Ritorna Open Dialogues for the Future: anteprima a Udine con Gentiloni e Tremonti in vista del forum di marzo. Bini: qualità, formazione e management saranno gli assi del Friuli Venezia Giulia

(g.l.) «Nel quadro geopolitico complesso in cui ci siamo abituati ad agire, il Friuli Venezia Giulia si sta preparando con quelli che ritengo siano gli assi per affrontare il futuro: qualità, preparazione, formazione, lungimiranza». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo ieri, a Udine, all’anteprima della quarta edizione di Open Dialogues for the Future a cui hanno preso parte Paolo Gentiloni, co-chair della task force sulla crisi del debito dell’Onu e già presidente del Consiglio, e Giulio Tremonti, presidente della Commissione affari esteri della Camera dei Deputati.

IL TEMA – “Oltre il disordine: verso la costruzione di nuovi equilibri globali” è il tema su cui si sono confrontati gli ospiti. «Da ottimista guardo all’Europa con fiducia – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga -. Finora l’Unione europea mi era sembrata passiva, attendista, poco coraggiosa, ma negli ultimi mesi ha dato segnali importanti. Ne cito due: gli accordi di libero scambio con l’India e l’accordo con il Mercosur dimostrano quanto la nostra Europa sia viva e pronta a giocare un ruolo da player forte». Bini ha offerto il proprio contributo di analisi partendo dai “cigni neri” e constatando come «eventi imprevisti, choc improvvisi, discontinuità radicali non sono più l’eccezione: sono diventati la normalità con cui chi governa, a qualsiasi livello, deve fare i conti quotidianamente. Pandemia, crisi energetica, tensioni geopolitiche, dazi, guerre: il disordine è diventato il contesto permanente entro cui l’amministratore pubblico è chiamato a operare. E proprio per questo la nostra responsabilità non è quella di subire passivamente queste turbolenze, ma di costruire gli strumenti per mettere ordine oltre il disordine, per trasformare l’incertezza in opportunità, per fare della resilienza una capacità sistemica del nostro territorio». Da qui l’analisi sul ruolo del Friuli Venezia Giulia che, secondo Bini «in questo quadro, può e deve essere protagonista. La nostra regione è la porta dell’Europa sul mondo». L’assessore ha richiamato due poli strategici quali il Porto di Trieste e il Valico di Tarvisio. «A partire dal prossimo aprile, il Porto di Trieste ospiterà il nuovo servizio “Dragon”, che partendo da Shangai collegherà con una frequenza settimanale i porti cinesi con quelli americani, attraversando il Mediterraneo e facendo tappa proprio nello scalo regionale. La Regione sta investendo con convinzione su porto e retroporto». «Il Valico di Tarvisio – ha aggiunto Bini – si sta affermando come alternativa competitiva al Brennero, grazie anche alla progressiva riduzione dei tempi di percorrenza verso Vienna e il Centro Europa. Tarvisio è la dimostrazione concreta che investire nella rete degli interporti e nella logistica significa investire in competitività delle imprese». Infine, Bini ha richiamato la programmazione regionale con l’Agenda Fvg Manifattura 2030, un documento che traccia le linee di sviluppo del sistema produttivo nei prossimi anni e gli investimenti sul sistema territoriale e imprenditoriale, che ha determinato un aumento dell’export.

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L’intelligenza artificiale

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha promosso un nuovo appuntamento di alto profilo dedicato alla sfida tecnologica del momento, l’intelligenza artificiale. Giovedì 12 febbraio, alle 17, la Sala Valduga della sede di Udine in Piazza Venerio ospiterà, infatti, il seminario dedicato all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese. L’incontro vedrà come protagonista l’economista Marco Martella, figura di spicco già direttore della sede di Trieste della Banca d’Italia, che metterà a disposizione delle aziende la propria esperienza per un approfondimento sulle dinamiche economiche e tecnologiche attuali. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale rappresenti già un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza operativa, supportare le decisioni manageriali e rafforzare la competitività in contesti di mercato complessi. Attraverso il contributo di Martella, l’ente camerale conferma il suo ruolo di guida nel percorso di trasformazione digitale del tessuto produttivo locale e offre a imprenditori e operatori economici gli strumenti necessari per aggiornarsi e stare al passo con le evoluzioni globali, affrontando il tema con una visione pratica. L’obiettivo centrale è infatti aiutare le imprese a compiere il salto decisivo dalla sperimentazione all’implementazione, trasformando l’Ia in uno strumento tangibile di crescita e controllo. Il sistema camerale italiano si è consolidato nel tempo come un punto di riferimento istituzionale imprescindibile per la digitalizzazione. «In questo solco – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine prosegue nel suo impegno di erogare formazione gratuita ma di alta qualificazione, pensata specificamente per supportare le imprese locali affinché non perdano il “treno” dell’innovazione. Governare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo efficace e sostenibile è oggi il requisito fondamentale per individuare applicazioni ad alto impatto capaci di creare valore nei processi aziendali». Le adesioni per partecipare all’evento devono pervenire entro domani, mercoledì 11 febbraio, attraverso la compilazione del modulo online disponibile al link dedicato e in evidenza su www.pnud.camcom.it, fino al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili. Per ulteriori informazioni e supporto organizzativo, le imprese possono rivolgersi alla segreteria dell’incontro chiamando il numero 0432.273266 o via mail a progetti.speciali@pnud.camcom.it

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I CONTENUTI – Pronta al via, dunque, la nuova edizione di Open Dialogues for the Future, il forum internazionale ideato e promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con The European House – Ambrosetti (Teha) e con la direzione scientifica di Federico Rampini. L’iniziativa si avvale del sostegno dei partner istituzionali Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli e gode del patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il programma della quarta edizione, che si terrà a Udine giovedì 5 e venerdì 6 marzo, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa ospitata in Sala Valduga. Alla prima parte istituzionale sono intervenuti il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, il presidente della Fondazione Friuli Bruno Malattia e, come detto, l’assessore regionale Bini. La presentazione dell’edizione 2026, illustrata nel quadro d’insieme e nel dettaglio dal giornalista Rampini, in viedocollegamento, e dal coordinatore dell’evento per Teha Filippo Malinverno, ha preceduto un’importante anteprima di contenuto, con gli interventi in sala degli onorevoli Gentiloni e Tremonti.
Open Dialogues for the Future 2026 nasce e si rinnova da quattro anni per portare Udine al centro del dibattito sulla situazione geopolitica e geo-economica mondiale. Una riflessione che godrà anche quest’anno dell’intervento di una trentina di relatori nazionali e internazionali, per fornire al pubblico preziosi approfondimenti utili a interpretare meglio un contesto complesso, segnato da una moltiplicazione dei fronti di tensione e da un’accelerazione dei cambiamenti. Un quadro problematico, che incide direttamente sulle economie europee e sui sistemi produttivi più aperti ai mercati internazionali. Accanto all’analisi dei grandi equilibri globali, l’edizione 2026 introduce due nuovi focus tematici: uno dedicato all’area dell’Arabia Saudita, zona in forte evoluzione e sempre più rilevante per le imprese italiane e del Fvg; l’altro sull’Intelligenza artificiale, oggi fattore imprescindibile di competitività, innovazione e sicurezza economica.

I COMMENTI – «Viviamo una fase storica in cui i fronti di instabilità si moltiplicano e cambiano volto con una rapidità inedita – ha commentato il presidente Da Pozzo –. Dalla nuova stagione politica degli Stati Uniti, con ricadute globali che toccano anche dossier apparentemente lontani come Groenlandia e Iran, ai conflitti ancora aperti in Ucraina e in Medio Oriente, fino alle grandi trasformazioni tecnologiche guidate dall’Intelligenza artificiale. In questo scenario, Open Dialogues vuole offrire alle imprese, alle istituzioni e ai cittadini strumenti di lettura solidi e autorevoli per comprendere il mondo che cambia e orientare scelte consapevoli. È una responsabilità che come Camera di Commercio sentiamo fortemente, soprattutto in un territorio come il nostro, da sempre aperto ai mercati internazionali».
«Il sistema Italia – ha aggiunto il direttore Rampini –, a cominciare dalle imprese esportatrici, ha bisogno di essere illuminato sugli scenari mondiali in questa fase di turbolenza. L’informazione quotidiana troppo spesso è urlata, catastrofista, perché si piega alle ideologie, agli schieramenti di parte, o perché insegue il linguaggio dei social. Il nostro Forum è una rara occasione per ascoltare voci di esperti da tutto il mondo, in un’analisi approfondita, lucida, pacata, che aiuti a capire dove stiamo andando»
«Lo scenario geopolitico attuale – ha quindi precisato il coordinatore del programma Odff, Filippo Malinverno di Teha – è caratterizzato da una forte concentrazione di rischi interconnessi: tensioni militari persistenti, crescente rivalità geoeconomica tra grandi potenze, instabilità nei mercati energetici e una generale perdita di fiducia nell’ordine multilaterale. Il sistema globale sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, segnata da un aumento dei conflitti ibridi, dalla competizione tecnologica e dalla pressione sulle catene del valore. Eventi come Open Dialogues creano uno spazio di confronto fondamentale tra istituzioni, imprese, accademia e policy maker, permettendo di interpretare le dinamiche geopolitiche e geoeconomiche con uno sguardo sistemico».

IL LUOGO – L’edizione 2026 di Open Dialogues for the Future sarà ospitata quest’anno interamente nella Chiesa di San Francesco, nel centro storico di Udine. Il programma completo, costantemente aggiornato, è disponibile sul sito ufficiale www.opendialogues.eu, da dove sarà possibile anche iscriversi tramite modulo online: la partecipazione è gratuita, ma l’iscrizione alle sessioni di incontri è obbligatoria. Tutte le informazioni sono reperibili anche sul sito della Camera di Commercio www.pnud.camcom.it e sui canali social della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

L’edizione 2026 di Odff beneficia delle partnership di Sky, Corriere della Sera, Gruppo Nem e Ansa Fvg.

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In copertina, il tavolo dei relatori con in videocollegamento Federico Rampini; all’interno, foto di gruppo degli intervenuti che hanno parlato di fronte a una sala affollata; Paolo Gentiloni e Giulio Tremonti.

Competitività delle imprese, a Udine due incontri con l’economista Martella. Domani il primo sulla finanza moderna

La finanza moderna come bussola per le imprese, tra scenari europei e globali che cambiano con rapidità e nuove sfide che attraversano mercati e settori produttivi. Sarà un’occasione importante per le imprese friulane quella offerta da due prossimi seminari organizzati dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine con l’intervento di Marco Martella, economista finanziario, consulente autonomo e già direttore della sede di Trieste della Banca d’Italia. Il primo appuntamento è in programma domani, 7 ottobre, dalle 11 alle 12.30 nella sede camerale di Udine (piazza Venerio, sala Gianni Bravo della Cciaa). Qui Martella accompagnerà imprenditori e professionisti in un approfondimento sui principi e gli strumenti della finanza moderna applicati alla gestione del portafoglio, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese.

Giovanni Da Pozzo

© Foto Petrussi

«La finanza e i mercati finanziari si sono molto evoluti e il loro processo evolutivo è molto veloce – spiega Martella –. Essere consapevoli e avere nelle proprie aziende figure professionali indipendenti dalle reti distributive è cruciale per predisporre i giusti piani finanziari. I principi Esg, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale sono aspetti dell’oggi che stanno trasformando anche la finanza e gli strumenti che essa mette a disposizione».
Concetti che toccano da vicino la quotidianità di chi fa impresa: dalla capacità di leggere i segnali dei mercati alla necessità di aggiornare costantemente la gestione delle risorse finanziarie, fino a una visione più ampia delle opportunità di sviluppo. «È un’opportunità interessante – sottolinea il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo – perché portare un esperto come Martella a disposizione delle imprese significa offrire strumenti concreti per orientarsi in uno scenario complesso e in continua trasformazione. La competitività oggi passa anche dalla capacità di comprendere i linguaggi della finanza e di tradurli in strategie per la crescita».
Il ciclo di seminari proseguirà mercoledì 30 ottobre con un secondo appuntamento dedicato all’analisi degli scenari europei e globali come guida per le decisioni di investimento delle imprese. Anche in questo caso Martella metterà a disposizione la sua esperienza per aiutare gli operatori a distinguere fenomeni e tendenze, cogliendo le chiavi di lettura necessarie per restare competitivi.

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In copertina, l’economista finanziario Marco Martella atteso domani a Udine.

Economia Fvg, la Banca d’Italia e il suo report stamane all’ente camerale a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche in Sala Valduga a Udine i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per stamane, 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia.
«Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo.

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In copertina, particolare della facciata della sede della Banca d’Italia a Trieste.