Festa della Zucca, appuntamento domani alla Volpe sotto i Gelsi: quante invitanti proposte a San Vito al Tagliamento

Torna puntuale, alla fattoria didattica La Volpe sotto I Gelsi della cooperativa sociale Il Piccolo Principe, l’appuntamento d’autunno. Domani 13 ottobre, a San Vito al Tagliamento, si rinnova la tradizionale “Festa della Zucca”, evento pensato per tutti, famiglie e persone con disabilità. L’appuntamento è in via Copece (località comunali), a partire dalle ore 10.30, anche in caso di pioggia. Quest’anno la festa si svolgerà all’insegna della semplicità: nessuna prenotazione sarà necessaria per partecipare ai laboratori per bambini, basterà acquistare il “ticket mani-abili” in loco per accedere ai vari eventi. Un’occasione unica per trascorrere una giornata all’aria aperta, immersi nella natura, in compagnia di amici e famiglia.

“Durante tutta la giornata – fa sapere Marco Cepparo, responsabile de La Volpe sotto I Gelsi -, i più piccoli potranno sbizzarrirsi realizzando zucche da indossare, personaggi fantastici con le foglie di mais e simpatici gufi con i calzini. Gli adulti potranno invece assistere alle dimostrazioni delle “cartocciaie” del Scus dal Rojal di Reana del Rojale, che mostreranno l’antica arte di creare oggetti con i cartocci delle pannocchie. Non mancherà l’opportunità di gustare le specialità locali a base di zucca, grazie all’angolo dolce e al chiosco autunnale”. Oltre agli amatissimi laboratori creativi per bambini, non mancheranno le esibizioni musicali e le dimostrazioni di antichi mestieri. Tra le novità di quest’anno, la presentazione degli itinerari ciclo turistici tra Meduna e Tagliamento del Psr Paîs di Rustic Amour proposti dal presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin e la dimostrazione di Dance Ability a cura della cooperativa sociale Granello.
“La Festa della Zucca incarna perfettamente i valori della nostra cooperativa: inclusione, solidarietà e rispetto per l’ambiente – fa sapere Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – e ogni anno ci permette di dare il benvenuto all’autunno. Inoltre è un evento aperto a tutti: famiglie, bambini, persone con disabilità. L’obiettivo è quello di promuovere l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio”.
Durante tutta la giornata sarà possibile assaggiare il pane di zucca, i biscotti per i più golosi e al fornito chiosco gustare specialità di zucca e prodotti locali. Scendendo nel dettaglio, la festa prenderà il via alle 10.30 con una vivace mostra mercato di artigianato locale e i laboratori creativi “Adobbi autunnali”: ci si potrà sbizzarrire creando la propria ghirlanda con rami, bacche e foglie colorate. Inoltre laboratorio per bambini “Zucche e gufi per un autunno pazzerello” con Sara Jane di “Piupazzi”. Di seguito, alle ore 11.00, le Cartocciaie del Scus dal Rojal faranno scoprire l’antica arte di creare oggetti con i cartocci delle pannocchie. Sempre alla stessa ora, avranno inizio anche le attività dello spazio giochi per i più piccoli, quindi l’esibizione di danza inclusiva “Dance Ability” a cura dei ragazzi della cooperativa sociale Granello. Alle ore 11.45, la presentazione di Antonio Tesolin su “Itinerari ciclo turistici, storici e naturalistici tra Meduna e Tagliamento” all’interno del Psr Paîs di Rustic Amour. Poi, dalle 14.00, il laboratorio per bambini “Scùs, brattee e fantasia” per realizzare personaggi fantastici con le foglie delle pannocchie. Alle 14.30, la visita guidata al pollaio per scoprire le simpatiche avventure di Iris, Zelda, Biscotto e gli altri animali da cortile e sempre alla stessa ora il laboratorio per bambini “Zucche da indossare” con Gloria. Alle ore 15.00, il concerto rock con The Cry Babies e infine alle ore 17.30 lo spettacolo di Ugo Sanchez Jr. “Potpourri”: musica, giocoleria, magia e tanto divertimento.

Effetti di pandemia e lockdown sui minori: da oggi otto incontri a Casarsa

Che effetti ha avuto l’emergenza Covid-19 nello sviluppo dei più giovani? La cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia si schiera ancora una volta dalla parte dei minori. È, infatti, promotrice di un percorso formativo “Parola di bambino – Ridisegnare la bussola educativa” che diventerà anche materiale per una ricerca nazionale sui traumi generati dal lockdown causato dalla pandemia su bambine e bambini. Si tratta di un ciclo di otto incontri che avranno luogo tra novembre 2021 e marzo 2022 nella sede dell’associazione Il Noce in via Vittorio Veneto, 45 a Casarsa. Il percorso è rivolto a genitori, volontari che seguono i bambini, insegnanti, educatori ed educatrici, assistenti sociali e pediatri. Gli incontri si svolgeranno l’11 e il 25 novembre, il 9 dicembre e il 20 gennaio, il 10 e il 24 febbraio, il 10 e il 24 marzo dalle ore 18 alle ore 20.
«Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di questo corso formativo promosso e organizzato dalla Casa Editrice La Meridiana e dalla Scuola “Francesco Berto” – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – felici di poter collaborare ad una ricerca nazionale sul benessere dei bambini d’oggi. D’altra parte, dare voce ai minori è nella nostra missione come cooperativa da sempre, per cui invitiamo davvero tutte le persone interessate a partecipare a questi incontri perchè crediamo sia prioritario ridisegnare la bussola educativa e trovare gli strumenti giusti per aiutare i nostri bambini a superare le difficoltà generate dalla pandemia».
«Il trauma c’è stato – ha aggiunto Paola Cosolo Marangon, formatrice e coordinatrice degli incontri a Casarsa –, tutti ne siamo coinvolti. Ma i piccoli e i più giovani potrebbero portare nella loro vita i segni più profondi di questa crisi. I gruppi “Parola di bambino” sono la risposta che mettiamo in campo, sull’intero territorio nazionale, per supportare genitori, insegnanti, educatori e operatori professionali che sanno quanto sia importante ascoltare, dialogare e dare voce ai minori». Come detto, si tratta di un progetto nazionale, nato come osservatorio di cosa è successo durante la pandemia per riuscire a dare voce ai più piccoli. «I bambini sono stati quelli maggiormente penalizzati – ha specificato Marangon – perché non avevano voce in capitolo. Quello che vogliamo fare è capire come hanno vissuto questo periodo e cosa ne resta. I gruppi “Parola di bambino” sfoceranno poi in una ricerca mettendo insieme tutto quello che uscirà nei gruppi che si compongono in tutta Italia. Tutti i coordinatori poi produrranno del materiale che verrà messo assieme e diventerà una ricerca pubblicata da La Meridiana e servirà anche per capire come gli adulti possano aiutare i bambini nella prosecuzione di un futuro che ha visto un blackout di due anni».

Per altre informazioni: bit.ly/gruppiParolaDiBambino21 oppure scrivere una e-mail a infoscuola@lameridiana.it

 

Savio, multinazionale tessile a fianco delle coop sociali di Casarsa e San Vito

Da un lato una multinazionale che distribuisce le sue macchine tessili in tutto il mondo, dall’altro le cooperative sociali del Pordenonese, che danno lavoro alle persone fragili: due mondi all’apparenza lontani ma che da 30 anni nella Destra Tagliamento sanno invece dialogare con reciproca intesa, creando sviluppo economico e promozione sociale. Protagonisti di questa bella storia la Savio Macchine Tessili, storica azienda manifatturiera di Pordenone, e le cooperative sociali Futura di San Vito al Tagliamento e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Infatti, il gruppo multinazionale, con sensibilità sociale, da un trentennio affida parte delle commesse di assemblaggio alle due cooperative sociali che si occupano di inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità o con svantaggio sociale, le quali altrimenti sarebbero tagliate fuori sia da occasioni remunerative sia da momenti di integrazione sociale. Si tratta di numeri importanti: gli occupati in entrambe le realtà cooperative, per le sole commesse Savio, sono oltre una trentina, di cui il 40% con svantaggio sociale. Un esempio di come si possa creare occupazione, favorendo il protagonismo di lavoratori con fragilità. Proprio per fare il punto sulla collaborazione, anche a fronte dei cambiamenti dettati nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19 e dalla ripresa che si prevede lungo il corso del 2021, c’è stato recentemente un incontro tra i vertici delle tre realtà.

“Dal punto di vista della qualità e del servizio non cambia nulla tra lavorare con una coop sociale e un altro fornitore – fanno sapere Mirco Zin, responsabile delle risorse umane, e Mauro Morellato, responsabile dell’ufficio acquisti per Savio -: la differenza la fanno la presenza nel territorio e una sensibilità verso la fragilità delle persone da sempre presente all’interno dell’azienda”. “Non possiamo non ringraziare Savio che – hanno commentato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe, e Gianluca Pavan, presidente di Futura – grazie alla continuità delle commesse che ci ha garantito lungo questi trent’anni, ci ha permesso di far crescere sul territorio una forte vocazione inclusiva, in particolare verso la disabilità e lo svantaggio. Abbiamo infatti potuto contare sulla fiducia di un soggetto di riferimento come Savio che ci ha permesso di portare avanti progetti, servizi e iniziative a favore di un numero sempre maggiore di persone fragili”.
Una collaborazione che, grazie alla ripresa economica dei primi mesi dell’anno, prosegue nel 2021 con ancora più slancio, tanto che in alcuni casi è aumentato il numero degli occupati, alcuni inseriti con contratto a chiamata. “Nel passato – spiega Mirco Zin – l’attività di assemblaggio delle macchine era più parcellizzata sia all’esterno che all’interno dell’azienda e ciò rendeva più semplice sia riuscire ad affidare questi compiti alle coop sociali sia accogliere internamente un numero maggiore di persone con disabilità. Con l’evoluzione del prodotto siamo stati costretti a modificare questo genere di approccio. Per quel che è stato possibile, però, abbiamo cercato di conservare questo rapporto con le cooperative che riteniamo ci valorizzi e favorisca il territorio. E finché ce ne sarà la possibilità, speriamo di poter continuare su questa strada”.
A spiegare come funziona la catena di fornitura è Mauro Morellato, responsabile degli acquisti: “Per noi, come per altre grosse realtà manifatturiere del pordenonese, la supply chain è fondamentale: per la qualità dei componenti e dei gruppi assemblati, per la competitività economica che essi devono avere e per la puntualità delle consegne. La scelta dei fornitori è quindi di grande importanza e non vi è differenza fra quanto richiesto a un’azienda profit e a una cooperativa sociale. Realtà come voi, con risorse e specificità dedicate all’assemblaggio di gruppi funzionali costituiscono per noi un valore aggiunto”.
Un vero e proprio complimento per Il Piccolo Principe e Futura che vedono realizzato il proprio obiettivo: offrire la stessa competitività del profit, ma con un modello economico e lavorativo che include le persone più deboli. “Per noi sono fondamentali qualità e livello di servizio, – continua Morellato – in quanto ci troviamo ad operare in un mercato più difficile di quanto non fosse solo qualche anno addietro e questo significa una maggiore pressione su tutta la filiera di produzione e distribuzione, a partire dalla supply chain. Per una miglior analisi del suo funzionamento abbiamo anche un sistema di valutazione dei fornitori molto rigoroso. Detto questo, apprezziamo certe caratteristiche che hanno sia Il Piccolo Principe che Futura: le risorse e le competenze dedicate al montaggio dei sottoassiemi, la possibilità di dialogare in modo immediato e la flessibilità”. A questo si aggiunge una particolare sensibilità per le famiglie con persone con disabilità e per i lavoratori fragili nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa che ha un’origine lontana: correva l’anno 1981, quando in Savio fu costituita l’Associazione persone portatrici di handicap-Comitato familiari Savio con il patrocinio del direttore del personale di allora, Claudio Del Fabro. Nel corso di tutti questi anni questa sensibilità si è affinata e ormai costituisce il dna di questa azienda.

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In copertina, un reparto produttivo; all’interno, Ilaria Miniutti (responsabile commerciale di Futura),  Sara Cristante (produzione e servizi alle imprese del Piccolo Principe); Mirco Zin (risorse umane) e Mauro Morellato (ufficio acquisti) della Savio di Pordenone.

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Casarsa, un appello dal Piccolo Principe per la donazione del 5 per mille 


Nonostante l’emergenza Covid-19, la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia è riuscita in questi ultimi mesi a riattivare tutti i propri servizi a favore della popolazione e ha aumentato sensibilmente il numero di lavoratori coinvolti in quanto, a causa della pandemia, è stato necessario integrare del personale con contratti spesso part-time. Per continuare a crescere e ad aiutare famiglie, minori e persone fragili, nonché per sviluppare nuovi progetti di agricoltura sociale e supportare l’equosostenibilità, la cooperativa lancia un appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille in occasione della dichiarazione dei redditi. A dare voce a questo appello sono gli stessi soci lavoratori che sono diventati i protagonisti di un video, pubblicato su Facebook e sul sito internet del Piccolo Principe, in cui viene messo in luce il lavoro della cooperativa affinché tutte le persone che coinvolge, fragili e non, siano valorizzate e possano svolgere un ruolo attivo per il bene della comunità, col messaggio che è poi lo slogan di questa campagna “Dai valore ad un gesto”.
“È stato un anno e mezzo intenso a causa dell’emergenza Covid-19 – informa il presidente Luigi Cesarin –, ma grazie all’energia e alla volontà di metterci in gioco, siamo riusciti ad ampliare alcuni servizi come i servizi accoglienza pre e post scuola e il servizio di accompagnamento dei minori che optano per il trasporto scolastico (scuolabus) e per poter garantire tutti i servizi ai Comuni che ne hanno fatto richiesta abbiamo assunto nuove persone: in totale, contiamo su una trentina di operatori dedicati a questi servizi oltre che su diversi volontari”. Il Piccolo Principe può contare su 87 soci e 124 lavoratori, di cui 23 svantaggiati, mentre sono 44 le persone con fragilità che nel 2020 hanno seguito un percorso di formazione e inserimento lavorativo all’interno della cooperativa casarsese. Il ventaglio delle prestazioni è amplio: dai servizi socio educativi al centro socio-occupazionale per persone con disabilità, dai laboratori di assemblaggio a La Cucina delle Fratte, dal servizio di distribuzione automatica Equosolda Fvg alla fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi.
“Il filo conduttore in tutte le nostre attività – conclude Cesarin – è basato sulla dignità di ogni singola persona, da valorizzare e tutelare sia essa minore, adulto, persona svantaggiata o disabile. Seguendo tale principio abbiamo avviato nel corso di questo trentennio varie progettualità, sempre rimanendo legati al nostro territorio di origine e alle sue comunità, per questa ragione facciamo appello a tutti i nostri soci e simpatizzanti: scegliete di donare il 5 per mille al Piccolo Principe così darete valore ad un gesto e sosterrete un’attività che coinvolge tante persone sul nostro territorio”.

 

Scuola, dal Piccolo Principe un aiuto a 500 bambini di sei Comuni pordenonesi

Prosegue l’impegno della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia a favore dei minori, con un contributo e un supporto alla loro esperienza scolastica quotidiana. Ogni giorno a 500 di essi, anche durante l’attuale emergenza sanitaria, viene fornito un servizio suddiviso in sei Comuni. Da ottobre, con le dovute precauzioni dettate dal Covid-19, sono riprese tutte le attività socio educative come il doposcuola, i servizi accoglienza pre e post scuola e il servizio di accompagnamento dei minori che optano per il trasporto scolastico (scuolabus). Ad essere coinvolti sono sei Comuni della Destra Tagliamento con cui la cooperativa sociale collabora da anni – Casarsa, Valvasone Arzene, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Zoppola e Sesto al Reghena – per un totale di oltre 500 bambini serviti.

“Grazie a tutti questi Comuni – ha informato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa – siamo riusciti a garantire con l’inizio del nuovo anno scolastico i nostri servizi rivolti ai minori in totale sicurezza grazie all’attenzione che poniamo a tutti i presidi per contrastare la diffusione del Coronavirus come il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine e la suddivisione dei bambini in piccoli gruppi, ad esempio. Tutti i bambini si sono dimostrati molto rispettosi delle disposizioni e desiderosi di riprendere le attività con i coetanei – ha specificato Cesarin -, per poter garantire tutti i servizi ai Comuni che ne hanno fatto richiesta contiamo su una trentina di operatori oltre a diversi volontari che hanno continuato a svolgere le loro attività in presenza”.

A Casarsa, il Piccolo Principe gestisce il Servizio socio educativo comunale (detto anche “doposcuola”) che vede la collaborazione anche di altri partner quali i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce. Sono stati attivati due centri (uno a Casarsa e uno a San Giovanni) per un totale di 80 minori che frequentano il servizio, suddivisi in piccoli gruppi tracciabili. A Zoppola, la cooperativa casarsese è impegnata nella gestione del “doposcuola” comunale che prevede attività educative per tre pomeriggi a settimana (dalle 12.30 alle 16, con vigilanza durante la pausa mensa). Anche qui i bambini coinvolti sono circa un’ottantina. Oltre a questo apprezzato servizio per le famiglie, Il Piccolo Principe gestisce anche il momento della pre accoglienza scolastica e l’accompagnamento dei minori negli scuolabus.
Per quanto riguarda poi Valvasone Arzene, Il Piccolo Principe organizza per conto del Comune il servizio di pre accoglienza nelle primarie. Attività anche alla scuola dell’infanzia comunale di San Martino al Tagliamento e in quella di San Giorgio della Richinvelda, dove la cooperativa sociale si occupa della preaccoglienza e del “prolungamento d’orario” per le famiglie che ne fanno richiesta.
Il Comune di Sesto al Reghena ha invece affidato al Piccolo Principe i servizi di pre-scuola per le primarie e le secondarie di primo grado, come anche il servizio di accompagnamento per chi sceglie il trasporto con scuolabus.

“Ringraziamo tutti i Comuni con cui collaboriamo – ha concluso Cesarin – per la fiducia nei nostri confronti e per questa attenzione costante ai minori che, spesso a causa del Covid-19, hanno dovuto affrontare molte rinunce: noi crediamo che dare continuità a questi servizi sia davvero importante per sostenere le famiglie che sempre più in questa situazione stanno vivendo delle difficoltà, è importante garantire ai genitori servizi come il doposcuola oppure di pre-accoglienza scolastica o di prolungamento dell’orario, per aiutarli a conciliare il lavoro e la scuola come anche tutti quei servizi che aiutano a promuovere l’integrazione sociale e contribuiscono a dare sostegno alle famiglie nell’accompagnamento scolastico, specie di chi si trova più in difficoltà”.

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In copertina e qui sopra attività di doposcuola con il Piccolo Principe.

 

Coronavirus, l’appello del Piccolo Principe: “Aiutateci a ripartire”

Per ripartire e superare l’emergenza Covid-19, la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia lancia un accorato appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille, per aiutarla a ripartire e per donare fiducia a chi è più fragile. Infatti, lo slogan pensato per la campagna 2020 è: “Dona il 5 per mille al Piccolo Principe. Dona la fiducia di ripartire a chi è più fragile”.
“Purtroppo, anche la nostra cooperativa sociale – informa il presidente Luigi Cesarin -, come tante altre in Italia, è stata colpita dalle misure prese per contrastare la diffusione del Coronavirus messe in atto in questi mesi. Sono attivi i servizi legati all’agricoltura sociale e all’accoglienza richiedenti asilo. Mentre ad oggi le attività completamente chiuse sono: la Bottega Il Piccolo Principe e le attività in collaborazione con le scuole. Chiusi ma aperti in modalità “a distanza” i servizi socio-educativi, i Progetti Giovani e il Centro socio occupazione per persone con disabilità che, ad esempio, ha attivato un servizio a distanza con i suoi utenti e da poco ha fatto partire due esperienze di attività dirette con funzione di respiro per le famiglie. Lavorano poi a ranghi ridottissimi (circa il 10%): i laboratori di assemblaggio, La Cucina delle Fratte e il servizio di vending di Equosolda Fvg. Il nostro compito – sostiene Cesarin – è quello di traghettare chi vive in una situazione di fragilità nella fase post emergenza e poi di continuare a stargli accanto. Con il 5 per mille chiediamo di farlo assieme, perché solo uniti si può dare fiducia a chi è più fragile e costruire una comunità coesa. Per questo noi crediamo nell’opportunità del 5 per mille e facciamo appello a tutti i nostri soci e simpatizzanti a valutare Il Piccolo Principe tra le scelte”.

Nel 2018, grazie alle erogazioni del 5 per mille, sono andati al Piccolo Principe 7 mila 521 euro, con 319 persone che hanno firmato a favore della cooperativa sociale casarsese. Gli importi del 2018 sono serviti per acquistare un nuovo trattore ad uso della fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento, che sta completando la conversione biologica del vivaio ed è impegnata nel servizio di consegna a domicilio di cassette di frutta, verdura e generi di prima necessità, in risposta all’emergenza Covid-19. “I momenti di fragilità possono essere superati, solo se siamo uniti e ci prendiamo cura uno dell’altro con fiducia e reciprocità. – fa sapere Luigi Cesarin – Perchè la comunità cresce solo se si prende cura di se stessa. Anche in questa situazione di blocco e precarietà che stiamo vivendo – ha aggiunto il presidente -, noi del Piccolo Principe continuiamo a metterci accanto di chi è più fragile, ma abbiamo bisogno di tutti per ripartire con nuovo vigore, una volta passata l’emergenza. Abbiamo bisogno di tutti per ricostruire legami e fiducia, rendendo coesa e salda la comunità a cui apparteniamo, facendo ripartire i nostri servizi che sono proprio a servizio della comunità ed in particolare di chi al suo interno vive una situazione di fragilità. La firma per il 5 per mille sarà il contributo di ciascuno affinché ciò accada”.

La cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa è nata più di 30 anni fa sulla scia dell’esperienza dell’associazione di volontariato il Noce e oggi è arrivata ad avere 84 soci e un centinaio di lavoratori coinvolti nei suoi servizi. Servizi che sono tante tessere di un grande puzzle che si rinnova ogni giorno in aiuto del prossimo per promuovere la dignità di ogni persona. Per devolvere il cinque per mille a Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 01133140937.

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In copertina, il presidente della cooperativa Luigi Cesarin.

 

Tutor videocollegati per il doposcuola: è il “modello Casarsa”

A Casarsa della Delizia i ragazzi del doposcuola non vengono lasciati soli, ma possono beneficiare per i compiti a casa di tutor in videocollegamento. Il Servizio di Sostegno Socio Educativo del Comune, infatti, non si ferma per l’emergenza Covid-19 e, pur cambiando modalità, prosegue la sua attività di sostegno ai minori, in particolare a quelli in difficoltà diventando un modello di riferimento. Sono 74 quelli seguiti nella gestione dei compiti e non solo, anche garantendo un sostegno dal punto di vista emotivo, e 55 le rispettive famiglie coinvolte.

La didattica a distanza.

La cooperativa Il Piccolo Principe che gestisce il servizio comunale, oltre all’impegno dei propri educatori, ha ideato un nuovo progetto chiamato “Adotta un alunno” di sostegno a distanza. Al fianco degli educatori professionali, che in queste settimane non hanno mancato di seguire i frequentanti il servizio, ora si sono uniti anche i volontari dell’Associazione “Il Noce” che potranno aiutare uno degli alunni in videochiamata da casa, monitorati comunque dagli educatori del servizio. Un “modello Casarsa” che sta facendo scuola.
“Già a metà marzo – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe e coordinatore del Ssep -, dopo una prima ricognizione dei bisogni e delle criticità presentate dalla didattica a distanza, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo casarsese, i nostri educatori hanno cercato di trovare delle soluzioni per continuare a stare vicino e supportare gli alunni in difficoltà che con la sospensione delle scuole avrebbero rischiato di incrementare le criticità e le lacune. Inoltre, molti dei nostri volontari ci hanno rimandato la tristezza di non poter svolgere l’attività e la preoccupazione verso i ragazzi di cui conoscevano le difficoltà scolastiche. Allora abbiamo pensato di proporre loro questa iniziativa, ‘Adotta un alunno’, con cui potranno continuare a seguire un alunno che già seguivano nel corso della normale attività, telefonandogli e videochiamandolo, proprio come farebbe un tutor personale. Potranno così mettere a disposizione i propri strumenti personali (pc o tablet, smartphone) e aiutare lo studente nello svolgimento dei compiti ma anche facendogli sentire tutta la vicinanza di cui ha bisogno fornendo un senso di ‘normalità’ in questa situazione anomala. Tutto questo sempre in collaborazione con i nostri educatori che in queste settimane – ha fatto sapere il presidente – hanno continuato la loro attività, mantenendo i contatti con le famiglie e i minori, aiutandoli nello svolgimento dei compiti a distanza, aiutandoli nell’iscrizione alle piattaforme proposte dalla scuola o all’uso intelligente e utile degli strumenti che avevano a disposizione per cercare di sostenere le famiglie e non farle sentire sole in questo momento così delicato di emergenza”. Il nuovo servizio utilizzerà diversi strumenti social quali videochiamate di gruppo, chiamate telefoniche, messaggi e videochiamate con WhatsApp, e-mail. Ma anche registrazioni audio a seconda della disponibilità e capacità d’uso che ogni alunno e famiglia possiede. La scuola si è attivata fornendo ad alcune famiglie pc o tablet in comodato d’uso gratuito.
“Siamo molto fieri di tutto quello che stiamo facendo – ha affermato Cesarin – e anche di questa nuova iniziativa ‘Adotta un alunno’ che denota grande collaborazione e l’esistenza di una vera e propria rete di sostegno verso i minori presenti a Casarsa. Ringraziamo di cuore la scuola per tutto il lavoro che stanno facendo gli insegnanti, l’assistente sociale del Comune che ci supporta per i casi più critici e che presentano anche altre difficoltà, e l’amministrazione comunale sempre al nostro fianco”. Parole confermate dalla stessa amministrazione comunale. “Rende orgogliosi vedere come la straordinarietà di questa situazione – ha affermato Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali -, anziché scoraggiare chi è abituato ad aiutare gli altri, abbia incentivato la ricerca di nuove soluzioni anche più impegnative. Ciò dimostra la volontà di ognuno di voler supportare il prossimo per il bene comune ed è solo così che riusciremo a superare questa emergenza. Il ‘modello Casarsa’ è sicuramente un esempio per tutti i Comuni del nostro ambito”.

Il Ssep è un servizio comunale che vede la collaborazione, oltre che de Il Piccolo Principe anche di altri partner quali i Servizi Sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce insieme ad altri sodalizi locali. Vi partecipano 38 minori frequentanti le scuole primarie e 36 le scuole secondarie di primo grado. Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa, ha l’obiettivo di sostenere e supportare i bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Gli studenti sono supportati da 4 operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari. Dal 1986 ad oggi, del doposcuola hanno fruito più di 800 minori.

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In copertina, l’educatrice Sara De Biase al lavoro a Casarsa.

Alla Cucina delle Fratte serve una nuova auto: può averla con un click

Basta un click per aiutare la cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia a scalare le classifiche del concorso “Il Mio Dono” promosso da Unicredit Banca a sostegno del settore non profit. L’obiettivo prefissato è raccogliere fondi da destinare all’acquisto di un nuovo mezzo per la Cucina delle Fratte di Fiume Veneto, il servizio di fornitura pasti che dà opportunità di integrazione lavorativa e sociale a persone con fragilità psichiatrica o vulnerabilità.

“La Cucina delle Fratte dà lavoro a 17 persone – fa sapere Laura Colussi, responsabile della Cucina delle Fratte -: 11 dipendenti di cui 5 con fragilità e 6 persone con vulnerabilità che stanno seguendo un percorso di inserimento lavorativo. Per queste persone, il momento in cui le pietanze vengono caricate in macchina per essere portate a destinazione ha un significato importante. Non rappresenta solo la fine di un processo di lavoro, ma racchiude in sé le emozioni di una giornata in cui si sono messi in gioco interamente e ce l’hanno fatta nonostante la fragilità, stando dentro a quel mondo del lavoro che fino ad ora li ha esclusi”. “Ad ora – aggiunge il presidente del Piccolo Principe, Luigi Cesarin – l’auto usata per portare le pietanze a destinazione è stata una fedele compagna, ma adesso ha bisogno di essere sostituita. Per questo chiediamo a tutti i nostri soci, amici, simpatizzanti e volontari di aiutarci, e di votare tramite email, Facebook o Twitter per Il Piccolo Principe entro il 29 gennaio”.
Dare il proprio contributo è molto semplice: basta visitare il sito www.ilmiodono.it ed entro appunto il 29 gennaio, dare la propria preferenza al Piccolo Principe Onlus. Ogni voto, che è del tutto gratuito, si trasformerà in denaro che andrà destinato all’acquisto di una nuova vettura per il trasporto del cibo.  “Un bel gesto di solidarietà per iniziare al meglio questo 2020 – ha concluso Cesarin – perchè si potrà sostenere il lavoro delle persone con fragilità che sono impiegate nella nostra Cucina delle Fratte”. È inoltre possibile fare, oltre al semplice voto, anche delle donazioni in denaro, aiutando così Il Piccolo Principe a scalare più velocemente la classifica finale: aggiungendo infatti al voto gratuito anche una donazione di importo pari o superiore a 10 euro, la preferenza accordata varrà 6 punti.

La Cucine delle Fratte serve ogni giorno oltre 300 pasti che vengono consumati nella mensa interna e sono distribuiti nei cinque centri diurni dell’Azienda Sanitaria numero 5 Friuli Occidentale e all’azienda Jurop di Azzano Decimo. Oltre a questo, la Cucina negli anni si è impegnata in svariate attività di raccolta fondi, alcune divenute appuntamenti richiesti come le cene con delitto, i servizi di catering e banqueting per battesimi, matrimoni, inaugurazioni e altre occasioni di festa.

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In copertina, due cuoche della Cucina delle Fratte di Fiume Veneto.

 

Casarsa, il doposcuola è tutto ok ma porte aperte ad altri volontari

Con l’arrivo delle tanto sospirate vacanze natalizie, si è conclusa a Casarsa della Delizia la prima parte del doposcuola, importante e molto apprezzato servizio rivolto anche quest’anno a una settantina di bambini e ragazzi di un’età compresa tra i 6 e i 14 anni. Il servizio, denominato Sostegno socio-educativo pomeridiano (Ssep), è promosso e sostenuto dal Comune e ha come partner la cooperativa Il Piccolo Principe, i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce assieme ad altri sodalizi locali. Tra i partecipanti, 37 minori sono frequentanti le scuole primarie e 33 le secondarie di primo grado.
“Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa sociale Il Piccolo Principe che gestisce il doposcuola -, è un servizio molto importante per tutta la comunità perché ha l’obiettivo di sostenere e supportare i nostri bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Ringraziamo i tanti volontari che prestano il loro indispensabile servizio all’interno del doposcuola e facciamo appello a chi volesse dedicare del tempo ai bambini di Casarsa e San Giovanni di farsi avanti: abbiamo sempre bisogno di nuovi volontari. Assicuriamo che l’esperienza può davvero essere gratificante e arricchente”. “Noi che abbiamo a cuore il futuro dei nostri bambini di Casarsa e San Giovanni – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore comunale alle Politiche sociali -, siamo orgogliosi come amministrazione comunale di dare continuità e sostenere il doposcuola. Il nostro grazie va anche agli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa, per la loro collaborazione e a tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.
Il servizio di doposcuola viene svolto in due sedi: in quella dell’associazione Il Noce a Casarsa e al centro sociale di San Giovanni e propone percorsi di educazione e socializzazione tra i minori, mira a favorire l’acquisizione di competenze per lo studio e promuove l’integrazione sociale. Nel Comune di Casarsa il servizio viene svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono supportati da tre operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari: 17 provengono dall’associazione Il Noce, 6 giovani dal servizio civile solidale, 2 volontarie del servizio di volontariato europeo (Albania e Spagna), 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 3 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale. Dal 1986 ad oggi, il doposcuola ha coinvolto più di 800 minori.

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In copertina e qui sopra immagini del doposcuola a Casarsa della Delizia.

Il doposcuola fa ancora centro a Casarsa gradito da famiglie e volontari

Bilancio positivo per il doposcuola pomeridiano del Comune di Casarsa della Delizia. Il Centro di aggregazione giovanile, nel giardino di palazzo De Lorenzi Brinis (sede del Progetto Giovani), ha ospitato la 14a festa “Ecco a voi il doposcuola” e la cooperativa Il Piccolo Principe ha tracciato un bilancio di questo servizio, usufruito da 59 famiglie, promosso e sostenuto dal Comune e che vede come partner anche i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce in collaborazione con altre associazioni locali.
“Anche quest’anno abbiamo voluto festeggiare insieme a tutti i nostri bambini, ai loro genitori, alle insegnanti referenti del progetto, agli assessori comunali, educatori e volontari, la fine del doposcuola – ha affermato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa -. Cogliamo così l’occasione anche per ringraziare i tanti volontari, quest’anno sono stati ben 33, che si sono dati da fare per aiutarci in questo servizio così importante per la nostra comunità. La festa è andata bene, buona la partecipazione delle famiglie e, grazie anche al sole, abbiamo festeggiato in allegria con un grande momento di condivisione”.

Il Ssep (Sostegno socio educativo pomeridiano), altrimenti conosciuto più comunemente come doposcuola, è infatti un servizio storico per la comunità casarsese: attivato dall’associazione Il Noce 33 anni fa, è diventato in seguito un servizio del Comune con la compartecipazione di scuole, cooperativa e associazione e ha l’obiettivo di sostenere e supportare i ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali.
Quest’anno, nelle due sedi di Casarsa e San Giovanni, erano iscritti ben 75 minori. Il servizio si è svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono stati supportati da 6 operatori qualificati, affiancati da 33 volontari: 17 volontari dell’associazione Il Noce, 4 giovani volontari del servizio civile solidale, 1 volontaria del servizio di volontariato europeo, 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 5 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale.
“È un orgoglio per l’amministrazione comunale – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali – aver proposto anche quest’anno il Ssep, servizio che riteniamo fondamentale per la nostra comunità e che è nostra intenzione continuare a mettere a disposizione dei ragazzi di Casarsa. Per noi rimane importante sviluppare le potenzialità di ciascuno, e questo è possibile – ha affermato  l’assessore – solo grazie all’interazione fra i diversi attori che intervengono nell’educazione e nella crescita dei ragazzi; in primis ci teniamo a sottolineare la stretta collaborazione con gli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa. Inoltre ringraziamo anche tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.

La festa di fine servizio è seguita venerdì 31 maggio e ha visto, oltre ai ringraziamenti e saluti dai partner progettuali, un momento di gioco per i bambini a cura degli educatori del Progetto giovani e dei volontari del Servizio civile solidale regionale e il tradizionale pic-nic con i piatti preparati dalle famiglie dei ragazzi che quest’anno ha avuto come tema “Il mondo in tavola: il riso e la farina che uniscono il mondo”.   “Quest’anno ad ogni famiglia che aveva deciso di partecipare alla festa finale – ha fatto sapere Cesarin -, abbiamo consegnato un pacchettino di riso o uno di farina, con uno di questi alimenti ciascuno ha preparato un piatto tipico del proprio Paese d’origine, salato o dolce. A tutte le famiglie che hanno cucinato un piatto tradizionale, è poi stato dato un premio. Si è trattato di un bel momento di condivisione e di integrazione culturale perché ognuno ha potuto assaggiare piatti tipici delle tradizioni culinarie di tutto il mondo, unite però da due ingredienti principali: il riso e la farina, ingredienti che accomunano delle ricette di tutti i continenti e che vogliono appunto simboleggiare una delle tante cose che ci uniscono e che mettono armonia come avviene solitamente attorno ad un tavolo imbandito per una cena”.

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In copertina, un ragazzo casarsese assistito dal servizio di doposcuola.