Covid, Poste Italiane verso chiusure Fvg: alza voce il sindaco di Valvasone Arzene

di Silvio Bini

Poste Italiane annuncia chiusure di uffici a causa della quarta ondata Covid. «Ma è possibile che sia l’unico modello di risposta all’emergenza sanitaria?», si chiede Markus Maurmair, primo cittadino di Valvasone Arzene. È un botta e risposta fra il sindaco friulano e il condirettore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco. «L’evoluzione della situazione epidemiologica nel Paese è nota, tanto che da quasi due anni siamo in piena emergenza sanitaria e tutte le strutture e aziende pubbliche e private si sono attrezzate per affrontare i problemi causati dagli effetti dei contagi da Coronavirus», è la premessa di Maurmair, che poi precisa: «Spiace ricordare che per noi sindaci è altrettanto ben chiara la situazione all’esterno degli uffici postali dove osserviamo costantemente lunghe code. Tale evidenza è stata segnalata ripetutamente e a tutte le latitudini d’Italia con lunghe file e in qualsiasi stagione. È oramai chiaro – è la tesi del sindaco del Comune in riva al Tagliamento – che al ripresentarsi delle ondate di contagio Poste Italiane ripropone il modello di “tutela della salute sia della clientela che di propri dipendenti”, predisponendo la riduzione degli orari e la chiusura degli sportelli meno strategici. Il problema è che tale politica di sicurezza e contenimento dei contagi crea un doppio grave disagio con un’implicita minaccia per la salute dei cittadini, soprattutto della fascia più debole della popolazione, gli anziani. Ecco perché, nel mese più freddo dell’anno, ritengo inopportuno rinnovare il modello di chiusura o riduzione degli orari degli uffici postali quando abbiamo un Governo che si sta impegnando per garantire l’apertura di servizi essenziali come le scuole dando così un reale segnale di fiducia nel futuro».
«In questo contesto, Poste Italiane sta monitorando l’andamento degli impatti della quarta ondata – è la risposta del dg di Poste Italiane – in termini di tutela della salute sia della clientela che dei propri dipendenti, al fine di approntare repentinamente ogni misura idonea ad arginarne gli effetti e garantire la continuità nell’erogazione del servizio alla cittadinanza. Alla luce di ciò, tale scenario potrebbe comportare nel Suo Comune una temporanea riduzione dell’orario di apertura degli uffici postali presenti. La informo, inoltre, che anche per il presente anno prosegue l’impegno dell’Azienda ad anticipare il pagamento dei ratei pensionistici mediante misure di programmazione per l’accesso agli sportelli mediante predisposizione di un apposito calendario alfabetico ed è a tutt’oggi in vigore la convenzione stipulata tra Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri per la delega al ritiro e la consegna della pensione a domicilio per alcune categorie di pensionati».
«È empiricamente dimostrato dalle code presenti all’esterno degli uffici postali – controbatte Maurmair – come le misure introdotte finora, quali l’anticipazione dei ratei pensionistici con la predisposizione di un apposito calendario alfabetico per programmare l’accesso agli sportelli, il ritiro da parte dei carabinieri della pensione per alcune categorie di soggetti fragili o la possibilità di prenotare online l’accesso agli uffici, non abbiano risolto il problema. Invece, in ragione della sensibilità dichiarata a prendersi cura della salute degli utenti si rinnova l’invito a installare sportelli automatici che mancano in un rilevante numero di uffici postali: oltre il 40 percento degli sportelli in Italia sono ancora sprovvisti del servizio. Questo investimento, permetterebbe di ridurre una parte delle code presenti all’esterno degli uffici postali garantendo una fruibilità a 24 ore su 24 anche nei Comuni dove non sono presenti altri operatori».

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In copertina, il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair.

Coop Casarsa, il timone a Stefano Cesarin. Un grazie all’uscente Franzon

Passaggio di consegne alla direzione generale di Coop Casarsa, gruppo che nella cooperazione di consumo è il più grande tra quelli con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia: da ieri 1° giugno il direttore generale Piergiorgio Franzon è andato in pensione e al suo posto il consiglio d’amministrazione ha nominato Stefano Cesarin. Franzon ha lavorato per lunghi anni nel mondo della cooperazione di consumo regionale, approdando nel 2012 in Coop Casarsa. Durante la sua direzione il gruppo si è consolidato e allargato, arrivando a 15 punti vendita con l’ultimo aperto lo scorso gennaio ad Azzano Decimo e avviando anche la ristrutturazione di tutti gli altri supermercati. Cesarin, 53 anni, lavora invece dal 1990 in Coop Casarsa, iniziando in negozio per poi passare poco dopo agli uffici centrali, dove è stato responsabile amministrativo lavorando a stretto contatto con lo stesso Franzon. «Una scelta – ha afferma il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – all’insegna della continuità e allo stesso tempo orientata al futuro nel progetto di espansione del gruppo, che ormai ha oltre 16 mila soci. Ringraziamo Piergiorgio Franzon per il tanto lavoro svolto insieme in questi anni, tutto per il bene della nostra cooperativa. Cesarin ne saprà continuare l’opera e anche portare allo stesso tempo nuove idee, con il sostegno del resto degli uffici e dei dipendenti: ha una profonda conoscenza della nostra realtà, con una grande esperienza maturata sul campo nei vari settori. Gli auguriamo buon lavoro». La cooperativa è attiva sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini e Azzano Decimo, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e in provincia di Treviso a Francenigo.

Cesarin con Praturlon.

Concluso il restyling
nella sede storica

Un punto vendita con 102 anni di storia, ma capace di guardare con ottime prospettive al futuro: al centro di un restyling il supermercato di Coop Casarsa. Dopo una tre giorni di offerte sui prodotti prima della chiusura, in questi giorni il punto vendita è stato riaperto con una serie di novità che rendono il negozio ancora più a misura di cliente, con un potenziamento dell’area prodotti freschi, un miglioramento dell’assortimento e soluzioni volte al risparmio energetico. «Stiamo vivendo una fase di espansione – spiega il presidente Praturlon – visto che, oltre ad aver inaugurato a inizio anno ad Azzano Decimo il nostro 15° negozio, abbiamo appena rinnovato il supermercato di San Giovanni nel 2020 e quello di San Martino al Tagliamento poche settimane fa. Ora è toccato al nostro punto vendita storico, quello che diede il via alla nostra realtà nel 1919 e che era un semplice spaccio all’epoca. Nell’allestimento del supermercato, insieme al vicepresidente Cesare Giavi e al resto del consiglio d’amministrazione, abbiamo voluto omaggiare l’eredità dei fondatori con una straordinaria foto d’epoca, in cui è ritratto proprio quel primo spaccio, realizzata dal maestro Elio Ciol. Inoltre, ci sono alcune altre fotografie che racconteranno il territorio casarsese».

Il consiglio di amministrazione.

E a San Martino negozio
ancora più moderno

Taglio del nastro, appunto, a San Martino al Tagliamento per il rinnovato supermercato di Coop Casarsa, ora reso più moderno e a misura di cliente, attento al risparmio energetico e alla sostenibilità: in via delle Pozze, Mauro Praturlon ha accolto assieme al vicepresidente Cesare Giavi il vicesindaco sanmartinese Fulvio Truant e Markus Maurmair, primo cittadino di Valvasone Arzene, altro Comune i cui residenti fanno riferimento al punto vendita. Ed è stato anche un modo per celebrare i 102 anni di attività del punto vendita sanmartinese dando così un messaggio di speranza per il futuro. Dopo il saluto del presidente Praturlon, Truant, a nome anche di Maurmair e del sindaco di Sequals (altro Comune dove Coop Casarsa è presente con un supermercato a Lestans), Enrico Odorico, ha ricordato l’importanza per le comunità dei punti vendita di paese per la spesa quotidiana. Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, ha rimarcato il ruolo di Coop Casarsa e del resto della cooperazione di consumo durante la pandemia nell’offrire beni e servizi di prima necessità (presente pure la vicepresidente dell’ente Renata Pitton, nonché lo stesso Giavi che fa parte del consiglio provinciale). Parole di elogio pure dall’ex presidente di Coop Casarsa Maurizio Tantin, che ha ricordato la fusione tra Coop Casarsa e Coop San Martino avvenuta a inizio anni Ottanta, e l’ex vicepresidente ed ex direttore di Coop Casarsa Natale Liva. Presenti gli architetti autori del progetto Domenico Cecco e Giuseppe Cesco oltre ai rappresentati delle imprese che hanno eseguito i lavori. Il supermercato è ora ancora più a misura di cliente, con un ampliamento dell’assortimento con prodotti di qualità e convenienti e un’ampia offerta di alimenti freschi. Luci al led e nuovi frigoriferi permettono ora una maggiore efficienza energetica e rispetto dell’ambiente. I lavori hanno riguardato anche l’esterno, con un nuovo layout arricchito da una splendida fotografia del maestro Elio Ciol e delle rappresentazioni di immagini che valorizzano il territorio scattate da fotografi amatoriali, con ampio spazio ai borghi di San Martino e Valvasone Arzene.

La cerimonia inaugurale.

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In copertina, la sede centrale a Casarsa della Delizia: una quindicina le filiali in Fvg e Veneto.

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

In Fvg 29 Comuni ancora senza postamat: adesso i sindaci alzano la voce

Cosa accomuna Andreis, Aviano, Budoia, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino, Cavasso Nuovo, Chiopris-Viscone, Chiusaforte, Coseano, Dignano, Farra d’Isonzo, Fiume Veneto, Magnano in Riviera, Moimacco, Montenars, Pinzano al Tagliamento. E ancora Pocenia, Preone, Prepotto, Raveo, Resia, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Santa Maria la Longa, Sesto al Reghena, Talmassons, Vajont e Valvasone Arzene? Semplicemente non hanno ancora un postamat. «Eppure c’erano degli impegni ufficiali. È trascorso un anno esatto dall’incontro che abbiamo avuto con il vicedirettore generale di Poste Italiane spa, Giuseppe Lasco, e l’istituzione di un tavolo di confronto istituzionale AnciFvg-Poste Italiane spa che avrebbe dovuto risolvere tutti i nostri problemi. In mezzo a questo anno – afferma il delegato ai rapporti con Poste Italiane, Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene – c’è stata la pandemia mondiale che ha scompaginato il mondo intero, ma una cosa è rimasta invariata: l’obiettivo di Poste Italiane spa di puntare all’utile. Infatti, in un momento di emergenza nazionale, seppur con le dovute attenzioni per il personale alla fin fine l’emergenza sanitaria è stata un ottimo pretesto per puntare a una riduzione dei costi derivanti dall’obbligo di erogare il servizio universale che è proprio dell’attività delle Poste. Infatti, si è ritardato nel riportare gli sportelli agli orari pre lockdown evitando la sostituzione del personale andato in quiescenza coprendo in genere due uffici con un solo dipendente riducendo così i costi».

«Possiamo sostenere quanto affermiamo – prosegue Maurmair – perché ci siamo organizzati, nonostante gli inviti dei dirigenti di Poste Italiane spa a spostare il confronto caso per caso con il singolo sindaco, raccogliendo i dati tra noi amministratori con un questionario somministrato alle amministrazioni comunali. Nell’arco di due settimane abbiamo raccolto 72 questionari (su 215 Comuni) e più di un terzo (25 casi) degli improvvisati rilevatori hanno segnalato che ci sono a oggi ancora difficoltà con gli uffici postali a orario ridotto, in particolare nei pomeriggi, per un totale di 411,5 ore alla settimana in meno di aperture rispetto al 1° febbraio 2020. La conseguenza? Le code all’esterno degli uffici postali come la rinuncia a ricorrere agli uffici periferici poiché, nel rischio di trovare chiuso, l’utente si indirizza agli sportelli più grandi. Ciò che temiamo è il cristallizzarsi di questa situazione, creando i presupposti per legittimare richieste di riduzione degli orari, con il venir meno di un servizio indispensabile soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. Un minimo di sostegno potrebbe derivare dall’attivazione degli sportelli Atm in tutti gli uffici postali o almeno nella misura di un ufficio automatico per Comune.Tuttavia, a oggi, dalla nostra rapida rilevazione, in Friuli Venezia Giulia ci sono almeno 29 realtà (il 15 per cento dei Comuni regionali) completamente sprovvisti di Atm in barba al declarato impegno, preso oramai tre anni fa dall’amministratore delegato Di Fante, di fronte al capo del Governo e a diversi ministri, di garantire un bancomat per ciascun Comune entro il 2020, eppure gli utili miliardari non sono mancati a Poste Italiane spa».

«Però una nuova speranza la riponiamo – conclude il delegato Anci ai rapporti con Poste Italiane – nella recentissima sentenza del Tar della Campania che lo scorso 25 gennaio ha condannato Poste Italiane spa alla riapertura dello sportello di Petruro Irpino, cittadina rurale in provincia di Avellino, dove dal 2015, senza alcun confronto con il territorio e, in particolare, con l’amministrazione comunale, era stato ridotto a due sole giornate il servizio postale universale reso ai 400 abitanti. Ecco, quella sentenza del Tar pone nuovamente al centro della questione i sindaci e le amministrazioni locali che dovranno essere interpellati da Poste Italiane spa in un’istruttoria sull’eventuale riduzione degli orari degli sportelli che dovrà trovare giustificazione non tanto sul bilanciamento tra costi e ricavi ma su di un’attenta valutazione degli aspetti concreti quali la tipologia della popolazione coinvolta e la conformazione del territorio “garantendo per i cittadini l’assicurazione del servizio di interesse economico generale”».

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In copertina, il delegato dell’Anci Fvg ai rapporti con le Poste Italiane, Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene.

Commercio e ristorazione in crisi: riecco i buoni spesa di Valvasone Arzene

di Markus Maurmair*

Ritornano a Valvasone Arzene i buoni spesa straordinari: un’iniziativa che l’Amministrazione comunale utilizza da oltre 10 anni e che, con l’avvento dell’emergenza sanitaria nazionale, è stata riproposta in tutta Italia. Ovviamente non si ha la presunzione di affermare che il progetto di Valvasone Arzene sia stato preso ad esempio dal Governo, ma è certo che questa forma di sostegno al reddito stia dimostrando diversi risvolti positivi che hanno trovato il consenso generale, visto l’impiego generalizzato da Pantelleria fino al Brennero.


Per i cittadini di Valvasone Arzene è oramai una consuetudine vedersi integrare il proprio reddito con dei voucher che potranno essere utilizzati per acquisti, e non solo nel periodo natalizio, nelle attività commerciali del paese. E con questa formula si risponde agli appelli diffusi ad aiutare le botteghe di paese contro lo strapotere degli acquisti online. Infatti, i buoni spesa potranno essere impiegati solo nei negozi di Valvasone Arzene con l’esclusione di acquisti in superalcolici, tabacchi, giochi d’azzardo e lotterie (slot, enalotto ecc.).
Di fatto, il vantaggio è duplice poiché, oltre ad aiutare le famiglie con redditi più contenuti, si garantisce un’integrazione ai ricavi delle aziende locali le cui vetrine corrispondono a famiglie del paese. Inoltre, quest’anno con la speranza che ci siano degli allentamenti nelle misure di contenimento nel periodo natalizio, l’auspicio è che le famiglie si rivolgano anche ai bar e ristoranti di Valvasone Arzene, così da sostenere il comparto segnato da una crisi indotta dai blocchi che rischia di lasciare un disastro economico.
Il meccanismo è semplice e rodato. Le famiglie devono presentare domanda al Comune di Valvasone Arzene, anche via e-mail, entro il 30 novembre 2020, e se rientranti in categorie suddivise per reddito e numero di componenti, si vedranno riconoscere dei voucher i cui importi sono variabili e crescenti in ragione del minor reddito e dei componenti del nucleo familiare. Ad esempio, un nucleo di 5 persone con reddito inferiore ai 30.000 euro lordi riceverà 220 euro per le spese di Natale.
Le opportunità di spesa sono state ampliate mettendo a disposizione una convenzione con le attività del paese che prevede uno sconto sui prezzi in genere praticati ma anche l’estensione a strutture come la Scuola materna Giovanni XXIII.
Per questo esercizio finanziario sono stati stanziati 15.000 euro per i buoni spesa straordinari che sommati ai 22.000 euro riservati ai buoni spesa alimentari originati dai provvedimenti governativi e ad altri 60.000 euro stanziati per integrazioni dei ricavi delle imprese locali fanno comprendere lo sforzo che l’Amministrazione comunale sta attuando per sostenere un comparto vitale per le Comunità di Valvasone Arzene. Senza dimenticare le riduzioni della Tari e dell’occupazione del suolo pubblico.
Tutto ciò è stato possibile grazie a scelte di risparmi come nel caso della rinuncia alle luminarie natalizie, ma anche a operazioni finanziarie concesse da Cassa Depositi e Prestiti e alla rinuncia ai contributi annuali decisa da parte delle associazioni del paese. Un’unione di intenti che ha l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno per uscire dall’emergenza sanitaria con un tessuto commerciale e imprenditoriale che rappresenta uno dei valori aggiunti di Valvasone Arzene.

*Markus Maurmair è il sindaco di Valvasone Arzene. Pubblichiamo molto volentieri questo suo intervento che illustra la importante iniziativa proposta da oltre dieci anni dal Comune della Provincia di Pordenone e che viene opportunamente ripetuta in questo grave momento di emergenza sanitaria.

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In copertina, Valvasone durante il Settembre medioevale e all’interno il sindaco Markus Maurmair.

Preoccupano i disservizi postali: Maurmair sollecita un incontro

I disservizi di Poste Italiane sono nel mirino del sindaco di Valvasone Arzene, Markus Maurmair, il quale ha inviato una lettera per sollecitare un incontro urgente al presidente dell’Anci Fvg, Dino Favot, che è pure primo cittadino di Prata di Pordenone, e per opportuna conoscenza al Responsabile delle Relazioni Istituzionali del Nord Est, Marco Giannelli Savastano. Va ricordato che il 30 giugno scorso si era tenuto il primo incontro del tavolo di confronto tra Anci Fvg e Poste Italiane spa al seguito del quale era stata concordata una nuova riunione per fine luglio così da consentire alle stesse Poste di effettuare verifiche e reperire le informazioni richieste, come il cronoprogramma dei lavori di eliminazione delle barriere architettoniche e l’installazione di nuovi postamat nei Comuni ancora sprovvisti, oltre a valutare le tempistiche di ripresa complessiva di tutti gli sportelli presenti in regione con gli orari antecedenti all’emergenza sanitaria.
Maurmair osserva che “sono trascorsi i mesi di luglio, agosto e settembre, ma non è ancora stato convocato un nuovo incontro che negli intenti doveva essere con cadenza ciclica fino al superamento delle situazioni più critiche e verificato dagli articoli sulla stampa locale che continuano a esserci problematiche connesse a chiusure totali o aperture parziali di sportelli postali come nei casi di Pinzano al Tagliamento, Claut, San Vito al Tagliamento, Brugnera e Casarsa della Delizia”. Rileva, quindi, che “alcuni interventi di riqualificazione degli accessi degli uffici postali sono stati realizzati al fine di eliminare le barriere architettoniche, ma si ha notizia di uno o forse due nuovi postamat installati quando sono ancora numerosi i Comuni sprovvisti e che l’emergenza sanitaria sta riprendendo piede, per cui diventeranno ancora più indispensabili queste forme di servizio”, sottolineando altresì che, “seppur ci sia stata la buona volontà, che va riconosciuta a Poste Italiane spa, rispetto la distribuzione dei prelievi delle pensioni con anticipazioni delle scadenze negli ultimi giorni antecedenti il primo del mese così da programmare per lettere dell’alfabeto l’accesso agli sportelli, si segnalano ancora numerose code nelle giornate di scadenza e con persone costrette a sostare all’esterno degli sportelli con forti disagi soprattutto per le fasce più deboli quali gli anziani”.
Evidenziato, infine, che “ancora oggi si ricevono evidenze di recapiti tardivi della corrispondenza con disagi segnalati in particolare per le raccomandate”, il sindaco di Valvasone Arzene, come detto, chiede “l’attivazione di una riunione urgente del tavolo di confronto tra Poste Italiane spa e Anci Friuli Venezia Giulia così da poter dar seguito agli intendimenti manifestati a inizio anno di proficua collaborazione nell’interesse degli utenti di tutta la regione”.

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In copertina, il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair.