Dino Persello domani a Mortegliano ricorderà Ottavio Bottecchia fra i “misteri paralleli” con Marco Pantani

(g.l.) Mentre si riparla di Giro d’Italia, con riferimento soprattutto alla sicuramente storica tappa Treviso-Gorizia Nova Gorica che, passando per Cormons, sarà dedicata al ricordo di Bruno Pizzul, il grande giornalista sportivo da poco scomparso, a Mortegliano Dino Persello, da sempre innamorato dello sport con le due ruote, aprirà una pagina sul ciclismo del Novecento per ricordare Ottavio Bottecchia. Con il suggestivo titolo “A vae mi – O voi jo – Vado io”, l’attore sandanielese dà appuntamento domani, alle 20.45, al ristorante Da Nando, dove proporrà un “Racconto emozionale-teatrale di un mito indiscusso!”.


«Sono certo – anticipa Persello – che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corroso dal sale di un museo del mare. La sua umanità e generosità fuori dal comune». A conclusione del racconto, Dino Persello modererà un’analisi di Renato Bulfon e Alessandro Gallici sui “misteri paralleli” fra Ottavio Bottecchia e Marco Pantani.
Ricordiamo che quasi un secolo fa, era il 1927, a Peonis a poca distanza dal capoluogo di Trasaghis, si consumava l’ultimo atto della vita di Bottecchia, da qualche anno il più forte ciclista del mondo. «Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – ha sottolineato Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aveva osservato Persello proprio in occasione della “prima” del suo spettacolo presentata, giustamente, a Trasaghis lo scorso ottobre – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». E aveva aggiunto: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità».

Dino Persello

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In copertina e all’interno il grande Ottavio Bottecchia in due mitiche tappe.

A Casarsa ciclismo da 40 anni: sicurezza sulle strade ricordando Silvia e Pantani

Una serata per promuovere il pedalare in sicurezza, nel ricordo di Silvia Piccini (la giovane ciclista di Sedegliano morta in aprile, ad appena 17 anni, mentre si allenava dopo essere stata travolta da un’auto) e celebrare i 40 anni di attività del Gruppo Ciclistico di Casarsa: questo il programma di “Un viaggio in bicicletta per promuovere la sicurezza sulla strada” di domani 2 agosto, appuntamento conclusivo della rassegna comunale di cinema estivo di Casarsa della Delizia, gestita dalla Pro Loco, con anche la proiezione del film dedicato a Marco Pantani. Il Gruppo ciclistico di Casarsa, presieduto da Renato Gregoris, ha una trentina di tesserati e in questi quattro decenni di attività ha percorso migliaia di chilometri, raggiungendo in bicicletta, nel 2015, anche Santiago de Compostela.

La premiazione di Enrico Gasparotto.

Si parte alle 20.30 all’Antico Frutteto del Giardino di Palazzo Burovich de Zmajevich con un momento in cui si discuterà di sicurezza stradale per pedoni e ciclistici. Interverranno i rappresentanti dell’associazione Il Picchio Rosso di Sedegliano, un gruppo formatosi in ricordo di Silvia che recentemente ha pedalato sino a Roma per sensibilizzare tutti sul tema. A seguire, la consegna da parte dell’amministrazione comunale di una targa celebrativa al Gruppo Ciclistico Casarsa per i suoi 40 anni di attività, sempre vissuti per promuovere lo sport e l’aggregazione nella comunità. Poi alle 21.15 la proiezione a ingresso libero del film “Il caso Pantani – l’omicidio di un campione”. Un docudrama sulla morte, ma anche sull’animo del campione di Cesenatico molto amato dal pubblico. È consigliata la prenotazione in ottemperanza alle misure sanitarie anti Covid-19 contattando la Pro Casarsa via telefono o Whatsapp al numero 338.7874972 oppure via e-mail all’indirizzo procasarsa@gmail.com

Da ricordare che nello scorso fine settimana della Sagra del Vino, sempre rimanendo in tema ciclistico, Comune, Pro Loco, Vecchie Glorie, Sas Casarsa e lo stesso Gruppo Ciclistico hanno donato una targa a Enrico Gasparotto, appena ritiratosi dalle corse professionistiche in cui ha portato in alto il nome della sua Casarsa della Delizia vincendo, tra le altre gare, il campionato italiano 2005, due Amstel Gold race (2012 e 2016) e vestendo la maglia rosa al Giro 2007.

 

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In copertina, Silvia Piccini con la sua amata bici morta ad appena 17 anni.