Addio a don Gianni Arduini prete degli “ultimi”: i funerali martedì a Nimis

di Giuseppe Longo

Fino a due anni fa aveva diretto la Casa dell’Immacolata, raccogliendo la non facile eredità di don Emilio De Roja che aveva creato l’importante struttura udinese, nel borgo di San Domenico, per aiutare tanti giovani in difficoltà. Gli “ultimi”, per dirla con padre Turoldo. Ma, prima di assumere questo gravoso incarico, aveva fatto il prete operaio nel “triangolo della sedia”, tra Manzano e San Giovanni al Natisone, dove lo ricordano ancora con affetto, come pure a Carlino, a ridosso della Laguna di Marano, dove aveva compiuto la prima esperienza sacerdotale. Questo era don Gianni Arduini – Giampietro sui registri anagrafici – spentosi ieri mattina all’ospedale di Cividale, dopo una malattia che da qualche tempo lo affliggeva. Avrebbe compiuto fra poco 78 anni, essendo nato nel 1942 a Nimis, paese che martedì lo riaccoglierà per dargli l’ultimo saluto, durante i funerali che saranno celebrati, alle cinque del pomeriggio, dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato. Era venuto alla luce a San Gervasio, proprio ai piedi della storica Pieve, nella quale è tradizione vengano officiate le esequie degli abitanti del borgo. Che, invece, in questa occasione si terranno nella comparrocchiale molto più ampia, il Duomo di Santo Stefano, per le comprensibili misure di sicurezza richieste dall’emergenza sanitaria.

All’uscita dalla Chiesa matrice con i genitori e monsignor Lovo.


Don Gianni, che ormai lascia soltanto la sorella Ada, essendo i genitori scomparsi da molti anni, nel 2016 aveva festeggiato il mezzo secolo di sacerdozio. Ricordo ancora, come fosse oggi, la solenne cerimonia di consacrazione avvenuta il 29 giugno 1966, ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo, nella Cattedrale di Udine dove gli impose le mani l’arcivescovo Giuseppe Zaffonato. Quindi la prima Messa, proprio nella Pieve di Nimis, nella quale erano da poco terminati gli studi archeologici abbinati a un’opera di generale restauro che ha riportato l’edificio alla sobrietà antica. Con monsignor Eugenio Lovo, a fianco del novello sacerdote c’erano altri due giovani presbiteri figli del paese pedemontano: monsignor Francesco Frezza, da poco arciprete di Tarcento, e don Luigino Bernardis, per tantissimi anni alla guida della parrocchia della Beata Vergine di Fatima, a Udine.
Il primo incarico, come detto, fu a Carlino nella Bassa friulana, ma dopo tre anni don Gianni Arduini venne trasferito a Manzano e quindi nella vicina San Giovanni, dove univa la missione spirituale soprattutto fra i giovani di quelle comunità a quella di lavoratore per essere più in sintonia con i problemi degli operai. E, alla morte di don De Roja, l’arcivescovo Pietro Brollo gli affidò la guida della Casa dell’Immacolata, dove spese intensi anni a favore proprio degli emarginati.

Infine, la festa nel vecchio Asilo.

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In copertina, la prima Messa di don Gianni nella Pieve: con lui monsignor Frezza e don Bernardis.

(Foto storiche di Bruno Fabretti)

Grande festa a Udine per la Madonnina benedetta a Lourdes

E’ arrivata al termine la Peregrinatio Mariae, sorta di pellegrinaggio della Vergine attraverso le parrocchie friulane, dove la Madonna è stata portata “fisicamente” a contatto delle persone credenti, degli ultimi, delle situazioni di difficoltà.
Promossa dall’Unitalsi, l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, e collocatasi sotto l’egida dell’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, la Peregrinatio si chiuderà ufficialmente nella cattedrale di Udine giovedì 30 maggio, alle 20.30, con una solenne cerimonia che sarà presieduta dallo stesso presule. Monsignor Mazzocato accoglierà l’effigie della Vergine (che a Lourdes, lo scorso 11 febbraio, aveva ricevuto una speciale benedizione nella Grotta di Massabielle, luogo delle apparizioni di Maria a Santa Bernadette) al termine di un percorso che ha toccato una quarantina di realtà, fra parrocchie e case per anziani, coinvolgendo quasi 5 mila persone.
L’itinerario si era aperto il primo aprile a Gemona ed era proseguito a Osoppo, Venzone, Tarcento, Pagnacco, Plaino, Fagagna, Martignacco, Palmanova, Sappada, Amaro, Manzano, Lovaria, Primulacco, Colloredo di Prato, Pasian di Prato, Sclaunicco, Lestizza, Mortegliano, Udine Sant’Osvaldo e nuovamente Palmanova, per raggiungere, infine, la Forania della Bassa friulana.
Ricordiamo che l’Unitalsi è un’associazione nazionale il cui principale obiettivo è l’organizzazione di pellegrinaggi ai santuari mariani, in primis a quello di Lourdes ma pure a Loreto, Fatima e in Terra Santa. Ogni diocesi d’Italia ha la sua sottosezione; quella di Udine, in particolare, è attiva da parecchi anni. Dall’esperienza dei pellegrinaggi nascono poi tutte le attività e le proposte che vengono svolte sul territorio, a cominciare dalla vicinanza e dall’assistenza di cui i malati e i disabili necessitano una volta rientrati a casa. Da ricordare, in particolare, la “Raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica”, attività che negli anni ha permesso di sostenere economicamente numerosi progetti benefici, oltre che di aiutare gli ammalati e i disabili a partecipare ai pellegrinaggi a Lourdes. L’Unitalsi Diocesana è molto radicata sul territorio, con una presenza quasi in ogni parrocchia.

Il rito nella Grotta di Massabielle.

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In copertina, la benedizione della statua della Madonna a Lourdes.