Covid, prorogate le mascherine in Sanità. Fimmg: ok, ma anche durante l’influenza

Proroga fino al 31 ottobre dell’uso della mascherina in ambito sanitario: la scelta del Governo trova il plauso anche della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. «Una decisione – commenta il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg in Fvg – che tutela operatori sanitari e pazienti, a partire da quelli fragili, nonché i frequentatori delle strutture sanitarie. Un contrasto al contagio non solo del Covid-19 ma di tutte le malattie trasmissibili per via aerea come l’influenza, le malattie respiratorie da batteri o da virus e anche il semplice raffreddore». Dal sindacato arriva anche l’auspicio che l’obbligo duri per tutta la stagione influenzale.

Fernando Agrusti

«Apprezziamo profondamente l’ordinanza con cui il ministro Roberto Speranza ha prorogato al 31 ottobre l’obbligo di indossare le mascherine nelle strutture sanitarie. Si tratta di un atto di sanità pubblica che serve a tutelare la salute degli operatori sanitari, oltretutto in grave carenza di organico, tanto che malattie – o peggio – diventano un grave problema. Indossare la mascherina protegge soprattutto i pazienti fragili, che sono i principali frequentatori delle strutture sanitarie, a cominciare dagli studi professionali della medicina di famiglia», afferma Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, esprime la sua condivisione per l’ordinanza emanata dal ministro Roberto Speranza che, nelle more di un prossimo avvicendamento al dicastero della Salute, proroga l’obbligo di «indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’articolo 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017».

Silvestro Scotti

«Auspichiamo che la stessa decisione possa essere presa in continuità anche per il futuro – dice Scotti – nell’ambito delle azioni che competeranno al prossimo Governo. L’uso delle mascherine, soprattutto quando ci si trova in strutture sanitarie, aiuta infatti ad evitare la diffusione del contagio, non solo da Covid, che nei confronti di pazienti fragili può essere molto pericoloso, ma di tutte le malattie trasmissibili per via aerea come l’influenza, le malattie respiratorie da batteri o da virus e anche il semplice raffreddore. Usare dispositivi di protezione individuale e disinfettare le mani sono comportamenti di buon senso e di responsabilità, comportamenti che dovrebbero persistere a prescindere dal perdurare della pandemia e soprattutto essere mantenute nei periodi epidemici, limitando così le infezioni che spesso, per sintomi ed evoluzione, possono confondersi o mascherare una infezione da Covid».

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In copertina, una ormai notissima rappresentazione grafica del virus portatore del Covid-19.

 

Casarsa, quando i giovani “contagiano” con le buone pratiche anti-Coronavirus

Hanno superato quota 7 mila visualizzazioni sui social media i quattro video-spot girati da un gruppo di ragazze e ragazzi di Casarsa della Delizia dai 16 ai 20 anni per sensibilizzare i coetanei sull’uso della mascherina e sui corretti comportamenti contro il Covid-19. Messaggi pensati dai giovani per i giovani, ma che con il loro stile graffiante fanno riflettere anche il mondo degli adulti sulla necessità della misure a contrasto della diffusione del Coronavirus. Il progetto si chiama “Fatti d’alcool – lasciamoci contagiare dai giovani” ed è stato promosso dal Progetto Giovani del Comune di Casarsa della Delizia in concerto con l’assessorato alle Politiche giovanili. L’obiettivo è quello di rendere protagonisti i ragazzi stessi nella creazione di messaggi di sensibilizzazione sul rispetto delle norme igieniche e di distanziamento, da rivolgere ai propri coetanei e non solo.

“Il titolo, scelto in autonomia dai giovani autori, contiene diverse provocazioni – ha spiegato Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili – e con lo stile graffiante e ironico, che caratterizza il modo di comunicare dei giovani, vuole mettere in risalto le riflessioni e i punti interrogativi diffusi dai video e rivolti innanzitutto ai propri coetanei ma anche a noi adulti”. “Fatti d’alcool” può essere letto da diversi punti di vista: un’esortazione imperativa all’igienizzazione delle mani, oppure “fatti” nel senso di “situazioni” della vita quotidiana ormai caratterizzate da un uso ampio di gel a base alcolica o ancora, alla prima persona plurale, ci richiama all’evidenza che siamo tutti fatti, ossia cosparsi di prodotti disinfettanti.
“Il sottotitolo “lasciamoci contagiare dai giovani” – ha poi spiegato Ilaria Peloi – si rivolge agli adulti, richiamando l’immagine del comportamento dei giovani diffusa in questi mesi dai media: sono davvero solo i giovani gli “untori” della movida e del divertimento, che con i loro atteggiamenti irresponsabili diffondono il virus? I ragazzi non rispettano di principio le regole sanitarie? I “grandi” danno davvero il buon esempio? Non c’è una risposta univoca a queste domande – ha concluso Peloi – così come non c’è una regola chiara che come una formula magica risolve tutte le contraddizioni che stiamo vivendo ma sicuramente questo progetto permette a tutti, giovani e adulti, di crescere, interrogarsi e osservare le cose da un altro punto di vista”.
Il progetto ha visto la realizzazione di 4 episodi video, riferiti a scene di vita quotidiana, su cui i ragazzi hanno voluto riflettere e inviare messaggi importanti ai propri coetanei, per non abbassare la guardia rispetto al Covid-19 e vivere comunque le relazioni e il tempo libero con serenità e la giusta attenzione.

“Un’occasione importante per i ragazzi – hanno confermato gli educatori del Progetto Giovani casarsi – che hanno partecipato a questo progetto e che, proprio nei mesi complessi della risalita dei contagi e di nuove limitazioni a spostamenti e incontri, hanno sentito il bisogno di sentirsi parte della propria comunità e di contribuire lanciando messaggi di sensibilizzazione, che con la giusta dose di ironia e leggerezza, fanno anche capire quanto sia faticoso anche per loro questo momento. Non dobbiamo sottovalutare il fatto che i giovani adolescenti sono, assieme agli anziani, coloro che, seppur in modo diverso, pagano lo scotto più alto di questa pandemia con la didattica a distanza e la limitazione o addirittura sospensione della socializzazione, che per loro non è semplice svago ma bisogno fisiologico di costruzione della propria identità. Questo progetto ha permesso ai ragazzi di esprimere le proprie emozioni e le proprie paure ma ha anche fatto capire che è possibile vivere le relazioni e il tempo libero con le doverose attenzioni e qualche frustrazione ma anche con la giusta dose di serenità”.
Gli episodi video sono visibili sulla pagina Facebook del Progetto Giovani Casarsa della Delizia, sul suo profilo Instagram e sul suo canale Youtube.

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In copertina, l’assessore alle Politiche giovanili di Casarsa Ilaria Peloi.

 

“Il Friuli”, mascherina anti-Coronavirus dopo la bandiera storica

Domani 24 aprile il settimanale “Il Friuli” regala ai propri lettori, allegata alle copie in edicola, la mascherina anti-Coronavirus con il simbolo della comunità friulana. L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione con la Fondazione Friuli e la Creative Salad di Premariacco, replica quella proposta lo scorso 10 aprile, che ha riscosso un grande successo fra i lettori. Nei suoi 171 anni di attività, “Il Friuli”  – settimanale diretto da Rossano Cattivello – è sempre stato al fianco dei friulani, svolgendo un ruolo di riferimento non solo informativo ma anche identitario. Da diversi anni, per esempio, distribuisce – allegata al settimanale – la bandiera del Friuli storico, andata esaurita anche nella campagna di quest’anno in occasione del 3 aprile.
“È la seconda volta nel giro di poche settimane che facciamo questo piccolo, piccolissimo gesto regalando la mascherina – spiega l’editore – per confermare che, in un momento così difficile, noi di Mediafriuli ci siamo e vogliamo fare la nostra parte per ripartire e ricostruire insieme il nostro Friuli e la nostra regione. Il nostro contributo è sempre lo stesso: dare notizie, offrire informazioni alle persone, alle famiglie, alle comunità, al territorio. Ma in queste giornate vogliamo anche continuare a essere vicino a ogni friulano donando una mascherina”.

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In copertina, una mascherina in dono con il settimanale friulano.