Sanità Fvg, ripartono da Monfalcone i quattro Ordini infermieristici

Nella sala riunioni del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Ospedale San Polo di Monfalcone, si sono incontrati i quattro presidenti Opi Friuli Venezia Giulia. Tre dei quali sono stati recentemente rinnovati: Gloria Giuricin per Opi Gorizia, Stefano Giglio per Opi Udine, Luciano Clarizia per Opi Pordenone, mentre per Trieste c’era la neo eletta Cristina Brandolin. Al primo punto dell’ordine del giorno l’elezione delle cariche del Coordinamento regionale Fvg, bloccato da un po’ di tempo. Con la collaborazione dei quattro presidenti provinciali, Luciano Clarizia è stato nominato presidente del Coordinamento. Sarà così possibile ricominciare a lavorare in una regione come il Fvg che, essendo autonoma, necessita di avere una rappresentanza di tipo regionale, questo per dare una rilevanza alla professione infermieristica ed una presenza anche a livello di regione. L’obiettivo principale del ricostituito Coordinamento regionale è di continuare a dimostrare quello che tutti i giorni gli infermieri fanno sul campo, rendendolo visibile alle persone. Si intendono riallacciare rapporti con le associazioni dei cittadini, con le istituzioni e con coloro che, a vario titolo, rientrano nel campo dell’assistenza e della sanità interessando la professione infermieristica.

Il Coordinamento regionale degli Opi ha stabilito di mettere in scaletta da subito i primi incontri istituzionali in modo da far comprendere quali sono i bisogni degli Ordini ma soprattutto i bisogni degli infermieri che si stanno rappresentando. I presidenti hanno da subito messo in programma gli incontri con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali, trattandosi di realtà che devono lavorare parallelamente per raggiugere gli obiettivi più idonei per la professione. Il successivo incontro in programma sarà fatto con i dirigenti infermieristici della regione che rappresentano una parte cardine del sistema. In questo caso l’obiettivo è di riuscire a far comprendere l’importanza dell’Ordine creando delle sinergie virtuose. Grazie a questi incontri, i presidenti ritengono di poter avere un miglior riscontro nei confronti di tutti coloro che rappresentano in Friuli Venezia Giulia. In quanto Ordini di una Regione autonoma, è importante avere un confronto diretto con le istituzioni regionali, i rappresentanti della Regione Fvg e con l’assessore alla Sanità. Questi sono ulteriori incontri messi in programma. Si intendono riprendere anche i rapporti con i rappresentanti delle altre professioni come l’Ordine dei medici, con cui saranno richiesti degli incontri per confrontarsi avviando un dialogo e capire come organizzarsi anche in previsione della prossima fase pandemica.

Il Coordinamento regionale non intende dimenticare una conquista di questa regione, ovvero l’istituzione delle Piattaforme assistenziali che vedono gli infermieri come riferimento dell’assistenza diretta alle persone. La gestione assistenziale completa delle piattaforme viene data agli infermieri che le gestiscono. Sono partite grazie a una legge regionale e sono state attivate in contesti come l’Azienda sanitaria di Pordenone, ma non ancora nelle altre Aziende Fvg. I rappresentanti del Coordinamento regionale intendono promuoverne ulteriormente l’attivazione e la continuità di cui hanno bisogno.

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In copertina, il neo presidente del Coordinamento regionale Luciano Clarizia (Pordenone)
(Foto Nurse24.it)

Appello dei presidenti Opi su Sores Fvg: “Serve sicurezza”

Sulla situazione alla Sores Friuli Venezia Giulia abbiamo ricevuto una nota dei presidenti Opi – Ordine professioni infermieristiche delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine che volentieri pubblichiamo:

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine esprimono profonda preoccupazione per i recenti avvenimenti che hanno portato alle dimissioni del Direttore della SORES e per la profonda crisi che si è consolidata all’interno di uno dei centri nevralgici nel sistema dell’emergenza urgenza del Friuli Venezia Giulia. In particolare il Presidente OPI di Trieste dr. Flavio Paoletti, pur consapevole della difficoltà di trovare personale già inserito nel sistema emergenza/urgenza, afferma che «aver proposto di acquisire risorse umane attraverso un’agenzia interinale che nel suo annuncio ricerca “infermieri professionali con funzioni di back office e lo smistamento di ambulanze tramite centralino” concorre ad alimentare incertezza e una possibile riduzione della qualità del servizio».
La Presidente OPI di Gorizia dr.ssa Gloria Giuricin, condivide l’importanza della Centrale unica regionale, ma chiede un intervento organico, strutturato e che tenga nel tempo. Non si dovrebbe togliere personale dalle strutture aziendali per rinforzarne altre. Così si spostano i problemi senza risolverli.
Sono estremamente preoccupato, ribadisce il Presidente di Pordenone dr. Luciano Clarizia, per questa condizione e come OPI intraprenderemo ogni interlocuzione al fine di riportare il tutto all’interno di un alveo di maggior tranquillità.Secondo il Presidente di Udine dr. Stefano Giglio, le preoccupazioni ci portano a pensare che oltre gli importanti problemi che gravitano nella gestione delle risorse umane, anche il cittadino ne potrebbe risentire. La sicurezza operativa che il professionista infermiere, obbligatoriamente formato ed esperto, comporta nella gestione di importanti eventi, determina l’apporto qualitativamente necessario a far sì che si raggiungano ottimi risultati nella soluzione degli interventi in emergenza/urgenza.
I Presidenti degli OPI del Friuli Venezia Giulia si oppongono fortemente a quanti ritengono che il sistema emergenza- urgenza non si riduca ad una banale attività di centralino di smistamento ambulanze. Se poi le competenze infermieristiche e la professionalità le lasciamo giudicare ad un’agenzia interinale. «Ci impegneremo affinché ci si renda definitivamente conto che l’infermiere esperto non può essere sostituito da qualsiasi professionista, anche inesperto, soprattutto in quelle realtà ove la qualità, le competenze maturate con appositi percorsi formativi, sono determinanti nella risoluzione dei problemi di salute in regime di emergenza urgenza. Auspichiamo la pronta presa di posizione da parte delle amministrazioni regionali ed aziendali affinché si possa riportare l’attività operativa della SORES entro margini di assoluta certezza e piena sicurezza delle operatività».

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In copertina, un’ambulanza impiegata negli interventi di emergenza e urgenza.