Dolore a Torlano per l’addio a Manuel: ora mancherà a tutti il suo sorriso

(g.l.) È troppo presto per morire a 49 anni, nel momento più bello della vita. E il vuoto lasciato da colui che se ne va così prematuramente è tanto più grave e incolmabile, quanto più piccola è la comunità che lo piange. Ed è proprio quello che accade a Torlano, la frazione di Nimis che questo pomeriggio, alle 15.30, si raccoglierà per dare l’ultimo, doloroso saluto a Manuel Petrossi, il perito metalmeccanico ucciso, come hanno riferito le cronache, dopo oltre un mese di grandi sofferenze, da quel virus tremendo che in questi due anni ha sconvolto il mondo. Mezz’ora prima della messa d’addio, nella parrocchiale dedicata a Sant’Antonio da Padova sarà recitato il Rosario in suo suffragio.
La prematura scomparsa di Manuel Petrossi ha suscitato grande commozione e cordoglio nella pedemontana, non solo perché il tecnico uscito dal Malignani era benvoluto da tutti per il suo carattere sempre sorridente, generoso e solare – e lo dimostrano le affettuose parole di quanti lo hanno già salutato sui social -, ma appunto per essere stato strappato alla vita da una pandemia che soltanto adesso sembra finalmente allentare la presa. Una gravissima perdita che è stata appunto sottolineata anche dalla stampa quotidiana, attraverso la quale il sindaco Gloria Bressani ha ribadito l’importanza della vaccinazione preventiva, in quanto ritenuta l’unica soluzione in grado di contrastare gli effetti più gravi del Covid. Un accorato appello proprio nel ricordo del sorriso di Manuel.

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In copertina, la Chiesa di Torlano dove sarà celebrato il funerale di Manuel Petrossi.

Lockbox, sicurezza “intelligente” anche per gli ombrelloni delle spiagge Fvg

Ecco una cassetta di sicurezza “intelligente” anche per gli stabilimenti balneari del Friuli Venezia Giulia. Infatti, a Udine, oltre alla classe del Malignani che ha prodotto la mini-azienda Smokelock per ridurre la dipendenza dal fumo e dalla nicotina, una classe dell’Istituto Tecnico Antonio Zanon ieri si è aggiudicata la competizione regionale, garantendosi la possibilità di raggiungere i colleghi friulani alla finale nazionale BizFactory21 che si terrà sempre in modalità online il prossimo 3 giugno. E con un’idea che si presenta anche in un momento ideale per la tanto attesa ripartenza della stagione estiva, cioè LockBox, un dispositivo intelligente da installare negli ombrelloni per custodire i propri oggetti personali in modo sicuro e innovativo.

L’Istituto tecnico Zanon.

Sono dunque due le scuole finaliste dal Friuli Venezia Giulia, che andranno a contendersi, con il loro progetto imprenditoriale, il titolo italiano di miglior impresa JA (Junior Achievement) del percorso Impresa in Azione, di cui la Camera di Commercio di Pordenone-Udine è partner per il territorio, referente di tutta l’attività di organizzazione e coordinamento. Alla competizione virtuale di ieri, erano 14 le mini-imprese partecipanti. La vittoria è andata alla classe quarta D RIM dell’Istituto Zanon, seguita dalla docente Stefania Vasciaveo e dal dream coach Alessandro Del Zotto. Junior Achievement, lo si ricorda, prevede che le classi partecipanti siano accompagnate da un insegnante e da un imprenditore in tutto il percorso, dalla nascita dell’idea alla sua progettazione, fino alla effettiva realizzazione del prodotto, pronto ad andare sul mercato.
L’impresa Lockbox, come si legge dalla presentazione realizzata dagli studenti su https://www.itzanon.edu.it/pagine/4drim-lockbox, «è l’impresa delle vostre vacanze». La voglia di andare al mare, spiegano, «non manca mai, ma rilassarsi completamente non è sempre facile», perché effettivamente è «spesso difficile potersi allontanare tutti dall’ombrellone senza lasciare qualcuno a custodirlo». Da qui l’idea. Il prodotto offerto è infatti una cassetta di sicurezza per gli ombrelloni degli uffici balneari che utilizza il più possibile la tecnologia. L’apertura della serratura avviene infatti tramite lettura biometrica, che garantisce, comodamente, «una sicura custodia degli oggetti preziosi (portafoglio, smartphone, …) senza necessità di ricorrere a chiavi, braccialetti o codici da memorizzare e… dimenticare», aggiungono.
La forma della cassetta, ancorata all’ombrellone al posto del tavolino, rappresenta il mare ed è in perfetta sintonia con il contesto, grazie anche alla possibilità di personalizzazione dei colori. Il comfort è garantito anche dalla presenza integrata di un portariviste e di incavi porta-bibite. Per vedere il render del prodotto e la sua applicazione, la classe ha realizzato un accattivante video, https://youtu.be/Pu87CRJRKdY. Lockbox si è aggiudicata anche una menzione speciale per “Best Marketing & Strategies”. La motivazione: «Il team ha colpito la giuria per il network di collaborazioni attivate per lo sviluppo del progetto e per aver reso possibile la prototipazione e l’apertura a un mercato sicuramente pronto ad acquistare un prodotto tecnologico ma allo stesso pratico».

La Camera di Commercio Pn-Ud.

La giuria ha assegnato anche altre menzioni speciali, tutte alle classi dello Zanon. Per la miglior attività di comunicazione e social media alla mini-impresa “Future Wrist”, con motivazione «Per la vivacità e il coordinamento nella fase del pitch unito ad un prodotto facilmente commercializzabile e di grande profilo sociale». Per il miglior business plan e report a “Freeul View”, «per aver redatto un report completo in ogni suo aspetto comunicativo con una swot analysis veramente efficace che porta il prodotto a essere facilmente collocabile sul mercato». E infine menzione per il prodotto più innovativo alla mini-impresa “Tyche” con motivazione «Il team ha dimostrato una capacità di sviluppo del prodotto che mette in evidenza la praticità d’uso e con una prototipazione che ha impressionato favorevolmente la giuria».
Attiva in 122 Paesi, la rete di JA Junior Achievement riunisce oltre 450.000 volontari d’azienda provenienti da tutti i settori professionali e, con loro, raggiunge più di 10 milioni di studenti al mondo.

Questo il video:
https://youtu.be/Pu87CRJRKdY

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In copertina, la cassetta di sicurezza per ombrellone realizzata dai ragazzi dello Zanon di Udine.

Controllo di accessi e code: premiato progetto del Ceconi

Il Friuli Venezia Giulia si aggiudica un nuovo premio di Junior Achievement (JA) “Impresa in Azione”, grazie alla mini-impresa creata dagli studenti del Ceconi di Udine a cui è appena stata comunicata la vittoria della terza edizione del Premio Impresa 4.0, conferito da JA Italia e da ABB Italia, gruppo specializzato nel settore dell’energia e l’automazione. Gli studenti hanno avuto la possibilità di candidare le proprie idee attraverso progetti che sono stati valutati sulla base dei alcuni criteri: aderenza al tema digitale, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il Premio Impresa 4.0 mira, attraverso percorsi didattici innovativi e l’aiuto di volontari qualificati, a creare una maggiore consapevolezza sul mondo del digitale, ora più che mai imprescindibile nel panorama lavorativo contemporaneo.
Il progetto vincitore dell’edizione 2020 si chiama Eagle Entry ed è stato realizzato, come detto, dalla mini-impresa AMA Ja-Italia dell’Ipsia Ceconi. Si tratta di un sistema di controllo accessi rapido ed efficiente, applicabile al settore dell’organizzazione di eventi come concerti, eventi sportivi e culturali dove è indispensabile garantire sicurezza, efficienza e rapido smaltimento delle code, facendo leva sulle tecnologie digitali per offrire servizi aggiuntivi a clienti ed organizzatori. Una tecnologia che appare particolarmente utile, peraltro, in questo momento di ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Gli studenti del Ceconi si uniranno così ai “colleghi” del Malignani, già vincitori della competizione interregionale, alla Biz Factory “virtuale” di Milano, il 5 giugno. In quell’occasione riceveranno il premio, durante la finale nazionale di Impresa in Azione, in cui si “affronteranno” tutti i progetti italiani risultati vincitori nelle sessioni locali per vincere il titolo di Migliore Impresa JA 2020.

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In copertina, ecco la sede dell’Ipsia Ceconi in via Manzoni a Udine.

“San Giovanni, macché chiusura del Malignani: diventi un’eccellenza!”

di Gi Elle

Gli artigiani, sostenuti con decisione dalle pubbliche amministrazioni, alzano la voce contro la chiusura del Malignani di San Giovanni al Natisone. E questo perché chiedono che, invece, la scuola venga sostenuta e potenziata, facendola diventare un polo d’eccellenza per la preparazione delle future maestranze della zona. Il futuro della sede staccata dello storico istituto udinese ieri mattina è finito, infatti, sotto la lente d’ingrandimento della VI commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau, che in audizione ha ascoltato la posizione dei vari portatori d’interesse a partire dalla scuola, passando per gli amministratori locali e le associazioni di categoria provinciali, come appunto quelle degli artigiani. L’incontro, al quale ha partecipato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, si è concluso con un impegno formale a convocare in breve un tavolo tecnico al quale portare soluzioni concrete per il rilancio dell’istituto che rischia di chiudere perché avendo oggi poco meno di 70 studenti non rispetta il tetto minimo previsto per le sedi staccate che è pari a 100.

“Così com’è oggi la scuola può anche chiudere – ha esordito con fermezza il presidente zonale di Confartigianato, Giusto Maurig -, ma noi non vogliamo che il Malignani di San Giovanni chiuda, vogliamo che viva una nuova primavera e contamini di professionalità il distretto”. Confartigianato e Cna hanno pertanto consegnato all’assessore regionale un documento con diverse proposte operative, da realizzarsi contemporaneamente. A partire dall’interazione tra sede formativa e imprese, con stage e tirocini, realizzando un vero e proprio laboratorio diffuso, messo a disposizione dalle aziende del territorio, passando per l’assicurazione di un elevato standard dei docenti, il miglioramento dei collegamenti da e per la scuola e ancora l’implementazione dell’offerta con corsi di aggiornamento professionale e percorsi post diploma.

Graziano Tilatti a una cerimonia.

“Dobbiamo fare in modo di valorizzare agli occhi dei ragazzi e delle famiglie la grande occasione che rappresenta questa scuola: apre loro le porte delle aziende del territorio, più che mai bisognose di tecnici” ha aggiunto Maurig, appoggiato in questa battaglia per la sopravvivenza del Malignani dal presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, a sua volta convinto della strategicità dell’istituto: “La nostra associazione – ha sottolineato – farà la sua parte per cercare di rilanciare la scuola che rappresenta uno strategico punto di formazione, a chilometro zero, per le imprese della zona”. Oggi e sempre più in futuro, come precisa il sindaco di San Giovanni, Carlo Pali: “Il nostro dev’essere un progetto a lungo termine. In futuro rischiamo, infatti, di avere aziende altamente tecnologiche senza adeguate risorse umane. In commissione abbiamo chiesto quindi che si realizzi un progetto dove tutti facciano la propria parte affinché il Malignani di San Giovanni diventi un’eccellenza, una scuola attrattiva”. Il territorio ne ha bisogno. Parola del primo cittadino di Manzano, Piero Furlani: “La scuola è importantissima perché è la garanzia di un ricambio qualificato del personale dal quale le aziende, per essere competitive, non possono prescindere”.

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In copertina e qui sopra due immagini della sede Malignani di San Giovanni.

 

San Giovanni, Malignani a rischio. “Ma chi esce da qui ha il lavoro assicurato”

di Gi Elle

La sopravvivenza del Malignani di San Giovanni al Natisone è a rischio, ma si tratta di una eventualità che va scongiurata con tutte le forze perché chi esce da questo istituto “ha il lavoro assicurato”. Per cui, “facciamo il possibile per rilanciare questa scuola”, perché se chiude “perdiamo tutti”. Più chiaro di così non poteva essere l’appello del sindaco, Carlo Pali, al termine di un vertice indetto per individuare una proposta di rilancio dell’importante istituzione scolastica superiore. Insomma, Comune, scuola e sindacato scendono in campo con convinzione per evitarne la chiusura, e quindi per creare le condizioni per una sua valorizzazione e ripresa.

Confartigianato in prima fila – Tutti insieme, dunque, per garantire un futuro a questa sede staccata del Malignani. Confartigianato-Imprese Udine si schiera in prima fila accanto all’amministrazione civica che ha chiamato a raccolta i vertici della scuola, i Comuni limitrofi, le associazioni sindacali dei lavoratori oltre a quelle datoriali, per mettere a sistema le rispettive forze con l’obiettivo di rilanciare la sede scolastica, il cui futuro è annualmente ipotecato dal piano di dimensionamento che prevede un minimo di studenti per le sedi periferiche. Un miraggio per la scuola di San Giovanni al Natisone che oscilla tra i 70 e gli 80 studenti. “Ogni anno – spiega il dirigente scolastico del Malignani, Andrea Carletti – chiediamo alla Regione una deroga sapendo di essere sotto il tetto richiesto. Al di là dei numeri, la nostra scuola è un presidio importante per il territorio, che non ha altri istituti scolastici. Prima di chiuderla bisogna andare con i piedi di piombo e l’Ufficio scolastico regionale lo sa bene”.

Potenziali studenti – All’arco della scuola, Confartigianato Udine ha portato l’indagine condotta dall’Ufficio studi dell’associazione che dimostra, numeri alla mano, come la sede staccata disponga di un consistente bacino di potenziali studenti. In totale, considerati i ragazzi residenti nei Comuni dell’ex distretto della sedia con l’aggiunta di alcuni altri situati sulla direttrice ferroviaria Udine-Gorizia, di età compresa tra i 10 e i 16 anni, il bacino totale di studenti oscilla tra le 400 e le 500 unità l’anno. Di questi, considerate le percentuali di studenti dell’area iscritti a istituti professionali per l’industria e l’artigianato (8,8%) e agli istituti industriali (14,3%) in Fvg, quelli che potrebbero iscriversi ai due indirizzi di studio del Malignani di San Giovanni vanno dai 100 ai 111 al massimo. “Significa – commenta il presidente zonale del Friuli Orientale di Confartigianato-Imprese Udine, Giusto Maurig – che dal punto di vista demografico i numeri per i corsi ci sono e ci saranno anche nei prossimi anni”. Nonostante questo le imprese faticano, ormai da tempo, a trovare profili adeguati alle proprie necessità.

Sos tecnici – Confartigianato-Imprese Udine lo denuncia ancora una volta report alla mano. “Per gli indirizzi di studio più direttamente correlati con le proposte del Malignani – spiega Maurig -, le maggiori difficoltà di reperimento di manodopera si incontrano per la riparazione dei veicoli (55,2%), per gli impiantisti termoidraulici (51,3%), l’elettronica (50%) e la meccanica (49,2%), l’elettronica e l’elettrotecnica (49,3%).  Per i diplomati a indirizzo meccanica, meccatronica ed energia la percentuale di assunzioni di difficile reperimento si attesta sul 47,3%, per quelli con qualifica di formazione o diploma professionale a indirizzo legno la percentuale è del 40,3%”. Cifre (fornite dal sistema Excelsior di Unioncamere) che confermano dunque l’attuale carenza sul mercato del lavoro di profili coerenti con gli indirizzi di studio proposti dal Malignani e questo a dispetto della necessità di personale delle imprese, comprese le 623 imprese della filiera legno-arredo ancora attive nel distretto, di cui 2 su 3 sono artigiane, che da sole danno lavoro a oltre 2.100 addetti.

Il sindaco Carlo Pali.

Progetto di rilancio – A discuterne si sono ritrovati il sindaco Carlo Pali assieme al responsabile della sede staccata del Malignani, Alberto Della Piana, alla responsabile della Cisl di Udine, Renata della Ricca, e al segretario della Cgil di Udine, Natalino Giacomini, a Paolo Zorzenone di Confapi Fvg e ancora ai capogategoria provinciali dei seggiolai e dell’arredo di Confartigianato-Udine, Alberto Dalmasson e Mauro Damiani, oltre al consigliere del Movimento giovani Nicola Giarle e al presidente di zona Giusto Maurig. Dal tavolo sono emerse diverse proposte. “Anzitutto verificheremo se sia possibile modificare e istituire nuove tratte del trasporto pubblico locale per collegare meglio la sede scolastica al territorio – ha dichiarato a margine dell’incontro il sindaco -. Bisogna poi che raccontiamo meglio la realtà di questa scuola, erroneamente identificata come un plesso che sforna professionalità di basso livello, quando invece produce tecnici di spessore capaci di governare le ultime macchine a controllo numerico. Per capirci – ha aggiunto Pali – uno che esce dal Malignani di San Giovanni ha il lavoro assicurato. Cerchiamo, dunque, insieme di stimolare le iscrizioni. Valutando anche la possibilità di istituire un Its, un percorso formativo post-diploma, che dia al territorio figure specializzate. Insomma, facciamo il possibile per rilanciare questa scuola perché se chiude non perde solo San Giovanni al Natisone, perdiamo tutti”.

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In copertina e qui sopra esercitazioni di allievi in laboratorio e al computer.