Anche a Confcooperative Pordenone il porta gel del Granello sanvitese

L’emergenza Covid-19 non ferma il nascere di nuove idee alla cooperativa sociale “Il Granello” di San Vito al Tagliamento. Per venire incontro alle necessità di negozi, enti, associazioni e uffici di mettere a disposizione il disinfettante mani all’ingresso, ha progettato delle originali basi porta gel igienizzante, tutte personalizzate e decorate, prodotte a mano nel nuovo laboratorio di taglio laser del centro socio-occupazionale per persone adulte con disabilità. Una di esse è stata consegnata anche a Confcooperative Pordenone, di cui “Il Granello” fa parte.
“Un’idea originale – ha spiegato Maria Rosa Toffolon, presidente della coop sociale – che sta avendo un buon riscontro. Siamo felici di questo nuovo laboratorio di taglio laser per i nostri utenti: decorare a mano i porta gel permette loro di sperimentare, accrescere e affinare le proprie capacità percettive, creative e di elaborazione”.
Anche Confcooperative Pordenone ha quindi ora beneficiato di uno di questi oggetti personalizzati. A consegnarlo direttamente nelle mani del presidente Luigi Piccoli e del direttore Marco Bagnariol è stata proprio la stessa presidente Toffolon assieme a Maria Cristina, utente del centro. Il porta gel igienizzante donato raffigura un grande campanile con ben visibile il logo di Confcooperative Pordenone, alludendo a come l’ente sia un po’, come il campanile, punto di riferimento della comunità rappresentata da tante cooperative del territorio.
“Ringraziamo la Cooperativa Il Granello – hanno detto Marco Bagnariol e Luigi Piccoli – per questo gradito dono che, oltre ad essere utile e bello da vedere, è anche la dimostrazione di come la cooperativa sia stata capace di reinventarsi, di trovare nuove idee e di continuare ad essere al fianco delle persone più fragili e delle loro famiglie proponendo attività stimolanti anche a fronte delle difficoltà dettate dalla pandemia. Le sue creazioni sono uniche ed originali, curate nei dettagli e speriamo che molti negozi, enti, associazioni scelgano di sostenere i progetti di questa cooperativa acquistandole”.

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In copertina, la consegna ai vertici di Confcooperative Pordenone.

Pordenone, le cooperative sociali in difficoltà con i grandi appalti comunali

Le cooperative sociali di tipo B si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nel manifatturiero, commercio, servizi e agricoltura: un sistema che in Friuli occidentale vede 11 realtà aderenti a Confcooperative Pordenone e Consorzio Leonardo, per un totale di 311 soci dei quali 83 svantaggiati e 65 volontari. Le persone inserite sono seguite nel loro diritto ad avere un lavoro consono alle loro condizioni di fragilità. Un lavoro che oltre a essere fondamentale per la propria realizzazione economica, lo è anche per quella personale e terapeutica, facendo sentire utili per la società le persone svantaggiate.

Luigi Piccoli (Confcooperative Pn)


Ma l’epidemia da Covid-19 ha reso questi ultimi mesi molto ardui per le cooperative, che ora devono anche fare i conti con una tendenza da parte dei Comuni della zona di indire appalti per grandi servizi e con grandi importi, nei quali le realtà locali invece non sono competitive. Però l’emergenza sanitaria ha anche creato delle nuove opportunità, prontamente colte da quelle cooperative che si occupano di sanificazione e cura del verde. Infine, la ripartenza del settore manifatturiero pordenonese ha portato a nuovi ordini conto terzi per grandi aziende del territorio da sempre attente al valore sociale del lavoro, a partire dalla Savio.
Questi gli spunti emersi nella riunione che i rappresentanti delle cooperative L’Acero Rosso, Il Piccolo Principe, Futura, Karpòs e Fvg Servizi hanno avuto con il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, il direttore Marco Bagnariol e Giuliana Colussi, referente provinciale del settore delle cooperative sociali. Riflessioni condivise poi con le altre cooperative del gruppo Il Seme, Arca, Oasi, Solidarietà familiare, La Fenice e Il Ponte.
“Da parte delle nostre associate – spiega Bagnariol – c’è l’apertura a una maggiore sinergia tra di loro per rispondere a queste richieste, ma va sottolineato il rischio di un impoverimento del tessuto imprenditoriale locale se proseguirà da parte del settore pubblico il concentramento dei servizi in soli grandi appalti. Si potrebbe perdere il valore aggiunto che le nostre realtà offrono rispetto ad altre, ovvero la profonda conoscenza dei territori e delle comunità nonché delle relazioni sociali che li contraddistinguono”.
Tanto più che le cooperative sociali di tipo B del Friuli occidentale hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione dettata dal Covid-19. “In autunno ci saranno le elezioni in diversi Comuni del territorio – conclude Luigi Piccoli, che è anche presidente del Consorzio Leonardo – e sarà nostra cura presentare ai candidati sindaco il valore che le cooperative sociali producono per le comunità. Con quest’opera di sensibilizzazione proveremo a far capire come in vari settori, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei rifiuti fino all’economia circolare nel nuovo quadro della green economy, come per esempio nel riutilizzo degli indumenti, ci sono già delle realtà locali che lavorano bene e con passione. Il riavvio degli ordini da parte del settore privato manifatturiero è un segnale positivo che speriamo si amplifichi nei prossimi mesi”.

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In copertina e all’interno: le cooperative sociali del Pordenonese sono attive anche nei settori meccanico-manifatturiero e agricolo.

Pordenone, sostegno alle coop che assumono donne e disoccupati

Finanziamento al 100% di progetti di investimento di importo compreso tra 5 mila e 50 mila euro per realtà, cooperative comprese, che impiegano Neet (maggiorenni sotto i 29 anni di età che non lavorano né studiano), donne inattive e disoccupati di lunga data: si tratta del nuovo bando nazionale Invitalia chiamato “Selfiemployment” che mette a disposizione agevolazioni per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali. Confcooperative Pordenone, con i suoi uffici, è a disposizione per supportare nella fase di presentazione delle domande, le quali vanno presentate online a partire dal mezzogiorno di lunedì 22 febbraio.

Marco Bagnariol


“Si tratta di un’iniziativa – spiega Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone – che permette di potenziare le risposte occupazionali per settori della popolazione che sono andati maggiormente in sofferenza a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19. Donne e giovani sono stati i più colpiti e con il nostro supporto vogliamo dare la possibilità a quelle cooperative che hanno i requisiti, di accedere ai fondi”.
Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi, senza garanzie, rimborsabili in 7 anni con rate mensili che decorrono dopo dodici mesi dall’erogazione del prestito. I settori economici ammessi sono tutti quelli relativi alla produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising; ad esempio, sono compresi i settori del turismo (alloggio, ristorazione, servizi), servizi culturali e ricreativi, servizi alla persona, servizi per l’ambiente, servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione), risparmio energetico, energie rinnovabili e trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013.
“Si tratta d’interventi – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – preziosi per sostenere l’occupazione nelle nostre cooperative, le quali già tanto hanno fatto a livello sociale durante questi mesi vissuti in emergenza. Una strada, quella dell’aiuto alle associate, che proseguiremo anche nel 2021, anno che speriamo a livello sanitario ci possa dare speranza con i vaccini ma che a livello economico sarà forse ancora più complicato di quello appena trascorso”.

Luigi Piccoli

Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434/378700 e-mail: pordenone@confcooperative.it).

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In copertina, ecco la sede di Confcooperative Pordenone.

A Pordenone tasso zero a donne e giovani che costituiscono una cooperativa

Opportunità per nuove imprese costituite da donne e giovani: nello scenario socio-economico sorto dalla pandemia da Covid-19, nuovi progetti imprenditoriali potranno dare risposta al diritto al lavoro di numerose persone. Per coloro che volessero costituire una cooperativa, Confcooperative Pordenone mette a disposizione i propri uffici per accedere al bando nazionale “Nuove imprese a tasso zero”, incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.
“Si tratta di una serie di agevolazioni – spiega il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rivolte a tutti coloro i quali intendono costituire un’impresa, ma anche alle imprese già costituite da non più di 60 mesi. Previsti sia forme di finanziamento agevolato ad un tasso pari a zero della durata massima di dieci anni, che contributi a fondo perduto per un importo complessivamente non superiore al novanta per cento della spesa ammissibile. Siamo contattati costantemente da persone interessate a costituire una cooperativa e questo bando può essere di grande aiuto per nuove realtà che muovono i primi passi. Da parte nostra garantiamo il massimo sostegno nella fase di avvio attraverso i nostri uffici”.
Sono finanziabili le iniziative per produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; commercio di beni e servizi; turismo. Possono essere ammessi anche progetti riconducibili a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, nella filiera turistico-culturale e relativi all’innovazione sociale.
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434.378700 e-mail pordenone@confcooperative.it).
“La cooperazione – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è un sistema economico capace di assorbire le crisi e salvaguardare fatturati, occupazione e reti sociali. Il coronavirus ha colpito duramente anche nel Friuli occidentale, specialmente in alcuni settori, ma non ci ha abbattuti e la nascita di nuove cooperative al femminile e giovanili potrà essere un concreto segnale di speranza”.

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In copertina, il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol; qui sopra, il presidente Luigi Piccoli.

Pordenone, al via il Servizio civile per 13 giovani

Si sono aperte le porte delle cooperative sociali aderenti al progetto del Consorzio Leonardo Pordenone per accogliere i giovani che svolgeranno un anno in Servizio civile. Nella sede di Confcooperative Pordenone si è tenuto un primo incontro di formazione in cui il presidente Luigi Piccoli ha presentato i due progetti (“Pordenone… Insieme è meglio” e “Diventare grandi insieme”), oltre alle modalità di affiancamento alle persone disabili e ai minori.
I giovani – dodici ragazze e un ragazzo – opereranno in queste sedi: il centro diurno di coop Acli a Cordenons, a Villa Jacobelli a Sacile e a La Pannocchia di Codroipo gestite da coop Fai, al centro diurno della Coop Futura a San Vito, al centro diurno della Coop Il Piccolo Principe a Casarsa, al centro residenziale della Coop Il Granello a San Vito e al Ponte a Ghirano di Prata, alla Comunità di accoglienza minori a Pordenone e al centro diurno di Maniago della cooperativa Laboratorio Scuola.
Nelle cooperative del Consorzio Leonardo sono passati in quasi dieci anni un centinaio di giovani, che hanno avuto la possibilità non solo di fare un’esperienza di vita stimolante ed arricchente, ma anche di entrare direttamente in un ambiente di lavoro strutturato. Anche coloro che partecipano quest’anno saranno seguiti da un tutor e riceveranno dall’Ufficio Nazionale del Servizio Civile 439,50 euro al mese. Nel quaderno dedicato a queste esperienze di Servizio civile – e scaricabile dal sito www.consorzioleonardo.pn.it – sono state raccolte alcune riflessioni di chi ha svolto il servizio in questi anni.
“Questo progetto – ha affermato il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – è la dimostrazione di quanto alla nostra organizzazione stia a cuore l’impegno formativo a favore delle giovani generazioni. E siamo molto soddisfatti che tra i sedici giovani del progetto che si è concluso un mese fa, due abbiano già trovato lavoro nelle cooperative sociali del Consorzio Leonardo”.

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In copertina e qui sopra i giovani che partecipano al Servizio civile nella sede di Confcooperative Pordenone.

A Pordenone il futuro preoccupa le Cooperative, ma il sistema tiene

di Gi Elle

Per il mondo cooperativo della Destra Tagliamento la situazione economica è fonte di preoccupazione, anche se la crisi non “morde” più come negli anni addietro. Confcooperative Pordenone ha, infatti, ufficializzato i risultati della sua rilevazione annuale “Dieci domande sul futuro”, studio che punta a rilevare il “sentiment” dei cooperatori del Friuli occidentale sull’anno in corso rispetto a quello precedente. “Una ricerca – ha spiegato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – che “fotografa” la percezione della situazione economica da parte degli stessi operatori cooperativi che vivono il “mercato” ogni giorno: uno strumento che ci sta dando elementi molto preziosi di studio, anche perché siamo arrivati alla terza edizione e il confronto tra le varie annualità permette una lettura ancora più approfondita”.
La ricerca, condotta dal sociologo Paolo Tommasin con l’apporto dello stesso Piccoli, del direttore Marco Bagnariol e Marco Fioretti degli uffici di Confcooperative Pordenone, si basa sulle risposte date dai presidenti o loro delegati delle 151 cooperative iscritte a Confcooperative Pordenone nel periodo tra marzo e aprile scorsi. Veniamo, allora, ai risultati.

Soltanto il 37% ha risposto che il 2018 non è stato un anno di crisi, con la restante parte del pubblico che si è diviso tra una percezione di crisi parziale (56%) e crisi generale (7%). E questo sentiment, paradossalmente, è in antitesi con il volume di affari (solo per il 26% delle cooperative è calato), quantità di personale dipendente (per il 38% di coloro che hanno risposto è aumentato) e di investimenti (diminuiti solo per il 19%). Campanello d’allarme invece per la liquidità (per il 53% è tra cattiva e mediocre), mentre l’accesso al credito è rimasto invariato per l’86% delle cooperative che hanno risposto. Quasi speculare la percentuale di chi ha risposto che l’attuale andamento economico generale lo preoccupa (59%) e che gli investimenti nel 2019 saranno stabili rispetto le annate precedenti (56%). Il settore che vede più positivamente la situazione è quello delle cooperative sociali (33,81% di valori positivi) al quale fa da contraltare la distribuzione (solo 29,67% di dati positivi). In linea con la media generale di Confcooperative Pordenone (32,26%) le cooperative agricole (32,47%) e il settore lavoro-servizi (31,63%).

Ma è nel confronto con le precedenti rilevazioni del 2016 e 2017 che si evidenzia come siamo tornati in un periodo di incertezza. Aggregando i dati, nel 2017 il 50% delle cooperative aveva sostenuto che l’anno era stato assolutamente non critico: ora, nel 2018, siamo al 36,84%, di poco sotto, nella percezione positiva, al 38,33% del 2016. “In generale – ha concluso Piccoli – le nostre cooperative percepiscono una certa stabilità, qualche settore vede anche positivamente i prossimi mesi, ma colpisce il fatto che, basandosi sui dati d’inizio anno, già si percepiva una certa preoccupazione per l’evolversi della situazione economica. Tendenza, quest’ultima, crescente stando a quando ci hanno raccontato negli ultimi incontri che abbiamo avuto prima della pausa estiva”.
I dati rilevati non si discostano dal quadro nazionale: un’analoga rilevazione compiuta dall’ufficio Studi & Ricerche di Confcooperative evidenzia, infatti, una sostanziale corrispondenza tra le risposte fornite a livello territoriale e quelle emerse dal campione di imprese diffuse sull’intero territorio nazionale.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pn Luigi Piccoli.