E ora Confcooperative Pordenone “entra” in classe all’Iis di Spilimbergo

La cooperazione entra in classe a Spilimbergo: Confcooperative Pordenone e l’Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento” hanno, infatti, firmato una convenzione quadro per lo svolgimento in collaborazione di attività sperimentali, tecnico-scientifiche e di supporto alla didattica.
In particolare, si farà conoscere agli studenti la realtà delle associate a Confcooperative attive nei settori di agricoltura, turismo, commercio e distribuzione, produzione di beni e servizi, edilizia abitativa, sociale, sanitario e credito.
Saranno, inoltre, promosse in queste cooperative esperienze di alternanza scuola-lavoro (con attività d’aula, visite a contenuto tecnico, esperienze osservative e tirocini individuali). Confcooperative Pordenone organizzerà anche momenti di formazione per i docenti sulle stesse tematiche. La convenzione, firmata dalla dirigente scolastica dell’Iis “Il Tagliamento”, Lucia D’Andrea, e dal presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, avrà durata quinquennale.
«Grazie al lavoro della nostra Direzione e della Segreteria dell’Iis “Il Tagliamento” – ha commentato Piccoli – abbiamo realizzato un progetto che guarda al futuro, con solide basi per la diffusione dei valori cooperativi. L’istituto spilimberghese è una delle eccellenze scolastiche del territorio e i suoi indirizzi di studio dedicati ad agroalimentare, meccanica, informatica e turismo rispondono alle esigenze di addetti sul mercato del lavoro locale, anche per quando riguarda le nostre cooperative aderenti».

Lucia D’Andrea

Luigi Piccoli

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In copertina, ecco un’immagine del vasto complesso scolastico di Spilimbergo.

 

A Pordenone il “Giardino Bruno Giust” ricorderà un padre della cooperazione

Riconoscimento a uno dei padri della cooperazione del Friuli Occidentale: sabato 26 marzo, alle 11, il giardino pubblico tra le vie Carnia e Cimoliana, a Pordenone, sarà ufficialmente intitolato da parte del Comune alla memoria del senatore Bruno Giust, nel quartiere del Sacro Cuore dove egli risiedeva. Oltre all’impegno politico, che lo portò fino a Palazzo Madama, Giust nell’ambito di Confcooperative fu presidente provinciale (dal 1976 al 2000) a Pordenone, regionale del Friuli Venezia Giulia e quindi consigliere nazionale.

Luigi Piccoli


«Incarichi e riconoscimenti – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che gli sono stati attribuiti per le sue capacità e doti umane che lo hanno sempre contraddistinto. Una persona fedele ai propri principi e sostenitore degli insegnamenti della dottrina sociale cristiana. Per questo, d’intesa con la famiglia, abbiamo proposto l’intitolazione del giardino trovando l’adesione entusiasta del sindaco Alessandro Ciriani e dell’amministrazione comunale di Pordenone».
L’intitolazione del “Giardino Bruno Giust” vedrà l’intervento delle autorità prima del simbolico taglio del nastro. L’evento rientra nel calendario di appuntamenti collegati alla ricorrenza del 70° di fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.
Scomparso nel luglio del 2009, Bruno Giust non mancava mai di ricordare come la cooperazione non andasse vista come “terza via” tra capitalismo e statalismo, ma come risposta avanzata di democrazia economica, di sviluppo sostenibile, legata al territorio, basata sui valori e sulla dignità dell’uomo, pure all’interno di un’economia di mercato. Un’economia che non si accontenta del guadagno immediato, della massimizzazione dei profitti dei pochi a scapito dei molti, ma che contemporaneamente guarda alle generazioni future, accantonando gli utili nei fondi di riserva indivisibili che si trasmettono di generazione in generazione (estratto dal volume “Bruno Giust – l’impegno sociale e politico”, autori vari 2014).

In copertina, il senatore Bruno Giust che qui sopra, in una foto del 1999, lo vediamo in città tra Fioretti e Bagnariol di Confcooperative Pordenone assieme al ministro Fassino alla fiera Campionaria.

A Pordenone nasce una cooperativa tra i banchi dell’Istituto Mattiussi-Pertini

Quando lo spirito associativo entra a scuola e stimola a creare una cooperativa tutta interna all’istituto: è quello che hanno fatto gli studenti della classe quarta dell’indirizzo di Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Isis Mattiussi-Pertini di Pordenone. Il tutto in forma simulata, ma rispondente ai reali passaggi che si devono seguire per l’istituzione, grazie all’intervento in classe di Confcooperative.  Gli studenti hanno scelto, tra le varie forme d’impresa, proprio la cooperativa visto che ben si adatta a promuovere i valori della democrazia economica e della partecipazione. A sostenerli in questo percorso è stata, appunto, Confcooperative che da anni promuove progetti per diffondere i valori dell’impresa cooperativa e della imprenditività nelle scuole del Friuli Venezia Giulia attraverso il servizio Educoop coordinato da Anna Quaia.

Gli studenti col presidente Piccoli.


A fare le funzioni di “notaio”, ancorché in una simulazione di come si costituisce un’impresa vera e propria, è intervenuto proprio il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli. “Fa onore a ragazze e ragazzi e all’Isis Mattiussi-Pertini aver scelto di investire tempo in questa sperimentazione – ha commentato il presidente -. Avvicinarsi fin dai banchi di scuola al modello cooperativo è importante e continueremo a sostenere con convinzione iniziative come queste. Ed è significativo che questa esperienza verrà presentata nel corso del primo evento del nostro Gruppo Giovani imprenditori che si terrà presso il Vcr Research Center a Rauscedo il prossimo 1 aprile.”
“CoopOrienta” è il nome che i giovani aspiranti imprenditori del Mattiussi-Pertini hanno dato alla cooperativa scolastica da essi costituita: l’obiettivo è promuovere attività di orientamento per gli studenti in uscita dall’istituto pordenonese, così da favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro. In programma, all’interno del progetto, un evento destinato agli studenti delle classi quarte, dove verranno invitati a parlare ex studenti del Mattiussi e cooperatori, per raccontare i rispettivi percorsi professionali, e anche una visita a una cooperativa della zona.
Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo della scuola e il mondo della cooperazione ed è significativa anche la concretezza con la quale gli studenti intendono affrontare il tema dell’orientamento post scolastico, a testimoniare l’importanza che il tema ha oggi nell’ambito della scuola.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli che ha sostenuto l’iniziativa.

 

Confcooperative Pordenone per Natale invita a pensare ai “regali solidali”

In vista del Natale, Confcooperative Pordenone invita a pensare ai “regali solidali”, che fanno bene a chi li produce oltre a chi li riceve. La “Guida ai regali cooperativi e solidali” – sia in versione cartacea che digitale sul sito www.pordenone.confcooperative.it – permette di scegliere tra i prodotti della cooperative Futura, Il Ponte, Arca, Il Piccolo Principe, Acli, Granello.
“Queste cooperative curano progetti – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, che guida anche il Consorzio di cooperative sociali Leonardo – che coinvolgono persone con disabilità e fragilità, lavorando materie prime provenienti dal territorio in un’ottica di produzione circolare attenta sia alla società che all’ambiente. Per questo abbiamo deciso in occasione del Natale 2021 di incentivare la conoscenza fra cooperative nostre associate dei prodotti delle cooperative sociali come valido ed importante regalo aziendale dal valore solidale”.
Vari i doni – cooperativi, solidali e a km0 – tra cui si può scegliere, dai panettoni alle ceramiche lavorate a mano, dai vini del territorio ai prodotti in vasetto dell’orto, taglieri in essenze di legno locale e indumenti in lana d’alpaca, solo per citarne alcuni e senza dimenticare le sempre gettonate ceste natalizie con tante proposte e l’oggettistica dedicata (comprensiva di addobbi per Natale).

 

Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)

 

Cooperative pordenonesi in festa nel ricordo di monsignor Giuseppe Lozer

Un regalo a tutta la comunità da parte del mondo della cooperazione: in occasione dei suoi 70 anni dalla fondazione, Confcooperative Pordenone propone a ingresso gratuito lo spettacolo “Un prete ruvido” con I Papu nel parco del Castello di Torre, a Pordenone, venerdì 10 settembre alle 21 (in collaborazione con Fondosviluppo Fvg). L’opera teatrale è dedicata a monsignor Giuseppe Lozer, parroco di Torre e figura carismatica del cooperativismo cattolico del Friuli occidentale. Un secolo fa fondò diverse cooperative per il sostegno non solo economico ma anche sociale dei suoi parrocchiani che lavoravano negli opifici pordenonesi.

Luigi Piccoli


«Un’eredità la sua – ha affermato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che ancora oggi è viva e che insieme a tante altre esperienze nate tra fine Ottocento e primo Novecento, come la prima latteria cooperativa di Maniago nel 1882, ha reso fertile il terreno culturale per la grande ripresa del cooperativismo del Secondo dopoguerra dopo il fascismo. Infatti, il 15 settembre 1951 nacque la nostra realtà, chiamata L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ancora prima dell’istituzione della Provincia di Pordenone nel 1968. Una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali, che fu resa possibile grazie alla grande tradizione cooperativistica del nostro territorio. Per questo celebrare con lo spettacolo Lozer, e con lui tutti i cooperatori storici, è stata la nostra scelta per iniziare le celebrazioni del nostro 70mo anniversario che culminerà nel convegno del prossimo novembre».
Prima dello spettacolo interverrà proprio Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, che parlerà con don Giosuè Tosoni, titolare della Parrocchia dei Santi Ilario e Taziano di Torre. Saranno intervistati da Lucia Roman per ricordare proprio la figura del prelato cooperatore.
Il proprio posto gratuito, fino a esaurimento di quelli disponibili, si può prenotare inviando una mail con: 1. Nome e cognome, 2. Numero di posti da riservare, 3. Un numero di telefono all’indirizzo e.mail: lucia.ortoteatro@gmail.com. Segreteria organizzativa Ortoteatro 348.3009028. In caso di pioggia l’evento si terrà all’auditorium Aldo Moro Via Traversagna, 4 – Cordenons. Saranno rispettate le norme anti Covid-19 e per accedere sarà necessario il Green Pass.

I Papu

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In copertina, una rara immagine di monsignor Giuseppe Lozer.

Ad Aviano debutta il progetto Silver: quando gli anziani sono protagonisti

Una nuova visione della senilità in linea con i tempi, per rilanciare la persona anziana come parte attiva e valore aggiunto alla vita di comunità, grazie a una serie di case famiglia in cui gli anziani non sono semplici ospiti, ma veri protagonisti: presentato ad Aviano, nella nuova struttura Casa Alberina, il progetto Silver della cooperativa Foenis di Cordenons, associata a Confcooperative Pordenone. Un progetto sostenuto dal credito cooperativo attraverso Friulovest Banca, altra aderente all’associazione provinciale. Da alcuni anni Foenis lavora al recupero di case private non utilizzate, o altre strutture (nel caso di Aviano un ex residence) per trasformarle in case per anziani. Un intento di rigenerazione urbana che ridà vita agli spazi abitativi puntando nel contempo al benessere dei nonni. Attualmente Foenis gestisce quattro strutture: Casa Clelia (2015, Pordenone), Casa Lucia (2016 Roveredo in Piano), Casa Serena (2018, Belluno) e la citata Casa Alberina (2021, Aviano). Ora in queste strutture si svolgerà una serie di attività, nel rispetto delle norme sanitarie, che coinvolgeranno associazioni e volontari delle varie comunità in cui Foenis è attiva.

La presentazione di Silver.

“Queste Case famiglia per anziani autosufficienti – ha spiegato il presidente di Foenis, Piero Turchet – sono un servizio residenziale, organizzato come comunità a carattere familiare, destinato alla convivenza di un numero limitato di persone anziane autosufficienti che presentano problematiche omogenee o compatibili che non possono o non intendono vivere autonomamente o presso i propri familiari. Le nostre strutture sono situate in residenze private in cui, in seguito a lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti, si è cercato di rendere l’ambiente più confortevole e più rispondente alle necessità degli ospiti, eliminando o riducendo al minimo le barriere architettoniche. Il progetto Silver nasce come sviluppo della gestione delle Case famiglia. Siamo partiti infatti da una riflessione che vede per l’anziano, anche in questa delicata fase di cambiamento relazionale, un ruolo sempre attivo per uno scambio intergenerazionale e interculturale. Il processo dell’invecchiamento deve necessariamente essere percepito come un processo di inclusione, e con questo progetto, Foenis in sinergia con i volontari delle associazioni coinvolte, intende diventare un punto di riferimento sul territorio per ricominciare a vivere in una nuova normalità, nel rispetto delle normative per contrastare la diffusione del Covid-19 pur garantendo una vita ricca di scambi e diversificata”.

Luigi Piccoli

Il progetto all’interno delle case prevede letture ad alta voce, arteterapia, clownterapia, collaborazione con i Bersaglieri di Azzano Decimo per attività congiunte, attività fisica adattata alla senilità, attività con gli animali, musicoterapia, ballo e coreografia, yoga, meditazione, ricamo, spettacoli con il duo comico I Papu, ortoterapia con l’azienda agricola Tina di Rauscedo, incontri con la Parrocchia di San Bartolomeo a Roveredo.
“Obiettivo principe – ha concluso Turchet – rimane sicuramente il miglioramento della qualità della vita degli anziani nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. L’aspetto innovativo del progetto Silver è il rendere quindi una residenza per anziani autosufficienti efficiente e strutturata, con una rosa di servizi diversificati e unici grazie alla competenza di uno staff davvero completo. Grazie ai nostri soci Samantha Turchet, Daniela Mendes, Martina Dell’Agnolo, Luana Sbardellotto e Massimo Carpené che hanno organizzato la serata di presentazione”.
“Un progetto innovativo – ha aggiunto il presidente di Confcooperative, Luigi Piccoli – che guarda al futuro dopo la fase più viva dell’emergenza sanitaria nel rispetto della parte anziana della popolazione. La dimensione sociale di Foenis ha incontrato il sostegno del credito cooperativo di Friulovest Banca e si avvale dei servizi della cooperativa sociale Acli: una vera visione unitaria tra cooperative nostre aderenti attive in diversi settori che rientra nel programma di mandato di Confcooperative Pordenone, per collaborazioni fondamentali nel promuovere i valori della cooperazione”.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Aviano, Ilario De Marco Zompit, e l’assessore comunale alla promozione sociale Danilo Signore, mentre Friulovest Banca era rappresentata dal consigliere Ester Pilosio e dal presidente della mutua Credima Giorgio Siro Carniello. La serata inaugurale ha visto pure l’incontro con i simpatici Papu, un momento conviviale e il ballo per gli anziani residenti con il maestro Stelvio Martin, Stefano Sfreddo con il suo omaggio ad Adriano Celentano, il tutto con un tema in stile hawaiano.

Casa Alberina ad Aviano.

LA COOPERATIVA – La Società Cooperativa sociale Foenis nasce a Cordenons nel 2013 con la filosofia portante della cura e dell’assistenza alla persona. Alla sua nascita si occupava prevalentemente di assistenza domiciliare e organizzazione centri estivi per bambini e ragazzi. Nel 2015 c’è stata però l’intuizione di rispondere all’importante domanda del nostro territorio sull’assistenza agli anziani. Nasce così il progetto Casa Famiglia Anziani autosufficienti. La Cooperativa, da sempre giovane e dinamica e in continua espansione e miglioramento, sposta la sua mission focalizzandosi su questo nuovo progetto. “Crediamo nel forte potere della collaborazione – spiegano dai suoi vertici -, del dialogo e della condivisione. Comprendiamo quanto possa essere difficile quando una persona cara non può più prendersi cura di se stessa: insieme vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti, laddove ci è possibile, nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. Vogliamo offrire dei servizi sempre nuovi, professionali, dedicati alla qualità della vita”. La cooperativa Foenis haringraziato tutti gli sponsor della serata: Sc grandi impianti, Eb sicurezza, Tecno clean, Elvios fruit, Azienda agricola Vallavan, Ve-ris veneta ristorazione, Gottardi fiori, Marcolin e Resh Agency per il supporto e l’organizzazione dell’evento. Info: www.cooperativasocialefoenis.it

 

 

Confcooperative Pordenone ha 70 anni: ora un nuovo logo e poi tanti eventi

Confcooperative Pordenone, realtà composta da oltre 150 associate e oltre 50 mila soci, è pronta a celebrare il suo 70mo anniversario dalla fondazione e per farlo ha presentato il suo nuovo logo elaborato per l’occasione: l’annuncio ha dato il via agli eventi celebrativi che a partire dal 10 settembre e fino al 27 novembre coinvolgeranno non solo le cooperative aderenti, ma anche i cittadini del Friuli occidentale, a testimonianza di come i valori della cooperazione siano ancora validi dopo sette decenni.

LA RICORRENZA

La Provincia di Pordenone nacque “solo” nel 1968, ma Confcooperative Pordenone ora compie 70 anni. Infatti, l’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, che poi assunse il nome di Confcooperative Pordenone, sorse il 15 settembre 1951. “L’essere nati prima ancora della Provincia – spiega il presidente Luigi Piccoli – fu reso possibile dal fatto che questo territorio già da fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, nel credito con le casse rurali e in ambito agricolo, come la prima cooperativa in assoluto a Maniago nel 1882, e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Da queste forti radici ripartiamo oggi per guardare al futuro, cogliendo l’occasione del 70mo anniversario per trovarci e riflettere anche sulle prove a cui la pandemia ci ha sottoposto, evidenziando ancora una volta come passione e resilienza dei nostri cooperatori abbiano permesso di risolvere molti problematiche negli ultimi mesi”.

GLI EVENTI

Il nuovo logo riprende gli elementi della comunicazione coordinata di Confcooperative evidenziando l’importante traguardo temporale raggiunto. L’esordio della nuova veste comunicativa è solo il primo degli appuntamenti in programma nelle prossime settimane. “La cooperazione – aggiunge il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – costituisce un patrimonio economico-imprenditoriale del Friuli occidentale spesso poco conosciuto, a volte considerato obsoleto o ignorato da un clima culturale che mette l’accento in misura maggiore sulla dimensione individuale, più che su quella collettiva. I valori che guidano la nostra associazione sono però sempre più attuali e tramite questi eventi vogliamo renderli più accessibili a tutti”. Finale il 27 novembre alla Fiera di Pordenone con il convegno sui 70 anni alla presenza dei massimi rappresentanti di Confcooperative, a partire dal presidente nazionale Maurizio Gardini. In mezzo altri eventi, da uno spettacolo dei Papu sulla figura del prete cooperatore di Torre monsignor Giuseppe Lozer al tradizionale appuntamento a Pordenonelegge fino al ricordo del senatore, e già presidente di Confcooperative Pordenone, Bruno Giust, passando per eventi curati dalle Donne cooperatrici e dai settori delle Cooperative agricole, sanitarie, sociali e dei Giovani cooperatori.
“Dopo questi eventi – conclude Piccoli – ripartiremo con ancora più energia verso i prossimi 70 anni. Siamo fortemente convinti che la vera sfida per il prossimo futuro sia che la cooperazione diventi il punto di riferimento per chi vuole fare impresa creando valore nel territorio, per coloro che coltivano gli ideali di solidarietà, inclusività e collaborazione”.

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In copertina, Piccoli e Bagnariol con il nuovo logo di Confcooperative Pordenone per i settant’anni.

 

Bilancio ok per “Il Giglio On Demand” servizio per i disabili del primo lockdown

Bilancio positivo, a un anno dal suo avvio, per il progetto “G|Share: Il Giglio On Demand”, opera della cooperativa Il Giglio di Porcia, associata a Confcooperative Pordenone. Un’azione, sostenuta dalla Fondazione Friuli e patrocinata dal Comune di Pordenone, che è nata in occasione del primo lockdown della primavera 2020 per fornire servizi socio-educativi a distanza agli utenti con disabilità. Un servizio innovativo che non si è concluso con il ritorno alle attività in presenza, ma che anzi ha contribuito ad arricchirle, tanto che a oggi i video alla base del progetto, contando tutte le visualizzazioni, hanno di fatto permesso 1200 servizi a distanza gratuiti in 12 mesi.

«Quello che abbiamo creato in questi mesi – spiega Mattia Galli, direttore generale della cooperativa – è una videoteca on demand ad hoc per le persone con disabilità dove vengono caricati vari video istruttivi e tutorial realizzati dai nostri professionisti, talvolta con l’ausilio di alcuni utenti in carico ai nostri servizi tramite convenzioni con l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale. Essi condividono il know-how acquisito in aula e sul campo, così da permettere ai familiari di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per poter gestire al meglio i propri cari anche quando sono a casa. Questo si è verificato ovviamente in diversi periodi legati alla recrudescenza della situazione sanitaria, ma anche ora che le nostre attività sono pienamente in presenza, i video sono ancora utilizzati dalle famiglie per esempio nei momenti di vacanza che trascorrono con i nostri utenti. Ci tengo a ringraziare la Fondazione Friuli per il sostegno fondamentale, il Comune di Pordenone per il patrocinio e Confcooperative Pordenone per il supporto operativo: un progetto di cui andiamo molto orgogliosi».

Il metodo ed il linguaggio utilizzati durante i video (accessibili all’indirizzo www.ilgiglioporcia.it/g-share/) sono comprensibili e fruibili anche per le persone con disabilità che, volendo, possono seguire il tutto da casa in autonomia o, ove necessario, con l’aiuto di un proprio caro.
G|Share è suddiviso in 7 aree tematiche: Prendersi cura di se stessi; Cura di ambienti e oggetti personali; Area affettivo-relazionale; Area motoria e psicomotricità; Area operativo-espressiva; Training di mantenimento e sviluppo; Prevenzione in tempo di Covid-19. Per fare qualche esempio: ci sono video che supportano nelle attività di tutti i giorni, come prepararsi un caffé o un panino, video dedicati ai laboratori manuali espressivi, tutorial su come farsi un trucco perfetto e molti altri.
«Uno degli obiettivi principali di G|Share – conclude Galli – è quello di promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, oltre che supportare le famiglie. Nella realizzazione del progetto sono stati fondamentali l’apporto e l’entusiasmo dimostrati da tutti i colleghi coinvolti».
«Una storia che ci permette di guardare al futuro con fiducia – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -: Il Giglio, come altre cooperative sociali, durante questa emergenza sanitaria è riuscita con successo a ideare soluzioni innovative per proseguire nella propria attività anche a distanza. Strumenti che ora sono ancora utili e che possono aiutare a generare nuovi servizi, sempre per la crescita degli utenti, delle loro famiglie e delle comunità».

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In copertina e qui sopra due immagini del servizio erogato a favore dei disabili a Porcia.

Modello cooperativo nella sanità Fvg e pandemia in un webinar per i medici Pn

«La drammatica lezione della pandemia da Sars-CoV-2 ha confermato quanto sia indispensabile irrobustire generosamente il Servizio sanitario nazionale, pubblico, universale e finanziato con la fiscalità generale, ma, al tempo stesso, ha evidenziato anche la ineludibile necessità di promuovere, diffondere ed implementare un modello di “salute di comunità e nella comunità”. Il modello cooperativo in sanità, anche nella sua forma di impresa sociale, può aiutare ad affrontare ed a supportare questa formidabile sfida»: le parole del dottor Giorgio Siro Carniello, referente delle cooperative sanitarie all’interno di Confcooperative Pordenone, introducono il webinar “Modello Cooperativo in Sanità”, organizzato da Confcooperative Pordenone con il patrocinio dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Pordenone. L’iniziativa online si terrà venerdì 9 luglio, dalle 17.30 alle 19, ed stata è organizzata in collaborazione con Confcooperative Sanità (la federazione nazionale di settore), rivolgendosi in particolare ai medici di Medicina generale ed ai medici della Continuità assistenziale. Per ricevere la password per partecipare bisogna registrarsi a questo link: https://forms.gle/xrjZoJsXBBUufd5w5

Luigi Piccoli

«Un’occasione – ha affermato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – per ragionare attorno ai servizi in ambito medico che le cooperative possono dare contribuendo al miglioramento di tutto il welfare sanitario, a fianco del settore pubblico». «È necessaria – ha aggiunto Carniello – una transizione da un sistema sanitario focalizzato sulla patologia (approccio riparativo) a un sistema centrato sulla salute, che non eroghi solo prestazioni, ma operi per contrastare le malattie, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute (logica proattiva). È necessario, inoltre, un rinnovamento delle politiche sociali, a lungo relegate al margine delle politiche pubbliche, per accompagnare gli individui lungo l’intero percorso della vita, in particolare nei momenti di fragilità, in modo integrato con il sistema sanitario. Elemento fondamentale del modello è la centralità della persona, prima risorsa del sistema e non semplice contenitore di bisogni sanitari e sociosanitari. La presa in carico del malato cronico (le malattie croniche non trasmissibili sono responsabili dell’80% dei costi in sanità), la fragilità, la disabilità, la non autosufficienza, la salute mentale, le dipendenze che comportano bisogni protratti e variabili nel tempo, sfidano il modello dominante di assistenza sanitaria e richiedono modelli altamente innovativi capaci di coniugare ed integrare appropriatamente interventi sanitari e interventi sociali con grande flessibilità organizzativa, che il modello cooperativo può garantire».

Giorgio Siro Carniello

PROGRAMMA

Presentazione di Confcooperative
Luigi Piccoli, presidente Confcooperative Pordenone

Giorgio Siro Carniello, referente cooperative sanitarie Confcooperative Pordenone

Indirizzo di saluto a cura di Azienda sanitaria Friuli Occidentale, dottor Michele Chittaro, direttore sanitario
Indirizzo di saluto a cura dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pordenone, dottor Guido Lucchini, presidente

Introduzione al tema della cooperazione medica: Raffaele Sellitto, vicepresidente Confcooperative Sanità – settore cooperative mediche e co-coordinatore dell’Alleanza Cooperative Medici

Parte formativa divulgativa: Marco Battisti, Confcooperative Sanità
– Contesto di riferimento (situazione epidemiologica, livello offerta servizi nel Paese) – L’Impresa cooperativa (peculiarità, concetto di scopo mutualistico, tipologia di soci, cooperazione sociale); – Caratteristiche del mercato sanitario e fondamenti della cooperazione in sanità; – Lo scenario per la medicina territoriale; – Che cosa è una cooperativa di medici: – La cooperativa sociale di medici – La cooperativa di servizi – Opportunità e vantaggi per il socio di una cooperativa sanitaria –

Progettualità nel quadro del Pnrr Presentazione best practice (storytelling) Simona Clerici: direttore operativo e consigliere “Medici Insubria Società Cooperativa”
Question time

Ospedale di Pordenone.

PRESENTAZIONE DEL DOTTOR
GIORGIO SIRO CARNIELLO

La drammatica lezione della pandemia da SARS-CoV-2 ha confermato quanto sia indispensabile irrobustire generosamente il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico, universale e finanziato con la fiscalità generale, ma, al tempo stesso, ha evidenziato anche la ineludibile necessità di promuovere, diffondere ed implementare un modello di «salute di comunità e nella comunità». È necessaria una transizione da un sistema sanitario focalizzato sulla patologia (approccio riparativo) a un sistema centrato sulla salute, che non eroghi solo prestazioni, ma operi per contrastare le malattie, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute (logica proattiva). È necessario, inoltre, un rinnovamento delle politiche sociali, a lungo relegate al margine delle politiche pubbliche, per accompagnare gli individui lungo l’intero percorso della vita, in particolare nei momenti di fragilità, in modo integrato con il sistema sanitario. Elemento fondamentale del modello è la centralità della persona, prima risorsa del sistema e non semplice contenitore di bisogni sanitari e sociosanitari.
Ciò che rende oggi eccessivamente costosa l’assistenza sanitaria è da una parte la multimorbosità da malattie croniche (scarso utilizzo di strategie preventive), e, dall’altra, la maggiore condizione di vulnerabilità sociale, familiare ed economica delle persone (determinanti socioeconomici di salute). Per rendere il Sistema Sanitario appropriato, equo e sostenibile è necessario dotarlo non solo di risorse adeguate (umane e tecnologiche), ma anche di innovare le sue strategie e la sua organizzazione complessiva.
È indispensabile dare assoluta priorità al potenziamento e alla ristrutturazione dell’assistenza integrata sociosanitaria territoriale, come sottolineato anche dalla Corte dei Conti (2020). È diritto e aspirazione di ogni persona vivere e curarsi nel proprio contesto di vita, con il sostegno dei servizi domiciliari e territoriali. Ciò è più efficace e sicuro, a maggior ragione quando la persona è più vulnerabile: anziana e non autosufficiente, con malattie croniche, con problemi di salute mentale, dipendenze e disabilità, ecc.
Il modello cooperativo in sanità, oggetto del webinar, anche nella sua forma di impresa sociale, può aiutare ad affrontare ed a supportare questa formidabile sfida di rinnovamento, poiché può aggregare professionisti ed operatori dell’assistenza sul territorio in imprese non speculative (privato non profit), gestite democraticamente, aperte alla partecipazione del cittadino e votate ai principi della sussidiarietà e della solidarietà. L’obiettivo è quello di offrire al cittadino servizi moderni multiprofessionali e multidimensionali, tra loro integrati e flessibilmente combinati a misura delle esigenze dell’utente, visto nella sua condizione di persona fragile e bisognosa di assistenza. L’impresa cooperativa fondata sulla mutualità trasforma i professionisti sanitari, da semplici fornitori di prestazioni, in soggetti collettivi che organizzano l’elemento professionale e lo pongono al servizio del cittadino, attraverso una relazione virtuosa di partenariato con l’istituzione pubblica, titolare della funzione di governance (programmazione, regolazione, committenza, controllo).
La presa in carico del malato cronico (le malattie croniche non trasmissibili sono responsabili dell’80% dei costi in sanità), la fragilità, la disabilità, la non autosufficienza, la salute mentale, le dipendenze, ecc. che comportano bisogni protratti e variabili nel tempo, sfidano il modello dominante di assistenza sanitaria e richiedono modelli altamente innovativi capaci di coniugare ed integrare appropriatamente interventi sanitari e interventi sociali con grande flessibilità organizzativa, che il modello cooperativo può garantire.