Il giornalista Tommaso Cerno cittadino onorario di Lusevera ricordando le sue origini nell’Alta Val Torre. Zilli: premiato un legame più forte di tempo e distanza

«Il conferimento della cittadinanza onoraria è uno degli atti più significativi con cui una comunità riconosce un legame profondo, autentico e duraturo con una persona. Un legame che, nel caso di Tommaso Cerno, non nasce solo dal suo percorso pubblico e professionale, ma affonda le radici nelle sue origini familiari, che appartengono a questo territorio». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, prendendo parte l’altra sera alla seduta del Consiglio comunale con cui la municipalità di Lusevera guidata dal sindaco Mauro Pinosa ha attribuito la cittadinanza onoraria al giornalista friulano, attualmente direttore de Il Giornale fondato oltre cinquant’anni fa da Indro Montanelli, ma che in passato è stato anche alla guida del Messaggero Veneto nella sua Udine. «Il rapporto con Lusevera – ha ricordato Zilli – va oltre l’aspetto biografico: le radici sono la trama invisibile che unisce generazioni, cultura e valori, sono memoria condivisa e appartenenza. Per questo la cittadinanza onoraria non è soltanto un riconoscimento simbolico, ma la conferma di un legame che il tempo e la distanza non cancellano».

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta Fedriga ha poi richiamato – come informa Regione Cronache – la storia di migrazioni che ha caratterizzato Lusevera, come molte comunità del Friuli Venezia Giulia: «Una storia fatta di partenze e di ritorni, in cui le radici non trattengono, ma orientano e trasmettono identità. Questo equilibrio tra attaccamento alla propria terra e apertura al mondo emerge con forza nel percorso di Tommaso Cerno». Nella motivazione, il Consiglio comunale di Lusevera ha parlato di un atto simbolico e morale in segno di riconoscenza per il forte legame con le proprie radici nell’Alta Val Torre, per essersi distinto, nel corso della sua carriera di giornalista e scrittore, quale promotore dei valori della cultura, della conoscenza e della libertà di informazione, portando prestigio anche alla comunità. Una motivazione simile gli era valsa anche l’attribuzione dell’ultima edizione del Premio Epifania a Tarcento. Il tema dell’informazione – ha quindi sottolineato l’assessore regionale – rende oggi ancor più attuale, nell’anno del cinquantesimo anniversario dal terremoto del Friuli, il ruolo nazionale di Cerno nel rappresentare il valore del “modello Friuli”, capace di rinascere dopo la tragedia e di guardare con lucidità alle sfide future.
«Il Friuli Venezia Giulia, regione di confine ricca di lingue e identità, ha formato anche il suo sguardo giornalistico e politico, portandolo a dirigere un’importante testata nazionale. Nel suo lavoro Tommaso Cerno ha spesso raccontato i nostri territori a un pubblico nazionale, superando stereotipi e restituendone la complessità. Ringrazio, quindi, l’Amministrazione comunale di Lusevera per questa scelta e rivolgo a Tommaso Cerno le più sincere congratulazioni, con l’augurio che questo legame continui a generare dialogo e impegno per il futuro», ha concluso Barbara Zilli.

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In copertina, il sindaco Mauro Pinosa al momento della premiazione di Tommaso Cerno; all’interno, due momenti della cerimonia con l’intervento dell’assessore regionale Barbara Zilli.

Tradizioni epifaniche a Monteaperta, come le raccontava Marisa Filippig (già sindaco di Taipana) dodici anni fa: martedì l’addio sotto il suo Gran Monte

(g.l.) I fuochi epifanici si sono spenti con una brutta notizia per Monteaperta e l’Alta Val Cornappo, ma anche per Nimis, Lusevera e il Tarcentino nel suo insieme: la scomparsa, a 84 anni, di Marisa Filippig, una vita da insegnante, ma che è stata anche sindaco di Taipana. Una persona simpaticissima, dal tratto solare e aperto, sempre pronta per un aiuto ovunque ce ne fosse bisogno o una buona parola: per questo, tutti la ricorderanno con riconoscenza. I suoi funerali saranno celebrati martedì prossimo, 13 gennaio, alle 14.30, nella Chiesa parrocchiale della stessa Monteaperta, frazione alla quale Marisa era molto legata. Era profonda conoscitrice, infatti, della storia, delle tradizioni e della cultura di queste bellissime vallate. E a tale proposito vi proponiamo una interessante intervista che le fece nel 2014 Linda Amatulli, reperibile sulla rete, e che parla proprio delle usanze post-natalizie sotto quel Gran Monte che la professoressa tanto amava. L’articolo era stato pubblicato sul blog “Viaggio oltre il Torre – dove il confronto è donna”, «alla scoperta dei saperi tramandati dalle donne ed effettuato attraverso interviste, laboratori artigianali, enogastronomici, educational tour, mostre ed eventi». Un progetto che era stato finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia al Consorzio Dolcenordest e che era stato sviluppato in collaborazione con Lab Rea di Angela Zolli nei nove Comuni consorziati. Quindi, oltre a Taipana, Nimis e Lusevera, anche Attimis, Faedis, Magnano in Riviera, Povoletto, Reana del Rojale e Tarcento. Eccone pertanto il testo.

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di Linda Amatulli

Ci inoltriamo ora con Marisa Filippig nel mondo delle tradizioni popolari, parlando, in particolare, del rito epifanico di Monteaperta, una frazione del Comune di Taipana.
Qual era il principale rito epifanico dell’Alta val Torre?
Anche noi della Valle realizziamo una pira, simile al Pignarul, ma che si chiama Polovin.
Veniva acceso sempre il 6 gennaio?
No, veniva acceso la sera del 5 gennaio, dopo la benedizione dell’acqua e del sale che si svolgeva in chiesa, dopo le 18.
Chi preparava questo Polovin?
Il Polovin veniva preparato dai giovani del paese, uno per ogni borgata: borgo di sopra, di mezzo e di sotto. Ve ne era anche un quarto, nei periodi storici in cui c’era più popolazione. I giovani del paese iniziavano a pensarci già da ottobre, quando rientravano la maggior parte degli emigranti stagionali, gli uomini dalle fornaci e le donne dal servizio presso famiglie benestanti.
C’erano differenze di genere?
In una società così fortemente influenzata dalla differenza tra uomo e donna i compiti erano nettamente separati: solo i maschi potevano costruire il Polovin mentre le donne erano addette alla preparazione del cibo per la festa, relegate in casa. Da questo punto di vista io sono stata molto fortunata: pur bambina partecipavo sempre ai giochi e alle scorribande dei miei compaesani perché stavo sempre con mio fratello maggiore, che mi portava con sé dappertutto.
Di cosa era composto il Polovin?
In un’economia di montagna molto severa ogni legnetto era utile alla sua costruzione. Questo comportava in seconda battuta anche una maggiore manutenzione dei boschi, che venivano ripuliti da tutto il legname utile. Si conficcava un palo più lungo nel terreno e intorno a questo si sistemava la legna in pira. In cima veniva fissato poi un fantoccio vestito di stracci, una sorta di befana, che ogni tanto portava uno zaino o una gerla, simbolo dell’anno vecchio che se ne andava.
Cosa succedeva dopo l’accensione?
Iniziava la festa naturalmente! Si stava tutti intorno al falò che ardeva, ognuno portando del cibo o del vino, a volte del vin brulè. Uno dei cibi tipici dell’Epifania era la pacia, una focaccia fatta con farina di mais e condita, quando si poteva, con uvetta, salsicce o castagne.
È ancora viva questa tradizione?
Purtroppo no, soprattutto dopo le due guerre mondiali e il conseguente spopolamento del paese.
E voi bambini partecipavate alla festa?
Certo, costruivamo un Polovin tutto nostro, con materiali ancora più umili di quelli usati per quello ufficiale: fiammiferi, pezzetti di carta, tutti gli scarti. Se eravamo fortunati trovavamo una rapa o una patata dimenticata sotto la neve, la cuocevamo e la mangiavamo tutti insieme. Anche nella miseria eravamo felici.
Grazie Marisa.

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In copertina, Marisa Filippig scomparsa a 84 anni durante quell’intervista del 2014 in una foto di Angela Zolli.

Grande festa per San Pietro a Tarcento che però pensa già all’Epifania: stasera la consegna del fuoco ai “pignarulars”

(g.l.) Fa molto caldo in questa solennità dei Santi Pietro e Paolo, quest’anno finalmente di domenica. E Tarcento celebra la sua storica festa patronale che oggi giunge al culmine. Ma nella Perla del Friuli, anche se potrebbe sembrare strano, si pensa già all’Epifania.

Infatti, alla Messa solenne che sarà celebrata questa sera, alle 19, nel Duomo intitolato proprio a San Pietro Apostolo, saranno presenti tutti i “pignarulars” che punteggiano di fuochi propiziatori la conca tarcentina, tra i quali emerge in tutto il suo splendore il “Pignarûl Grant” di Coia. Ai bravissimi volontari di capoluogo e frazioni (le “ville”) l’arciprete dopo la benedizione consegnerà, infatti, simbolicamente il fuoco che il prossimo 6 gennaio servirà proprio per l’accensione dei falò e dei carri con cui dare vita al combattuto Palio. Il rito vespertino sarà allargato a tutta la Collaborazione pastorale che, nell’ambito della Forania della Pedemontana, comprende i Comuni di Tarcento, Magnano in Riviera e Lusevera. Ma monsignor Luca Calligaro celebrerà anche la Messa solenne di stamane, alle 11, dedicata proprio al Santo Patrono raffigurato con le chiavi “decussate” nella statua conservata nella Chiesa arcipretale.
Nella giornata odierna si concluderanno anche le manifestazioni della “Festa di San Pietro e della ciliegia duracina” – un tempo considerata uno dei vanti indiscussi di Tarcento! – che era cominciata la scorsa settimana. Tra i vari richiami della domenica, emerge la tradizionale Fiera mercato che riempie di colorate bancarelle tutto il centro cittadino.

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In copertina, la statua di San Pietro Apostolo; all’interno il “Pignarûl Grant” di Coia con il Vecchio Venerando e il “Palio dei pignarulars”; infine, la Chiesa arcipretale di Tarcento.

“La città a piede libero”, da piazza Grande oggi Palmanova a portata di smartphone

La rassegna d’arte performativa e multimediale “Mobilità Creative” – progetto di Zeroidee Aps, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – è tornata in Fvg con dei nuovi appuntamenti. Dopo il successo di “Musica da finestrino. Un viaggio da Lusevera a Tarcento” (di Domenico Paladino, a cura di Casa Alexander Langer Aps), la prima tappa in questo 2025, e la prima data della performance “La città a piede libero – esplorazione urbana” – realizzata a Trieste dal Collettivo Caos con la partecipazione di alcuni allievi della scuola Dna danza di Udine e Reana del Rojale -, ecco un nuovo appuntamento, sempre con “La città a piede libero”, a Palmanova, oggi 22 marzo, alle 15, con partenza da piazza Grande.


Nella città stellata i partecipanti si troveranno a vivere una vera e propria esperienza immersiva. La partecipazione sarà gratuita, ma è necessaria la prenotazione scrivendo a progetto.collettivo.caos@gmail.com . Tutti i partecipanti dovranno portare con sé delle cuffie auricolari e uno smartphone carico, all’interno del quale è necessario siano già installate un’applicazione per leggere i Qr code e Google Maps. Ai piedi sarà bene ricordarsi di indossare un paio di scarpe comode. Questo sarà tutto il necessario per partire verso un’esplorazione (di un chilometro e 800 metri) della città attraverso brevi storie e contenuti multimediali. Un modo per rompere l’ordinario modo di vedere e percepire ciò che ci circonda.
“La città a piede libero – esplorazione urbana” è frutto di molte mani e molte teste e proprio questa è la sua ricchezza. Le storie e le sceneggiature sono state scritte durante un laboratorio da un gruppo di ragazzi e ragazze dagli 11 ai 13 anni, successivamente trasformate in filmati. Una narrazione per immagini che parte dalla riscrittura di esperienze ed emozioni personali per creare scenari reali e/o immaginifici da far vivere ai partecipanti.

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In copertina, ecco piazza Grande il “cuore” pulsante della Fortezza di Palmanova.

Nimis, appello di Mareschi per la pace: le vite dei Caduti di Nongruella e di quelli di tutte le guerre non siano perse invano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo, in funzione di contrasto alle attività partigiane, nelle vallate del Cornappo e del Torre, tra l’11 e il 17 dicembre 1943, persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi. Di queste, il 12 dicembre furono uccisi otto concittadini di Nongruella e cinque cittadini di Subit e di Attimis. Un ulteriore, anzi il primo tributo di sangue pagato da Nimis per la difesa della propria e dell’altrui libertà». Sono le parole con cui il commissario comunale, Giuseppe Mareschi, ha ricostruito ieri mattina a Nongruella i fatti di quel dicembre di 81 anni fa a pochi mesi dall’armistizio dell’8 settembre, quando si scatenò quel rastrellamento nazista che fece le prime vittime del Comune pedemontano, seguite nove mesi dopo da quelle dell’Eccidio di Torlano e poi da quelle dell’incendio del capoluogo e della deportazione nei Lager in Germania.


In una splendida mattinata di sole, la borgata sopra Cergneu ha quindi reso omaggio, come fa ogni anno, a quei morti innocenti con una semplice cerimonia dinanzi alla lapide che ai margini del bosco li ricorda. Ha celebrato una Messa in loro suffragio il parroco don Marco Visintini, sottolineando l’impegno di tutti per la pace affinché non si compiano altre inutili stragi, come Benedetto XV ebbe definire, nel 1916, la Grande Guerra. Presenti una rappresentanza di Comuni vicini, tra cui i vicesindaci di Lusevera e Reana del Rojale, il commissario ha quindi tenuto il discorso commemorativo, dopo la deposizione di una corona d’alloro tra le note del Silenzio suonate dalla tromba. «Grazie a quanti si sono sacrificati fino a perdere la vita – ha affermato Mareschi – che oggi, non solo i cittadini di Nimis, ma l’intero popolo italiano, vive in un Paese libero e democratico. E ricordare e commemorare quei fatti e quei sacrifici deve anche indicarci, con forza, ogni giorno, che la libertà non è a prescindere, che la democrazia non è per sempre, ma sono valori che vanno difesi da tutti sempre. Ed è con questi sentimenti che oggi, a nome dell’intera comunità, onoro i Caduti di Nongruella e ricordo a tutti noi che non ci è permesso che le loro vite e quelle di tutti i Caduti, di tutte le guerre, siano perse invano». Infine, il rappresentante del Comune di Nimis – che, come è noto, traghetterà l’ente locale fino alle prossime elezioni amministrative – ha ringraziato quanti si adoperano «per lo svolgimento di questa cerimonia di commemorazione e chi si prende cura di questo luogo». La manifestazione si è, quindi, conclusa con un gustoso piatto di pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana Nimis-Valcornappo, guidato da Roberto Grillo, e altre buone cose preparate da alcune bravissime cuoche di Cergneu.

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In copertina, il commissario Giuseppe Mareschi durante il discorso commemorativo; all’interno, tre immagini della cerimonia con l’omaggio ai Caduti e la celebrazione della Messa.

Nimis, grande ritorno di “Libero Sport” con la Bernadia vera protagonista. Ma ci sarà anche l’amata “Vignalonga”

(g.l.) Un grande ritorno per “Libero Sport Emozione e Natura” che dà appuntamento nel prossimo fine settimana a Nimis, con punto di riferimento il prato di Madonna delle Pianelle, lo stesso che a settembre accoglie la plurisecolare “Sagre des Campanelis”. Una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne – dove la Bernadia è la vera protagonista! – organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale.
La manifestazione sportiva si articolerà in tre proposte, tutte molto invitanti: RandoBike Bernadia Trail Area, Cammina & Vola Bernadia e Vignalonga, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato per domenica prossima dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera. Sono previsti anche dei punti ristoro.


Le altre due proposte sportive sono invece programmate per la prima giornata, quella di sabato. Per quanto riguarda il RandoBike Bernadia Trail Area, si tratta di una manifestazione valida per il Trofeo Fedeltà Megaintersport. Il percorso si snoda sui sentieri riservati alla specialità cui sovrintende l’associazione Maglianera per un totale di ben 38 chilometri con circa 1200 metri di dislivello. La partecipazione è riservata ai tesserati Acsi, Fci e altri enti di promozione sportiva. La partenza avverrà dalle ore 9 e quindi comincerà l’avventura sulla invitante Bernadia – la montagna il cui territorio è diviso appunto tra i Comuni di Nimis e di Tarcento -; per ulteriori informazioni sul percorso, su modalità di partecipazione costi e iscrizioni ci si potrà rivolgere alla stessa Maglianera oppure a Id Chronos.
Cammina & Vola Bernadia è pure una manifestazione che ha quale punto di riferimento la tanto frequentata montagna, vero e proprio “paradiso” anche per gli sportivi che praticano il volo libero. Si tratta di un raduno non competitivo di parapendio specialità Hike e Fly. Gli organizzatori informano che si camminerà per raggiungere l’area di decollo a quota 730 metri – da dove si gode di un panorama impareggiabile sull’intero Friuli fino al mare – e poi via alla gara di precisione fino alla zona dell’atterraggio. Compatibilmente con le condizioni meteo, sono previsti voli in parapendio biposto, con iscrizioni sul sito www.vololiberofriuli.it (max 6-8 persone). Al termine del sabato sportivo ci sarà una serata con Piterpan 90210 con Marco Baxo e Lady Helen che promette un “tuffo nel passato”, vale a dire nel cuore degli anni 1990/2000 con la selezione dei brani dance pop più suonati di sempre.
Come detto, gli sportivi di Maglianera – che si distinguono sempre anche per l’encomiabile lavoro di pulizia e manutenzione dei sentieri boschivi – sono uno dei “motori” più importanti di «Libero Sport, la manifestazione – sottolineano – che ha visto per anni Nimis fulcro delle attività sportive della pedemontana udinese. Quest’anno rinasce in versione “test”, con 3 manifestazioni dedicate allo sport outdoor che qui regna sovrano. Noi di Maglianera, con la collaborazione degli amici di Asd Kicosys, abbiamo ideato la Bernadia Trail Area RandoBike, la prima edizione della randonnè fuoristrada Acsi nella Bernadia Trail Area». E al riguardo avvertono: «La Bernadia Trail Area è una manifestazione sportiva, non competitiva e di resistenza, che si svolge su un percorso obbligato da portarsi a termine in totale ed assoluta autonomia entro il termine massimo di 5 ore dalla partenza. I partecipanti dovranno considerarsi in “escursione individuale” e quindi in regime di totale auto-sufficienza, senza alcun supporto tecnico e senza alcun tipo di assistenza, nemmeno sanitaria da parte dell’Organizzazione. Le iscrizioni chiudono il 16 maggio, ma per pochi fortunati sarà possibile iscriversi anche il 18 maggio, il giorno della manifestazione, dalle 07.30 alle 8.45».
Della Bernadia Trail Area si occupa anche un ricco articolo con bellissime fotografie e grafici pubblicato sul numero 2 aprile-maggio del blog “Esplora & Ama Fvg” – che si apre con una stupenda panoramica sull’isoletta di Barbana nella Laguna di Grado – a firma di Massimiliamo Misdaris con introduzione di Lucia Braida, la responsabile del magazine. Una occasione che si è presentata in concomitanza della collaborazione che Maglianera ha assicurato per la stesura della guida del territorio di Tarcento da parte di Francesco Antonini – di cui avevamo riferito a suo tempo – e la realizzazione della mappa da distribuire fra gli esercenti della Trail Area. Un articolo che si può facilmente trovare «sul portale web della rivista, corredato dalle foto e dai QRCode che servono a vivere l’esperienza di visita del nostro territorio con notizie e approfondimenti mirati ed aggiornati. A voi il compito di “sfogliare” la rivista e farvi catturare dalle bellezze naturali presenti nel territorio e venire a visitarle utilizzando, perché no, l’applicazione Mowibike». E, allora, buon “Libero Sport” a tutti!

 

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In copertina, il panorama su Nimis e il Friuli che si gode praticando la Bernadia in bici; all’interno, una bella immagine della montagna paradiso di bikers e deltaplanisti e la Vignalonga sulle colline del dolce Ramandolo in una delle prime edizioni.

Ecco “I cuars dal mus”, musical friulano oggi da Montenars nell’Alta Val Torre

(g.l.) Uno spettacolo senza dubbio invitante quello in programma questo pomeriggio in Alta Val Torre. Alle 18, nell’area festeggiamenti di Lusevera capoluogo, è in programma infatti “I cuars dal mus” (tradotto, Le corna dell’asino), musical popolare in lingua friulana organizzato dalla civica amministrazione assieme all’associazione culturale “Parcè no?” di Montenars. Entrata libera, senza bisogno di prenotazione.
Questi i protagonisti: Alessio de Franzoni (musica, piano e fisarmonica), Sara Rigo (testi dei canti), Anna Placereani (libretto), Luigino Rigo (scenografia), Lucrezia Ursella (grafica), Pacifico Simeoni (tecnico audio e luci), Maria Valle e Doris Taboga (coordinamento), Alessandro Piputto (percussioni) e Francesco Corazza (contrabbasso). E’ annunciata anche la partecipazione del coro “Rose di mil” di Montenars.

A Pradielis va in scena Artintor 2023 ovvero quando l’arte si allea con i “guardiani” per la difesa del Torre

(g.l.) “Artintor 2023” è il titolo della bella e importante manifestazione che I guardiani del Torre in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine hanno organizzato da oggi a domenica a Lusevera, capoluogo dell’Alta Val Torre. Sottotitolo della sicuramente originale proposta, e che ne svela anche gli obiettivi, è “Saper vedere per custodire il fiume”, come dire un impegno, che si auspica il più corale possibile, per salvaguardare l’ambiente in cui nasce, si forma e si sviluppa questo splendido corso d’acqua che sgorga dalle pendici dei monti Musi, nell’omonima borgata, e termina il suo percorso nell’Isonzo, dopo aver dato vita alle suggestive cascate di Crosis, aver attraversato Tarcento e quindi raccolto dapprima le acque del Cornappo, che scende da Taipana a Nimis, e poi quelle del Natisone che, nato sempre nel Taipanese nei pressi di Platischis, attraversa la valle di Caporetto, in Slovenia, appunto le Valli del Natisone, bagnando San Pietro e poi Cividale, Premariacco e San Giovanni, vi si inserisce tra Medeuzza e Trivignano Udinese.

La manifestazione si terrà nell’area festeggiamenti di Pradielis dove ci saranno installazioni di Land Art, musica, danze popolari, racconti folcloristici, oltre a laboratori per bambini e adulti aventi per filo conduttore la consapevolezza del territorio, quello appunto bagnato dalle limpide acque del torrente. L’apertura del Festival avverrà alle 18 con la cerimonia inaugurale che prevede anche la presentazione del Contratto di Fiume proposto proprio dall’associazione I guardiani del Torre. Quindi seguirà la presentazione degli artisti. Al termine, con inizio alle 20.30, racconti intorno al fuoco con Paolo Paron, esperto di folclore locale: intermezzo strumentale con l’arpa di Luigina Feruglio (è consigliato di portare un tappetino o cuscino). Numerose, poi, le proposte che seguiranno domani, sabato e domenica, per cui l’iniziativa è candidata ad avere un significativo riscontro di pubblico, grazie anche alle ottime condizioni del tempo che si annunciano per il fine settimana. All’insegna della “salute” dell’amato torrente Torre.

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In copertina, le sorgenti del Torre a Musi; all’interno, il torrente quando dà vita alle cascate di Crosis, attraversa Tarcento e poi il territorio tra Nimis e Zompitta.

 

Microfestival torna nei piccoli paesi montani Fvg. Domani e giovedì anteprime a Nova Gorica e Plessiva

Torna, con la sua settima edizione, Microfestival: rassegna itinerante di arte performativa ideata da Puntozero Società Cooperativa e parte della rete culturale Intersezioni. Anche quest’anno il festival si svolgerà in modalità itinerante dall’11 al 14 agosto, attraverso quattro piccoli paesi della regione: Socchieve l’11 agosto, Lusevera il 12, Prato Carnico il 13 e Trava di Lauco il 14. Le giornate di festival saranno organizzate tutte secondo la medesima scaletta: alle 16 si potrà partecipare a una passeggiata immersi nel fresco del bosco, accompagnati da una guida naturalistica di Wildroutes Aps. Alle 18.30 avrà invece inizio lo spettacolo ideato dagli artisti durante la loro residenza e a seguire si continuerà con musica e festa insieme. In programma anche due concerti collaterali, che anticiperanno la tournée, a Nova Gorica e Cormons, domani e il 10 agosto.

LA RESIDENZA ARTISTICA – Come di consueto, lo spettacolo proposto nelle località montane sarà il risultato di una residenza artistica cominciata il 5 agosto, e che si concluderà dopodomani, a Lusevera. Gli artisti coinvolti (Valeria Girelli, Gilberto Innocenti, Alberto Mariotti, Sandro Pivotti, Paolo Paron, Mariagrazia Plos e Miriam Russo) stanno creando uno spettacolo comico con la regia e la dramaturgia di Natalie Norma Fella e Giulia Zacchini, e video di Alberto Mariotti. Dall’11 al 14 agosto lo spettacolo sarà quindi messo in scena nei paesi delle montagne friulane: luoghi ai margini dove più che in altre aree la multiculturalità ha giocato e gioca un ruolo identitario fondamentale, zone di frontiera, di passaggio e di rifugio, superfici di contatto fra identità culturali e linguistiche differenti. Proprio i luoghi che il Festival desidera raccontare e a cui vuole dare voce. Si tratterà di una performance di arte relazionale: uno show surreale e divertente, che si svilupperà a partire dalla relazione degli artisti con gli abitanti del luogo.

LA TOURNÈE 2023 – Si comincerà venerdì 11 agosto a Socchieve, in località Lungis, all’Osteria al Cervo; il 12 appuntamento a Lusevera nell’area festeggiamenti; domenica 13 tutti a Prato Carnico nella piazzetta della Fontana; a chiudere l’edizione sarà invece l’appuntamento in programma a Trava di Lauco il 14 agosto, in piazza della Chiesa.

I CONCERTI – Il festival sarà aperto da due concerti jazz curati dall’Associazione Culturale Društvo Šik di Nova Gorica. Il primo si terrà domani, alle 21, nello spazio Fri-Fru-Fra Koncertni Cikel a Šempeter pri Gorici (Nova Gorica). Il secondo, sempre alle 21, all’azienda agricola Gradnik di Plessiva di Cormons.

COS’È? – Microfestival è un festival itinerante d’arte performativa, una tournée che racconta e dà voce ai territori del paesaggio montano di confine della regione Friuli Venezia Giulia. Luoghi ai margini dove più che in altre aree la multiculturalità ha giocato e gioca un ruolo identitario fondamentale, zone di frontiera, di passaggio e di rifugio, superfici di contatto fra identità culturali e linguistiche differenti. Grazie al passaggio in cinque piccoli Comuni friulani e in uno sloveno, il festival agirà come la navetta di un telaio, tessendo il racconto di un paesaggio transnazionale in una dinamica itinerante, inclusiva e interattiva. Si farà carico di essere sia megafono che microfono, sia recettore di istanze che moltiplicatore di valori per mettere in scena un copione fatto di voci, lingue e storie differenti. Se spesso la riuscita di un festival è direttamente proporzionale alla dimensione del suo palco e della sua tribuna, in questo caso Microfestival cerca la sua identità nelle dimensioni ridotte dei centri storici montani, territori spesso dimenticati da progettualità culturali ad ampio respiro dove invece si stabilirà un dialogo inedito tra contenuto artistico, spazi e persone.

Microfestival è un progetto di Puntozero Società Cooperativa sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Turismo FVG, realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Gli Omini, Associazione Culturale L’Amalgama, Associazione Circo All’incirca, Društvo Šik, Centro Ricerche Culturali – Lusevera, Wild Routes Aps, Comitato Gianfrancesco Da Tolmezzo, Cooperativa Operaia Familiare Scarl Di Trava, Proloco Valpesarina, Associazione Amîs Da Mont Quarine.

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In copertina, attori di Microfestival impegnati in uno spettacolo dello scorso anno.

Tarcento, ci sono oltre 10 milioni per il Distretto socio-sanitario del Torre: nasce anche una Casa della comunità

«Nonostante il periodo difficile che ha messo a dura prova il sistema in questi cinque anni di legislatura, abbiamo incrementato i fondi a favore della sanità territoriale di oltre dieci volte: continuiamo a investire somme straordinarie perché il cittadino possa sentirsi al sicuro, rassicurato e seguito nelle sue esigenze di assistenza e nelle sue domande di salute. In questo senso, le strutture territoriali giocano un ruolo fondamentale per intervenire dove serve e quando serve in maniera puntuale e appropriata». Lo hanno sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il suo vice con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuti a Tarcento per la presentazione degli investimenti sulle strutture del Distretto socio-sanitario. All’incontro ha preso parte anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, Denis Caporale, presenti i sindaci della zona Pedemontana. Oltre a quello di Tarcento, l’area di competenza comprende infatti i Comuni di Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana e Tricesimo.
«Per la zona del Distretto del Torre sono disponibili oltre 10 milioni di euro, di cui 3 derivano da un ulteriore finanziamento regionale – hanno ricordato Fedriga e Riccardi -, parte di questa somma sarà impiegata per la realizzazione di una Casa della comunità per quasi 1,5 milioni di euro. Si unisce a questo sforzo quello che stiamo facendo per potenziare la telemedicina e per contrastare l’obsolescenza tecnologica di presidi e strumentazioni sanitarie».
Per il Distretto di Tarcento era già previsto, ed è in fase di progettazione avanzata, un intervento di ampliamento compresa la realizzazione di parcheggi (primo lotto), con successiva riqualificazione dell’edificio esistente (secondo lotto). Con l’intervento previsto nel Pnrr, i lavori del primo lotto comporteranno la realizzazione della Casa della comunità hub di Tarcento. L’ampliamento prevede, al piano terra, il centro di salute mentale; la continuità assistenziale/medici di medicina generale; prelievi, vaccinazioni, ambulatorio infermieristico, ufficio Afir; attese, servizi e spazi accessori. Al primo piano troveranno spazio, invece, gli ambulatori specialistici: cardiologico, chirurgico, Orl, dermatologico, oncologico, dermatologico, due per attività odontoiatrica, locale sterilizzazione. Il terzo piano ospiterà gli uffici direzione Distretto e la segreteria, e il punto unico di accesso e integrazione con i servizi sociali dell’ambito.

DISTRETTO DI TARCENTO

Attimis
Cassacco
Faedis
Lusevera
Magnano in Riviera
Nimis
Povoletto
Reana del Rojale
Taipana
Tarcento
Tricesimo

 

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In copertina, il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi intervenuti a Tarcento.