Anche il borgomastro di Lannach a Nimis per festeggiare il sindaco neoeletto Fabrizio Mattiuzza e salutare il commissario Giuseppe Mareschi

di Giuseppe Longo

Nimis e Lannach, “gemelli” da quasi 36 anni, in queste settimane sono stati interessati entrambi dalle elezioni amministrative. Ma mentre il Comune friulano ha eletto un nuovo sindaco, Fabrizio Mattiuzza, chiudendo l’anno commissariale, il Comune stiriano – con il quale la solida amicizia è nata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli – ha confermato borgomastro Josef Niggas che è alla guida del Municipio, il Rathaus, da trent’anni! Ed entrambi sono stati eletti con un ottimo risultato, oltre il 60 per cento dei voti. Tanto che il sindaco austriaco ha voluto fare una breve puntata a Nimis per complimentarsi con il suo nuovo collega e rinsaldare i legami di amicizia e collaborazione, proiettandoli verso nuovi traguardi.
Il borgomastro di Lannach desiderava, nel contempo, salutare il dottor Giuseppe Mareschi che, nella sua qualità di commissario straordinario, aveva sostenuto con entusiasmo le celebrazioni dei 35 anni del gemellaggio, dapprima con la cerimonia a Madonna delle Pianelle, l’8 settembre, e poi con la sua ripetizione a Lannach la prima domenica di ottobre in occasione della locale sagra.
Un bellissimo momento di festa, alla trattoria Friuli di Torlano, al quale ha partecipato anche l’ingegner Sergio Bonfini che pure concorreva alla guida del Comune di Nimis e che ora siederà in minoranza: una presenza che ha voluto rimarcare lo spirito di confronto costruttivo che caratterizzerà il quinquennio amministrativo appena cominciato, annunciato peraltro nei messaggi di saluto e ringraziamento che Bonfini e Mattiuzza, con i rispettivi schieramenti, hanno indirizzato agli elettori via social. Preziosa per la nuova visita del Bürgermeister la collaborazione di Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, anche per il suo ruolo di traduttrice dal tedesco.
Intanto, appena passate le festività pasquali, il sindaco Fabrizio Mattiuzza perfezionerà la composizione della Giunta municipale, con la nomina del suo vice e degli assessori, in attesa della prima seduta del consiglio comunale – quando sarà illustrato anche il programma amministrativo – che sarà convocata, a termini di legge, entro la fine del mese.

Mareschi alla festa di Lannach.

—^—

In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza con il borgomastro Josef Niggas.

Josef Niggas rieletto sindaco di Lannach Comune stiriano “gemello”di Nimis, ma l’amicizia perde un’importante colonna

di Giuseppe Longo

Mentre a Nimis gira a pieno regime la campagna elettorale in vista delle amministrative delle Palme, due sono le notizie in arrivo da Lannach, la cittadina stiriana dal 1989 gemellata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli: una bella e una, purtroppo, brutta.
La prima riguarda il sindaco Josef Niggas che – protagonista di una trentennale esperienza amministrativa, tanto che dopo il mandato di Maximilian Röck è rimasto sempre in carica! – è stato appena rieletto per una nuova tornata alla guida del Comune alle porte di Graz, vincendo alla grande (quasi il 60 per cento), come del resto era avvenuto anche nelle precedenti elezioni, con la sua lista espressa dall’Övp, l’Österreichische Volkspartei di ispirazione cristiano-democratica.

La seconda notizia riguarda la dolorosa perdita di una vera e propria “colonna” del gemellaggio. Aloisia Zettl, meglio conosciuta come Luise, è stata infatti vinta da un male che ben presto si è rivelato senza speranze. Aveva 70 anni e l’ultimo saluto le sarà dato venerdì nella parrocchiale vegliata dalla grande scultura di Zilli dedicata a Dio Padre. Luise era stata a Nimis, l’ultima volta, l’8 settembre scorso, festa della Natività della Madonna, quando al Santuario delle Pianelle erano stati festeggiati i 35 anni del gemellaggio. E la comitiva che poi aveva raggiunto Lannach in ottobre, per la ripetizione della cerimonia, l’aveva nuovamente incontrata. Ma il suo sorriso e il carattere aperto e gioviale con tutti non facevano per nulla presagire una fine così repentina.

Per cui l’amicizia fra i due Comuni – per la quale Aloisia si era spesa con tanta generosità – ora continuerà nel suo ricordo. Con la guida sempre di Josef Niggas, borgomastro veramente inossidabile, al quale va tutto il compiacimento di Nimis, attraverso il commissario Giuseppe Mareschi che ha tenuto i collegamenti in questo ultimo anno, organizzando la partecipazione della comunità alle cerimonie appena ricordate. Un compito che fra poche settimane spetterà al nuovo sindaco, carica per la quale sono in corsa, come è noto, due ingegneri: Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza.

—^—

In copertina, il borgomastro Josef Niggas durante la cerimonia di Lannach con il commissario Giuseppe Mareschi; all’interno, la compianta Luise Zettl è riconoscibile nelle due foto sulla destra; ancora la festa stiriana con il resoconto della stampa locale e infine i risultati elettorali.

Bellissima festa a Lannach per rinsaldare i vincoli del gemellaggio con Nimis nel ricordo di quelle cerimonie di 35 anni fa

di Giuseppe Longo

LANNACH – «Questi sentimenti di amicizia e questi ideali di pace e di unione fra i popoli ci accompagnino e ci guidino in questo periodo buio e difficile. Grazie per la bellissima accoglienza, viva Lannach, viva Nimis e viva il gemellaggio!». Con queste significative parole il commissario comunale Giuseppe Mareschi ha concluso il suo saluto agli amici stiriani durante la breve ma simpaticissima cerimonia organizzata nella cittadina alle porte di Graz, seconda città dell’Austria, per rinsaldare i valori e i vincoli del gemellaggio nel suo 35° anniversario, replicando quanto era avvenuto a Nimis, al Santuario delle Pianelle, l’8 settembre scorso, in occasione della sagra pluricentenaria. E, parimenti, la cerimonia a Lannach ha avuto quale gioiosa cornice proprio l’annuale festa d’autunno in una tersa e calda mattinata, “inondata” da un sole insolito a queste latitudini nel mese di ottobre.

Ma il rappresentante del Comune friulano aveva esordito dicendo: «Completiamo oggi la cerimonia che festeggia 35 anni di gemellaggio. Se l’idea di gemellarsi può essere stata pensata da poche lungimiranti persone, percorrere insieme 35 anni è il risultato del lavoro, della collaborazione e della volontà di molti. È il risultato dell’amicizia, del rispetto, della fraternità di due comunità che vogliono progredire insieme. Ringrazio di cuore tutti voi che credete in questo progetto e vi impegnate per continuarlo. Ricordo con piacere la bella giornata a Nimis dell’8 settembre , la vostra allegria , il vostro affiatamento». E ha concluso: «A suggello di questa giornata, abbiamo pensato a un ricordo, un’opera di un valente artista di Nimis. E siccome siamo una delle Città del vino, a una selezione di un ottimo Ramandolo». Vino che, peraltro, gli amici stiriani hanno potuto degustare, assieme ad altri prodotti nostrani, nel ben fornito stand allestito con la collaborazione della Pro Loco, rappresentata dal suo presidente Mario Srebotuyak. Mentre, assieme ai numerosi ospiti di Nimis, c’erano gli ex sindaci Giorgio Bertolla, Gloria Bressani, Danilo Gervasi e Renato Picogna, oltre a chi scrive che nel 1990 controfirmò proprio a Lannach il gemellaggio siglato un anno prima in Friuli da Germana Comelli nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli. Nel contempo, il borgomastro Josef Niggas ha ricordato con grate parole il sindaco Walter Tosolini, scomparso un paio di anni fa, e i suoi predecessori Josef Mayer e Maximilian Röck, sottolineando quanto sia importante questo vincolo di amicizia che i 35 anni trascorsi non hanno allentato bensì rafforzato. Per cui – sottoscrivendo con il dottor Mareschi una nuova pergamena celebrativa – si è augurato che «questa bellissima esperienza continui con immutato vigore, regalando nuove soddisfazioni a entrambe le comunità». E questo sarà il compito delle civiche amministrazioni che usciranno dalle prossime elezioni comunali sia a Lannach che a Nimis.
Una bellissima mattinata, insomma, per la rappresentanza friulana in Stiria, accolta con calore dagli amici di Lannach e dallo stesso borgomastro Niggas che si è improvvisato, in un simpatico siparietto, anche direttore della Banda cittadina, le cui note hanno reso ancora più festosa una giornata che resterà segnata con importanti caratteri nella storia del gemellaggio. Ebbe ragione Rodolfo Zilli – il figlio dello scultore, scomparso una decina di anni fa e sepolto, con la sua famiglia, proprio nel cimitero di Lannach -, a promuovere questo bellissimo rapporto assecondando gli ideali espressi da un’Europa unita e solidale. Valori sottolineati anche in quelle opere che l’artista di Nimis realizzava nel Castello di Lannach che sorge vicino alla moderna Chiesa parrocchiale, dove i fedeli vengono accolti dalle braccia aperte di quel Dio Padre scolpito proprio da Zilli.

—^—

In copertina, il borgomastro Josef Niggas sottoscrive con il commissario Giuseppe Mareschi la nuova pergamena del gemellaggio; all’interno, alcune immagini della bellissima festa e infine il Dio Padre scolpito da Rodolfo Zilli.

Nimis e Lannach “gemelli” per almeno altri 35 anni! Che bella festa alle Pianelle per rinnovare i legami di amicizia. Arrivederci in ottobre nel paese stiriano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ci troviamo qui riuniti per celebrare una ricorrenza che possiamo definire storica per le nostre due comunità: trentacinque anni fa, il 10 di settembre, veniva siglato il gemellaggio tra i nostri due Comuni ed oggi siamo perciò a festeggiare assieme, con gioia e commozione, questo importante traguardo. Nel corso di questi anni i legami fra i nostri due Comuni si sono stretti attorno ai principi di libertà, fraternità, democrazia, pace e cooperazione. Credo di poter affermare che le due comunità hanno saputo dare piena e concreta attuazione a questi nobilissimi principi, coinvolgendo nell’esperienza del gemellaggio tante associazioni, tante famiglie e tantissimi cittadini, raggiungendo obiettivi importantissimi (penso all’ottenimento del Diploma europeo e della Bandiera europea)». Sono le parole con cui il commissario straordinario Giuseppe Mareschi ha esordito nel suo indirizzo di saluto alla comunità di Lannach giunta a Nimis, con il borgomastro Josef Niggas, per celebrare il 35° anniversario del gemellaggio sottoscritto ufficialmente nell’ormai lontano 1989, in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini, nel ricordo di Rodolfo Zilli, lo scultore partito bambino da Nimis con la sua famiglia e che aveva proprio nel Castello di Lannach lo studio-laboratorio.

«Sono persone che grazie anche al gemellaggio – ha ripreso il dottor Mareschi – hanno potuto maturare una vera coscienza europea. Il percorso di unificazione europea deve certamente ancora compiersi e molto resta da fare in termini politici, economici e sociali, ma esperienze come la nostra dimostrano che non c’è un’altra via per garantire ai nostri popoli ed al mondo intero un futuro di serenità e di prosperità. Non dimentichiamo, infatti, che l’Unione Europea ha consentito ai nostri popoli di vivere il più lungo periodo di pace dai tempi di Ottaviano Augusto. Posso dire che le due comunità credono fortemente in questo progetto e si impegnano perché lo stesso continui a crescere. Le amicizie che si sono formate, le esperienze che sono state vissute, le storie che sono state scritte in questi trentacinque anni testimoniano più di qualunque discorso ed oltre ogni commemorazione che la scelta di percorrere la strada del gemellaggio era e rimane corretta. La consapevolezza di aver saputo e voluto dare un piccolo ma prezioso contributo per la realizzazione di quell’ideale europeo, per il quale si impegnarono personalità illustri del nostro continente, è motivo di orgoglio da un lato e di responsabilità dall’altro». E ha aggiunto: «Ringrazio pertanto tutti coloro che si sono finora impegnati perché il nostro gemellaggio viva e dia frutti, e penso ai sindaci – Germana Comelli, chi scrive, Renato Picogna, Danilo Gervasi, Walter Tosolini, Gloria Bressani e Giorgio Bertolla, ndr – ed agli amministratori che si sono succeduti, alle tante associazioni ed alle tantissime famiglie che negli anni sono state coinvolte. Un grazie e un affettuoso saluto al professor Rodolfo Zilli per il suo generoso e indefesso impegno a favore del gemellaggio, al borgomastro Max Röck e al sindaco Walter Tosolini. Sono certo che l’affetto che ci lega e che il gemellaggio suggella, testimoniato proprio da questa grande e spontanea partecipazione che da ormai trentacinque anni caratterizza gli incontri fra le nostre due comunità, ci aiuterà a scrivere negli anni a venire nuove bellissime pagine della nostra storia insieme. Viva il gemellaggio, viva l’Europa Unita e viva Lannach!». Il commissario ha quindi concluso: «Abbiamo pensato a un ricordo per questa giornata, ma l’artista cui abbiamo commissionato l’opera la sta ultimando. La porteremo a Lannach il prossimo mese. Però un omaggio al sindaco: Nimis è Citta del vino. Ogni anno organizziamo un evento “Diamo un taglio alla sete”. Una grande iniziativa di amicizia e solidarietà da tutto il mondo che, attraverso l’acquisto di vino, finanzia e realizza pozzi di acqua dolce in Africa. Ma che vino! È un vino solidale, ottenuto da più uve donate da enologi di tutta Italia. Buonissimo. Ed è proprio lo spirito del nostro gemellaggio: unire mondi e persone diverse per realizzare, con generosità, un armonico insieme. E infine grazie alla Pro Loco di Nimis per quello che hanno preparato per noi».

Applauditissime le parole di Giuseppe Mareschi – incaricato di amministrare il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative della prossima primavera – anche da parte della rappresentanza di Lannach che ne ha appreso il significato grazie alla simultanea traduzione di Angelika Pfister, la direttrice della Biblioteca civica. Cosa che ha fatto anche con il successivo saluto del borgomastro Niggas, il quale ha sottolineato quanto la cittadina stiriana tenga a questo rapporto di amicizia con Nimis e si impegni per mantenerlo sempre vivo e conservarlo nel tempo. Almeno per i prossimi 35 anni, ha aggiunto qualcuno con una battuta che però non si discosta certamente dalla realtà, perché significa “per sempre”. Niggas ha, pertanto, dato appuntamento agli amici friulani il 6 ottobre a Lannach quando, in occasione della festa paesana – come appunto la “Sagre des Campanelis” a Nimis – saranno rinnovati i patti del gemellaggio sottoscritti qui su una bella pergamena, portata dalla stessa delegazione austriaca, dal commissario comunale e dal Bürgermeister.
La breve ma simpatica e significativa cerimonia sotto il pronao del Santuario delle Pianelle – conclusa da un apprezzatissimo pranzo predisposto proprio dalla Pro Nimis guidata da Mario Srebotuyak – aveva fatto seguito alla Messa solenne per la ricorrenza della Natività della Madonna celebrata da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza del vincolo di amicizia che ormai da tanti anni lega i due paesi, donando infine un ricordo al sindaco Niggas: quel Cristo morto e risorto, presente in tutte le case della Parrocchia, che testimonia il trionfo della vita e quindi del bene sul male, quale sprone a credere in un futuro di pace e di fratellanza fra i popoli. Valori che sono insiti nello stesso gemellaggio e che saranno ribaditi nel prossimo mese, appunto, a Lannach. Ricordando ancora una volta quel grande friulano, Rodolfo Zilli, nel cui nome le due comunità si sono incontrate e sono diventate saldamente amiche.

—^—

In copertina, il borgomastro di Lannach e il commissario di Nimis firmano la pergamena con cui si rinsalda il gemellaggio sottoscritto 35 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da monsignor De Tina, i discorsi dei sindaci e cittadini dei due paesi che hanno partecipato alla bella cerimonia sotto il portico del Santuario.

Alle Pianelle fa subito centro il Mercatino dei Creativi di Nimis. I protagonisti stanchi, ma entusiasti: “Ritorneremo!”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Hanno dovuto riporre anzitempo le loro cose negli scatoloni e smontare i leggeri gazebo, perché sul Prato delle Pianelle c’erano già le avvisaglie del maltempo annunciato. Ma il successo del loro debutto era già avvenuto e la soddisfazione sui volti dei “Creativi di Nimis” era palpabile. Il loro primo Mercatino ha colto nel segno ed ha rappresentato la vera novità di questa 508ma “Sagre des Campanelis” che salvo un po’ di pioggia il primo e, appunto, l’ultimo giorno – domenica 8 settembre festa della Natività della Madonna -, ha beneficiato di un tempo molto bello e invitante. Come quello che ha contrassegnato il via dell’allestimento del Mercatino e quindi tutta la mattinata allo stesso dedicata. Tantissimi sono coloro che, fedeli frequentatori della più antica tradizione della pedemontana, amata dal Tarcentino e dal Rojale fino a Udine, si sono avvicinati ai banchetti dei “Creativi” per ammirare la loro abilità manuale, ma anche la loro indubbia fantasia che li ha portati a offrire ricordi della sagra fra i più disparati. E tantissimi sono coloro che hanno messo mano al portafoglio per portarsi a casa qualcosa di originale e, appunto, creativo, che non si trova assolutamente nei centri commerciali che ormai dettano legge su quanto ognuno di noi deve comprare.

Alla fine, dunque, volti più che soddisfatti, felici di aver fatto questa esperienza e che sicuramente avrà un seguito, possibilmente arricchito anche da nuove presenze, il prossimo anno. Hanno, infatti, già assicurato: «Ritorneremo!». Stanchi ma felici, insomma, a cominciare da Maria Ceschia, appassionata leader del gruppo, il vero “motore” e “cemento” dell’iniziativa. Super-contenta per aver dato vita a «una bella giornata tra arte, manualità, tradizioni e sapori del nostro territorio», il tutto proposto da «piccoli e grandi artisti locali, autori di pezzi unici fatti a mano con amore, passione e fantasia». Anche per raccogliere fondi per poter ridonare al Santuario mariano la pala di San Valentino, in sostituzione della copia fotografica ormai sbiadita che rimpiazza quella andata distrutta dalle fiamme una decina di anni fa. Ricordiamo allora chi sono i “Creativi di Nimis”, protagonisti di questa bellissima mattinata sul Prato delle Pianelle: oltre appunto a quelle di Maria Ceschia, sono stati molto apprezzati i lavori di Aldo Attimis, Adriana Bassi, Damiano Bertolla, Giuseppe Bertolla, Loretta Casasola, Marisa Comello, Lorena Cussigh, Franca Galioti, Donata Gervasi, Rita Grassi, Severo Lauzana e Claudio Marchiondelli. «I nostri ringraziamenti – sono ancora parole di Maria Ceschia – vanno alla Pro Loco del Comune di Nimis che ci ha ospitati, ma anche e soprattutto a tutti i visitatori, concittadini per la maggior parte, che sono passati a salutarci, a curiosare tra le nostre piccole e grandi opere e anche a fare acquisti. Grazie davvero! Ci avete coccolati e rincuorati con i vostri complimenti ed è stato bello poter parlare con tanti di voi: devo dire che ci siamo sentiti un po’ più “paese”. Speriamo di poter ripetere questa bella iniziativa e ci auguriamo di trovare nuovi “creativi” che si aggiungano al gruppo che, ricordiamo, è aperto a tutti».
Accanto a quelle del gruppo c’erano anche bancarelle con prodotti alimentari tipici e oggettistica varia, oltre a uno stand – peraltro ospite ogni anno della sagra settembrina – del Comune austriaco di Lannach, gemellato con Nimis, che ha esibito alcune delle tipiche produzioni della Stiria, mentre si celebravano in Chiesa, e fuori, i 35 anni di questa bellissima amicizia senza confini. Ma su questo significativo evento ritorneremo. Oggi era giusto rendere merito proprio all’iniziativa dei Creativi. Perché Nimis, osservavamo annunciando questo primo Mercatino, non conta soltanto buoni e cattivi – come recita il vecchio detto -, ma anche tanti che hanno idee, fantasia e voglia di fare, realizzando qualcosa di nuovo e di originale. Creativi, appunto!

—^—

In copertina, il gruppo dei “Creativi di Nimis” e all’interno alcune delle loro realizzazioni sul Prato delle Pianelle.

Natività della Madonna, a Nimis i riti della tradizione. Le fisarmoniche di Tarcento domani sera per il gran finale dei plurisecolari festeggiamenti

(g.l.) A Nimis, oggi, penultimo giorno del tradizionale Ottavario, perché domani, 8 settembre, c’è la grande festa della Natività della Madonna attorno alla quale ruota l’Antighe Sagre des Campanelis, che vanta oltre cinque secoli di storia. Domani, infatti, il grande protagonista sarà l’amato Santuario che sarà al centro dei numerosi riti. Quattro infatti le Messe: alle 6.30, alle 7.30, alle 9.30 con il pellegrinaggio di Vergnacco che attesta quanto il Rojale sia ancora legato alla ricorrenza settembrina nel paese pedemontano. Alle 11 la solenne celebrazione eucaristica alla quale parteciperanno anche gli amici di Lannach, attesi per festeggiare i 35 anni del gemellaggio tra Nimis e la cittadina stiriana: con loro seguirà anche il pranzo sotto il tendone.


Alle 9.30 sarà inaugurato il primo mercatino “I Creativi di Nimis”. Esporranno: Aldo Attimis, Adriana Bassi, Damiano Bertolla, Giuseppe Bertolla, Loretta Casasola, Maria Ceschia, Marisa Comello, Lorena Cussigh, Franca Galioti, Donata Gervasi, Rita Grassi, Severo Lauzana e Claudio Marchiondelli. Nel pomeriggio, dopo la funzione di chiusura dell’Ottavario, ci saranno giochi per bambini sul prato e al termine tradizionale concerto della Banda di Vergnacco seguito dalla estrazione della tombola. Alle 20, nel Santuario, concerto con ingresso libero dell’Ensemble Flocco Fiori – Gruppo fisarmonicisti Tarcento, diretto dal maestro Massimo Pividori, concittadino come altri musicisti della formazione. Molto interessante si annuncia il programma, con brani intonati alla tradizione – anche religiosa, visto il luogo sacro che ospita la serata – e con trascrizioni da autori classici di grande effetto, che dimostrano la versatilità dello strumento a mantice, fino a pochi anni fa considerato soltanto come brioso accompagnamento di feste popolari o di ritrovi in osteria. Invece no, la fisarmonica si è rivelata strumento molto duttile anche per interpretazioni più importanti, tanto da vedersi aprire le porte dei Conservatori musicali con l’istituzione di Cattedre specifiche. Al termine di questo invitante concerto, ancora musica sul palco del parco: saranno protagonisti gli Straballo band. Alle 23 spettacolo pirotecnico di chiusura dei festeggiamenti.
La giornata odierna, invece, dopo le manifestazioni sportive della mattinata, alle 14 invita a una nuova estrazione della tombola, mentre alle 15 seguirà una visita guidata con degustazione alla Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli. Una parentesi sportiva anche nel pomeriggio con, alle 17, primi passi mini-enduro con Bad Boys di Buja. Dalle 21.30 grande serata con Dj Stefy de Cicco, special guest di Matrix. Insomma, un ricco programma quello che tra oggi e domani viene proposto dalla Pro Nimis, per cui c’è soltanto da sperare nella clemenza del tempo!

—^—

In copertina il maestro Massimo Pividori e all’interno il Gruppo fisarmonicisti Tarcento che domani sarà in concerto alle Pianelle.

Nimis, il ricordo dell’incendio ’44 e delle vittime dei Lager: anche da Lannach un omaggio alla memoria di Bruno Fabretti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Un’assenza avvertita da molti, quest’anno, alla commemorazione del 29 settembre 1944, la incancellabile data in cui Nimis, per rappresaglia, fu data alle fiamme e che segnò la deportazione di tanti suoi figli, molti dei quali non fecero ritorno dai Lager. Bruno Fabretti riuscì invece a rivedere i propri cari e da allora decise di trasformare la sua vita in un continuo, ininterrotto messaggio di testimonianza per raccontare a tutti, soprattutto ai più giovani, l’orrore di quella drammatica esperienza.

Il discorso e la cerimonia al monumento.

Ma alla cerimonia di venerdì mattina, prima nel Duomo di Santo Stefano e poi nell’attiguo Parco delle Rimembranze dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello dedicato alle vittime dei campi di concentramento, mancava proprio lui, che si è spento alla soglia dei cent’anni a metà luglio. Tuttavia, il commendator Fabretti era idealmente presente con due dei suoi figli, Anna e Giuseppe, ma anche attraverso le grate parole che ha dedicato al suo ricordo il sindaco Giorgio Bertolla e grazie al pensiero che ha avuto per l’amico di Nimis la comunità di Lannach con il suo borgomastro Josef Niggas. Dalla cittadina stiriana – gemellata nel nome di Rodolfo Zilli, artista di Nimis lassù emigrato fin da ragazzino – è giunto infatti, graditissimo, un cero con l’immagine proprio di Bruno Fabretti che è stato deposto dinanzi al cippo dei morti nei Lager che l’ex internato più conosciuto del Friuli volle realizzare nell’ormai lontano 1989, quarantacinque anni dopo le tragedie della seconda guerra mondiale scatenate dalla furia nazifascista per soffocare la fervente attività partigiana.

Messa, corteo e campana di Centa.


Come sempre, la giornata rievocativa è cominciata con la Messa di suffragio nella Chiesa comparrocchiale. «Non esiste una guerra giusta», ha ammonito monsignor Rizieri De Tina prendendo spunto dalla famosa pagina del Vangelo di Matteo in cui si parla di “occhio per occhio…” e facendo riferimento a quanto continua ad accadere nel mondo, a cominciare dalla nostra Europa. E poi ricollegandosi ai confini evocati da un pannello realizzato dai bambini, e posto dinanzi all’altare, l’arciprete ha messo in guardia contro le divisioni che creano sentimenti di rancore e di odio, fino a portare a conseguenze molto pericolose, spesso tragiche.

I figli di Fabretti  e bambini al cippo.

Al termine, la cerimonia civile dinanzi ai monumenti, nella quale si sono aggiunte anche le scolaresche proprio perché nei più giovani, come ha lungamente insegnato Bruno Fabretti, deve germogliare il sentimento di amicizia, concordia e pace. Dinanzi a rappresentanze delle forze dell’ordine, dei Comuni vicini e delle associazioni combattentistiche e d’arma – tra gli altri, c’era il presidente di Apo Friuli, Roberto Volpetti -, il sindaco Bertolla ha tenuto il discorso commemorativo, partendo da una breve rievocazione storica di quel 29 settembre e dei giorni che lo precedettero. «Come avevo detto a Torlano il 25 agosto – ha affermato il primo cittadino – ricordare vuol dire riportare nel cuore, quindi interiorizzare un concetto che ci permette di vivere pienamente ciò che rappresenta, diventando noi stessi esempio di pace con il nostro operato. È quindi compito nostro, e non di altri, agire in prima persona per mantenere la nostra esistenza in una situazione di concordia e di pace». Quello che aveva sempre perorato proprio il commendator Fabretti. «A lui dobbiamo riconoscere – ha infatti sottolineato Bertolla – che per molti anni ci ha ricordato e testimoniato questi tremendi fatti accaduti al nostro paese e ai nostri concittadini. Con la sua instancabile testimonianza, Bruno ha fino all’ultimo cercato di sensibilizzare le nostre coscienze affinché ci impegnassimo a non smettere di adoperarci per mantenere la pace».
Quindi il vicesindaco Sergio Bonfini ha letto i nomi delle vittime dei campi di concentramento, tutti scritti su una lapide accanto al cippo che le ricorda, e a ognuno di essi è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. Un ricordo intenso e sentito, anche se la partecipazione popolare è purtroppo sempre più esigua, che assumerà ancora maggior valore nel 2024 quando ricorrerà l’80° anniversario di quei tristissimi fatti. E ricordarli adeguatamente è proprio il lascito che ci ha affidato Bruno Fabretti.

—^—

In copertina, il cero inviato da Lannach con l’immagine dell’ex internato Bruno Fabretti.

Addio a Max Röck il sindaco di Lannach che firmò il gemellaggio con Nimis nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli

di Giuseppe Longo

Il seme che viene interrato con un gemellaggio quando germina dà vita a una pianta che si chiama Amicizia. Tra due popoli, come nel caso di quella nata tra Nimis e Lannach, in Stiria a pochi chilometri da Graz. Ma anche tra le persone, le famiglie. È il caso proprio di una famiglia di San Gervasio, quella di Luciano Degano e di Luisa Baccini, che esattamente trentatré anni fa conobbe quella di Maximilian Röck, a quel tempo borgomastro (come dire sindaco, in Italia), e che oggi è addolorata per aver appreso che il caro Max non c’è più. L’hanno raccontato su Facebook Barbara Motyl e Antonella Degano, la quale ha ricordato quell’ultima telefonata dei genitori in Austria di pochi giorni fa rimasta senza risposta. All’antivigilia di Ferragosto, infatti, Max Rock se ne era appena andato, ottantanovenne, a raggiungere la sua cara Erna, morta tragicamente dieci anni fa in un incidente stradale sotto i suoi occhi a due passi da casa.
La bellissima amicizia tra le due famiglie – quella più esemplare e duratura di tutta la ultratrentennale esperienza del gemellaggio – era appunto nata in seguito alla sottoscrizione del patto di amicizia tra Nimis e Lannach avvenuta nel 1989 nel ricordo di Rodolfo Zilli, lo scultore nato a Nimis e che trascorse tutta la sua vita familiare e artistica in Austria. E proprio nel Castello di Lannach aveva il suo laboratorio, dal quale è uscito anche il busto bronzeo del cardinale Ildebrando Antoniutti, conservato nell’antica Pieve arcipretale dei Santi Gervasio e Protasio, proprio di fronte alla tomba del porporato morto nel 1974, oltre al suo busto-autoritratto posato molti anni fa davanti alle scuole. Auspice e instancabile animatore del gemellaggio il figlio Rodolfo, allora funzionario della Comunità europea a Bruxelles, pure lui scomparso da molti anni.
Il primo atto del gemellaggio fu sottoscritto a Nimis dall’allora sindaco Germana Comelli e da Helmut Kormann in rappresentanza della municipalità di Lannach. Un anno dopo, nel Castello della località stiriana, ebbi l’onore di firmare proprio con il collega dottor Röck, la pergamena che “consacrava” in terra austriaca quell’importante patto di amicizia. Entrambi, infatti, eravamo da poco subentrati alla guida delle rispettive amministrazioni. Era l’estate del 1990.
Tante, successivamente, le occasioni di incontro, a Lannach ma soprattutto a Nimis, dove una rappresentanza d’Oltralpe scende ogni anno in occasione dell’antica sagra settembrina che ormai sta bussando alle porte. E anche l’ormai ex sindaco di Lannach faceva spesso parte del gruppo di amici stiriani che da tanti anni ormai sono guidati dall’attuale borgomastro Josef Niggas. Max Röck – ai cui funerali, celebrati a Graz, ha partecipato anche la famiglia Degano – lascia un bellissimo ricordo, di persona colta, preparata, sempre disponibile. Animata da quel sorriso che sul suo volto non mancava mai, ma che la perdita così tragica e repentina dell’amata moglie aveva purtroppo spento.

—^—

In copertina, l’ex borgomastro di Lannach Max Röck spentosi recentemente a 89 anni.

Il “Giro d’Italia” a Villanova delle Grotte tra le note della Banda di Lannach

Atmosfere stiriane questo pomeriggio, a Villanova delle Grotte, per lo storico passaggio del “Giro d’Italia”, nell’ambito della bellissima tappa Marano Lagunare-Castelmonte. Sarà infatti ospite della piccola frazione di Lusevera, sul monte Bernadia, la Banda musicale di Lannach che intratterrà il pubblico, desideroso di applaudire i “girini” in arrivo da Tarcento, a partire dalle 14, in quanto la “carovana rosa” è previsto transiti alle 14.22. La cittadina stiriana è infatti gemellata da oltre trent’anni con la vicina Nimis – nel cui territorio si apre il famoso Abisso di Vigant – nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, le cui opere nascevano proprio nel Castello di Lannach. La Musikkapelle Lannach sarà accompagnata anche dal borgomastro Josef Niggas.
Ricordiamo che la strada regionale 646 che sale da Tarcento, è già stata chiusa al traffico, mentre le strade Nimis – Ramandolo – Chialminis -Villanova delle Grotte; Sedilis – monte Bernadia – Villanova; Nimis – Debellis – Monteaperta – Bivio Priesaka saranno invece sempre transitabili.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini della Banda musicale di Lannach ospite di Villanova delle Grotte.