Tarcento, dopo Pasqua via al restauro dello storico organo del Duomo realizzando il sogno di don Corgnali

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Potrà essere riascoltata quanto prima, in tutta la sua potenzialità, la voce solenne e nel contempo gioiosa dello storico organo della Chiesa arcipretale di Tarcento. Ne ha dato notizia ieri sera monsignor Luca Calligaro, al termine della Messa vespertina della Domenica delle Palme, aggiungendo che i lavori di manutenzione straordinaria cominceranno subito dopo le festività pasquali. «E in questo modo – ha aggiunto il parroco – si realizzerà anche il sogno di don Duilio». Per il defunto pievano il restauro del prezioso strumento musicale, datato 1908, era uno degli obiettivi prioritari, tanto che con la collaborazione del presidente della Corale “San Pietro Apostolo”, Attilio Pedron, aveva avviato per tempo le pratiche che ne autorizzassero i lavori e poco prima di morire aveva anche promosso una iniziativa popolare per la raccolta di fondi.

Monsignor Duilio Corgnali.

«Dopo una pausa dovuta al ricorso della Parrocchia – scriveva infatti il titolare della Pieve tarcentina nella lettera indirizzata ai fedeli -, finalmente la Soprintendenza archeologica, delle arti e paesaggio del Fvg, sede di Udine, ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria dell’organo e anche la realizzazione della nuova consolle». E aggiungeva che «la spesa complessiva secondo il preventivo della Ditta Zanin Organi di Codroipo ammonta a euro 61.800 e con l’aggiunta dell’Iva al 22% (13.596) arriva a un totale di di 75.396».
Una cifra considerevole, dunque, quella richiesta per i lavori di restauro, ma che la Parrocchia ora è in grado di affrontare essendo stati accordati anche contributi dalla Regione Fvg e dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana, che si aggiungono alle generose offerte dei fedeli e a quella che aveva a suo tempo stabilito di devolvere la Sangoi Group e della quale avevo fatto riferimento in un articolo dedicato alla importante fabbrica di Collalto, del settore acciaio, apparso in occasione della scorsa Epifania sulla magnifica rivista annuale, “Il Pignarûl”, diretta dal professor Luigi Di Lenardo.
Ma durante gli interventi degli specialisti codroipesi non è detto che l’organo debba rimanere muto. Infatti, don Luca, sempre ieri sera, ha riferito di avere ricevuto assicurazione da parte della ditta Zanin che «i lavori verranno eseguiti a sezioni», per cui lo strumento, sebbene senza tutte le sue potenzialità, potrà accompagnare la Corale “San Pietro Apostolo” nel ricordo di monsignor Corgnali la cui ultima iniziativa fu proprio quella restituire allo storico organo la sua bellissima voce.

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In copertina, la parte centrale dello storico organo del Duomo di Tarcento; qui sopra, lo strumento nel suo complesso.

Tarcento, i bagliori del “Pignarûl Grant” e il 2025 prudente del Vecchio Venerando coronano un’Epifania tutta da ricordare

(g.l.) Alla fine la pioggia, pure abbondante, è arrivata, ma fortunatamente quando le fiamme del “Pignarûl Grant” si erano pressoché esaurite. Così, ieri sera, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del “Cjstielat”, il maniero dei Frangipane, Tarcento ha potuto rinnovare la tradizione del falò epifanico più atteso del Friuli, proprio perché a questo è attribuita una sorta di responso “ufficiale” su come sarà l’annata cominciata da appena una settimana. E il Vecchio Venerando – sempre interpretato con zelo e passione da Giordano Marsiglio – ha “letto” dalla direzione del fumo che si è levato dalla maxi-pira ardente le previsioni per il 2025: la colonna biancastra si è subito indirizzata verso sud, segno che non dobbiamo aspettarci grandi cose dal nuovo anno, che peraltro ne lascia alle spalle uno bisestile: d’altra parte, le difficoltà, in generale, di questo momento storico sono sotto gli occhi di tutti e il saggio della tradizione non ha fatto altro che confermarle. Tuttavia, sarebbe stato molto peggio se il fumo si fosse diretto a ponente. “Se el fum al va a soreli a mont, cjape su el sac e va pal mont” (se il fumo va a ponente, prendi il sacco e va a cercare fortuna nel mondo, in altre parole: emigra!). Fortunatamente, non è andata così. Ma il fumo non è andato neppure a “soreli jevat”, per cui “cjape su el sac e va a marcjat” (fumo a oriente: vai al mercato, annata tutta ok). Come dire, dunque, 365 giorni in salita che vanno affrontati con intelligenza e oculatezza, come ha messo in guarda lo stesso “Vecjo Venerant”.

«L’aspetto straordinario di questa tradizione è che esiste un legame labile con il mondo contadino, a cui tutti apparteniamo, con la terra, con il ritmo delle stagioni, con le fasi lunari: non dobbiamo rescindere questo legame, ma conservare questa tradizione», ha commentato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil – accompagnato dal consigliere Edy Morandini – a margine dell’accensione del “Pignarûl Grant di Cuje”, tributando «complimenti a tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di una meravigliosa serata nella Perla del Friuli, che ha superato anche previsioni meteo non favorevoli». «Le suggestive parole del Venerando ci invitano – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – a conservare e valorizzare quello che già abbiamo: è un concetto in linea con la bellezza delle nostre tradizioni. Che sia un insegnamento per tutti: dobbiamo guardare al passato, da dove veniamo, e con questa consapevolezza guardare al futuro e impegnarci ogni giorno ad aiutare gli altri. Siamo oltremodo grati per questo messaggio di saggezza al Venerando».
Il falò di Coia ha, quindi, concluso tre giorni magnifici – anche perché assistiti dal bel tempo – che Tarcento ha vissuto nel segno della tradizione più sentita e genuina. E che erano cominciati sabato con la cerimonia della consegna del 70° Premio Epifania, accompagnata dalla nuova edizione della bellissima rivista “Il Pignarûl”, curata pressoché da sempre dal professor Luigi Di Lenardo, sindaco emerito di Tarcento; erano, poi, proseguiti domenica con il combattuto e sempre spettacolare “Palio dei pignarulârs”, la corsa dei carri infuocati in viale Marinelli, vinto per la terza volta dalla frazione di Sedilis. Ed erano culminati ieri mattina con la Messa solenne dell’Epifania, celebrata per la prima volta in Duomo dal nuovo arciprete, monsignor Luca Calligaro. Per cui ora, sceso il sipario su questa 97ma edizione della festa post-natalizia, tutta da ricordare per la Pro Loco di Nazareno Orsini, l’arrivederci è ovviamente al prossimo anno, a una nuova Epifania da vivere con l’intensità che i tarcentini, e non solo, dimostrano sempre.

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In copertina, l’assessore regionale Mario Anzil con il Vecchio Venerando (Giordano Marsiglio); all’interno, altre immagini colte dinanzi al “Pignarûl Grant” di Coia.

(Foto Regione Fvg – R. Dussi e Pro Tarcento)

A Tarcento questa sera il Premio Epifania e lunedì l’accensione del Pignarûl Grant con le previsioni del Vecchio Venerando

(g.l.) Con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania, Tarcento oggi dà il via alle manifestazioni che concluderanno il ciclo natalizio e che culmineranno lunedì, solennità epifanica, con l’accensione del “Pignarûl Grant”, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del Castello Frangipane: c’è grande attesa, al riguardo, per le previsioni sul nuovo anno del Vecchio Venerando. La consegna dell’ambito riconoscimento si terrà questa sera, alle 20.45, nella sala del Teatro Margherita di viale Marinelli.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono, come è noto, i titolari del prestigioso “cavalierato del Friuli”. «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», aveva sottolineato l’assessore regionale Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale erano stati, appunto, comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 dell’ambito riconoscimento.
Conto alla rovescia, dunque, per le manifestazioni epifaniche, in vista delle quali è ritornato anche “Il Pignarûl ”, il periodico annuale della Pro Loco guidata dal presidente Nazareno Orsini che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”. Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928.
Venendo, infine, al programma, domani, al mattino via alla Marcialonga “A tôr pai Pignarûi”, mentre alle 17, in Duomo, ci sarà la benedizione dell’acqua, con esorcismo, secondo la tradizione aquileiese. Al termine del rito, “Palio dei pignarulârs” con la corsa con i carri infuocati, azionati dai rappresentanti delle “ville” tarcentine. Lunedì, infine, alle ore 11, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo sarà celebrata la Messa solenne dell’Epifania, seguita alle 14.30 dalla benedizione dei bambini. Alle 17.30 il via alla rievocazione storica con la partenza del corteo. Al termine, l’accensione del “Pignarûl Grant”.

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In copertina, il Vecchio Venerando che lunedì sera leggerà le previsioni per il nuovo anno dalla direzione del fumo del “Pignarûl Grant” di Coia.

A Tarcento è conto alla rovescia per l’Epifania festa della friulanità che si rispecchia nel “Pignarûl” la storica rivista natalizia che compie settant’anni

di Giuseppe Longo

Conto alla rovescia, a Tarcento, per le manifestazioni epifaniche che culmineranno il 6 gennaio con i tradizionali riti e l’accensione del “Pignarûl Grant” di Coja, ma che avranno inizio già sabato prossimo con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania giunto alla sua 70ma edizione. E puntuale è ritornato “Il Pignarûl – Tarcento 2025”, il periodico annuale della Pro Loco che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”.
Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928, ponendosi tra le principali manifestazioni che concludono il lungo ciclo natalizio accanto alla Messa dello Spadone di Cividale e a quella del Tallero di Gemona. Quindi il sommario, con tutti gli argomenti trattati dagli autori – fra i quali mi onoro nuovamente di aver fatto parte – e il testo del suggestivo “Cjant a Tarcint” di Arturo Zardini, il musicista pontebbano divenuto famoso soprattutto per il suo struggente “Stelutis alpinis”. E quindi il saluto del presidente della Pro Tarcento. «Tradizioni, quelle legate ai riti epifanici – scrive Nazareno Orsini -, ormai entrate di diritto nel patrimonio del Friuli e dei Friulani ovunque essi si trovino, non rimanendo confinate geograficamente nella nostra bellissima “Piccola Patria”. Tradizioni che si rinnovano di anno in anno e ci infondono ogni volta nuove speranze, coraggio e determinazione per affrontare le sfide future in scenari incerti, in tempi di grande ansia e di preoccupazioni, viste le crisi internazionali e le guerre in corso».
«Ma il “Pignarûl Grant” – prosegue Orsini – c’è e svetta sull’iconica collina di Coia. Tra luoghi che mutano con il passare del tempo e nonostante l’avvicendarsi di vari e numerosi protagonisti, continua a rimanere una costante presenza in questi quasi 100 anni di storia, consentendoci oggi di celebrare una tradizione in cui tutti i friulani si riconoscono. Una tradizione che rappresenta un centro della friulanità, che unisce il sacro al profano, i riti religiosi e quelli che richiamano all’agricoltura e al ritmico susseguirsi del tempo e delle stagioni». Il presidente della Pro Loco si complimenta, quindi, con i titolari del Premio Epifania 2025 – il ciclista Jonathan Milan e il musicista Fabrizio Fontanot – che sabato saranno insigniti del “Cavaliera del Friuli”, riconoscimento che «sottolinea ancor di più l’importanza di persone che, nel corso della loro vita, si sono distinte quali esempi di capacità, virtù e di attaccamento alla nostra terra». Nelle pagine centrali della rivista è riportato anche l’Albo d’oro degli insigniti, dal 1956 al 2024. I primi a essere premiati furono, con il grande tarcentino Chino Ermacora, Luigi Garzoni, Maria Candoni, Angelo Zanini, Ottavio Valerio e Piero Martin.
Ricordiamo, allora, tutti coloro che hanno dato il loro contributo per la pubblicazione della importante, e irrinunciabile, rivista natalizia: Giuseppe Bergamini, Alberto Candolini, Rita Zamarian e Vittoria Casamassima, Gianfranco Ellero, Laura Gritti, Luigi Di Lenardo, Sandri Secco dai Juris, Lucia Ciani, Igea Morgante, Enrico Madussi, Dionisia Biasizzo e Galliano Zof, oltre appunto al sottoscritto. Infine, è riportata una bellissima poesia, “Lusors di culines”, di Domenico Zannier, il sacerdote-letterato che ricordiamo come uno fra i più grandi cultori della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, tanto  che venne candidato addirittura al Premio Nobel. Vari e di sicuro interesse tutti gli argomenti trattati, raccolti in appositi capitoli tematici: Tarcento nei secoli Arte, Dai silenzi delle Prealpi Giulie, Premio Epifania, Par no dismenteà, Imprenditori di ieri e di oggi, Eventi. E, allora, buona lettura e buon anno, nell’attesa di sapere come il Vecchio Venerando interpreterà il 2025 dalla direzione del fumo che si alzerà proprio dal “Pignarûl Grant di Cuje”.

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In copertina, “Il Pignarûl – Tarcento 2025” uscito puntuale per le feste natalizie.