Maratonina a Udine da 25 anni, tante proposte per festeggiare l’anniversario in quattro giorni di eventi tutti nel segno dello sport e dell’inclusione

Taglia il traguardo della 25ma edizione la Maratonina Internazionale Città di Udine che per l’occasione animerà il capoluogo friulano con un programma ancora più ricco di quello degli anni scorsi: il “cartellone” dell’intenso weekend all’insegna dello sport, dell’animazione e dell’integrazione – presentato all’Hotel Astoria di Udine – si aprirà infatti già la sera di giovedì 18 settembre con un’occasione speciale, per poi offrire, all’indomani, l’ormai tradizionale e sempre spettacolare cronoscalata a invito “Salita del Castello Autotorino” e per proseguire con i radicati eventi del sabato pomeriggio, la Minirun Conad e la simpatica Corsa con il cane per le vie del centro storico. Domenica 21 settembre il gran finale, con la mezza maratona su un velocissimo itinerario di gara e con la sempre partecipatissima StraUdine.


«Quattro giornate dedicate allo sport, all’inclusione e alla condivisione sociale», ha commentato il presidente dell’Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon. «Celebriamo quest’anno – ha aggiunto – un traguardo importante: in 25 anni il calendario della manifestazione si è progressivamente arricchito di eventi e iniziative. È un piacere vedere come, grazie all’entusiasmo e all’attiva partecipazione di molti campioni e di semplici amatori, si sia diffusa sempre più nel nostro territorio la passione per la corsa. L’Amu continuerà a lavorare per portare a Udine animazione e spettacolo, ma anche divertimento a misura di tutti, grazie all’impegno costante di tutto il nostro grande team, che ringrazio per l’impegno profuso; lo stesso vale per i numerosi volontari che, con il prezioso contributo degli sponsor e degli enti coinvolti, hanno permesso a questo importante evento podistico di essere annoverato tra gli appuntamenti sportivi da non perdere». Alla presentazione della Maratonina 2025 era presente anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni.
«Venticinque anni di Maratonina sono una bella storia di sinergia tra i valori dello sport, della prevenzione e della salute, oltre alla valorizzazione degli angoli più suggestivi della città: va dato merito agli organizzatori per questa costanza e anche per aver saputo portare la competizione sportiva ad alti livelli con il plauso da parte della Regione. La conferma del sostegno che c’è stato in tutti questi anni e che ci sarà altrettanto volentieri anche in futuro è proprio per i meriti che questa manifestazione ha saputo guadagnarsi nel tempo», ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega allo Sport, Mario Anzil. Il quale, portando i saluti istituzionali del governatore Massimiliano Fedriga, ha voluto sottolineare come la Maratonina sia diventata «un pilastro del calendario sportivo del Friuli Venezia Giulia, un evento che fa conoscere Udine e il suo fascino oltre i confini regionali, e che contribuisce a promuovere lo sport come salute, impegno e disciplina». Il contributo regionale all’edizione 2025 è stato di 31.510 euro, segno tangibile dell’attenzione della Regione verso una manifestazione che in un quarto di secolo ha saputo crescere e consolidarsi. «Crediamo negli investimenti nella pratica sportiva e nell’impiantistica – ha aggiunto Anzil – per creare un luogo in cui sia più bello vivere, e la Maratonina incarna perfettamente questo obiettivo».

INIZIATIVE SPECIALI – Per solennizzare la ricorrenza del 25° l’Associazione Maratonina Udinese, promotrice della manifestazione, ha invitato alla partenza tutti i vincitori della gara dalla prima edizione, nel 2000, a quella dello scorso anno; presente in conferenza stampa Ruggero Pertile, unico italiano ad aver vinto, nel 2014, la mezza udinese, dove ha raggiunto il personal best di 1h04’48”. Un’ulteriore iniziativa studiata per la circostanza riguarda il maestro Giorgio Celiberti, che al debutto dell’avventura della Maratonina aveva ideato la medaglia della stessa, sulla quale era riprodotta l’immagine di una colomba, simbolo di pace associato agli importanti valori trasmessi universalmente dallo sport. Quell’effige era stata riprodotta sia sulle magliette della Maratonina Città di Udine che, appunto, sulle medaglie fino al 2012: quest’anno, a celebrazione del quarto di secolo della competizione, al maestro sarà consegnato un riconoscimento nel corso delle premiazioni della mezza, nella tarda mattinata di domenica 21 settembre. Inoltre, per volontà del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, saranno premiati con due targhe speciali l’atleta donna e l’atleta uomo friulani provenienti da più lontano.

PROGRAMMA – Il primo appuntamento, il giorno 18 appunto (alle ore 18), offrirà l’opportunità di incontrare e ascoltare Lorenzo Barone, esploratore umbro da sempre amante delle sfide: ha attraversato la Siberia in bici, d’inverno, ha pedalato dal Sudafrica a Capo Nord, si è mosso per centinaia di chilometri nelle terre polari trainando una slitta con tutto l’indispensabile per sopravvivere. “Avventure senza confini”, questo il titolo dell’appuntamento, sarà accolto dallo Show Rondò del Città Fiera di Torreano di Martignacco.
Venerdì 19 settembre sarà poi la volta, come detto, della Salita del Castello Autotorino, giunta alla quinta edizione: la sfida degli atleti sulla ripidissima rampa che porta in cima al colle di Udine inizierà alle 18.30. Quattrocento metri a tutta velocità, in una prova di bravura che regala sempre forti emozioni. All’indomani, sabato 20, si comincerà alle 16 con la Minirun Conad, gara ludico-motoria riservata ai più piccoli su un percorso di circa 1 km nel cuore di Udine; seguirà, alle 16.45 (sullo stesso itinerario), la corsa in compagnia degli amici a quattro zampe, le cui premiazioni sono in scaletta per le 17.15; a catena avverranno quelle della Minirun, sul palco di Piazza Libertà.
Lo start della Maratonina, domenica 21 settembre, è previsto per le 9.30 in piazza I Maggio, mentre l’arrivo avverrà in via Vittorio Veneto. La StraUdine – Città Fiera Mega Inter Sport, prova amatoriale sulla distanza dei 10 km, aperta a tutti e inserita, quest’anno, nel percorso Fiasp, inizierà alle 10.35, sempre da piazza I Maggio (e con arrivo, a sua volta, in via Vittorio Veneto). Le premiazioni inizieranno alle 11.45. Per volontà del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop saranno premiati con 2 targhe speciali, nella Maratonina competitiva, l’atleta donna e l’atleta uomo friulani provenienti da più lontano.

PERCORSO DI GARA – L’itinerario di gara sarà lo stesso del 2024: il velocissimo percorso su cui si confronteranno gli atleti si sviluppa interamente sul territorio comunale di Udine. I corridori partiranno da viale della Vittoria, attraverseranno piazza I Maggio (in senso nord-sud, costeggiando il colle) e imboccheranno poi via Treppo, proseguendo per via Caneva, viale Trieste, piazzale D’Annunzio, via Gorghi, via Savorgnana, via Cavour, piazza della Libertà, via Manin. Ci sarà a quel punto un secondo passaggio su piazza I Maggio, per puntare quindi su piazzale Osoppo; da via Volontari della Libertà si andrà verso piazzale Chiavris, e da lì i corridori si dirigeranno verso la rotatoria di via Cotonificio. Fra le tappe successive i piazzali XXVI Luglio, Cella, Unità d’Italia, della Repubblica, Oberdan, Del Din; si arriverà infine in Largo delle Grazie: l’ultimo tratto toccherà ancora piazza I Maggio, piazza Patriarcato e via Piave, per tagliare il traguardo in via Vittorio Veneto.

TOP RUNNERS – Fra i top runners spiccano i nomi del keniano Rodgers Maiyo e dell’emergente Vincent Momanyi, a sua volta dal Kenya, così come Alex Ngeywo, atleta dal potenziale eccellente, che a Udine potrebbe avvicinare il tempo di un’ora. Tra le donne l’attenzione è focalizzata sulla 23enne Rahel Daniel (Eritrea), quinta sui 10 mila metri ai Mondiali di atletica Eugene 2022, con il tempo di 30’12”15, e vincitrice in Italia del Campaccio 2023; forte attesa anche per le prestazioni di Bethelem Tenaw (Etiopia) e della 24enne ruandese Florence Niynkururu, annunciata in grande condizione.

ISCRIZIONI – Per le gare non competitive le iscrizioni possono essere effettuate nelle casette allestite in via Mercato Vecchio, fin dai giorni di Friuli Doc. Il ritiro dei pettorali e dei pacchi gara sarà possibile sabato 20 settembre dalle 9 alle 20 e domenica 21 dalle 7.30 alle 8.45 nel gazebo di piazza Libertà. Per i gruppi il ritiro andrà effettuato da un incaricato della società in un’unica soluzione. Gli spogliatoi per gli atleti e per il deposito sacche saranno allestiti in piazza Duomo.

VIABILITÀ E PARCHEGGI – Sono consigliati per la sosta il parcheggio Moretti, tutte le strade limitrofe e viale Trieste. Piazza I Maggio sarà chiusa dalla mezzanotte del 20 settembre alle 12.30 del giorno successivo; viale della Vittoria e via Manin saranno interdette alla circolazione dalle 6 fino alle 12.30 del 21 settembre, mentre piazza Patriarcato e viale Trieste (corsia ovest, verso piazzale D’Annunzio) non si potranno percorrere dalle 9 alle 12.30. Le altre strade toccate dal passaggio degli atleti saranno off limits soltanto per il tempo strettamente necessario al transito dei corridori.

La Maratonina Città di Udine è resa possibile dal sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Comune di Udine, Comune di Tavagnacco, Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Udine Esposizioni, Protezione Civile Regionale, Terzo Reggimento Genio Guastatori, Confartigianato Imprese Udine, Lions Club Udine Duomo, Federazione Italiana Atletica Leggera, Centro Nazionale Sportivo Libertas, Associazione Nazionale Alpini – sezione di Udine, APD Libertas Grions e Remanzacco, ASD Keep Moving, ASD Maratona Città del Vino, Gruppo Aquile Friulane, ARI – Associazione RadioAmatori Italiani, Federazione Italiana Club Unesco; sono partner dell’evento il Gruppo Cassa Centrale, main sponsor, Banca 360 – PrimaCassa – Cassa Rurale FVG e SKB, Gruppo Conad, Gruppo Autotorino Concessionarie, Itas Group Assicurazioni, Città Fiera e Mega Inter Sport Martignacco, IEMO – Istituto europeo di Microchirurgia oculare, Goccia di Carnia, Arriva Italia Autotrasporti, FUC – Ferrovie Udine Cividale, Udine Mercati, CAFC SpA, Trudi, Villacher Bier, Idea Srl di Tavagnacco, Iacuzzo Gomme Codroipo, Ca’ D’Oro, Astoria Hotel Italia e Hotel Friuli di Udine, Hotel Posta di Forni di Sopra, Cicli Granzon Udine e Monfalcone, Le Tre Rose di Orgnano, Corpo Vigili Notturni, Delser Quality Food, La Cricca vini di Prepotto, Sandrigo Ingross, Sintetica sist. Informatici di Udine, Mirodata Trieste, EPS Italia di Tavagnacco, NET Azienda Pulita, Officine FVG – Campoformido.

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In copertina e qui sopra due momenti della partenza della Maratonina 2024; all’interno, immagini della presentazione a Udine alla quale è intervenuto anche l’assessore regionale allo sport Mario Anzil.

A Pozzuolo questa sera ritorna in scena “Turandot”. Gli elogi a Operaprima-Wien della Regione Fvg con le parole di Anzil: questa è davvero una cultura partecipata

(g.l.) Secondo appuntamento questa sera, 31 agosto, con il belcanto a Pozzuolo del Friuli, dove alle 20, nella magnifica cornice di villa Gradenigo Sabbatini, andrà in scena la prima replica di “Turandot”, la famosa opera di Giacomo Puccini che Operaprima-Wien, con la direzione artistica e musicale del maestro Tiziano Duca, ha presentato con grande successo venerdì sera, presente un foltissimo pubblico. Alla rappresentazione del debutto, salvata fortunatamente dal maltempo incombente, aveva partecipato anche il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nonché assessore con delega alla Cultura, Mario Anzil, il quale ha avuto espressioni di particolare compiacimento per la bellissima iniziativa della “cittadella dell’opera”, giunta alla sua ottava, fortunata edizione.
«È una serata storica per la comunità di Pozzuolo e anche per il Friuli – ha detto infatti l’esponente della Giunta Fedriga -, perché questo progetto è un’opera corale, non solo nel senso musicale del termine, ma anche sociale e culturale: si tratta di un esperimento di cultura partecipata assolutamente in linea con la visione della Regione, che la considera non solo un insieme di nozioni acquisite sui libri, ma soprattutto una personale e soggettiva rielaborazione di esperienze vissute». Come detto, si tratta di un importante e impegnativo programma culturale che si ripete da otto anni e che in questa nuova occasione ha messo in scena di uno dei capolavori del Genio di Torre del Lago nella villa messa a disposizione dall’Ersa per le date, appunto, di venerdì scorso, oggi e martedì 2 settembre, quando è in programma la seconda e ultima replica. L’avvocato Anzil ha sottolineato anche la valenza di ampio respiro dell’iniziativa, rimarcando la collaborazione con associazioni e istituti di formazione del territorio ai quali quest’anno si è aggiunto l’Enaip, incaricato di trasformare queste esperienze in una concreta opportunità di formazione per i giovani: sono attivi laboratori su scenografia, realizzazione dei costumi e delle scene.
Ricordiamo, infine, che il direttore artistico di Operaprima-Wien, Tiziano Duca, ha coordinato ben 310 persone tra cast, musicisti dell’orchestra, coristi, componenti della Filarmonica di Pozzuolo, voci bianche, comparse e volontari. Il cast, invece, è formato dal soprano Natasa Katai, dal tenore Gustavo Porta, dal soprano Gesua Gallifoco, dal basso Diego Maffezzoni, dal tenore Alexander Gallee, dal basso-baritono Giovanni Romeo, nonché dai tenori Sinisa Radin e Mladen Prodan. E ieri sera è stato fornito un “assaggio” con voci e pianoforte al Palamostre di Udine, dando appuntamento, dunque, a oggi per la seconda serata con “Turandot”. E sarà una gran bella serata perché le previsioni meteo sono, finalmente, ottime!

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Mario Anzil venerdì sera a Pozzuolo alla prima dell’opera “Turandot”.

(Foto Regione Fvg)

Una grande festa per i 150 anni dell’Associazione Sportiva Udinese con Premio alla carriera a Roberto Piraino maestro di altruismo e umanità

È stata una serata all’insegna delle emozioni, quella che ha aperto i festeggiamenti per i 150 anni dell’Associazione Sportiva Udinese. Il PalaPrexta, sede della polisportiva, ha ospitato i rappresentanti delle istituzioni, di quelle politiche e sportive, locali e nazionali, che coralmente hanno sottolineato l’importanza che Asu ha ricoperto e continua a rivestire, per il tessuto cittadino e regionale, ma non solo. Un attestato di stima è emerso dalle parole degli intervenuti, ma resa tangibile anche da alcune targhe che i vertici dell’Associazione hanno ricevuto in dono dal presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga; dal presidente del Consiglio Regionale Fvg, Mauro Bordin e dal presidente del Coni Fvg, Giorgio Brandolin.
Una serata che si è aperta con lo spettacolo teatrale curato da Ana-Thema Teatro e dedicato alla storia dell’Asu, di cui sono stati omaggiati anche i tesserati, in sei repliche (tutte sold out) che si sono tenute nei giorni successivi. Terminata la rappresentazione, fra le sale della palestra, il commento è stato unanime: emozionante. Così come lo è stato vedere il professor Pietro Enrico Di Prampero, nipote di uno dei fondatori di Asu, al termine del monologo con cui è stato presentato il nonno, avvicinarsi per ringraziare l’attore che, come in un viaggio nel tempo, lo ha riportato qui, un secolo e mezzo dopo.
Un fil rouge, quello delle emozioni, che ha accompagnato anche la cena, di intervento in intervento, e in particolare con la premiazione del maestro Roberto Piraino, omaggiato (a sorpresa) di un premio alla carriera: “per aver insegnato, con altruismo e umanità non comuni i valori dello Sport e del Vivere sociale, piantando il seme dell’etica sportiva a numerose generazioni di Atleti”. Figura storica dell’Asu, Piraino ha infatti cresciuto intere generazioni di schermidori.


Una serata speciale in cui non solo si è ricordato il passato di Asu, ma nella quale si sono tracciate anche le direttrici del suo futuro, accompagnati dalle immagini di Ranofilms che ha presentato il video celebrativo. Nell’occasione, è stato lanciato anche il logo per il 150° che riporta il payoff: “Audere, Superare, Unire” (l’acronimo è proprio Asu). Una scelta, quella del latino, per richiamare il passato, ma che, nei suoi contenuti guarda invece al futuro. Audere, ovvero osare, perché è necessario farlo sempre per migliorarsi; Superare, le proprie aspettative, alzando l’asticella dei risultati, non solo tecnici, ma anche organizzativi e programmatici; Unire, ovvero ciò che lo sport fa per antonomasia, lo sport è il primo motore di aggregazione sociale.
«È stato un evento perfettamente riuscito – hanno commentato a caldo il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta, e il direttore generale, Nicola Di Benedetto -, anche grazie alla partecipazione delle Federazioni e degli Enti di Promozione Sportiva, e soprattutto delle autorità politiche che sono intervenute numerose, sia attivamente, con i loro discorsi, sia condividendo gioiosamente con noi questa serata di comunità, alla quale erano presenti anche i collaboratori. A coloro che sono arrivati da fuori, abbiamo trasmesso un’immagine di regione organizzata dal punto di vista programmatico e progettuale, evidenziando la stretta sinergia fra istituzioni, motore fondamentale per guardare al domani», hanno rimarcato, chiudendo con un particolare ringraziamento alle studentesse e agli studenti dell’Istituto Bonaldo Stringher di Udine, oltre che ai loro insegnanti e al dirigente: «Le ragazze e i ragazzi che si sono occupati dell’accoglienza e della sala sono stati bravissimi, preparati ed educati. Un plauso a loro e a chi, tutti i giorni, li accompagna in questo percorso di crescita professionale».

Dopo i saluti dei vertici di Asu, che hanno parlato di passato e futuro, è intervenuto il presidente Fedriga che ha ricordato: «L’Associazione sportiva udinese rappresenta un esempio di come la passione e l’impegno possano trasformare una realtà locale in un punto di riferimento nazionale e internazionale, ma soprattutto è una realtà capace di generare senso della comunità. Attraverso una serie molto ampia di attività rivolte a tutte le età e collaborazioni che mettono al centro l’inclusione, l’Asu dimostra infatti che lo sport è un veicolo di coesione sociale». Mentre il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha sottolineato che «Asu è stata e continua a essere un esempio di come lo sport possa unire generazioni, educare ai valori e contribuire alla crescita armoniosa della nostra comunità. Siamo orgogliosi di essere ai vertici in Italia, assieme alla nostra provincia, per la qualità e la quantità di impianti sportivi, e questo riflette la profonda cultura sportiva che ci contraddistingue. Questo primato ci rende consapevoli dell’importanza di continuare a investire nello sport».
“L’Asu è un orgoglio per tutto il Fvg, non solo per i successi ottenuti, ma per la capacità di promuovere i valori dell’inclusione e della crescita personale”, ha commentato il presidente del Cr Fvg, sottolineando: “Mi ha particolarmente colpito l’impegno dell’Asu nel coinvolgimento dei giovani e delle persone con disabilità, dimostrando che lo sport è davvero per tutti. Questa straordinaria realtà rappresenta un patrimonio di cui dobbiamo andare fieri e che dobbiamo sostenere, affinché possa continuare a ispirare e a formare anche le generazioni future». Il vicegovernatore Mario Anzil ha, invece, osservato che «l’Asu è da oltre un secolo e mezzo un punto di riferimento in ambito sportivo per la città di Udine e l’intero Friuli Venezia Giulia ed oggi è anche un partner tra i più affidabili per l’amministrazione regionale. Una realtà che consente a centinaia di ragazzi di praticare le più disparate discipline sportive».
Esprimendo gratitudine e riconoscimento all’attività della polisportiva, l’onorevole Walter Rizzetto ha quindi portato i saluti del ministro Abodi, affermando: “Raramente ho visitato una struttura così funzionale e proiettata verso il futuro”. «Avete passato momenti anche drammatici e siete qui, oggi, fra le più grandi ed encomiabili realtà dello sport del nostro Paese. Siete una palestra di vita importante», ha aggiunto il parlamentare friulano.

Francesco Proietti, presidente di Csen, complimentandosi per l’organizzazione, ha poi sottolineato: «Questa sera abbiamo arte, storia, cultura, sport, tutto insieme. Siete un modello di comportamento sul territorio che può essere lo schema per risolvere tutta una serie di questioni nello sport nazionale. Le attività che Asu fa con Csen mi rendono orgoglioso e sono di ispirazione per andare avanti con certi progetti, in particolare con lo Sport inclusivo, sulla formazione dei tecnici per la disabilità, da cui prenderò spunto».
Valter Peroni, vicepresidente vicario della Federazione Ginnastica d’Italia, portando i saluti del presidente federale, Gherardo Tecchi, impossibilitato a essere presente, ha quindi ricordato: «È la prima volta che vengo in Asu e mi ha stupito sia per l’impianto che per la voglia di lavorare, oltre che per le iniziative che porta avanti. È diventata un’impresa e mi complimento con il presidente e il direttore, perché non è facile. Come non lo è condurre una società che ha raggiunto il traguardo dei 150 anni».
Giorgio Brandolin, presidente del Coni Fvg, ha portato invece i complimenti e i ringraziamenti da parte dell’intero mondo sportivo della regione. «Ho sempre trovato in voi quella professionalità che è indispensabile oggi. In questi 12 anni ho lavorato proprio per far capire l’importanza di avere persone professionalmente competenti e preparate. Ce lo chiedono le famiglie, le ragazze e i ragazzi, le istituzioni. Il Fvg è un’isola felice per tanti motivi, ma soprattutto per come è organizzato il mondo dello sport, com’è vicino al mondo della Amministrazioni e di conseguenza all’intera comunità. Se vogliamo fare del bene a questa comunità è evidente che noi dobbiamo essere il più professionali possibili. E voi siete un esempio di questo».
Maurizio Randazzo, vicepresidente vicario della Federazione Italiana Scherma, ha poi chiuso gli interventi sottolineando: «È un privilegio essere qui per un traguardo che rappresenta un motivo d’orgoglio per tutta la scherma italiana. Un grande plauso a tutti i protagonisti che hanno contribuito a rendere l’Asu tra le più longeve e prestigiose del panorama nazionale, tanto da essersi già vista riconoscere la Stella d’Oro e il Collare d’Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza del Coni per una società italiana. Un pensiero particolare va a tutti i dirigenti, che con il loro impegno mettono gli atleti in condizione di esprimersi al meglio».

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In copertina, Massimiliano Fedriga in visita alla mostra con il direttore Nicola Di Benedetto; all’interno, la premiazione di Roberto Peraino, l’intervento del governatore Fvg e la premiazione del presidente Alessandro Nutta; la visita agli impianti sportivi e un momento della cerimonia per i 150 anni Asu.

(Foto Regione Fvg e Asu)

Tarcento, i bagliori del “Pignarûl Grant” e il 2025 prudente del Vecchio Venerando coronano un’Epifania tutta da ricordare

(g.l.) Alla fine la pioggia, pure abbondante, è arrivata, ma fortunatamente quando le fiamme del “Pignarûl Grant” si erano pressoché esaurite. Così, ieri sera, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del “Cjstielat”, il maniero dei Frangipane, Tarcento ha potuto rinnovare la tradizione del falò epifanico più atteso del Friuli, proprio perché a questo è attribuita una sorta di responso “ufficiale” su come sarà l’annata cominciata da appena una settimana. E il Vecchio Venerando – sempre interpretato con zelo e passione da Giordano Marsiglio – ha “letto” dalla direzione del fumo che si è levato dalla maxi-pira ardente le previsioni per il 2025: la colonna biancastra si è subito indirizzata verso sud, segno che non dobbiamo aspettarci grandi cose dal nuovo anno, che peraltro ne lascia alle spalle uno bisestile: d’altra parte, le difficoltà, in generale, di questo momento storico sono sotto gli occhi di tutti e il saggio della tradizione non ha fatto altro che confermarle. Tuttavia, sarebbe stato molto peggio se il fumo si fosse diretto a ponente. “Se el fum al va a soreli a mont, cjape su el sac e va pal mont” (se il fumo va a ponente, prendi il sacco e va a cercare fortuna nel mondo, in altre parole: emigra!). Fortunatamente, non è andata così. Ma il fumo non è andato neppure a “soreli jevat”, per cui “cjape su el sac e va a marcjat” (fumo a oriente: vai al mercato, annata tutta ok). Come dire, dunque, 365 giorni in salita che vanno affrontati con intelligenza e oculatezza, come ha messo in guarda lo stesso “Vecjo Venerant”.

«L’aspetto straordinario di questa tradizione è che esiste un legame labile con il mondo contadino, a cui tutti apparteniamo, con la terra, con il ritmo delle stagioni, con le fasi lunari: non dobbiamo rescindere questo legame, ma conservare questa tradizione», ha commentato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil – accompagnato dal consigliere Edy Morandini – a margine dell’accensione del “Pignarûl Grant di Cuje”, tributando «complimenti a tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di una meravigliosa serata nella Perla del Friuli, che ha superato anche previsioni meteo non favorevoli». «Le suggestive parole del Venerando ci invitano – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – a conservare e valorizzare quello che già abbiamo: è un concetto in linea con la bellezza delle nostre tradizioni. Che sia un insegnamento per tutti: dobbiamo guardare al passato, da dove veniamo, e con questa consapevolezza guardare al futuro e impegnarci ogni giorno ad aiutare gli altri. Siamo oltremodo grati per questo messaggio di saggezza al Venerando».
Il falò di Coia ha, quindi, concluso tre giorni magnifici – anche perché assistiti dal bel tempo – che Tarcento ha vissuto nel segno della tradizione più sentita e genuina. E che erano cominciati sabato con la cerimonia della consegna del 70° Premio Epifania, accompagnata dalla nuova edizione della bellissima rivista “Il Pignarûl”, curata pressoché da sempre dal professor Luigi Di Lenardo, sindaco emerito di Tarcento; erano, poi, proseguiti domenica con il combattuto e sempre spettacolare “Palio dei pignarulârs”, la corsa dei carri infuocati in viale Marinelli, vinto per la terza volta dalla frazione di Sedilis. Ed erano culminati ieri mattina con la Messa solenne dell’Epifania, celebrata per la prima volta in Duomo dal nuovo arciprete, monsignor Luca Calligaro. Per cui ora, sceso il sipario su questa 97ma edizione della festa post-natalizia, tutta da ricordare per la Pro Loco di Nazareno Orsini, l’arrivederci è ovviamente al prossimo anno, a una nuova Epifania da vivere con l’intensità che i tarcentini, e non solo, dimostrano sempre.

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In copertina, l’assessore regionale Mario Anzil con il Vecchio Venerando (Giordano Marsiglio); all’interno, altre immagini colte dinanzi al “Pignarûl Grant” di Coia.

(Foto Regione Fvg – R. Dussi e Pro Tarcento)

Magnano, Lunario in “marilenghe” nel Castello di Prampero rinato dopo il sisma e che festeggia mille anni di storia

«I castelli di cui il Friuli Venezia Giulia è ricco rappresentano un patrimonio straordinario e affascinante che va conservato e valorizzato, ringraziando i proprietari che come il conte di Prampero e la sua consorte ne hanno cura e li rendono accessibili al pubblico per eventi come quello odierno». Così si è espresso il vicegovernatore della Regione Fvg, Mario Anzil, in occasione della presentazione del Lunario 2025 in “marilenghe” al Castello di Prampero a Magnano in Riviera, in occasione dei mille anni di storia del maniero rinato dopo le distruzioni causate dai terremoti del 1976.

Pietro Enrico di Prampero


«I lunari – ha detto l’assessore regionale alla Cultura – costituiscono una bella tradizione friulana: erano di grande aiuto agli agricoltori e conservano ancora oggi un valore come fonte di informazioni di utilità quotidiana e di ricordi storici». Anzil ha ricordato che l’Amministrazione Fedriga  «ha da poco aperto un bando per il recupero e la conservazione dei giardini storici e dell’architettura fortificata, per sostenere un patrimonio che era delle classi abbienti di un tempo e che oggi richiede un impegno di gestione molto faticoso. La valenza di questi beni – ha rilevato il vicegovernatore – non è solo storico culturale ma anche turistica all’interno di una regione che Ippolito Nievo definì “piccolo compendio dell’universo” per quante bellezze e ricchezze assomma nello spazio di brevi distanze».
All’evento, accanto al proprietario del Castello, Pietro Enrico di Prampero, sono intervenute numerose autorità, tra cui il sindaco di Magnano, Carlo Michelizza.

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In copertina, una insolita inquadratura del Castello di Prampero rinato dopo i terremoti del 1976.

Le dolcissime note di “Madonnina del mare” hanno fatto da sfondo in Vaticano all’inaugurazione del grande Presepe realizzato da Grado in due anni di lavoro

di Giuseppe Longo

Le dolcissime note di “Madonnina del mare”, quelle che a Grado ogni domenica chiudono con un fragoroso applauso la Messa solenne nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, sono risuonate ieri sera, per la prima volta, anche in Piazza San Pietro, concludendo la cerimonia di inaugurazione del grande Presepe che l’Isola d’oro ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo, con una decina di giorni di frenetico lavoro, sotto l’obelisco e accanto al gigantesco Albero di Natale donato dalla trentina Ledro. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, responsabile del Governatorato del piccolo Stato, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale. Erano presenti le delegazioni provenienti dalla due città donatrici, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, oltre all’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, e quello di Trento, monsignor Lauro Tisi, tutti ricevuti nella mattinata in udienza dal Papa. Della folta delegazione isolana – arrivata nella Capitale con tre pullman – facevano parte anche l’arciprete Paolo Nutarelli, il sindaco Giuseppe Corbatto e il cavalier ufficiale Antonio Boemo, ideatore della riuscitissima iniziativa che ha anche coordinato la quarantina di volontari. Per la Regione Fvg c’erano il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

L’ambiente lagunare – Il Presepe di Grado è ambientato nella grande nella Laguna ricca di oltre un centinaio di “mote”, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un “casón”, la caratteristica costruzione di canne palustri che un tempo era abitata dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è, appunto, quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. L’ambiente proposto è ricco di tanti dettagli, anche con la vegetazione autoctona e l’avifauna locale. Tutto è stato costruito pazientemente a mano in mesi e mesi di certosino lavoro da parte dei tantissimi e generosi volontari: tutti professionisti, artigiani, maestri d’ascia, pescatori e naturalmente artisti per la realizzazione delle statue. Volontari in buona parte appartenenti a diverse associazioni isolane con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. In mondovisione, è stata svelata la grande struttura di quattordici metri per trenta che, per la prima volta nella piazza più importante della Cristianità riproduce l’ambiente lagunare con tanto di bacino contenente ben 35 metri cubi di acqua, isolotti, spiagge, casoni, tra cui quello che ospita la Sacra Famiglia. Fanno da sfondo fauna e flora tipici gradesi e imbarcazioni come la batela, a fondo piatto, che all’Epifania porterà i Re Magi a destinazione.

L’illustrazione di Antonio Boemo – Il cardinale Vergez Alzaga ha osservato che Presepe e Albero «aiutano a introdurci al Natale, a quella Nascita che ha sconvolto il mondo. Il Presepe racconta anche quanto accade nell’Isola del Sole dove, nel periodo natalizio, oltre cento presepi sono esposti. Conosco molto bene il Santuario di Barbana nel quale tante volte ci sono stato con amici». Al porporato, ha fatto eco l’arcivescovo Redaelli: «Questa è la fede di Grado che, con Aquileia, è antichissima sede patriarcale. Un Gesù che nasce in un casone povero come tante abitazioni oggi di poveri in tanti luoghi del mondo». Antonio Boemo ha quindi illustrato l’opera al folto pubblico, esprimendo un grazie ai numerosi volontari, agli artisti Lorenzo e Francesca Boemo, oltre che all’architetto Andrea de Walderstein. «La laguna riprodotta in questa Natività – ha spiegato il giornalista – riporta uno spaccato della vita del primo Novecento, quando gli isolotti erano abitati da centinaia di persone che vivevano in povertà soltanto di pesca. Anche le statue riprendono i colori della Laguna, della terra e della vegetazione. Sono stati due anni di lavoro con una squadra di quaranta persone, tutti professionisti e volontari. Questo è il Presepe della comunità di Grado». E ha concluso: «Questo è un Presepe che rappresenta la Laguna agli inizi del Novecento, ma anche la nostra comunità integralmente perché è stata un’opera di circa quaranta volontari di diverse associazioni. Questo è un sogno che è stato condiviso dai volontari e dalle proprie famiglie diventando il sogno della comunità di Grado e dell’intera regione». Festosi gli interventi della Banda cittadina di Grado, diretta dal maestro Nevio Listuzzi, che ha eseguito anche la tanto amata “Madonnina del mare”, integrandoli con quelli dei gruppi musicali di Ledro.

Il presidente del Consiglio Fvg – «Nel giro di pochi anni, il Friuli Venezia Giulia torna ad essere protagonista in Piazza San Pietro: prima con il presepe di Sutrio, ora con quello di Grado. I visitatori provenienti da ogni angolo del mondo avranno l’opportunità di ammirare una Natività che incarna la maestria e il talento degli artisti della nostra terra, autentici ambasciatori delle peculiarità del Friuli Venezia Giulia. Questo straordinario legame con la comunità regionale esprime sempre il principio ispiratore che guida i nostri artisti, capaci di distinguersi ovunque», ha detto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

E il vicegovernatore – «L’intero Friuli Venezia Giulia è orgoglioso per il meraviglioso presepe di Grado allestito in piazza San Pietro. Un’opera di grande bellezza che riesce a coniugare perfettamente la Natività con l’ambiente naturale della Laguna gradese e, attraverso un’attenta ricostruzione ricca di dettagli, trasporta idealmente una porzione della nostra regione nel cuore di Roma. Un lavoro impressionante per il quale dobbiamo ringraziare gli artisti, le associazioni coinvolte e tutti i volontari che hanno partecipato alla realizzazione del progetto e, ovviamente, il suo curatore Antonio Boemo», ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenuto in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga. E ha aggiunto: «La Regione è fiera di aver sostenuto questa magnifica iniziativa che dà lustro all’intero Friuli Venezia Giulia replicando il successo del presepe ligneo di Sutrio del 2022 e facendo conoscere in tutto il mondo la bravura degli artisti e degli artigiani del nostro territorio. Un successo che rappresenta il punto più alto del percorso avviato nell’Isola del sole con l’organizzazione di una delle più importanti rassegne presepiali della regione, che calamita ogni anno l’attenzione di moltissimi visitatori e appassionati. Oltre a essere motivo d’orgoglio per la nostra regione, il presepe di Grado in Vaticano è quindi anche una importante occasione di promozione della cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia. L’impegno, la tenacia, la professionalità, la maestria e la bravura di tutti coloro che hanno preso parte a questa straordinaria avventura provano tutta la forza di una comunità coesa e legata alle proprie tradizioni e ancora una volta dimostrano quanto poliedrica e ricca di particolarità ed eccellenze sia la nostra regione».

Fino al 12 gennaio – La meravigliosa opera realizzata dai volontari di Grado resterà in visione, assieme al grande abete del Trentino, fino a domenica 12 gennaio, dopo la solennità epifanica che conclude il lungo ciclo delle feste natalizie. E in questo mese saranno centinaia di migliaia le persone che potranno ammirarla giungendo alla Basilica di San Pietro, anche perché la Notte di Natale Papa Francesco aprirà la “Porta Santa” dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si protrarranno per tutto il 2025.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera in piazza San Pietro a Roma; tra i presenti, il presidente Mauro Bordin, il sindaco Giuseppe Corbatto, la Banda cittadina di Grado con il direttore Nevio Listuzzi, Antonio Boemo ideatore e coordinatore del grande Presepe.

(Foto Ottica Marocco Grado)

(Vatican Media)

Impianti sportivi a Tarcento, in arrivo 400 mila euro dalla Regione Fvg per ammodernare palazzetto e palestra

«Con le ulteriori risorse a disposizione con l’assestamento di bilancio estivo provvederemo a dare risposta ad alcune domande presentate da associazioni sportive di Tarcento che erano in graduatoria sui bandi per l’impiantistica sportiva: in particolare, il palazzetto di proprietà comunale in gestione alla Asd Csi Tarcento verrà finanziato con 200 mila euro e altrettanti 200 mila euro serviranno per gli interventi di manutenzione  alla palestra arti marziali in gestione al Judo Kuroki». Lo ha reso noto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega allo Sport, Mario Anzil, al termine del sopralluogo agli impianti assieme all’assessore allo Sport e Lavori pubblici del Comune pedemontano, Roberto Beltrame.
«La Regione deve un elogio all’Amministrazione comunale di Tarcento, e in particolare all’assessorato allo Sport e Lavori pubblici, per l’impegno dimostrato nella cura e nella manutenzione degli impianti sportivi e per l’attenzione a partecipare con efficacia ai bandi regionali: ho constatato oggi di persona durante il sopralluogo lo stato e posso confermare che finanzieremo le domande di contributo per manutenzione ordinaria delle strutture» ha assicurato Anzil, estendendo l’elogio anche alle associazioni sportive del Tarcentino «per la brillante gestione che è un patrimonio a supporto della crescita, della formazione e del benessere della comunità e del territorio».

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In copertina, l’assessore Mario Anzil durante la visita agli impianti sportivi.

Tarcento, il Festival dei Cuori al gran finale oggi a Gemona. L’assessore Anzil: offre un prezioso confronto d’identità

«Il “Festival dei Cuori” rappresenta una preziosa occasione di confronto fra identità, un’opportunità per avvicinarci a culture differenti. Valorizzare le proprie radici è importante, ma è altrettanto arricchente aprirsi alla conoscenza dell’altro. La cultura, in fondo, è proprio un confronto fra identità, capace di metterci in relazione con mondi vicini e lontani». Sono le parole del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Cultura e Sport, Mario Anzil, che ieri a Tarcento, nel parco Vivanda, ha partecipato alla serata di gala della 54ma edizione del “Festival dei Cuori”, la storica manifestazione folcloristica che promuove la cultura della pace, della solidarietà e della tolleranza, organizzata dal gruppo folcloristico “Chino Ermacora” con il sostegno del Comune di Tarcento e della Regione Fvg.

L’assessore Anzil con i gruppi ospiti…

Nato nel 1965 grazie al compianto Vittorio Gritti, il Festival porta ogni anno in terra friulana centinaia di giovani danzatori e musicisti provenienti da tutti i continenti, con l’obiettivo di fare incontrare differenti culture, lingue, usi e tradizioni. I gruppi che hanno partecipato all’evento, che si conclude oggi con la grande serata di Gemona , sono giunti dall’Isola di Pasqua (Cile), Italia, Kenya, Martinica, Perù e Serbia.
Anzil ha apprezzato la serata definendola «un’occasione per compiere un viaggio nel tempo e nello spazio» e ha espresso un apprezzamento per l’impegno profuso dagli organizzatori che «da oltre 50 anni consentono alla comunità di poter godere di uno spettacolo entusiasmante e, nel contempo, di conoscere più da vicino culture diverse».

… e con danzerine del “Chino Ermacora”.

Olimpiadi, la grande impresa a Parigi di Mara Navarria e Giulia Rizzi riempie la regione Fvg di emozione e orgoglio

«Questa della spada femminile a squadre resterà una delle imprese olimpiche più belle della scherma italiana e il fatto che due su quattro delle componenti della squadra siano del Friuli Venezia Giulia ci riempie tutti d’orgoglio». Lo ha detto ieri il vicegovernatore, Mario Anzil, all’arrivo allo scalo di Trieste Airport di Giulia Rizzi e Mara Navarria, le due atlete azzurre regionali vincitrici dell’oro a Parigi nella spada femminile a squadre. Come ha detto l’esponente della Giunta Fedriga, dopo aver accolto e salutato le due medaglie d’oro, le grandi imprese sportive creano sempre tensione ed emozione e per questo la vittoria all’ultimo punto della squadra italiana sulla Francia ha suscitato una grande gioia.
«Questo successo, meritato e indimenticabile, di due schermitrici regionali si somma alla soddisfazione di avere a queste Olimpiadi una delle delegazioni di atleti più numerose che rappresentano il lavoro di 2800 associazioni sportive operanti in Friuli Venezia Giulia, grazie anche al supporto dell’Amministrazione regionale che, tra le prime in Italia per consistenza di fondi, mette in campo delle risorse economiche importanti. Nello sport – ha concluso l’assessore regionale – non è necessario sempre vincere, ma quando questo avviene fa molto piacere ed è giusto festeggiare come oggi».
«Una vittoria emozionante e quindi bellissima che rende tutto il Friuli Venezia Giulia orgoglioso di due atlete che con il loro successo olimpionico hanno regalato all’Italia una splendida medaglia d’oro nella spada a squadre», lo aveva anticipato il giorno precedente il governatore Massimiliano Fedriga a commento della conquista del primo gradino del podio da parte delle azzurre di spada a squadre femminile, tra cui appunto le corregionali Giulia Rizzi e Mara Navarria. Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, «dietro a risultati come quello conseguito da Giulia e Mara, oltre al talento, c’è tanto lavoro e tanto sacrificio, oltre a un impegno che spesso coinvolge anche i familiari più stretti. Per questi motivi l’oro di oggi è anche una lezione per i giovani che si approcciano allo sport e alle sfide della vita».

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In copertina e qui sopra il vicegovernatore Anzil con Giulia Rizzi e Mara Navarria.

Giornata storica per la regione la visita del Papa a Trieste al quale Fedriga dona una preziosa copia della Bibbia di Gutenberg stampata a San Daniele

(g.l.) «La visita del Santo Padre a Trieste riempie d’orgoglio l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia. In ricordo di questo importante evento abbiamo voluto omaggiare il Pontefice con un’opera che simboleggia perfettamente lo spirito della nostra regione: una copia della Bibbia di Gutenberg, realizzata dallo Scriptorium Foroiuliense, stampata su carta fatta a mano. Un oggetto che rappresenta perfettamente la continua ricerca dell’innovazione e allo stesso tempo ci ricorda i valori cristiani alla base della nostra società». È quanto ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine della Messa celebrata ieri mattina da Papa Francesco in piazza dell’Unità d’Italia in chiusura degli eventi della cinquantesima edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Per la Giunta regionale erano presenti anche il vicegovernatore Mario Anzil e gli assessori Sebastiano Callari, Pierpaolo Roberti e Fabio Scoccimarro. Il Pontefice ha concelebrato il rito assieme al vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi, e ad altri prelati e sacerdoti in rappresentanza delle quattro Diocesi della regione.

«Oggi è una giornata storica per la nostra regione, grazie alla presenza, per la prima volta da quando è assurto al Soglio Pontificio, del Santo Padre a Trieste – ha detto il presidente della Giunta regionale -. Un evento che conclude due settimane durante le quali il Friuli Venezia Giulia è stato al centro dell’attenzione mondiale, con il G7 Istruzione e la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e la Settimana sociale dei cattolici».
A margine dell’intervento del Pontefice – che ha molto apprezzato il dono della preziosa Bibbia stampata a San Daniele del Friuli – il governatore ha sottolineato che «dobbiamo tutti interrogarci, anche come istituzioni, sui concetti di democrazia e partecipazione, perché la scarsa partecipazione al voto è un segnale di indebolimento della democrazia. Dobbiamo quindi cogliere l’appello del Santo Padre a lavorare insieme, nel rispetto di posizioni differenti, per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica. Se da una parte la scelta dei propri rappresentanti è fondamentale per la democrazia, dall’altra l’obbligo di rappresentanza comporta serietà e lealtà verso il mandato ricevuto».

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In copertina, Papa Francesco accolto dal governatore Massimiliano Fedriga al suo arrivo in elicottero a Trieste; all’interno, la Messa in piazza Unità d’Italia, il dono della copia della Bibbia di Gutenberg e altri momenti della visita del Pontefice.