Pordenone, sipario su Punto d’incontro con i consigli di “eccellenze” nel mondo

Il convegno organizzato da Efasce, intitolato “Restare o Partire?”, ieri ha concluso Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere. Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e della stessa Pordenone Fiere, il momento di approfondimento ha permesso di aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie alle indicazioni di alcune “eccellenze” pordenonesi nel mondo che hanno testimoniato la loro esperienza professionale e di vita.
In collegamento Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il sette volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi; e Martina Del Ben in Germania è designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala invece tre relatori: Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti, appena rientrato dagli Usa; Paolo Bergamasco, chef e imprenditore in Svezia; Matteo Maria Giordano, esperto in Media education. Con loro anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.
Per Efasce, i saluti sono stati portati dal presidente Gino Gregoris e dalla vice Luisa Forte, mentre la parte organizzativa e la presentazione sono state curate da Michele Morassut.

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In copertina, il collegamento con Martina Del Ben; all’interno, altre quattro immagini dell’incontro a Pordenone Fiere:  il saluto di Gregoris, i relatori, il collegamento con Gianluca Pilot e pubblico.

 

 

Efasce domani in linea con Pechino: c’è Gregorio Soravito, architetto sanvitese

Si vola virtualmente fino a Pechino, tra l’apprezzamento per l’architettura europea in Cina e la lotta contro il Covid-19, nel primo incontro di aprile del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Appuntamento, dunque, domani 12 aprile alle 16 sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata a Gregorio Soravito, architetto originario di San Vito al Tagliamento. Classe 1979, dopo la laurea in architettura all’Università di Trieste nel 2007 ed esperienze professionali a Londra e in Italia, dal 2016 vive e lavora nella dinamica capitale cinese, in seguito a un’opportunità nata grazie a degli amici già trasferitisi in Cina. Dopo un inizio su progettazioni legate a strutture scolastiche, ovvero degli asili di ispirazione montessoriana (in Cina c’è molta attenzione per questa tipologia di metodo educativo), ora si occupa di piani urbanistici e grandi concept, come per esempio quello di un villaggio in stile toscano, visto che l’architettura europea trova molti estimatori.
Soravito dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e la vicepresidente dell’Ente Luisa Forte, raccontando anche della sua vita extralavorativa, tra rapporti personali molto più facili rispetto alla sua precedente esperienza londinese, una migliore qualità della vita e un’autentica passione per la ricca cucina cinese, a partire dai ravioli. Ovviamente, si farà accenno alla situazione sanitaria, con l’epidemia ora sotto controllo e la libertà di muoversi, mentre nelle fasi più acute si era blindati nei propri quartieri. Parlerà anche della sua famiglia, fatta tutta di emigranti a partire dai nonni e con la mamma nata a Parigi prima di rientrare in Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Gregorio Soravito, architetto di San Vito al Tagliamento che vive a Pechino.

 

Efasce, domani l’incontro web con una coppia di Prata che ha successo a Parigi

Avverrà in collegamento con Parigi il secondo incontro del mese di marzo nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Appuntamento quindi domani, 8 marzo, alle 18 sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata alla coppia Federica Coran e Luca Nardo originari di Prata di Pordenone, che nella capitale francese lavorano negli uffici di due grandi compagnie internazionali, lei nel settore del car sharing e lui in quello degli alimenti per animali da compagnia (pet food). La coppia dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e la vicepresidente Luisa Forte. Sarà presente al collegamento anche il sindaco di Prata, Dorino Favot.
Luca è laureato in Ingegneria gestionale a Pordenone (corso dell’Università di Udine) e dopo un primo impiego in Italia per la stessa compagnia di pet food si è trasferito a Parigi nel 2015. Nel suo gruppo di lavoro si occupa della definizione e del controllo degli standard di costruzione delle macchine di confezionamento utilizzate in azienda. Sempre in relazione con aziende, fornitori e manager, prima della pandemia, pur viaggiando moltissimo in tutta Europa, già aveva due giorni dedicati al telelavoro, modalità che ora è prevalente.
Federica è invece laureata in giurisprudenza all’Università di Ferrara e ha superato l’esame di Stato come avvocato. Dopo i primi anni di relazione a distanza, facendo la pendolare, ha deciso anche lei, tre anni fa, di trasferirsi in Francia. Dal 2019 lavora in un’azienda francese di car sharing dalla vocazione internazionale: si occupa di Customer Service Italia sia per la parte Car che Bus, curando anche i contenuti del sito web per la parte italiana.
Racconteranno la loro vita parigina, tra apprezzamento delle condizioni di lavoro garantite, visto il grande rispetto per i dipendenti, e il desiderio di una vita più in mezzo alla natura, come avveniva in Friuli Venezia Giulia, regione nella quale mantengono i contatti con la famiglia e gli amici.

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In copertina, Luca Nardo e Federica Coran originari di Prata.

Pordenone, ripresa e sviluppo dopo l’emergenza nell’augurio degli emigranti

La giovane virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, ha dedicato attraverso un video molto apprezzato un brano ai corregionali scomparsi a causa del Covid-19. Così, anche il suo è stato un ricordo affettuoso per chi non c’è più unito alla voglia di guardare al futuro attraverso le visioni dei manager che stanno affrontando, in Friuli Venezia Giulia e nel mondo, le nuove sfide dell’innovazione: questi gli spunti emersi nel 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, che sabato alla Fiera di Pordenone è avvenuto con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate non solo dall’Italia ma anche da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, Paesi in cui sono attivi i Segretariati dell’Efasce. L’incontro è stato organizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, nonché con il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Laura Bortolotto

Il saluto di Gregoris

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è stato il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si è aperta con il saluto del presidente dell’Efasce, Gino Gregoris. “Dopo il Coronavirus – ha affermato nel suo indirizzo di saluto – abbiamo l’occasione di ripensare il futuro per il nostro territorio, forti anche dei collegamenti con i nostri corregionali, sia quelli di recente emigrazione che con quelli dell’emigrazione storica o loro discendenti di seconda e terza generazione. Gli spunti e le visioni fornitici dall’Incontro 2020 li svilupperemo nel corso del prossimo anno, quando forse non potremo viaggiare molto all’Estero ma terremo sempre i contatti con i nostri Segretariati e organizzeremo diverse iniziative online, dai corsi d’italiano a un progetto, che stiamo elaborando, di prospettive di sviluppo legate all’Expo 2021 a Dubai”.

Massimiliano Fedriga

E delle Istituzioni Fvg

Con un videomessaggio ha portato il proprio saluto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha rimarcato l’importanza dell’azione dell’Ente nei rapporto con i nostri emigrati (messaggi video anche dall’assessore regionale ai corregionali Pierpaolo Roberti e dall’onorevole Luca Sut). Presente invece in sala il vicegovernatore Riccardo Riccardi, il quale ha ricordato come la Regione sia stata un esempio per la gestione della crisi Coronavirus, grazie anche a una cittadinanza pronta a rispettare le regole e che adesso, con una presenza di nuovi contagiati riconducibili per la gran parte a casi d’importazione, occorre non drammatizzare ma neanche sottovalutare la situazione, promuovendo una sorveglianza sanitaria omogenea assieme agli altri Paesi. Citando il senatore Mario Toros, che così si era espresso ai tempi del terremoto del 1976, ha infine sottolineato come gli emigranti del Friuli Venezia Giulia si siano fatti apprezzare nel mondo e questo ha fatto scattare allora come adesso una grande solidarietà internazionale.
Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, sulla stessa linea, ha ricordato il grande ruolo dei corregionali all’estero come ambasciatori della nostra terra, mentre monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha sottolineato l’importanza di continuare a dialogare tra i vari Paesi di accoglienza e di incontrarsi anche con la formula innovativa scelta per il convegno 2020. Presente anche in rappresentanza del Comune di Pordenone il vicesindaco Eligio Grizzo, a testimonianza del proficuo rapporto dell’Efasce con i Comuni del territorio di cui la città, come Grizzo ha ricordato, è capofila, felice di collaborare con Efasce per il mantenimento dei contatti con i corregionali. Presenti in sala diversi sindaci e amministratori locali di altri Comuni del territorio, nonché consiglieri regionali (come Emanuele Zanon e Chiara Da Giau). Presenti pure gli Enti amici Giuliani nel Mondo, con il direttore Fabio Ziberna, e l’Unione Emigranti Sloveni, con la presidente Graziella Coren.

L’inizio dei lavori.

Lo sprone di Confindustria

Nella sua prolusione d’apertura lavori, “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha annunciato lo studio di un piano per i prossimi 200 giorni che gli industriali italiani presenteranno al Governo riguardo l’utilizzo dei fondi del Recovery fund europeo. Ha inoltre spronato a investire in innovazione, a partire dalla scuole di ogni grado fino al 5G che non deve essere demonizzato e a riflettere sugli squilibri dello smart working tra colletti bianchi che possono portarsi il lavoro a casa e colletti blu che invece devono rimanere in azienda. Sulla ripresa, ha detto che ci sono segnali confortanti per il manifatturiero locale, con ordini che arrivano sino a fine anno, magari rallentati ma comunque presenti, mentre alcune aziende stanno vivendo un boom, citando l’esempio della Jacuzzi di Valvasone Arzene che sta ricevendo tanti ordini per mini-piscine. Ha infine rivolto un invito a mantenere vivo il dialogo con realtà che stanno soffrendo come il Venezuela, in cui vivono molti corregionali.

Autorità e relatori.

Preziose testimonianze

Tanti spunti interessanti dal dialogo con i manager attivi in Friuli Venezia Giulia o che da qui sono partiti vedendo apprezzato il loro talento all’estero. Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, ha ricordato i suoi inizi in un pollaio adattato a primo laboratorio suggerendo ai giovani di prepararsi per partire nei loro progetti con il piede giusto. Sul lockdown ha raccontato di come abbia permesso alla sua azienda di prendere strade nuove: è stata allestita una sala multimediale per tenere i contatti giornalieri con clienti, agenti e fornitori in tutto il mondo e uno showroom digitale per presentare i prodotti. Sul Made in Italy ha confermato come sia sempre apprezzato per il gusto del bello che viene riconosciuto ai nostri prodotti, e in particolare a quelli del Nordest per l’abilità nel creare in poco tempo novità.
Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, ha raccontato di come sia fiera delle sue radici friulane, tanto da utilizzare, quando deve spiegare all’estero da dove proviene, l’espressione “una regione che è la Silicon Valley italiana”, visto che le start up odierne sono quello che imprenditori illuminati del passato facevano qui partendo con le proprie aziende familiari. Anche lei deriva da una di queste, essendo figlia di imprenditori, e dalle sue esperienze internazionali ha rimarcato il concetto della cultura del fallimento, che all’estero non è visto in negativo purché sia rapido e poco costoso: si tentano nuove strade senza paura, ma se si vede che non danno risultati si passa rapidamente ad altro, arricchiti comunque da nuove esperienze.
Concetto che ha riportato anche Massimo Pascotto, pordenonese a capo di Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines: nel presentare in videocollegamento dalla Svezia alcuni dei progetti più innovativi che ha seguito recentemente (su tutti quello del primo passeggero imbarcato in aereo facendo il check-in con un microchip), ha spiegato come l’innovazione “costi” comunque impegno, ma ha messo l’accento anche sugli acceleratori digitali per sviluppare le idee e su come sia fondamentale anche una visione ampia che trascenda le singole competenze tecniche, citando l’esempio visionario di Steve Jobs.
Massimo Baù di Cecchini di Pasiano, professore associato alla Business school di Jönköping (Svezia), pure videocollegato, ha invece raccontato come nel mondo sia apprezzata la specificità italiana delle aziende familiari, che sono circa il 60%. Mentre Lisa Roman, vicepresidente dell’Efasce di Philadelphia, ha rimarcato l’importanza per i giovani discendenti degli emigranti della prima generazione di mantenere vivo l’uso della lingua italiana.

Settore della platea.

L’auspicio per il 2021

Conclusioni affidate, infine, alla vicepresidente di Efasce Luisa Forte: “Il lockdown ci ha portato a provare nuove strade per la nostra azione di vicinanza ai corregionali: con il lavoro di squadra che ha caratterizzato gli ultimi mesi vogliamo continuare, all’insegna dell’elasticità e freschezza che abbiamo potuto toccare con mano nelle esperienze di questo Incontro 2020”.
Ricordiamo che l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dai paesi tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, era stata ospitata a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. E ora la speranza è quella di potersi ritrovare fisicamente nel 2021, una volta superata definitivamente questa dura emergenza sanitaria causata dalla pandemia.

Lo stemma dell’Efasce.

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In copertina, ecco il saluto del presidente Gino Gregoris.