Grado, fra pochi giorni saranno conclusi i lavori di ripascimento delle spiagge danneggiate dalle mareggiate autunnali

Le opere di ripascimento dell’arenile di Grado, fortemente danneggiato dalla violenta ondata di maltempo e dalle mareggiate dell’autunno 2023, sono state portate avanti con tempestività dalla Regione Fvg, salvando la stagione balneare 2024 sull’Isola del Sole. In accordo con il Comune e con i concessionari delle spiagge, è stato tempestivamente approvato, infatti, il progetto di sistemazione di due distinti tratti di litorale erosi: quello della Costa Azzurra e quello della Git (Grado impianti turistici), per quasi 700 mila euro di interventi urgenti, con 38 mila metri cubi di sabbia movimentati. A darne comunicazione è stato l’assessore alla Difesa dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia che nel pomeriggio di ieri ha raggiunto Grado, dove ha eseguito alcuni sopralluoghi nelle aree maggiormente colpite dalle violente mareggiate dello scorso autunno.

In particolare, l’esponente dell’Esecutivo ha incontrato il commissario di Grado, tecnici e l’impresa esecutrice dei lavori nella sede del Comune: qui è stato possibile apprezzare le opere – ultimate – di sistemazione di parte della diga danneggiata dalla violenza delle acque, in corrispondenza della terrazza panoramica del palazzo del Municipio. Quindi il sopralluogo sulla spiaggia di Viale del Sole (tratto dello stabilimento Bora Bora) ove le opere di ripascimento sono quasi del tutte ultimate; al centro del sopralluogo, poi, il litorale di Pineta, con macchine operatrici attive per la sistemazione della zona costiera entro pochi giorni. L’assessore alla Difesa dell’ambiente ha apprezzato anche i lavori eseguiti sulla spiaggia della Costa Azzurra – già completati -, che oltre al ripascimento hanno previsto pure un modellamento della parte di spiaggia non in concessione che si sviluppa per una cinquantina di metri in profondità a partire dalla passeggiata.
L’esponente della Giunta regionale ha ricordato che i più di 4 milioni di euro che sono stati stanziati dalla Regione per la località di mare non sono stati destinati unicamente a questi interventi urgenti, ma anche allo studio – in corso – incentrato sul progetto di dragaggio della Fosa e impiegati per la movimentazione del materiale. A questi primi lavori che si stanno ultimando, seguiranno altre opere alla fine della stagione balneare 2024 con ulteriori e rilevanti interventi di ripascimento dell’arenile dell’Isola del Sole.
L’assessore all’Ambiente ha voluto, infine, rassicurare circa i tempi della conclusione delle opere di ripascimento: rispetto a quanto calendarizzato in origine, i cantieri termineranno al massimo tra cinque giorni. L’incognita è rappresentata dalle condizioni meteo che, se permarranno buone, consentiranno il pieno rispetto delle scadenze fissate all’inizio dei lavori. Soddisfazione è stata espressa per essere riusciti a svolgere tutte le opere necessarie in tempo con l’avvio della stagione balneare, che certamente anche per il 2024 si preannuncia di grande qualità.

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In copertina e all’interno alcune immagini dei lavori sulla spiaggia di Grado.

Maltempo e frane in Friuli, la Regione monitora la situazione con Riccardi che sorvola in elicottero le zone colpite

L’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha effettuato ieri mattina un sopralluogo sulle località del territorio friulano maggiormente colpite dalle frane causate dal maltempo degli ultimi giorni. Nel dettaglio, l’assessore ha sorvolato in elicottero le aree interessate dagli eventi franosi occorsi nei Comuni di Amaro (sull’autostrada A23 e sulla strada militare a uso pubblico Amaro-Campiolo), Treppo-Ligosullo (strada comunale per Castel Valdajer) e Tolmezzo (località Cazzaso).

Riccardi sull’elicottero.

«Ad Amaro – ha rilevato Riccardi – la situazione è monitorata per definire quali tipologie di interventi siano necessarie al fine di ripristinare completamente la circolazione sulla A23, al momento riaperta nel tratto Carnia-Pontebba verso Udine e interdetta in direzione opposta. La frana di Ligosullo è quella che ha avuto la portata maggiore (oltre 2mila metri cubi di materiale) ma su una strada fortunatamente poco frequentata: in questo caso bisognerà procedere sia alla rimozione del terriccio che occupa l’intera carreggiata, sia alla messa in sicurezza del crinale. A Cazzaso, infine, parliamo di un fenomeno franoso già verificatosi in precedenti occasioni di forti precipitazioni e che è da tempo oggetto di monitoraggio».
L’assessore ha posto l’accento sugli effetti sul territorio provocati dai «repentini cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo, con piogge sempre più frequenti e violente. I dati elaborati dalla Commissione di Protezione civile – ha segnalato Riccardi – indicano che, nell’arco di un anno, le precipitazioni in regione sono aumentate del 30%: è evidente come una maggior quantità di acqua possa avere ripercussioni sulla tenuta del suolo e causare fenomeni avversi come è avvenuto ad Amaro, Ligosullo e Cazzaso».

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In copertina, la frana sulla strada per Castel Valdajer a Ligosullo.

Grado oggi in festa con l’antica Basilica per la sua dedicazione a Sant’Eufemia: Messa solenne con tutte le Associazioni

(g.l.) Festa grande oggi per la comunità parrocchiale di Grado, storica e famosa città turistica del Friuli Venezia Giulia che purtroppo ancora una volta si trova a fare i conti con i gravi danni causati da mareggiate e acqua alta, in questa nuova ondata di maltempo che sembra proprio non voler finire. Come già annunciato, si festeggia, infatti, la dedicazione della Basilica patriarcale a Sant’Eufemia con una solenne celebrazione che si terrà alle 10, accompagnata per la particolare circostanza dalla Corale orchestrale Santa Cecilia.

L’interno della storica Chiesa.


«Sono state invitate – ha scritto monsignor Paolo Nutarelli nel foglio informativo settimanale “Insieme” – le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado». E l’arciprete ha poi aggiunto: «La Festa di oggi ci ricorda che ciascuno di noi è chiamato ad essere mattone per edificare la Comunità, anzitutto, con il sentimento dell’appartenenza e poi mettendo i propri carismi a servizio del prossimo».
La ricorrenza della Dedicazione cadeva, per l’esattezza, venerdì 3 novembre, ma trattandosi di giorno feriale a ridosso della festività di Tutti i Santi e della commemorazione dei Defunti, viene celebrata proprio oggi, appunto con la dovuta solennità. Già Cattedrale dell’antico Patriarcato di Grado, la Basilica paleocristiana in stilo romanico risale al sesto secolo dopo Cristo essendo stata consacrata nel 580. Come detto, è dedicata alla giovane martire Eufemia di Calcedonia, località dell’odierna Turchia. La Basilica è il massimo edificio religioso dell’Isola e nel Campo dei Patriarchi “convive” con l’altrettanto antica Chiesa di Santa Maria delle Grazie, altro bellissimo esempio dell’arte paleocristiana e romanica. Entrambi sono i gioielli storici di Grado maggiormente visitati, ma i riti vengono praticamente tutti celebrati proprio in Sant’Eufemia, la cui ottima acustica consente anche l’organizzazione di stupendi concerti di musica classica e sacra. L’ultimo dei quali ha offerto in settembre una splendida esecuzione del monumentale “Requiem” di Mozart dedicata a monsignor Silvano Fain, nel venticinquesimo anniversario della scomparsa.
Ricordiamo, infine, che Grado con le sue storiche Basiliche appartiene alla giurisdizione ecclesiastica dell’Arcidiocesi di Gorizia, creata assieme a quella di Udine in seguito alla soppressione del glorioso Patriarcato di Aquileia, le cui tradizioni sono ancora molto sentite nella vita religiosa delle comunità friulane.

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In copertina, un’immagine della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia con il campanile dell’Anzolo simbolo di Grado.

Maltempo Fvg, frane con gravi danni a Tarcento e nell’Alta Val Torre: Regione vicina con Riccardi e la Protezione civile

«Stiamo entrando in una nuova allerta meteo con previsioni di nuovi allagamenti sulla costa. Un’emergenza nell’emergenza: sono giorni difficili per le comunità del Friuli Venezia Giulia colpite dall’ennesima ondata di maltempo che ha martoriato le Coste e la Pedemontana. Lo stato è di continua attenzione per un susseguirsi di allerta meteo gialle e arancio, l’ultima delle quali diramata dalla Protezione civile regionale proprio questo pomeriggio, per criticità idraulica costiera per acqua alta, in particolare nella zona giuliana e fino alla Pedemontana». Lo ha sottolineato l’assessore con delega alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri, dopo aver seguito l’evolversi delle condizioni meteo e gli effetti al suolo dell’ondata di maltempo del giorno precedente sulle coste, ha raggiunto di prima mattina Tarcento e l’Alta Val Torre, con i funzionari e i tecnici della Protezione civile regionale, per eseguire alcuni sopralluoghi in punti critici del territorio.

In Alta Val Torre con il sindaco Paoloni.

Prima un incontro con il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, in Municipio: «Il territorio, la cui fragilità conosciamo da decenni, per la sua particolare conformazione, ha visto in questi giorni ulteriori smottamenti, frane di fango con interruzione della viabilità e cedimenti dei versanti che rendono pericolosa la percorrenza in particolare lungo alcune strade che conducono e collegano zone abitate», ha riferito Riccardi. Le aree che hanno registrato i maggiori danni sono quelle di Coja di Levante, dove una larga parte di un versante adiacente a un pubblico servizio, è franata e con essa ha ceduto una buona parte della carreggiata. Sempre a Tarcento, Riccardi ha eseguito un sopralluogo nella borgata di Zomeais, dove nelle ultime ore una frana di fango ha invaso letteralmente la carreggiata: «Fortunatamente non ci sono stati feriti e la viabilità ha incanalato il “fiume” di detriti provenienti dalla montagna. Un problema storico, che in questi giorni ha mostrato la sua emergenza. In entrambi i casi i nostri tecnici sono al lavoro per risolvere entrambe le problematiche».
Lungo la viabilità che porta al Forte del monte Bernadia, in via Useunt, le condizioni meteo avverse hanno causato il cedimento di una parte di versante, creando una situazione di pericolosità per il transito: si tratta della strada che conduce alla borgata di Useunt e quindi, superato il piazzale del Faro della Julia, porta sia l’abitante che il turista alla frazione di Villanova delle Grotte, nel vicino Comune di Lusevera, appunto in Alta Val Torre.
«Anche in questa zona – ha sottolineato Riccardi – le condizioni meteo avverse hanno causato diversi danni: una parte di versante mai ceduto prima è stato al centro di uno smottamento significativo che mette in pericolo la viabilità di una zona frequentata non solo per lavoro, ma anche per turismo, per la vicinanza con le cavità carsiche di Villanova. Con il primo cittadino di Lusevera, Luca Paoloni, abbiamo poi raggiunto una viabilità secondaria ma non meno importante per le comunità di questa vallate, dove un rio particolarmente ingrossato per le forti piogge ha scaricato una grande quantità di materiale incoerente, compresi ghiaie e massi, compromettendo la viabilità».

Una  delle frane lamentate dal Tarcentino.


L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è dichiarato pronto a mettere in campo tutte le azioni necessarie per rimediare ai danni causati dall’andata di maltempo: le problematiche sollevate e messe in evidenza dai primi cittadini saranno prese in esame nei prossimi giorni dai tecnici e dai funzionari della Direzione centrale della Protezione civile della Regione Fvg.
I sopralluoghi di ieri hanno fornito anche l’occasione per fare il punto sullo spiegamento di uomini e donne (e mezzi) della Protezione civile e l’impegno di volontari e funzionari nella giornata precedente, in regime di allerta meteo arancio: oltre 300 i volontari di Protezione civile attivi da 45 gruppi comunali di tutto il Friuli Venezia Giulia; oltre 115 automezzi di PcrFvg: «Una “macchina” – ha aggiunto Riccardi – che come sempre ha agito in sincrono e con il migliore tempismo, facendo sistema e operando in sistema, a tutela della comunità e del territorio, con un impegno straordinario. Deve essere sempre ricordato che gli interventi che vengono regolarmente svolti sul territorio della nostra regione contengono gli effetti al suolo delle continue ondate di maltempo alle quali ci troviamo costantemente a fare fronte».

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il sindaco Steccati ieri a Zomeais.

Maltempo, oltre 12 milioni di danni alle imprese artigiane del Friuli. L’appello di Tilatti al governo e alle banche

L’ondata di maltempo che ha colpito il Friuli negli scorsi giorni ha investito duramente anche le sedi delle imprese artigiane che in queste ore stanno procedendo, con fatica, alla conta dei danni. Le prime segnalazioni inviate dalle aziende agli uffici di Confartigianato-Imprese Udine parlano di danni per importi medi di 30 mila euro. Difficile al momento stimare con esattezza il numero delle imprese complessivamente colpite e il valore del danno totale, che si conosceranno solo dopo le perizie tecniche. Ricordando però che le imprese artigiane con sede nei Comuni colpiti dai nubifragi sono 8.341 in provincia di Udine e considerando che quelle danneggiate lamentano, appunto, in media quasi 30 mila euro di danni ciascuna, anche limitando al 5% il numero di queste ultime sul totale si ottiene una stima di oltre 12 milioni di euro.
«Il maltempo ha colpito duramente le nostre imprese e stiamo lavorando per cercare di dar loro tutto il supporto possibile nell’immediato e di trovare soluzioni, per le quali ci vorrà il grande impegno del Governo, tanto nazionale quanto regionale, che nel breve termine le sollevino dagli obblighi fiscali e contributivi, concedano loro una moratoria sui debiti e le mettano in condizione di accedere al credito con tassi agevolati per mettere in sicurezza e far ripartire i laboratori» commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti. «La situazione è di vera e propria emergenza. Ci sono aziende che hanno subito danni alle strutture, aziende che hanno visto compromessi macchinari, alcune non sono attualmente in grado di lavorare. Siamo certi che il Governo nazionale e la giunta regionale faranno la loro parte, ma siamo anche consapevoli delle difficoltà in cui si trova il Paese, colpito a macchia di leopardo da questa violenta ondata di maltempo». A livello locale, Confartigianato Udine si è attivata da subito. Avviando iniziative in proprio e iniziando una fitta interlocuzione tanto con le istituzioni che con il livello associativo nazionale per mettere sul tavolo tutte le iniziative possibili.

SEGNALAZIONE DEI DANNI AI COMUNI – Per accedere ai fondi destinati a ristorare i danni da maltempo che la Regione Fvg si prepara a stanziare nell’ambito dell’assestamento di bilancio per un importo complessivo di 50 milioni di euro le imprese dovranno anzitutto segnalare, ai rispettivi Comuni, i danni subiti. Per aiutarle nel compito, Confartigianato-Imprese Udine ha preparato una bozza di lettera da inviare ai municipi, scaricabile dal sito internet dell’associazione. Alla lettera, l’associazione suggerisce di allegare anche eventuali perizie, fotografie e tutto quanto possa risultare utile alla quantificazione dei danni subiti.
«Ci siamo attivati subito per fornire alle aziende uno strumento di semplice segnalazione dei danni ai Comuni. E’ infatti di primaria importanza – spiega il presidente Tilatti – che la conta dei danni sia fatta in tempi brevi e prontamente segnalata ai Comuni sui quali insiste l’attività così che, non appena i fondi regionali saranno stanziati e saranno definite le modalità di accesso ai contributi, le nostre imprese siano pronte a riceverli».

APPELLO AL GOVERNO: SOSPENDERE IMPOSTE E CONTRIBUTI – Tra le necessità più impellenti per le aziende colpite al maltempo c’è quella di sospendere temporaneamente il versamento di imposte e contributi sulla falsariga del Dl 61/2023, la norma contenente gli interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eventi alluvionali verificatisi dal 1° maggio 2023 in Emilia Romagna. «Per ragioni di tempestività, l’ideale sarebbe stato integrare quel provvedimento, ma i tempi non ci sono. La richiesta che facciamo oggi è quindi che il Governo anzitutto decreti lo stato di emergenza e poi appronti un nuovo Dl nel quale preveda, per le zone colpite, una moratoria fiscale, contributiva e bancaria. In questo momento – prosegue Tilatti – le nostre imprese hanno bisogno di essere sollevate dagli oneri ordinari e di essere viceversa aiutate a rimettersi in marcia. C’è necessità, e qui ci aspettiamo un intervento del Governo sugli istituti di credito. Che le banche mettano a disposizione linee di credito a tassi agevolati permettendo alle imprese, ma anche alle famiglie, di riparare i danni subiti».

ALLARME ETERNIT – Tra le emergenze segnalate all’associazione dalle imprese c’è anche quella dei tetti in eternit compromessi dal maltempo che ora più che mai andranno bonificati. Un impegno, anche economico, non indifferente per i proprietari rispetto al quale Confartigianato chiede alla Regione di riaprire subito i termini per accedere alla linea contributiva per lo smaltimento o la rimozione e smaltimento dell’amianto dagli edifici sedi di impresa così che le aziende possano intanto presentare le domande (limitata al periodo 1-28 febbraio). Un appello che il presidente Tilatti accompagna alla richiesta di «facilitare le pratiche di rimozione e smaltimento dell’amianto, che oggi va rimosso in sicurezza nel più breve tempo possibile». «Se alla Regione va da subito il nostro grazie per i primi provvedimenti presi a sostegno delle imprese e famiglie colpite, come pure all’Ebiart che ha subito attivato la cassa integrazione, al Governo chiediamo di attivarsi per trovare le risorse necessarie a sostenere, in questo momento di grave difficoltà, tutti i soggetti colpiti: fabbriche, laboratori ma prima di tutto quei cittadini che nell’arco di poche ore hanno visto rovinate case e auto, i sacrifici di una vita».

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine Graziano Tilatti.

Maltempo, Fedriga annuncia subito 50 milioni: plauso di Da Pozzo. L’assessore Riccardi: molto gravi le devastazioni

«Tra poco firmeremo la dichiarazione dello stato di emergenza perché il maltempo ha causato ingenti danni sia all’agricoltura sia alle strutture. Per far fronte a questa situazione, la Giunta ha quindi stanziato immediatamente 50 milioni di euro che saranno inseriti tramite un emendamento nell’assestamento di bilancio in discussione proprio in questi giorni in Consiglio regionale». Lo ha annunciato ieri il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, al termine della riunione dell’esecutivo.

Massimiliano Fedriga

Ringraziando gli uomini e le donne della Protezione civile «che sono sempre stati in prima linea sia nella serata di ieri sia nelle giornate precedenti a supporto della popolazione», Fedriga ha rimarcato di aver «già contattato il governo per segnalare le difficoltà che il Friuli Venezia Giulia sta affrontando e sono fiducioso che anche Roma metterà in campo risorse per fronteggiare la situazione. Fortunatamente la nostra Regione ha le spalle larghe economicamente e quindi siamo in grado, forse gli unici in Italia, di reperire 50 milioni di euro per dare risposte al territorio e ai cittadini». Il governatore ha confermato che «partiranno, in coordinamento con i Comuni, i sopralluoghi sul territorio per verificare i danni. Il comparto agricolo rischia di essere pesantemente penalizzato. Il maltempo non è ancora concluso, anche se è in miglioramento, e quindi dobbiamo monitorare la situazione e agire con prudenza ma anche velocità».

Giovanni Da Pozzo

«Ci sono arrivate moltissime segnalazioni da attività produttive che hanno subito gravi danni a causa dei recenti episodi di maltempo e siamo davvero grati alla Regione per il tempestivo intervento e lo stanziamento straordinario di 50 milioni», ha dett0 il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, il quale ha sottolineato l’importanza «in questi casi che le procedure siano semplici e veloci per garantire un rapido ed efficace aiuto alle imprese, le quali devono potersi rimettere al lavoro prima possibile. Ho garantito alla Regione il pieno appoggio della Camera di Commercio a sostegno degli interventi che saranno messi in campo».

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«È stata una giornata difficile e lunga per i nostri concittadini e per i nostri territori, iniziata nella notte quando abbiamo assistito a un fenomeno meteo avverso di violenza importante, che in alcune aree del Friuli Venezia Giulia ha causato devastazioni rilevanti». Sono le parole dell’assessore regionale con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che dalla prima serata di lunedì e per tutta la giornata di ieri ha seguito l’evolversi delle condizioni meteo avverse che hanno causato notevoli danni in tutta la nostra regione.

La riunione a Mortegliano.

«Il maltempo ha colpito duro – ha fatto notare Riccardi -. Ha colpito tutta la fascia centrale della regione: dal confine con il Veneto fino al confine con la Slovenia. Diversi i punti critici con danni importanti: oggi l’abbiamo verificato anche con alcuni sopralluoghi che abbiamo fatto nel corso della giornata».
«Sicuramente la zona più martoriata vede il suo epicentro a Mortegliano dove grandine, vento forte e temporali hanno colpito con maggiore veemenza, con una velocità del vento che ha raggiunto quasi 150 km/h; 50 mm di pioggia in un’ora. Una violenza che nessuno di noi poteva immaginare con conseguenti danni al patrimonio pubblico e al patrimonio privato».
«Le attività economiche sono state colpite duramente, in particolare il triangolo che ha come epicentro Mortegliano insieme a Bicinicco e a Pozzuolo del Friuli. Questa fascia territoriale ha dovuto scontare anche delle evacuazioni importanti. A Mortegliano i tetti sono stati divelti ed è stato immediato l’intervento, in tutta la zona colpita, dei volontari di Protezione civile: oltre 700 gli uomini e le donne scesi in campo, con 250 mezzi di PcrFvg che si sono affiancati naturalmente al lavoro dei vigili del fuoco delle forze dell’ordine. Grazie tutti coloro che sono si impegnati e che stanno continuando a farlo in queste ore». «A Mortegliano abbiamo anche dovuto evacuare una casa di riposo ospitando gli anziani in altre due strutture e ci stiamo occupando anche di alcune famiglie che non riescono a trovare delle soluzioni da parenti”, ha specificato poi Riccardi.

Riccardi con il sindaco Ziberna a Gorizia.

«L’energia elettrica è mancata partendo da 12.000 utenze disalimentati. Via via Enel, con un grande lavoro, sta ripristinando questo questi collegamenti. Ci auguriamo che la giornata finisca, che l’allerta ci faccia uscire da questa condizione di difficoltà. Questi giorni sono stati veramente difficili, per emergenze meteo continue. Giorni che hanno messo a dura prova anche un importante organizzazione come la nostra». ha osservato l’assessore. «Attendiamo l’esaurirsi dell’allerta meteo e seguirà la stima dei danni per la quale abbiamo coinvolto i Comuni – ha detto ancora l’esponente della Giunta Fedriga -. Ho incontrato diversi sindaci nel corso di questa giornata come ho fatto nelle giornate passate. Un dialogo che è già stato aperto con lo Stato per quelli che potranno essere gli interventi che si potranno aggiungere alla destinazione, davvero importante, che la Regione ha deciso di mettere nella propria legge di assestamento di bilancio, stanziando 50 milioni di euro, che si aggiungono ai precedenti decreti».
Nella giornata di ieri, l’assessore Riccardi ha raggiunto la sala operativa della Protezione civile (Sor) del Friuli Venezia Giulia, a Palmanova, per un primo briefing già alle 7 e dopo aver seguito, durante la notte, gli effetti dell’andata meteo avversa sul territorio del Medio Friuli. Nel pomeriggio ha incontrato, nella sede del Municipio di Mortegliano, tutti i sindaci del Medio Friuli e della zona colpita in questa area della regione dalla forte ondata di maltempo caratterizzata in particolare da grandinate e qui che chiama raggiunto anche fino a 10 cm di diametro. Quindi, ha raggiunto Gorizia dove, assieme al sindaco Rodolfo Ziberna, ha compiuto alcuni sopralluoghi in città, nella sede della Protezione civile di Gorizia, rimasta danneggiata, alla caserma che ospita la brigata Pozzuolo dove si è verificato un crollo importante, e diverse aree di Gorizia dove la caduta di alberi anche di grandi dimensioni ha danneggiato beni pubblici e privati.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi nella sala operativa della Protezione civile a Palmanova. (Foto Regione Fvg)

Maltempo, 47 gli edifici danneggiati di proprietà dell’Ater Pordenone

Sono 47 gli edifici di proprietà dell’Ater Pordenone, situati in 18 Comuni della Destra Tagliamento, che sono stati danneggiati nell’ondata di maltempo della sera di lunedì e della mattina di ieri. I danni principali agli alloggi di edilizia popolare riguardano tetti, lucernari, tapparelle, cappotti esterni e alberi caduti nei pressi degli immobili.

Giovanni Tassan Zanin


Dall’Azienda fanno sapere che si sta già predisponendo un piano d’intervento. “Non appena le condizioni – ha anticipato il presidente di Ater Pordenone, ingegner Giovanni Tassan Zanin -, con la fine dell’allerta maltempo, permetteranno di accedere alle parti danneggiate le metteremo in sicurezza. Va detto che in alcuni fabbricati stiamo già intervenendo. A quel punto potremmo pensare anche all’esecuzione dei lavori per la rimessa in pristino definitiva, consci che ci vorrà pazienza considerato che le ditte sono chiamate in queste ore su più fronti, vista la larga parte di territorio che è stata colpita. In ogni caso, noi stiamo operando con la direzione e i nostri uffici per intervenire nel modo più rapido possibile, raccogliendo anche le segnalazioni dei residenti”.
Questo il quadro degli edifici colpiti: Sequals 1 edificio, Aviano 2, Valvasone Arzene 1, Cordenons 1, Fontanafredda 1, Sacile 3, Pordenone 5, Porcia 1, Casarsa 2, Fiume Veneto 5, Brugnera 3, San Vito al Tagliamento 11, Prata 2, Azzano Decimo 3, Chions 1, Sesto al Reghena 2, Morsano 1, Cordovado 2.

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In copertina, ecco la sede dell’Ater (edilizia popolare) della provincia di Pordenone.

Grado, alberi abbattuti dal fortunale a Portobuso e subito messi in sicurezza

Notevoli danni anche sul territorio del Comune di Grado a causa della grave ondata di maltempo che si è abbattuta su larga parte del Friuli Venezia Giulia nella serata di lunedì scorso. Un’area particolarmente colpita dalle fortissime raffiche di vento è quella di Portobuso, suggestiva località in mezzo alla laguna, dove a farne le spese sono state diverse piante di alto fusto, tanto da richiedere l’immediato intervento di personale specializzato. Lavori che – riferisce una nota municipale – si sono praticamente conclusi nella giornata di ieri con le attività di ripristino e messa in sicurezza degli alberi caduti a seguito del fortunale. Gli interventi sono stati eseguiti da una ditta che opera nel “tree climbing” assieme a dipendenti del Servizio manutenzioni – Verde pubblico del Comune isolano che hanno provveduto con le attrezzature in dotazione a tagliare i rami pericolanti e ad una più generale ricognizione e sistemazione del patrimonio arboreo esistente nella località lagunare. Nei prossimi giorni lo stesso Servizio manutenzioni – assicura, infine, il Comune di Grado – proseguirà il lavoro in autonomia, cercando di migliorare la fruibilità dell’area ove si è accumulato molto materiale di risulta dei diversi tagli che si sono resi necessari.

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In copertina e all’interno un albero abbattuto a Portobuso e finito anche contro un edificio.

Dopo la mareggiata UniCredit aiuterà Grado come Venezia

Anche UniCredit scende in campo per aiutare la comunità di Grado a risollevarsi dai gravissimi danni causati dalla recente ondata di maltempo, con violente mareggiate e acqua alta sull’Isola. Ieri mattina, infatti, il direttore della locale Agenzia UniCredit, Franco Zottar, ha informato l’amministrazione comunale che l’iniziativa intrapresa dal Gruppo UniCredit a Venezia a sostegno alla cittadinanza è stata estesa anche a Grado, a favore di privati e imprese che abbiano subito danneggiamenti.
“Con questa iniziativa – dichiara il sindaco Dario Raugna – l’istituto, che sta già svolgendo un servizio di tesoreria per il Comune di Grado, dimostra la sua funzione sociale di vicinanza al territorio davvero indispensabile in questo momento difficile”. L’iniziativa prevede che i cittadini, che si trovano in condizione di difficoltà per i danni subiti dall’immobile, possano richiedere la sospensione del pagamento delle rate dei propri mutui per 12 mesi dalla data di presentazione della richiesta. Allo stesso modo, le imprese  danneggiate con sede legale/operativa sul territorio isolano potranno richiedere una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui ipotecari e chirografari. La banca mette inoltre a disposizione la possibilità di erogare nuovo credito sul territorio tramite mutui/finanziamenti a pricing di riguardo.
Il Comune, attraverso una nota, ricorda che la domanda di sospensione delle rate dovrà essere presentata entro il 31 dicembre prossimo e dovrà essere assistita da un’autocertificazione che attesti il danno subito dall’immobile per il quale si richiede l’attivazione della sospensiva.

La violenta mareggiata a Grado in una foto di Eleonora Molea. 

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In copertina, il sindaco Raugna con il direttore locale di UniCredit, Zottar.

La “questione Grado” va risolta con urgenza: l’appello del sindaco

di Gi Elle

Grado chiama, Roma risponde. Resta alta l’attenzione sull’isola percossa dal maltempo, con mareggiate violentissime e acqua che ha invaso la città, tali da provocare ingenti danni. L’altro pomeriggio l’amministrazione comunale, con il sindaco Dario Raugna e il vicesindaco Matteo Polo (assessore al Turismo), ha incontrato la parlamentare Sabrina De Carlo (M5S), in visita, come annunciato, in Friuli Venezia Giulia nelle aree più colpite, tra cui appunto Grado.
“Abbiamo descritto all’onorevole – riferisce il sindaco Raugna – le nostre difficoltà sui dragaggi in laguna e sui ripascimenti delle spiagge, evidenziando ancora una volta come, senza un intervento normativo, la gestione del nostro ambiente sia impraticabile: come importante è altresì l’emanazione urgente del decreto per poter avviare la fase liquidatoria dei danni subiti alle attività economiche e ai privati”.
E il primo cittadino prosegue: “Abbiamo chiesto alla deputata di intercedere nei confronti del ministro dell’Ambiente Sergio Costa affinché la ‘questione Grado’ venga affrontata e risolta con la necessaria solerzia. Non possiamo espletare lunghi percorsi burocratici per degli interventi che vanno affrontati con la massima urgenza”.
L’onorevole De Carlo si è pertanto fatta promotrice per organizzare un incontro tra l’amministrazione comunale e lo staff del ministro entro la prossima settimana e ha rassicurato in ordine al suo impegno per accelerare tutte le procedure necessarie al fine del ristoro dei danni subiti.
Nel corso della visita, avvenuta alla presenza anche dell’amministratore unico di Git Alessandro Lovato, la parlamentare pentastellata è stata accompagnata in un sopralluogo lungo la diga Nazario Sauro, la spiaggia Costa Azzurra e nel centro cittadino. Infine, è stata raggiunta dai rappresentanti di associazioni locali, come Grado Voga e Graisani de Palù, che le hanno consegnato un documento con una richiesta di attuazione di procedure più snelle per operazioni di ripristino su argini, mote e approdi in mare/laguna e di implementazione degli indispensabili dragaggi.

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In copertina e  all’interno immagini della visita, l’altro ieri, dell’onorevole Sabrina De Carlo a Grado.