Grado, domani mattina le cerimonie per ricordare gli 80 anni dalla Liberazione

(g.l.) Anche Grado celebrerà domani, 25 aprile, l’80° anniversario della Liberazione. La manifestazione, come emerge dal programma diramato dal sindaco Giuseppe Corbatto, comincerà già alle 8.30 con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti di Largo della Vittoria; quindi, formazione di un corteo e sfilata verso piazza Marinai d’Italia, dove avverrà la posa di un’altra corona sulla lapide commemorativa. Al termine, proseguimento di una delegazione verso il Camposanto di Argine dei Moreri per deporre una terza corona d’alloro al Monumento ai Caduti e fiori sulle tombe dei Patrioti gradesi. Il sindaco Corbatto auspica una larga partecipazione della cittadinanza isolana a questi momenti celebrativi con cui si commemorerà una importantissima data storica che, nel 1945, segnò la nascita dell’Italia libera e democratica dopo i lutti e le distruzioni della Seconda guerra mondiale.

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In copertina, il Monumento ai Caduti del Mare in porto a Grado.

Coseano stamane ricorda i patrioti della Brigata Osoppo

Il 75° anniversario della Liberazione verrà ricordato stamane a Coseano con una cerimonia nel cimitero di Nogaredo di Corno e Barazzetto dove riposano quasi tutti coloro che fecero parte della Brigata Osoppo: l’appuntamento è per le 10.30, quando la cerimonia avrà inizio con la Messa celebrata da monsignor Claudio Bevilacqua e proseguirà con i saluti del presidente dell’Apo Friuli, Roberto Volpetti, e del sindaco David Asquini. Seguiranno gli interventi di Roberto Tirelli ed Enzo Bertolissi che ricorderanno le vicende resistenziali che videro una massiccia adesione della popolazione di Coseano alla Brigata Osoppo. Bertolissi porterà anche i saluti di suo fratello Ermanno, unico superstite di quel gruppo di patrioti, e che negli anni Cinquanta emigrò a Melbourne in Australia dove tuttora vive.
La cerimonia sarà preceduta da un omaggio ad un altro partigiano della Brigata Osoppo, Terzo Modesti, di Madrisio, che venne ammazzato dai nazisti il 18 aprile del 1945: aveva partecipato ad una riunione a Nogaredo di Prato a casa del comandante Corrado Gallino. Rientrando nella frazione di Fagagna, incappò in una pattuglia tedesca: tentò di fuggire, ma venne raggiunto e ucciso lungo la strada che da Nogaredo porta a Silvella. Sul luogo dove morì è stato realizzato un cippo che ricorda il tragico episodio e dove oggi gli osovani ne rinnoveranno il ricordo.

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In copertina, scorcio di Nogaredo di Corno e qui Roberto Volpetti, presidente dell’Apo Friuli.