Ecco la storia di Padre Collini missionario del Rojale nella Cina di Mao: questa sera a Feletto Umberto il libro del pronipote don Aldo Castenetto

di Mariarosa Rigotti

Appuntamento quest’oggi, 3 dicembre, alle 18.30, nella sala consiliare del Comune di Tavagnacco dedicata ad “Egidio Feruglio”, in piazza Indipendenza a Feletto Umberto, per l’evento intitolato “Un lucherino in gabbia. Il friulano Padre Collini nella Cina di Mao” che prevede la presentazione del volume dedicato proprio al missionario saveriano Giovanni Battista Collini e firmato dal pronipote, a sua volta sacerdote, il salesiano don Aldo Castenetto. La presentazione dell’opera è a cura di don Marcin Gazzetta e sarà fatta anche un’intervista da Taiwan a don Beppino Matteucigh. La serata prevede pure intermezzi musicali a cura di Elisa Castenetto, al flauto, e Andrea Zampieri, al clarinetto, oltre a letture.

Don Aldo Castenetto…


“Un lucherino in gabbia” era già stato illustrato un paio di anni fa nella Biblioteca civica di Reana del Rojale. Comune di cui era appunto originario il saveriano – nacque nella frazione di Vergnacco – e la sua storia, come detto, è ricordata nell’opera da don Aldo Castenetto, il cui nonno era fratello del missionario. Come era stato ricordato in quell’occasione, grazie a questo racconto prende vita l’incontro virtuale tra due generazioni di sacerdoti: l’uno a raccontare la vicenda dell’altro.
Nel dettaglio, il testo racconta: «Nella Cina degli anni ’50, le progressive limitazioni della libertà e le crescenti oppressioni da parte del regime di Mao Zedong iniziavano a contrastare le religioni “non autoctone”. Il culmine di queste prese di posizione si ebbe con l’incarcerazione di tre missionari saveriani che operavano come infermieri nella città di Dengfeng, della provincia dello Henan». E, così, «accuse di omicidio false e calunniose e presunti atti illeciti all’interno dell’ambulatorio della missione portarono padre Giovanni Battista Collini a trascorrere diciotto mesi in una prigione, tra violenza psicologica e diritti calpestati. Il diario di prigionia e le lettere inviate ad amici e parenti sono la voce di un missionario che, aggrappatosi alla propria spiritualità, provò a vedere ogni giorno trascorso tra le quattro mura di una cella e i lavori forzati come un atto di smisurata Fede».

… e il suo libro.


Una vicenda umana di grande valenza, firmata appunto, da don Aldo Castenetto che dopo aver prestato la sua opera nella scuola salesiana “San Marco” di Mestre, dove è stato animatore delle attività pastorali e
religiose dell’istituto tecnico e del centro di formazione professionale, adesso è impegnato all’istituto “Bearzi” di Udine. Inoltre, va aggiunto che don Aldo è pure musicista: preziosi, a tale riguardo, i suoi video, visibili su Youtube e intitolati “La Fede della Musica”, come quello recente dedicato all’Avvento. Da ricordare, infine, che il libro di don Aldo, uscito per la casa editrice Bookabook, si trova online o nelle librerie Mondadori, Feltrinelli e Giunti.

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In copertina, un’immagine di padre Giovanni Battista Collini missionario in Cina.

Povoletto ricorda la tragedia del Vajont e gli alpini in quel fango indimenticabile: domani tutti a vedere “Binario contorto”

di Mariarosa Rigotti

Gli Alpini e il loro impegno solidale dopo la tragedia del Vajont avvenuta il 9 ottobre di 62 anni fa. È questo il tema dello spettacolo teatrale “Binario contorto. Gli alpini nel fango del Vajont” di e con Luca Piana e le musiche di Fabio Rizzi, che andrà in scena domani 11 ottobre, alle 20.30, nell’auditorium comunale di Povoletto, in largo Monsignor Luigi Cicuttini. L’evento con ingresso libero, va sottolineato, è organizzato dal locale gruppo Ana nel centenario di fondazione, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto e del Gruppo Ana di Branco. Sarà così focalizzata l’attenzione, come viene anticipato dagli organizzatori, sui «racconti delle testimonianze di coloro che hanno visto e vissuto, che non hanno mai dimenticato e mai dimenticheranno».

Luca Piana

Fabio Rizzi

Va evidenziato che il progetto teatrale è ideato dal citato Luca Piana, che è autore e interprete della parte narrativa, con la produzione dal Circolo di studi artistici & sociali Espressione Est e il patrocinio del Gruppo Ana di Branco Sezione di Udine. Mentre, per quel che riguarda la parte musicale, questa è curata ed eseguita dal maestro Fabio Rizzi che, come viene anticipato, «con la tromba, supporta, accompagna e sottolinea la proiezione delle immagini di quel periodo».
Il debutto di questo spettacolo, data 21 ottobre 2023 e avvenne a Branco di Tavagnacco in occasione del 60° anniversario della tragedia e in quella occasione ottenne molti consensi di pubblico, ma anche delle tante penne nere e carabinieri intervenuti. E a proposito di quanto si applaudirà a Povoletto è utile citare la sinossi proposta dagli stessi organizzatori della serata che, per prima cosa, sottolinea i termini della tragedia: «Il 9 ottobre 1963, una frana si stacca dal monte Toc e genera un’onda che in pochi minuti provoca quasi duemila morti. Scatta l’allarme, arrivano i soccorritori in quei luoghi, ma cosa trovano? Cosa resta? Sono giovani di vent’anni che improvvisamente si trovano davanti una devastazione di morte e di fango». E poi ecco il ruolo delle penne nere che si fa testimonianza attraverso l’evento scenico: «La lettura delle testimonianze di quattro di quegli Alpini accompagnate da musiche a a immagini dei ricordi, delle emozioni e delle sensazioni, farà rivivere al pubblico il dramma di chi si trovò a soccorrere i feriti, ricomporre le salme e consolare i superstiti»; e ancora riguardo la creazione di “Binario contorto”: «Dopo aver ascoltato una tra le tante storie di un alpino presente in quei mesi, Luca Piana decide di portare in teatro questo lato della tragedia del Vajont. Storie che, negli anni seguenti il disastro, la frenesia del boom economico e degli interessi di potere avevano cercato di imbalsamare nel silenzio quei tragici fatti. Ci sono voluti gli sforzi di giornalisti coraggiosi e della gente di quelle terre e, per il grande pubblico, anche di attori che, con il teatro, hanno riportato la storia e la verità di quanto accaduto». E dunque si evidenzia nel concludere: «La lettura scenica ideata da Luca Piana va in questo senso. Raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti che hanno prestato le proprie mani pietose a sollevare quelle pietre. Storie poco raccontate che possono dare al tempo d’oggi degli insegnamenti ancora attuabili».

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In copertina, quello che rimase di Longarone dopo il disastro della diga del Vajont il 9 ottobre 1963.

Povoletto perde la sua “memoria” storica: si è spento Luigino Merluzzi che seppe attribuire a Beni Marsure la vera identità

di Mariarosa Rigotti

A poco più di due mesi, era il 6 luglio scorso, quando una cerimonia promossa a Povoletto da Beni Marsure aveva riconosciuto il suo impegno a favore dello storico ente comunale, si è diffusa la triste notizia della scompara del maestro Luigino Merluzzi, consigliere emerito della stessa Amministrazione guidata da Paolo Dallagnese. Da tempo sofferente, aveva 83 anni e lascia la moglie Marisa e il figlio Lorenzo, oltre alle due amate nipoti. In suo suffragio sarà recitato il Rosario domani, alle 19, nella Chiesa parrocchiale di San Clemente, dove martedì pomeriggio, alle 16, seguiranno i funerali.

Luigino Merluzzi premiato da Dallagnese.


Dolore e sconforto per la morte di un uomo molto stimato a Povoletto, e non solo, trapela dalle parole dello stesso Dallagnese: «Per Povoletto, in particolare, ci sarà un vuoto incolmabile per quanto concerne la ricerca storica con le sue capacità. Da decenni, infatti, ha pubblicato libri trasferendo in essi fedeltà riassuntiva e narrazione adatta a tutti. Non a caso, per tutta la vita ha fatto il maestro elementare chiudendo la carriera proprio a Povoletto». E il leader del benemerito ente aggiunge: «Ricordo le volte che assieme siamo andati alle scuole medie di Povoletto per raccontare ai ragazzi la storia dei Beni Marsure. Lui ci metteva l’anima a illustrare particolari, dettagli e molte volte dovevo fermarlo perché suonava la campanella di fine ora e cambio insegnante».
Come si ricorderà, nella citata cerimonia del luglio scorso, a Luigino Merluzzi fu attributo l’ambito riconoscimento di “consigliere emerito di Beni Marsure ad infinitum”. Va sottolineato che si trattava di una novità assoluta in quanto nella plurisecolare storia dell’Ente non era stato mai previsto o assegnato a nessuno questo riconoscimento. Nel corso della festa, ospitata nel centro giovanile “Amici della solidarietà”, era stato proiettato anche un video di Elio Meroi intitolato “dedicato a Luigino”. Va, inoltre, ricordato che Merluzzi era originario di Magnano in Riviera, ma di fatto era diventato cittadino di Povoletto dove era stato maestro elementare facendo propria la realtà locale e concretizzando il suo impegno anche nella ricerca storica. E a questo riguardo, nel corso della citata cerimonia, Dallagnese, oltre a soffermarsi sulle qualità umane del maestro, aveva motivato il riconoscimento sottolineando, appunto, il suo impegno di studioso proprio a beneficio dell’ente: nel concreto, riuscendo a dimostrare che i Beni Marsure «costituiscono un patrimonio di proprietà della popolazione di Povoletto capoluogo e pertanto distinto dai Beni Comunali e Demaniali». Pertanto, superato un lungo iter, il «Commissario degli Usi Civici, dopo attenta visione – aveva ancora ricordato Paolo Dallagnese -, nel 2004 firmò il decreto di svincolo dei Beni Marsure. Quella fu la nostra liberazione: da lì, infatti, parti quello che oggi è sotto gli occhi di tutti». E questo è stato possibile proprio grazie alla puntigliosa e competente ricerca storica di Luigino Merluzzi.

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In copertina, il maestro Luigino Merluzzi durante una cerimonia di alcuni anni fa.

Fratellanza e solidarietà nobili valori da vivere in un clima di pace: ecco il messaggio del Centenario del Gruppo Alpini di Povoletto festeggiato con il Raduno della Sezione Ana di Cividale

di Mariarosa Rigotti

POVOLETTO – Fratellanza, solidarietà, valori comuni, attenzione al prossimo ed esempio per le nuove generazioni con l’auspicio che vi sia un ricambio generazionale in un clima di pace. Questi concetti condivisi e condivisibili sono soltanto il sunto di quanto espresso nei diversi interventi che si sono susseguiti durante la bellissima cerimonia che ieri mattina ha celebrato, a Povoletto, i cent’anni di Fondazione del Gruppo Ana che è intitolato a Giovanni Piccini, Medaglia d’argento al Valor militare. Un giovane originario di Bellazoia che sacrificò la sua vita durante la Prima Guerra Mondiale, al quale, di recente, una delegazione guidata dal capogruppo Ginelli Specogna, è andata a rendere omaggio al Cimitero monumentale di Verona dove riposa.

Va, però, ricordato che la sentita e anche a tratti commovente cerimonia – soprattutto quando sono stati ricordati i tanti che si sono adoperati nel Gruppo durante la recita della “Preghiera dell’Alpino” e quando sono risuonate le note della “Canzone del Piave” e del “Silenzio fuori ordinanza” – oltre a essere stata preceduta dalla Messa, celebrata da don Albino D’Orlando nella Chiesa di San Clemente messa a disposizione dal parroco don Luigi Gloazzo, ha contato anche dell’altro molto importante. Infatti, le celebrazioni avevano previsto, sabato sera, un evento ospitato nell’auditorium comunale, dove è avvenuta la presentazione del volume “Gruppo Alpini di Povoletto Una storia lunga cent’anni 1925- 2025”, un’opera corredata da un ricco repertorio fotografico che documenta le tappe di questo fertile percorso delle penne nere. Alla presentazione era poi seguito un concerto della Fanfara della Brigata Alpina Julia, diretta dal sergente maggiore Flavio Mercorillo.
Tornando, invece, alla cerimonia di ieri mattina, la Messa era stata preceduta dall’alzabandiera in largo Monsignor Luigi Cicuttini e da un corteo che ha sfilato in via Dante; quindi dopo il sacro rito, un nuovo corteo, aperto dalla Fanfara alpina sezionale di Orzano, ha raggiunto il monumento ai Caduti per la deposizione di una corona d’alloro. Sono quindi seguite le allocuzioni ufficiali. Hanno così preso la parola, il già citato capogruppo Specogna, il sindaco e alpino Giuliano Castenetto, Antonio Ruocco, presidente della sezione Ana di Cividale, che, nell’occasione, ha dato vita a Povoletto a un folto Raduno. Inoltre, in rappresentanza della Brigata Alpina Julia ha preso la parola per un saluto il tenente colonnello Andrea Leuti. Da citare poi, per la sua ricchezza, l’intervento di Maurizio Astori, ex presidente della sezione Ana di Parma, che ha ricordato pure il contributo dato dagli alpini nelle drammatiche giornate del dopo-terremoto in Friuli. Ha preso la parola anche il consigliere regionale Roberto Novelli assicurando, tra l’altro, il sostegno della Regione Fvg alle penne nere, ma in rappresentanza del Consiglio regionale sono intervenuti pure Manuela Celotti, Elia Miani ed Edy Morandini. Da ricordare, poi, la presenza del Gruppo “Mario Pagani” di Arzignano, gemellato con quello di Povoletto da vent’anni e con capogruppo Antonio Boschetti: per questa data significativa è stato realizzata e consegnata una targa ricordo.

Al momento ufficiale ha poi fatto seguito quello conviviale: il pranzo alpino sotto il tendone nel parco festeggiamenti che avevano appena ospitato la storica sagra agostana, dove ha presenziato anche la Fanfara di Orzano, regalando, dopo gli inni ufficiali in piazza, un momento coreografico e musicale. E a ricordo della storica giornata il volume dedicato al secolo del Gruppo, il gagliardetto e bollicine del Centenario, consegnati da Paolo Dallagnese, presidente di Beni Marsure, il tutto ad accompagnare l’invitante convivio segno di amicizia e fratellanza.
E, allora, va anche ricordato chi ha dato il sostegno per la realizzazione di queste giornate, pietre miliari nella storia del Gruppo Ana di Povoletto: Consiglio regionale Fvg, Bcc CrediFriuli, Amministrazione Beni Marsure, Cuarte d’Avost Pro Loco Povoletto, mentre il patrocinio e la collaborazione sono stati del Comune di Povoletto; inoltre, il riuscitissimo evento ha visto l’impegno, con il Gruppo Ana Povoletto, dell’Associazione Nazionale Alpini e dell’Ana Sezione di Cividale “Monte Nero-Alberto Picco”.

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In copertina, il saluto del capogruppo Ana di Povoletto Ginelli Specogna; all’interno, la sfilata degli alpini della Sezione di Cividale, la Fanfara di Orzano, le autorità intervenute alla cerimonia e l’omaggio al monumento ai Caduti in guerra.

L’Isola di Grado candidata a diventare una “cittadella” del Teatro di figura: l’idea di Piaggio all’Alpe Adria Puppet Festival

di Mariarosa Rigotti

Trasformare Grado in una “cittadella” del Teatro di figura. È l’idea lanciata da Roberto Piaggio, direttore artistico dell’Alpe Adria Puppet Festival, durante la presentazione dell’evento – prenderà il via il 18 agosto – ospitata nella sala consiliare dell’Isola. Da sottolineare che al Cta di Gorizia è stato affidato dal locale ufficio cultura un incarico quinquennale volto a realizzare un festival dedicato.

Questo atto arriva a coronamento di quello che è stato definito «un connubio trentennale» tra il sodalizio goriziano, Grado e l’Alpe Adria Puppet Festival che vi è approdato nel 1994, quando l’Isola del Sole fu scelta «come “semplice” vetrina, crescendo poi negli anni fino a diventare uno degli appuntamenti più significativi della stagione balneare». Come è stato sottolineato, «il Festival, che raccoglie le simpatie di bambini e famiglie, risulta infatti particolarmente significativo come momento di aggregazione grazie alla capacità delle performance di “parlare” a un pubblico di tutte le età e nazionalità attraverso il linguaggio poliedrico e senza confini del teatro di figura». E, quanto all’incarico quinquennale, «la disposizione viene a premiare l’impegno profuso in tutti questi anni dal Cta nella proposta di una rassegna che coniuga la voglia di leggerezza tipica del periodo vacanziero con la capacità di stimolare la riflessione e la curiosità di grandi e bambini, grazie a spettacoli sempre diversi proposti da compagnie di rilevanza internazionale».
Oltre agli spettacoli – il primo, come detto, lunedì prossimo, sulla Diga Nazario Sauro dove sarà presentata una produzione del Cta intitolata “Piccole storie. Il viaggio di Berta” -, ci sarà un laboratorio per bambini e genitori con l’illustratore e scultore friulano Emanuele Bertossi che guiderà i partecipanti nella costruzione di lanterne guardando alla tradizione marinara di Grado; il laboratorio troverà spazio nella biblioteca civica “Falco Marin” e si concluderà con il flash art “Luci di Mare. Un acquario effimero in calle Tognon”. Va, inoltre, ricordato che alla presentazione di questa edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival, oltre al direttore Piaggio, sono intervenuti il sindaco Giuseppe Corbatto, che ha manifestato la propria soddisfazione «per il solido legame fra il Cta e il Comune di Grado», gli assessori alla Cultura Lidianna Degrassi e al Turismo Greta Reverdito; hanno presenziato, inoltre, l’assessore alla cultura del Comune di San Canzian d’Isonzo, Flavia Moimas, e la dirigente del settore cultura di Cividale del Friuli, Angela Zappulla, in rappresentanza dei Comuni delle Vetrine del Festival, la consigliera della Fondazione Carigo Sonia Lucilla Travain. Mentre, nell’impossibilità a partecipare, messaggi di saluto e di buon augurio per il Festival sono arrivati dal presidente della V Commissione Cultura, Diego Bernardis, e dall’assessore regionale alla Cultura, Mario Anzil.

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In copertina e all’interno due immagini della presentazione del Festival presente il sindaco di Grado Giuseppe Corbatto.

L’omaggio a Verona degli alpini di Povoletto al sergente Giovanni Piccini Caduto nella Grande Guerra

di Mariarosa Rigotti

Una trasferta a Verona per rendere omaggio a un giovane originario di Bellazoia, il sergente Giovanni Piccini, morto durante la Prima Guerra mondiale e decorato con medaglia d’argento al valor militare e del cui nome si fregia il gruppo Ana di Povoletto capoluogo. Questa importante tessera è andata a comporre il prezioso mosaico che costituisce le celebrazioni per i 100 anni di fondazione del gruppo Ana di Povoletto e, infatti, una delegazione di penne nere della cittadina alle porte di Udine ha voluto rendere omaggio alla tomba del sergente Piccini che si trova nel cimitero monumentale della città scaligera. Questo durante un momento di viva commozione a cui ha partecipato pure Paolo, pronipote del sottufficiale caduto. Vi è intervenuto anche il sindaco di Povoletto, Giuliano Castenetto, indossando il cappello da artigliere di montagna e la fascia tricolore.

Una cerimonia questa, va sottolineato, voluta fortemente dal capogruppo Ana, Roberto Ginelli Specogna, proprio in occasione del centenario del sodalizio con la penna nera «per riunirsi in un sentito e commosso momento di preghiera e lasciare una corona di fiori sulla tomba del giovane di Povoletto che ha sacrificato la propria vita per la Patria, e che ha dato il nome al Gruppo Ana del capoluogo del Comune». A rendere omaggio a Piccini, anche il gonfalone del Comune di Povoletto, mentre a suonare gli squilli militari e il Silenzio d’Ordinanza c’era il trombettiere Denis Fiorini che è maestro direttore della Banda Ana di Caldiero Sezione di Verona e che è stato militare di leva nella Fanfara della Julia (1998-1999). Ma oltre a ricordare la toccante cerimonia, è giusto citare anche la motivazione dell’onorificenza a Giovanni Piccini che era nato il 29 aprile 1892 a Bellazoia, la piccola frazione di Povoletto, mentre morì all’ospedale militare di Verona nel 1916 a causa delle ferite riportate partecipando, nei ranghi del battaglione “Cividale”, a sanguinose battaglie. E la motivazione della decorazione suona proprio così: «Con intelligente e sereno ardire, primo fra i primi, si slanciò all’attacco di una forte trincea, attraverso il reticolato nemico. Ferito una prima volta, persistette nel suo ostinato proposito, finché, per una seconda ferita, dovette allontanarsi» (Monte Forno, 6 luglio 1916).

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In copertina e all’interno alcune immagini della commemorazione a Verona alla quale ha partecipato anche il sindaco Castenetto.

Povoletto ha festeggiato Luigino Merluzzi consigliere emerito di Beni Marsure. Dallagnese: preziosa la sua ricerca storica

di Mariarosa Rigotti

POVOLETTO – Luigino Merluzzi è stato nominato consigliere emerito di Beni Marsure “ad infinitum”. Una novità assoluta: infatti, nei 351 anni di storia dell’Ente mai è stato previsto o assegnato a nessuno questo riconoscimento. Una bella sorpresa per il maestro Merluzzi, originario di Magnano in Riviera, ma da tanti anni, di fatto e di sentimento, cittadino di Povoletto. Un significativo premio per quanto da lui fatto per la benemerita Amministrazione, grazie al suo attento impegno e ad una capillare ricerca. Il tutto è avvenuto durante una sentita e calorosa cerimonia e un partecipato momento conviviale, ospitati nel centro giovanile “Amici della solidarietà”, nell’area festeggiamenti del capoluogo. Vi sono intervenuti, tra gli altri, i familiari di Merluzzi, ma anche il sindaco Giuliano Castenetto che ha portato un saluto e il plauso a nome dell’amministrazione comunale, ricordando pure come Merluzzi rappresenti un «esempio incedibile, si è immedesimato nella nostra piccola comunità che è ricca culturalmente».


La bella e partecipata cerimonia, coordinata dal presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese, è stata arricchita da un prezioso video “dedicato a Luigino” di Elio Meroi. E vanno, pertanto, ricordate le motivazioni di questo importante riconoscimento su cui si è soffermato lo stesso Dallagnese, evidenziando, come già detto, la novità assoluta del premio e appunto come «questa cerimonia noi di Beni Marsure l’abbiamo voluta organizzare, a sua insaputa, in onore di Luigino Merluzzi».
E allora il responsabile del benemerito Ente ha evidenziato introducendo le motivazioni del riconoscimento: «Nel Dna di questa Amministrazione importante, direi essenziale, la circolazione delle idee che però poi devono essere concretizzate». E ancora: «Focalizzandoci su quanto conta davvero, abbiamo pensato a Luigino quale figura preziosa per la nostra comunità, una persona che merita tutta la nostra gratitudine. Esempio di correttezza che ha sempre saputo approcciarsi agli interlocutori con disponibilità nel raccontare e quindi offrire tutto il suo bagaglio personale frutto di decenni di ricerche storiche. Un amico, protagonista insostituibile della ricerca storica dei Beni Marsure, di cui per anni è stato anche vicepresidente, portata avanti senza risparmio di energie. Persona di straordinaria disponibilità ed altruismo divulgativo, discreto e generoso, un esempio per le nuove generazioni. Entusiasta e punto di riferimento nel fornire indicazioni sui periodi storici che ci hanno anticipato».
Un impegno fattosi concreto, con il riuscire, dopo il lungo iter ricordato da Dallagnese, a dimostrare che i Beni Marsure «costituiscono un patrimonio di proprietà della popolazione di Povoletto capoluogo e pertanto distinto dai Beni comunali e demaniali». E il «commissario degli Usi civici, dopo attenta visione, nel 2004 firmò il decreto di svincolo dei Beni Marsure. Quella fu la nostra liberazione e da lì parti tutto quello che oggi è sotto gli occhi di tutti». E, ricordando quanto accaduto in questo ventennio, ha affermato: «Un’attenta gestione equilibrata ed espansiva che dal 2005 consenti di intraprendere e sviluppare interessanti opportunità economiche di business senza andare ad indebolire il patrimonio, anzi valorizzandolo». Pertanto, Dallagnese ha sottolineato: «Tutto questo andava ricordato per comprendere la motivazione dell’assegnazione del titolo di consigliere emerito a Luigino Merluzzi da parte dell’Amministrazione Beni Marsure di Povoletto».

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In copertina, il presidente Paolo Dallagnese mentre consegna il riconoscimento a Luigino Merluzzi; all’interno, altre due immagini della festa a Povoletto.

Beni Marsure, dal libro dedicato alla loro Povoletto da Conchione e Bazzaro alla gratitudine all’emerito Luigino Merluzzi

di Mariarosa Rigotti

Giornata significativa, quella di oggi, per l’Amministrazione Beni Marsure di Povoletto. Infatti alle 12, nel capoluogo, il centro giovanile “Amici della solidarietà” ospiterà la cerimonia di conferimento del titolo di consigliere emerito a Luigino Merluzzi. La giornata odierna è, però, solo una fra le tante significative promosse dall’ente benemerito.

Così, tra le altre, va ricordata la recente presentazione del volume “Povoletto passeggiando per le vie del mio paese” , edito da “La Libreria” di Pietro Boer di Cividale che, come ricorda il presidente Paolo Dallagnese, è «frutto della scrittura di Francesco Conchione ed Edi Bazzaro di Povoletto». Va ricordato che la pubblicazione del libro è avvenuta anche grazie al determinante contributo dell’Amministrazione Beni Marsure. Inoltre, come sottolinea lo stesso Dallagnese, «copia sarà distribuita a tutte le famiglie di Povoletto capoluogo».
E riguardo alla presentazione dell’opera, va ricordato che, dopo l’introduzione di Francesco Conchione, che è appunto, uno degli autori, era seguito il saluto del sindaco Giuliano Castenetto per l’amministrazione comunale; quindi, aveva preso la parola il presidente Dallagnese ricordando «quanto siano importanti questi supporti cartacei o visivi per trasferire ai posteri la storia di Povoletto». Successivamente, era intervenuto il giornalista e docente Walter Tomada illustrando i contenuti del libro e sottolineandone «la facilità della lettura e la fluidità espressiva utilizzata».
Da ricordare, infine, che la presentazione era stata ospitata in una corte caratteristica di via Roma messa a disposizione dalla famiglia Sebastianutto e con il sostengo della Pro Loco e Circolo Culturale San Clemente. Mentre, oggi, come detto, l’appuntamento è al centro giovanile.

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In copertina, il libro dedicato a Povoletto e all’interno un momento della sua presentazione mentre parla Paolo Dallagnese che ha accanto i due autori con il professor Walter Tomada.

Impegno di Beni Marsure anche per i più giovani di Povoletto con il dono di volumi alle scuole d’infanzia e primaria

di Mariarosa Rigotti

L’impegno di Beni Marsure sul territorio del Comune di Povoletto, come è noto, si orienta su numerosi fronti: tra questi, c’è l’attenzione ai più giovani. A questo riguardo va citata la recente donazione fatta proprio dall’Amministrazione Beni Marsure di una serie di volumi alle scuole dell’infanzia e primaria (elementare) del Comune alle porte di Udine e che fanno parte dell’Istituto comprensivo di Faedis. Va sottolineato, che i titoli, come ricorda il presidente Paolo Dallagnese, «erano stati concordati con le insegnanti».


Un gesto significativo, dunque, che ha avuto un riscontro tangibile, come ricorda lo stesso Dallagnese: «Abbiamo ricevuto, direi inaspettatamente, uno scritto da parte della dirigente scolastica dottoressa Michela Maffei». I libri, va ricordato, sono stati consegnati dal presidente di Beni Marsure alla professoressa Ilaria Saccavini, coordinatrice della scuola dell’infanzia, e alla professoressa Lia Costantini, che invece coordina la primaria di Povoletto.
E, certo, può essere interessante scoprire quanto inviato a Dallagnese e sottoscritto dalla dirigente scolastica Maffei e dalla collaboratrice della dirigente stessa Mariarosa Amadori: «Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento, anche a nome degli alunni, per il generoso dono dei libri destinati ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria di Povoletto». E ancora «Il vostro gesto è un segno concreto di attenzione verso l’educazione e la crescita culturale delle nuove generazioni. Donare un libro significa offrire un’opportunità di scoperta, immaginazione e apprendimento: un regalo prezioso che i nostri bambini sapranno sicuramente apprezzare». La missiva si conclude: «Vi siamo profondamente grati per il sostegno e la vicinanza dimostrata alla nostra scuola e ci auguriamo di potere continuare a collaborare in futuro».

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In copertina e all’interno, il presidente Paolo Dallagnese mentre consegna i libri a Ilaria Saccavini (scuola dell’infanzia) e a Lia Costantini (scuola primaria).

Povoletto, Paolo Dallagnese da 30 anni alla guida dei Beni Marsure: il nostro parco solare risponde puntualmente alla richiesta di energie rinnovabili

di Mariarosa Rigotti

«Così come la medicina della gioia è la più potente in natura, altrettanto lo è la nostra abnegazione nel prestare piena ed incondizionata disponibilità verso l’amata Povoletto in un frullato di amore e sentimenti». Con questa riflessione, ha concluso la sua relazione Paolo Dallagnese, rieletto per il trentesimo anno consecutivo presidente di Beni Marsure, ente che l’anno scorso ha raggiunto il prestigioso traguardo di 350 anni di fondazione (comunque la relazione morale è pubblicata nel dettaglio su www.benimarsure.it). L’occasione è stata offerta dall’assemblea ordinaria convocata con “invito personalizzato” ai capifamiglia residenti a Povoletto capoluogo da almeno cinque anni, a cui era seguita la riunione del consiglio di amministrazione (previa accettazione scritta degli eletti), convocata proprio per nominare i dodici componenti, compresi presidente e vice. Così, il direttivo che amministrerà l’ente nei prossimi due anni, oltre al citato Dallagnese – confermato, come detto, presidente (e che, tra l’altro, nel 2026 raggiungerà il traguardo di cinquant’anni ininterrotti di presenza in Beni Marsure) -, risulta formato dal vicepresidente Giuliano Ballico e dai consiglieri Ginelli Specogna, Elio Meroi, Lorenzo Merluzzi, Giorgio Tosolini, Luciano e Renzo Sebastianutto, ed Edi Bazzaro; mentre revisori dei conti sono risultati Virgilio Strizzolo, Andrea Scubla e Giuseppe Missana.


Così, riguardo alla proficua e variegata attività dell’ente, va ricordato il progetto del parco solare i cui lavori prenderanno il via a breve e che sorgerà nell’area artigianale Povoletto Nord, progetto su cui c’era stato un affollato incontro lo scorso febbraio nel Centro giovanile. L’attenzione era stata focalizzata proprio sul parco solare, il cui progetto era stato presentato a cura della Società superficiaria diritto di superficie e Società realizzatrice: a tale riguardo, era stato redatto dal consiglio di di Beni Marsure un documento unitario; inoltre, l’amministrazione Beni Marsure, come spiega dallo stesso ente il presidente Dallagnese, «per essere sicura di fare le cose bene, tutelarsi e tutelare il territorio, si è fatta seguire dall’avvocato di Cassazione Angelica Citossi», legale, tra l’altro, presente alla riunione e alla quale era stato rivolto un ringraziamento.
Quindi, va citata una sottolineatura sull’ente, fatta nell’occasione, come ricorda il presidente: «Meglio spiegare bene cosa rappresentano i Beni Marsure. Sono un ente privato non commerciale, autonomo e indipendente, apolitico, che paga le tasse come tutti i normali cittadini. Rappresenta esclusivamente la comunità di Povoletto capoluogo, quindi i frutti che ne derivano dalla gestione, al bisogno, vengono riversati sulla stessa attraverso, per esempio, Associazioni locali e Parrocchia».
Dallagnese ha ricordato, poi, come è formato il consiglio di amministrazione, che ha dodici componenti e viene eletto dall’assemblea ordinaria e opera in forma completamente gratuita. «Appare pertanto chiaro ed evidente – ha sottolineato Dallagnese – il limite entro il quale uno deve ragionare e commentare. Tanti apprezzamenti abbiamo ricevuto anche nel corso delle celebrazioni per il 350° anniversario e non solo in loco, ma anche da Roma».
Quindi, il presidente è entrato nel “vivo” della questione con una chiosa: «Già dal 2022 abbiamo ritenuto inutile trincerarsi dietro buoni propositi che non portano a nulla. Infruttuoso continuare a parlare di trovare soluzioni per diminuire gli impatti ambientali e poi non accettare nessun cambiamento. Quindi, stop alla retorica, perché ormai da anni è arrivato il momento di decidere e l’Europa ha già posto come limite il 2030 per aumentare le energie rinnovabili. Come saprete, il Friuli Venezia Giulia entro il 2030 dovrà produrre almeno 1960 megawatt di energia attraverso fonti rinnovabili. A parole siamo tutti favorevoli a spegnere le centrali a carbone o a gas, che sono le cause dei danni climatici, purché i nuovi impianti non siano fatti nelle proprie vicinanze. Questa è la sindrome dei tanti che sono capaci di dire solo no».
E allora Dallagnese ha ricordato l’antefatto: «Noi, invece, la transizione energetica l’abbiamo ritenuta una occasione da cogliere al volo. Il 30 settembre 2022 abbiamo organizzato un incontro pubblico dove abbiamo annunciato, tra le altre cose, l’avvio delle trattative per la formulazione del progetto di un parco solare. Tutto ovviamente condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica. Poi le cose sono andate avanti con la stipula di un compromesso d’intenti con la Pvk srl dove sono stati inseriti gli ingredienti principali del contratto notarile preliminare e definitivo per la concessione a pagamento del diritto di superficie sottoscritti successivamente».
Ricordati anche i benefit legati a questo contratto: per prima cosa, l’installazione dell’illuminazione notturna delle lancette dell’orologio sui quattro lati della cella campanaria della Chiesa di Povoletto, più l’inserimento di un gruppo di accumulo di capacità 15 kwh sull’impianto fotovoltaico già presente presso il Centro giovanile di Povoletto; poi diecimila euro perché nel parco solare, oltre alla mitigazione di legge, vengano trapiantate lavanda ed altre piante resistenti agli sbalzi climatici e, trovando un apicoltore, possibilità di inserire entro lo stesso delle arnie; e quindi una contribuzione economica atta a far visitare il parco alle scolaresche, attività formativa nelle scuole o auditorium sui temi dell’energia.
Dallagnese ha fatto anche una sottolineatura sull’informazione data sul progetto: «Noi come tutti i privati, non abbiamo l’obbligo di pubblicare bollettini informativi su quello che facciamo. Tuttavia, in tutte le occasioni in cui è stato possibile farlo di certo non abbiamo tenuta celata l’iniziativa del parco solare che potrà portare solo benefici al capoluogo Povoletto. Anche l’amministrazione comunale di Povoletto, pur non avendo competenze sull’autorizzazione, è stata costantemente informata. Quindi, ci fosse necessità di ribadirlo, questa operazione per noi è un vanto, un orgoglio. I bravi amministratori evitano gli immobilizzi infruttiferi per cui quel terreno, se nel 2022 non avessimo optato per il parco solare, avrebbe potuto ospitare un insediamento produttivo tipo quello da poco avviato nei paraggi. Quindi, fabbricati industriali che senz’altro sarebbero di maggiore impedimento alla visibilità del panorama circostante».


Dallagnese non ha mancato di elencare le tappe che hanno preceduto l’incontro del settembre 2022: sempre quell’anno, l’8 giugno, una commissione interna Beni Marsure nominata dal Cda e formata da quattro persone aveva incontrato sindaco e vicesindaco del Comune di Povoletto per illustrare l’iniziativa che intendeva portare avanti; l’8 agosto c’era stato un incontro del Cda Beni Marsure con il sindaco Giuliano Castenetto, il vice Marchina, gli assessori Tarnold e Macor, ed era stato invitato anche l’amministratore unico della Pvk srl, Fonseca, interlocutore Beni Marsure ed interessato ad ottenere un diritto di superficie sui terreni area artigianale Povoletto Nord. «Suo compito – ha ricordato Dallagnese – era stato illustrare come si realizza, a grandi linee, un impianto solare come quello che si intenderebbe realizzare salvo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni. Nello specifico, era stato esplicitato che una volta accordato il diritto di superficie Beni Marsure non avrebbe dovuto assolvere ad altre incombenze significative».
Quindi, il 12 agosto alcuni consiglieri Beni Marsure avevano incontrato il citato Fonseca per un sopralluogo dell’area cui la Pvk era interessata. «L’interlocutore aveva eseguito anche riprese aeree con drone», quindi il 30 settembre era stato indetto dall’amministrazione Beni Marsure il citato incontro pubblico, ospitato sempre al Centro giovanile, dove era stato annunciato «l’avvio delle trattative per la concessione del diritto di superficie su terreni di proprietà atte a consentire la formulazione del progetto per un parco solare. Tutto, ovviamente, condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica in Regione. Erano presenti anche gran parte dei conduttori dei terreni agricoli, area oggetto dell’iniziativa, con i quali qualche mese dopo sarebbero stati risolti amichevolmente i contratti di affitto, con la partecipazione ed il benestare del sindacato della Coldiretti. Tra il pubblico anche i presidenti delle Associazioni più rappresentative di Povoletto, tra le quali Pro Loco, Circolo culturale San Clemente e Ana
oltre, ovviamente, al consiglio di amministrazione Beni Marsure». Paolo Dallagnese ha ricordato, infine, i numerosi articoli sull’argomento pubblicati sulla carta stampata e online.

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In copertina, Paolo Dallagnese, a sinistra, durante l’assemblea di Beni Marsure ; all’interno, due immagini dell’area interessata a Povoletto dal parco solare.