Alla Quiete di Udine nessun positivo ma si sospende l’accesso ai visitatori

La Quiete di Udine sospende temporaneamente l’accesso ai visitatori. A partire da ieri, la Asp di via Sant’Agostino ha deciso di interrompere le visite dei familiari all’interno delle proprie strutture, almeno finché non saranno terminate le operazioni di immunizzazione degli ospiti con la terza dose di vaccino.
«Ad oggi, non registriamo casi positivi, né tra i residenti né tra gli operatori – spiega il direttore generale, Andrea Cannavacciuolo –, ma preferiamo prendere questa precauzione finché tutti gli ospiti non avranno ricevuto la terza dose: la somministrazione è già iniziata e confidiamo possa terminare in circa in una settimana. Il nostro obiettivo è velocizzare più possibile i tempi di vaccinazione in modo da riaprire alle visite quanto prima: sappiamo bene, infatti, quanto esse siano importanti per il benessere e per la qualità della vita dei nostri residenti».
I parenti degli ospiti sono già stati tutti avvisati telefonicamente e la maggior parte di essi ha compreso la situazione e le precauzioni di sicurezza de La Quiete. Avendo testato come gestire al meglio il rapporto con i familiari durante i precedenti mesi di chiusura, La Quiete ha implementato tutti i supporti digitali per le videochiamate: ci sono operatori dedicati proprio per facilitare l’uso del telefonino, se il residente ne possiede uno, o a fornire e gestire gli strumenti tecnologici per poter rimanere in contatto attivo con la famiglia. È comunque sempre possibile chiamare il centralino de La Quiete allo 0432.886211 che prende nota della singola esigenza e la comunica direttamente al nucleo di riferimento dell’ospite che assicurerà il successivo contatto con il familiare.

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In copertina, uno scorcio del padiglione d’ingresso de La Quiete.

Fondazione Morpurgo Hoffman e Cria nell’ex casetta delle suore a Udine

Con il completamento delle aree esterne e della fornitura dei mobili, si sono conclusi a Udine i lavori di ristrutturazione della ex “casetta delle suore”, l’immobile al civico 8-10 di via Pracchiuso dove alloggiava il personale che prestava servizio nell’attiguo ospedale militare. L’edificio ospiterà la nuova sede della Fondazione Morpurgo Hoffman Onlus e sarà fulcro del “Progetto Parco Servizi diffusi – La corte nel borgo” e, in prospettiva di sviluppo, del Cria, il Centro di ricerca per l’invecchiamento attivo, un incubatore di sviluppo per nuovi modelli e buone pratiche nell’assistenza, nella cura e nel sostegno a pazienti e famiglie.
La casa di proprietà de La Quiete è stata concessa alla Fondazione per 30 anni sulla base di un progetto condiviso con l’ex consiglio di amministrazione della Asp presieduto da Stefano Gasparin con l’impegno a ristrutturare il vecchio immobile e renderlo idoneo a tutte le future attività. La progettazione dell’opera di ristrutturazione è partita nel 2018 con il finanziamento dei costi di progetto da parte della Fondazione Friuli attraverso il “Bando Restauro 2018”. La progettazione è stata affidata con gara pubblica allo Studio Rigo di Udine con la supervisione dell’architetto Raffaele Shaurli come Rup incaricato dal Comune. L’esecuzione dei lavori, sempre attraverso procedura di affidamento pubblico, è stata realizzata dall’impresa di costruzioni Di Betta per un investimento totale, tra progetto, lavori e arredi, di 650mila euro.
“A conclusione del nostro mandato triennale – ha spiegato il presidente uscente della fondazione, Aurelio Ferrari – siamo orgogliosi di poter vedere completato l’ottimo lavoro di ristrutturazione della nuova sede: non è solo una riqualificazione dell’edificio, ma una valorizzazione che riguarda via Pracchiuso e l’intero quartiere che risponde così alla propria storica vocazione di assistenza, aggregazione e ritrovo”. “Lo stop forzato del cantiere per quasi 3 mesi a causa del primo lockdown – spiega la vicepresidente della Fondazione Michela Bacchetti – ha allungato un po’ i tempi della realizzazione iniziata a fine giugno 2019, ma siamo molto soddisfatti delle tempistiche e del risultato finale dei lavori che hanno dovuto fare i conti con tutte le difficoltà e le restrizioni dovute all’emergenza Covid che non ha impedito al Cda di concentrasi sull’avvio delle prime iniziative di ricerca”.
Nel frattempo, la Fondazione ha collaborato con la Asp, che aveva costituito un proprio board scientifico formato da medici, professori e professionisti del mondo sanitario e socio-assistenziale in collaborazione con l’Università di Udine e altri istituti accademici e partendo dall’osservazione e dall’analisi della operatività quotidiana nella struttura “La Quiete” ha individuato procedure specifiche per trattare gli anziani affetti dal diabete all’interno delle residenze. Le linee guida suggerite prevedono la formazione del personale dedicato all’assistenza del paziente affetto dalla malattia cronica con la finalità di ridurre gli accessi al pronto soccorso, l’eliminazione di ricoveri inappropriati, il monitoraggio e la prevenzione delle complicanze e, quindi, un miglioramento della qualità della vita e una riduzione della spesa sanitaria.
Ora completata la ristrutturazione, la Fondazione potrà ampliare le proprie attività a favore delle persone anziane con particolare riferimento a quelle più fragili, per continuare a perseguire l’obiettivo di realizzare un centro di ricerca in ambito geriatrico.

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In copertina, la casa di via Pracchiuso ristrutturata dall’impresa Di Betta.