Quasi la metà dei sindaci neoeletti ha giurato anche in lingua friulana: esulta l’Arlef con Eros Cisilino

Quarantuno, tanti sono i sindaci neoeletti, in occasione del recente rinnovo delle Amministrazioni comunali, che hanno scelto di prestare giuramento anche in lingua friulana. Un dato particolarmente rilevante, commentato con entusiasmo dal presidente dell’Arlef, Eros Cisilino: «È un fatto molto significativo che quasi la metà dei sindaci dei Comuni friulanofoni abbiano giurato in friulano. Le Amministrazioni hanno colto l’importanza dell’utilizzo della lingua friulana nella pubblica amministrazione, un elemento che peraltro è contemplato anche dal “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”. Ritengo che si tratti del positivo risultato di una politica linguistica che pone i diritti identitari dei cittadini al centro della pubblica amministrazione. È un dato che colloca la Regione Friuli Venezia Giulia in una ottima prospettiva europea per la salvaguardia delle lingue minoritarie. Ci tengo a ringraziare le Amministrazioni per la sensibilità dimostrata, che non potrà che crescere nel tempo, trovando nell’Agenzia regionale per la lingua friulana il partner sicuro e qualificato».
Qualche settimana fa, l’Arlef aveva inviato ai primi cittadini una nota contenente la formula del giuramento in lingua friulana per agevolare coloro che desiderassero prestarlo in doppia lingua. L’alto numero di sindaci (pari al 42% dei Comuni friulanofoni soggetti a elezioni amministrative) che hanno scelto di farlo va a unirsi ai ben 20 consiglieri regionali che hanno recitato anche in friulano la formula rituale in occasione della prima seduta della XIII legislatura del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nell’aprile 2023; ai quali si era unito anche il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che aveva prestato giuramento in tutte e quattro le lingue del territorio: italiano, friulano, sloveno e tedesco.

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In copertina, la fascia tricolore del sindaco; qui sopra, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino. (Foto Petrussi)

Giornata storica per la regione la visita del Papa a Trieste al quale Fedriga dona una preziosa copia della Bibbia di Gutenberg stampata a San Daniele

(g.l.) «La visita del Santo Padre a Trieste riempie d’orgoglio l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia. In ricordo di questo importante evento abbiamo voluto omaggiare il Pontefice con un’opera che simboleggia perfettamente lo spirito della nostra regione: una copia della Bibbia di Gutenberg, realizzata dallo Scriptorium Foroiuliense, stampata su carta fatta a mano. Un oggetto che rappresenta perfettamente la continua ricerca dell’innovazione e allo stesso tempo ci ricorda i valori cristiani alla base della nostra società». È quanto ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine della Messa celebrata ieri mattina da Papa Francesco in piazza dell’Unità d’Italia in chiusura degli eventi della cinquantesima edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Per la Giunta regionale erano presenti anche il vicegovernatore Mario Anzil e gli assessori Sebastiano Callari, Pierpaolo Roberti e Fabio Scoccimarro. Il Pontefice ha concelebrato il rito assieme al vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi, e ad altri prelati e sacerdoti in rappresentanza delle quattro Diocesi della regione.

«Oggi è una giornata storica per la nostra regione, grazie alla presenza, per la prima volta da quando è assurto al Soglio Pontificio, del Santo Padre a Trieste – ha detto il presidente della Giunta regionale -. Un evento che conclude due settimane durante le quali il Friuli Venezia Giulia è stato al centro dell’attenzione mondiale, con il G7 Istruzione e la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e la Settimana sociale dei cattolici».
A margine dell’intervento del Pontefice – che ha molto apprezzato il dono della preziosa Bibbia stampata a San Daniele del Friuli – il governatore ha sottolineato che «dobbiamo tutti interrogarci, anche come istituzioni, sui concetti di democrazia e partecipazione, perché la scarsa partecipazione al voto è un segnale di indebolimento della democrazia. Dobbiamo quindi cogliere l’appello del Santo Padre a lavorare insieme, nel rispetto di posizioni differenti, per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica. Se da una parte la scelta dei propri rappresentanti è fondamentale per la democrazia, dall’altra l’obbligo di rappresentanza comporta serietà e lealtà verso il mandato ricevuto».

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In copertina, Papa Francesco accolto dal governatore Massimiliano Fedriga al suo arrivo in elicottero a Trieste; all’interno, la Messa in piazza Unità d’Italia, il dono della copia della Bibbia di Gutenberg e altri momenti della visita del Pontefice.

Incidente motonave al largo di Grado. Fedriga: bisogna fare subito piena luce garantendo la ripresa del servizio

«È necessario intervenire subito per fare chiarezza e accertare se ci sia qualsiasi tipo di responsabilità. Bene ha fatto, in tal senso, la competente Azienda di trasporto pubblico locale di Gorizia a presentare una formale denuncia all’autorità giudiziaria per fare piena luce sulla natura del sinistro». Lo ha detto ieri il governatore Massimiliano Fedriga a commento dell’incidente occorso alla motonave Audace con a bordo 85 persone, tutte tratte in salvo dai soccorritori, al largo di Grado.
L’altra priorità in questo momento, come ha sottolineato il massimo esponente della Giunta regionale, è garantire una rapida ripresa del servizio sulla linea Grado-Trieste, al fine di creare meno disagi possibili agli utenti.
Infine, Fedriga ha voluto rivolgere un ringraziamento, a partire dalla Capitaneria di Porto e dal comandante Luciano Del Prete, a tutti coloro che si sono prodigati nei soccorsi, dimostrando competenza e professionalità. Tra questi, i Vigili del fuoco, la Protezione civile regionale, la Sores, la Sogit, la Guardia di finanza e i volontari.

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In copertina, i soccorsi alla motonave Audace in una foto dei Vigili del fuoco.

Medicina generale, plauso anche in Fvg (con Fedriga e Agrusti) per l’Accordo collettivo nazionale appena approvato

Approvato in Conferenza Stato-Regioni l’Accordo Collettivo Nazionale riguardante i medici di medicina generale. Un passaggio importante salutato positivamente anche in Friuli Venezia Giulia dalla Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti – tramite il suo segretario regionale, Fernando Agrusti. Plauso anche al governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome.
«L’entrata in vigore dell’Acn – commenta il dottor Agrusti per Fimmg Fvg – è essenziale per chiudere il cerchio su questioni centrali per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, quali l’attuazione del Pnrr e del Decreto ministeriale 77 che definisce i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale e, più in generale, per l’essenziale evoluzione della medicina generale. Gli arretrati contrattuali saranno versati entro 60 giorni. Notizie positive per i medici di medicina generale della regione, alle prese con un complicato ricambio generazionale e con zone carenti anche in Friuli Venezia Giulia, dove al momento mancano 149 medici. Inoltre, si è discusso dell’Acn 2022-2024 in cui l’assistenza dei pazienti, anche a domicilio, sarà centrale. Viste le carenze occorrerà mettere rapidamente in campo soluzioni efficaci che non possono risolversi solo nel contratto se non inizia una seria attenzione a questo tema».
«Non sarebbe stato possibile raggiungere questo risultato senza l’impegno del ministro Schillaci e del presidente Fedriga, ai quali va l’apprezzamento per la serietà e la sensibilità politica dimostrata nell’interesse della categoria tutta e, soprattutto, dei cittadini», hanno dichiarato insieme Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, e lo stesso Agrusti. Sempre Scotti si è incontrato in via Parigi (sede della Conferenza delle Regioni) con Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. «Un incontro proficuo e simbolico – ha commentato -, vista l’approvazione dell’Acn 2019-2021 oggi in Conferenza Stato-Regioni, ed essenziale per porre sin da subito le basi del nuovo atto di indirizzo in vista della discussione per il rinnovo del prossimo Acn. Un segnale concreto della volontà di stringere i tempi, del quale lo ringraziamo, viste anche le questioni delicatissime che andranno affrontate».
Dal 4 aprile, vista l’adozione dell’Intesa in Conferenza Stato-Regioni, pertanto l’Acn sancito è vigente per le parti normative ed economiche, ricordando che gli arretrati contrattuali andranno versati entro 60 giorni. Un definitivo ok arrivato – come più volte chiesto da Fimmg – in tempi rapidissimi: soli 56 giorni dalla firma della preintesa.
«Di questo ringraziamo tutti gli attori coinvolti – prosegue Scotti – nella consapevolezza che l’entrata in vigore dell’Acn è essenziale per chiudere il cerchio su questioni centrali per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, quali l’attuazione del Pnrr e del Dm77 che definisce i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale e, più in generale, per l’essenziale evoluzione della medicina generale. È cruciale che si continui a lavorare in tempi strettissimi – avverte il segretario nazionale – così che si possa dare presto avvio alle trattative per chiudere anche il prossimo Acn e, in questo modo, garantire ai cittadini un’assistenza di prossimità sempre più efficace e proattiva, e attrattività e sicurezza per tutti i giovani medici che debbono poter scegliere un futuro professionale certo contrattualmente e non continuamente in discussione su questioni come ruolo giuridico e altro».
In particolare, il leader Fimmg ricorda la centralità che sul prossimo tavolo dovranno avere l’Assistenza domiciliare integrata e la residenzialità, ma conclude Scotti, «dobbiamo ricordare sempre che il problema centrale è oggi quello della carenza dei medici di medicina generale, per la quale occorrerà mettere rapidamente in campo soluzioni efficaci che non possono risolversi solo nel contratto se non inizia una seria attenzione a questo tema da parte di chi ha responsabilità politica e di programmazione nella formazione medica».

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg Fvg.

Dogana a Pontebba, nuova palazzina uffici a supporto dell’autotrasporto

«L’inaugurazione dei nuovi uffici a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza all’interno dell’autoporto di Pontebba è una iniziativa fondamentale per garantire il necessario supporto alle attività di trasporto lungo una direttrice così importante come l’autostrada da e per l’Austria, che è la più percorsa dopo il Brennero dagli spedizionieri di merci». Lo ha detto ieri a Pontebba l’assessore regionale a Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, portando il saluto del governatore Massimiliano Fedriga e di tutta la giunta regionale alla cerimonia di inaugurazione della nuova palazzina uffici messa a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli e della Guardia di Finanza che presidiano l’autoporto a servizio dell’ultimo tratto autostradale prima del confine.


La nuova palazzina è frutto della collaborazione tra diversi attori: Autovie Venete, proprietario del compendio immobiliare che passerà nei prossimi mesi nella disponibilità della nuova concessionaria Autostrade Alto Adriatico, la società altoatesina Autoplose Sadobre, soggetto individuato attraverso una procedura ad evidenza pubblica per favorire l’investimento nell’area, il Comune di Pontebba, oltre che l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza. II tutto è stato sviluppato in piena aderenza alle direttive della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito di un potenziamento della logistica regionale.
«Questa iniziativa pubblico-privata è certamente vincente per garantire la rigenerazione di un sito come Pontebba che fino a qualche tempo fa contava sull’economia legata al confine e oggi invece si trova a giocarsi un ruolo decisivo all’interno della piattaforma logistica regionale», ha aggiunto Amirante. L’assessore ha poi espresso «apprezzamento anche per i futuri investimenti privati nel settore del combustibile non fossile e dell’idrogeno che si sposano con la visione della Regione in tema di riconversione energetica». La riqualificazione del fabbricato avviene, infatti, a solo un anno dall’inaugurazione dell’impianto di carburanti (gasolio e benzina) e di metano gassoso e liquido (idrocarburo del futuro) finalizzato soprattutto al rifornimento dei mezzi pesanti; impianto che, nelle intenzioni di Autoplose, si doterà anche della distribuzione di idrogeno.
All’inaugurazione hanno preso parte anche il sindaco di Pontebba Ivan Buzzi, il presidente di Autovie Venete Maurizio Paniz, il comandante regionale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia Giovanni Avitabile, il direttore interregionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il Veneto e Friuli Venezia Giulia Franco Letrari, il direttore dell’Ufficio delle dogane di Udine, Maurizio Valent, e il presidente del gruppo Plose, Roberto Padovani.

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In copertina e all’interno due immagini della cerimonia tenuta a Pontebba, presente l’assessore regionale Amirante.

Vigili del fuoco volontari più efficienti: sono un motivo di sicurezza per l’estate a Lignano Sabbiadoro, ma anche a Grado

«L’Amministrazione regionale ha sempre ritenuto decisiva e importante la presenza h24 del Corpo dei Vigili del Fuoco a Lignano durante la stagione di maggiore afflusso perché implica non solo un fatto prioritario, ovvero la sicurezza per i cittadini, ma anche un forte motivo di attrattività in quanto territori con presidi capillari incentivano i turisti a sceglierli come destinazione privilegiata». Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione dei lavori di ampliamento della caserma del Distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Lignano Sabbiadoro, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario agli Interni con delega ai Vigili del Fuoco, Emanuele Prisco.

Il Distaccamento nasce nel 1970 e oggi vede attivi una ventina di pompieri volontari, cui si aggiunge – nei mesi della stagione estiva – una squadra permanente di cinque membri, visto l’incremento esponenziale di popolazione durante l’estate. Il distaccamento conta mediamente 500 interventi l’anno. Il comandante provinciale di Udine Giorgio Basile ha fatto notare che gli interventi negli ultimi dieci anni (2013-2023)sono aumentati del +46%.
I lavori di ristrutturazione, per un importo complessivo di 780 mila euro a carico del Comune, hanno creato un’autorimessa da 300 metri quadri e un magazzino, e hanno portato al completo rifacimento degli impianti interni, dei servizi igienici e degli impianti idrici. L’operazione è il risultato della collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Lignano Sabbiadoro e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Udine che ha portato ad un accordo di programma con cui è stato possibile trasferire i fondi finanziari. «A questo si abbina il costante finanziamento che la Regione prevede, anche se su questa materia non ha competenza diretta – ha aggiunto Fedriga – sia per il Distaccamento estivo di Lignano che per quello di Grado».
Il governatore ha quindi riservato un ringraziamento speciale ai volontari, per cui ha sottolineato un’attenzione di lunga data. «Uno dei primi emendamenti presentati in Commissione lavoro di cui facevo parte – ha ricordato a margine dell’inaugurazione – è stato una misura di tutela in caso di infortuni occorsi ai volontari dei Vigili del Fuoco: si tratta di un’eccellenza nazionale che si sviluppa ancora di più in Friuli Venezia Giulia, terra modello per la presenza della sua Protezione civile e di un radicato volontariato diffuso».

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In copertina, l’ampliata caserma dei pompieri volontari di Lignano Sabbiadoro; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale durante l’intervento del governatore Fedriga.

Anche la centenaria Paola Del Din al ricordo della strage di Porzus. Anzil: pace possibile riconoscendo il passato

«La commemorazione di Porzus deve essere la comprensione di fatti del passato per chiuderne le ferite e guardare al futuro con spirito di pacificazione: noi abbiamo davanti anni di pace e possiamo essere artefici di essa se sapremo comprendere le vicende del passato, ricordarle e assegnarle poi alla storia». Lo ha affermato l’assessore del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, portando i saluti del governatore Massimiliano Fedriga, al termine della Messa di suffragio per il Caduti nella Chiesa di Canebola, celebrata in occasione del 79° anniversario della strage alle Malghe, definendo l’evento «una giornata di ricordo e di comprensione di fatti drammatici del passato, ma nel contempo anche di speranza per la pacificazione e l’amicizia nel futuro».

Il vicegovernatore ha commentato più passi dell’omelia di don Marco Minin, cappellano militare della Brigata alpina “Julia”.  «Per decenni siamo stati qui in Friuli il presidio armato del confine orientale della nostra nazione e ora possiamo avere un ruolo diverso, essere il centro della cultura della pace dell’Europa. Possiamo mutare significato al termine confine, che qui potrà essere inteso non più come un muro, ostacolo, divisione, cortina di ferro, ma come una nuova opportunità di amicizia e pace», ha aggiunto Anzil. L’assessore regionale ha poi sottolineato l’importanza di non tacere la verità sulla storia passata e a tal proposito ha ricordato come la Regione Fvg abbia finanziato le ricerche d’archivio che hanno portato alla luce drammatici aspetti degli ultimi giorni della vita degli osovani uccisi a Porzus. «Saremo altrettanto vicini all’Associazione partigiani Osoppo nella necessaria attività di recupero delle Malghe», ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga al presidente dell’Apo, Roberto Volpetti, rendendo omaggio alla presenza alla cerimonia della Medaglia d’oro Paola Del Din, che nello scorso agosto aveva compiuto cent’anni. Proprio lei ha preso per prima la parola commossa, al termine della celebrazione e della lettura di alcuni passi del diario degli ultimi giorni del comandante “Bolla”, l’ufficiale della brigata “Osoppo” Francesco De Gregori.
La giornata era iniziata con la deposizione della corona e i discorsi ufficiali in piazza a Faedis, alla presenza del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani; conclusa la cerimonia nel centro del paese, a cui ha preso parte su invito del presidente Volpetti anche una delegazione di ragazzi ospiti della “Casa dell’Immacolata di don Emilio de Roja” di Udine, il corteo si è diretto nella frazione di Canebola dove le autorità hanno deposto la corona ai Caduti nei pressi della Chiesa parrocchiale.

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In copertina, Paola Del Din rende omaggio alla lapide dei Caduti; all’interno, immagini della commemorazione e dell’intervento del vicegovernatore Mario Anzil.

 

Telethon a Udine, 24 ore di corsa per vincere le malattie rare con quasi 700 squadre un grande record per il Fvg

«Ventiquattr’ore di corsa, per la ricerca, per vincere le malattie rare; ventiquattr’ore di solidarietà, che valgono il tempo di tante vite umane, per dare speranza a chi soffre, per allargare ancora di più l’orizzonte di chi non vuole arrendersi, né davanti alla malattia, né ai limiti della scienza e della tecnologia. Telethon è il cuore grande del Friuli Venezia Giulia che batte, generoso, attraverso lo sport, in una staffetta che quest’anno ha superato tutti i record: 690 squadre, un orgoglio per la nostra regione, che racconta dell’impegno di grandi professionisti della salute e di comunità, di uomini e donne pronti a dare il proprio contributo volontario, sempre, per aiutare chi è nel bisogno». Queste le parole del vicegovernatore Fvg, Mario Anzil, nella giornata in cui, nel primo pomeriggio di ieri, in piazza Primo Maggio, a Udine, ha preso avvio la 24 ore della 25ma edizione di Telethon, staffetta benefica nata per raccogliere fondi per la promozione della ricerca scientifica sulle malattie rare, che si concluderà oggi.

Barbara Zilli

Mario Anzil

Nel suo intervento introduttivo sul palco, all’avvio della manifestazione – alla quale ha preso parte come podista -, l’assessore regionale Barbara Zilli, ha portato il saluto del governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e ha sottolineato che «sport e solidarietà sono ancora una volta assieme, in un binomio vincente. A parlare prima di ogni altra cosa sono i numeri record di iscrizioni di questa 25ma edizione, sinonimo del grande entusiasmo che c’è attorno a Telethon. Il Friuli Venezia Giulia è una terra generosa, che ha ricevuto molto nei momenti di difficoltà come quelli del terremoto, ma che proprio da quell’esperienza ha imparato a dare, a restituire quella solidarietà».
«Uniamo la forza del volontariato a quella della ricerca; uniamo la grande capacità dei nostri professionisti della salute a quella, altrettanto straordinaria, dei nostri volontari»”, ha detto sul palco l’assessore regionale Riccardo Riccardi che ha aggiunto di essere a conoscenza del lavoro del Governo sul Dl81, sul tema di protezione civile: «Ringraziamo i ministri e speriamo di poter accantonare al più presto questa vicenda difficile per tutti noi». «La Regione è presente a questa importante manifestazione benefica con una sua squadra che corre nella speranza di poter dare sollievo alle persone alla quali è destinata la raccolta fondi», ha affermato sul palco, nel pomeriggio, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che ha partecipato a sua volta alla staffetta come podista, come esponente dell’Esecutivo con delega ai rapporti con il Consiglio regionale.

Riccardo Riccardi

Pierpaolo Roberti

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In copertina, la spettacolare partenza della corsa sotto il colle del Castello di Udine.

(Foto Regione Fvg)

Messale in lingua friulana bocciato. Appello dei 141 Comuni dell’Aclif alla Cei: “Ripensateci, difende i nostri valori!”

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif, che conta 141 Comuni aderenti) esprime il suo disappunto per la mancata approvazione del Messale in lingua friulana da parte della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre, il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, si mette a disposizione ed a fianco del governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dei tanti, anzi tutti, rappresentanti istituzionali e civili della friulanità per sostenere qualsiasi percorso ed azione tale da poter raggiungere l’obiettivo di arrivare all’approvazione del Messale in friulano.

Daniele Sergon


Spedita anche una lettera al al presidente della Conferenza Episcopale italiana e per conoscenza al presidente della Conferenza Episcopale del Triveneto, agli arcivescovi di Udine e Gorizia, e al vescovo di Concordia-Pordenone, al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, al presidente della Regione Veneto, al presidente della Agenzia Regionale per la Lingua Friulana ed ai 141 Sindaci aderenti all’Aclif per sostenere tale posizione.
“Le nostre Comunità – spiega Sergon – sono molto legate all’uso liturgico nella nostra lingua. È un legame intimo, forte e vero che sta a rappresentare anche la nostra storia, una storia che è stata di forti sofferenze e che la Cei conosce bene: non c’è forse territorio nazionale che abbia testimonianza di un susseguirsi continuo di momenti ed eventi tragici come la nostra. Il legame tra la lingua friulana e la santa liturgia è un qualcosa che rappresenta il nostro essere Friuli, un rapporto che lega la nostra gente alla sua lingua, e alla sua fede, insieme. Non c’è giorno in cui i fedeli delle nostre Comunità non chiedano e si rassicurino, nel sentire le sante liturgie nella Lingua Madre, in marilenghe. Il Padre Nostro nella nostra Madre Lingua è La preghiera che unisce valori, radici, storia e popolo del Friuli”.
“Proprio nell’ambito legato alla fede – sottolinea Sergon – la lingua friulana trova una delle sue radici storiche, risalenti alla cristianizzazione partita da Aquileia e consolidatasi con il Patriarcato del Friuli. Il tutto senza dimenticare l’opera di numerosi sacerdoti che durante i secoli hanno preservato l’uso della lingua nei paesi, fino ad arrivare al rifiorire in ambito ecclesiastico a partire dal secondo Novecento. Per questo anche da parte nostra la massima collaborazione con la Regione e le altre realtà friulaniste per dialogare con la Cei in modo che si posso rivedere la sua decisione, a vantaggio non solo dei credenti ma di tutta la comunità friulana, per la quale il Messale è un importante strumento non solo religioso ma anche di veicolazione della lingua”.
“Concludo – chiosa infine il presidente di Aclif – dicendo che proprio oggi, in particolare oggi, abbiamo l’onere di dare esempi di salvaguardia, valorizzazione e rispetto delle diversità, anche e soprattutto linguistiche, perché si possano perseguire i principi più alti e profondi espressi dalle istituzioni religiose e civili internazionali (Unione europea, Consiglio d’Europa, Onu, Alto Commissario dell’Osce) del vivere tutti quanti assieme, in pace, legati saldamente alle nostre culture, radici e lingue”.

Pari nestri, che tu sês tai cîi,
che al sedi santificât il to non,
che al vegni il to ream,
che e sedi fate la tô volontât
come in cîl, cussì in tiere.
Danus vuê il pan che nus covente,
parinus jù i nestris debits
come che nô ur ai parìn jù ai nestris debitôrs
e no sta molânus te tentazion,
ma liberinus dal mâl.
Amen

Laguna di Grado, la Carta del soccorso consentirà interventi rapidi ed efficaci

«Il principio fondamentale sul quale si basa il progetto della Carta del soccorso della Laguna di Grado è quello di aumentare la sicurezza delle persone. Quello che abbiamo presentato oggi è un modello che apre strade inedite, e non è la prima volta per la nostra Regione, né in Italia, come ci è riconosciuto: è un modello che vogliamo estendere anche ad altre situazioni, laddove possano presentarsi modalità suscettibili di miglioramento». Lo ha sottolineato, ieri mattina, l’assessore regionale con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenuto alla presentazione della Carta stessa che si è tenuta nella sede del Municipio alla presenza del commissario Augusto Viola, di numerosi funzionari e tecnici della Protezione civile regionale, nonché di autorità civili e militari.


Il piano, avviato nei primi mesi del 2022, è stato realizzato dalla branca del Sistema cartografico della Protezione civile regionale Fvg (in collaborazione con Tabacco per la parte cartacea), e dal Numero unico per tutte le emergenze Nue112 del Fvg, in fattiva collaborazione col Comune di Grado. «Il progetto pilota – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – ha permesso l’identificazione, in maniera univoca e in un luogo estremamente particolare come quello della Laguna di Grado, di spazi dove può servire un soccorso in emergenza di qualsiasi tipo: gli elementi indicati nella Carta sono stati caricati nel software del Nue112 del Friuli Venezia Giulia. A ogni casone è stato attribuito un numero civico, quindi le coordinate precise. In questo modo, il target può essere trasmesso all’equipaggio chiamato a prestare soccorso, che potrà operare tempestivamente». Sono 160 i casoni geo-referenziati, una sessantina i canali, e un centinaio tra mote, isole e valli.
Nel portare il saluto del governatore Massimiliano Fedriga, l’esponente dell’Esecutivo regionale ha sottolineato come «la tecnologia di cui disponiamo nella nostra epoca permetta di raggiungere traguardi importanti per la salvaguardia e la tutela della vita umana, che per noi rappresenta il “primo comandamento”: la centralizzazione della gestione delle emergenze, dalla data della sua istituzione, dati alla mano, ha favorito la riduzione dei tempi di soccorso in emergenza-foto urgenza. In questo campo siamo riconosciuti a livello nazionale, non a caso, come eccellenza».
Riccardi, che ha ricevuto il Sigillo della Città di Grado per l’impegno della Protezione civile regionale nella salvaguardia dell’Isola del Sole, ha poi ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto, di fatto già operativo, volto alla tutela della sicurezza non solamente dei cittadini del Friuli Venezia Giulia ma anche di tutte le persone che per lavoro o per turismo la frequentano. «Un lavoro – ha detto ancora Riccardi -, frutto di uno sforzo imponente e costante da parte degli operatori e dei tecnici di Protezione civile. Un’opera che non si ferma, che richiede informazioni costanti, che guarda oltre, sempre, per migliorare le condizioni di sicurezza della nostra comunità. Perché questa è la nostra missione».

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In copertina, uno scorcio della Laguna di Grado e all’interno il commissario Viola consegna il Sigillo della Città al vicegovernatore Riccardi, titolare della Protezione civile Fvg.