Oltre mille persone a Pordenone per la Tombola dell’8 settembre tradizione che si rinnova da un secolo e mezzo

È stata una grande festa popolare quella della “Tombola” dell’8 settembre a Pordenone, una tradizione che si rinnova da oltre 150 anni (precisamente dal 1873) grazie alla Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione, in sinergia con l’Amministrazione comunale, nella giornata di Festa cittadina della Madonna delle Grazie.

Gremitissima e allegra la platea di oltre un migliaio di persone che ha letteralmente riempito – in strada, nei locali e sotto i portici – la Contrada Maggiore, il “salotto buono” della città, tutti concentrati sul palco sotto l’antica Loggia del Municipio, dove l’applauditissimo show è stato orchestrato dal brillante umorismo del duo I Papu, ovvero i “bravi presentatori” Andrea Appi e Ramiro Besa, insieme al sound travolgente del “Blues Brother Tribute Show” proposto dagli undici musicisti della band “Blak”.
Perfetta la collaborazione delle tre piccole aiutanti Bianca, Aurora e Sophie, otto anni ciascuna, che hanno estratto con ritmo spavaldo i numeri segnati sulle cinquemila cartelle vendute, che hanno fatto vincere la quaterna a Giannino Barbin di Pordenone, la cinquina alla giovanissima pordenonese Sara Bertiato, suddivisa con Pasquale Rigione Pisone di Aviano, quindi la tombola a Liana Aleotti di Pordenone e il tombolino anche qui in tandem tra il pordenonese Maurizio e Nica Degan di San Quirino.

Grande soddisfazione del Presidente dell’Operaia Sandro Moretti e del Sindaco di Pordenone Alessandro Basso, al primo palco della Tombola nei rispettivi ruoli. Il loro saluto al pubblico, naturalmente e simpaticamente stuzzicato dall’arguzia dei Papu, non ha mancato di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, dai molti volontari impegnati a seguire l’organizzazione agli enti sostenitori e partner Pordenone Fiere, Pro Loco Pordenone, ditta Beass Sicurezze e Cooperativa Claps.

Info e news sul sito web e sui canali social della Storica Società Operaia di Pordenone: www.somsipn.it

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In copertina, la vincitrice della tombola sul palco con I Papu; all’interno, altre immagini della grande festa popolare di Pordenone alla quale ha partecipato anche il sindaco Alessandro Basso.

Madonna d’Aiuto, a Corno di Rosazzo restauro tra memoria e devozione: oggi un viaggio nella storia del Santuario

di Giuseppe Longo

“La statua della Madonna d’Aiuto”. Il restauro come segno di memoria e devozione” è l’affascinante tema della giornata di studio che è in programma stamane, dalle 9.30, nel teatro parrocchiale “Lino Zucco” a Corno di Rosazzo. «L’incontro – come anticipa il parroco di Santa Maria del Rosario, don Antonio Raddi – sarà occasione per conoscere più da vicino la storia e il restauro della statua della Madonna d’Aiuto, prezioso segno di fede e identità per la nostra comunità, con contributi di studiosi e professionisti del settore».


Dopo i saluti dello stesso sacerdote e dell’architetto Paolo Coretti, che provvederà alla presentazione dei relatori e al coordinamento del convegno, seguiranno gli interventi del professor Alessio Persic, docente di Letteratura Cristiana Antica all’Università Cattolica di Milano (Origine e vitalità del culto mariano nel territorio compreso tra Cividale e Cormons e approfondimento delle motivazioni storiche e religiose che hanno determinato le emergenze cultuali rappresentate dalla devozione e dalle chiese dedicate a San Giorgio e San Martino a Visinale, Sant’Andrea a Sant’Andrat, San Leonardo a Gramogliano, San Michele ai Casali Gallo, San Giacomo Apostolo e San Biagio a Noax); professoressa Maria Visintini, storica e studiosa del territorio e scrittrice (Storia dell’edificio (“Da chiesiola a Santuario, descrizione dei principali arredi sacri e breve illustrazione degli ex voto maggiormente significativi); monsignor Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Cultural dell’Arcidiocesi di Udine (Descrizione della statua in legno dorato della “Madonna d’Aiuto” e analisi iconografica di ciascuna delle sue componenti con riferimento anche alle immagini mariane presenti nei luoghi di culto del territorio circonvicino); dottor Domenico Ruma, restauratore beni culturali presso Laar srl (Analisi dello stato di conservazione della statua e descrizione dei possibili interventi di restauro); monsignor Loris della Pietra, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia dell’Arcidiocesi di Udine (Il culto mariano tra spazi e riti. Spunti liturgico-pastorali). Al termine seguiranno gli interventi di saluto da parte delle autorità. La ricca mattinata di studio sarà, quindi, conclusa da un momento conviviale nello stesso teatro parrocchiale.


Ricordiamo, infine, che uno degli ultimi atti di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, prima di lasciare il suo incarico al nuovo arcivescovo Riccardo Lamba, era stato il decreto di erezione a Santuario diocesano della Chiesa della Madonna d’Aiuto. Tra le varie componenti comunali che si erano attivate per l’importante riconoscimento figurava anche il Circolo Culturale Corno che si era adoperato per questo esito felice attraverso l’invio di una lettera indirizzata all’arcivescovo d’intesa con il parroco Antonio Raddi, che aveva poi avviato l’iter canonico. Corno di Rosazzo è molto legata al luogo di culto mariano che, con questo pronunciamento dell’autorità religiosa, si è affiancato ad altri importanti centri mariani dell’Arcidiocesi, quali Madonna delle Grazie a Udine, Castelmonte sopra Prepotto, Monte Lussari a Tarvisio e Madonna delle Pianelle a Nimis.
Costruita in riva al torrente Corno nel 1655 sul luogo del rinvenimento di una statua della Madonna con Bambino, la Chiesa – alla quale si passava sempre davanti, prima della modifica del tracciato della strada statale (oggi regionale) – fu oggetto nei secoli di viva devozione. «Dedicato al culto mariano – informa una breve nota storico-artistica -, racconta una storia di salvezza che affonda le sue radici nel XVIII secolo e che ancora oggi viene ricordata con gratitudine ed affetto. La leggenda narra che il simulacro venerato nella Chiesa, una Madonna con Bambino in legno dipinto e dorato, venne portata dal fiume Corno durante una piena. Pare che quando la statua lignea fu ritrovata sulla riva, venne portata nella Chiesa parrocchiale. Poiché il giorno successivo la statua fu nuovamente trovata sulla riva del fiume, nello stesso punto dov’era arrivata, la popolazione decise di rispettare il suo volere ed erigere il Santuario in suo onore. Un altro fatto miracoloso legato al Santuario avvenne nel 1836. In quell’anno Corno di Rosazzo venne risparmiata dall’epidemia di colera che colpì l’intera regione e che continuò a decimare le truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Poiché la malattia non si spinse oltre il confine della chiesetta, la comunità fece il voto di ringraziamento per la miracolosa prevenzione di Corno dal morbo. Quello stesso voto viene rispettato ancora oggi ogni anno dal 15 agosto all’8 settembre con la celebrazione detta il Perdòn». Cioè, in quel periodo che va dall’Assunzione di Maria in Cielo alla sua Natività, in pratica dalla fine all’inizio dell’anno mariano.

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In copertina, la statua della Madonna d’Aiuto; all’interno, la stessa in tutta la sua bellezza e due immagini dello storico Santuario a Corno di Rosazzo.