Cent’anni di alpini a Povoletto, stasera un libro dedicato alla Sezione Ana di Cividale in attesa del Coro congedati Julia

di Mariarosa Rigotti

Doppio appuntamento, a Povoletto, nell’ambito delle celebrazioni per i cent’anni del Gruppo Ana. In calendario vanno segnate, infatti, due date da non perdere: quella di oggi 29 marzo, con la presentazione di un libro dedicato al centenario degli alpini della Sezione Ana di Cividale, e quella di sabato prossimo, 5 aprile, quando nella cittadina alle porte di Udine arriverà il Coro congedati della Brigata alpina Julia. Ma procediamo con ordine. Intanto, si ricorda l’appuntamento odierno, fissato per le 18, in sala Adriano Degano (accanto alla Chiesa parrocchiale), dove è prevista la presentazione del volume “La sentinella d’Italia 1924-2024. Cent’anni della Sezione Ana di Cividale” di Guido Aviani Fulvio e Pierluigi Parpinel. Questo evento, a ingresso libero, è organizzato dal Gruppo Alpini, appunto, nel centenario di fondazione, in collaborazione con la stessa Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto; inoltre, sono sponsor, come del resto per tutti gli eventi con la penna nera di Povoletto, Amministrazione Beni Marsure, Pro Loco Povoletto e CrediFriuli.

Il Coro congedati della Julia.


Sabato 5 aprile, ci sarà invece un momento sicuramente molto atteso, sempre a ingresso libero, con un grande concerto che vedrà protagonista il Coro congedati della Brigata alpina Julia e che sarà ospitato nell’auditorium comunale, in piazza. Un coro la cui storia ha quasi cinquant’anni, tanto che la stessa formazione si presenta raccontandosi e ripercorrendo la sua ormai lunga storia, oltre ad anticiparne il repertorio: «Il nostro coro nasce nell’agosto del 1979 al fine di partecipare al concorso Cori alpini alle Armi. Il repertorio è sempre stato legato sia alle vicende della vita in montagna, cantato dai suoi più grandi compositori e arrangiatori, tra i quali possiamo citare Pigarelli, Pedrotti, Bon, Casagrande, Malatesta e De Marzi, sia alle vicende drammatiche del corpo degli alpini nella Prima e Seconda guerra mondiale, nonché a tutta la vita dei militari dalle reclute, ai vecj, ai congedati».
Eterogenea la provenienza dei coristi: «Le zone di reclutamento sono cambiate con gli anni, ma hanno principalmente interessato Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo». Quanto alla direzione: «È stata affidata a dei giovani maestri in armi, alpini di leva, che si sono tramandati esperienze e tecniche e hanno affinato la qualità delle voci. Sono cambiati i maestri, i capicoro, tanti e tanti coristi (fino ad oggi circa un migliaio): il Coro congedati della Brigata Alpina Julia è sempre rimasto lo stesso, portando lo spirito del Corpo degli alpini in mezzo alla gente». E poi una importante sottolineatura: «L’impostazione e la passione sono rimaste immutate fino ai nostri tempi, tanto che i coristi congedati da molti anni o da pochi mesi, alcuni potrebbero essere padri e figli, che non si sono mai visti o conosciuti, continuano a incontrarsi, in occasioni di concerti, per rivivere la bellissima esperienza di cantare assieme per trasmettere emozioni e ricordi e per tenere vivi gli ideali degli Alpini». E infine una chiosa: «Nel momento in cui si intona la prima nota, anche se i coristi non sono mai gli stessi, se i maestri sono sempre diversi o si alternano nella direzione durante lo stesso concerto, se di prove se ne sono fatte poche, tutti cantano con la stessa gran voce per trasmettere il medesimo sentimento».
Da ricordare che anche per questo evento musicale c’è il patrocinio del Comune e del Gruppo Ana. E al pubblico non resta dunque che partecipare al significativo concerto di sabato prossimo.

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In copertina, una foto storica degli alpini a Cividale e il libro rievocativo che sarà presentato questa sera a Povoletto.

Avvicinarsi giovanissimi al teatro? Gorizia con il Cta lancia un invito ai bambini per il “Summer Camp”

di Mariarosa Rigotti

Avvicinarsi al teatro, come parte attiva, fin da giovanissimi? È un’opportunità che arriva da Gorizia, precisamente dal Cta, il Centro teatro animazione e figure. Infatti, anche per quest’anno, il sodalizio propone un “Summer Camp teatrale” che si animerà in due turni, dal 16 al 20 giugno e dal 23 al 27 dello stesso mese. Va detto che è dedicato ai bambini dai 7 ai 10 anni e che le iscrizioni sono già aperte, rivolgendosi ai numeri 0481.547280 e 335.1753049, ma per aderure o avere informazioni si può anche scrivere a organizzazione@ctagorizia.it. Come location di questa avventura immersiva è stato scelto il parco Coronini Cronberg (in viale XX Settembre, a Gorizia). A guidare i giovanissimi partecipanti sarà l’attore Michele Pagliai che, anticipano dal sodalizio, «forte della sua esperienza nella formazione, nella conduzione di laboratori e corsi di teatro, dedicati a diverse fasce d’età, guiderà i piccoli attori coraggiosi in un indimenticabile viaggio nel mondo del teatro».

Il Parco Coronini Cronberg a Gorizia.


Inoltre, alla fine di ogni corso, che prevede un orario dal lunedì al giovedì (dalle 8.30 alle 13.30), ci sarà il momento per proporsi al pubblico. Infatti, il venerdì è previsto un piccolo spettacolo sempre al parco Coronini Cronberg (in caso di maltempo al Kulturni Center “Lojze Bratuž”), quale «risultato del laboratorio teatrale svolto durante la settimana appena conclusa dove i piccoli attori si metteranno alla prova» e per questo, anticipano dal Cta, «l’orario verrà prolungato fino alle 15.30, momento in cui si terrà lo spettacolo conclusivo al quale sono invitate le famiglie».
E, dunque, come evidenziano dal sodalizio isontino di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, «lo staff del Cta di Gorizia è felice di accogliere le bambine e i bambini per un’esperienza indimenticabile fatta di tutti gli elementi imprescindibili che compongono il teatro: il gioco, il corpo, la creatività, la relazione con l’altro e con l’ambiente circostante, la voce e soprattutto tanta, tanta immaginazione». Mentre, passando al tema dei percorsi, il filo conduttore del primo ciclo sarà “La grande fabbrica delle parole” di Agnès de Lestrade. «Grazie a questa storia scopriamo l’importanza della parola e la sua forza entrando in uno strano paese, dove le persone parlano poco e le parole devono essere comprate per poterle pronunciare; le più importanti, ovviamente, costano caro…Durante la settimana attraverso giochi teatrali esploreremo questa storia e ne creeremo una versione tutta nostra trovando le parole, scoprendo il peso del loro significato e del loro valore espressivo… lasciandole libere». Mentre il secondo ciclo sarà centrato su “Il Venditore di Felicità” di Davide Calì. E così, entrando nel tema: «Dove si trova la felicità? Dicono che sia la cosa più importante e in questa storia, un curioso mercante la vende in barattoli a grande richiesta… ma si potrà davvero comprare? Durante la settimana attraverso giochi teatrali esploreremo questa storia e creando una vera e propria drammaturgia andremo alla ricerca di questa felicità che tutti cercano e desiderano, scoprendo che, forse, si tratta di un fatto personale che ognuno di noi ripone in un posto diverso e che diventa collettivo grazie alla sua potenza».
Ma qual è l’obiettivo del Summer Camp teatrale? «Vuole essere – spiegano dal Cta – un’esperienza immersiva di cinque giorni nel mondo del teatro che lascia spazio a esperimenti di consapevolezza, di ascolto e di libertà. La fantasia, l’immaginazione, la creatività e la condivisione saranno ingredienti fondamentali anche per poter costruire elementi scenografici e oggetti, a partire da materiali di riciclo: questi ultimi, nel teatro e ancora di più nel teatro di figura, sono una grande risorsa. A partire dai piccoli elementi di carta colorata o da grandi manifesti variopinti, si cercherà il potenziale nascosto nelle cose che ci circondano: un bell’allenamento da fare, a tutte le età!».
E Michele Pagliai, che accompagnerà i giovanissimi in questa avventura, chi è? «È un attore e formatore teatrale. Si diploma alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”. In parallelo al lavoro di attore si dedica alla formazione teatrale tenendo corsi e laboratori per tutte le età. Dal 2018 è Responsabile Animazione e Responsabile attività di teatro (bambini, adolescenti e adulti) presso Dynamo Camp dove apprende le tecniche della terapia ricreativa. Dal 2019 tiene corsi di teatro presso l’associazione Fa2p Fabbrica Artistica Alto Pistoiese. Dal 2020 in collaborazione con l’associazione Ousia di Castel d’Aiano (Bologna) propone laboratori di teatro per bambini e adulti. Dal 2023 è docente di recitazione e actor coach presso l’Accademia Recitazione Toscana di Lucca».

Alpini, il Gruppo Ana di Povoletto (che conferma Roberto Ginelli Specogna) oggi sarà in festa per i suoi cent’anni

di Mariarosa Rigotti

Evento storico per il Gruppo Alpini di Povoletto che celebra i cent’anni di fondazione. E nell’ambito delle iniziative programmate per l’importante ricorrenza dà appuntamento oggi, 8 marzo, quando ci sarà la presentazione del libro “La fortezza degli alpini Gli sbarramenti della fortificazione permanente 1950-1992” di Matteo Chiaruttini, Filippo Cappellano ed Enzo Mosolo. La presentazione, che troverà spazio in sala Degano (accanto alla Chiesa parrocchiale), si terrà alle 18. Annunciata la partecipazione del colonnello Luigi Ziani che è stato l’ultimo comandante della 269ma Compagnia di Ugovizza. Va sottolineato che questo appuntamento con la storia è a ingresso libero ed è stato organizzato, appunto, nel centenario di fondazione del gruppo, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto, ma hanno dato il loro contributo anche IV d’Avost Povoletto, Beni Marsure e CrediFriuli. Una storia lunga un secolo, dunque, che sarà documentata anche da un volume che avrà un grande repertorio fotografico a sottolineare i momenti più significativi e di impegno sul territorio del Gruppo e che arriva dopo le celebrazioni nel 2024 organizzate per il centenario della Sezione di Cividale.


Dopo quello odierno, i prossimi appuntamenti in agenda per le penne nere di Povoletto saranno diversi, culminando il 31 agosto con un raduno della Sezione di Cividale, quando nel capoluogo è previsto l’arrivo anche del Gruppo Ana di Arzignano (Vicenza) con cui il sodalizio locale è gemellato da vent’anni. E a coronamento di tutto ciò, va ricordata l’assemblea elettiva annuale dei 63 iscritti che è stata organizzata e coordinata dal capogruppo Roberto Ginelli Specogna, il quale ha ricordato quanto fatto dalle penne nere anche per la comunità locale, oltre a riferirsi proprio alle celebrazioni per il centenario. L’assembla ha visto anche il rinnovo del consiglio, che ha confermato lo stesso Ginelli Specogna, mentre del direttivo fanno parte Daniele e Giorgio Ballico, Renato Fabbro, Silvano Ognibene, Luciano Sebastianutto, Giancarlo Shaurli, Claudio Simiz, Alfio Tion, Giorgio Tosolini, Matteo Troisi Matteo e Rino Predan, quale alfiere.

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In copertina e all’interno immagini che vedono protagonisti gli alpini di Povoletto.

Pomeriggi d’inverno, il Cta propone “Link” grande protagonista domani a Gorizia la danza contemporanea

di Mariarosa Rigotti

“Link” è il titolo dello spettacolo danzante che andrà in scena domani, alle 16.30, al Kulturni Center “Lojze Bratuž” di Gorizia. Un evento, ospitato come da tradizione su queste scene, che rientra nel cartellone di “Pomeriggi d’inverno”, la stagione firmata del Centro teatro animazione e figure di Gorizia, di cui è direttore artistico Roberto Piaggio. Ecco, allora, un’anticipazione degli organizzatori su quanto si applaudirà: con “Link” «c’è un abbraccio invisibile che ci legherà per sempre, uno spettacolo dell’Allegra Brigata Cinematica che esplora i temi della crescita e dei cambiamenti che questa comporta. Come fanno due felpe a diventare il filo rosso che lega due mondi, in un gioco di vicinanze e lontananze? In “Link” la danza contemporanea si fonde con la contact improvisation, trasformando il vuoto in uno spazio creativo», e ancora, «sul palco due attori-danzatori iniziano in uno stato “embrionale”, senza alcuna divisione: sono simili, quasi come gemelli che si muovono come un solo corpo. Ben presto, però, come avviene in natura, cominciano a danzare tra somiglianze e progressive differenze. Crescono, fino a giungere inevitabilmente al distacco, e ognuno si ritrova ad affrontare il vuoto lasciato dall’altro, cercando e scoprendo nuove risorse dentro di sé per affrontare il mondo». Viene anche ricordato che La dance company Allegra Brigata Cinematica con questo spettacolo «vuole sottolineare come il linguaggio della danza possa toccare corde profonde, restando allo stesso tempo accessibile a tutti».


Va anche sottolineato che coreografia e danza di “Link” sono a cura di Serena Marossi e Alessandro Nosotti, disegno luci e consulenza musicale sono di Simone Moretti, consulenza drammaturgica di Angelo Facchetti (Teatro Telaio) e Samanta Cinquini. I costumi sono curati da Balaustio, le musiche originali sono di Danielle Griselda, lo sviluppo vocalità di Antonello Cassinotti, la supervisione alla coreografia di Martine Bucci, la cura della produzione e distribuzione di Raffaella Basezzi, con la co-produzione di Festival Danza Estate con il supporto di Trac Centro di residenza teatrale pugliese.
E dopo questo spettacolo di domani, si ricorda che la rassegna Pomeriggi d’inverno proporrà sabato 22 febbraio “Hamelin” che è ispirato alla celebre fiaba del Pifferaio Magico; qui, viene anticipato, «Factory compagnia transadriatica porterà gli spettatori sul palco, esplorando le origini di questa storia sospesa tra fiaba e realtà». Infine, il sipario calerà sulla stagione sabato 8 marzo: in scena una co-produzione de Il Teatro del Buratto con il Css Teatro stabile di innovazione del Fvg. Sarà proporsta “La leggenda del Basilisco”, che, come viene ricordato, «narra la storia di un mostro che pietrifica chiunque incroci il suo sguardo, fino al giorno in cui incontra Siro, un bambino che diventa suo amico e cambia il destino di tutti».
Naturalmente, come tradizione, alla fine di ogni spettacolo sarà offerta a tutti una dolce merenda che diventerà «un momento conviviale di scambio e condivisione, un’occasione per trasformare un pomeriggio d’inverno in un magico momento di partecipazione». Ci saranno così le prelibatezze del panificio Iordan e le mele profumate coltivate con prodotti biologici fornite dall’azienda agricola Rigonat. Va infine ricordato che la stagione Pomeriggi d’inverno è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Fvg, Io sono Fvg, dal Comune di Gorizia, dalla Fondazione Carigo con la collaborazione del Kulturni Center Lojze Bratuž e Go!2025 Nova Gorica-Gorizia. Comunque, per maggiori informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o andare su www.ctagorizia.it

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In copertina e all’interno due immagini di “Link” lo spettacolo di danza contemporanea in programma domani.

(Foto Margherita Masè ed E. Magnolini)

“Bici è sostenibilità”, al via a Turriaco nel giorno di San Valentino il progetto Le ciclabili della musica sfogliando una storia lunga 150 anni che ci cambiò la vita

di Mariarosa Rigotti

Al via domani, giorno di San Valentino, il primo appuntamento nell’ambito del festival intitolato “Bici è sostenibilità”, che è promosso dal Comune di Turriaco, con il sostegno del Gect – Euregio, nell’ambito del progetto “Le ciclabili della musica” ed è organizzato e curato dall’associazione Culturaglobale. Da sottolineare che tutti gli eventi sono a ingresso libero e senza prenotazione.
«La bicicletta è il cuore di questa rassegna – anticipa così il direttore artistico Renzo Furlano -. Un mezzo pratico, ecologico e particolarmente significativo per questo territorio, attraversato da una rete di percorsi ciclabili di grande valore naturalistico». E aggiunge: «In sintonia con l’amministrazione comunale, ho ideato un programma che include presentazioni di libri, una mostra fotografica, una lettura scenica e un incontro sui dialoghi con la storia».


Così, l’evento inaugurale di domani vedrà protagonista il libro “Storia sociale della bicicletta” (edizioni Il Mulino), scritto dallo storico e saggista Stefano Pivato, già rettore dell’Università di Urbino. A dialogare con lo scrittore sarà Maurizio Zorba, docente di Scienze motorie e sportive. E, così, citando l’autore del volume: «La bicicletta ha 150 anni e non li dimostra; è stata strumento di svago e di lavoro, simbolo di libertà e cambiamento. Ha accompagnato l’umanità nell’era della modernità industriale, trasformando lo stile di vita di uomini e donne. Ma la sua storia non è stata priva di ostacoli: all’inizio fu vista come una minaccia alla pudicizia femminile, alla dignità dei sacerdoti, ai quali ne fu proibito l’uso, e persino come un incentivo alla criminalità. Ha attraversato le vicende del Novecento, dalla guerra alla Resistenza, dalle imprese di Coppi e Bartali fino ai giorni nostri, affermandosi come icona della mobilità sostenibile e della sensibilità ambientalista». Quanto a Stefano Pivato, va anche evidenziato che è professore emerito Uniurb, direttore del Centro sammarinese di studi storici della Università di San Marino e componente del Comitato scientifico dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano; inoltre, collabora con Rai Storia.


Passando, invece, a sabato 15 febbraio, va detto che, alle 11, sarà inaugurata la mostra “Bici è poesia”, un’esposizione fotografica di Lucio Ulian. E, allora, ecco un’anticipazione dello stesso autore: «Attraverso la fotografia cerco emozioni, sentimenti, passione o pura bellezza; in questi scatti la bicicletta diventa un simbolo: nata per la locomozione, ha assunto nel tempo molteplici significati. Anche quando si pedala in gruppo, ognuno è solo con la propria fatica, i propri pensieri, la propria gioia e la propria tristezza. Il viaggio si fa così duplice: ci porta verso luoghi fisici, ma anche dentro di noi, nei territori delle emozioni e dello spirito». Va ricordato che la rassegna potrà essere visitata da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 13; inoltre, il lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18.30.
Da aggiungere, infine, che Lucio Ulian è nato a Gorizia e vive a San Dorligo della Valle-Dolina. Viene ricordato che «ha iniziato a fotografare partendo dalle emozioni e dalla ricerca delle più disparate angolazioni per guardare e osservare le cose. Il suo è un vero e proprio desiderio di comunicare e, grazie a questo desiderio, sono tanti gli scatti fatti nel tempo e anche diverse le mostre fotografiche che ha realizzato».

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In copertina e all’interno ecco tre belle illustrazioni di biciclette storiche.

Beni Marsure, sta per nascere a Povoletto (area artigianale nord) un grande parco solare. Il presidente Dallagnese: sono previste importanti ricadute economiche

di Mariarosa Rigotti

Un parco solare a Povoletto nell’area artigianale nord della località alle porte di Udine. Una realtà ormai prossima: sta, infatti, prendendo definizione un progetto di cui si deve il merito all’Amministrazione Beni Marsure che porterà significative ricadute sul territorio segnando un ulteriore apporto alla comunità nei suoi 350 anni di storia celebrati con varie iniziative nel 2024. L’Ente – come ricorda il suo presidente Paolo Dallagnese –, già alla fine di settembre del 2022, aveva prospettato la possibilità di questa realizzazione durante un incontro pubblico, e nell’occasione fu anche consegnata una borsa di studio a Giulia Degano «una studentessa meritevole di Povoletto, ai tempi anche nel Gruppo Giovani Messaggero Veneto», ricorda lo stesso presidente.


Del progetto se ne parlerà, dunque, il 17 febbraio, alle 20.15, in un ulteriore incontro ospitato al centro giovanile “Amici della solidarietà” di Povoletto. Come spiega ancora Dallagnese: «Abbiamo indetto una conferenza pubblica per illustrare ai cittadini il progetto a cura della Società superficiaria utilizzatrice e della Società che realizzerà l’impianto». Ma il presidente di Beni Marsure ricorda anche l’iter che ha portato alla realizzazione del progetto «dopo aver preventivamente informato l’amministrazione comunale ed averne parlato con le associazioni più rappresentative di Povoletto capoluogo. Il tutto, ovviamente, condizionato dall’ottenimento di tutte le autorizzazioni da parte degli organi competenti. Di fatto, l’ipotesi di realizzare a Povoletto un parco solare si è concretizzata essendo stata rilasciata l’autorizzazione unica regionale che lo consente».
Come detto, il parco solare sorgerà nell’area artigianale Povoletto nord e, spiega ancora Dellagnese, sarà «dove molte aziende sono operative da decenni avendo costruito i propri stabilimenti anche su terreni ceduti dall’Amministrazione Beni Marsure. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 7320 kw su un’area di circa 75.000 mq sulla quale è stato concesso il diritto di superficie ad una primaria azienda austriaca». Quanto alle ricadute sulla zona: «Oltre alla remunerazione economica – continua il leader di Beni Marsure – l’Ente ha pattuito con la parte superficiaria la concessione di alcuni benefit di cui il più significativo ha già stabilita la destinazione alla Parrocchia di Povoletto: illuminazione della cella campanaria della chiesa ed orologio sui quattro lati, più il conferimento batteria di accumulo all’impianto fotovoltaico già presente nel Centro Giovanile del capoluogo».


Come detto, lunedì 17 febbraio ci sarà una conferenza pubblica utile – conclude, appunto, Dallagnese – per «illustrare ai cittadini il progetto a cura della Società superficiaria utilizzatrice e della Società che realizzerà l’impianto». E c’è anche una sottolineatura sul progetto dall’Amministrazione Beni Marsure: «Ritenendo in questo modo di contribuire alla transizione energetica, si precisa che l’occasione andava colta al volo anche alla luce della propria natura che non è speculativa, ma orientata alla crescita del tessuto sociale, associativo, parrocchiale di Povoletto capoluogo come ampiamente dimostrato in tre secoli e mezzo di storia».

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In copertina e all’interno due immagini dell’area su cui sorgerà il parco solare. Infine, il presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese con Giulia Degano.

Tanta bella musica domenica a Udine per celebrare gli 85 anni dell’Istituto Bearzi e la ricorrenza di San Giovanni Bosco. Don Aldo Castenetto: è il volto bello della fede

di Mariarosa Rigotti

Ci sarà anche tanta buona musica per celebrare, domenica 2 febbraio, a Udine gli 85 anni di fondazione dell’Istituto Bearzi e la festa di San Giovanni Bosco: ne saranno protagonisti il coro della Parrocchia del Bearzi stesso e una compagine di musicisti, sia giovani allievi delle scuole salesiane, sia adulti diplomati anche ex allievi, provenienti dal Triveneto, che animeranno la Messa delle 11. Ad anticipare quanto accadrà, nell’occasione, è il salesiano Aldo Castenetto, ideatore dell’iniziativa, lui stesso musicista, che anche l’anno scorso diresse la formazione; da ricordare che don Aldo è originario di Cassacco ed è tornato in Friuli a prestare la sua opera nell’istituto udinese dopo anni di servizio a Mestre. E questa è, appunto, una iniziativa che si inserisce nel ricco programma di festa e di preghiera.

San Giovanni Bosco


– Allora, don Aldo, come prima cosa: come è nato questo progetto?
«Nel nostro stile salesiano la musica è sempre stata importante, come strumento educativo e di aggregazione. Nella nostra storia di congregazione abbiamo avuto grandi musicisti. In tutte le nostre case e scuole si valorizza la dimensione musicale. Spesso risulta più immediato seguire il filone della musica pop e rock, che è più vicina alla sensibilità giovanile: da anni mi interrogavo su come poter coinvolgere in un’esperienza musicale e salesiana i giovani musicisti che arrivano, invece, dal mondo delle bande filarmoniche e delle orchestre».
– Ma quando avete iniziato questo percorso?
«Dopo numerosi piccoli tentativi nelle realtà locali in cui operavo, negli ultimi due anni c’è stata la possibilità di collaborare, a Mogliano, al Meeting giovani del Triveneto. In quella occasione, assieme ad un altro salesiano musicista, Gilberto Driussi, è nata un’idea: perché non coinvolgere in modo più trasversale i giovani musicisti che già fanno qualcosa nelle loro scuole e oratori locali? Così, abbiamo pensato di suonare e cantare durante l’Eucarestia, provando a proporre una realizzazione esteticamente bella e nuova dei canti che già abitualmente i giovani eseguono durante le celebrazioni. Fin dalla prima esperienza hanno partecipato ragazzi di Udine, Verona, San Donà di Piave, Chioggia, Mogliano Veneto, Castelfranco e Mestre. Quello che abbiamo proposto fin da subito ai musicisti era di vivere un’esperienza di crescita personale, musicale e spirituale, oltre che “concertistica”. E fin da subito abbiamo avuto molta soddisfazione».

Don Aldo Castenetto alla sua prima Messa.


– Ha detto che l’esperienza prima di tutto le sembra significativa per i musicisti, oltre che per i fedeli. Cosa intende con questo?
«Dunque, per poter realizzare qualcosa di bello era necessario anche un certo livello di professionalità: ecco, allora, che abbiamo pensato di affiancare i giovani studenti con alcuni musicisti professionisti. La cosa bella è che alcuni di loro erano ex allievi dei salesiani: giovani che avevano cominciato a suonare in oratorio e che poi hanno continuato gli studi fino al diploma e a una carriera musicale professionale. Così, per un giovane musicista, magari alle prime esperienze di orchestra, poter suonare con persone molto competenti, e poterlo fare in un contesto di amicizia e gratuità che si sposa con la professionalità penso sia sano, soprattutto nella cultura di oggi. Accanto a questo sono convinto che la musica, e la musica di insieme in particolare, parli di Dio e avvicini a Dio: l’esperienza dell’eseguire musica sacra può aiutare dei giovani musicisti cristiani a esprimere la loro fede, condividere la loro spiritualità suonando insieme e forse anche riscoprirla, proprio attraverso la musica».


– Un’altra domanda, ci sono giovani che fanno 200 chilometri per venire a suonare al Bearzi, professionisti che partecipano all’esperienza e si mettono accanto a ragazzi: non le sembra sproporzionato rispetto al numero di persone che godranno di questo evento?
«Mi piace vedere questa esperienza come una testimonianza concreta di quell’eccesso che ogni esperienza artistica ed estetica comunica, e che è anche la firma di Dio. La bellezza è sempre esorbitante, la meraviglia è sempre eccessiva. Penso che sia educativo, per i musicisti che partecipano, riconoscere la bellezza di quello che fanno al di là dell’eventuale “sede prestigiosa”. Allo stesso tempo, penso che questo renda ancora più speciali la sorpresa e l’emozione di chi parteciperà all’Eucarestia».
– Allora, don Aldo, invita tutti alla Messa delle 11 di domenica 2 febbraio al Bearzi?
«Certamente. Sarà un’occasione per pregare in modo diverso e scoprire il volto bello della fede».

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In copertina, una panoramica sull’Istituto Bearzi di Udine che festeggerà 85 anni.

La redenzione di Scrooge è un messaggio sempre attuale: appuntamento domenica a Povoletto protagonista Colori e Musica

di Mariarosa Rigotti

Appuntamento da non perdere domenica 26 gennaio all’auditorium comunale di Povoletto, quando alle 17, con ingresso libero, andrà in scena “Canto di Natale”, spettacolo musicale liberamente tratto dall’omonimo lavoro “Christmas Carol” di Charles Dickens: un titolo di certo “natalizio”, ma che affronta argomenti validi in ogni stagione dell’anno. Si tratta di una proposta promossa da Amministrazione Beni Marsure (di cui è presidente Paolo Dallagnese), Ana, Associazione Musicale Euritmia, Circolo culturale San Clemente, Pro Loco con il patrocinio del Comune di Povoletto. Ne sarà protagonista l’associazione culturale “Colori e Musica”. Come viene anticipato, si tratta di uno spettacolo che «ci parla di redenzione e trasformazione: il tema centrale è la redenzione del protagonista, Ebenezer Scrooge, l’uomo avaro e insensibile che, attraverso la visita di tre spiriti, riscopre l’importanza della compassione e della generosità. Il viaggio di Scrooge rappresenta il potenziale di cambiamento presente in ogni persona. La storia invita a riflettere sul senso che dobbiamo dare alla nostra vita di tutti i giorni e non solo a Natale».

L’associazione in uno spettacolo a Maiano.


Come detto, protagonista sarà l’associazione culturale “Colori e musica”. Un sodalizio che ha alle spalle una ricca storia lunga decenni. Infatti, “Colori e Musica” nasce 30 anni fa come compagine corale proponendo un repertorio gospel, pop e rock, in alcuni casi unito a parti teatrali originali o tratte da testi noti. Quindi, nel 2002 l’associazione si dà “una veste istituzionale” con lo scopo di «promuovere la cultura musicale e artistica e sensibilizzare gli spettatori sul tema della solidarietà. Ne sono testimonianza la maggior parte dei concerti e spettacoli di beneficenza a favore di varie associazioni locali, quali “Stavo pensando a te”, “Note come gocce”, “Un biglietto per un sogno”, “Solidalinote” e spettacoli di musica e teatro quali “Bianco/Nero colori in corso”, lo stesso “Canto di Natale” e “Favolando”».
E, andando un po’ a ritroso, «la prima commedia musicale più impegnativa, messa in scena nel 2007, è senz’altro “Aggiungi un posto a tavola”, musical originale di Garinei e Giovannini replicato, con grande successo di critica e pubblico, in diversi teatri regionali». Poi l’associazione ha proposto anche la “Cantata di Natale”, in stile spiritual/gospel, presentando un repertorio vario, costituito da pezzi in lingua inglese della tradizione americana, inframmezzati da interventi teatrali in italiano. Quindi, nel 2015 il sodalizio rimette in scena lo spettacolo “Bianco/Nero colori in corso”, a cui segue lo spettacolo natalizio “Favolando”, con alcune delle più belle canzoni pop, e gospel e testi di Guido Covazzi». E il ricco elenco di quanto proposto prosegue anche negli anni successivi: «Il 2017 vede il debutto di un nuovo musical, “Beautiful city”, che la compagnia presenta nei vari teatri regionali fino al 2019. Sempre nel 2017, viene portato in scena un altro musical conosciuto, “Forza venite gente” di Castellacci-Paulicelli, anche questo replicato in diversi teatri regionali fino al 2019».
Inoltre, proprio a fine 2019, per festeggiare i 25 anni di attività, «viene realizzato un nuovo spettacolo originale dal titolo “Il colore della musica”, con un testo teatrale di Guido Covazzi e una selezione di 25 canzoni rappresentative del repertorio del gruppo. Poi ad ottobre 2020 c’è la partecipazione a “Percoto Canta – Special Edition” al Teatro “Giovanni da Udine”, con un medley di canzoni tratte dal percorso artistico del gruppo. Dalla fine del 2021, dopo lo stop forzato dovuto al Covid, le attività dell’Associazione sono riprese a pieno ritmo e lo spettacolo “Il colore della musica” è stato portato in scena su vari palchi della provincia di Udine». Mentre, il 6 aprile del 2024, in occasione del trentennale dell’associazione, va ricordato il debutto al Palamostre di Udine del nuovo musical “Le folli notti del giovane Frankenstein”, replicato l’11 maggio e il 14 dicembre al Teatro Monsignor Lavaroni di Artegna, e va ricordato che tutte e tre le serate, che hanno sempre registrato il tutto esaurito, sono state in favore della Fondazione Valentino Pontello Ets. Tutto questo per arrivare alle settimane più recenti: nel periodo natalizio a cavallo tra dicembre e gennaio l’associazione ha anche presentato in diversi teatri regionali proprio lo spettacolo musicale “Canto di Natale”, liberamente tratto appunto da “A Christmas Carol” di Charles Dickens, che ora lo proporrà anche al pubblico di Povoletto.

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In copertina, l’uomo avaro e insensibile Ebenezer Scrooge protagonista dello spettacolo in programma domenica.

Povoletto, Beni Marsure corona i 350 anni con una scultura di Renzo Sebastianutto. Dallagnese: “sorpresa molto significativa”

di Mariarosa Rigotti

Un’opera d’arte, una scultura per la precisione, quale suggello di una ricorrenza storica come il 350° anniversario di “Beni Marsure”. Lavoro che tra l’altro, per tutto questo mese di gennaio, può essere ammirato all’ingresso del foyer dell’auditorium di Povoletto, mentre successivamente verrà trasferito nella sala consiliare del palazzo Beni Marsure. È questo un prezioso dono che l’artista Renzo Sebastianutto, tra l’altro consigliere dell’ente, ha fatto all’amministrazione dello stesso.
A darne notizia, non senza palpabile soddisfazione e gratitudine, è il presidente di Beni Marsure, Paolo Dallagnese, ricordando anche tutto quanto è stato fatto per commemorare un anniversario così significativo: «Lungo, intenso, articolato – ricorda infatti – il programma delle celebrazioni allestito dall’Amministrazione Beni Marsure per celebrare i tre secoli e mezzo di vita. A questo ora si è aggiunta una gradita sorpresa. Renzo Sebastianutto, consigliere dell’ente, a suggello del 350° ha infatti donato ai Beni Marsure una scultura in legno di cedro».
Un dono che è stato, appunto, una assoluta sorpresa. Infatti, ricorda ancora Dallagnese descrivendo poi l’opera stessa, «Sebastianutto l’ha realizzata segretamente ed ha un contenuto molto tematico: rappresenta in un secchio i Beni Marsure, quindi un contenitore dove per 350 anni ci sono state attività variegate ed espletate con competenza, mentre un flusso d’acqua in discesa rappresenta la trasparenza gestionale e la significativa consistenza delle risorse economiche riversate sulla comunità di Povoletto, parrocchia ed associazioni in particolare, che sono rappresentate dal basamento della scultura stessa». L’opera, come detto, può essere ammirata per tutto il mese in auditorium a Povoletto e sicuramente non mancherà di ottenere plausi, visto l’alto valore simbolico che porta con sé.

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In copertina, Renzo Sebastianutto con la sua opera in legno di cedro; qui sopra, il presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese alla festa di giugno con il sindaco Giuliano Castenetto e il consigliere regionale Edy Morandini.

“Pomeriggi d’inverno” sabato al via: assieme al Cta sul palco del Bratuz fatti e personaggi di Gorizia e Nova Gorica

di Mariarosa Rigotti

“Pomeriggi d’inverno” al via a Gorizia. Sabato 9 novembre si alzerà, infatti, il sipario sulla 25ma edizione della rassegna di teatro di figura rivolta ai bambini e alle loro famiglie, firmata dal Centro teatro animazione e figure; non mancheranno, anche in questa stagione, lo spazio per le librerie goriziane Voltapagina, Faidutti e Cattolica, e le “merende d’inverno”. L’appuntamento è, appunto, nel capoluogo isontino, precisamente al Kulturni center “Lojze Bratuz” e si applaudirà, in doppia recita, alle 15.30 e alle 17.30, “2XGO”. Come anticipano dal sodalizio, di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, andranno in scena fatti e personaggi di Gorizia e Nova Gorica. Lo spettacolo, un mix di teatro di figura e musica, ne esplora storie e personaggi. “2XGO” è una coproduzione Cta e Slou Coop e aveva debuttato nella sezione di Gorizia-Nova Gorica dell’Alpe Adria Puppet Festival.

Come viene anticipato, «in un’esperienza unica, il pubblico sarà invitato direttamente sul palco per una magica passeggiata attraverso le due città. Con strumenti musicali e oggetti di scena realizzati a mano, le musiche e le filastrocche plurilingue, gli artisti Urška Cvetko e Leo Virgili condurranno i loro ospiti alla scoperta dei personaggi e delle curiosità di quella che nel 2025 sarà Capitale europea della cultura». Ma non è finita qui: infatti, tra una recita e l’altra, la regista Jelena Sitar coinvolgerà i bambini in un laboratorio tematico arricchendo così ulteriormente l’esperienza.
Come detto, anche quest’anno le librerie goriziane partecipano alla rassegna, proponendosi con stand a rotazione nel foyer del teatro. Così, sabato prossimo ci sarà la Libreria Cattolica con una selezione speciale di libri per bambini e ragazzi, disponibile anche in libreria durante tutta la stagione di “Pomeriggi d’inverno”. E, come detto, non mancherà la tradizionale merenda dove ci saranno i prodotti da forno del Panificio Jordan e le mele biologiche a km zero dell’azienda agricola Rigonat di Ruda, che, assicurano dal Cta, «regaleranno al pubblico un gustoso momento di condivisione».
E riguardo al programma di questa 25ma edizione, dal Cta evidenziano essere «un traguardo importante, arricchito da numerose conferme e alcune novità, come quella degli abbonamenti: uno stagionale, che comprende tutti gli spettacoli e sarà acquistabile fino a domani 8 novembre, e uno a selezione, che permette di scegliere tra quattro spettacoli e sarà disponibile fino al terzo appuntamento in programma» e ancora «il cartellone di questa stagione è stato pensato con particolare attenzione a temi e originalità degli spettacoli: spazio a rappresentazioni che parlano di emozioni e di relazioni fra le persone, di ecologia e di ambiente o che raccontano di storie e personaggi del territorio. Alcuni prendono spunto dal repertorio classico del teatro di figura, rivisitato in chiave moderna; altri esplorano contaminazioni con altre forme d’arte».

“Pomeriggi d’inverno” è sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Fvg, Io sono Fvg, Comune di Gorizia e Fondazione Carigo, in collaborazione con kulturni center “Lojze Bratuž” di Gorizia e GO!2025 Nova Gorica-Gorizia. Comunque, per informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o andare su www.ctagorizia.it

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In copertina e all’interno due immagini di uno spettacolo proposto nell’ambito dell’ultimo Alpe Adria Puppet Festival.

(Foto  Luca d’Agostino)