Sen. PITTONI (LEGA), CANCELLEREMO DECLASSAMENTO UFFICIO SCOLASTICO FVG

«Cancelleremo il declassamento dell’Ufficio scolastico Fvg!

Limitandosi a sollecitare la nomina del nuovo responsabile, la Regione (a guida Pd) ha perso l’ennesima occasione per ricordare a Roma la necessità per il nostro territorio di un direttore generale di prima fascia, indipendentemente dal numero di abitanti.

La nostra Specialità si basa principalmente sulle peculiarità che ci sono riconosciute a livello costituzionale in relazione alla presenza di ben tre lingue minoritarie.

Vi sono quindi i presupposti per chiedere al ministero dell’Istruzione di offrire a quello delle Finanze la rinuncia a due dirigenti di seconda fascia in cambio di un dirigente di primo livello da assegnare al Fvg, cancellando così il declassamento subìto con la “spending review”».

Lo afferma il sen. Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega e presidente regionale del Carroccio. «L’operazione – spiega Pittoni – avverrebbe nel rispetto dell’obiettivo di risparmio economico previsto dal decreto sulla “spending review” (n. 95 del 2012), che stabilisce la riduzione almeno del 20% della dotazione organica degli uffici dirigenziali».

N.d.R    riportiamo questo comunicato del Sen.  Mario Pittoni   Responsabile Federale Istruzione Lega

SCUOLA – PITTONI (LEGA), SU MAESTRE COINVOLGERE CATEGORIE PER AGEVOLARE SOLUZIONE

Sen. Mario Pittoni
Responsabile Federale Istruzione Lega

«Sulla questione delle “maestre”, che rischiano di non poter più insegnare dopo una sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato, giovedì e venerdì prossimi prendono finalmente il via al ministero dell’Istruzione gli incontri da noi auspicati con le categorie in qualche modo coinvolte, alla ricerca di un’equa soluzione».
Ad annunciarlo è il Sen. Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, che sull’operazione si è speso in prima persona. «Obiettivo – spiega il parlamentare – è prevenire possibili intoppi a un intervento legislativo che dovrà affrontare concretamente il problema, ma per quanto possibile nel rispetto di dignità e aspettative di tutti.
Basta con i pasticci del passato!
Sostituiremo inoltre il comma della “Buona scuola” in base al quale dopo 36 mesi da insegnante precario, se non vieni assunto a tempo indeterminato, sei lasciato a casa disperdendo il bagaglio di esperienza maturato.
La nuova versione reinterpreta la normativa europea non più a danno bensì – conclude Pittoni – a favore dei lavoratori».

dall’arrivo di Salvini alle 19 al Palamostre si attende la soluzione per il FVG

Manca un ora all’atteso evento dell’incontro di Salvini con il Popolo della Lega FVG a Udine.

Molti nella Lega ma anche nella coalizione di Centro destra auspicano che finalmente si risolva il tormentone della scelta del candidato alla Presidenza della Regione FVG.

Finora, fra  notti insonni per pretendenti la cui candidatura è durata la fiamma di un cerino, ed accese polemiche anche in Forza Italia ed FdI, la questione ha assunto le caratteristiche di uno psicodramma con i colpi di scena tipici dei   thriller

oggi Diego D’Ameliotitola sul Piccolo titola:

Il fronte anti-Tondo alla prova della verità nel giorno di Salvini

Alla protesta della base leghista sulla scelta del candidato si accodano esponenti di Fdi e Fi.

 

il Messaggero Veneto titola invece :
Elezioni 2018, arriva Salvini in Friuli: agli ex padani non piace Tondo e la candidatura va in stand by

A mio avviso , conoscendo l’indirizzo editoriale del quotidiano Udinese (gruppo l’Espresso, La Repubblica),  è un chiaro sintomo che anche in quello che rimane del PD l’insonnia la fa da padrona….  sperano in una zuffa che spacchi la coalizione vincitrice dell’ultima tornata elettorale…

Fra poche ore avremo (speriamo) qualche certezza in più…

intanto il Palamostre si è già riempito dei sostenitori di Salvini…

 

 

E adesso la vera partita < di Giuseppe Longo>

E adesso la vera partita

di Giuseppe Longo 

E adesso? Spenti i riflettori sulle complesse operazioni di voto, causate da un Rosatellum di cui non se ne sentiva proprio il bisogno, e su una estenuante e atipica campagna elettorale, giocata più sullo spauracchio di un imminente ritorno del fascismo che sui problemi reali che attanagliano il Paese, comincia la vera partita.
 Vincitori e vinti sono quelli che ogni persona di buon senso aveva ampiamente previsto. Come pure che non ci sarebbe stata una maggioranza parlamentare. In altre parole, il pasticcio che si ipotizzava si è puntualmente materializzato. E allora che fare? Un bel groviglio per il capo dello Stato che fra una ventina di giorni, eletti i presidenti di Camera e Senato, nonché formati i gruppi nei due rami del Parlamento, dovrà avviare le certamente non facili consultazioni.
Centrodestra, con guida Salvini supervittorioso, e Cinque stelle, con Di Maio nuovo re delle due Sicilie (come argutamente fatto osservare da Alessandro Sallusti), avrebbero davanti la strada spianata se trovassero un’intesa nonostante i proclami più o meno garbati  che abbiamo ascoltato nei mesi scorsi. Si realizzerebbe una maggioranza di ferro, o meglio di acciaio inox, capace di approvare ogni provvedimento. Andrebbero bene anche M5S più Lega ovviamente con qualche robusto puntello.
Anche se non siamo in Germania, tuttavia l’accordo ricercato e faticosamente raggiunto da Angela Merkel con i socialdemocratici dovrebbe insegnare qualcosa. Due partiti o raggruppamenti premiati da quasi il 70 per cento degli elettori non possono farsi la guerra, o stare a guardare, bensì ricercare con determinazione un accordo. D’altra parte, anche Aldo Moro – di cui tra pochi giorni si ricorderanno i 40 anni dal rapimento da parte delle Brigate rosse – predicava intese (chi ricorda le famosissime “convergenze parallele”?) fra i due più grandi partiti popolari del tempo, pur diversissimi tra loro: democristiani e comunisti.
Gli italiani hanno detto chiaramente che vogliono essere governati da Centrodestra e Cinque stelle, mentre hanno bocciato senza appello il Partito democratico di Renzi che si è dimesso – anzi no! – con la chiara intenzione di continuare a dire la sua, a fare, si dice, l’ago della bilancia. Invece con molta probabilità si assisterà a un nuovo, detestabile mercato delle vacche: la campagna acquisti, se non è già iniziata, sta per partire. E i risultati, comunque, sarebbero tutti da dimostrare. Staremo a vedere: il film è appena cominciato. Però i protagonisti dovrebbero stare bene attenti a non tradire gli elettori che sono stati molto chiari, dimostrando peraltro di sapere rispondere per le rime.

a firma di:  Giuseppe Longo

< N.d.R.  un vivo ringraziamento al nostro caro amico Giuseppe,

per molti anni “illustre penna” del Messaggero Veneto, per questo contributo>