Coop Live, il grande successo della prima giornata al Castello di Valvasone è dovuto all’unità della cooperazione pordenonese

«È stato molto importante per noi e per la cooperazione pordenonese organizzare questa prima giornata aperta al territorio tutti insieme nello splendido contesto del Castello di Valvasone. Un contesto culturale gestito da una nostra aderente, la cooperativa Ortoteatro, nel quale siamo riusciti a dimostrare la capacità di lavorare insieme delle nostre cooperative e a mostrare quelli che sono i servizi, i prodotti e l’eccellenze delle nostre imprese»: con queste parole Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone, ha tracciato un bilancio della prima edizione di Coop Live che, lungo tutta domenica scorsa, visto protagonista il mondo della cooperazione del Friuli occidentale. Mentre parco Pinni è stato dedicato al mercatino cooperativo, alle attività per famiglie con giochi e laboratori e al chiosco, il Castello ha visto ospitare le degustazioni guidate e il convegno “Storie di tutto rispetto – Azioni concrete per un futuro sostenibile e inclusivo”.

I saluti iniziali hanno visto prendere la parola, assieme a Dubolino, anche il consigliere regionale Markus Maurmair, presidente della II commissione: da lui è arrivato l’annuncio di voler prossimamente lavorare su una legge regionale dedicata alle cooperative di comunità (era presente anche il consigliere regionale Andrea Carli). Interventi pure del sindaco di Valvasone Arzene Fulvio Avoledo, dell’assessore comunale di Pordenone alle politiche sociali, Guglielmina Cucci, e di Lino Mian, vicepresidente di Banca 360 Fvg sponsor della giornata. A curare la manifestazione il personale di Confcooperative Pordenone guidato dal direttore Marco Bagnariol.
Roberta Tossutto, membro del consiglio di amministrazione di Ortoteatro, ha illustrato il progetto Mani in Arte che ha visto l’artista Mauro Fornasier creare una scultura ispirata al Bacco di Michelangelo tutta realizzata con gli scarti delle viti americane e delle barbatelle forniti dai Vivai Cooperativi Rauscedo, leader mondiale della vivaistica. Non solo: un’altra grande opera, realizzata sempre con gli stessi materiali, è stata installata nel parco e assemblata assieme alle parti che gli utenti delle cooperative sociali del territorio (persone fragili e con disabilità) hanno creato nei laboratori del progetto Mani in Arte nelle scorse settimane. Durante la giornata altri laboratori hanno coinvolto bambini per realizzare l’ultima parte dell’allestimento che quindi è cresciuto con il contributo di tutti. Mani in Arte realizzato da Ortoteatro e Coop Live realizzato da Confcooperative Pordenone sono progetti sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Friuli Venezia Giulia.
A condurre il dibattito del convegno la giornalista Natascha Lusenti – volto noto televisivo (tra i vari programmi da lei condotti Atlantide su La7 e diversi altri), nota voce radiofonica (Risvegli in Ovunque sei Morning show su Radio2) e scrittrice (Al mattino stringi forte i desideri è il suo romanzo d’esordio ) – che ha intervistato i presidenti di quattro cooperative impegnate nel rendere sempre più sostenibili i propri processi produttivi e inclusive le proprie dinamiche lavorative: Marianna Belvedere (Spazio Geco Società Cooperativa Pavia), Alessandro Leon (Vivai Cooperativi di Rauscedo), Enrico Tita (CEA Cooperativa Edile Appennino) e Giorgio “Siro” Carniello (Credima Società di Mutuo Soccorso San Giorgio della Richinvelda).

Poi, come detto, spazio alle attività. Per quanto riguarda l’ambito sociale, per tutta la giornata si è tenuto il Mercatino del “Regalo di Valore” a cura delle cooperative sociali Karpos “Ridoprin Lab”, Il Piccolo Principe, Solidarietà Familiare, Il Granello, Coop Noncello “Zona Franca”, Nuovi Vicini “T-Essere”, Il Giglio. Sui banchi i prodotti realizzati dai laboratori delle cooperative che coinvolgono persone con disabilità, fragili o richiedenti asilo. Presenti anche il Ludobus di Melarancia Un Posto per Giocare e Lambe Lambe – teatri in miniatura, una particolarissima forma di teatro per uno spettatore alla volta. E ancora “Un Carico di Giochi” – rompicapi, installazioni e prove di abilità per tutte le età e “Costruisci il tuo segnalibro!” laboratorio di legatoria con la Cooperativa Solidarietà Familiare mentre la cooperativa Esibirsi ha portato a Coop Live la cantautrice Michela Franceschina. Gettonati anche i laboratori aperti al pubblico con La Cucina dei Colori de Il Piccolo Principe, Cjapati il Chapati con Baobab e Nuovi Vicini, E-VAN a Valvasone, laboratorio di Arte Collettiva con Ascaretto, Un ritmo senza tempo con Polinote, Creare con l’argilla della cooperativa Il Granello. Ortoteatro ha proposto anche le visite guidate Un Castello da favola.
Infine, per quanto riguarda le iniziative del settore agroalimentare è stata proposta ai visitatori la box picnic in cui i prodotti delle Latterie di Marsure, Palse e Fontanafredda, Cipa, Cooperative Agricole Castions e FruttaFriuli sono diventati ingredienti per i saporiti piatti della Cucina delle Fratte della cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Alle degustazioni protagoniste le cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone in collaborazione con Consorzio Doc Friuli. A presentare il tutto Giuliana Masutti e sommelier Maria Teresa Gasparet. Hanno proposto i propri prodotti Latteria di Palse e Latteria di Marsure (con Fildilat – Latterie pordenonesi di filiera), forno Cooperative Agricole Castions Calice, Cantina di Rauscedo, Copropa Cooperativa produttori patate Fvg, La Rossa Pezzata Fvg, Vini San Giorgio, FruttaFriuli, La Volpe sotto i Gelsi, Vini La Delizia. E inoltre dimostrazione di Filatura della mozzarella con Latteria di Palse e L’Arte del Formaggio con Latteria di Marsure.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini della festa di Coop Live.

Un Coop Corner in centro a Pordenone dove la cooperazione è protagonista

Un angolo di centro storico di Pordenone tutto dedicato alla cooperazione, “motore” socio-economico del Friuli occidentale: ha aperto le porte Coop Corner, nuovo spazio di incontro delle realtà produttive, economiche e sociali del territorio, a cura di Confcooperative Pordenone. Sarà attivo, da luglio a dicembre, in Corso Vittorio Emanuele II numero 56, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica, grazie alla disponibilità di Concentro offerta all’interno del progetto della Cciaa Pordenone-Udine “Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese”.

In occasione dell’inaugurazione, è stato presentato il ricco programma che sino a fine anno vedrà ogni settimana, salvo il mese di agosto, protagoniste alcune delle realtà aderenti a Confcooperative Pordenone che presenteranno le proprie attività in una serie di eventi. Inoltre, attraverso i totem informativi allestiti nel Coop Corner, viene mostrato cos’è la cooperazione, quali e quante cooperative operano nel territorio provinciale, cosa fanno e come possono essere utili a enti, associazioni e consumatori.
«Coop Corner non è un semplice spazio informativo – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli -, ma un punto di connessione tra il nostro mondo cooperativo e il cuore di Pordenone, capoluogo punto di riferimento per tutta la sua area vasta. Questo corner “mette in vetrina” le nostre realtà, promuovendone non solo i servizi ma anche i valori mutualistici. Sarà un modo diretto e moderno per farci conoscere a un pubblico ancora più ampio. Grazie alla Camera di Commercio di Pordenone-Udine: per sei mesi, grazie al coordinamento dei nostri uffici guidati dal direttore Marco Bagnariol e alla partecipazione delle nostre cooperative aderenti, questo sarà il centro della nostra attività comunicativa, aperto a tutti».
All’inaugurazione presenti anche Silvano Pascolo, presidente di Concentro, che ha sottolineato l’importanza di questo progetto nel cuore del centro pordenonese, e Morena Cristofori, assessore alle attività produttive del Comune di Pordenone, che ha ricordato il valore della cooperazione per il territorio. A salutare gli intervenuti anche il consigliere regionale Markus Maurmair. Alla fine buffet con prodotti delle cooperative locali.
Nel mese di luglio Coop Corner osserverà i seguenti orari: il mercoledì dalle 10 alle 12.30; giovedì dalle 10 alle 12.30 e dalle 20 alle 23 in occasione dell’apertura serale dei negozi; venerdì dalle 15.30 alle 19.30; sabato dalle 9.30 alle 13.30.
Ecco, dunque, i primi appuntamenti del mese di luglio. Da mercoledì 12 a sabato 16 protagonista del Coop Corner sarà la cooperativa Co.Pro.Pa Produttori Patate Fvg. Giovedì 13 dalle 20 alle 21.30 “Fiabe sotto le Stelle” a cura di Melarancia. Sabato 15 alle 11 “Le Ricette della tradizione, evento con degustazione” a cura di Co.Pro.Pa Produttori Patate Fvg. Giovedì 20 dalle 21 “Una Voce sotto le Stelle” a cura della Scuola di Musica SoundCem.

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In copertina, un momento dell’inaugurazione: da sinistra, Pascolo, Piccoli, Cristofori e Bagnariol; all’interno, due immagini del Coop Corner e il Totem informativo.

Primo maggio di Confcooperative Pordenone con oltre 8 mila occupati in 130 realtà associate

Primo maggio, Festa dei lavoratori: un’occasione per analizzare lo stato del lavoro nel mondo delle associate a Confcooperative Pordenone, che in provincia vede oltre 8 mila persone occupate in 130 cooperative. «Ognuna di loro – spiega il presidente Luigi Piccoli – è importante perché con il proprio lavoro ogni giorno consolida i valori mutualistici alla base della nostra azione cooperativa».
Nel dettaglio, la situazione occupazionale è solida. «La cooperazione – prosegue il presidente – infatti riesce a mantenere maggiori opportunità di lavoro anche a fronte di disoccupazione crescente, mostrando quindi di essere un sistema anticiclico e che punta alla piena occupazione nelle sue realtà. Non solo, la ricerca di particolari figure in alcuni ambiti, per esempio nella cura alla persona e in agricoltura vede, anche attualmente, una certa disponibilità di posti liberi, pure non stagionali».
Non mancano, però, le criticità. «Stiamo ancora riprendendoci – sottolinea Piccoli – dall’emergenza sanitaria e affrontando come il resto del mondo produttivo le conseguenze della guerra e dei rincari, a partire dai prodotti energetici. A questo si aggiunge, specificatamente per il settore agricolo, il problema siccità. Ma grazie a filiere corte e territoriali, attenzione alla sostenibilità e progetti innovativi, come le comunità energetiche rinnovabili cooperative, siamo impegnati a rispondere a queste sfide».
Tra gli spunti attuali di riflessione quello della dimensione etica del lavoro. «Il posto di lavoro – conclude Piccoli – deve essere anche un motore di welfare. Per questo, con i nostri uffici guidati dal direttore Marco Bagnariol informiamo le cooperative su varie opportunità, come la copertura sanitaria integrativa Cooperazione Salute di Confcooperative nazionale, che sul territorio ha visto un aumento delle adesioni del 65% nell’ultimo triennio».

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli.

Centri estivi, ottimo bilancio grazie alle proposte di Confcooperative Pordenone

Con il mese di luglio, si è conclusa anche gran parte dei centri estivi nel Friuli occidentale: anche quest’anno quelli proposti dalle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone sono stati un valido supporto alle famiglie con il coinvolgimento di bambini e ragazzi in attività ricreative e formative. Tra punti verdi e corsi musicali, le cooperative Babylandia, Melarancia, Farandola, Marameo e Il Piccolo Principe hanno gestito tramite i propri operatori centinaia di giovanissimi utenti, anche in collaborazione con le amministrazioni comunali.
«Già nell’estate del 2020 e 2021 – ha commentato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – le cooperative sociali con impegno e nonostante le tante difficoltà avevano garantito un servizio di livello rispettoso delle direttive sanitarie anti-contagio. Quest’estate, con il rientro delle emergenze, è stata più serena sotto tale punto di vista, per cui la passione e le proposte dei centri estivi cooperativi non son venute meno».
«Ancora una volta – ha aggiunto Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone – il tratto che ha contraddistinto la proposta delle nostre cooperative aderenti è stato quello della competenza e serietà, per la serenità delle famiglie».

Luigi Piccoli

 

Servizio civile al via per nove giovani nelle cooperative sociali pordenonesi

Sono nove le ragazze e i ragazzi selezionati dal Consorzio Leonardo per il Servizio civile universale che nei giorni scorsi hanno iniziato le loro attività di assistenza a persone con disabilità e nell’ambito dell’agricoltura sociale. Il progetto che li vede coinvolti si chiama “Fragilmente forti” e prevede che i 9 volontari svolgano dodici mesi di servizio in una delle sei cooperative sociali. Un coinvolgimento di giovani nelle attività del territorio che arriva in concomitanza con la Giornata mondiale della cooperazione di domani 3 luglio.
«Si tratta di una bella esperienza di crescita personale ma anche professionale – ha spiegato il presidente del Consorzio Leonardo e di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli -, un’opportunità per questi nove giovani che potranno sperimentare le proprie competenze e impegnarsi in un progetto utile per il territorio e per il benessere delle persone coinvolte». «La giornata mondiale delle cooperazione – ha aggiunto il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – è un momento di riflessione sui valori della cooperazione che qui in Confcooperative Pordenone e nelle nostre associate portiamo avanti sul territorio del Friuli occidentale, da sempre propenso alla mutualità, ogni giorno».

Sei volontari svolgeranno il servizio alla cooperativa Futura e Il Granello a San Vito al Tagliamento, al Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, alla cooperativa Fai di Sacile e alla cooperativa Acli di Cordenons. Questo progetto si chiama “Senza limiti” e prevede che i sei volontari siano impegnati nei centri diurni e residenziali affiancando gli operatori in attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia a favore delle persone con disabilità fisica e sofferenza psichiatrica.
Tre volontari saranno invece impegnati a La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale del Piccolo Principe a San Vito al Tagliamento, agli orti sociali di Torrate del Piccolo Principe a Chions e alla cooperativa Il Seme di Fiume Veneto. Questo progetto denominato “Coltiviamo inclusione” prevede che i tre giovani svolgano sia attività di agricoltura supportando le persone in stato di fragilità sia attività di progettazione e di promozione della struttura e dei prodotti. Il servizio dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico ministeriale di 444,30 euro mensili. I volontari svolgeranno circa 25 ore settimanali e all’interno di queste vi sono un importante pacchetto formativo di 114 ore e un tutoraggio finale orientato alla ricerca del lavoro di 27 ore ciascuno.

«Il Consorzio ormai opera nel Servizio civile da oltre 15 anni – ha concluso Piccoli -, più di 100 giovani hanno già sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono estremamente gratificanti. Infatti, una media del 30% di ragazzi/e hanno trovato impiego nelle cooperative in cui hanno svolto il Servizio civile una volta finita l’esperienza».

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In copertina, i giovani volontari con il presidente Piccoli e il direttore Bagnariol.

 

Confcooperative Pordenone, a Rauscedo è nato il gruppo dei Giovani imprenditori

Costituito ufficialmente il nuovo gruppo Giovani imprenditori di Confcooperative Pordenone, che ha organizzato l’evento “Innesti – Cooperare per generare nuovi frutti” ai Vivai Cooperativi Rauscedo, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. La costituzione del gruppo rientrava negli obiettivi del programma per i 70 anni dalla fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.


I giovani cooperatori locali hanno incontrato il presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Dennis Maseri che è intervenuto sul tema “cooperazione e intergenerazionalità” sottolineando come le imprese italiane abbiano un fondamentale bisogno di giovani per gestire la transizione digitale e quella ambientale ed Elisa Calzuola referente per la formazione Giovani Imprenditori Confcooperative su “cooperazione e formazione”, con la formazione come elemento fondamentale in cooperativa anche per favorire l’adesione sempre maggiore delle giovani donne. Coordinatore del gruppo pordenonese è Luca Luison, presente assieme a Ilaria Miniutti e agli altri membri del gruppo, al vicepresidente di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino e al direttore Marco Bagnariol. Presenti anche il sindaco di San Giorgio, Michele Leon, e Pietro D’Andrea, presidente dei Vivai cooperativi Rauscedo, oltre a diversi altri presidenti di cooperative del territorio. Trasmesso durante la riunione un video saluto del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.
«Nel 70° anniversario di fondazione dei Confcooperative Pordenone – ha scritto nel suo indirizzo di saluto il presidente Luigi Piccoli – questo appuntamento assume una rilevanza particolare perché testimonia la voglia di dare continuità ai valori che caratterizzano e contraddistinguono la cooperazione. I giovani cooperatori sono per tutti noi un vero motore carico di entusiasmo. Il loro impegno ci rassicura sulla conservazione e valorizzazione, nel tempo, di un patrimonio che noi stessi abbiamo ereditato. La costituzione del gruppo giovani cooperatori è uno dei principali obiettivi del Piano di mandato di Confcooperative Pordenone».
Come rilevato dallo studio del professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, per il 70mo dalla fondazione, il 71% delle cooperative associate a Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani tra i suoi soci e addetti. Un mondo che ora ha la sua voce all’interno di Confcooperative Pordenone.

Le iniziative del 70mo anniversario sono sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-Udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, C.a.r.a.c, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, Luca Luison coordinatore del gruppo pordenonese (all’interno); qui sopra, i relatori alla riunione di Rauscedo.

Confcooperative Pordenone ha 70 anni: ora un nuovo logo e poi tanti eventi

Confcooperative Pordenone, realtà composta da oltre 150 associate e oltre 50 mila soci, è pronta a celebrare il suo 70mo anniversario dalla fondazione e per farlo ha presentato il suo nuovo logo elaborato per l’occasione: l’annuncio ha dato il via agli eventi celebrativi che a partire dal 10 settembre e fino al 27 novembre coinvolgeranno non solo le cooperative aderenti, ma anche i cittadini del Friuli occidentale, a testimonianza di come i valori della cooperazione siano ancora validi dopo sette decenni.

LA RICORRENZA

La Provincia di Pordenone nacque “solo” nel 1968, ma Confcooperative Pordenone ora compie 70 anni. Infatti, l’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, che poi assunse il nome di Confcooperative Pordenone, sorse il 15 settembre 1951. “L’essere nati prima ancora della Provincia – spiega il presidente Luigi Piccoli – fu reso possibile dal fatto che questo territorio già da fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, nel credito con le casse rurali e in ambito agricolo, come la prima cooperativa in assoluto a Maniago nel 1882, e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Da queste forti radici ripartiamo oggi per guardare al futuro, cogliendo l’occasione del 70mo anniversario per trovarci e riflettere anche sulle prove a cui la pandemia ci ha sottoposto, evidenziando ancora una volta come passione e resilienza dei nostri cooperatori abbiano permesso di risolvere molti problematiche negli ultimi mesi”.

GLI EVENTI

Il nuovo logo riprende gli elementi della comunicazione coordinata di Confcooperative evidenziando l’importante traguardo temporale raggiunto. L’esordio della nuova veste comunicativa è solo il primo degli appuntamenti in programma nelle prossime settimane. “La cooperazione – aggiunge il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – costituisce un patrimonio economico-imprenditoriale del Friuli occidentale spesso poco conosciuto, a volte considerato obsoleto o ignorato da un clima culturale che mette l’accento in misura maggiore sulla dimensione individuale, più che su quella collettiva. I valori che guidano la nostra associazione sono però sempre più attuali e tramite questi eventi vogliamo renderli più accessibili a tutti”. Finale il 27 novembre alla Fiera di Pordenone con il convegno sui 70 anni alla presenza dei massimi rappresentanti di Confcooperative, a partire dal presidente nazionale Maurizio Gardini. In mezzo altri eventi, da uno spettacolo dei Papu sulla figura del prete cooperatore di Torre monsignor Giuseppe Lozer al tradizionale appuntamento a Pordenonelegge fino al ricordo del senatore, e già presidente di Confcooperative Pordenone, Bruno Giust, passando per eventi curati dalle Donne cooperatrici e dai settori delle Cooperative agricole, sanitarie, sociali e dei Giovani cooperatori.
“Dopo questi eventi – conclude Piccoli – ripartiremo con ancora più energia verso i prossimi 70 anni. Siamo fortemente convinti che la vera sfida per il prossimo futuro sia che la cooperazione diventi il punto di riferimento per chi vuole fare impresa creando valore nel territorio, per coloro che coltivano gli ideali di solidarietà, inclusività e collaborazione”.

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In copertina, Piccoli e Bagnariol con il nuovo logo di Confcooperative Pordenone per i settant’anni.

 

Cooperative Pordenone e crisi sanitaria: salvaguardati i livelli occupazionali

Anche in Friuli Occidentale il 3 luglio si celebra la Giornata Internazionale delle Cooperative riconosciuta dalle Nazioni Unite e giunta alla sua 27ª edizione. Tema di questo 2021 sarà “Ricostruire meglio insieme”: le cooperative di tutto il mondo mostreranno come stanno affrontando la crisi causata dalla pandemia Covid-19 con solidarietà e resilienza. Confcooperative Pordenone ha effettuato un’indagine interna su un campione delle proprie associate per capire quanto l’emergenza sanitaria abbia impattato sulla situazione occupazionale, alla luce anche del recente stop al blocco dei licenziamenti. Risultato: pur vivendo situazioni gravi, come quelle del settore turismo-spettacolo-asili (con anche il -70% del fatturato nel 2020) i livelli occupazionali sono rimasti stabili, confermando l’attenzione della cooperazione verso i lavoratori anche in caso di crisi.

Marco Bagnariol

«Non abbiamo indicazioni – analizza il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rispetto all’ipotesi che, venuto meno il blocco dei licenziamenti, le cooperative adotteranno procedure di riduzione del personale. Anzi. La partecipazione mutualistica, ovvero il coinvolgimento reale di produttori e lavoratori nella conduzione delle imprese, dimostra il valore della cooperazione per l’economia sociale del territorio, con un’attenzione reale al valore della persona. Da quanto ci risulta, diverse cooperative hanno programmato nuove assunzioni. A fronte del calo dei fatturati ed alla contrazione delle marginalità molte cooperative reagiscono investendo sul capitale umano».

La sede pordenonese.

Le cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone danno lavoro a oltre 5 mila persone. Sono tante e diverse le storie che s’incontrano al loro interno, dalla persona che ha perso il lavoro di una vita e ha ora speranza per il futuro grazie ai progetti di agricoltura sociale passando ai laboratori socio-occupazionali per persone con disabilità e fragilità delle cooperative sociali. E ancora, professioni tendenzialmente dallo scarso potere contrattuale in quanto legate a contratti individuali che hanno invece trovato forza grazie all’aggregazione, come per esempio nelle cooperative di attori e maestranze legate allo spettacolo. Il tutto senza dimenticare i casi storici della cooperazione agricola, di consumo e del credito cooperativo. Tutte realtà che hanno saputo rispondere al meglio alle sfide poste dal Covid-19. «Questo perché – conclude il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – cooperazione e mutualità significano flessibilità e capacità di reazione di fronte alle difficoltà; i cooperatori pordenonesi, in particolare, sanno reagire individuando nuovi percorsi e progettando nuove attività. “Ricostruire meglio insieme” è davvero lo slogan che descrive al meglio il carattere dei nostri cooperatori».

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 In copertina, il presidente di Confcooperative Pn Luigi Piccoli.

Cooperative, anche luci nel Pordenonese nonostante il duro colpo della pandemia

Nella cooperazione friulana fortunatamente ci sono anche alcune luci, non solo ombre causate dalla pandemia e dalle misure adottate per contrastarla. I dati statistici confermano, infatti, che il 2020 è stato un anno difficile per il settore che fa parte di Confcooperative Pordenone, anche se una recente rilevazione, entrando nel dettaglio, racconta di come ci siano comparti che durante l’emergenza sanitaria sono addirittura cresciuti: per esempio, quello della cooperazione di consumo e quella agricola, avendo quindi ora uno sguardo più sereno sul futuro. Di contro, c’è la grande difficoltà dei settori delle cooperative sociali, del lavoro-servizi, culturali e turistiche.

Il presidente Luigi Piccoli.

La ricerca, denominata “Dieci domande sul futuro” rappresenta il sentiment dei soci di Confcooperative Pordenone ed è giunta alla quarta edizione. Curata dal sociologo Paolo Tomasin, ha visto la collaborazione del presidente Luigi Piccoli, del direttore Marco Bagnariol e di Marco Fioretti degli uffici dell’ente.  La sostanziale “durezza” del 2020 sul mondo cooperativistico risulta molto evidente confrontando le quattro edizioni della rilevazione. Infatti, la percentuale delle cooperative che hanno risposto di aver avuto un anno di crisi generale o parziale ha avuto questo andamento percentuale: nel 2016 il 56% , 2017 50%, 2018 64%, 2020 76%. E invece la previsione di un anno successivo migliore è scesa dal 40% al 13,2% nello stesso periodo di tempo.
Il volume di affari è per 4 cooperative su 10 diminuito rispetto al 2019. Inoltre, per 9 cooperative su 10 l’attuale andamento economico è molto o abbastanza preoccupante. Sintetizzando, a livello aggregato sono i settori delle cooperative sociali, di lavoro e servizi, culturali e turistiche a evidenziare maggiori difficoltà nell’anno terminato, mentre ad un livello intermedio si collocano le cooperative agricole. Un 2020 generalmente positivo invece, come detto, per le cooperative di consumo.
Confortante comunque l’aspetto occupazionale. “Va ricordato infatti – spiega il presidente Piccoli – che anche nelle crisi economiche degli anni scorsi la cooperazione ha dimostrato di essere capace di assorbire le difficoltà, salvaguardando fatturati e posti di lavoro: anche questa volta è così, visto che da quanto emerge dalla rilevazione nel 2020 solo l’11% delle cooperative ha diminuito il personale, per un 68% è rimasto stabile e c’è stato anche un 21% che lo ha pure aumentato”. “La previsione per il 2021 – ha aggiunto il direttore Bagnariol – è di sostanziale stabilità, quindi non si vede all’orizzonte un gran cambiamento rispetto alla situazione attuale: c’è attesa, anche per capire che tipo di ripartenza economica ci sarà soprattutto a partire dall’estate e quale sarà l’effetto delle vaccinazioni, che a quanto si vede al momento stanno dando un’ulteriore speranza a tutti i settori”.

I DATI – La rilevazione ha interessato 118 società attive iscritte a Confcooperative Pordenone, alle quali è stato sottoposto un questionario nei primi mesi di quest’anno riguardo l’esperienza avuta nel 2020. Sul fronte della percezione, il 76% delle cooperative ha risposto definendo il 2020 come un anno di crisi generale o parziale: la gran parte di esse sono le cooperative sociali, del lavoro-servizi e dell’agricoltura. Diverso il discorso per la maggior parte delle cooperative di consumo, per le quali è stato un anno di crescita (opzione indicata anche da alcune delle realtà degli altri comparti, per un totale del 24%).
Passando ai fatturati, la fotografia è un po’ diversa e denota una certa resilienza del sistema cooperativistico, visto che il 36% delle cooperative che hanno risposto (non solo quelle di consumo ma anche degli altri settori, in principal modo agricole) ha dichiarato di averli aumentati lo scorso anno. Per un 23% i fatturati sono rimasti stabili, per un 41% sono diminuiti.
La stabilità è il tratto dominante della situazione occupazionale, anche grazie al blocco dei licenziamenti: per il 68% delle cooperative il personale dipendente è rimasto stabile, mentre per l’11% è diminuito (colpito di più il settore lavoro-servizi) ma per un 21% è addirittura aumentato (a trainare agricoltura e consumo). Invariata la situazione dell’accesso al credito per l’83% delle cooperative, mentre la situazione di liquidità è stata buona per il 53%, mediocre per il 43% e cattiva per il 4%.
Di contro regna l’incertezza sul futuro. L’andamento economico tra molto preoccupati e abbastanza preoccupati interessa l’88% delle cooperative con una rilevazione trasversale a tutti i settori. Investimenti per il momento congelati: nel 2021 solo il 32%, una su tre, pensa di compierne di importanti (il settore agricolo sembra il più ottimista), mentre per il restante rimarranno stabili o caleranno (collegato a questo dato il 70% delle cooperative che hanno risposto ritiene che l’esercizio 2021 sarà sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente).

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In copertina e all’interno tre settori lavorativi che fanno parte del settore cooperativo pordenonese.

E ora ad Aviano nel vecchio albergo nasce un’accogliente casa famiglia per anziani

Laddove c’era un vecchio albergo ora sorgerà una moderna casa famiglia per anziani autosufficienti: è questa la novità annunciata dalla cooperativa sociale Foenis (aderente a Confcooperative Pordenone) che, con successo, da alcuni anni lavora al recupero di case private non utilizzate, per trasformarle in case per anziani. Dopo averne aperte a Pordenone, Roveredo in Piano e Belluno, ora tocca ad Aviano a partire da maggio. Nasce infatti Casa Famiglia Alberina: questo il nome in onore della nonna dei proprietari dell’immobile che ospita ancora in una sua parte l’Avian residence. Si trova in via Dante 30, in una zona tranquilla in centro città. Disposta su tre livelli serviti da ascensore, prevede alcuni spazi comuni, come il salone, la cucina e i bagni di servizio e diverse camere da letto sia doppie che singole, tutte servite con bagni attrezzati. Il tutto con attenzione anche alla gestione degli spazi per evitare il contagio da coronavirus. Soddisfatta l’amministrazione comunale.

Il centro di Aviano.

“In questi anni ci siamo impegnati – spiega il presidente di Foenis, il dottor Piero Turchet – a favorire una visione della senilità in linea con i tempi, per rilanciare la persona anziana come parte attiva e valore aggiunto alla vita di comunità. Gli spazi di casa Alberina ad Aviano sono molto generosi, sia all’interno che all’esterno, e permettono lo svolgersi di numerosi eventi in cui coinvolgere gli anziani residenti, ma anche, nella totale osservanza della normativa anti Covid-19 vigente, utenti esterni che vogliono avvicinarsi al mondo della casa famiglia”.
I pasti vengono gestiti da aziende esterne, ma elaborati in struttura e serviti dal personale della cooperativa. Ci sono, inoltre, aree relax ampie e luminose. Massima attenzione agli aspetti legati alla prevenzione del contagio da Coronavirus.

“Per essere preparati – aggiunge Turchet – abbiamo adibito tutta una porzione della casa alle quarantene in ingresso in struttura o come spazio isolato per gestire eventuali casi di Coronavirus. Il tutto con un servizio articolato sulle 24 ore, con assistenza continua incentrata sulla cura. Vi è quindi la possibilità di soggiornare anche per brevi periodi, con la possibilità di partecipare ad attività occupazionali, di socializzazione e stimolazione cognitiva, oltre a momenti di integrazione. Speriamo anche di poter presto far partire, come è stato fatto in altre case prima dell’emergenza sanitaria, progetti di attività motoria coadiuvati dal Distretto Sanitario di Riabilitazione Territoriale”.
La struttura avianese ospiterà 20 anziani autosufficienti all’interno di spazi comuni ma anche privati, nei quali gli ospiti saranno seguiti costantemente, pure di notte, avendo facilità di socializzazione in un ambiente familiare con rette mensili vantaggiose (informazioni e contatti su www.cooperativasocialefoenis.it, apertura a partire da maggio).

Luigi Piccoli

“Foenis – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – aggiunge Aviano alla sua serie di case famiglia incentrata sulla cooperazione, attenta ai valori sociali dei servizi che attiva. Con il nostro direttore Marco Bagnariol e i nostri uffici l’abbiamo supportata nei vari progetti in questi anni, consci che questa soluzione alternativa alla casa di riposo o alla solitudine domestica è un servizio importante per le famiglie, le quali soprattutto in seguito all’epidemia da Coronavirus sono in grande difficoltà nella gestione dei propri anziani”.
“Un progetto che punta all’inclusività, valore in cui l’amministrazione comunale crede molto – sottolinea l’assessore comunale alle politiche sociali di Aviano, Danilo Signore – offrendo un servizio utile in questi momenti difficili alle famiglie e rigenerando allo stesso tempo uno spazio urbano già esistente senza consumare nuovo suolo”.

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In copertina, la nuova Casa Famiglia Alberina realizzata ad Aviano.