Cassacco, omaggio a Luigi Garzoni: visita al museo aperto in aprile e concerto con Luisa Sello e Bruno Canino a Villa Deciani

Una nuova importante tappa per il percorso di valorizzazione dell’opera e della vita artistica del maestro Luigi Garzoni: domani sarà, infatti, una giornata dedicata al Cantore del Friuli. Il Museo aprirà regolarmente le sue porte alle 14.30 ospitando, alle ore 18, una visita guidata unica gratuita negli spazi del Centro civico di Cassacco già dedicato al compositore a cura della Cooperativa Guarnerio. Alle ore 19.30, invece, nella splendida Villa Gallici Deciani di Montegnacco sarà la musica del compositore di Adorgnano ad essere tra i protagonisti del concerto di Luisa Sello al flauto e Bruno Canino al pianoforte, inserito nel cartellone della rassegna Friuli Concertante.

Luisa Sello

Bruno Canino

LA VISITA – Il Museo Luigi Garzoni, inaugurato lo scorso aprile, è la prima esposizione permanente dedicata al poliedrico intellettuale realizzata dal Comune di Cassacco con la collaborazione di Daniele Garzoni di Adorgnano, nipote del compositore insieme alla famiglia intera, la direzione artistica e la curatela del musicologo Alessio Screm, che si è occupato della ricerca, degli allestimenti e della redazione dei testi. L’inaugurazione del museo è stata possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Arlef, della Fondazione Friuli, della Comunità Collinare e della costante vicinanza della Società Filologica Friulana e dell’Associazione Amici della Musica. È proprio il Comune di Cassacco a promuovere, dunque, la visita guidata di domani, alle ore 18. Un’opportunità unica per visitare le sale espositive e approfondire le caratteristiche e la storia di quanto esposto. La visita è gratuita fino ad esaurimento posti disponibili, è consigliata la prenotazione chiamando il numero 0432.852811 (int.3) oppure scrivendo a segreteria@comune.cassacco.ud.it

IL CONCERTO – A conclusione della visita guidata, la giornata dedicata a Garzoni proseguirà alle ore 19.30 alla Villa Gallici Deciani di Montegnacco con il Concerto del duo Sello/Canino. L’appuntamento è inserito nel cartellone del festival Friuli Concertante, organizzato dall’associazione Amici della Musica di Udine con la direzione artistica di Luisa Sello. Il programma del concerto, ad ingresso libero, vedrà l’esecuzione di un ciclo di villotte popolari armonizzate dal maestro Luigi Garzoni di Adorgnano, tra cui una villotta rinascimentale inedita, ed inoltre di sua composizione: una “Preghiera” per oboe, un “Canto scolastico” ed un brano per violino e pianoforte, il tutto nella versione per flauto traverso e pianoforte, con interpreti la flautista e direttrice artistica di Friuli Concertante, Luisa Sello, assieme al pianista di fama mondiale Bruno Canino, uno dei più grandi interpreti contemporanei, con oltre cinquant’anni di carriera di successo. Le partiture del Cantore del Friuli, molte delle quali in prima esecuzione, provengono dal Fondo Garzoni custodito presso la Società Filologica Friulana, partner istituzionale del Museo Luigi Garzoni di Cassacco.

ONLINE IL SITO – Con questa giornata dedicata al Cantore del Friuli si segna una nuova tappa, dopo l’inaugurazione del Museo, di un più ampio progetto promosso dal Comune di Cassacco assieme ai suoi partner per valorizzare la figura, le opere e l’eredità artistico-culturale del maestro Garzoni. Da pochi giorni è online il nuovo sito internet dedicato al Museo Luigi Garzoni, con la direzione artistica di Alessio Screm, mentre è in lavorazione un documentario a puntate dedicato alla vita e alle opere del Cantore del Friuli.

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In copertina, il maestro Luigi Garzoni di Adorgnano il “Cantore del Friuli”.

Nell’antica Pieve i “gioielli” di Nimis: gli affreschi di Tita Gori si fondono con le otto tele salvate da Ottone dopo il sisma

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Questi sono i miei gioielli” (Haec ornamenta mea), disse Cornelia, la madre dei Gracchi. Mi pare appropriato prendere in prestito la famosa locuzione latina per sottolineare quanto vivrà Nimis in questa settimana, a cavallo della ricorrenza dei Patroni Gervasio e Protasio (19 giugno) e che ha preso corpo e immagine ieri pomeriggio, quando, nell’antica Chiesa matrice, è stata inaugurata una bellissima mostra dedicata a Tita Gori (1870-1941) nella quale, a cura del Centro friulano arti plastiche, sono esposte otto tele a olio di grande formato, appartenute alla Chiesa di Santo Stefano e all’Asilo infantile (vittime della demolizione post-sismica) e che furono salvate e restaurate da Ottone, figlio dell’artista che era nato nella casa-osteria all’ombra del campanile della Pieve. E proprio dalla torre millenaria, alle sei in punto, si è levato un festoso scampanìo – “O cjampanis de sabide sere” avrebbe esclamato Luigi Garzoni, direttore anteguerra pure del Coro di Nimis – che ha fatto interrompere la ricca relazione di Francesca Totaro, ma che non ha affatto disturbato. Anzi il pubblico che affollava la Chiesa tanto amata da Tita Gori ha atteso pazientemente, ascoltando volentieri il gioioso e solenne concerto.

Monsignor Rizieri De Tina

Giuseppe Mareschi, commissario

Bernardino Pittino, Cfap

Ecco, allora, i “gioielli di Nimis” – tornando ai Gracchi, Caio e Tiberio – rappresentati proprio dalle otto tele salvate dal terremoto e dagli affreschi, medaglioni di Santi negli archi e scene evangeliche nel presbiterio, che l’artista di San Gervasio realizzò su incarico di monsignor Agostino Candolini, predecessore del pievano Beniamino Alessio. Opere che, proprio in questa importante settimana, si fondono in tutt’uno, offrendo gran parte di quanto è rimasto di Tita Gori nella sua Nimis, dopo la gravissima perdita di Centa che a 48 anni dal terremoto non sono ancora riuscito a metabolizzare. E né ci riuscirò, sono certo!

Una parte del folto pubblico.


Semplice, ma ricca di contenuti la cerimonia inaugurale, introdotta da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza che il paese si ritrovi assieme al suo grande artista. Nel contempo, l’arciprete ha ringraziato tutti coloro che hanno consentito questa manifestazione. A cominciare da Ottone Gori, alla cui memoria è andato un deferente omaggio, e dai suoi figli, Caterina, suor Sara e Giancarlo, tutti presenti assieme ad altri numerosi discendenti di Tita: fra tutti, Luisa Tessitori, figlia di Lucia e del senatore Tiziano, innamorata dell’arte del nonno. Quindi ha portato un saluto il commissario straordinario Giuseppe Mareschi che ha il compito di “traghettare” il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative del prossimo anno, seguito dall’architetto Bernardino Pittino, figlio dell’artista autore del grande mosaico parietale che da 60 anni fa da sfondo all’altare nel quale sono raffigurati proprio i Santi Gervasio e Protasio. Il Cfap da lui presieduto ha infatti provveduto all’allestimento della mostra, fruendo della preziosa collaborazione dei coniugi Paganello che ne sono stati appassionati artefici. E nell’occasione alcuni artisti soci del sodalizio udinese hanno realizzato delle opere, pure esposte nella Pieve, che rileggono in chiave contemporanea i tratti e il messaggio di Tita Gori. Sono Adriana Bassi, Marisa Cignolini, Catia Maria Liani, Luigi Loppi, lo stesso Bernardino Pittino e Rinaldo Railz.

L’esperta Francesca Totaro


Al termine, la citata relazione della dottoressa Francesca Totaro, laureata in beni culturali, che ha proposto un affettuoso ritratto del trisnonno artista (nell’articolo sottostante il testo integrale del suo intervento). Della sua arte si occuperà in maniera approfondita domani, alle 20.30, nella stessa Chiesa, anche don Alessio Geretti, sacerdote ed esperto d’arte di grande fama per aver ideato e portato avanti da molti anni le stupende mostre di Illegio, a Tolmezzo. Questo il titolo della sua lectio magistralis: “Il mistero semplice: un Cristo di Cielo tra gente di Terra nella pittura di Tita Gori”. A domani!

I quadri di Tita Gori e degli artisti Cfap.

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In copertina, gremita la storica Pieve di Nimis per la mostra su Tita Gori.