Prin Plan, un racconto audiovisivo del Friuli che con l’Aclif promuove la cultura e l’uso della “marilenghe”

L’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha lanciato una nuova iniziativa digitale per valorizzare e promuovere la “marilenghe” e la cultura del Friuli. Sul sito www.aclif.it, sul canale YouTube Aclif Cultura e sui propri spazi social ha pubblicato una serie di video dal titolo “Prin Plan”, realizzati interamente in lingua friulana dal Grup Comunicazion Lenghe Furlane – composto da Claudia Brunetta, Daniele Crosara, Jonathan Feruglio ed Eros Marcuz – che ora sono a disposizione di tutti.


I filmati offrono un affascinante viaggio alla scoperta del territorio friulano, dei suoi borghi caratteristici, delle aree naturalistiche e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Attraverso immagini suggestive e narrazioni coinvolgenti, i video permettono di immergersi completamente nella cultura e nelle tradizioni della regione. Solo per fare degli esempi: se a Casarsa si parla ovviamente di Pier Paolo Pasolini, a Zuglio spazio all’area archeologica. Se a Cavazzo si vanno a scoprire le attività sportive sul lago a Santa Marizza di Varmo ecco la figura Elio Bartolini e così via. In totale sono 28 i video girati in altrettante località friulane.
“Con questa iniziativa vogliamo avvicinare sempre più persone alla lingua friulana e far conoscere le ricchezze culturali del nostro territorio – ha spiegato Daniele Sergon, presidente dell’Aclif e sindaco di Capriva del Friuli -. I video sono uno strumento efficace e diretto per promuovere la nostra identità e per far sì che il friulano continui a essere vivo, parlato e trasmesso alle nuove generazioni. Averli messi a disposizione sulle principali piattaforme web aiuterà a diffondere questi prodotti audiovisivi davvero ben fatti: un vero e proprio racconto a più voci sulle eccellenze del Friûl. Tale progetto era già andato in onda sui canali Rai, e questo per ricordare la nostra ferma volontà di maggiore presenza del friulano nella Tv di Stato: c’è ancora margine per aumentare le ore di programmazione in friulano a budget esistente, magari per un telegiornale breve in marilenghe, come da tempo chiediamo tutti uniti come Comuni friulanofoni”.
L’Aclif, che riunisce 148 Comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto dove è presente una comunità friulanofona, si impegna nella tutela e nella valorizzazione della lingua friulana. Con questa nuova iniziativa, l’Assemblea conferma il suo ruolo tra i soggetti di riferimento per la promozione della cultura friulana a livello regionale e nazionale.

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In copertina, la bandiera del Friuli storico; all’interno, Daniele Sergon presidente Aclif.

A Povoletto debutta l’inedito festival sul tema del doppio: quattro gli eventi

S’intitola “Dos doi due in uno”: è un inedito festival – al via venerdì 20 settembre a villa Mangilli Schubert, a Marsure di Povoletto – sul tema del doppio, che verrà scandagliato prendendo le mosse dalla cultura popolare. A cura del Teatro del Silenzio Aps e di Valentina Del Toso, la rassegna è stata finanziata nell’ambito del progetto europeo Primis Plus – mirato a potenziare il turismo culturale, valorizzando i luoghi friulani della cultura, appunto, e la marilenghe – e si strutturerà in quattro appuntamenti, fino al 12 ottobre.
«Partiremo dalla cultura popolare – conferma Sansevero – per proporre una visione della vita e dell’arte che aspira a eludere i dogmi, uno stile di pensiero e di vita non basato sul conflitto bensì sulla compresenza di posizioni diverse, che produce arricchimento e rinnovamento. Questo ciclo di eventi darà vita ad un nuovo modo di fare cultura in Friuli: l’auspicio è che con l’appoggio del Comune di Povoletto si possa rendere villa Mangilli Schubert, situata in una posizione strategica e ricca di spazi suggestivi, un fulcro per lo scambio di idee e valori contro il grande nemico, il pensiero unidirezionale». Il tema sarà introdotto e presentato dal punto di vista psicanalitico e filosofico il 20 settembre appunto, alle 21, con una “Conferenza sul doppio”, in programma nel salone della nobile dimora. Interverranno la psicoterapeuta Giuseppina Guarino, il filosofo Damiano Cantone e l’autrice e attrice Federica Sansevero, che proporrà una panoramica sugli spettacoli in cartellone. La serata sarà arricchita da contributi musicali affidati al violoncellista Mariano Bulligan.
Il festival entrerà poi nel vivo sabato 5 ottobre – alle 21, nel folador della villa – con lo spettacolo teatrale “Doppia Visione”, di e con Federica Sansevero e Agata Garbuio e con i musicisti Elias Faccio, al sax, e Alessandro Scolz, al pianoforte. Il pubblico sarà guidato a scoprire come la lettura dell’archetipo della Grande Dea come una “dea della completezza” abbia influenzato la vita dei poeti Sylvia Plath e Ted Hughes. Il testo si basa anche sui contenuti degli studi della sociologa americana Riane Eisler, che l’Università di Udine traduce e distribuisce e il cui pensiero ha ispirato il master “Poesia e sapienza”, incentrato sulle radici culturali del pensiero magico e su nuovi tipi di relazioni umane.
Sabato 12 ottobre, invece (alla stessa ora, valida anche per l’appuntamento successivo), serata – a cura di Valentina Del Toso – sullo scrittore Sergio Maldini: sono previste letture della giovane attrice Serena Costalunga, che sarà accompagnata dall’arpa di Beatrice Tagliapietra e dal violino di Marianna Bouzhar. Il 19 ottobre, infine, nella sala del fogolar il ciclo si chiuderà con lo spettacolo-conferenza con musica dal vivo “PPP: doppia prospettiva” , di e con Sansevero, che avanza due potenti ipotesi sulla morte di Pasolini. Tutti gli incontri sono a numero chiuso, con obbligo di prenotazione a federicasansevero@gmail.com

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In copertina, l’attrice Federica Sansevero protagonista del Festival.

Il friulano (anche nella variante di Nimis) con Dj Tubet va in onda sulla Tv austriaca

di Mariarosa Rigotti

La lingua friulana, anche nella variante di Nimis, grazie a Dj Tubet è stata applaudita protagonista in un recente programma della Tv austriaca: si tratta del documentario intitolato “La diversità linguistica nella regione alpino-adriatica” (Sprachenvielfalt im Alpen-Adria-Raum” ) proposto sul canale della televisione pubblica Orf 2, prodotto dalla sede di Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia, e curato da Iris Hofmeister. Un lavoro che ha focalizzato l’attenzione anche sull’uso della “marilenghe” in Friuli e a Udine in particolare.

Una ricca carrellata sui Paesi contermini in questo documentario che ha dedicato la parte finale proprio alla lingua friulana, rilevata in molti aspetti della vita quotidiana quali: istituzioni, cartellonistica, media, editoria e musica. Così, a rappresentare la “marilenghe” ci sono William Cisilino (direttore dell’Agenzia regionale per la lingua friulana), Roberto Buttus (artigiano esperto di produzione e riparazione di strumenti a fiato a San Vito al Torre) e appunto il nimense Dj Tubet – al secolo Mauro Tubetti – con il suo rap friulano. E a tale proposito va sottolineato che la decisione dell’Orf di inserire un segmento dedicato alla lingua friulana nasce dall’interesse per il progetto didattico “Un glimuç di peraulis”, condotto nel 2023 dal Museo etnografico del Friuli con l’ufficio per la lingua friulana del Comune di Udine, che vedeva protagonista proprio il rapper ed educatore di Nimis. Va aggiunto che nel documentario di Orf 2 ci sono anche Daria Miani e Federica Angeli di “Maman”, la nota trasmissione per l’infanzia che va in onda su Telefriuli; Stefania Garlatti-Costa, consigliere delegato a identità friulana e plurilinguismo del Comune di Udine; i periodici “La Patrie dal Friûl” e “La Vôs dai Furlans”, All’Allegria, famosa osteria di via Grazzano, a Udine, oltre a scorci del capoluogo friulano e dei fiumi Tagliamento e Fella. Va anche ricordato che le riprese udinesi sono state girate nella primavera scorsa al Museo etnografico del Friuli, grazie alla collaborazione tra Orf, Civici Musei e il citato l’Ufficio per la Lingua Friulana della città capoluogo.


Questa produzione dell’Orf Landesstudio Kärnten ha avuto l’obiettivo «mettere al centro le esperienze delle persone che vivono all’incrocio di tre culture e che apprezzano i vantaggi di questa vicinanza multiculturale». Cosi, con la telecamera, Iris Hofmeister «visita persone che, per vari motivi, hanno trovato una “nuova” casa nelle regioni vicine e che condividono le loro esperienze. Per molti, il plurilinguismo è parte della vita quotidiana, indipendentemente dalle loro radici linguistiche e culturali. La lingua unisce, muove e apre nuove opportunità in un mondo del lavoro senza confini».
Il documentario ha avuto anche lo scopo di esplorare «come la lingua dell’amore porti alcuni a stabilirsi altrove e a fondare una famiglia, mentre la lingua dei ricordi rende indimenticabili le vacanze d’infanzia al mare. La lingua delle tradizioni facilita la trasmissione culturale». E «anche dal punto di vista culinario, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole».
Infine, una sottolineatura legata al contemporaneo: «La regione dell’Alpe Adria ha una storia comune ricca e non sempre pacifica, ma le crisi attuali in altri Paesi fanno emergere l’importanza della non violenza per una “regione di pace Alpe-Adria” come proposto dagli scienziati». Anche dal punto di vista gastronomico, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole. Da aggiungere che il documentario è disponibile online su Orf On al link: https://on.orf.at/video/14237294/unterwegs-beim-nachbarn-sprachenvielfalt-im-alpen-adria-raum

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In copertina, Dj Tubet durante la registrazione; all’interno, altre immagini delle riprese avvenute a Udine.

Nimis, grande successo per La Beorcje con Molière che ritornerà in ottobre. Ma già in giugno trasferta a Sevegliano

di Giuseppe Longo

A Nimis piace così tanto il teatro amatoriale in “marilenghe” che dopo due rappresentazioni primaverili dello stesso lavoro ce ne sarà una terza in autunno, come era già avvenuto l’anno scorso per “Colps di tamon”. Il libero adattamento della famosissima commedia di Molière, “Il malato immaginario”, sarà infatti riproposto il 12 ottobre, mentre l’8 giugno “La Beorcje” – la compagnia di casa diretta da Carla Monai e presieduta da Anna Maria Fattori – andrà in trasferta a Sevegliano, alle porte di Palmanova. Sempre in ottobre, il 19 e il 26, ci saranno invece due ospitate a Nimis: la compagnia della stessa frazione di Bagnaria Arsa chiuderà la mini-stagione autunnale, mentre il 19 saliranno sul palco gli attori di Buja.


«Due serate da pienone in Sala Juventus. La gente si è divertita e ha riso molto – commenta con soddisfazione la regista Monai -, in particolare il primo sabato; l’ultima sera c’era, invece, un pubblico più attento alle battute e che ha riso di meno, ma comunque ha apprezzato e si è divertito. Molto bravi tutti gli attori, in particolare Luca Bressani che, come protagonista, ha sostenuto i tre atti in modo esemplare. Merita, poi, una menzione Marisa Comelli che al debutto con noi ha sostenuto un doppio ruolo di sarta e medico, con vera maestria. E mi piace ricordare anche Giacomo Nimissutti che ha caratterizzato con originalità il suo personaggio, non facile da inquadrare. Bravissimi tutti in ogni caso, considerando che in tutte e due le serate non c’è stato un inciampo, né una sbavatura. Prossimo appuntamento, dunque, a Sevegliano l’8 giugno e con la rassegna a Nimis il 12 ottobre, mentre il 19 e il 26 ospiteremo gli amici di Buja e di Sevegliano».
E allora, tornando al “malato” di Molière, ricordiamo tutti i personaggi e gli attori che li hanno intepretati: Argante Luca Bressani, Beline Anna Maria Fattori (presidente della compagnia), Angjeliche Irene Cipriano, Tunine Ermanna Comelli, Beraldo Michele Cecconi, Cleante Nicola Bertolla, Nodar Giacomo Bertolla, Margarite Carla Monai (che è, appunto, anche la regista), dottor Gaudenzio Francesco Di Paola, dottor Diuretico Davide Gervasi, Tomas Giacomo Nimissutti, dottor Purgon Fabio Ceschia, Taier e Crepin Marisa Comelli. Tutti bravissimi, come hanno dimostrato il pienone in entrambi i sabati e i fragorosi applausi. Per cui arrivederci in ottobre.

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In copertina e all’interno della commedia rappresentata da La Beorcje a Nimis.

Grande festa di friulanità oggi a Tarcento anticipata dal ricordo di monsignor Corgnali alla serata dedicata agli indimenticabili Meni Ucel, Lelo e Il Pup

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Grande giornata di friulanità oggi a Tarcento che ospita la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Una manifestazione che, dopo la Messa solenne in “marilenghe” nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, avrà il suo culmine nella cerimonia civile che seguirà al Teatro Margherita. E nella bella sala di viale Marinelli la Fieste odierna ha avuto un prologo, bello e sentito, proprio la sera del 3 aprile, quando ricorreva l’anniversario della nascita dello Stato patriarcale avvenuta nel lontano 1077. Sul palco una gigantografia di tre grandi della cultura friulana del Novecento, vale a dire Otmar Muzzolini, Aurelio Cantoni e Riedo Puppo, rievocati da Dino Persello con uno spettacolo riuscitissimo dal titolo significativo “Il trio nus vuardi” dedicato, appunto, a “Meni Ucel”, “Lelo Cjanton” e “Il Pup”.

Parla il sindaco Steccati.

I Petris

Ma prima di loro, Persello e I Petris – tutti brillanti come sempre e compensati da calorosi applausi – hanno reso omaggio a monsignor Duilio Corgnali, l’arciprete di Tarcento mancato lo scorso gennaio in seguito a una malattia rivelatasi ben presto senza speranze. Il prete-giornalista, direttore per tanti anni de La Vita Cattolica, era infatti noto per il suo impegno a favore della salvaguardia della lingua, della storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Friuli. Un impegno che manifestava quotidianamente e ogni settimana con la sua arguta rubrica, appunto in friulano, proprio sul periodico diocesano. Una pagina che ha curato anche dopo aver lasciato la direzione dello storico foglio della Chiesa udinese e fino a quando le forze glielo hanno consentito. Sul palco con Dino Persello – che ha raccontato anche un curioso aneddoto ricordando l’amico sacerdote – anche il sindaco Mauro Steccati, che ha avuto parole di riconoscenza per quanto don Duilio ha fatto per la comunità tarcentina durante il suo lungo apostolato. In sottofondo, le note di “Stelutis alpinis”, l’intramontabile canzone di Arturo Zardini alla quale monsignor Corgnali era molto affezionato.
Quindi via all’omaggio ai tre personaggi-pilastri della friulanità, con appropriate rievocazioni che hanno visto risuonare nella sala teatrale anche le voci degli stessi intellettuali commemorati che vennero registrate, all’inizio degli anni Sessanta, nella vicina Billerio – il paese natale di Muzzolini – durante una festa friulana che ebbe l’onore di essere la prima in Friuli, anticipando la stessa “Fieste de Patrie dal Friûl” che oggi rende protagonista Tarcento in una manifestazione che, grazie al tanto atteso ritorno del bel tempo, sarà sicuramente indimenticabile.

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In copertina, Dino Persello mentre ricorda monsignor Duilio Corgnali a Tarcento.

I brasiliani che parlano friulano antica tradizione orale pordenonese preservata e valorizzata dal Progetto Mandi

Arrivarono in Brasile tra Ottocento e primo Novecento e vi portarono la “marilenghe”, di cui ancora adesso i loro discendenti conservano memoria: a portare alla luce questa tradizione orale antica è stato il Progetto Mandi, che ha raccolto le testimonianze di diverse persone che ancora parlano la lingua friulana nei Comuni della Serra Gaúcha (Bento Gonçalves, Monte Belo do Sul, Santa Tereza e dintorni), nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

Una zona nota per il “talian”, lingua riconosciuta dalle istituzioni locali e basata sul dialetto veneto, visti i numerosi immigrati provenienti da quell’area d’Italia. Ma fino ad ora poco si sapeva dell’eredità friulana di queste zone. Circa il 4% degli italiani che vi si stabilirono a partire dal 1875 erano infatti friulani. Proprio il citato progetto Mandi – realizzato dalla Sezione brasiliana dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti con fondi della sede centrale italiana di Efasce (a Pordenone) che li ha ricevuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha permesso di riscoprire la storia di questa emigrazione.
Le interviste sono alla base di un emozionante documentario del regista Leandro Menzen, anche lui di origini friulane: un’intensa carrellata di testimonianze tra ricordi d’infanzia, filastrocche imparate dai propri nonni, parole friulane ancora utilizzate nella quotidianità, villotte cantate con le lacrime agli occhi. Una favola in particolare, “La pulç e il pedoli” (La pulce e il pidocchio) è stata raccolta in un libro per l’infanzia illustrato e in edizione bilingue friulano/portoghese (Pulga e piolho), destinato alle scuole di quella zona. A leggerla nel video, con un friulano praticamente perfetto, un’anziana discendente friulana che ascoltò il racconto dalla sua nonna. Sia per il video che per il libro Efasce Brasil ha ricevuto anche il sostegno del Comune di Monte Belo do Sul e dell’azienda Tramontina.


«Inoltre – spiega Argel Rigo, coordinatore Efasce Brasile – il libretto è stato distribuito ai 20 Segretariati Efasce presenti in Brasile, oltre ai Segretariati dell’America del Sud e alle entità culturali. Sta avendo un riscontro molto positivo alla pari del documentario. Un grande ringraziamento alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ad Efasce per aver sostenuto questo progetto di conservazione della memoria così importante». «Siamo felici – aggiunge Gino Gregoris, presidente di Efasce – che questo progetto che abbiamo finanziato con la Regione abbia potuto permettere la raccolta di una testimonianza della nostra emigrazione in Brasile che, con il passare degli anni, rischiava di andare perduta. Complimenti ad Argel Rigo, a Leandro Menzen e a tutta la squadra del progetto Mandi per questo prezioso impegno».

Il video è visibile qui
https://www.youtube.com/watch?v=8BR1EZcEdUQ&t=2380s

Mentre il libro qui
https://issuu.com/pulgaeopiolho/docs/a_pulga_e_o_piolho

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In copertina e all’interno friulani pordenonesi emigrati in Brasile oltre un secolo fa.

Museo Etnografico del Friuli anche stasera protagonista sugli schermi Rai con la “marilenghe” del Dj Tubet

(m.ri.) Replica questa sera, 22 dicembre, sulla tv pubblica per il rapper friulano Dj Tubet che ci accompagnerà in “marilenghe”, attraverso un nuovo documentario Rai, alla scoperta del Museo Etnografico del Friuli. La sede regionale dell’emittente nazionale presenta, infatti, il documentario “MEF. Il Museu Etnografic dal Friûl”, della regista Arianna Zani, che è andato in scena l’altro giorno, su Rai3 Bis, canale 810 del digitale terrestre, e oggi alle ore 21.20 sarà appunto riproposto in replica sulle stesse frequenze. Successivamente sarà disponibile online tra i contenuti di RaiPlay.
Il cantautore di Nimis, al secolo Mauro Tubetti, accompagnerà dunque in lingua friulana i telespettatori con le sue domande e col suo freestyle all’interno del museo, ospitato dal 2010 a Udine, a Palazzo Giacomelli nell’antico Borgo Grazzano, e lo farà seguendo il percorso ideale dell’acqua e del fuoco che arricchisce il viaggio attraverso le stanze alla scoperta del patrimonio materiale e immateriale della nostra tradizione, fino a concludere la sua visita nell’ultima sala inaugurata da poco, ovvero quella che racconta la scuola di una volta, grazie al contributo del maestro Gaetano Vinciguerra. Sempre del MEF e delle sue attività si è parlato, sempre l’altro giorno, anche all’interno della trasmissione radiofonica “Casa Friuli” sulle frequenze di Rai Radio 1.

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In copertina e all’interno alcune immagini della visita del Dj Tubet al Museo Etnografico del Friuli di via Grazzano.

Dj Tubet canterà a 2 mila metri: domani uno straordinario concerto al rifugio Chiadinas sui monti sopra Comeglians

(m.r.) Dj Tubet sale in quota per cantare a 2 mila metri! È quanto accadrà domani quando il fuoco del rap si accenderà sulla cima delle montagne allo spettacolare rifugio Chiadinas, in Comune di Comeglians, dove Mauro Tubetti intreccerà la “marilenghe” con l’italiano e altre lingue e culture. Ed è proprio in questo paradiso, incastonato sulla “Panoramica delle Vette”, che l’esplosione musicale del famoso rapper di Nimis prenderà forma.

Dj Tubet

(Foto Valentina Venier)

Il concerto, in programma nel primo pomeriggio, sarà un’esperienza senza confini, in cui l’artista friulano mescolerà rap, reggae e molte altre influenze provenienti da culture e lingue europee ed extraeuropee. Dj Tubet non si ferma alla superficie, è un pioniere che trascende i limiti dell’hip hop italiano. Con la sua laurea in psicologia socio-culturale e scienze dell’educazione, ha infatti introdotto il concetto di “Pedagogia Hip Hop” nel nostro Paese. Il suo album “Fin Cumò” spazia attraverso 14 lingue in altrettante canzoni, un viaggio in cui ogni traccia rappresenta una voce unica a cavallo tra rap, reggae ed etnomusicologia. Durante lo spettacolo, il pubblico avrà la possibilità di immergersi nelle storie e nelle tradizioni friulane, attraverso filastrocche popolari e villotte. E non mancheranno momenti di pura improvvisazione, in cui l’artista esibirà il suo talento e la sua creatività in modo sorprendente. Gli ascoltatori saranno coinvolti attivamente e avranno l’opportunità di suggerire temi e parole al rapper. Dj Tubet, con la sua maestria, creerà una storia in rima, un freestyle appositamente per la platea, in un istante. Sarà un’esperienza unica e personalizzata, che rimarrà impressa nei cuori di tutti coloro che saliranno sulla montagna ad applaudirlo.

Il rifugio Chiadinas, facilmente raggiungibile a piedi, in bicicletta, in moto o in auto, offre un’oasi di ristoro a quota elevata con pietanze semplici e genuine, tipiche della zona, dolci fatti in casa, sciroppi e grappe. Per chi volesse è anche possibile prolungare il proprio soggiorno, per immergersi nella quiete della notte e godersi la bellezza della montagna, con i suoi cieli stellati e le sue albe incantevoli. Come dicevamo, il Chiadinas, un paradiso incastonato sulla “Panoramica delle Vette”, diventata famosa grazie alla tappa mancata del Giro d’Italia 2011, è da sempre meta di avventurieri, sognatori e amanti della natura. Camminatori, ciclisti e motociclisti vi si fermano per godere delle meraviglie offerte da questa straordinaria terra, mentre gli osservatori di stelle si perdono nel cielo infinito.

Domani, il rifugio offrirà dunque questo spettacolo senza confini, un viaggio musicale coinvolgente con uno dei talenti più promettenti dell’hip hop italiano all’interno della rassegna estiva “Crostis in Musica”. Dj Tubet accoglierà il suo pubblico, circondato dalle dolci curve delle verdi dorsali, a un passo dalla vetta del Monte Crostis. Ricordiamo che, qualificandosi alle finali italiane di competizioni di freestyle prestigiose come “Tecniche Perfette” e classificandosi al secondo posto nella finale italiana di “Microphone Masta 2 vs 2 Battle”, il rapper friulano ha dimostrato la sua abilità straordinaria. Ma le sue gesta non si fermano qui. Recentemente, ha conquistato il primo posto nel video intitolato “Top 10 Rappers Mais Rápidos da Itália (2021)”, dimostrando una velocità di 15 sillabe al secondo col suo furlan-freestyle “Na’Babas”. Ma l’influenza improvvisativa di Dj Tubet è in grado di trascendere anche i confini nazionali. Nel 2019, si era classificato al dodicesimo posto tra i 100 rapper più veloci del mondo e nel 2021 aveva raggiunto il trentacinquesimo posto tra i 150 rapper più veloci, secondo il noto canale YouTube “NahDahVebb”.

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In copertina, il panorama visto dal rifugio Chiadinas; all’interno, altre immagini dello stabile e della conca in cui è ubicato.

 

 

“Friulano a scuola? Diversi i vantaggi”. Arlef: le adesioni fino al 28 gennaio

La decisione di aderire all’insegnamento della lingua e della cultura friulane – già adottata da oltre il 76% delle famiglie – rappresenta una vera e propria opportunità per i più piccoli. Una scelta – spiega l’Arlef – che i genitori possono prendere fino al 28 gennaio prossimo entrando sul portale www.istruzione.it o informandosi alla segreteria della scuola. L’insegnamento della “marilenghe”, alla scuola dell’infanzia, alla primaria e alla secondaria di primo grado, è di almeno 30 ore all’anno, senza sottrarre nulla ad altre materie. La metodologia didattica è quella più efficace e all’avanguardia a livello europeo: l’Insegnamento Integrato di Lingua e Contenuto.

Eros Cisilino


L’apprendimento della lingua friulana – prosegue l’Arlef – non comporta solo vantaggi di tipo linguistico e culturale, ma facilita anche l’apprendimento di altre materie, come la matematica. Infatti, secondo uno studio dell’Istituto di Sviluppo e Ricerca per l’Insegnamento della matematica dell’Università di Dortmund, i bambini plurilingui (che parlano ad esempio italiano e friulano) sono facilitati nell’apprendimento dell’aritmetica. L’utilizzo di più lingue dentro le mura di casa e la scelta di un percorso plurilingue anche a scuola rappresentano, dunque, un’opportunità molto importante per le nuove generazioni. I vantaggi sono moltissimi. Un bambino che studia il friulano, per esempio, impara meglio anche altri idiomi. Aumenta la capacità di apprendimento e la velocità di comprensione, oltre alla creatività, all’adattamento e all’apertura verso l’altro.
«Quello friulano è un patrimonio culturale unico che dobbiamo preservare – ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane -. Uno dei più importanti strumenti per farlo è rappresentato proprio dall’insegnamento della “marilenghe” ai bambini. Sono loro il nostro futuro e di quello della lingua. È per questa ragione che la scuola, e la formazione in generale, sono uno dei nodi centrali del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”. Ma, accanto a ciò, e non smetterò mai di ribadirlo, serve l’impegno di ognuno di noi, nelle nostre case, con i nostri figli».
Come precisato dal presidente dell’Arlef, infatti, presa la decisione di aderire all’insegnamento del friulano a scuola, è di fondamentale importanza sostenere la trasmissione della lingua anche in famiglia, come spiegato nella guida “Crescere con più lingue”, realizzata per i neogenitori dall’Agenzia e scaricabile gratuitamente dal sito arlef.it. Al suo interno sono indicati utili consigli sulle strategie linguistiche più idonee da usare, quale il metodo “una persona-una lingua” (quando un solo genitore conosce il friulano, ciascun genitore parlerà al figlio sempre e solo nella lingua che conosce) e il metodo “lingua della famiglia” (quando tutti e due i genitori lo conoscono, parleranno al figlio sempre in friulano, passando all’italiano solo quando necessario).

Diffondere il friulano con la musica: le proposte del Dj Tubet per la “marilenghe”

di Mariarosa Rigotti

«Sostenere la musica in “marilenghe” che è un buon mezzo di diffusione del friulano soprattutto tra le giovani generazioni» e «creare nuove opere musicali in friulano». Sono soltanto alcune delle idee del ricco contributo che il Dj Tubet ha inviato in occasione della terza Conferenza regionale di verifica e proposta per la lingua friulana, la “Conference regionâl su la lenghe furlane” svoltasi all’auditorium Antonio Comelli nella sede della Regione Fvg a Udine. Nell’occasione – come è noto -, era stato presentato il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-2025, assieme alle strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, amministrazione pubblica, istruzione, nuove tecnologie, massmedia e promozione sociale. Un appuntamento che si rifà alla legge regionale 29/ 2007 (norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana).
Come si ricorderà, la Conferenza – che era stata convocata dal presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin – aveva il compito di valutare le attività di tutela e promozione svolte negli ultimi cinque anni e, appunto, proporre nuove azioni utili allo sviluppo della lingua friulana. Ad organizzarla l’Arlef – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e la Segreteria generale del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia. Così, tra i contributi arrivati nell’occasione, va segnalato, appunto, quello che riguarda la musica. A farsene promotore proprio il rapper di Nimis che ha inviato una proposta significativa per questo settore. Mentre a dare voce e illustrare le idee di Mauro Tubetti, nel corso dell’incontro, è stato il dottor Marco Torresin dell’Arlef.
Nella fattispecie, il cantautore friulano ha posto l’attenzione sul settore dei massmedia e della promozione sociale. Va ricordato che il Dj Tubet, da oltre vent’anni, utilizza la lingua friulana nelle sue composizioni e, appunto, il suggerimento che dà è quello di «sostenere la musica in “marilenghe” essendo un buon mezzo di diffusione del friulano soprattutto tra le giovani generazioni». Inoltre, l’artista propone «la possibilità di attuare una serie di sostegni volti a incoraggiare il sistema musicale friulano che, negli ultimi decenni, ha subito un forte calo sia per la riduzione evidente di parlanti la lingua friulana sia per la scarsità di presenza della musica in lingua madre nelle grosse manifestazioni, nei concorsi, nei festival e nelle programmazioni radiofoniche e televisive».
«Sarebbe auspicabile – questo secondo Tubet – sostenere in primo luogo, con degli incentivi, le manifestazioni pubbliche che scelgono di inserire nel proprio calendario degli spettacoli musicali in lingua friulana. Anche gli istituti scolastici potrebbero essere toccati da un provvedimento simile nel caso fossero interessati a offrire ai loro alunni degli spettacoli musicali a valenza didattica in friulano».
Ma non è finita qui. Il rapper di Nimis ha suggerito pure una serie di interventi, realizzabili, a sostegno del comparto musicale. Così, le attività utili alla diffusione della lingua friulana proprio tramite la musica, Dj Tubet suggerisce: «Ipotizzare una serie di aiuti regionali volti a sostenere: la creazione di nuove opere musicali in friulano; videoclip musicali in friulano: opere attualmente non implementate in nessuna legge regionale che ne preveda lo sviluppo; diffusione della musica friulana nei massmedia con programmi di rotazione musicale e approfondimento». E sarebbero da sostenere anche «i giovani che scelgono di fare una tesi di ricerca sulla musica friulana; i produttori discografici regionali che intendono realizzare dischi in friulano; gli organizzatori di concerti che intendono realizzare tour di concerti per gli spettacoli che possano far conoscere il friulano anche fuori dai confini regionali».
Un contributo significativo, dunque, quello dell’artista friulano, arrivato per questa Conferenza che, ricordiamo, aveva alle spalle una cabina di regia (presieduta dal consigliere regionale Emanuele Zanon, su mandato dell’ufficio di presidenza) che ha seguito le fasi di ideazione e coordinamento necessarie per realizzare la Conferenza stessa. Da ricordare che la “cabina” era composta da: Consiglio regionale, Arlef, Assessorato regionale alle autonomie locali, Assemblea di comunità linguistica friulana, Università di Udine, Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, Direzione centrale lavoro e Servizio istruzione, Ufficio scolastico regionale.

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In copertina, Mauro Tubetti, in arte Dj Tubet, il famoso rapper di Nimis.