A Grado Giornata del Ringraziamento e Benedizione del Mare con una preoccupata riflessione di monsignor Nutarelli: rischiamo di diventare un’isola di “seconde case”, una città che purtroppo invecchia senza giovani

di Giuseppe Longo

La comunità cristiana di Grado ha vissuto una importante settimana, cominciata domenica scorsa con la solennità della Beata Vergine del Rosario e culminata ieri pomeriggio con la grande festa delle Cresime amministrate a venticinque ragazzi dall’arcivescovo Carlo Redaelli, oltre alla celebrazione di due Battesimi. Ma tornando, alla ricorrenza di otto giorni fa – che ha visto anche lo snodarsi della processione pomeridiana con la tradizionale “Benedizione del Mare”, dopo la Supplica alla Madonna di Pompei -, meritano d’essere ricordate le preoccupate riflessioni che monsignor Paolo Nutarelli ha fatto nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne celebrata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, rito accomunato all’annuale festa che conclude la stagione estiva e che è stato reso ancora più festoso e partecipato dalla presenza della Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta da Anello Boemo. Mentre alla processione pomeridiana ha suonato, come al solito, la Banda cittadina di Grado, guidata da Nevio Lestuzzi.

«Questa domenica – ha detto, infatti, l’arciprete – coincide con la nostra Giornata del Ringraziamento. Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene in vacanza, per noi Parrocchia, significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo. Ma con il “grazie” – ha proseguito don Paolo – è giusto anche tentare di capire la nostra storia e dove stiamo andando, quale direzione stiamo percorrendo. Come ho ricordato recentemente alla presentazione di un libro su Grado e la sua storia, rischiamo di diventare una comunità di sole “seconde case”, una città svuotata della sua identità, che invecchia senza giovani». E ancora: «In questi anni ho potuto conoscere tante giovani coppie che vorrebbero “fare famiglia qui”, ma non ne hanno la possibilità. Senza nuove famiglie, senza ragazzi che crescono, senza la presenza viva di chi abita stabilmente l’isola, il nostro tessuto comunitario si impoverisce. Questo grande problema deve essere affrontato. Non so come… ma sarebbe bello — e lo auspico — se potessimo insieme iniziare una riflessione concreta. Abbiamo bisogno di visioni, e soprattutto del coraggio di fare scelte che sappiano mettere insieme sia l’aspetto economico che quello sociale, per tentare così di invertire la rotta. Credo, proprio, che sia urgente andare a scuola dalla Vergine Maria: per imparare sempre più a custodire e contemplare i misteri della nostra storia… a custodire il passato, a vivere con gratitudine il presente, ed a progettare il futuro con fiducia». Monsignor Nutarelli aveva, invece, esordito facendo riferimento anche «alle tragedie della nostra storia contemporanea – penso all’Ucraina, a Gaza e a tutti i luoghi del mondo dove si combatte – sembra che la violenza spenga la speranza, e non ci sia mai una fine: violenza chiama violenza, vendetta chiama vendetta… e la brutalità della guerra sembra non finire mai». Ma per fortuna, proprio durante questa settimana, è stata raggiunta una importante intesa quale solida premessa affinché il Medio Oriente, come tutti auspichiamo, possa ritrovare la pace. «Maria – ha poi aggiunto il celebrante – ci indica una strada: la preghiera. Una preghiera che forse non cambia la storia, ma cambia il nostro cuore con cui ci confrontiamo con essa. È da un cuore credente e rinnovato che può nascere anche un mondo nuovo. Ed è proprio da questa Fede, piccola ma vera, che può nascere anche il nostro ringraziamento. Solo chi crede riesce a dire “grazie”. Solo chi riconosce tutto come dono riesce a guardare con gratitudine alla vita. Ed a ciò che ha vissuto».
Nel pomeriggio, come dicevamo, l’arciprete Nutarelli, accompagnato dal vicario Mauro Belletti e da don Gianni Medeot, ha guidato la solenne processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli – non quella che viene portata annualmente al Pellegrinaggio di Barbana, ma quella che è conservata tutto l’anno nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino e che viene portata in Basilica soltanto per la festa del Rosario -, attraversando diverse vie cittadine fino a raggiungere la diga Nazario Sauro dove si è ripetuto il suggestivo rito della “Benedizione del Mare”, invocando protezione sulla prossima stagione turistica. Come dire che la Giornata del Ringraziamento per la Stagione 2025 s’intreccia con un auspicio di positività per quella che verrà, nell’estate 2026.

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In copertina e all’interno alcune belle immagini della processione mariana e della “Benedizione del Mare” rito che era cominciato in Basilica con la Supplica alla Madonna di Pompei.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Che bello il kitesurf a Grado! Gli isolani Marocco e Berto emergono fra gli Under 13, bene gli altri giovani friulani. Da Ungheria e Calabria i vincitori della tappa

L’italo-ungherese Benedek Szende Veres e la calabrese Alice Melesa vincono, rispettivamente, la VI tappa della categoria maschile e femminile del Campionato Italiano Kitesurf Fiv, specialità Big Air, svoltasi recentemente a Grado, con la partecipazione dei 30 migliori atleti nazionali. Nella categoria Under 13, vince il gradese Martin Marocco, seguito dal compaesano Gianluca Berto e dalla padovana Asia Carol Nardo. Il primo posto della categoria Under 15 è del piemontese Tommaso Borgi, mentre il secondo è conquistato da Giovanni Piva, di Aquileia (al terzo, il veneto Leonardo Zanolo). Nella categoria Under 17, terzo posto per il cervignanese Christian Tel, dopo il campano Daniele Pio Sgroia (secondo) e il piemontese Lorenzo Basiglio (primo).

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Le Madonne “vestite”

Questo pomeriggio, alle 17, nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, alla Vigilia della Festa della Madonna del Rosario, la Parrocchia di Grado, in collaborazione con l’Associazione “Anna Achmatova”, propone la già annunciata proiezione del documentario “Storie di Madonne vestite”: un viaggio di una ventina di minuti che unisce tradizione e antropologia raccontando la devozione popolare legata, appunto, alle cosiddette “Madonne vestite”, una pratica diffusa dal Medioevo fino alla prima metà del Novecento. Le “Madonne vestite” sono infatti vere e proprie opere d’arte rivestite con abiti veri, cuciti e ricamati a mano, spesso ornate con corone, veli, collane e preziosi ex voto. Attraverso immagini e testimonianze, curate da Marina Giovannelli, Maddalena Valerio e Loretta Zorzi, il documentario ripercorre storie e memorie che parlano di fede, cultura e identità popolare. Tra le raffigurazioni presentate, saranno ricordate anche alcune immagini mariane particolarmente care alla comunità di Grado: le antiche statue della “Madonna degli Angeli” e della “Madonna Addolorata”.

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«Grado, dunque, si conferma come una palestra ideale per i giovanissimi atleti regionali che dimostrano di essere in forte crescita competitiva anche grazie alle ottime palestre di allenamento che, oltre a Grado, sono quelle del mare di Marina Julia – dice un soddisfatto Giovanni Baldassi, presidente del Kite Life Fvg, l’associazione sportiva che, con il sostegno del Comune di Grado, della Git e della Sogit, ha organizzato la manifestazione svoltasi, per la prima volta, nelle acque dell’Isola del Sole -. Secondo molti atleti, questa è stata la tappa più bella dell’intero Campionato e ciò ci riempie di orgoglio ed è assai gratificante per tutti noi e anche per chi, in molti modi, ci è stato vicino e ci ha dato una mano». Grazie all’associazione, tra l’altro, imparare il kitesurf a Grado è un gioco da ragazzi, visto che onde e correnti non esistono e, grazie ai bassi fondali sabbiosi e ai costanti venti primaverili, ci si può divertire in massima sicurezza partecipando alle lezioni degli insegnanti della Kite Life Fvg (kitelifegrado@gmail.com; www.kitelifefvg.it).

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In copertina, i ragazzi gradesi Martin Marocco e Gianluca Berto e la padovana Asia Carol Nardo sul podio della categoria Under 13; all’interno, i primi posti delle squadre femminile e maschile.

Grado è in festa per i Santi Patroni Ermagora e Fortunato. E sul sagrato della Basilica c’è anche la gustosa “Sardelada”

(g.l.) L’Isola di Grado è in festa per i suoi Patroni, i Santi Ermagora e Fortunato, che sono anche i protettori della vicina Aquileia. La ricorrenza è fissata per oggi nel calendario, ma la celebrazione avverrà domani mattina, alle 10.30, con la Messa solenne nella Basilica di Sant’Eufemia, al termine della quale sarà impartita la tradizionale benedizione alla città. L’evento religioso, che Grado celebra sempre con particolare partecipazione (anche da parte di tantissimi ospiti) avrà il suo invitante contorno di festa popolare con la sempre invitante e gustosa “Sardelada” in campo Patriarca Elia, proprio sotto il campanile dell’Anzolo, sul sagrato della storica Chiesa patriarcale, dove stasera ci sarà il concerto della Banda cittadina.
Si concludono, così, le grandi feste di luglio che erano cominciate la scorsa settimana con i riti dell’antico “Perdòn de Barbana”, che ha visto la suggestiva processione di barche portare la statua della Madonna degli Angeli nel Santuario in mezzo alla laguna. Rito che era stato preceduto dalle celebrazioni del “Sabo grando”. L’ultimo grande evento religioso dell’estate isolana sarà invece a Ferragosto, quando la solennità dell’Assunta coinciderà con l’annuale Festa del villeggiante con la quale Grado si stringe accanto ai suoi ospiti ringraziandoli di aver scelto per le loro vacanze l’Isola del Sole.

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In copertina, la Croce patriarcale davanti alla Basilica di Sant’Eufemia e all’interno una bellissima panoramica dell’Isola di Grado.

“Perdòn de Barbana”, Grado in festa per la sua tradizione più bella e sentita. Domani il corteo di barche, stasera musica e canti per il “Sabo grando”

(g.l.) Grande e sentito appuntamento con la storia e la tradizione religiosa oggi e domani a Grado, isola che si veste a festa per l’annuale ricorrenza del “Perdòn de Barbana”. Molto atteso il pittoresco corteo di barche di domattina che alla suggestiva incitazione “In nome di Dio, avanti!” muoverà dal porto mandracchio alla volta del Santuario di Barbana. In processione verrà portata la statua della Madonna degli Angeli che durante questa settimana è stata eposta nel presbiterio della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. E oggi la celebrazione sarà preceduta dal famoso “Sabo grando” che, dopo i riti preparatori alla ricorrenza mariana (a mezzogiorno anche l’Angelus nella laguna, in località Pampagnola), prevede una invitante serata di musica bandistica e popolare, con i canti della tradizione, nel centro storico.


«Vivere oggi la processione del Perdòn di Barbana, che risale al 1237 come voto della città di Grado alla Madonna, significa entrare in un’esperienza che intreccia Fede, storia ed identità comunitaria», ha sottolineato l’arciprete Paolo Nutarelli. «È un evento – ha aggiunto – che ha radici profonde, ma che continua a parlare al presente, ad interpellare la coscienza personale e collettiva. Il Perdòn è un atto collettivo: non si va da soli, ma come popolo, come Comunità. È la Fede che si fa gesto visibile, pubblico, non chiuso nella sfera privata. È un modo per dire: crediamo ancora che la Madonna intercede per noi, e abbiamo bisogno del suo abbraccio materno».
Ma ecco come si svolgerà la “Domenega del Perdòn”. Alle 8 sarà celebrata la Messa in Basilica (l’unica della mattinata), seguita dalla processione fino al porto dove prenderà il via il festoso corteo accompagnato dalle tradizionali musiche della Banda cittadina di Grado. Arrivati all’isoletta di Barbana, alle 9.45 sarà celebrata la Messa solenne. Quindi alle 12 recita dell’Angelus e ritorno a Grado dove l’arrivo dei pellegrini è previsto intorno alle 13. Poi in processione si tornerà in Sant’Eufemia dove sarà cantato il Te Deum di Ringraziamento nella tipica melodia patriarchina.
Scenderà così il sipario sulla grande tradizione estiva di Grado, molto sentita anche dai turisti che si sono affezionati alle tradizioni isolane. Ma soltanto in parte, perché domenica prossima, 13 luglio, ci sarà la altrettanto sentita celebrazione dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato, con Messa solenne in Basilica e benedizione della città. Mentre in Campo Patriarca Elia ci sarà spazio anche per la enogastronomia tipica con la tanto attesa “Sardelada”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli esposta nel presbiterio della Basilica di Sant’Eufemia; all’interno, una vecchia cartolina con la suggestiva processione di barche e il Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna di Grado.

Grado, c’è anche il Santuario di Barbana fra gli otto “luoghi giubiliari” della Diocesi. Epifania, oggi la benedizione dei bambini e poi l’arrivo delle “Varvuole”

(g.l.) Anche il Santuario di Barbana sarà un “luogo giubilare” nell’Anno Santo appena cominciato. L’ha scelto l’arcivescovo di Gorizia assieme ad altre sette Chiese della Diocesi, tra cui la vicina Basilica patriarcale di Aquileia. Sull’odierno numero di Insieme – il notiziario settimanale della Parrocchia arcipretale di Grado – monsignor Paolo Nutarelli informa, infatti, che «per disposizione di Papa Francesco, le Porte Sante saranno solo quelle delle quattro Basiliche papali maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura) e quella del carcere romano di Rebibbia. Nelle Diocesi ci saranno invece dei “luoghi giubilari”, che saranno meta di pellegrinaggio». Anche in questi luoghi sarà concessa l’Indulgenza secondo le indicazioni del Pontefice.

Il Presepe della Basilica di Grado.


A Barbana, che tutti conoscono se non altro per la tanto partecipata tradizione del “Perdòn” della prima domenica di luglio – quando la statua della Madonna degli Angeli viene accompagnata nell’isoletta con la suggestiva processione di barche – il periodo indicato da monsignor Carlo Redaelli è quello che va dal 1° maggio al 15 settembre, mentre ad Aquileia le disposizioni scattano proprio oggi, 5 gennaio, e le indulgenze saranno possibili fino al 24 dicembre, vigilia del prossimo Natale. Gli altri sei “luoghi giubilari” della Diocesi isontina sono, ovviamente, la Cattedrale di Gorizia, il Santuario della Rosa Mistica di Cormons, il Santuario della Marcelliana di Monfalconee, la Chiesa dell’Ospedale e quella di San Giusto, sempre a Gorizia, e il nuovo Cammino da Aquileia a Monte Santo.
Intanto, oggi, vigilia epifanica – in vista della solennità di domani 6 gennaio che chiuderà il lungo ciclo delle feste natalizie – bambini, ragazzi e famiglie sono attesi alle 16 nella Basilica di Sant’Eufemia per la tradizionale benedizione. Al termine della Messa, durante la quale sarà anche benedetta l’acqua (che poi ognuno potrà portare a casa) tutti si trasferiranno al porto mandracchio per il tanto atteso arrivo in barca delle “Varvuole”, le famose streghe del mare.
Ultimi giorni per poter ammirare anche i tanti presepi disseminati nell’Isola, dal Campo dei Patriarchi al Palazzo del Congressi di Città Giardino dove c’è anche una riproduzione, ovviamente in formato ridotto, del Presepe monumentale che i volontari gradesi hanno donato alla Città del Vaticano (dove sarà visitabile fino al 12 gennaio), allestendo in Piazza San Pietro una originale Natività ospitata all’interno di un “casòn” della Laguna, che in queste settimane ha suscitato un enorme interesse, facendosi conoscere ovunque – assieme alla stessa località di Grado – grazie ai collegamenti in Mondovisione, soprattutto in occasione della solenne apertura, a Natale, della Porta Santa e della Benedizione Urbi et Orbi. E in questi giorni dinanzi al Presepe “graisano” si è fermato in preghiera anche Papa Francesco.

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In copertina, una splendida panoramica del Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna con sullo sfondo la città di Grado.

Grado si prepara alla grande festa del Ricreatorio Spes. Anche dai Portatori della Madonna di Barbana una generosa mano per i lavori di ristrutturazione

(g.l.) Conto alla rovescia, a Grado, per la grande festa dedicata ai trent’anni del Ricreatorio Spes che si terrà il 20 ottobre prossimo a Città Giardino con la partecipazione dell’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli. Una importante giornata che ha avuto una bellissima anticipazione domenica scorsa, in occasione della ricorrenza della Madonna del Rosario. Infatti, al termine della processione per le vie del centro storico e sulla diga Nazario Sauro (dove è avvenuta anche la tradizionale “benedizione del mare”) con l’antica statua della Madonna degli Angeli, al rientro nella Basilica di Sant’Eufemia l’associazione dei Portatori della Madonna di Barbana ha consegnato a monsignor Paolo Nutarelli un’offerta proprio per lo Spes oggetto, come è noto, di importanti lavori di ristrutturazione e che saranno al centro della festa imminente.

Ma ecco un cenno al programma della stessa nella struttura voluta da monsignor Silvano Fain, quattro anni prima della scomparsa, che in questi giorni è stata tirata a lucido dall’encomiabile lavoro di oltre quaranta volontari che, come sottolinea l’arciprete, in «una mattina di lavoro non-ordinario hanno reso ancora più bello lo Spes». E ieri  era in programma un nuovo appuntamento di lavoro per completare l’opera.
La giornata di festa comincerà alle 11.30 nella vicina Chiesa di San Crisogono dove la Messa sarà presieduta da don Matteo Marega. Al termine tutti si trasferiranno allo Spes per una cerimonia alla quale, con le autorità isolane, parteciperà come detto l’arcivescovo Redaelli, che sarà poi coronata dal pranzo comunitario. La celebrazione del trentennale Spes sarà preceduta giovedì 17 ottobre da una serata all’auditorium “Biagio Marin” dove, alle 20.30, Gli Autogol proporranno “Dall’Oratorio a San Siro”, un lavoro perfettamente intonato proprio con lo spirito che anima il Ricreatorio parrocchiale. Ma altre proposte sono in calendario anche nelle giornate di venerdì e sabato, tutte in sintonia con il “clima” di grande festa con i ragazzi gradesi di domenica prossima.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli riceve l’offerta dei Portatori della Madonna di Barbana; all’interno, la processione sulla diga Nazario Sauro, con la benedizione del mare, e nel centro storico di Grado.

(Immagini di @maroccolaura
Foto Ottica Marocco Photographers since 1919)

A Grado oggi Madonna del Rosario e Giornata del Ringraziamento con la Benedizione del mare. Festa anche per il Presepe che l’Isola donerà al Papa

di Giuseppe Longo

Grande festa oggi a Grado per la ricorrenza della Madonna del Rosario che coincide con la Giornata del Ringraziamento. Dopo la Messa solenne di stamane nella Basilica di Sant’Eufemia, nel pomeriggio, dopo la tradizionale supplica alla Beata Vergine di Pompei, alle 16.30 prenderà il via la processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli che, grazie alle finalmente favorevoli previsioni meteo, attraverserà Via Gradenigo, Piazza Duca d’Aosta, Via Conte di Grado e Piazza XXVI Maggio. Giunta al Porto Mandracchio, imboccherà Viale Europa Unita per arrivare in Largo San Crisogono, raggiungere la Salita alla Diga e il Lungomare Nazario Sauro, dove avverrà una sosta con la Benedizione del mare. Al termine del rito propiziatorio, discesa in Largo San Crisogono e, quindi, attraverso Via Gradenigo rientro nella Chiesa patriarcale.

Monsignor Paolo Nutarelli


«Non è stata una stagione estiva semplice ma, giunti al termine, desideriamo dire grazie al Signore!», scrive su Insieme monsignor Paolo Nutarelli, il quale in questi giorni ha anche inviato un messaggio agli operatori del turismo isolano, ricordando che quella di oggi è «la festa che porta a compimento il tempo dell’estate che per la nostra Comunità è il momento in cui vivere l’accoglienza in tutti gli ambiti della vita». L’arciprete, poi, aggiunge: «Papa Francesco ci ricorda che il mondo, spesso, si divide in due: “chi non ringrazia e chi ringrazia; chi prende tutto come se gli fosse dovuto, e chi accoglie tutto come dono, come grazia”. La preghiera di ringraziamento comincia sempre da qui: dal riconoscersi preceduti dalla grazia. Siamo stati pensati prima che imparassimo a pensare; siamo stati amati prima che imparassimo ad amare; siamo stati desiderati prima che nel nostro cuore spuntasse un desiderio. Se guardiamo la vita così, allora il “grazie” diventa il motivo conduttore delle nostre giornate. Imparando dalla Madonna che meditava sul proprio vissuto anche noi oggi vogliamo, nonostante le oggettive difficoltà, ringraziare il Signore per il tempo della vita».
E in questa grande ricorrenza da “Perdon” dedicata alla Madre di Cristo come non ricordare, e festeggiare, anche la bellissima notizia che proprio Insieme aveva divulgato qualche giorno fa, riferendo che «ufficialmente la Sala Stampa del Vaticano ha annunciato che sarà la Comunità di Grado a regalare al Papa il Presepe di San Pietro del Natale 2024. Che gioia, che emozione sapere – sottolineava monsignor Nutarelli – che nella Notte di Natale, quando Papa Francesco aprirà la Porta Santa, tutto il mondo potrà ammirare in Piazza San Pietro un presepe particolare, dove Gesù nasce “in Cason”. L’inaugurazione del Presepe a Roma, in diretta web e sui canali televisivi del Vaticano, verrà vissuta sabato 7 dicembre». Per l’importante cerimonia, la Parrocchia ha organizzato un viaggio a Roma con la partenza da Grado il 6 dicembre: le iscrizioni sono già aperte.
Una notizia davvero straordinaria per l’Isola se si pensa che appena due anni fa era stato ancora il Friuli a regalare il Presepe al Papa. In quell’occasione, gli artigiani mobilieri di Sutrio avevano realizzato
una magnifica Natività allestita sotto l’obelisco di Piazza San Pietro. E ora, dopo i Monti della Carnia, saranno proprio i casoni della Laguna di Grado a creare un’ineguagliabile ambientazione per far nascere il Salvatore. Veramente un grande riconoscimento per l’Isola d’Oro non solo morale, ma che avrà anche benefici effetti sulla sua immagine di amato centro per le vacanze estive, marine e termali. Un altro motivo, insomma, per “ringraziare” in questa giornata speciale.

L’Isola di Grado tra mare e laguna.

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In copertina, l’antica statua della Madonna degli Angeli che oggi andrà in processione.

Grado, Festa di mezza estate oggi al via con la nuova “sardelada”: il ricavato aiuterà la barca del Perdòn de Barbana

(g.l.) A Grado si sta per aprire il sipario sulla “Festa di mezza estate” con il ritorno della tradizionale “sardelada” in campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia, che aveva accolto due settimane fa la bella sagra collegata alla ricorrenza dei Santi Ermacora e Fortunato, i Patroni dell’Isola.
La manifestazione che, dunque, comincia oggi e continuerà domani per poi concludersi domenica, è stata organizzata dall’Associazione portatori della Madonna di Barbana in collaborazione con l’Amministrazione civica e la Parrocchia arcipretale. Il ricavato della “sardelada” sarà investito – come hanno reso noto i promotori – per coprire i costi della nuova ammiraglia “Regina del Mare”, cioè l’imbarcazione sulla quale viene accolta la statua della Madonna degli Angeli durante la processione votiva in laguna della prima domenica di luglio, quando si rinnovano i riti dell’amatissimo “Perdòn de Barbana”.
Una lodevole finalità benefica, dunque, accanto alla volontà di creare un nuovo momento di festa nel centro storico, sempre molto apprezzato anche dai turisti che affollano la località balneare. E, allora, buona “sardelada” a tutti!

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In copertina e all’interno ecco due immagini della “sardelada” per i Patroni di Grado.

Grado rivive la tradizione del “Perdòn de Barbana” ricordando il voto del 1237: oggi il Sabo Grando e domani nella laguna ci sarà la bellissima processione di barche

di Giuseppe Longo

Correva l’anno 1237, piena età medioevale, quando Grado rischiò di essere colpita da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’Aquileiese e l’entroterra della Bassa friulana. E quando l’isola riuscì a salvarsi, continuando tranquillamente la sua vita di piccolo borgo di pescatori, volle intravvedere nella sfuggita epidemia – una difficile esperienza che ci ricorda la nostra recente con il Covid – la Mano miracolosa della Vergine Maria alla quale si era rivolto, tanto che da allora ogni anno, la prima domenica di luglio, si rinnova un sentitissimo pellegrinaggio votivo a Barbana quale segno di gratitudine per lo scampato pericolo.


E così avverrà anche domani, quando la tradizionale processione di barche raggiungerà il famoso Santuario della Madonna in mezzo alla Laguna, dove sarà celebrata la solenne Messa di ringraziamento. Un altro rito si terrà alle 8 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia prima di dare il via al corteo aperto dalle festose note della Banda cittadina che accompagnerà la statua della Madonna degli Angeli, da domenica scorsa esposta in presbiterio, fino al porto mandracchio dove sarà accolta sulla Stella del Mare, la barca ammiraglia addobbata con le tradizionali ortensie e bandierine multicolori che aprirà la pittoresca processione nelle acque. Una curiosità: su questa imbarcazione, secondo un’antica tradizione, non possono salire donne perché il genere femminile deve essere rappresentato soltanto dalla Madonna. Ci sarà ovviamente l’arciprete in forma solenne rivestito dagli abiti prelatizi,  assieme ad altri sacerdoti, chierichetti e portatori della Madonna: il parroco di solito, prima di salire sulla barca, accoglie l’arcivescovo metropolita di Gorizia – Grado ricade, infatti, sotto la sua guida diocesana -, ponendogli sulle spalle la sua stola. Ma quest’anno monsignor Carlo Redaelli a quell’ora sarà a Trieste per concelebrare la Messa con Papa Francesco. Al ritorno da Barbana, verso le 13, la lunga cerimonia si chiuderà in Basilica con il Te Deum, l’antico salmo di ringraziamento che si canta la sera dell’ultimo giorno dell’anno. Per cui Grado, particolarità abbastanza rara, lo canta sempre due volte durante l’anno liturgico.
«È un giorno importante per la città di Grado che vive, in questa prima domenica di luglio, la processione votiva a Barbana! È un giorno di Festa – ha scritto su Insieme monsignor Paolo Nutarelli – dove emerge forte la devozione popolare dell’animo gradese e di tanti ospiti che, in questo giorno, si sentono di casa! ll nostro Papa Francesco ha detto: “Se volete sapere chi è Maria chiedetelo al teologo, ma se volete sapere come amare Maria chiedete alla gente. Il popolo vi dirà come amare, come amare la madre”. La Vergine Maria è prima di tutto la madre dei gradesi, è sempre presente, ognuno di noi è suo figlio, suo fratello e sorella. Dio è consapevole della carica emotiva di una madre, madre in terra ed in cielo. È la matrice della pietà popolare».
Una grande festa, dunque, quella del “Perdòn de Barbana”, con radici molto lontane. E che oggi, giorno della vigilia, sarà preceduta dal tradizionale Sabo Grando: oltre ai riti religiosi, ci sarà un genuino momento di festa soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense”: una festa popolare con musica e canti molto sentita dagli abitanti dell’Isola, ma anche da tanti turisti che sono attratti dalle belle tradizioni della località balneare. La quale, fra pochi giorni, vivrà un altro importante momento di festa, il 12 luglio, in occasione della memoria dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Nell’occasione, verrà riproposta anche la gustosissima “sardelada” in campo Patriarca Elia che pochi giorni fa ha ospitato con successo la terza edizione della Festa di Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana. Ma per oggi fermiamoci al “Perdòn”. E diciamo in coro, assieme al capobarca: “In nome di Dio, avanti!”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli che domani verrà portata a Barbana con la tradizionale processione di barche.

A Grado oggi comincia la settimana del Perdòn de Barbana: si espongono i drappi mariani della tradizione che Giovanna confeziona e dona da 30 anni

(g.l.) Conto alla rovescia, a Grado, per la importante e sentitissima tradizione del “Perdòn de Barbana” della prima domenica di luglio. Oggi, infatti, comincia la settimana di preparazione al grande evento, tanto amato anche dai turisti, e vedrà la traslazione della statua della Madonna degli Angeli – quella che verrà portata nell’isoletta in mezzo alla laguna con la suggestiva processione di barche – dalla sua nicchia che si apre nella parete nord della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia al presbiterio, accanto all’altare maggiore, proprio per sottolineare il rilievo della ricorrenza mariana.

La Madonna degli Angeli.


E in vista della grande processione votiva – con la quale l’Isola vuole rinnovare la sua riconoscenza per la fine della grave pestilenza che l’aveva colpita nel 1237 – molte famiglie esporranno sulle finestre e sui balconi delle case i caratteristici drappi della Madonna, alcuni dei quali sono delle vere e proprie opere artistiche. I drappi in gran parte sostituiscono le lenzuola bianche e le trine che si mettevano lungo il percorso dove si snoda la breve processione con la venerata effigie, cioè dalla basilica all’imbarco, e sulle case che si affacciano sul porto. Un tempo era così, ma oggi invece i drappi vengono esposti – ed è cosa bella da sottolineare – in tante abitazioni dell’isola non solo in centro e nella zona del mandracchio, ma anche all’isola della Schiusa, in Città Giardino e in Valle Goppion, a dimostrazione di quanto la ricorrenza sia sentita.
Per la gran parte, questi bellissimi drappi sono realizzati dall’artista e restauratrice Giovanna Marchetot che li confeziona gratuitamente di anno in anno da trent’anni a questa parte. «Gli ultimi ad essere “creati” – riferisce con gratitudine monsignor Paolo Nutarelli – sono i drappi della Madonna per il Ricreatorio Spes che in queste settimane ha riaperto parte degli spazi esterni: Maria è aiuto dei giovani, con chiaro riferimento a Maria Ausiliatrice, venerata da Don Bosco. Un grazie alla signora Giovanna – conclude l’arciprete – per quanto fatto in questi anni e per questo ulteriore dono!».
Al via, dunque, la settimana del Perdòn che culminerà con i riti del Sabo Grando – caratterizzato anche da un momento di genuina festa popolare soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense” – e, appunto, con la processione votiva aperta dalla Stella Maris con la statua della Vergine diretta a Barbana dopo che sarà stato pronunciato il tradizionale incitamento “In nome di Dio, avanti!”.

 

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In copertina, Giovanna Marchetot con don Paolo mostra il drappo donato al Ricreatorio Spes e dedicato a Maria protettrice dei giovani gradesi.