Madonna d’Aiuto, a Corno di Rosazzo restauro tra memoria e devozione: oggi un viaggio nella storia del Santuario

di Giuseppe Longo

“La statua della Madonna d’Aiuto”. Il restauro come segno di memoria e devozione” è l’affascinante tema della giornata di studio che è in programma stamane, dalle 9.30, nel teatro parrocchiale “Lino Zucco” a Corno di Rosazzo. «L’incontro – come anticipa il parroco di Santa Maria del Rosario, don Antonio Raddi – sarà occasione per conoscere più da vicino la storia e il restauro della statua della Madonna d’Aiuto, prezioso segno di fede e identità per la nostra comunità, con contributi di studiosi e professionisti del settore».


Dopo i saluti dello stesso sacerdote e dell’architetto Paolo Coretti, che provvederà alla presentazione dei relatori e al coordinamento del convegno, seguiranno gli interventi del professor Alessio Persic, docente di Letteratura Cristiana Antica all’Università Cattolica di Milano (Origine e vitalità del culto mariano nel territorio compreso tra Cividale e Cormons e approfondimento delle motivazioni storiche e religiose che hanno determinato le emergenze cultuali rappresentate dalla devozione e dalle chiese dedicate a San Giorgio e San Martino a Visinale, Sant’Andrea a Sant’Andrat, San Leonardo a Gramogliano, San Michele ai Casali Gallo, San Giacomo Apostolo e San Biagio a Noax); professoressa Maria Visintini, storica e studiosa del territorio e scrittrice (Storia dell’edificio (“Da chiesiola a Santuario, descrizione dei principali arredi sacri e breve illustrazione degli ex voto maggiormente significativi); monsignor Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Cultural dell’Arcidiocesi di Udine (Descrizione della statua in legno dorato della “Madonna d’Aiuto” e analisi iconografica di ciascuna delle sue componenti con riferimento anche alle immagini mariane presenti nei luoghi di culto del territorio circonvicino); dottor Domenico Ruma, restauratore beni culturali presso Laar srl (Analisi dello stato di conservazione della statua e descrizione dei possibili interventi di restauro); monsignor Loris della Pietra, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia dell’Arcidiocesi di Udine (Il culto mariano tra spazi e riti. Spunti liturgico-pastorali). Al termine seguiranno gli interventi di saluto da parte delle autorità. La ricca mattinata di studio sarà, quindi, conclusa da un momento conviviale nello stesso teatro parrocchiale.


Ricordiamo, infine, che uno degli ultimi atti di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, prima di lasciare il suo incarico al nuovo arcivescovo Riccardo Lamba, era stato il decreto di erezione a Santuario diocesano della Chiesa della Madonna d’Aiuto. Tra le varie componenti comunali che si erano attivate per l’importante riconoscimento figurava anche il Circolo Culturale Corno che si era adoperato per questo esito felice attraverso l’invio di una lettera indirizzata all’arcivescovo d’intesa con il parroco Antonio Raddi, che aveva poi avviato l’iter canonico. Corno di Rosazzo è molto legata al luogo di culto mariano che, con questo pronunciamento dell’autorità religiosa, si è affiancato ad altri importanti centri mariani dell’Arcidiocesi, quali Madonna delle Grazie a Udine, Castelmonte sopra Prepotto, Monte Lussari a Tarvisio e Madonna delle Pianelle a Nimis.
Costruita in riva al torrente Corno nel 1655 sul luogo del rinvenimento di una statua della Madonna con Bambino, la Chiesa – alla quale si passava sempre davanti, prima della modifica del tracciato della strada statale (oggi regionale) – fu oggetto nei secoli di viva devozione. «Dedicato al culto mariano – informa una breve nota storico-artistica -, racconta una storia di salvezza che affonda le sue radici nel XVIII secolo e che ancora oggi viene ricordata con gratitudine ed affetto. La leggenda narra che il simulacro venerato nella Chiesa, una Madonna con Bambino in legno dipinto e dorato, venne portata dal fiume Corno durante una piena. Pare che quando la statua lignea fu ritrovata sulla riva, venne portata nella Chiesa parrocchiale. Poiché il giorno successivo la statua fu nuovamente trovata sulla riva del fiume, nello stesso punto dov’era arrivata, la popolazione decise di rispettare il suo volere ed erigere il Santuario in suo onore. Un altro fatto miracoloso legato al Santuario avvenne nel 1836. In quell’anno Corno di Rosazzo venne risparmiata dall’epidemia di colera che colpì l’intera regione e che continuò a decimare le truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Poiché la malattia non si spinse oltre il confine della chiesetta, la comunità fece il voto di ringraziamento per la miracolosa prevenzione di Corno dal morbo. Quello stesso voto viene rispettato ancora oggi ogni anno dal 15 agosto all’8 settembre con la celebrazione detta il Perdòn». Cioè, in quel periodo che va dall’Assunzione di Maria in Cielo alla sua Natività, in pratica dalla fine all’inizio dell’anno mariano.

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In copertina, la statua della Madonna d’Aiuto; all’interno, la stessa in tutta la sua bellezza e due immagini dello storico Santuario a Corno di Rosazzo.

Anche il borgomastro di Lannach a Nimis per festeggiare il sindaco neoeletto Fabrizio Mattiuzza e salutare il commissario Giuseppe Mareschi

di Giuseppe Longo

Nimis e Lannach, “gemelli” da quasi 36 anni, in queste settimane sono stati interessati entrambi dalle elezioni amministrative. Ma mentre il Comune friulano ha eletto un nuovo sindaco, Fabrizio Mattiuzza, chiudendo l’anno commissariale, il Comune stiriano – con il quale la solida amicizia è nata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli – ha confermato borgomastro Josef Niggas che è alla guida del Municipio, il Rathaus, da trent’anni! Ed entrambi sono stati eletti con un ottimo risultato, oltre il 60 per cento dei voti. Tanto che il sindaco austriaco ha voluto fare una breve puntata a Nimis per complimentarsi con il suo nuovo collega e rinsaldare i legami di amicizia e collaborazione, proiettandoli verso nuovi traguardi.
Il borgomastro di Lannach desiderava, nel contempo, salutare il dottor Giuseppe Mareschi che, nella sua qualità di commissario straordinario, aveva sostenuto con entusiasmo le celebrazioni dei 35 anni del gemellaggio, dapprima con la cerimonia a Madonna delle Pianelle, l’8 settembre, e poi con la sua ripetizione a Lannach la prima domenica di ottobre in occasione della locale sagra.
Un bellissimo momento di festa, alla trattoria Friuli di Torlano, al quale ha partecipato anche l’ingegner Sergio Bonfini che pure concorreva alla guida del Comune di Nimis e che ora siederà in minoranza: una presenza che ha voluto rimarcare lo spirito di confronto costruttivo che caratterizzerà il quinquennio amministrativo appena cominciato, annunciato peraltro nei messaggi di saluto e ringraziamento che Bonfini e Mattiuzza, con i rispettivi schieramenti, hanno indirizzato agli elettori via social. Preziosa per la nuova visita del Bürgermeister la collaborazione di Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, anche per il suo ruolo di traduttrice dal tedesco.
Intanto, appena passate le festività pasquali, il sindaco Fabrizio Mattiuzza perfezionerà la composizione della Giunta municipale, con la nomina del suo vice e degli assessori, in attesa della prima seduta del consiglio comunale – quando sarà illustrato anche il programma amministrativo – che sarà convocata, a termini di legge, entro la fine del mese.

Mareschi alla festa di Lannach.

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In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza con il borgomastro Josef Niggas.

“Carnevâl a Nimis” pronto al debutto: anteprima a Città Fiera e Trenino del Gusto in attesa della grande sfilata che sarà aperta dalla Banda di Vergnacco

(g.l.) «Non c’è Carnevale senza la “sfilata di Nimis”. Non vediamo l’ora!». Le parole, comparse sui social, della Banda Filarmonica di Vergnacco “fotografano” con efficacia il clima di attesa della grande festa in maschera che la Pro Nimis ha messo in calendario dal 28 febbraio al 4 marzo. E ora che il maxi-tendone è stato innalzato a tempo di record in piazza 29 Settembre, siamo entrati a pieno titolo nell’atmosfera che precede il “Carnevâl a Nimis”, quello che ormai è diventato l’appuntamento per eccellenza dell’anno e che aveva preso le mosse dalla liberazione del Pust avvenuta a Cergneu nella vigilia epifanica.

Il maxi-tendone in piazza 29 Settembre.


Una manifestazione piena di entusiasmo e con tanta voglia di crescere ancora, tanto che quest’anno ora si presenta all’insegna anche di due importanti novità, come l’anteprima di “giovedì grasso” a Città Fiera grazie all’intesa che il centro commerciale alle porte di Udine, il più importante di tutto il Friuli Venezia Giulia, ha raggiunto con gli organizzatori nimensi e il Trenino del Gusto che partirà sabato mattina proponendo un invitante viaggio alla scoperta dei sapori nel paese pedemontano.
E saranno proprio gli “ottoni” del Rojale – storica presenza anche sul prato di Madonna delle Pianelle in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini – ad aprire l’allegra sfilata dei gruppi allegorici di domenica prossima, ultima di Carnevale. Sfilata che sarà resa ancora più “frizzante” dal ritorno anche degli Splumatz. Ma la manifestazione comincerà già venerdì con l’inaugurazione fissata, appunto sotto il maxi-tendone, alle 20.30. Quindi spazio alla musica con il live show degli Absolutes. L’indomani, sabato, oltre al debutto del citato Trenino del Gusto (il via alle 10.30), nel pomeriggio ci sarà un intrattenimento per bambini in maschera con il gruppo OraNimis seguito da uno spettacolo di magia con Gasp. Al termine, alle 18.30, camminata notturna in maschera per le vie Nimis – una sorta di anticipazione della sfilata del giorno successivo – con la premiazione dei tre gruppi più numerosi e delle tre maschere più belle e originali. Quindi, dalle 21.30, seguirà l’evento “Nimis On Fire – 3° Carneval Edition” con Radio Piterpan.
La giornata domenicale comincerà già alle 10.30 con animazione per i bambini, seguita dalla premiazione del concorso scolastico L’arte del creare. Nel pomeriggio invece, in attesa del via alla sfilata (ore 14), spettacolo di bolle di sapone con i Manola e gonfiabili per bambini Free. Lunedì poi la consueta pausa di riposo, più che opportuna per ricaricare le batterie in attesa del gran finale di “martedì grasso”, il giorno di “Carnevalon”. Grande attesa per l’estrazione dei premi della ricca lotteria (ore 20.30) che pure quest’anno pone al suo vertice una fiammante autovettura, esposta da alcuni giorni sul sagrato del Duomo di Santo Stefano. Al termine via alla musica sfrenata nella festa in maschera con gli le più grandi hit degli anni 2000. Sono annunciati premi per la maschera più bella e per il miglior gruppo mascherato. A tarda notte il gran finale del “Carnevâl a Nimis” con l’arrivederci al 2026, mentre il Pust tornerà a rintanarsi nel suo Cantun fino al prossimo 5 gennaio.

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In copertina, l’autovettura primo premio della lotteria del Carnevale di Nimis che aspetta il suo fortunato vincitore.

A Nimis commosso addio a Elda Frezza che sarà ricordata per il sorriso e la dedizione al paese. E ora quel “Missus” della Chiesa di Centa lo canterà Lassù

di Giuseppe Longo

NIMIS – Sono passati moltissimi anni, una sessantina e anche più, ma ricordo ancora con nostalgia quel “Missus” di Candotti che Elda Frezza cantava con tanta dolcezza, prima di Natale, nella indimenticabile Chiesa di Centa. E il brano evangelico, messo in musica, dell’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria è soltanto uno dei numerosi canti sacri che, da sola o in coro, ha eseguito durante tutta la vita. Anche adesso, nonostante i suoi 87 anni, aveva ancora una bella voce che, però, si è spenta improvvisamente per sempre, suscitando largo cordoglio in paese e fuori, anche perché le sue condizioni di salute erano ottime e nessuno si sarebbe aspettato una fine così repentina. E ora quel “Missus” assieme alle numerose Messe latine di Perosi, Tavoni e Tomadini, ma anche alle villotte di Garzoni e Zardini, tra cui la tanto amata “Viva Nimis”, le canterà sicuramente in Cielo, come ha invitato a credere Gianni Paganello in un toccante saluto rivoltole al termine della Messa esequiale celebrata l’altro pomeriggio in Duomo, quando è andato al microfono staccandosi dal coro, diretto da Rita D’Andrea, che ha accompagnato tutto il rito e nel quale c’erano anche i vecchi cantori che con Elda hanno condiviso, lungo lo scorrere di tanti anni, la passione per la musica da Chiesa e popolare, dalla vecchia cantoria parrocchiale alla “Corâl des Planelis”, cui aveva dato vita don Luigi Gloazzo a fine anni Settanta appena arrivato a Nimis, al piccolo coro di Chialminis. La presenza di Elda Frezza era sempre garantita e la sua inconfondibile voce – «indimenticabile quando cantava con Tite Cjapen, già ai tempi di pre’ Corado», ha ricordato ancora Paganello – diveniva la colonna portante di ogni brano, fosse appunto in latino, italiano o friulano.


Ma la presenza nel coro era soltanto un aspetto della personalità di Elda Frezza, sempre animata da quel volto gioioso e sereno che tutti ricorderemo. «Erano due i tratti che hanno sempre contraddistinto la vita di Elda: il sorriso e la dedizione al paese», ha detto infatti monsignor De Tina nell’iniziare la predica che ha puntellato con una significativa pagina del Vangelo, scelta appositamente per la triste circostanza. La sua presenza nella comunità era costante, sia come supporto nelle manifestazioni pubbliche – soprattutto la “Sagre des Campanelis” e il “Carnevâl di Nimis” con il suo inseparabile secchiello con i biglietti della pesca di beneficenza o della lotteria – sia come aiuto alle persone che avevano bisogno di una mano o soltanto di una parola buona, o semplicemente di uno “strappo” in macchina. «Una presenza luminosa in quel volontariato ormai sempre più in crisi» – ha aggiunto don Rizieri – e che Elda aveva sempre assicurato anche nella sua vita lavorativa, come hanno rievocato con riconoscenti parole due anziani colleghi ospedalieri. «Il suo carattere aperto, sorridente, generoso e sempre ottimista ci era di stimolo e conforto», hanno detto fra l’altro, anticipando quanto sottolineato poi anche da Rita Monai nel suo affettuoso omaggio all’amica di tutti.
Tanti, infatti, coloro che sono venuti a salutare Elda Frezza stringendosi accanto al figlio Luigino e ai suoi familiari, riempiendo l’ampia comparrocchiale di Santo Stefano, ma la sera precedente anche la Pieve dei Santi Gervasio e Protasio dove era stato recitato il Rosario in suo suffragio. E che poi l’hanno accompagnata verso l’ultima dimora, mentre dal coro e dall’organo si levava delicatamente quel “Suspir da l’Anime” che a lei piaceva tanto. Perché era molto legata al paese e al Friuli, con le loro usanze e tradizioni, e non mancava mai di parlarmene, come l’ultima volta in cui l’ho incontrata, a Madonna delle Pianelle. “Mandi Elda, cumò cjante Lassù!”.

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In copertina, il volto sempre sorridente di Elda Frezza scomparsa improvvisamente a 87 anni; all’interno, monsignor De Tina mentre incensa la sua salma.

Nimis il 6 ottobre andrà a Lannach per i 35 anni del gemellaggio: una gita in Stiria

(g.l.) Dopo la bella festa dell’8 settembre alla Madonna delle Pianelle, il gemellaggio Nimis-Lannach vivrà un’altra importante giornata nella cittadina stiriana per ricordare, come è appunto avvenuto in Friuli, i 35 anni della firma di quel patto di amicizia nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli.
Come aveva infatti annunciato durante la cerimonia sotto il pronao del Santuario il commissario straordinario, il Comune di Nimis ha organizzato una gita in pullman per la prima domenica di ottobre, quando Lannach vivrà la sua festa annuale come aveva fatto Nimis proprio nei primi giorni di settembre, al fine di «confermare e consolidare i legami di amicizia tra le due comunità», ha scritto il dottor Giuseppe Mareschi in una lettera rivolta alla popolazione. La partenza avverrà alle 7 del 6 ottobre da piazza 29 Settembre. Alle 11 è previsto l’arrivo a Lannach – località che si trova a pochi chilometri da Graz, la città capoluogo della Stiria -; quindi il ritrovo con le autorità locali guidate dal borgomastro Josef Niggas. A seguire il pranzo in piazza, la partecipazione ai festeggiamenti e la visita al tradizionale mercatino. Quindi, alle 16, partenza da Lannach per il ritorno a Nimis dove l’arrivo è previsto alle 20. La quota di partecipazione è di 15 euro, per cui chi è interessato a partecipare dovrà iscriversi entro venerdì 27 settembre alla Segreteria o al Protocollo del Comune di Nimis, telefonando allo 0432.790045. «L’iscrizione – si precisa nell’avviso municipale – è a numero chiuso e le prenotazioni potranno essere annullate in caso non si raggiungesse un numero minimo di adesioni».
«Vi aspettiamo numerosi», conclude la lettera del commissario. Quella di domenica 6 ottobre sarà infatti una nuova, bellissima occasione per rinnovare, e appunto consolidare, i rapporti di amicizia e di collaborazione fra le due comunità che in questi 35 anni hanno sempre dimostrato grande vicinanza e simpatia, ottenendo anche importanti obiettivi internazionali che, come aveva ricordato lo stesso Mareschi, sono il Diploma e la Bandiera dell’Europa Unita.

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In copertina, un momento della cerimonia dell’8 settembre avvenuta a Nimis.

Udine, si è spento don Luigino Bernardis per oltre mezzo secolo alla Madonna di Fatima. Domani tornerà nella sua Nimis

di Giuseppe Longo

Sarà la Madonna di Fatima, la Chiesa udinese che lo ebbe illuminato pastore per oltre mezzo secolo, ad aprirgli le porte domani mattina per l’ultimo saluto. Si è spento, infatti, all’età di 95 anni, don Luigino Bernardis, originario di Nimis, che appena nel 1992 si era ritirato alla Fraternità sacerdotale: era il prete più anziano di tutta l’Arcidiocesi. I funerali saranno celebrati alle 10.30 e al termine del rito la salma raggiungerà il paese natale per essere tumulata nel cimitero dove riposano tutti i suoi familiari.
A Nimis ormai sicuramente pochi lo conoscevano, se non le persone di una certa età, in quanto la sua lunga vita sacerdotale don Bernardis l’ha trascorsa per larghissima parte proprio a Udine. Era nato nel paese pedemontano nel lontano 1929 e nel 1954, cresciuto alla “scuola” di monsignor Beniamino Alessio – pievano che formò numerosi sacerdoti, tra i quali il cardinale Ildebrando Antoniutti che Nimis ha appena ricordato a 50 anni dalla scomparsa – fu consacrato prete dall’arcivescovo Giuseppe Nogara. Era infatti l’ultimo ad avere ricevuto l’Ordine sacro dal presule che guidò la Chiesa friulana durante gli anni dell’ultima guerra e della ripresa post-bellica. Il giovane don Luigino visse i primi impegni pastorali quale cooperatore parrocchiale a Santo Stefano di Buja, quindi Madrisio di Fagagna in qualità di vicario parrocchiale e poi a Vernassino di San Pietro al Natisone. Fu l’arcivescovo Giuseppe Zaffonato ad affidargli, nel 1966, l’appena istituita Parrocchia di via Colugna, dove riuscì a portare rapidamente a termine la costruzione della moderna Chiesa, dedicata appunto alla Beata Vergine di Fatima, la cui prima pietra era stata posata due anni prima.
Lunghissima, ben 56 anni, la permanenza del sacerdote alla guida del popoloso quartiere udinese, cresciuto in fretta alle spalle dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, meritando sempre la stima e la riconoscenza anche degli arcivescovi Battisti, Brollo e Mazzocato. Si era arreso infatti appena alla veneranda età di 92 anni alle leggi dell’anagrafe decidendo di lasciare la Parrocchia per affidarla al compaesano don Carlo Gervasi, parroco della vicina Chiesa di San Marco in Chiavris. Questi ultimi anni, come detto, li ha vissuti nella casa di riposo per sacerdoti di via Ellero, festeggiando appena un mese fa il settantesimo anniversario dalla consacrazione.
Questa sera, alle 20, nella Chiesa di piazza Polonia verrà recitato il Rosario in suo suffragio, mentre domani mattina quelle mura che lo videro zelante parroco per oltre mezzo secolo gli daranno l’estremo saluto. Al termine, come detto, la salma di don Luigino Bernardis sarà tumulata nel cimitero di Nimis. Il paese pedemontano riabbraccerà, così, l’ultimo dei suoi figli così anziani che scelsero la strada della Chiesa. A causa proprio dell’età avanzata, ormai il sacerdote non si vedeva più da diversi anni, ma la terra natale lo aveva sempre nel cuore, tanto che fino a quando le forze glielo hanno consentito non ha mancato mai di partecipare alla Messa solenne dell’8 settembre che, nel Santuario della Madonna delle Pianelle, conclude il tradizionale Ottavario.

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In copertina, don Luigino Bernardis durante un rito: era nato a Nimis nel 1929.

Nimis, quelle preziose pagine di Mozart e Schubert dedicate da Alberto al nonno Carlo che in tanti hanno voluto salutare

di Giuseppe Longo

NIMIS – Non il tradizionale canto in friulano di invocazione ai Santi, bensì il dolcissimo “Suspir da l’anime” per accompagnare la salma all’uscita della Chiesa prima che il corteo s’incamminasse verso la sua ultima dimora. Alberto Nocera, pianista e organista, amava molto il nonno Carlo e ieri pomeriggio ha voluto dargli uno splendido saluto musicale durante la Messa d’addio celebrata nel Duomo di Santo Stefano, facendo precedere il brano di Oreste Rosso da altri molto famosi, come l’Ave Maria di Schubert e l’Ave Verum di Mozart. Il giovane professionista, uscito dal Conservatorio Tomadini, ha infatti avuto la forza di sedersi all’organo e accompagnare la bellissima voce di Ambra Gerussi, eseguendo queste preziose e suggestive pagine alternandole ai consueti canti esequiali.


Tanti hanno voluto essere presenti all’ultimo saluto a Carlo Gobetti, che si è spento a 85 anni dopo una lunga malattia rivelatasi purtroppo ben presto senza speranze, stringendosi accanto alla sua amata moglie Armanda, alla figlia Alida, ai nipoti Alberto e Giulia, e al genero Pietro Nocera, direttore del consiglio pastorale parrocchiale. Monsignor Rizieri De Tina ha letto una significativa pagina del Vangelo di Giovanni, quella dedicata all’amore, per poi sottolineare le qualità morali che hanno sempre caratterizzato, «con quel suo immancabile sorriso», la vita del defunto: esemplare come marito, come padre, come nonno. Ma anche nel suo lavoro di elettricista. Qualità che l’hanno reso una persona amata e benvoluta da tutti, anche perché quando si trattava di aiutare qualcuno era sempre e subito disponibile. Una particolarità colta pure nelle affettuose parole che ha voluto rivolgergli Renato Zussino, amico da sempre, anche dopo il matrimonio che lo ha portato a vivere a Buja, lontano da quella via Comelli che adesso anche con la scomparsa di Carlo si ritrova sempre più povera e deserta. «Non ti vedremo più – ha detto nel suo toccante saluto in friulano – andare nell’orto e tornare a casa con un mazzo di fiori per la tua Armanda».


Al termine del rito, uscendo, mi è tornato in mente il Duomo, voluto da monsignor Beniamino Alessio, quando era ancora in fase di completamento. All’epoca, erano gli anni Sessanta, all’interno della futura comparrocchiale venivano allestite grandiose pesche di beneficenza – dove c’era sempre anche un importante dono del cardinale Ildebrando Antoniutti, di cui proprio ieri ricorrevano i cinquant’anni della scomparsa – in occasione della plurisecolare sagra settembrina di Madonna delle Pianelle, proprio per finanziare gli ultimi lavori. E sulla cupola gli allora giovani elettricisti di Nimis realizzavano dei giochi di luce meravigliosi, davvero indimenticabili. Uno di loro era proprio Carlo Gobetti: anche per questo merita la gratitudine del paese che lo ricorderà come uno dei suoi figli migliori. Mandi Carlo!

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In copertina, Carlo Gobetti aveva 85 anni; all’interno, don Rizieri benedice la salma e Renato Zussino durante il suo saluto.

Da domani nell’antica Pieve di Nimis grande mostra con i quadri di Tita Gori e le opere degli artisti friulani del Cfap

di Giuseppe Longo

Conto alla rovescia, a Nimis, per la mostra delle grandi opere su tela di Tita Gori allestita nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, che sorge proprio vicinissima alla casa dell’artista (1870-1941), il quale fu incaricato dalla Parrocchia di integrare le pitture interne nelle aree sprovviste di affreschi antichi. Come già annunciato, saranno esposti otto quadri a olio di grandi dimensioni che furono presi in custodia all’indomani del terremoto di 48 anni fa dal figlio Ottone: erano esposti nella sacrestia della Chiesa di Santo Stefano, in Centa, e nell’Asilo infantile, edifici entrambi danneggiati da quelle scosse indimenticabili, ma che finirono irrimediabilmente travolti dall’opera demolitrice della pala meccanica. E nella comparrocchiale c’era, purtroppo, il più vasto ciclo pittorico dell’artista scomparso 83 anni fa.


Gli otto quadri sistemati su appositi supporti si “fonderanno” pertanto con gli affreschi di Tita Gori che si possono ammirare nei tre archi a sesto acuto della Chiesa e nel presbiterio regalando una meravigliosa immagine a quanti entreranno nello storico luogo sacro, le cui origini affondano nel VI secolo dopo Cristo, quando venne costruito un tempietto che via via si è evoluto fino a essere dotato del bellissimo campanile e a raggiungere le dimensioni attuali. Una iniziativa che la Parrocchia di Nimis – alla quale i discendenti dell’artista hanno deciso di riaffidare le otto opere che le appartenevano – ha opportunamente scelto di collocare a cavallo del giorno in cui ricorre la memoria dei Santi Gervasio e Protasio (19 giugno) protettori di Nimis, anche se la festa patronale vera e propria viene fatta tradizionalmente coincidere con la festività mariana dell’8 settembre celebrata a Madonna delle Pianelle.
In questa importante occasione gli otto dipinti tornano, dunque, a essere fruibili alla comunità nimense e a tutti coloro che amano l’arte. La inaugurazione della mostra è fissata per domani pomeriggio, alle 17.30, con l’intervento del parroco, monsignor Rizieri De Tina, del commissario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, del presidente del Centro friulano arti plastiche, Bernardino Pittino, e dell’esperta in beni culturali, Francesca Totaro, discendente di Tita Gori. Il Cfap di Udine ha infatti collaborato nell’allestimento della mostra, grazie all’interessamento dei coniugi Paganello, tanto che pure alcuni suoi artisti associati esporranno in questa occasione proponendo opere che rileggono, in chiave contemporanea, i tratti e il messaggio di Tita Gori: Adriana Bassi, Marisa Cignolini, Catia Maria Liani, Luigi Loppi, Rinaldo Railz e lo stesso Bernardino Pittino.
Una curiosità molto interessante: l’architetto Bernardino Pittino è figlio di Fred Pittino, il grande artista friulano nativo di Dogna che realizzò il mosaico, nella stessa Chiesa matrice all’epoca dei generali restauri dei primi anni Sessanta, con la raffigurazione dei Santi Gervasio e Protasio, della Madonna con Bambino e altri Santi, opera richiesta dopo la rimozione del vecchio altare (sostituito con l’attuale, semplice come richiesto dalla liturgia post-conciliare), ma che non evitò di dover sacrificare un affresco dello stesso Tita Gori che raffigurava il Trionfo dell’Agnello. Della pittura dell’artista di Nimis parlerà poi lunedì 17 giugno, alle 20.30, Alessio Geretti, sacerdote esperto d’arte divenuto famoso per le meravigliose mostre di Illegio. La sua sarà una vera e propria “lectio magistralis” dedicata alla figura e al messaggio che con la sua opera volle lasciarci Tita Gori.

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In copertina, una immagine di Tita Gori e all’interna una vecchia foto della Pieve di Nimis come la vedeva lo stesso artista che era nato all’ombra del suo campanile.

Nimis, grande ritorno di “Libero Sport” con la Bernadia vera protagonista. Ma ci sarà anche l’amata “Vignalonga”

(g.l.) Un grande ritorno per “Libero Sport Emozione e Natura” che dà appuntamento nel prossimo fine settimana a Nimis, con punto di riferimento il prato di Madonna delle Pianelle, lo stesso che a settembre accoglie la plurisecolare “Sagre des Campanelis”. Una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne – dove la Bernadia è la vera protagonista! – organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale.
La manifestazione sportiva si articolerà in tre proposte, tutte molto invitanti: RandoBike Bernadia Trail Area, Cammina & Vola Bernadia e Vignalonga, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato per domenica prossima dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera. Sono previsti anche dei punti ristoro.


Le altre due proposte sportive sono invece programmate per la prima giornata, quella di sabato. Per quanto riguarda il RandoBike Bernadia Trail Area, si tratta di una manifestazione valida per il Trofeo Fedeltà Megaintersport. Il percorso si snoda sui sentieri riservati alla specialità cui sovrintende l’associazione Maglianera per un totale di ben 38 chilometri con circa 1200 metri di dislivello. La partecipazione è riservata ai tesserati Acsi, Fci e altri enti di promozione sportiva. La partenza avverrà dalle ore 9 e quindi comincerà l’avventura sulla invitante Bernadia – la montagna il cui territorio è diviso appunto tra i Comuni di Nimis e di Tarcento -; per ulteriori informazioni sul percorso, su modalità di partecipazione costi e iscrizioni ci si potrà rivolgere alla stessa Maglianera oppure a Id Chronos.
Cammina & Vola Bernadia è pure una manifestazione che ha quale punto di riferimento la tanto frequentata montagna, vero e proprio “paradiso” anche per gli sportivi che praticano il volo libero. Si tratta di un raduno non competitivo di parapendio specialità Hike e Fly. Gli organizzatori informano che si camminerà per raggiungere l’area di decollo a quota 730 metri – da dove si gode di un panorama impareggiabile sull’intero Friuli fino al mare – e poi via alla gara di precisione fino alla zona dell’atterraggio. Compatibilmente con le condizioni meteo, sono previsti voli in parapendio biposto, con iscrizioni sul sito www.vololiberofriuli.it (max 6-8 persone). Al termine del sabato sportivo ci sarà una serata con Piterpan 90210 con Marco Baxo e Lady Helen che promette un “tuffo nel passato”, vale a dire nel cuore degli anni 1990/2000 con la selezione dei brani dance pop più suonati di sempre.
Come detto, gli sportivi di Maglianera – che si distinguono sempre anche per l’encomiabile lavoro di pulizia e manutenzione dei sentieri boschivi – sono uno dei “motori” più importanti di «Libero Sport, la manifestazione – sottolineano – che ha visto per anni Nimis fulcro delle attività sportive della pedemontana udinese. Quest’anno rinasce in versione “test”, con 3 manifestazioni dedicate allo sport outdoor che qui regna sovrano. Noi di Maglianera, con la collaborazione degli amici di Asd Kicosys, abbiamo ideato la Bernadia Trail Area RandoBike, la prima edizione della randonnè fuoristrada Acsi nella Bernadia Trail Area». E al riguardo avvertono: «La Bernadia Trail Area è una manifestazione sportiva, non competitiva e di resistenza, che si svolge su un percorso obbligato da portarsi a termine in totale ed assoluta autonomia entro il termine massimo di 5 ore dalla partenza. I partecipanti dovranno considerarsi in “escursione individuale” e quindi in regime di totale auto-sufficienza, senza alcun supporto tecnico e senza alcun tipo di assistenza, nemmeno sanitaria da parte dell’Organizzazione. Le iscrizioni chiudono il 16 maggio, ma per pochi fortunati sarà possibile iscriversi anche il 18 maggio, il giorno della manifestazione, dalle 07.30 alle 8.45».
Della Bernadia Trail Area si occupa anche un ricco articolo con bellissime fotografie e grafici pubblicato sul numero 2 aprile-maggio del blog “Esplora & Ama Fvg” – che si apre con una stupenda panoramica sull’isoletta di Barbana nella Laguna di Grado – a firma di Massimiliamo Misdaris con introduzione di Lucia Braida, la responsabile del magazine. Una occasione che si è presentata in concomitanza della collaborazione che Maglianera ha assicurato per la stesura della guida del territorio di Tarcento da parte di Francesco Antonini – di cui avevamo riferito a suo tempo – e la realizzazione della mappa da distribuire fra gli esercenti della Trail Area. Un articolo che si può facilmente trovare «sul portale web della rivista, corredato dalle foto e dai QRCode che servono a vivere l’esperienza di visita del nostro territorio con notizie e approfondimenti mirati ed aggiornati. A voi il compito di “sfogliare” la rivista e farvi catturare dalle bellezze naturali presenti nel territorio e venire a visitarle utilizzando, perché no, l’applicazione Mowibike». E, allora, buon “Libero Sport” a tutti!

 

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In copertina, il panorama su Nimis e il Friuli che si gode praticando la Bernadia in bici; all’interno, una bella immagine della montagna paradiso di bikers e deltaplanisti e la Vignalonga sulle colline del dolce Ramandolo in una delle prime edizioni.

“Sagre des Campanelis” al gran finale oggi a Nimis: difficile ricordare festeggiamenti con un sole così bello

(g.l.) I festeggiamenti di Madonna delle Pianelle, a Nimis, vantano oltre cinque secoli di storia, ma un tempo splendido, in tutte le cinque giornate, come quest’anno è sicuramente difficile da ricordare. E così, proprio in questa meravigliosa cornice di sole e di caldo quasi estivo, e con quella luce limpida che soltanto il mese di settembre ci sa regalare, va oggi in archivio l’Antighe Sagre des Campanelis.


La 507ma edizione della festa, molto amata dalle popolazioni delle valli del Cornappo, del Torre e del Rojale, ma anche da larga parte del Friuli – prima dell’ultima guerra, come raccontano le cronache del tempo, a Udine si organizzavano addirittura corse speciali del famoso “tram bianco” (fino a Tricesimo) per raggiungere la sagra sul prato delle Pianelle -, oggi vivrà dunque la sua ultima giornata, dopo la grande festa della Natività della Vergine Maria celebrata l’8 settembre. Tra le manifestazioni annunciate per oggi la Camminata con Fare Verde Fvg alla scoperta delle piante commestibili del territorio e per la tutela della natura (partenza ore 10.30) e la festa dei donatori di sangue che comincerà con la Messa in Santuario, alle 11, alla quale seguiranno le premiazioni dei soci benemeriti dell’Afds. Alle 13.30, mentre le cucine sforneranno i piatti della tradizione da accompagnare con i pregiati vini di Nimis proposti dalla fornitissima enoteca, ultima estrazione della tombola. Da ricordare, infine, che oggi ci sarà anche il passaggio del Saporibus, la nuova iniziativa proposta dal Consorzio delle Pro Loco Torre Natisone per la valorizzazione dell’enogastronomia della pedemontana del Friuli orientale.
Scende dunque il sipario sull’antica sagra settembrina che, come detto, sarà ricordata per la bellezza del tempo che l’ha contraddistinta, offrendo la possibilità di trascorrere qualche ora sul prato delle Pianelle, in un’oasi di verde e di tranquillità tra le più belle e accoglienti della nostra regione. Accanto all’amato Santuario, fondato nel 1467 dopo l’Apparizione della Madonna a due boscaioli del luogo, come raccontato dall’affresco di Giacomo Monai sotto il pronao della chiesa, e tra il suono delle campanelline di terracotta, oggi più colorate e lucide di un tempo, con scritte e nomi di persona, ma ugualmente suggestive, simbolo di una tradizione antica che ci auguriamo continui ancora a lungo. Almeno per altri cinque secoli…

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In copertina e all’interno le campanelline di terracotta; qui sopra, l’affresco di Giacomo Monai che all’ingresso del Santuario delle Pianelle racconta l’Apparizione della Madonna di tanti secoli fa.