Fiume Veneto, la Cucina delle Fratte promossa dai clienti: un pasto su due è “sociale” grazie al Piccolo Principe

Un progetto sociale che non solo fa del bene ma che è anche buono: i pasti preparati da persone con fragilità piacciono agli utenti de La Cucina delle Fratte. Sondaggio positivo per il servizio di ristorazione gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe, attivo dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto. Ad inizio ottobre era stato somministrato un questionario di gradimento ai clienti aziendali. Su 88 utenti intervistati, il 96,6% si è detto soddisfatto della cortesia e della disponibilità del personale, mentre il 95,5% ha promosso l’efficienza logistica, valutando positivamente puntualità e temperatura dei pasti alla consegna. Anche la qualità del cibo ottiene un’ampia approvazione, con il 73,9% di risposte positive. Un riscontro che conferma la forza di un progetto che unisce qualità del pasto e inclusione sociale.


La Cucina delle Fratte è oggi una realtà anche in espansione: ogni giorno vengono preparati e distribuiti oltre 300 pasti veicolati destinati ai Centri diurni dell’Azienda Sanitaria e ad aziende locali, con punte fino a 500 pasti al giorno nei mesi estivi per le forniture ai centri estivi. A fronte di una domanda crescente, la produzione è aumentata in modo significativo: dai 60 mila pasti annui del 2023 si è passati a 72 mila nel 2024, con una previsione di raggiungere quota 75 mila nel 2025. Un’espansione sostenuta anche da investimenti in nuove attrezzature, come un forno professionale e il sistema di cottura Ivario 4.0, che migliorano l’efficienza e la qualità del processo produttivo. A ciò si aggiunge l’impegno per la sostenibilità: dal 2024 è stato introdotto l’utilizzo di contenitori in acciaio inox riutilizzabili per le monoporzioni, una scelta orientata a ridurre i rifiuti.
Ma La Cucina delle Fratte è anche e soprattutto un progetto a forte impatto sociale. Oltre il 50% delle persone impiegate è rappresentato da lavoratori con svantaggio, inseriti attraverso percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni, la cooperativa ha attivato più di 20 tirocini, confermando il valore sociale del progetto, che coniuga inclusione lavorativa e servizi di qualità. Per far conoscere il servizio a nuove aziende, è stata avviata in questi giorni un’iniziativa che permette di provare gratuitamente un pasto. Il menù dimostrativo, composto da primo, secondo e contorno, può essere richiesto da gruppi fino a 10 persone, con consegna direttamente in azienda in una giornata da concordare.
«È un modo per far toccare con mano la qualità del nostro lavoro e allo stesso tempo far conoscere l’impatto sociale che ogni pasto porta con sé – spiega Luigino Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe -. Vogliamo far capire che la ristorazione collettiva, anche quando ha un’impronta sociale, può essere efficiente, buona e professionale”. Il servizio si rivolge sia a piccole che a medie aziende, con gruppi a partire da 4 persone. Le forniture possono essere organizzate secondo le esigenze: in porzioni singole oppure multiple, adattandosi anche a realtà che non dispongono di uno spazio mensa dedicato. “Crediamo fermamente nello sviluppo della nostra Cucina delle Fratte – conclude Cesarin – perché rappresenta uno dei contesti più accessibili per l’inserimento lavorativo, dove ogni individuo può trovare la propria realizzazione».

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In copertina e all’interno, immagini della Cucina delle Fratte con il suo staff al completo.

A Casarsa il doposcuola compie 40 anni: settantasette minori trovano inclusione e un importante supporto educativo

Un traguardo significativo per la comunità di Casarsa della Delizia, reso possibile dal sostegno dell’amministrazione comunale: il Ssem – Servizio Socio Educativo per Minori – nell’anno scolastico 2025-2026 ne celebra ben 40 di attività. Attivo dal 1986 come primo progetto dell’associazione Il Noce, il Ssem meglio conosciuto come doposcuola, in carico al Servizio Sociale dell’Ambito territoriale “Tagliamento”, è affidato in gestione alla Cooperativa Sociale Il Piccolo Principe. Il progetto si avvale anche della collaborazione con l’Istituto Comprensivo Meduna Tagliamento Casarsa e dell’associazione di volontariato Il Noce, ed è sostenuto dal Comune di Casarsa della Delizia, che ne ha garantito la continuità nel tempo.
«Il Ssem rappresenta da quarant’anni un presidio educativo per l’intera comunità – ha sottolineato Il presidente della Cooperativa, Luigino Cesarin – La qualità del servizio è frutto della collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, cooperativa e volontariato. Persone come la nostra volontaria Milvia Cozzarini, che dal 2000 ha offerto tempo, competenze e passione a questo servizio. Ma ci piacerebbe far conoscere altre storie, come quella di una giovane volontaria oggi in Servizio Civile Solidale, ma un tempo utente del progetto. Lei rappresenta una testimonianza di quanto il Ssem riesca a generare relazioni significative e percorsi di restituzione alla comunità».

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Si ritorna al cinema

Sono sette le proiezioni della terza tranche della rassegna cinematografica al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Il nuovo cartellone, curato dalla Pro Loco con il sostegno dell’amministrazione comunale e di Banca 360 Fvg, propone una selezione che spazia dai successi internazionali alle pellicole d’autore italiane, con un’attenzione particolare ai temi civili e alle famiglie. La rassegna si apre giovedì 22 gennaio, alle ore 20.45, con la proiezione de “Il Maestro”. Protagonista del film è Pierfrancesco Favino, nei panni di un ex campione di tennis ritiratosi a vita privata, la cui routine viene sconvolta dall’incarico di allenare un giovane talento dal carattere ribelle.

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La domanda continua a essere alta: su oltre cento segnalazioni ricevute, sono attualmente 74 i minori inseriti nel progetto, destinati a diventare 77 da dicembre, di cui 40 appartenenti alla scuola primaria e 37 alla secondaria di primo grado. Circa l’80% proviene da famiglie di origine immigrata, ma quasi tutti sono nati in Italia e molti possiedono la cittadinanza: un dato che conferma il valore del doposcuola come luogo di integrazione, inclusione e crescita condivisa.
Le attività si svolgono per 20 ore settimanali nelle due sedi di Casarsa (Associazione Il Noce) e San Giovanni (Centro Sociale Comunale). A sostenere le attività del “doposcuola” ci sono 4 educatrici professionali e 1 coordinatore del Piccolo Principe: 28 volontari, tra cui molti ex docenti e cittadini attivi e comprendono 4 giovani del Servizio Civile Solidale; 1 del Servizio Civile Universale; 2 volontarie del Servizio di Volontariato Europeo oltre che i volontari dell’associazione Il Noce.
«Il doposcuola è un servizio importante – ha affermato Aurora Gregoris, assessore alle Politiche Sociali del Comune- che testimonia l’attenzione dell’amministrazione comunale verso il supporto educativo e l’inclusione sociale delle ragazze e ragazzi del nostro territorio». Il servizio non si limita al supporto scolastico ma propone anche uscite, esperienze culturali e attività ricreative, come la recente partecipazione allo spettacolo teatrale dedicato alla Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, momenti che ampliano gli orizzonti formativi dei ragazzi.

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In copertina, due studenti con l’assessore Aurora Gregoris, il coordinatore Luigino Cesarin e l’educatrice Sara De Biase.

Fiume Veneto, la Cucina delle Fratte promossa dai clienti: un pasto su due è “sociale”. Quest’anno oltre 75 mila pasti con metà personale svantaggiato

Un progetto sociale che non solo fa del bene ma che è anche buono: i pasti preparati da persone con fragilità piacciono agli utenti de La Cucina delle Fratte. Sondaggio positivo per il servizio di ristorazione gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, attivo dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto. Recentemente, è stato somministrato un questionario di gradimento ai clienti aziendali. Su 88 utenti intervistati, il 96,6% si è detto soddisfatto della cortesia e della disponibilità del personale, mentre il 95,5% ha promosso l’efficienza logistica, valutando positivamente puntualità e temperatura dei pasti alla consegna. Anche la qualità del cibo ottiene un’ampia approvazione, con il 73,9% di risposte positive. Un riscontro che conferma la forza di un progetto che unisce qualità del pasto e inclusione sociale.


La Cucina delle Fratte oggi è anche una realtà in espansione: ogni giorno vengono preparati e distribuiti oltre 300 pasti veicolati destinati ai Centri diurni dell’Azienda Sanitaria del Pordenonese e ad aziende locali, con punte d’estate fino a 500 pasti al giorno per le forniture ai centri estivi. A fronte di una domanda crescente, la produzione è aumentata in modo significativo: dai 60 mila pasti annui del 2023 si è passati a 72 mila nel 2024, con oltre 75 mila che saranno conteggiati a consuntivo del 2025. Un’espansione sostenuta anche da investimenti in nuove attrezzature, come un forno professionale e il sistema di cottura Ivario 4.0, che migliorano l’efficienza e la qualità del processo produttivo. A ciò si aggiunge l’impegno per la sostenibilità: dal 2024 è stato introdotto l’utilizzo di contenitori in acciaio inox riutilizzabili per le monoporzioni, una scelta orientata a ridurre i rifiuti.
Ma La Cucina delle Fratte è anche e soprattutto un progetto a forte impatto sociale. Oltre il 50% delle persone impiegate è rappresentato da lavoratori con svantaggio, inseriti attraverso percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni, la cooperativa ha attivato più di 20 tirocini, confermando il valore sociale del progetto, che coniuga inclusione lavorativa e servizi di qualità. E per far conoscere il servizio a nuove aziende, è stata avviata un’iniziativa che permette di provare gratuitamente un pasto. Il menù dimostrativo, composto da primo, secondo e contorno, può essere richiesto da gruppi fino a 10 persone, con consegna direttamente in azienda in una giornata da concordare.


«È un modo per far toccare con mano la qualità del nostro lavoro e allo stesso tempo far conoscere l’impatto sociale che ogni pasto porta con sé – spiega Luigino Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe – Vogliamo far capire che la ristorazione collettiva, anche quando ha un’impronta sociale, può essere efficiente, buona e professionale». Il servizio si rivolge sia a piccole che a medie aziende, con gruppi a partire da quattro persone. Le forniture possono essere organizzate secondo le esigenze: in porzioni singole oppure multiple, adattandosi anche a realtà che non dispongono di uno spazio mensa dedicato. «Crediamo fermamente nello sviluppo della nostra Cucina delle Fratte – conclude Cesarin – perché rappresenta uno dei contesti più accessibili per l’inserimento lavorativo, dove ogni individuo può trovare la propria realizzazione».

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In copertina e all’interno personale al lavoro nella Cucina delle Fratte.

A Casarsa un bilancio positivo per Dritti a Zig Zag progetto contro abbandono scolastico ed emarginazione dei giovani

Bilancio positivo per Dritti a Zig Zag, avviato a Casarsa della Delizia dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe con il sostegno di Fondazione Friuli, un progetto nato per contrastare le situazioni ad alto rischio di emarginazione tra i più giovani e sostenere ragazze e ragazzi in particolare nel secondo ciclo delle primarie e nelle secondarie di primo grado. Un modo per contrastare il rischio di abbandono scolastico. Al progetto hanno partecipato 23 minori di età compresa tra i 9 e i 13 anni, di questi il 90 % sono di origine straniera. Sono stati 7 gli alunni frequentanti gli ultimi due anni delle scuole primarie e 16 quelli della scuola secondaria di primo grado. A seguirli, in questo percorso durato 10 mesi, sono stati due educatori dei quali uno con funzione di coordinamento e 8 volontari a rotazione.


“Il progetto, iniziato a settembre, si è concluso a giugno – ha spiegato Luigino Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – e ha previsto un supporto scolastico, integrato ad altre attività. L’obiettivo è stato quello di lavorare per costruire quella relazione di aiuto essenziale per favorire l’incremento dell’autostima e delle autonomie personali. Inoltre – ha aggiunto – abbiamo rilevato come spesso i minori fragili che cominciano a manifestare situazioni di disagio sono anche quelli meno inseriti in contesti extrascolastici, nell’associazionismo della comunità sia esso sportivo, ricreativo, parrocchiale, andando così ad incrementare forme di esclusione e isolamento. Quello che il progetto Dritti a Zig Zag ha cercato di promuovere, sono state forme di socialità aperte al territorio così da favorire la dimensione dell’appartenenza alla comunità, prendendosi cura anche delle famiglie”.
Il supporto scolastico e socio educativo per evitare il rischio di dispersione scolastica è stata l’attività principale, ma è stata promossa anche la parte ludica e di socialità con giochi all’aperto. Sono stati realizzati laboratori. “Tra le attività proposte – ha aggiunto Cesarin – anche la preparazione della merenda a turno per tutto il gruppo come momento conviviale e i giochi di carte della tradizione popolare e gli insegnamenti di base dell’uso del PC e dei social in modo corretto e della classroom scolastica. Non solo, sono stati organizzati mini tornei di calcio, calcetto, gare di puzzle, memory… Si è favorito l’inserimento di alcuni ragazzi in attività sportive, in particolare con le società di calcio locale. E a fine anno, siamo riusciti a far sperimentare ai ragazzi diverse attività sportive: tennis, bocce e tiro con l’arco”. Oltre allo studio e al potenziamento scolastico, è stato fatto un percorso sul riconoscimento linguistico e culturale, sull’importanza di tutte le lingue, dalla lingua madre a quella necessaria per comunicare nel Paese in cui si vive e sono stati organizzati tre momenti di festa: la festa di Natale, di Carnevale, la festa finale dedicata alle famiglie. Oltre a ciò, le famiglie sono state invitate a tre incontri gestiti dall’equipe educativa del Servizio per i Giovani della stessa cooperativa che hanno spiegato ai genitori dei ragazzi come affrontare i primi “conflitti” legati al periodo adolescenziale. Inoltre, sono state organizzate delle piccole uscite: alla Biblioteca, al Centro di aggregazione giovanile, all’Ufficio Informa-giovani, a la Polisuta (torbiera e zona umida), al centro sportivo comunale. Inoltre sono state fatte delle gite: alla fattoria didattica “La Volpe sotto i gelsi” a San Vito al Tagliamento e al Museo della scienza e Immaginario scientifico di Torre di Pordenone. “L’elemento più evidente che riassume la buona riuscita del progetto sostenuto dalla Fondazione Friuli – ha specificato Cesarin – è dato dal risultato scolastico dei bambini seguiti che si evidenzia nell’ammissione di tutti alla classe successiva, ma soprattutto nella buona tenuta della frequenza non solo al servizio di supporto socio-educativo scolastico, ma anche a scuola, dove si sono registrate meno assenze. La parte più difficile e impegnativa è stata il coinvolgimento delle famiglie che presentano fragilità e complessità e che avrebbero richiesto più tempo per una presa in carico più adeguata alle specifiche necessità”. Il progetto è stato realizzato nel territorio di Casarsa della Delizia che conta circa 1.061 minori, di cui, quelli riferiti all’età scolare, limitatamente alle primarie e secondarie di 1° grado è di 680 unità.

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In copertina e all’interno ragazzi di Casarsa partecipanti a una delle iniziative.

Nelle piscine di Pordenone, Cordenons e Aviano gli snack del Piccolo Principe

Le piscine Gymnasium a Pordenone, Cordenons e Aviano scelgono i distributori automatici di bevande calde e di snack rispettosi del lavoro etico EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Una soluzione solidale, sostenibile e inclusiva, lanciando così un orientamento etico importante ai tantissimi sportivi che utilizzano le strutture natatorie.
“Nelle nostre piscine di Pordenone e Cordenons e in quella comunale di Aviano da noi gestita – ha spiegato Claudio Deiuri, direttore tecnico della Gymnasium Pordenone – abbiamo installato 6 distributori automatici EquoSolda Fvg, perché crediamo che oggi sia sempre più importante lanciare messaggi di sostenibilità sociale, in particolare agli sportivi e alle nuove generazioni. Ora, chi vorrà, potrà fare una pausa sana e responsabile”. Equosolda Fvg, infatti, è un servizio di distributori automatici nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà.
“Sono soprattutto i nostri ragazzi delle scuole superiori – ha precisato Deiuri – ad aver compreso il messaggio etico che abbiamo voluto lanciare optando per questo tipo di distributori e a gradire il servizio, segno di come le nuove generazioni siano sempre più sensibili ai messaggi di sostenibilità sociale ma anche attenti ad una alimentazione corretta. Nei distributori infatti, non si trovano le classiche proposte ma alimenti che oltre ad essere etici sono anche salutari”.
Dal 2014 in Equosolda Fvg sono passate 18 persone in inserimento lavorativo. “Ringraziamo Claudio Deiuri e tutta la Gymnasium – ha affermato Luigino Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – per la sensibilità nei confronti di EquoSolda FVG, un progetto in cui crediamo molto perchè ha diverse finalità. Innanzitutto l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Ci auguriamo che altre palestre, ma anche comuni, aziende, scuole possano imitare questa scelta e optare per i nostri distributori automatici: un piccolo ma significativo segnale di solidarietà”.

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In copertina e qui sopra la squadra Gymnasium del Piccolo Principe con Claudio Deiuri e Luigino Cesarin.

 

 

Solidarietà, quando un biscotto può aiutare con Kalipè giovani e famiglie

Sarà un Natale di solidarietà grazie alla rete creata da tre cooperative del territorio ovvero Il Piccolo Principe, Cooperative agricole di Castions e Coop Casarsa, unite per sostenere Kalipè, servizio di ascolto e consulenza psico-pedagogica rivolto ad adolescenti e ai loro genitori, ideato da Il Piccolo Principe per dare una risposta concreta al disagio giovanile, innescato anche dalla pandemia da Covid-19.
Da una parte, ci sono le Cooperative agricole di Castions che produrranno un biscotto solidale che potrà essere acquistato nel loro negozio a Zoppola, nei punti vendita Coop Casarsa di Casarsa della Delizia, San Giovanni e San Martino al Tagliamento e in Bottega Il Piccolo Principe e il cui ricavato (1 euro per ogni confezione di biscotti venduti) servirà per sostenere il progetto. Dall’altra parte, c’è Coop Casarsa che ospiterà questa raccolta fondi nei propri punti vendita di Casarsa, San Giovanni e San Martino al Tagliamento. Nel periodo natalizio sarà presente nei negozi uno spazio in cui saranno disponibili i biscotti solidali il cui ricavato servirà a supportare quanti più giovani e loro famiglie possibile. Infatti, dopo l’emergenza sanitaria sono in crescita adolescenti e famiglie in difficoltà sul territorio. Per rispondere a questo bisogno, Il Piccolo Principe ha creato Kalipè che mira ad aiutare gli adolescenti e le famiglie ad affrontare i cambiamenti e le difficoltà che crescendo possono incontrare, con la possibilità di parlare con educatori specializzati, reperibili 24 ore su 24 e in qualunque modalità si preferisca, anche quella online. L’iniziativa, dopo quello del 1° dicembre nel negozio delle Cooperative agricole a Zoppola, verrà presentata sabato prossimo nel punto vendita Coop Casarsa, sede centrale.

«Ringraziamo le Cooperative agricole di Castions che hanno voluto sostenere il nuovo servizio Kalipè destinato ai giovani e alle loro famiglie preparando questi biscotti solidali – ha affermato Luigino Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – e Coop Casarsa che ancora una volta si è dimostrata vicina alla sua comunità e disponibile a mettersi a disposizione e a sostenere il nostro servizio di ascolto Kalipè. Anche questa iniziativa rappresenta un progetto di collaborazione intersettoriale tra diverse tipologie di cooperative, agricole, di consumo e sociale. Invitiamo tutti a essere solidali: acquistate i biscotti che sosterranno un servizio pensato per tutti questi adolescenti e le loro famiglie che si trovano a dover affrontare cambiamenti e difficoltà».
«Abbiamo voluto dare un sostegno concreto alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe, da anni impegnata a valorizzare e tutelare minori, giovani, adulti, persone svantaggiate e disabili – ha aggiunto Umberto Scodeller, presidente di Cooperative agricole di Castions -, preparando e vendendo, in occasione del periodo natalizio, dei biscotti che andranno a fare del bene ai giovani sul nostro territorio». «Siamo felici – ha concluso Sabrina Francescutti, presidente di Coop Casarsa, assieme alla vicepresidente Patrizia Mander – di ospitare l’iniziativa nei nostri punti vendita durante il periodo natalizio. Kalipè è un progetto pensato per le giovani generazioni e ci piace che anche la nostra cooperativa possa in qualche modo aiutare gli adolescenti a camminare verso il futuro, il tutto grazie a un’iniziativa all’insegna della cooperazione tra realtà diverse, ma che operano con grande attenzione per le proprie comunità. Inoltre, come Coop Casarsa faremo anche noi una donazione al progetto».

Il progetto Kalipè, che è stato realizzato grazie al supporto e al finanziamento della Fondazione Pittini e del Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo, è rivolto a ragazze e ragazzi dai 13 ai 21 anni. Per accedervi gli adolescenti possono inviare una mail, telefonare o incontrare di persona gli educatori nel modo che li fa sentire più a loro agio: non solo nella sede del servizio (in via Vittorio Veneto a Casarsa), ma anche passeggiando all’aria aperta oppure chiacchierando via computer (il numero di telefono è 378.3032959). Lo stesso servizio è aperto anche a genitori di preadolescenti e adolescenti che sentono il bisogno di un confronto nel gestire la relazione con i propri figli o che vivono un momento di difficoltà legato alla loro crescita. Si tratta di un servizio completamente gratuito per le ragazze e i ragazzi che ne fanno richiesta e per le famiglie che già stanno facendo un percorso con i servizi pubblici sociali e sanitari del territorio, per gli altri nuclei famigliari vengono garantiti costi contenuti secondo i principi di solidarietà della cooperativa.
All’interno di “Kalipè – Spazio di ascolto” Il Piccolo Principe ha anche realizzato la proposta di sportello di ascolto scolastico, avviata al momento nelle due sedi secondarie di primo grado dell’Istituto Meduna Tagliamento e grazie alla partnership con le cooperative Aracon e Thiel, il servizio “Kalipè” è stato avviato anche nei territori di Udine e Monfalcone, sia nella forma di spazio di ascolto per genitori e ragazzi, che nella modalità di sportello scolastico.

 

Basta un semplice click per aiutare a Casarsa la Casa mamma-bambino

Il Coronavirus non ha spento la voglia di nuovi progetti di solidarietà a favore dei bambini e delle loro famiglie. Ecco perché, ancora una volta, la cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia lancia un appello a favore della Casa mamma-bambino, struttura per donne e loro figli che vivono situazioni di fragilità. Per aiutare a sostenere l’impegno a tutela dei minori e delle loro madri basta davvero poco: è sufficiente un semplice click (gratuito) sul sito “Il Mio Dono” di Unicredit banca, promotrice dell’iniziativa benefica (è possibile votare anche tramite e-mail o account Twitter). La cooperativa sociale Il Piccolo Principe e l’associazione Il Noce di Casarsa, infatti, anche quest’anno hanno infatti unito le forze per partecipare a questa iniziativa nazionale di solidarietà a sostegno del settore Non Profit, con cui Unicredit Banca mette in palio 200 mila euro a titolo di donazione, ripartiti tra le organizzazioni più votate.

“Abbiamo scelto di aiutare Il Noce perché crediamo molto nel progetto Casa mamma-bambino – ha detto Luigino Cesarin, presidente del Piccolo Principe –. Inoltre, a causa del Covid-19, molte iniziative di reperimento fondi sono state annullate, ma l’aiuto alle mamme e ai loro bambini rimane, quindi vogliamo fare la nostra parte. D’altra parte, non possiamo dimenticarci che la nostra cooperativa è sorta oltre trent’anni fa, da una costola del Noce, associazione da sempre impegnata a favore dei bambini e delle famiglie in difficoltà. Pertanto, chiediamo a tutti i nostri soci, amici, simpatizzanti e volontari di aiutarci, e di votare per Il Noce entro il 31 gennaio 2021“.

Alla Casa mamma-bambino di Casarsa, da 2012 a oggi, nei tre mini-appartamenti sono stati accompagnate in un percorso di autonomia 25 mamme con 47 bambini/ragazzi che assistiti da volontari ed educatori hanno trovato nuova vita. Storie, lingue e identità diverse accomunate da situazioni di fragilità, si incontrano alla Casa dove operatori e volontari avviano percorsi di affiancamento, autonomia lavorativa e cura di sè finalizzati all’indipendenza di ogni nucleo familiare.
Per aiutare questa realtà, basta visitare il sito www.ilmiodono.it ed entro il 31 gennaio dare la propria preferenza all’associazione di volontariato Il Noce Onlus. Ogni voto, che è del tutto gratuito, si trasformerà in denaro che andrà a sostenere le attività svolte all’interno della Casa mamma-bambino.
“Un bel gesto che in questo 2020 così difficile per tutti a causa della pandemia, diventerà ancora più significativo e carico di valore – ha concluso Cesarin – perché permetterà di dare la speranza di un futuro diverso e migliore a tante donne e ai loro bambini. Aiutateci a raggiungere quante più preferenze possibili”. È inoltre possibile fare, oltre al semplice voto, anche delle donazioni in denaro, aiutando così ancora di più Il Noce a scalare più velocemente la classifica finale: aggiungendo infatti al voto gratuito una donazione di almeno 10 euro (Donazione Plus), il voto di ognuno si moltiplica e raggiunge un valore di 6 punti.

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In copertina, la Casa mamma-bambino a Casarsa della Delizia.

Integrazione e disabilità da Casarsa a San Vito: l’elogio di Cécile Kyenge

Visita speciale alla cooperativa sociale “Il Piccolo Principe” a Casarsa della Delizia. Cécile Kyenge, ex ministro per l’Integrazione, già europarlamentare del Partito democratico e candidata alle imminenti elezioni europee per la Circoscrizione Nord Est, ha fatto visita alla cooperativa sociale per conoscere più da vicino i servizi offerti e per un confronto sul tema dei diritti, dell’integrazione e delle pari opportunità.
Oltre a visitare i laboratori dove vengono svolti i lavori di assemblaggio e montaggio rivolti alle aziende locali in cui sono stati sperimentati servizi di integrazione lavorativa, l’onorevole Kyenge ha raggiunto anche la fattoria didattica e sociale “La Volpe sotto i Gelsi”, in località Comunali a San Vito al Tagliamento, dove si conducono percorsi riabilitativi e di integrazione lavorativa e sociale attraverso attività di orto-floricoltura e vendita al pubblico, ed il Centro socio-occupazionale che da oltre 20 anni svolge la sua attività come centro diurno per le persone adulte con disabilità.

“È stato un onore accogliere l’onorevole Kyenge e raccontarle un po’ della nostra storia trentennale – ha detto il presidente Luigino Cesarin – . Lei ha ascoltato con piacere i nostri racconti e noi abbiamo cercato di spiegarle come il filo conduttore in tutte le nostre attività sia basato sulla dignità di ogni singola persona, da valorizzare e tutelare sia essa minore, adulto, persona svantaggiata o disabile”. Si è parlato molto di lavoro, di diritti e pari opportunità. “Abbiamo discusso di lavoro – ha aggiunto Cesarin – e di come sia fondamentale fare in modo che esso resti in Italia, evitando la delocalizzazione perché con il lavoro diamo dignità alle persone, a tutte le persone, compresi i nostri soci svantaggiati”.
Cesarin racconta di come l’onorevole Kyenge si sia interessata anche al tema dei richiedenti asilo e in particolare delle donne migranti e dei progetti loro riservati, così come al tema della violenza alle donne e dei servizi a loro dedicati. “Abbiamo toccato anche il tema a noi molto caro dell’ambiente – ha concluso Cesarin – e di come l’Europa debba promuovere sempre più leggi per garantire futuro e sostenibilità”.

Nella sua visita, Cécile Kyenge ha potuto incontrare i responsabili dei vari servizi e potuto toccare con mano la realtà della cooperativa sociale casarsese che occupa 110 lavoratori.  “Qui – ha affermato la Kyenge – troviamo persone coinvolte in progetti d’inclusione di varie tipologie, che spaziano dalla meccanica all’agricoltura, fino al sostegno alle aziende. Qui la parola d’ordine è economia sociale, e cioè un’economia che punta prima di tutto a fare stare bene le persone, il territorio, e solo marginalmente punta al guadagno. Qui il guadagno si reinveste continuamente, creando nuove opportunità per le persone bisognose. Democrazia e trasparenza nella gestione della cooperativa. Collettività, solidarietà ed etica nei progetti. Felicità e protezione negli occhi, nei racconti, e negli atteggiamenti delle persone coinvolte. Un mondo proprio bello, un mondo vero”. Un confronto, insomma, ricco di stimoli e di prospettive per un’Europa unita e solidale.

Visita alla fattoria didattica e sociale “La Volpe sotto i Gelsi”.

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In copertina, l’onorevole Kyenge durante la visita a San Vito.