Concerto all’alba a Castelmonte: sabato al sorgere del sole sarà protagonista l’Orchestra a plettro “Tita Marzuttini”

(g.l.) Prepotto, Comune piccolo ma grande in fatto di idee e originalità. Così dopo la bellissima e suggestiva serata sul “Ponte dello Schioppettino” assieme alle Città del vino Fvg, ecco una proposta altrettanto suggestiva e originale. Nella mistica cornice di Castelmonte si terrà, infatti, un “Concerto all’Alba” protagonista la storica Orchestra a plettro “Tita Marzuttini” di Udine: l’appuntamento è alle 6 di sabato 24 agosto in piazzetta San Francesco – magnifico il panorama che la location offre su larga parte del Friuli, a cominciare dalla sottostante Cividale, che si illumina con il sole che sorge – alla quale si potrà accedere fino alle 5.45. Il concerto, con ingresso libero, è organizzato come detto dal Comune di Prepotto d’intesa con il Santuario della Beata Vergine di Castelmonte, beneficiando di fondi europei.
Ricordiamo che l’orchestra Marzuttini, fondata nel 1886, è la più antica formazione a plettro d’Europa attiva. Il programma, diretto dal maestro Luca Zuliani, spazierà dalla suggestiva e raffinata musica antica fino ai ritmi coinvolgenti di quella dei nostri giorni, passando attraverso le intramontabili melodie della canzone napoletana a cavallo tra ‘800 e ‘900.
Il concerto di sabato prossimo, che per la civica amministrazione di Mariaclara Forti sarà un vero e proprio fiore all’occhiello, segue un altro riuscitissimo appuntamento musicale che si era tenuto due anni fa ancora al cospetto del celebre Santuario mariano in occasione della indimenticabile tappa friulana del Giro d’Italia “Marano Lagunare-Castelmonte”. In quell’occasione, ma sul piazzale, si era esibita in una meravigliosa serata – con degustazione di Schioppettino di Prepotto e di Cialla – la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” di Trieste, diretta dal maestro Massimo Belli. E ora la tanto amata “Madone di Mont” debutta con un concerto all’alba: sarà di sicuro un evento di successo, anche perché le previsioni meteo di Osmer Fvg sono ottime. «Mentre il sole sorge, la bellezza di uno dei luoghi più suggestivi ed emozionanti del Friuli Venezia Giulia si fonde con la meraviglia della musica dell’orchestra a plettro “Marzuttini”», anticipa il sindaco di Prepotto lasciando intravvedere la scena che Castelmonte offrirà a quanti decideranno di fare la levataccia.

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In copertina, il concerto di due anni fa ai piedi del Santuario di Castelmonte in occasione del Giro d’Italia; qui sopra, l’orchestra a plettro “Tita Marzuttini”.

Efasce Pordenone col presidente Gregoris e il vescovo Pellegrini fra i corregionali dell’America Latina

Destinazione America Latina per i vertici di Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti): il presidente Gino Gregoris, la vicepresidente Luisa Forte e il consigliere referente per il Sudamerica Diego Comuzzi sono in questi giorni in Uruguay per una serie di incontri con i corregionali che vivono laggiù. Poi, dal 3 al 5 novembre a Buenos Aires, ci saranno i lavori del Convegno Efasce del Sudamerica con corregionali provenienti, oltre che da Argentina e Uruguay, pure dal Brasile. Con l’occasione, sempre nella capitale argentina, il 4 novembre assieme al vescovo di Concordia Pordenone, Giuseppe Pellegrini, la delegazione sarà presente all’inaugurazione, dopo i restauri finanziati dalla Fondazione Friuli, della Casa della Provincia di Pordenone. Proprio la Casa, situata in via Campo Salles numero 2250, ospiterà i lavori del Convegno.


“Stiamo ricevendo una grande accoglienza dai nostri corregionali – ha afferma Gregoris a nome di tutta la delegazione -: i nostri amici dell’Uruguay ci hanno fatto sentire subito a casa ed è stato un piacere assieme a loro conoscere anche il resto della comunità italiana a Montevideo e dintorni. Il tutto in attesa di incontrare anche gli altri rappresentanti dei corregionali Efasce degli altri Paesi Sudamericani a Buenos Aires e celebrare degnamente, dopo i lavori di restauro, quell’importante punto di riferimento per la comunità che è la Casa della Provincia di Pordenone”.
In Uruguay la delegazione Efasce Pordenone è stata intervistata dalla televisione Il Globo e ha partecipato ai lavori per l’elezione del nuovo Consiglio direttivo del Segretariato Efasce di Montevideo. Questi i risultati delle elezioni: presidente Claudia Girardo; vicepresidente Tullio Gallo; segretaria Maria Isabel Scotti; tesoreria Adriana Iachin; consiglieri Gianni Mion, Maria Elena Francovig, Carlos Salvadori, luis Marcelo Lapasta, Rosario Moreira e Graciela Brida.


A seguire incontri con le numerose rappresentanze italo-uruguayane in ambito politico, culturale ed economico, nonché l’incontro con l’Ambasciatore italiano in Uruguay, con il direttore del Mumi (Museo delle migrazioni) Luigi Bergatta, alla Camera Mercantile Italo – Uruguayana, all’Istituto Italiano di Cultura in Uruguay, al Centro Culturale Dante Alighieri e il concerto del Coro Voci e Pensieri (composto da corregionali Efasce) nella Casa degli italiani di Montevideo.
A Buenos Aires la delegazione arriverà il 3 novembre. Il giorno successivo alla Casa della Provincia di Pordenone inizio dei lavori del Convegno con il saluto di accoglienza a cura di Efasce Buenos Aires e di Argel Rigo (Brasile) e Claudia Girardo (Uruguay). Saluto e introduzione dei lavori da parte del presidente Efasce – Pordenonesi nel mondo, Gino Gregoris per poi seguire la presentazione del progetto “Ricorda, Ritorna, Radica FVG” (Turismo delle radici – fondi Pnrr) e collegamento con la dottoressa Cristina Lambiase coordinatrice del progetto per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.


Quindi, inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della Casa della Provincia alla presenza di monsignor Pellegrini e delle autorità. Scoprimento della targa dedicata alla Fondazione Friuli, finanziatrice dell’opera. Dopo il pranzo e i lavoro in gruppo, nel pomeriggio ritrovo in riunione plenaria per condivisione lavoro svolto nei gruppi e presentazione dell’organo della Consulta dei Segretariati, prevista dal nuovo Statuto Efasce – Pordenonesi nel mondo.
Domenica 5 novembre ripresa dei lavori del convegno e presentazione dei progetti “Mandi” (Brasile) “Architettura” (Argentina, Uruguay, Brasile). Conclusioni affidate al presidente Gregoris per poi trasferirsi alla parrocchia Madone di Mont a Buenos Aires – guidata da don Claudio Snidero – per la Messa presieduta dal vescovo Pellegrini. Infine, il pranzo e i saluti prima del rientro in Italia.

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In copertina, il presidente Efasce Pordenone Gino Gregoris; all’interno, il vescovo Giuseppe Pellegrini e immagini della visita della delegazione friulana in Uruguay.

“Costruire sempre”, oggi a Porzus una mostra ricorda l’opera instancabile in Friuli di don Emilio de Roja

(g.l.) Don Emilio de Roja, sacerdote protagonista per 50 anni della storia del Friuli. Sarà proprio incentrata su di lui, oggi, la “Festa degli Emigranti” in programma a Porzus. Un vero peccato che a rovinarla ci sia questa domenica di pioggia e di clima che, specialmente in un borgo montano, è tipica di un autunno ormai inoltrato. La manifestazione è sostenuta, oltre che dall’Amministrazione comunale di Attimis, dalla Parrocchia e dalla Pro Loco della piccola frazione.

​La giornata avrà inizio alle 10.30 con la cerimonia di ricordo dei Caduti dinanzi al monumento nella piazza del paese. Seguirà la Messa nella parrocchiale, celebrata, come ormai da tradizione, da don Claudio Snidero, parroco di Madone di Mont in Argentina. Seguiranno la inaugurazione e la presentazione della mostra “Costruire sempre” dedicata a don Emilio, che si terrà nella sede degli “Amici di Porzus” e che vedrà la presenza e gli interventi del sindaco Sandro Rocco, del presidente dell’Apo Roberto Volpetti e del dottor Giorgio Lorenzon, uno dei curatori della ricca mostra. In conclusione, il momento conviviale nel Centro di accoglienza.
Prete patriota nella Brigata Osoppo, poi cappellano nel difficile quartiere udinese di San Domenico, don Emilio de Roja fu fra coloro che affrontarono con decisione la drammatica situazione del Friuli dopo una guerra che aveva portato morte e distruzione, ma anche odio fra le famiglie e le persone. La prospettiva che i giovani avevano davanti era quella di cercare fortuna nei più lontani Paesi del mondo: Argentina, Australia, Canada, Stati Uniti, Venezuela, Brasile, Sud Africa. E così infatti fu per moltissimi friulani. Don Emilio non rimase, però, con le mani in mano: avviò la Scuola di Arti e Mestieri di San Domenico, offrendo a centinaia di ragazzi e ragazze la opportunità di apprendere un mestiere. Poi superata la drammatica fase del dopoguerra, rivolse il suo sguardo ai ragazzi che avevano maggiori difficoltà: ragazzi che si trovavano senza famiglia, oppure con un genitore emigrato. Problemi pesanti certamente non mancavano in quegli anni anche se ormai si intravvedevano delle incoraggianti prospettive. Ecco quindi la Casa dell’Immacolata, dove trovarono rifugio, ospitalità e cura, centinaia di ragazzi, che spesso vivevano in situazioni a rischio e che invece proprio qui trovarono la propria strada.


Poi don de Roja protagonista della ricostruzione dopo il terremoto del 1976: coi suoi ragazzi in Curia di Udine a scaricare e distribuire l’imponente quantità di aiuti materiali provenienti da tutto il mondo. Eccolo ancora come braccio destro di monsignor Alfredo Battisti – indimenticabile arcivescovo della rinascita, passato alla storia per la frase del 12 maggio, sei giorni dopo il sisma, «Prima le fabbriche, poi le case e poi le Chiese» – far sì che migliaia di alpini arrivassero da ogni parte d’Italia per aiutare i friulani nei primi interventi di ricostruzione: fu un aiuto importante, materiale, ma soprattutto morale perché un popolo intero non si sentì abbandonato.
Il Friuli ha un grande debito di riconoscenza verso don Emilio de Roja e l’Apo ha rivolto in questi ultimi anni (caratterizzati dal Covid e anche da una preoccupante propensione dei giovani a trovare all’estero il modo per realizzarsi) una particolare attenzione alla sua figura. «Abbiamo realizzato, assieme ad altri amici – afferma Roberto Volpetti, presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo -, la mostra “Costruire sempre”, proprio per evidenziare quelli che erano il metodo e l’insegnamento di don Emilio. Trovare il positivo in ognuno ed in ogni contesto, e da lì ripartire». Insomma, un grande e indimenticabile esempio e Porzus fa bene a sottolinearlo.

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In copertina, don Emilio de Roja e all’interno alcune immagini della mostra di Porzus.

 

Conto alla rovescia per il Giro in Friuli: sei gli appuntamenti con Dino Persello

(g.l.) Conto alla rovescia, ormai, per l’arrivo del Giro d’Italia in Friuli. E ben sei saranno gli appuntamenti con “Ciclismo è poesia” inerenti l’attesissimo passaggio della “carovana rosa” che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località attraversate dai ciclisti. Il tutto avverrà in prossimità con la 19ma tappa Marano Lagunare-Castelmonte (Madone di Mont) di venerdì 27 maggio. Ecco come Persello racconta la sua passione per questo sport, il ciclismo, «dove chi cade non è per finta».
«Era l’estate del 1958 – rievoca -, avevo 9 anni… e mio padre Pompeo da grande appassionato di ciclismo mi porta con lui alla storica osteria “da Egle” a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione (una delle prime in “loco”!) il Campionato del mondo di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito ai tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più in alto!. Si correva a Reims, in Francia, e vinse per distacco Ercole Baldini, detto il “treno di Forlì”, ed i fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta: “Abbasso Coppi – Viva Bartali” che campeggiava su una parete del pollaio di casa nostra. Con un padre così, “bartaliano” risoluto, la contaminazione in merito alla passione per il ciclismo si è materializzata fin da subito, rinforzandosi nel tempo fino ai giorni nostri».
«E allora – prosegue Dino Persello – ecco qualche timida apparizione in gare amatoriali, o in memorabili “gite” spesso fuori porta alla ricerca di fantastici percorsi, ma soprattutto le annuali scorribande dolomitiche al seguito dei vari Giri d’Italia… Moser, Saronni, Argentin, Delle Case…, con mogli e amici al seguito. Tutto ciò nel secolo scorso, fin che il “Giro” non approda in modo forte e deciso sulle strade della nostra regione. Enzo Cainero è il “capitano” che porta questo evento ben 16 volte in Friuli Venezia Giulia, negli ultimi 19 anni e a cui va infinito riconoscimento. Lui è quello della transenna umana, unica al mondo: Volontari, Alpini e Protezione civile per mano a difesa degli affascinanti arrivi sulle nostre montagne. Cainero dice spesso: “A questo mondo, tutto si può copiare, tranne un territorio!”. Ecco allora che, “scarabocchiando” qualcosa sulla mia vita e sulle mie passioni, nasce questo “Ciclismo è poesia”, una combinazione di ricordi, emozioni, costume popolare, passioni, affetti per uno sport, il ciclismo, di enorme e storica valenza socioculturale. Il lavoro teatrale per tutto ciò si presenta curioso, peculiare, intimo, divertente, da non perdere». Ecco, dunque, i sei appuntamenti:

Pradielis (Lusevera)  Centro Lemgo, venerdì 20 maggio, ore 20.30
Majano Auditorium comunale, martedì 24 maggio, ore 20.30
Colloredo di Monte Albano  Castello, mercoledì 25 maggio, ore 20.30
Mortegliano piazza Verdi, giovedì 26 maggio, ore 20.30
Carlino piazza San Rocco, venerdì 27 maggio, ore 10.45
Lonzano di Dolegna del Collio Cantina Zorutti, sabato 28 maggio, ore 18

Tutti gli intrattenimenti saranno ad ingresso libero. “Ciclismo è poesia” si avvale anche degli interventi musicali alla fisarmonica del maestro Pasqualino Petris; Bellezza in bicicletta, Bartali, Come sono felice, Pedala…, ecco alcuni brani che lo spettacolo di ulteriore fascino ed eleganza artistica. Buon divertimento!

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In copertina e qui sopra (con Pasqualino Petris) l’attore Dino Persello che si prepara ai sei spettacoli programmati per l’arrivo del Giro d’Italia.