Nip di Maniago: basta consumo di suolo per il nuovo centro logistico e doganale

Riutilizzare strutture industriali dismesse per ridurre il consumo di suolo e tramite esse favorire la condivisione della logistica da parte delle aziende, contrastando le emissioni di C02: innovativo progetto da parte del Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – che sta progettando un nuovo centro logistico e doganale da insediarsi in uno dei capannoni dismessi della zona industriale maniaghese. Un progetto che ha ricevuto un finanziamento di 500 mila euro da parte dell’assessorato alle infrastrutture e territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in quanto riconducibile alle missioni previste nel Pnrr.
«In questo nuova piattaforma – spiega il presidente del Nip, Renato Piazza – le aziende insediate che vorranno entrare nel progetto potranno condividere spazi e gestione dei traffici, realizzando delle economie di scala logistiche che, oltre a far risparmiare, potranno far bene anche all’ambiente. Un vantaggio per tutto il tessuto socio-economico servito dal Consorzio, visto che al posto di un capannone dismesso avremmo un centro innovativo senza per questo cementificare una nuova parte di territorio e potendo anche utilizzare la viabilità già esistente».
Attualmente il Nip si sta concentrando sulle attività preliminari alla progettazione, tra rilievi e indagini, e raccogliendo le prime manifestazioni di interesse delle aziende. Si sta lavorando su un’ipotesi d’estensione di circa 30 mila metri quadri capaci di ospitare non meno di 7 mila posti per i pallet.
«Percepisco – conclude Piazza – un grande interesse per questo progetto che potrà fornire molte soluzioni a realtà insediate nella nostra area produttiva le quali hanno interesse a condividere le operazioni logistiche. Il tutto senza dimenticare che aprendo un ufficio doganale in loco con operatore offriremmo un ulteriore servizio all’avanguardia. Con questi progetto il Nip si pone ancora una volta al fianco delle aziende in questo periodo di grandi sfide tra pandemia e tensioni internazionali. In tal senso, il Pnrr rappresenta una grande opportunità assolutamente da cogliere: ci stiamo attivando anche con altri progetti strategici a beneficio delle nostre realtà produttive».

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In copertina, il presidente del Nip Renato Piazza; qui sopra, ecco come sarà il nuovo centro logistico e doganale a Maniago.

Industria pordenonese, oltre 10 milioni investiti a favore delle aziende del Nip

L’industria che crea valore per il territorio su cui opera: questa in sintesi la “fotografia” dell’azione del Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – tra il 2017 e il 2022. «Un quinquennio – – spiega il presidente Renato Piazza – in cui abbiamo ottenuto, grazie alla qualità dei nostri progetti di sviluppo, oltre 5 milioni di euro di contributi pubblici, i quali sono stati reinvestiti per migliorare e rendere sempre più efficienti le zone industriali di Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Pinedo ed Erto e Casso. Il tutto a vantaggio delle aziende locali, le quali nello stesso periodo di tempo hanno ottenuto altri 5 milioni di euro di contributi in un’ottica di sistema grazie alla progettualità condivisa tra insediati e Consorzio. Cifre a cui andranno ad aggiungersi presto i contributi per il bando d’insediamento di quest’anno». Numeri estremamente positivi che saranno analizzati nell’assemblea dei soci del Nip convocata in seconda convocazione martedì 27 settembre, alle 9, nella sede consortile di Maniago per l’approvazione del piano triennale.

Renato Piazza

Scendendo nel dettaglio, sono 5 milioni 112 mila euro i contributi ottenuti per una ventina di progetti, che non solo hanno puntato a migliorare reti viarie, gestione delle acque e tutela dell’ambiente, ma anche a intervenire sul welfare e buone pratiche aziendali. «Dal progetto bike to work – aggiunge Piazza – per favorire il percorso casa-lavoro in bicicletta al marketing legato alla produzione coltellinaia, dal welfare territoriale allo sviluppo dell’asilo nido consortile con relativi contributi per contenere le rette a vantaggio delle famiglie: siamo attenti non solo alle aziende ma anche ai lavoratori che vi operano, convinti che il progresso, per essere tale, deve essere condiviso tra tutti gli attori economici del territorio».
Sono invece 5 milioni 724 mila euro i contributi concessi, grazie a pratiche burocratiche gestite in sinergia con il Consorzio, a una dozzina di aziende insediate nel corso degli ultimi cinque anni. «Una cifra – sottolinea il presidente – che evidenzia come il lavoro unitario svolto tra Nip e aziende in questi anni favorisca gli investimenti esterni, vista la lungimiranza e la modernità delle nostre zone produttive».

L’assemblea permetterà anche di fare il punto sullo stato attuale del Consorzio – che vanta 162 imprese insediate su 2,82 chilometri quadrati per un totale di 4 mila 450 occupati – e sulle prossime sfide a cominciare da quella d’estrema attualità dei costi energetici. «Sfida – anticipa il presidente Piazza – alla quale stiamo per dare una prima risposta attraverso l’attuazione di un progetto di Comunità energetica tra Consorzio e aziende insediate, al quale seguirà un successivo intervento insieme a Confindustria Alto Adriatico per dare ulteriori risposte contro il caro bollette».

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In copertina, una panoramica della sede del Consorzio industriale Nip a Maniago

 

 

Il mercato del lavoro post-pandemico: ritorna a Maniago “Nip Evolution”

Come rendere attrattiva la propria azienda per nuovi lavoratori di cui si è alla ricerca? E come motivare i lavoratori attuali a rimanere in azienda attraverso un posto di lavoro stimolante? La pandemia ha determinato profondi cambiamenti nel mondo del lavoro, portando sempre più le persone a scegliere loro stesse l’azienda che meglio risponde ai propri bisogni, non solo professionali ma anche di vita. Un fenomeno che a livello internazionale è conosciuto come Great resignation, ovvero il periodo delle grandi dimissioni (dati recenti parlano di un 60% di dimissioni volontarie in Italia nel 2021, soprattutto tra lavoratori di età compresa tra 26 e 35 anni). E le imprese, che finora erano abituate – al contrario – a poter scegliere tra un gruppo ampio di candidati, devono mutare pelle nelle politiche occupazionali e provvedere ad aumentare il proprio appeal. Un problema sentito sempre più da aziende di piccole e medie dimensioni, che non sanno magari come “raccontarsi” sul mercato del lavoro patendo così la concorrenza delle grandi imprese.
Per far questo al Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – hanno deciso di dedicare alla problematica uno dei punti della quinta edizione di “Nip Evolution”, progetto consortile che permette alle imprese insediate di confrontarsi sulle reciproche buone pratiche, discutere con esperti delle varie tematiche e partecipare ad attività di team building. Il tema sarà il primo di una serie e gli incontri partiranno a settembre.

«Nello specifico – spiega il direttore del Consorzio, dottor Saverio Maisto – siamo partiti da una delle domande che sempre più spesso negli ultimi mesi abbiamo condiviso con il gruppo di lavoro di Evolution, tema sempre più attuale e condiviso: come posso trovare nuovi lavoratori qualificati o come posso fare a tenere le figure che ho già e che sono ricercate e apprezzate da aziende concorrenti e non? Insieme a esperti del tema andremo a lavorare su come ormai l’aspetto retributivo, seppur sempre e comprensibilmente importante, non è più l’unico elemento che viene preso in considerazione dai lavoratori. C’è anche la necessità di lavorare in un ambiente che valorizzi le proprie conoscenze, che permetta di sperimentare e crescere, che permetta una equilibrata divisione del tempo tra il lavoro e la sfera privata, con maggiore flessibilità. Un luogo che dia possibilità di svolgere anche attività extralavorative, che veda come un’opportunità l’importanza del coinvolgimento del team nei progetti di sviluppo aziendale. Sono solo alcuni degli aspetti su cui cercheremo di dare una mano alle imprese».
Nel primo appuntamento del 27 settembre se ne parlerà con Francesco Venier, direttore dell’Exectuive Mba del Mib School of management di Trieste. Il nuovo ciclo di incontri vedrà anche trattare il tema della comunicazione pervasiva e del dialogo strategico, del lavoro in team e della leadership: in programma approfondimenti, visite aziendali e testimonianze di best practice.

«Nip evolution – aggiunge il direttore Maisto – parte dalle richieste concrete delle aziende del Consorzio di potersi confrontare e conoscere tra imprenditori dello stesso territorio. Nelle precedenti edizioni ha avuto un positivo riscontro su vari temi, come la comunicazione interna, la capacità a delegare e favorire il passaggio generazionale, sull’aumentare le opportunità per le donne in azienda e promuovere l’ascolto attivo e la critica costruttiva. Nel fare questo abbiamo ospitato anche testimonianze di giovani imprenditori o realizzato attività di gruppo, come quella di team building di un paio di anni fa. In pratica, abbiamo dato concretezza ai valori intangibili che ogni azienda ha e li abbiamo messi in condivisione: un percorso per nulla scontato e davvero innovativo, in cui ogni impresa ha donato qualcosa e appreso altro dai propri vicini».

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In copertina, partecipanti ad attività di time building al Nip negli anni passati.

 

La siccità è sempre più preoccupante: ecco cosa consiglia il Nip di Maniago

Un ciclo idrico integrato per proteggere e riutilizzare, in un’ottica di sostenibilità economica-ambientale-sociale, un bene come l’acqua sempre più prezioso vista la siccità che sta colpendo il Friuli occidentale assieme al resto del Nord Italia: anche questa è una delle azioni d’eccellenza che ha portato alla conferma della certificazione ambientale Uni En Iso 14001 e alla più recente Registrazione Emas per il Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone – con sede a Maniago che amministra e sviluppa cinque aree industriali in sei Comuni dell’area pedemontata e montana pordenonese.

E proprio a fronte delle difficile situazione idrica, il Consorzio ha inviato alle aziende insediate un vademecum, semplice ed immediato, per l’uso sostenibile dell’acqua, in modo da preservare il prezioso elemento che alle imprese arriva attraverso una rete duale, ovvero una rete idrica separata rispettivamente per la fornitura di acque idropotabili e per quelle industriali, appositamente concepita e sviluppata già a partire dagli anni ’80 del secolo scorso. «Per non trovarci in situazioni ancora più critiche nel prossimo futuro – ha spiegato il direttore del Consorzio, dottor Saverio Maisto – siamo chiamati a fare la nostra parte già da ora, confermando l’attenzione a territorio e comunità: confidiamo possa essere uno strumento utile per i nostri insediati, per sensibilizzare sia le aziende che i dipendenti delle stesse».
«La certificazione – ha commentato poi l’ingegner Paolo Pivato, responsabile ambientale del Consorzio – conferma come l’azione del Nip sia incentrata a uno sviluppo industriale sostenibile non solo dal punto di vista economico, ma anche di rispetto del territorio e della società in cui operiamo. Tra i vari punti delle nostre buone pratiche ambientali, quello della corretta gestione dell’acqua è stato prioritario fin dal principio e continuerà ad essere sempre più importante negli anni a venire».

LA CERTIFICAZIONE – Fin dai primi anni Duemila il NIP ha intrapreso il percorso per arrivare alla certificazione ambientale Uni En Iso 14001, ottenendola nel 2006. «Da allora – ha aggiunto Pivato – è sempre stato riconosciuto il nostro impegno per l’ambiente, attuato attraverso buone pratiche nei servizi erogati e nella gestione della sede del Consorzio. Non solo: nel 2011 di sua iniziativa il Consorzio ha deciso di non concedere più l’insediamento di iniziative industriali o attività economiche che rientrino tra le industrie insalubri di 1a classe (come concerie, verniciature a fuoco e con vernici a solvente organico, ndr)». «Una scelta – ha sottolineato Maisto – che abbiamo confermato in questi anni, coinvolgendo sempre più anche le singole aziende insediate nel nostro percorso di sostenibilità ambientale».

IL CICLO IDRICO INTEGRATO – Il Nip ha avviato e quasi concluso la redazione del proprio Water safety plan, piano di sicurezza dell’acqua, oltre a tutta una serie di iniziative volte ad ottimizzare la propria gestione del ciclo idrico integrato come il potenziamento degli acquedotti con l’ammodernamento dei potabilizzatori, la realizzazione di una infrastruttura di rete per il controllo da remoto degli impianti di potabilizzazione e sistema di videosorveglianza degli immobili e impianti di proprietà del Consorzio, la georeferenziazione di tutti i contatori della rete di distribuzione idrica, l’implementazione dei filtri a carbone attivo nella zona industriale di Montereale Valcellina (azione attuata in tempi rapidissimi, pochi giorni, a seguito della tempesta Vaia del 2018), le periodiche videoispezioni della rete fognaria e meteorica della zona industriale di Maniago, lo studio per la realizzazione di un impianto bottini annesso al depuratore di Monterale Valcellina.

IL VADEMECUM – Una infografica chiara, con alcuni consigli pratici, è al centro del progetto comunicativo che il NIP sta inviando in questi giorni a tutte le aziende insediate. «Per non trovarci in situazioni ancora più critiche nel prossimo futuro – ha concluso il direttore Maisto – siamo chiamati a fare la nostra parte già da ora: con questi semplici consigli possiamo ridurre gli sprechi a vantaggio di tutti, visto che i bacini da cui attingiamo l’acqua sono in comune con altre realtà pubbliche che servono a loro volta aree urbane e reti di irrigazione. Confidiamo possa essere uno strumento utile per i nostri insediati, per sensibilizzare sia le aziende che i dipendenti delle stesse. Si tratta anche di un corretto approccio culturale alla tematica: per troppi anni abbiamo considerato disponibile in quantità e qualità un bene prezioso come l’acqua. Purtroppo non è e non sarà più così, dobbiamo imparare tutti a non sprecarla». Nel vademecum sia consigli per le aziende (dalla nomina di un water manager alla riduzione dei lavaggi di superfici che non necessitano di pulizie obbligatorie, fino al recupero delle acque di raffreddamento) che per i lavoratori i quali, come auspica il Nip, potranno applicarli anche nel loro ambito famigliare (dalle docce “intelligenti” con lunghezza massima di 3 minuti all’installazione del frangigetto nei rubinetti per ridurre i consumi idrici del 50%, fino alla sospensione del lavaggio automobili).

IL NIP – Il Nip, Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone ha sede a Maniago, cittadina famosa per la millenaria lavorazione delle lame, e gestisce le zone industriali di Maniago, Montereale Valcellina, Meduno, Pinedo (comuni di Cimolais e Claut) ed Erto e Casso. Complessivamente il Consorzio amministra una superficie di 2.8 kmq, in cui sono insediate 162 aziende per un totale di circa 4.450 lavoratori.

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In copertina, l’impianto di potabilizzazione dell’acqua in località Fous e all’interno l’ingegner Paolo Pivato.

Famiglie in difficoltà e minori: c’è una proficua sinergia tra le cooperative Acli

Unire le forze per rispondere con ancora più energia ai bisogni del territorio, in particolare per quanto riguarda i minori e giovani di famiglie in difficoltà: dopo il periodo di collaborazione degli ultimi anni tra le due realtà, la cooperativa Laboratorio Scuola ha fatto confluire le proprie attività nella cooperativa sociale Acli di Cordenons. Una scelta che permette ai 21 dipendenti di Laboratorio Scuola di continuare la propria attività all’interno della cooperativa pordenonese e di proseguire così in un utile servizio per le comunità di Pordenone e Maniago in questo periodo in cui l’emergenza Covid-19 sta acuendo difficoltà economiche e psicologiche nelle famiglie.

“Si tratta di una fusione operativa – ha spiegato la presidente di Laboratorio Scuola, Agnese Francescato, che è anche direttrice della cooperativa Acli – che rappresenta l’evoluzione della stretta collaborazione attivata in questi ultimi anni. Insieme, continueremo a gestire le nostre due strutture di accoglienza a Pordenone e Maniago”. “D’ora in poi – ha aggiunto Gianni Coral, presidente della cooperativa Acli -, potremo sviluppare all’interno della nostra cooperativa le attività rivolte ai minori e alle famiglie con fragilità educative e relazionali”.

A Maniago è attivo il Centro Minori e Famiglie (MiFa), un servizio diurno a favore di minori e famiglie residenti nel territorio dell’Unione Territoriale Intercomunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane, in collaborazione con i Servizi Sociali dell’Uti stessa. Attraverso una relazione supportiva le famiglie sono sostenute nel loro ruolo educativo e nella relazione genitori-figli, individuando le risorse ed implementando le capacità empatiche di accudimento del proprio figlio.
A Pordenone è attivo il gruppo appartamento CasaMia, che dà risposta ai bisogni dei minori che vivono presso famiglie in difficoltà o multiproblematiche. Bambini in situazione di disagio e difficoltà per i quali è impossibile, anche solo temporaneamente, rimanere presso la propria famiglia d’origine per decisione del Tribunale per i minorenni regionale.
Sempre a Pordenone è attivo pure il gruppo appartamento ComeTe, che può accogliere fino ad un numero di 9 minori di età compresa tra i 12 e i 17 anni, con possibilità di permanenza fino ai 21. Ospita solo adolescenti femmine: qui si opera per la cura, la crescita e l’autonomia della ragazza che dove è possibile ha modo di entrare in contatto con la famiglia d’origine attraverso le “visite protette”.

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In copertina, la sede della cooperativa Acli di Cordenons.

In Friuli Venezia Giulia alla riscoperta delle proprie radici

Alla fonte delle proprie radici friulane: sono 66 i partecipanti al tour tra i maggiori centri regionali dei due progetti che l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) dedica, come ogni estate, ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi. I due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) sono finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e si svolgeranno sino alla fine di luglio.
Clou del programma il 42° Incontro dei corregionali all’Estero che si terrà, come già annunciato, il 27 e 28 luglio a Caneva, ma nel frattempo i partecipanti (provenienti da 6 Paesi ovvero Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania) stanno vivendo una serie di interessanti esperienze in alcuni dei luoghi e istituzioni più significativi del territorio regionale.
Come a Spilimbergo, dove hanno visitato la Scuola Mosaicisti del Friuli o a Cordenons dove, grazie al cofinanziamento del Comune, hanno visitato dopo essere stati accolti dal sindaco Andrea Delle Vedove i Magredi svolgendo anche attività di “land art” e “stone balancing” (arte di mettere in equilibrio sassi e pietre sul greto fluviale). Ma non solo: le visite stanno toccando anche Pordenone dove, accolti dal vicesindaco Eligio Grizzo, sul lago della Burida hanno pagaiato con le donne operate di tumore al seno, e con il loro allenatore Mauro Baron, che proprio attraverso questa attività sportiva portano avanti socializzazione e terapia allo stesso tempo.

Foto ricordo dopo la visita alla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.

Dopo una puntata a Venezia, ecco nell’ordine Cavasso Nuovo con il Museo dell’emigrazione, San Vito al Tagliamento, Barcis, Sacile, Polcenigo, Aquileia, Grado, Maniago con il museo dell’arte fabbrile e Frisanco, oltre a Valvasone Arzene, Trieste (incontrando l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti) e Redipuglia.
I partecipanti di Ri-Scoprire il Friuli sono accompagnati da Simonetta De Paoli e Sara Bertelle, i giovani dai professori Daniela Turchet e Andrea Massarut. Coordinatrice delle visite la professoressa Luisa Forte con il contributo di Elena Marzotto. Da segnalare inoltre i ragazzi che operano come mediatori culturali per accompagnare il gruppo, provenienti dal liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento con il progetto “Scuola / Lavoro”: Anna Moro, Miriam Basso, Giorgia Franzo, Silvia Morson, Alessia Bomben e Agnese Dal Piaz, più il coetaneo pordenonese Jacopo Stefanato.

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In copertina e qui sopra i ragazzi ospiti sui Magredi di Cordenons.

1° gennaio 2019 indimenticabile concerto della polifonica di Maniago a Staranzano

Ho scoperto che:  “Se il 1° gennaio vuoi assistere ad un concerto indimenticabile puoi andare a Vienna, oppure…  a Staranzano.”

Invece di raggiungere le rive del Danubio potete recarvi nella cittadina lambita dall’Isonzo e – come me – rimanere estasiati da una “performance musicale” di inaspettato valore artistico ed emozionale.

Quest’ anno si è esibita la Associazione Filarmonica Maniago diretta dal Maestro Lorenzo Marcolina

e la voce (soprano leggero) di Cristina del Tin.

questo il programma del concerto di capodanno appena trascorso:

ovation overture, di James Hosay

ode for trumpet, di Alfred Reed

the typewriter,  di  Leroy Anderson

volare,  di Domenico Modugno. Arrangiamento del Maestro Lorenzo Marcolina,  voce Cristina del Tin

valzer in fa, di Giuseppe Verdi

annen polka, di Johan Strauss

folkes dances, di Dimitri Shoistacovich

sul bel Danubio blu valzer, di Johan Strauss. Arrangiamento Marcolina

il bacio, di Giovanni Arditi.  Arrangiamento Marcolina,  voce Cristina del Tin

tuoni e lampi polka, di Johan Strauss

radetzky march, di Johan Strauss. Arrangiamento Marcolina.

concerto che verrà replicato il 3 gennaio al Teatro Verdi di Maniago

La location dell’evento organizzata dall’associazione    StaranzanoInn Centro Commerciale Naturale

è il Teatro SAN PIO X di Staranzano (Via De Amicis 10).   Certamente una piccola realtà ma molto accogliente e con un ottima acustica.  La  struttura ideata e realizzata da Don Pietro Sepulcri nei primi anni 50 (a completamento del “Ricreatorio San Pio X”)  da allora ha rappresentato il fulcro dell’attività culturale – oltre che della parrocchia – di tutti i concittadini.   Grazie alla lungimiranza di Don Sepulcri, in esso si svolgono molte attività, spettacoli ed iniziative sociali e culturali che rendono merito alla locale comunità.

 Il concerto di capodanno a Staranzano  è  giunto alla 4° edizione  grazie al sostegno dell’amministrazione comunale, ovvero è gratuito .
la voce (soprano leggero)  Cristina del Tin.
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Il  Sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan (presente all’evento) in un breve intervento di benvenuto agli ospiti/spettatori – compiaciuto del fatto che tutti i posti del teatro fossero esauriti – ha ribadito la volontà di garantire all’evento la qualità di tradizione e perpetuarlo in avvenire.

Il  Sindaco  Riccardo Marchesan

La Associazione Filarmonica Maniago fondata nel lontano 1855  è – di fatto – la più importante istituzione musicale “no profit” della Provincia di Pordenone con molti elementi giovanissimi.

Non sono un critico musicale, quindi non ho parole per descrivervi appropriatamente la qualità ed il valore dell’esecuzione ….  ma vi posso garantire anche dopo poche note… l’atmosfera che si era creata fra gli artisti e gli spettatori, e che è durata fino al secondo “Bis”, è stato qualcosa di inaspettato ed incredibilmente piacevole…

Dalla mia posizione in seconda fila ho visto alla fine del concerto – al momento di salutare il pubblico – le lacrime solcare il viso del Maestro Marcolina e di molti musicisti… e gli applausi parevano non aver fine…

Per tradizione ascoltavo ogni anno il concerto in mondovisione da Vienna il 1° dell’anno…

il 1° gennaio 2020 alle 12.00 sarò a Staranzano…