Diritti civili, 70 anni di battaglie nel film oggi sullo schermo del Visionario a Udine

Settant’anni di battaglie per i diritti civili in 90 minuti ricchi di interviste, testimonianze, immagini d’archivio, contributi e riflessioni sull’evoluzione sociale e culturale in Italia dal secondo dopoguerra ai nostri giorni: approda sul grande schermo a Udine, stasera alle 20.30 al Cinema Visionario, il documentario “Il coraggio della libertà. Settant’anni di generazioni consapevoli”, prodotto dalla storica Associazione Italiana per l’Educazione Demografica, scritto e diretto dai filmmakers Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni che interverranno alla proiezione assieme al presidente nazionale Aied, il pordenonese Mario Puiatti.

Mario Puiatti

Il film propone una emozionante cavalcata nella conquista dei diritti civili in Italia, attraverso sette decenni che hanno rivoluzionato l’approccio alle libertà personali e ai comportamenti sociali, culminando nella luminosa e irripetibile stagione degli anni Settanta. Nel documentario il racconto è affidato a testimoni diretti, come lo storico e saggista Gianfranco Porta, che ha firmato per Laterza il memoir Amore e libertà sulla storia dell’Aied, e il presidente nazionale dell’Associazione Mario Puiatti, che sottolinea: «Parlare di sessualità è ancora una cosa non vietata, ma quasi. Nel senso che è una di quelle cose che si fa ma non si dice, e non si deve dire. Quando potremo parlare tranquillamente e serenamente di sessualità come di letteratura, di pittura, di musica o di gastronomia allo stesso modo, a quel punto saremo finalmente liberi».
E come la nota politica e attivista per i diritti civili Emma Bonino, storica militante radicale, che ricorda l’anno in cui si unì al Cisa di Adele Faccio, il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto: «Era l’estate 1974, ero reduce da un intervento di aborto clandestino e ho cominciato a frequentare l’Aied di Mlano. Facevo accoglienza alle donne che arrivavano, di solito più che di un anticoncenzionale avevano bisogno di abortire, mi torturava l’idea che fosse una soluzione illegale. Agli inizi di settembre ho letto sul giornale un trafiletto del Cisa aperto nella sede del Partito Radicale, mi sono presentata da questa signora e al Cisa per la prima volta sentii parlare di nonviolenza: Adele Faccio mi spiegò che le nostre azioni erano un atto nonviolento di disubbidienza civile, a sostegno delle forze impegnate nell’iniziativa politica sull’aborto». Nel film parlano anche la sociologa Chiara Saraceno, indagando la trasformazione delle famiglie e del ruolo femminile in Italia, il fondatore e presidente dell’Arcigay Franco Grillini, la psicologa analista e psicoterapeuta Anna Sampaolo.
I registi Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni, che firmano anche la fotografia e il montaggio del film, hanno selezionato i materiali d’archivio provenienti da Istituto Luce, Teche Rai, Fondazione Cineteca di Bologna e da produzioni come I misteri di Roma a cura di Cesare Zavattini (1963), L’amore in Italia di Luigi Comencini (1978) e Let’s kiss di Filippo Vendemmiati (2021). Nel film scorrono anche molti articoli dell’archivio Aied e degli archivi del Corriere della Sera, L’Osservatore Romano, La Repubblica, La Stampa, L’Unità, Novella 2000, Volontà. Suddiviso in nove capitoli, integrato da estratti di cinegiornali e filmati d’epoca e da articoli d’epoca, il documentario scandisce, con la storia dell’associazione, le tappe dell’evoluzione storica, politica, sociale e culturale nel Paese, partendo dagli anni delle autodenunce e degli arresti con la proliferazione dei centri Aied in Italia, l’organizzazione di convegni, la pubblicazione di libri e articoli. Aied si è impegnata per garantire una maternità libera e consapevole, resa possibile dall’uso degli anticoncezionali come deterrente agli aborti clandestini.

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In copertina, l’onorevole Emma Bonino con i filmmakers Guazzoni e Pasian.

Pordenone, i ragazzi e la lettura al via R-Evolution Green al Teatro Verdi Cinemazero, le battaglie per la libertà

Tre invitanti proposte domani, 19 febbraio, nel capoluogo della Destra Tagliamento con Pordenonelegge, Teatro Verdi e Cinemazero, per cui sarà anche difficile scegliere. Ecco, allora, alcune note esplicative che aiuteranno coloro che non intendono passare la serata davanti alla tv.

PORDENONELEGGE – Ai nastri di partenza “Leggere ai ragazzi”, il nuovo progetto di Fondazione Pordenonelegge.it per promuovere la lettura dei giovani, rivolto a chi nel quotidiano la coltiva: insegnanti, educatori, bibliotecari, genitori, interessati di tutte le età. Un cartellone di incontri, ideato e curato da Valentina Gasparet, su piattaforma digitale con l’apporto di grandi firme della letteratura, della comunicazione e dell’editoria contemporanea: Nadia Terranova, Beatrice Masini, Rosy Russo, Annalisa Strada, Isabella Leardini e Vera Salton. Sono 78 le persone che hanno aderito al corso: insegnanti, educatori, bibliotecari, genitori e interessati che si sono iscritti da tutta Italia – Liguria, Piemonte, Trentino, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Abruzzo, Marche, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Veneto e Friuli Venezia Giulia – e anche dalla Repubblica Ceca con una adesione da Praga (Istituto Italiano di Cultura). Leggere ai ragazzi si aprirà domani con una delle più note autrici italiane del nostro tempo, Nadia Terranova, che nella sua ricca e preziosa produzione letteraria ha dedicato uno spazio generoso e di grande qualità proprio ai giovani lettori, e “Scrivere per i ragazzi” sarà infatti il filo rosso di questo primo incontro. Si proseguirà, mercoledì 21 febbraio, con Annalisa Strada, scrittrice per ragazzi e insegnante, che racconterà come “insegnare” la lettura a scuola (e fuori), ricordandoci che le storie riempiono di vita la nostra vita e l’amore per i libri può contagiare. Lunedì 26 febbraio si continua intorno a Grandi Classici e “nuovi” Classici con Beatrice Masini, scrittrice e direttore editoriale Bompiani, traduttrice e “riscrittrice” di testi classici (Salgari, Stevenson, Twain…) e di autori contemporanei (da Anne Fine a Natalie Babbitt, da Clive Barker a J.K. Rowling, della quale a partire dal terzo episodio ha tradotto la saga di Harry Potter). Un’esperienza unica che ne fa una profonda conoscitrice e un’osservatrice privilegiata delle tendenze e dei fenomeni che hanno caratterizzato la letteratura per ragazzi di questi anni. Lunedì 4 marzo focus su “Leggere poesia”, con la poetessa, docente di scrittura creativa e formatrice Isabella Leardini. Per ricordarci che, con il potere della metafora e del simbolo e con la meraviglia originaria delle parole, la scrittura poetica dà forma alle tensioni inconsce e può appassionare anche i più giovani. Mercoledì 6 marzo l’incontro dedicato alle “Altre” scritture, con Vera Salton, esperta di letteratura e illustrazione per l’infanzia e anche libraia: per guidarci attraverso “altri” mondi letterari dai fumetti agli albi illustrati, graphic novel, manga, in grande e costante ascesa in particolare fra le giovani generazioni. Lunedì 11 marzo, infine, “Le parole “buone”: incontro affidato alla fondatrice di Parole O_stili Rosy Russo. Ci indicherà un percorso di letture e suggerimenti, spaziando tra social network, fake-news, comunicazione reale e virtuale, per accompagnare anche (e soprattutto) i più giovani verso una comunicazione consapevole e rispettosa. E mercoledì 13 marzo l’incontro finale con Feedback, esiti, conclusioni, per un confronto sulle competenze acquisite e i risultati raggiunti.

PROGETTO MONTAGNA – Tutta nel segno dell’impegno per la salvaguardia e la valorizzazione delle Terre Alte e delle persone che le abitano, il “Progetto Montagna” – ideato dal Teatro Verdi di Pordenone in condivisione con Cai-sezione di Pordenone e Club Alpino Italiano – propone un nuovo appuntamento del percorso “R-Evolution Green”, un inedito ciclo di incontri pubblici di approfondimento scientifico- divulgativo sui temi legati alla montagna, la sostenibilità ambientale, lo spopolamento delle aree montane e la vita in quota. In programma domani, alle 18.30, in sala Palcoscenico del Teatro (ingresso da via Roma), l’incontro “Storie di ghiaccio, di terra, di umanità”. “Ci sono due modi per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo, è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui…”. Così Marco Polo, nelle Città Invisibili di Italo Calvino, racconta all’imperatore Kublai Kan del grande e decadente impero mongolo. La montagna è la cartina tornasole di un cambiamento del clima che potrebbe essere irreversibile. Attese ospiti dell’incontro moderato dal giornalista e coordinatore del progetto Luca Calzolari, sono la docente di fisica del clima all’Università di Torino Elisa Palazzi e la scrittrice, naturalista, comunicatrice scientifica e alpinista Sara Segantin. Attualmente, i principali interessi scientifici di Palazzi riguardano lo studio del clima nelle regioni di montagna del pianeta – in particolare le Alpi, la catena Himalayana e il Plateau Tibetano – per capire quali siano i fattori che influenzano lo stato dei ghiacciai e la disponibilità futura di acqua. Tra i temi portanti dei suoi studi, il fenomeno che riguarda l’aumento della temperatura nelle regioni montane d’alta quota, soggette a un riscaldamento spesso più intenso e più rapido di quello delle regioni circostanti, con implicazioni importanti per quanto riguarda i cambiamenti nel ciclo dell’acqua, la disponibilità di risorse idriche, la perdita di biodiversità, la possibile estinzione di alcune specie di flora e fauna. Inviata e responsabile di servizi di approfondimento inerenti clima e ambiente per Geo di Rai3, tra le fondatrici di Fridays For Future Italia, Sara Segantin è, invece, esperta di climate literacy, con particolare attenzione alla giustizia climatica. Con loro si cercherà di capire come smettere “di essere parte dell’inferno”, invertire la rotta dell’irreversibilità e costruire uno sviluppo sostenibile. L’incontro – che rientra nel progetto del Teatro Verdi con la collaborazione del Cai, di Uncem e Fondazione Dolomiti Unesco, con il sostegno di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone-Udine e il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti Fvg – avrà una introduzione musicale a cura del fisarmonicista Nicola Milan, dell’Orchestra da Camera di Pordenone, e le letture sceniche di Antonio Pauletta. L’ingresso all’incontro è gratuito con prenotazione presso la biglietteria del Verdi e online sul sito www.teatroverdipordenone.it

AIED E PUIATTI – Settant’anni di battaglie per i diritti civili in 90 minuti ricchi di interviste, testimonianze, immagini d’archivio, contributi e riflessioni sull’evoluzione sociale e culturale in Italia dal secondo dopoguerra ai nostri giorni: a grande richiesta dopo l’anteprima di gennaio torna sul grande schermo a Pordenone domani, ore 21 Cinemazero, e nella mattinata per le Scuole superiori della città, il documentario “Il coraggio della libertà. Settant’anni di generazioni consapevoli”, prodotto da Aied, la storica Associazione Italiana per l’Educazione Demografica, scritto e diretto dai filmmakers Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni. Il film propone una emozionante cavalcata nella conquista dei diritti civili in Italia, attraverso sette decenni che hanno rivoluzionato l’approccio alle libertà personali e ai comportamenti sociali, culminando nella luminosa e irripetibile stagione degli anni Settanta. Nel documentario il racconto è affidato a testimoni diretti, come lo storico e saggista Gianfranco Porta, che ha firmato per Laterza il memoir Amore e libertà sulla storia dell’Aied, e il presidente nazionale dell’Associazione Mario Puiatti, che sottolinea: «Parlare di sessualità è ancora una cosa non vietata, ma quasi. Nel senso che è una di quelle cose che si fa ma non si dice, e non si deve dire. Quando potremo parlare tranquillamente e serenamente di sessualità come di letteratura, di pittura, di musica o di gastronomia allo stesso modo, a quel punto saremo finalmente liberi». I registi Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni, che firmano anche la fotografia e il montaggio del film, hanno selezionato i materiali d’archivio provenienti da Istituto Luce, Teche Rai, Fondazione Cineteca di Bologna e da produzioni come I misteri di Roma a cura di Cesare Zavattini (1963), L’amore in Italia di Luigi Comencini (1978) e Let’s kiss di Filippo Vendemmiati (2021). Nel film scorrono anche molti articoli dell’archivio Aied e degli archivi del Corriere della Sera, L’Osservatore Romano, La Repubblica, La Stampa, L’Unità, Novella 2000, Volontà. Suddiviso in nove capitoli, integrato da estratti di cinegiornali e filmati d’epoca e da articoli d’epoca, il documentario scandisce, con la storia dell’associazione, le tappe dell’evoluzione storica, politica, sociale e culturale nel Paese, partendo dagli anni delle autodenunce e degli arresti con la proliferazione dei centri Aied in Italia, l’organizzazione di convegni, la pubblicazione di libri e articoli. Aied si è impegnata per garantire una maternità libera e consapevole, resa possibile dall’uso degli anticoncezionali come deterrente agli aborti clandestini.

Genitorialità consapevole, dopo 50 anni l’Aied rilancia la sua sensibilizzazione

Oggi, 10 marzo, l’Italia festeggia un anniversario storico: mezzo secolo dalla decisione della Corte Costituzionale che, dopo 18 anni di impegno, lotte giuridiche e iniziative di disobbedienza civile dell’Aied – l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica con sezioni anche a Udine e a Pordenone -, aboliva l’articolo 553 del Codice Rocco (divieto di propaganda e utilizzo dei mezzi atti a impedire la procreazione), determinando in Italia la legalità dell’uso dei sistemi anticoncezionali.


Cinquant’anni, quindi, del diritto alla libertà di scelta, per le donne e le famiglie: libertà di autodeterminazione della genitorialità e della sessualità. Oggi però la rivoluzione contraccettiva in Italia – sottolinea l’Aied – è lontana dal potersi considerare compiuta: la pratica della contraccezione ormonale in Italia – che include pillola, cerotto contraccettivo, anelli, spirali medicate – secondo l’Atlas europeo 2020 (che ha misurato l’accesso alla contraccezione in 45 Stati dell’Europa geografica) colloca l’Italia in 26ma posizione, molto distante da Gran Bretagna, Francia e Spagna, e molto più vicino a Paesi come la Turchia e l’Ucraina. L’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni di cui abbisogna intorno alla salute sessuale e riproduttiva. Se in Europa l’educazione sessuale è materia scolastica dal 1955 in Svezia, dal 1970 in Austria, dal 1995 in Germania, dal 2001 in Francia, dal 2017 nel Regno Unito, in Italia si registra ancora totale assenza di informazione sulla sfera della sessualità nei programmi scolastici. Come noi, in Europa, solo Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cipro e Lituania. Inoltre, il 68% dei ragazzi e il 76% delle ragazze non si si è mai rivolto a un Consultorio. Per questo, nella Giornata internazionale della donna Aied, l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica fondata nel 1953, rilancia la sua campagna di sensibilizzazione per la genitorialità consapevole e l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane. «La cultura contraccettiva ha dimostrato di favorire il deperimento del ricorso delle donne all’aborto e una maggiore consapevolezza nella pianificazione delle scelte di genitorialità – spiega il presidente Aied, Mario Puiatti –. Per questo nelle date sensibili dell’8 e del 10 marzo 2021 Aied rilancia affinché l’Italia finalmente decida di adeguarsi agli standard europei e alle linee guida Oms in materia di modalità “formali” per l’educazione sessuale, affettiva ed emotiva dei giovani nelle scuole».

E proprio oggi l’Aied ripartirà con la sua campagna di sensibilizzazione in tutta Italia sui temi della maternità consapevole, una conquista che è patrimonio comune di civiltà. Alle 12 caricherà sulla sua pagina facebook il cartoon celebrativo #lapillola50, realizzato da due giovani artiste, Nadia De Velo e Silvia Ferrari, socie Aied: un racconto d’animazione che si rivolge alle giovani e ai giovani di oggi, per ripercorrere la conquista di 50 anni fa. E l’intero mese di marzo sarà targato Aied: uno sforzo supplementare di informazione e sensibilizzazione. Tappa di riferimento, martedì 30 marzo alle 18, sarà l’evento digitale Blister 21, rivolto a donne e uomini, ragazze e ragazzi di ogni latitudine, per un confronto aperto sui temi dell’educazione sessuale, affettiva ed emotiva rivolta all’adolescenza.

Con una sentenza della Corte costituzionale il 10 marzo 1971 veniva abrogato l’articolo 553 che vietava e puniva «la propaganda dei mezzi atti a impedire la procreazione», prevedendo un anno di reclusione per chi si fosse reso responsabile del reato di “propaganda”, ma anche dell’utilizzo dei contraccettivi. La parte rimanente di quel Titolo X del Codice Rocco (Reati contro l’integrità e la sanità della stirpe) sarebbe stata abrogata solo nel 1978, con l’approvazione della legge 194 sull’aborto. Nel 1975 fu promulgata la legge istitutiva dei consultori pubblici e, nello stesso anno, la riforma del Diritto di famiglia siglava il passaggio dalla patria potestà alla potestà genitoriale, equiparato in doveri e dignità le figure del padre e della madre. In assenza di un impegno pubblico, l’Aied varò il primo fotoromanzo italiano «di servizio». Luigi De Marchi, segretario Aied, fu ideatore e regista dell’iniziativa, nel 1973. Il ruolo protagonista del primo «fotoracconto lampo», “Il segreto”, fu affidato all’attrice Paola Pitagora, la Giulia dei “Pugni in tasca” di Marco Bellocchio. Nella prima scena al marito che, seduto su un letto in disordine, esclamava contrariato: «Così non si può andare avanti! Quando ti abbraccio sei sempre fredda, svogliata», Paola Pitagora rispondeva: «Come potrei essere diversa? Sempre con l’angoscia di restare inguaiata … E poi tu t’interrompi sempre sul più bello». In un fotogramma successivo i due sono nuovamente a letto, sorridenti, appagati. Finalmente, esclama lei, ho potuto «abbandonarmi a te senza timore e gustare per la prima volta il piacere supremo». Orgasmo è un termine ancora quasi proibito in bocca a una donna, tanto è vero che lo sceneggiatore lo ha addolcito con una perifrasi enfatica. L’Aied apriva nel 1956 il primo consultorio a Roma, e via via in altre città d’Italia: sono oggi 20 i consultori Aied diffusi ad ogni latitudine del Paese, da Bolzano a Messina, per offrire consulenza alle donne sui metodi anticoncezionali. Ecco le sezioni Aied in Italia: Albenga, Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Genova, L’Aquila, La Spezia, Messina, Mestre, Milano, Napoli, Novara, Pisa, Pordenone, Roma, Sassari, Udine, Verona.

Info www.aied.it

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In copertina, manifestazione femminile di mezzo secolo fa in una foto di Tano D’Amico.