevolezza che sia quanto mai necessario guardare con forza all’utilizzo di fonti rinnovabili e trovare, anche nelle innovazioni in campo energetico, nuove fonti di energia alternativa. Dobbiamo, però, avere la determinazione di difendere gli interventi necessari, scegliendo con razionalità, senza ideologia e superando il “partito del no”». È questo uno dei messaggi espressi dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al convegno “Energia economia, il ruolo degli artigiani” organizzato ieri da Confartigianato-Imprese Udine e Fvg a Udine nella sede del Cafc.

Le richieste di Tilatti – E un grande Piano di riqualificazione energetica è la proposta che il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha consegnato proprio al presidente Fedriga, al fine di superare il grande problema del momento: il caro bollette. Tema spinoso che se da un lato richiede interventi d’emergenza, dall’altro sollecita politiche di medio periodo, capaci di progettare il domani. Da qui la sfida lanciata dagli artigiani friulani al leader della Regione Fvg: «Dopo questa legislatura, vissuta nell’emergenza, tra Vaia, Covid, caro energia e crisi economica, le proponiamo una legislatura di riscossa, all’insegna della riqualificazione ambientale di città, zone industriali e artigianali, della rigenerazione urbanistica e della riqualificazione energetica di tutto il patrimonio esistente. Potremmo fare del Fvg una regione green, smart, sicura da rischio sismico e idrogeologico», ha detto Tilatti rivolgendo un pensiero a Ischia, alla frana di Casamicciola e alle famiglie colpite dai lutti. «Insieme possiamo costruire una regione ancor più sicura in cui vivere e lavorare. Noi – ha aggiunto Tilatti – siamo pronti a fare la nostra parte». Confartigianato-Imprese Udine al lavoro -In materia di energia l’associazione si è già messa al lavoro. Il futuro passa dall’installazione di impianti per la produzione di energie da fonti alternative e dalla loro condivisione, nelle Comunità energetiche rinnovabili, che sono allo studio e sulle quali il direttore di Confartigianato Udine servizi, Elsa Bigai, ha rilanciato l’invito a imprese e privati ad aderire. Oltre a promuovere le adesioni alle Cer, la srl avrà anche un ruolo di consulenza per accedere ai bandi nazionali e comunitari.

La transizione energetica – Lo scenario sul quale s’innestano queste attività non è all’anno zero come ha confermato anche il docente di Uniud, Giulio Croce. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Fvg è pari a 7.792 Gwh, pari al 43,8% del totale, un dato superiore di 3,6 punti percentuali rispetto alla media nazionale, che si ferma al 40,2%, al 12mo posto tra le 21 regioni italiane. A fare il punto sullo stato dell’arte della transizione energetica in regione è stato il responsabile dell’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, Nicola Serio. A pesare di più sul mix di approvvigionamento da rinnovabili sono idroelettrico e bioenergie, al terzo posto il fotovoltaico che negli ultimi quindici anni ha vissuto un vero e proprio boom, passando da meno di 400 impianti per 3 Mw di potenza a quasi 40mila impianti per 591 Mw di potenza. Un balzo in avanti al quale hanno dato un impulso decisivo le imprese: non tanto per numero di impianti, 6.303 “contro“ 33.395 domestici, ma di potenza generata pari a 435 Mw contro 156 Mw. Circa il 7% delle imprese oggi ha un impianto con pannelli fotovoltaici.

Un esercito di imprese – A dar gambe alla transizione verso fonti rinnovabili di produzione dell’energia c’è un esercito d’imprese che vede le piccole e piccolissime realtà giocare un ruolo di primo piano, realtà confortata anche dai dati illustrati al Cafc da Enrico Raumer del Caem e da Giacomo Cantarella di Epq. In Fvg sono oltre 2.300 le imprese artigiane attive nel settore degli impiantisti (1.183 a Udine, 624 a Pordenone, 184 a Gorizia e 382 a Trieste) forti di 6.200 addetti 3.400 dei quali sono dipendenti. Per agevolare l’incrocio tra domanda e offerta, il comparto impiantisti ha promosso la creazione di una banca dati degli installatori di impianti fotovoltaici a cui si può aderire dalla homepage del sito: nella prima settimana ha già raccolto 35 adesioni e in breve sarà resa accessibile al pubblico. «Impianti fotovoltaici ma non solo. Dobbiamo prestare grande attenzione – ha ammonito Tilatti – anche alle piccole derivazioni idroelettriche e ai mulini sulle rogge che sono un patrimonio energetico ma anche e soprattutto un patrimonio ambientale e culturale».
La corsa alla transizione che vede impegnate le imprese richiede investimenti e tempo per realizzarsi. E anche una volta compiuta, potrà rispondere solo in parte al tema dei rincari per le imprese maggiormente energivore. L’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, sulla base di un’indagine realizzata dall’ufficio studi nazionale dell’associazione, stima che in Fvg sia a rischio chiusura circa un’azienda su cinque che significa ben 17.500 aziende con 82mila addetti complessivamente a libro paga. Sono aziende, quelle che pagano di più il caro energia, operative nei settori di trasporti, linguistica e mobilità; ceramica, vetro e oreficeria; legno, arredo e sedie; alimentazione. In Fvg le medie e piccole imprese, sempre secondo le stime dell’Ufficio studi, hanno pagato 460 milioni di euro in più per energia elettrica e gas.

Scelte libere da ideologie – Ma tornando all’intervento del governatore Fvg proprio sui temi energetici, che tanto stanno a cuore alla categoria, per Fedriga «è necessario lavorare e decidere in modo pragmatico e programmatico, superando le ideologie per evitare danni enormi. Ricordo che oggi in Italia si sono riaperte le centrali a carbone. Sulla realizzazione di un’opera per la produzione energetica – ha chiarito – dobbiamo valutarne la compatibilità, l’impatto sul territorio, la sua necessità o meno; il no a priori non fa bene alla comunità. Questa è una sfida importante per garantire un futuro alle nostre famiglie e al sistema produttivo». Il governatore, pur apprezzando l’appello del presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg – che, come detto all’inizio, ha proposto alla Regione una riqualificazione ambientale con rigenerazione urbanistica ed energetica del patrimonio immobiliare esistente -, ha sottolineato come questa sfida sia già avviata. «Abbiamo già messo in campo 100 milioni di euro per i privati per l’efficientamento energetico delle abitazioni. Sono previsti, poi, oltre 50 milioni a favore dell’approvvigionamento energetico per le imprese. Cifre che, sommate alle ulteriori misure, toccheranno quest’anno oltre 200 milioni di euro». Sui 100 milioni di euro, Fedriga ha specificato come «la norma sarà approvata il prossimo anno, dopo l’uscita della legge di bilancio nazionale relativamente alla parte delle detrazioni e dei bonus per non rendere la nostra misura alternativa o non cumulabile rischiando di generare un minor vantaggio per i cittadini. L’ipotesi è che, fra misure nazionali e regionali, si potranno avere risparmi fino al 90% per abbattere il costo per l’installazione di impianti come i pannelli fotovoltaici, che possono garantire un autoapprovvigionamento energetico ai nostri cittadini e ridurre in maniera consistente il costo delle bollette». Un passaggio del governatore ha riguardato, infine, la necessità di una maggiore semplificazione. «Idee buone come quelle relative alle comunità energetiche – ha detto concludendo – rischiano di essere minate da un impianto complicato che disincentiva la partecipazione a iniziative rilevanti per il Paese».

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In copertina e all’interno il governatore Fvg Massimiliano Fedriga con il presidente Graziano Tilatti e uno scorcio della sala del Cafc.

 

Caro-energia, appello dell’artigianato: problemi sotto la lente domani a Udine

I rincari energetici che stanno da mesi mettendo a dura prova le imprese, trasversalmente a dimensioni e settori, e che promettono di tenere banco ancora a lungo, passeranno sotto la lente d’ingrandimento del convegno organizzato da Confartigianato-Imprese Udine «Energia-Economia: il ruolo degli artigiani» in programma per domani, 28 novembre, dalle 9.30, nella sede del Cafc a Udine.

Graziano Tilatti

L’incontro, che sarà moderato dal direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, vedrà la partecipazione del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e di Giacomo Cantarella (Epq srl), Enrico Raumer (Consorzio acquisti energia e multiutility), Giulio Croce (Uniud), Elsa Bigai (Confartigianato Servizi srl) e per finire di Nicola Serio, dell’ufficio studi di Confartigianato Udine, che nell’occasione presenterà il report «Energia tra realtà e percepito» con dati utili a inquadrare lo stato di avanzamento della transizione energetica in regione e le imprese che stanno pagando maggiormente l’aumento dei costi.
«Trovare soluzioni a questa complessa situazione non è semplice – afferma il presidente Tilatti -. Occorrono interventi a brevissimo termine per affrontare l’emergenza nell’immediato, ma al contempo è necessario agire anche per ottenere benefici futuri. E a questo proposito le Comunità energetiche rinnovabili, le Cer, rappresentano un’occasione utile per affrontare questa situazione e una buona prassi di costruzione del bene comune. Pensare all’efficientamento energetico – conclude Tilatti – è oggi fondamentale per contenere sia i costi andati alle stelle che l’impatto ambientale». Il convegno vuol essere l’occasione per aprire e condividere un dialogo su questi temi che da lunghi mesi sta maturando all’interno dell’associazione. «Dobbiamo capire che ruolo in questo scenario in forte evoluzione avranno le imprese artigiane – conclude Tilatti – e quali collaborazioni vogliamo e dobbiamo instaurare sul territorio per condividere un percorso che ci consenta di addivenire a nuove e più sostenibili forme di approvvigionamento e consumo energetico».

 

Premi dell’economia e dello sviluppo: lunedì la cerimonia tornerà a Udine

La Premiazione dell’Economia e dello sviluppo, cerimonia clou della Camera di Commercio Pordenone-Udine, torna con una rinnovata edizione, che andrà in scena sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine lunedì 10 ottobre, alle 17. L’ingresso in sala, su invito, sarà consentito dalle 16.30 e l’evento premierà ben 80 tra imprenditori, lavoratori e personalità che con il loro impegno quotidiano rendono grande il Friuli, anche al di fuori dei confini regionali. Tra i premi, tre saranno le Targhe dell’eccellenza e 10 i Riconoscimenti speciali. Ospite d’onore della manifestazione sarà il presidente di Confcommercio nazionale Carlo Sangalli e le conclusioni spetteranno al presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga.
«Dopo un anno, il 2020, di sospensione per il diffondersi della pandemia e dopo un ritorno, pur con mascherine e forte distanziamento, a Pordenone nel 2021, torniamo quest’anno con la nostra Premiazione al Giovanni Da Udine in condizioni di relativa “normalità”», commenta il presidente Giovanni Da Pozzo, che interverrà nella prima parte della cerimonia, come di consueto, per fare il punto sull’andamento dell’economia del territorio. «Anche quest’anno – aggiunge il leader camerale –, le circostanze internazionali in cui ci troviamo sono alquanto sfidanti e siamo di fronte a una stagione invernale che si preannuncia particolarmente complessa per le imprese e per le famiglie. Ci sono priorità e urgenze da affrontare subito, ma dobbiamo anche considerare ci sono stati importanti indicatori economici positivi in quest’anno, di forte ripresa. Dobbiamo agire perciò con rapidità ma anche con lungimiranza, ben consapevoli che le decisioni che prendiamo oggi tracciano la linea per un futuro in cui il cambiamento è la condizione di normalità. Un futuro che viaggia veloce sulle ali di uno sviluppo tecnologico che ci offrirà anche opportunità e conquiste senza precedenti nei prossimi anni. Con questa fiducia – conclude Da Pozzo –, accoglieremo i nostri ospiti alla cerimonia di Premiazione, in cui festeggeremo i nostri tantissimi premiati, che hanno il futuro nello sguardo e nel loro agire quotidiano».

Un posto in mobilità
all’ente camerale

La Camera di Commercio Pordenone-Udine ha pubblicato avviso di mobilità per un posto a tempo pieno e indeterminato di categoria C, profilo “Specialista”, che sarà impiegato in prima assegnazione al Provveditorato (Ufficio acquisti – gestione patrimonio). Sono dunque aperti i termini per la presentazione di domande di mobilità da parte di altri dipendenti pubblici che intendano trasferirsi all’Ente camerale. L’avviso è pubblicato anche sul “Portale unico di reclutamento” sviluppato dal Dipartimento della Funzione Pubblica e contestualmente all’Albo camerale online e nella sezione Amministrazione Trasparente-Bandi di concorso sul sito istituzionale della Camera di Commercio stessa (www.pnud.camcom.it). Le domande vanno presentate esclusivamente in via telematica, proprio tramite il citato “Portale unico di reclutamento” (www.InPA.gov.it) entro e non oltre le ore 23.59 del 7 novembre prossimo, pena l’esclusione dalla selezione. Il personale interessato a partecipare dovrà inviare la propria candidatura, previa registrazione gratuita sul Portale, tramite identità digitale Spid, Carta di Identità Elettronica o con Tessera Sanitaria e Carta Nazionale dei servizi, compilando la domanda di partecipazione in modalità digitale sulla base del modulo proposto dalla piattaforma. Il candidato deve essere già in servizio da almeno 2 anni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in una Pubblica amministrazione con inquadramento corrispondente alla categoria C del Contratto collettivo nazionale “Comparto Funzioni Locali” e con profilo professionale riconducibile alle mansioni e al profilo propri dei processi: acquisti di beni e servizi, gestione del patrimonio, servizi di sede (manutenzione patrimonio immobiliare, gestione contratti di manutenzione, attivazione interventi di manutenzione in economia, esecuzione contratti di pulizia, custodia e sorveglianza, gestione automezzi, servizi ausiliari quali traslochi interni, facchinaggio…). La procedura di selezione è per titoli e colloquio.

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In copertina e all’interno, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e il presidente Da Pozzo nelle Premiazioni del 2019 prima della emergenza pandemica. (Foto Petrussi)

 

Pochi medici, ma ci saranno i concorsi. Agrusti grato al presidente Fedriga

Soddisfazione anche in regione da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti) per l’atto di approvazione del fabbisogno di sanitari da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni. Un fatto che dà una prima risposta contro la carenza di medici di medicina generale sul territorio.
Approvato il fabbisogno, sta ora al Ministero della Salute formulare la proposta di riparto della disponibilità finanziaria per la copertura complessiva delle spese tra le Regioni, che verrà adottata poi in Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni potranno a quel punto bandire i singoli concorsi per l’ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale. Pubblicati tutti i bandi regionali, sarà Roma a pubblicare l’avviso nazionale con la data del concorso.

Fernando Agrusti

Silvestro Scotti

«Un accordo – commenta il segretario regionale della Fimmg Fvg, dottor Fernando Agrusti – fondamentale per contrastare la carenza di medici di medicina generale realizzato anche grazie alla disponibilità del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, quale presidente della Conferenza Stato Regioni».
Anche Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, sottolinea con soddisfazione l’atto di approvazione del fabbisogno di sanitari da formare nel triennio 2022/2025 da parte della Commissione salute delle Regioni. «Nella convinzione che non si possa perdere altro tempo prezioso – dice Scotti – ho chiesto un’accelerazione dell’iter necessario alla pubblicazione del bando per il triennio 2022-2025».
Proprio il tema della mancata definizione del fabbisogno del corso di formazione era stato trattato recentemente durante il più ampio e propositivo incontro che il segretario Scotti aveva avuto con il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, il coordinatore della Commissione Salute, Raffaele Donini, e gli assessori al bilancio Davide Carlo Caparini ed Ettore Cinque.

Il governatore Massimiliano Fedriga.

Da mesi Fimmg spinge per arrivare alla pubblicazione del bando che si sarebbe dovuto emettere a febbraio. «Continueremo a fare la nostra parte per sollecitare tutte le parti coinvolte – conclude Scotti – così da arrivare quanto prima al bando. Abbiamo già avuto contatti e assicurazioni di attenzione anche dal Ministro Speranza così da consentire l’accesso alla formazione specifica in medicina generale di quasi circa 2.800 nuovi colleghi, subito pronti a prendersi carico di 1.000 assistiti ciascuno con il supporto di un tutor, così come prevede la nuova normativa. L’approvazione del fabbisogno era essenziale, ma non possiamo fermarci qui se vogliamo fare in modo che sia rispettato il diritto costituzionale di ogni cittadino all’assistenza del medico di famiglia. Dobbiamo assolutamente ottenere un’accelerazione rispetto alle procedure e ai tempi ordinari che, tra bandi regionali e concorso, richiede normalmente circa 7 mesi. Non si può non considerare che in questo periodo il concorso per il corso di formazione non è più solo necessario per iniziare la formazione dei nuovi medici, ma di fatto rappresenta la risposta ai tanti sindaci, cittadini e territori che in carenza di medici di famiglia stanno chiedendo questa risposta assistenziale che rappresenta le fondamenta del nostro Ssn».

Covid, le Usca prorogate
avranno i finanziamenti

Lotta al Covid-19: la giunta della Regione Friuli Venezia Giulia sta per approvare il rifinanziamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) fino al 31 dicembre con 800 mila euro. Soddisfazione da parte della Fimmg Fvg. Il segretario regionale dottor Fernando Agrusti: «Grazie al vicepresidente regionale Riccardo Riccardi per aver tenuto conto della nostra proposta di proroga di questo strumento così importante per la lotta al Covid-19, soprattutto considerando la gran parte di popolazione anziana che abbiamo in Friuli Venezia Giulia. In questo modo, potremmo superare questa fase interlocutoria che aveva visto il 30 giugno la scadenza delle Usca in attesa di rifinanziamento. Era una questione di merito che andava affrontata e bene ha fatto la Regione dando pronte risposte in stretta consultazione con noi. I medici di medicina generale sono stati in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria e continueranno a fare il loro dovere, non ci tiriamo di certo indietro in questo momento, collaborando a stretto contatto con le Usca nella gestione dei casi, anche a domicilio».

L’assessore Riccardo Riccardi.

Bus turistici, a Zoppola la slovena Nomago ora ha la sua prima sede in Italia

Nomago, la più grande compagnia di autobus turistici della Slovenia e tra i maggiori player del settore in Europa, ha inaugurato la sua prima sede in Italia a Cusano di Zoppola. Alla presenza delle autorità locali, il presidente Sandi Brataševec e l’amministratore delegato Dimitrij Saksida hanno aperto le porte del moderno hub che, situato sulla strada statale Pontebbana tra Pordenone e Udine, permette di coprire strategicamente tutto il Nordest e oltre.

La sede di Cusano di Zoppola rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento della presenza di Nomago in Italia, iniziata nel 2018 con l’acquisizione di Alibus, storica azienda conosciuta e apprezzata nel territorio pordenonese. Nomago Italia ha un parco di 70 autoveicoli e la sua ricaduta occupazionale è di 100 dipendenti, residenti principalmente nel territorio in cui l’azienda opera. La nuova sede rientra in un ampio progetto aziendale incentrato sulla sostenibilità: per questo è stata riqualificata una precedente area produttiva del territorio zoppolano senza consumare o cementificare ulteriore suolo.
Presenti il sindaco di Zoppola Francesca Papais, l’assessore alla mobilità, trasporti e viabilità del Comune di Pordenone Cristina Amirante, l’assessore alla mobilità del Comune di Azzano Decimo Gabriele Pardini, il maresciallo Francesco Napolitano vicecomandante della stazione dei Carabinieri di Fiume Veneto. La sede è stata benedetta dall’aiutante della parrocchia di Zoppola, don Stefano Mattiuzzo. La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha inviato i saluti del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale ai trasporti Graziano Pizzimenti.

«Puntiamo molto sul mercato italiano – ha affermato il presidente di Nomago, Sandi Brataševec – a cui siamo geograficamente vicini e con il quale ci sono molte affinità. Dalla collaborazione tra Slovenia e Italia siamo pronti a partire con uno sguardo positivo al futuro. Futuro che però è già iniziato, visti i numerosi Comuni del territorio del Friuli Venezia Giulia che hanno scelto i nostri mezzi per il loro servizio di autobus scolastico. Il dialogo con le comunità di riferimento è infatti per noi molto importante, come anche con gli altri soggetti fondamentali dei territori: in tal senso, ne sono felice esempio la pluriennale collaborazione con la Base americana di Aviano, l’Udinese calcio, Pallacanestro Trieste e le Frecce tricolori. In Nomago da oggi c’è anche un cuore italiano che batte a Zoppola, pronto a lavorare in sinergia con le nostre sedi in Slovenia e Croazia. Da Venezia a Dubrovnik, passando per Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste, un’unica grande realtà al servizio dei viaggiatori».
«La sede di Zoppola – ha aggiunto l’amministratore delegato di Nomago Dimitrij Saksida – permetterà un agevole contatto con la clientela, che in un unico luogo potrà accedere a tutti i nostri servizi. La sua posizione strategica ci permetterà di coprire con i nostri mezzi il territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dialogando proficuamente con la casa madre in Slovenia e con la sede in Croazia. Un hub moderno, che nasce dalla riqualificazione di un’area già esistente e su cui stiamo investendo anche in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale».
«Nomago ponendo qui la sua sede italiana – ha poi osservato il sindaco Francesca Papais – ha riconosciuto la valenza strategica della posizione di Zoppola e posto le radici per uno sviluppo non solo dell’azienda ma anche del territorio con essa. Da anni collaboriamo per il servizio di scuolabus, con i conducenti che sono tra i primi educatori che i nostri ragazzi incontrano ogni giorno: sono un valore aggiunto del servizio stesso».

L’AZIENDA – Nomago nasce nel 2018 dalla fusione di diverse realtà di trasporto in Slovenia, allargando poi il suo raggio d’attività anche a Italia e Croazia. Tra i suoi servizi non solo noleggio autobus turistici ma anche servizio di trasporto pubblico, mobilità integrata autobus-biciclette, servizi charter su gomma e in collegamento con gli aeroporti e i porti, agenzia turistica. Oltre 800 gli autoveicoli attivi in Slovenia, Italia e Croazia, che percorrono più di 35 milioni di chilometri ogni anno. In Nomago lavorano 1200 persone e vengono serviti più di 10 milioni di passeggeri all’anno.

L’AMBIENTE – Nomago Italia, in sintonia con la casa madre, è attenta all’impatto ambientale delle sue attività. Per questo è stata scelta come sede una realtà produttiva già esistente sulla strada statale Pontebbana a Cusano di Zoppola – ampia circa 18 mila mq – riqualificandola ed evitando così di cementificare nuove porzioni di suolo. È stato anche avviato un piano d’intervento per l’installazione di pannelli fotovoltaici, nonché lo sviluppo del servizio intermodale con e-bike. Si sta anche effettuando il rinnovo del parco automezzi con l’acquisto di autobus di ultima generazione Euro 6D a bassissime emissioni, oltre a quelli a metano già circolanti in Slovenia. Scegliere l’autobus è di per sé una scelta ecologica, visto che ogni mezzo “toglie” dalle strade 50 automobili con le relative emissioni.

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In copertina e all’interno alcune immagini della inaugurazione della nuova sede di Nomago a Cusano di Zoppola.

Ricetta dematerializzata prorogata fino a dicembre: plaudono i medici Fimmg Fvg

Proroga per la ricetta dematerializzata, che rischiava di cessare con la fine dello stato di emergenza sanitaria: anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, presieduto in regione da Fernando Agrusti) valuta positivamente l’accordo raggiunto a Roma, d’intesa anche con il presidente Fvg, Massimiliano Fedriga, a capo della Conferenza delle Regioni.
«Eravamo certi che l’impegno profuso nel chiedere una proroga per la “ricetta dematerializzata”, che andasse oltre la fine dello stato d’emergenza, ci avrebbe ripagato. Ma nulla sarebbe stato possibile senza l’impegno del Governo, del ministro della Salute Roberto Speranza e della Protezione Civile, ai quali va il nostro sincero ringraziamento». Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, commenta con favore la notizia di una proroga al 31 dicembre della ricetta dematerializzata, cioè la possibilità per i cittadini di usare strumenti alternativi al promemoria cartaceo della ricetta elettronica.
Come avvenuto negli ultimi mesi, basterà cioè una e-mail o un sms, o una comunicazione direttamente per telefono, con il numero di ricetta comunicato dal medico curante. «Un segnale molto positivo – aggiunge Scotti – è anche quello del rapido riscontro d’intesa necessario alle procedure per rendere effettiva l’Ordinanza arrivato in tempi brevissimi dalla Conferenza delle Regioni, un’apertura che ci fa ben sperare. Nel ringraziare il presidente Massimiliano Fedriga e la sua segreteria tecnica in Conferenza attraverso la dr. Alessia Grillo per la sensibilità dimostrata, chiediamo che ci possa essere una celere convocazione, che veda partecipi anche il presidente del Comitato di Settore e il presidente della Commissione Salute e che possa affrontare e mettere in agenda sia per azioni politiche che contrattuali, una volta per tutte, il tema della sburocratizzazione delle procedure in carico alla medicina di famiglia, oggi oppressa da procedure farraginose che sottraggono energie, risorse e tempo all’assistenza dei pazienti e che stanno diventando causa dell’abbandono di questa professione da parte sia di giovani che di anziani stanchi di essere vissuti come degli amministrativi piuttosto che come dei medici».

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Cooperative e medicina generale fanno fronte comune per il rafforzamento delle cure territoriali. Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) plaude all’accordo nazionale. Una piattaforma di proposte di collaborazione per l’appropriato utilizzo di tutte le risorse destinate alla salute a livello territoriale, non solo del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche delle componenti integrative e la richiesta al Governo di avviare un tavolo di confronto per definire un quadro comune di azione. È quello a cui stanno lavorando l’Alleanza delle Cooperative Italiane e la Fimmg, la principale organizzazione sindacale dei medici di medicina generale.
Le proposte sono state al centro di un incontro a cui hanno preso parte, Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza, con il copresidente Mauro Lusetti e Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg.
Dal confronto sono emerse affinità di visione e la volontà di concordare azioni condivise in particolare su tre aspetti: la volontà di salvaguardare il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale con il contributo di tutti i professionisti e gli stakeholder del sistema, in coerenza con il principio costituzionale di sussidiarietà; la centralità della medicina generale e del medico di famiglia quale presidio sul territorio e riferimento fiduciario essenziale per i pazienti; il ruolo prioritario della cooperazione, quale forma di impresa democratica e mutualistica, per l’aggregazione dei professionisti a sostegno del Ssn pubblico. Per l’Alleanza erano inoltre presenti Marco Venturelli (segretario generale Confcooperative), Filippo Turi (direttore generale Agci), Giancarlo Ferrari (direttore generale Legacoop), i coordinatori del settore Medici dell’Alleanza Maurizio Pozzi e Raffaele Sellitto, Giuseppe Milanese (presidente Confcooperative Sanità) e per Fimmg Domenico Crisarà vicesegretario nazionale.

Qualità della vita in Fvg, l’orgoglio della Regione e dell’ente camerale Pn-Ud

(g.l.) «L’en plein del Friuli Venezia Giulia – con Trieste prima, Pordenone settima, Udine nona e Gorizia che, rispetto al 2020, ha scalato ben tre posizioni – riempie di orgoglio e testimonia congiuntamente la bontà dell’operato delle amministrazioni locali che, anche in periodo di crisi, sono riuscite nell’intento di erogare servizi di indubbio livello, il prezioso lavoro delle imprese che, a dispetto delle difficoltà dovute dalla pandemia, hanno continuato a investire e crescere, e la resilienza dei cittadini, che hanno risposto con coraggio e determinazione a questi due anni di Covid». Lo ha dichiarato il governatore Massimiliano Fedriga, a commento della classifica 2021 de “Il Sole 24 Ore” sulla qualità della vita nelle province italiane.
«Si tratta peraltro di un bel biglietto da visita – sottolinea ancora il presidente della Giunta Fvg – per una comunità regionale che, tra poco più di due mesi, sbarcherà all’Expo di Dubai: l’opportunità di mettere in vetrina le eccellenze del nostro sistema produttivo, scientifico, logistico, ricettivo ed enogastronomico assume quindi, alla luce della graduatoria del “Sole”, ulteriore peso nella prospettiva di promuovere un territorio ricco, composito e dotato di enormi potenzialità».

Massimiliano Fedriga


«Ci fa molto piacere che tutta la nostra regione sia ai vertici della classifica sulla qualità della vita 2021 del “Sole 24 Ore” e complimenti a Trieste che ci “riassume”, capitale mitteleuropea in cui ci riconosciamo. Qualità della vita – gli fa eco Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine – significa anche economia vitale, in questo momento così complesso e particolare in cui le nostre pmi hanno dimostrato di saper resistere e di riprendere a crescere, anche sui mercati internazionali. Ma è anche il segno di una dimensione sostenibile in cui ci troviamo, come imprenditori e più in generale come cittadini, una vera vocazione che un territorio così speciale come il nostro esprime e deve saper valorizzare sempre più».

Giovanni Da Pozzo

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In copertina, piazza Unità d’Italia a Trieste città classificata prima.

Case popolari, oltre 4.500 alloggi in mezzo secolo nel Pordenonese

L’Ater di Pordenone in mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle case. L’importante compleanno è stato celebrato, alla Fiera di Pordenone, con un convegno dedicato proprio ai 50 anni dell’istituto. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia di Pordenone, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale.

Tassan Zanin e Novacco.

Il presidente dell’Azienda, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato come dal 1971 siano stati realizzati oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 50 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente Ater Pordenone gestisce 3.832 alloggi. «Anche quelli ceduti agli inquilini – ha aggiunto – sono un segnale positivo di come la qualità della vita delle famiglie in questi anni sia aumentata. Le sfide del futuro sono spendere bene i soldi del Pnnr e case moderne anche dal punto di vista energetico, come già stiamo facendo». Negli alloggi più recenti, infatti, grande attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e al risparmio energetico, con alloggi in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, a conferma di un’attenzione all’ambiente che l’Azienda ha avuto, prima in Italia nell’edilizia pubblica, fin dalla sua nascita.

Al microfono De Bortoli.

All’evento è intervenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti: «Un ente che ha alle spalle mezzo secolo di vita, ma che è sempre all’avanguardia sapendo proporre scelte innovative che coniugano la necessità di nuove residenze con le evoluzioni della società», ha detto portando anche i saluti del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga. Per quanto riguarda il futuro, l’assessore ha individuato due grandi sfide. «La prima – ha detto Pizzimenti – è quella legata all’opportunità messa in campo con il Pnrr, che assegna alle Ater del Friuli Venezia Giulia quasi 63 milioni di euro da investire. Dovremo essere in grado di mettere in campo progetti già cantierabili, poiché i fondi a disposizione dovranno essere spesi entro il 2026. Servirà quindi compiere un lavoro di squadra con le amministrazioni pubbliche della regione per utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione. La seconda sfida – ha concluso Pizzimenti – è quella invece legata al ruolo delle Ater. Ci dobbiamo interrogare per capire se l’ente sia deputato solamente alla realizzazione infrastrutturale degli edifici abitativi oppure se, accanto a questo aspetto, debba essere nel contempo impegnato anche a studiare l’evoluzione della società per capire quali siano le nuove esigenze degli inquilini».

Bertolo e Pielli.


L’assessore del Comune di Pordenone, Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Ciriani e consegnando una targa al presidente Tassan Zanin, ha ricordato come l’Ater Pordenone sia stata tra i motori dello sviluppo cittadino e di come le sue case siano sempre state fatte con cura, mentre il presidente nazionale di Federcasa, Riccardo Novacco, ha analizzato il quadro delle residenze pubbliche nella penisola, spiegando che è in atto un dialogo costruttivo con il Governo. Monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha poi ricordato come la casa sia un elemento essenziale per il benessere della comunità.

Ex presidenti e amministratori.

Tra gli ospiti della giornata – condotta dal direttore Lorenzo Puzzi e realizzata assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Francesco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). I due hanno ricordato i primi anni di vita dell’ente, staccatosi dall’omologo udinese dopo la nascita della provincia di Pordenone. Con loro hanno ricevuto un diploma di ringraziamento anche altri ex amministratori presenti in sala (il commissario Davide Sartor, i presidenti Alberto Scotti e Claudio Serafini e l’amministratore unico Monica Pase) e dirigenti (i direttori Antonio Ius e Aldo Bello e lo stesso Angioletto Tubaro). Sono stati anche ricordati con un momento commemorativo gli ex presidenti scomparsi Sergio Peressutti, Giancarlo Luisa Vissat e l’ex direttore Giorgio Garau. Presenti in sala pure consiglieri regionali, sindaci e amministratori del territorio.

La sala presente il vescovo Pellegrini.

I DATI

La ricorrenza ha fornito anche l’occasione per una “fotografia” del servizio che Ater Pordenone offre al territorio del Friuli occidentale. Nei 3832 alloggi gestiti vivono oltre 8 mila persone, per il 91% di nazionalità italiana. Il 60% degli alloggi sono assegnati a persone che hanno un reddito Isee tra zero e 10 mila euro, un dato che evidenzia come l’Ater Pordenone dia un bene primario come la casa a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire un’abitazione sul mercato privato. Tra questi soprattutto gli over 65, anziani che rappresentano il 41% degli intestatari. La composizione dei nuclei famigliari è per il 40% di una persona, del 29% di 2 persone, del 22% di 3-4 persone e del 9% di più di 4 persone.  La struttura di Ater Pordenone è composta da 50 persone tra dirigenti, quadri e impiegati. Neanche negli anni della pandemia ha smesso di seguire le sue finalità: nel 2020 sono stati consegnati 118 alloggi, nel 2021 fino a ottobre 176. Quest’anno in particolare si contraddistingue per l’inaugurazione di 28 nuovi alloggi tra Caneva, Casarsa della Delizia, San Quirino e Spilimbergo.  Tra i Comuni con il maggior numero di alloggi attualmente, oltre al capoluogo Pordenone con 1307, ci sono Azzano Decimo (111), Casarsa della Delizia (151), Cordenons (151), Fiume Veneto (109), Fontanafredda (1339, Maniago (182), Porcia (125), Sacile (245), San Vito al Tagliamento (293), Spilimbergo (141).

I PRIMATI

In questo mezzo secolo di attività, l’Ater Pordenone ha messo agli archivi una serie di “prime volte”. La prima serie di alloggi a essere stata costruita – dopo l’uscita dall’omologa azienda di Udine in seguito alla nascita della Provincia di Pordenone – vide il taglio del nastro il 28 agosto 1973 a Sesto al Reghena con una serie di villette a schiera in via Giotto di Bondone. Poco dopo, nel 1974, a Fiume Veneto in via Tavella, il primo intervento di edilizia pubblica in tutta Italia a installare un impianto solare.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Graziano Pizzimenti.