Karpòs, vent’anni di cooperativa sociale: sarà festa al Coop Corner di Pordenone

Una delle realtà che tra le prime, in provincia di Pordenone, si è occupate di riciclo e recupero dei materiali in un’ottica di economia circolare e sostenibilità, promuovendo nel contempo l’imprenditorialità femminile: la cooperativa sociale Karpòs di Porcia (attiva anche a Torre di Pordenone) compie 20 anni. Per festeggiarli – proprio il giorno del suo anniversario, domani 1° settembre – ha invitato soci, lavoratori, amici e sostenitori con cui celebrare insieme un traguardo così importante. Appuntamento alle 17.30 al Coop Corner di Confcooperative Pordenone in Corso Vittorio Emanuele (ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica).

I costitutori il 1° settembre 2003.


Karpòs – che in greco significa frutto e qui è utilizzato nel senso di frutto del proprio lavoro – conta 30 lavoratori (dei quali 22 soci), 3 soci cooperatori volontari e 8 soci sovventori. Il 73% di soci e lavoratori è rappresentato da donne e il consiglio di amministrazione è tutto al femminile. In 20 anni di attività, ha accolto in totale 108 persone con inserimenti per lavoratori svantaggiati. Guardando ai dati degli ultimi cinque anni la cooperativa ha avviato al recupero 156 mila chilogrammi di toner esausti, 190 mila di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, 4 milioni di chilogrammi di indumenti, 153 mila di rifiuti ingombranti e 59 mila di carta. Tra i progetti più recenti il Ridoprìn Lab, laboratorio di recupero tessuti e oggetti delle donne e per le donne, con sede a Torre di Pordenone. Un progetto quest’ultimo nato sulle orme di don Giuseppe Lozer e delle donne del borgo che qui oltre 100 anni fa fondarono la Cooperativa dell’Ago.
“La nostra cooperativa – racconta la presidente Paola Marano – è stata fondata il 1° settembre 2003 dalla volontà di socie e soci, i quali, dopo un terribile incendio che aveva completamente distrutto una loro precedente attività (cooperativa C’era L’Acca, ndr), avevano deciso di continuare il proprio impegno costituendo una nuova realtà e mantenendo così il proprio lavoro fornendo servizi di pulizie e facchinaggio. Nel corso del tempo, la cooperativa ha evoluto il proprio campo d’azione alla gestione di tutte le tipologie di rifiuti fino alla costituzione del Ridoprìn lab, nuova unità produttiva dedicata al riuso dei tessuti e degli accessori basandosi sul concetto dell’economia circolare. Per noi il lavoro diventa strumento per raggiungere l’obiettivo dell’inserimento sociale, in un’ottica di valorizzazione e di espressione della persona”.
“Quella di Karpòs – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – è una storia dall’alto valore non solo economico ma anche sociale e ambientale, attenta all’imprenditorialità femminile e alla valorizzazione degli ideali cooperativistici. Ripartire nel Coop Corner, dopo la pausa estiva, proprio con la celebrazione del suo ventennale è un momento prezioso e una testimonianza di cooperazione per il territorio che vogliamo portare nel centro del capoluogo”.
Coop Corner è un’iniziativa di Confcooperative Pordenone con il supporto di Concentro azienda speciale della Camera di commercio Pordenone – Udine e Pordenone with Love. Con il sostegno di FondosviluppoFvg. Collaborano anche C’entro Anch’io Pordenone e Sedit. Oltre alle attività delle cooperative ospiti, attraverso i totem informativi allestiti nel Coop Corner viene mostrato cos’è la cooperazione, quali e quante cooperative operano nel territorio provinciale, cosa fanno e come possono essere utili a enti, associazioni e consumatori. E ora altre informazioni sui progetti della cooperativa.

RIDOPRIN LAB – Il progetto è stato realizzato grazie ad un contributo ricevuto dal Comune di Pordenone a seguito della partecipazione al bando “Per un’impresa accessibile ed inclusiva” ed è non solo un laboratorio sartoriale al femminile di recupero tessuti e oggetti, ma è anche un progetto di economia circolare sostenibile che aiuta il reinserimento lavorativo per le donne in situazioni di fragilità, valorizzando l’artigianato femminile. Attraverso questo laboratorio, la cooperativa sociale Karpòs dà lavoro e nuova vita a donne fragili, puntando a recuperare e riutilizzare senza sprechi tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale. Il nome deriva dalla frase in lingua friulana “tornìn a doprà” che tradotto significa riusiamo. Il progetto prevede anche l’organizzazione di corsi e laboratori sul riuso rivolti sia ai bambini che agli adulti ma anche incontri sull’economia circolare per sensibilizzare al concetto di riuso e di economia circolare.

LABORATORIO RAEEnter– Il laboratorio RAEEnter, realizzato esclusivamente con risorse proprie, è un luogo dedicato all’inserimento di giovani e adulti in stato di svantaggio in un percorso di osservazione e valutazione. Queste persone si dedicano al “disassemblaggio” dei RAEE non pericolosi (nella fattispecie i case dei computer) e, di conseguenza, al recupero dei componenti, attraverso le attività di smontaggio, separazione, imballaggio e stoccaggio. La concentrazione mentale e la capacità di discriminare tra i diversi elementi, hanno connotato questa attività di una forte valenza formativa. L’importanza del progetto è poi rimarcata dal fatto di coinvolgere un settore qualificante come quello del riciclo. La ricaduta di questa attività sulla qualità della vita delle persone coinvolte è decisamente positiva in quanto, il fatto di svolgere un lavoro dall’importante impatto ambientale, comporta una presa di coscienza del proprio ruolo sociale.

HABITUS – Una importante innovazione apportata al settore della raccolta indumenti, si deve al finanziamento da parte della ex Provincia di Pordenone del progetto denominato “Habitus”, finanziato con il Fondo Provinciale per l’occupazione dei disabili. Il progetto ha per oggetto la realizzazione del servizio di raccolta di indumenti usati a domicilio e a titolo gratuito e rivolto ai cittadini over 60 e/o con disabilità residenti nei comuni gestiti dalla municipalizzata Gea. Grazie a questo progetto Karpós ha potuto assumere stabilmente due persone svantaggiate per la gestione del servizio stesso.

SETTORI – Attualmente Karpòs opera in diversi settori: il settore della pulizia e sanificazioni, quello per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e l’avvio al recupero di cartucce esauste, il servizio di raccolta, trasporto, stoccaggio e recupero di Raee, quello relativo allo smaltimento di documenti con dati sensibili e poi ancora il servizio di raccolta, trasporto e stoccaggio di indumenti usati presenti negli oltre 210 cassonetti collocati sul territorio della Diocesi di Concordia Sagittaria e parte di quella di Vittorio Veneto (servendo oltre 60 comuni) e il servizio di facchinaggio e sgomberi. Attualmente la cooperativa è certificata ISO 9001:2015 relativamente alle attività di pulizia e sanificazione, e gestione rifiuti. Inoltre, si occupa anche di sensibilizzazione ambientale e in collaborazione con Gea Spa ha realizzato laboratori di riuso tessile coinvolgendo oltre 500 bambine e bambini di una quindicina di scuole dell’infanzia e primarie di Montereale Valcellina, Pordenone, Prata e San Quirino.

MISSION – Ri-dare valore alle cose e alle persone, fornendo servizi di qualità, con professionalità, nel rispetto dell’ambiente, della legalità e fornendo opportunità lavorative e di re-integrazione sociale. Rimettere in circolo materiali e risorse scartate e ri-generare abilità e capacità delle persone in condizione di difficoltà. Questa è la mission della cooperativa Karpós.

VISION – Il frutto del lavoro di Karpós è un mondo equo e giusto, pulito e bello, dignitoso e armonico, basato sul buen-vivir, senza frontiere materiali e culturali. Karpós vuole rendere possibile, anche con l’ausilio tecnologico adeguato, l’esistenza di un ambiente di vita e di lavoro sostenibile fondato su un sistema socioeconomico cooperativo, fruttuoso, rigenerante e rigenerativo. Karpós è vivere in un ambiente sano, pulito e sostenibile, frutto di una cooperazione senza frontiere.

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In copertina, un’immagine del Ridoprìn Lab messo in atto dalla cooperativa sociale.

Pordenone, oltre 500 alunni con Karpos danno una seconda vita alle stoffe usate

Che il rifiuto non sia uno scarto lo hanno imparato a scuola nel corso di quest’anno scolastico oltre 500 alunni di una quindicina di scuole dell’infanzia e primarie di Montereale Valcellina, Pordenone, Prata e San Quirino che hanno partecipato alla seconda edizione dei laboratori sul riuso tessile a cura di Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa con la fattiva collaborazione della cooperativa sociale Karpós di Porcia. Le scuole sono diventate aule ecologiche dove i bambini hanno potuto sperimentare attraverso un’attività di laboratorio il valore del riciclo e la bellezza del riuso creativo di filati, promuovendo i valori dell’economia circolare. Questi laboratori, partiti nel novembre scorso, sono proseguiti durante tutto l’anno scolastico, e hanno coinvolto oltre 500 studenti che, guidati dalle sapienti mani delle sarte del Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpòs, hanno realizzato bracciali, collane, simpatici coniglietti, galline e galli di stoffa, tutto con tessuti e materiali di recupero.


L’attività – che rientra nell’alveo del Progetto di educazione ambientale di Gea – intende sensibilizzare i giovani al riutilizzo degli oggetti di uso quotidiano destinati a diventare “rifiuto”, maturando la consapevolezza alla sostenibilità; fantasia e manualità vengono guidate e stimolate fino alla creazione di nuovi oggetti utili e divertenti. «Ogni anno in Gea – spiega Stefano Riedi, amministratore di Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa – rileviamo importanti quantità di indumenti, tessuti e pezzi di stoffa nella spazzatura, materiale ancora integro che viene irrimediabilmente sprecato. Ma è possibile dare una seconda vita agli indumenti usati, anche attraverso il riciclo creativo: ecco come è nata l’idea di “confezionare” un laboratorio ludico-didattico che valorizzasse tale materiale, rivelandone le potenzialità. Perché il miglior rifiuto è quello non prodotto!».


«Ringraziamo Gea – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós – che anche quest’anno ci ha coinvolti in questa iniziativa. Dopo il successo dei laboratori realizzati con vecchi tessuti tenuti lo scorso anno scolastico, si è condiviso di riproporre l’attività che tanto è piaciuta ad alunni e insegnanti per creare qualcosa di originale e tangibile, che i bambini potessero portare a casa e mostrare alle famiglie. È secondo noi – ha affermato – un modo “pratico” che coinvolge attivamente i bambini e fa capire loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite».
Le classi coinvolte si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno potuto sperimentare l’utilizzo di ago e filo, in un percorso che mira a valorizzare anche l’artigianato e la manualità. Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando a sua volta di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. Attraverso questo laboratorio, la cooperativa sociale Karpòs dà lavoro e nuova vita a donne fragili, puntando a recuperare e riutilizzare senza sprechi tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale. «Ci piace poter sensibilizzare – ha concluso Marano – le nuove generazioni all’importanza dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e recuperare oggetti usati dandogli nuova vita. Ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali S.p.A. per averci coinvolti in questo progetto che ci permette anche di far conoscere meglio il nostro laboratorio che è incentrato sulla sostenibilità ambientale e l’economia solidale, e mira alla creazione di nuove opportunità lavorative, in particolare per le donne fragili».

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In copertina e all’interno realizzazioni ottenute nelle scuole con le stoffe usate.

 

Ridoprin Lab, il progetto di Karpòs caso di studio a Pordenone Design Week

Il progetto Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpòs di Porcia, è diventato un caso di studio e di innovazione alla Pordenone Design Week. Una quarantina di studenti dell’Isia Roma Design sede di Pordenone guidati da un team di cinque tra project manager, tutor e insegnanti, hanno lavorato in workshop incentrato sulla ricerca di un nuovo concept e sul lavoro di riposizionamento delle attività della cooperativa così da massimizzare l’impatto sociale del progetto di sartoria dedicato alle donne più fragili e al riciclo di tessuti e materiali di recupero.


“I quaranta studenti universitari che hanno partecipato al workshop sul Ridoprin Lab – ha raccontato Paola Marano, presidente della cooperativa sociale – ci hanno dato molti spunti su come comunicare in maniera efficace le nostre produzioni che sfruttano materiale riciclato o di scarto. Siamo felici che il design si avvicini alle prospettive dell’economia circolare e che le nuove generazioni siano sempre più sensibili all’impronta ecologica della moda e del design”. I ragazzi hanno lavorato al rilancio del laboratorio valorizzando i suoi principi fondanti ovvero la produzione e il consumo responsabile e l’aspetto sociale della sartoria che prevede il reimpiego lavorativo di donne con svantaggio. Hanno poi realizzato alcuni prototipi di prodotti, utilizzando scarti industriali tessili: sono stati progettati così portapranzi, portaborracce e astucci dal design eco-friendly.
Il risultato dei lavori è stato poi presentato venerdì scorso a conclusione della manifestazione. “Quanta energia creativa abbiamo respirato – racconta Marano -. Un sentito ringraziamento va al Consorzio Universitario di Pordenone, l’Isia Roma Design sede di Pordenone, Confindustria Alto Adriatico che hanno organizzato questa bella manifestazione e a Hidra sb Strategia, Processi, Valori per il sostegno, che ci ha permesso di prenderne parte sostenendo la nostra cooperativa”.
Il Ridoprin Lab, che ha la sua sede a Torre di Pordenone in via General Cantore, è un progetto di economia circolare sostenibile che aiuta il reinserimento lavorativo per le donne in situazioni di fragilità. Attraverso questo laboratorio, la cooperativa sociale Karpòs dà lavoro e nuova vita a donne fragili, puntando a recuperare e riutilizzare senza sprechi tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale. “Ci piace quando vengono messe in circolo nuove idee – ha concluso Marano – che aiutano a sensibilizzare le persone all’importanza dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e recuperare oggetti usati dandogli nuova vita. Il nostro sogno è che il nostro Ridoprin Lab diventi sempre più un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali”.

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In copertina e all’interno i protagonisti del progetto Ridoprin Lab di Pordenone.

 

 

A scuola di riciclo con Gea & Karpos: Pordenone riutilizza filati e tessuti

Al via, in una decina di scuole del Pordenonese, la seconda edizione dei laboratori sul riuso tessile a cura di Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa con la fattiva collaborazione della cooperativa sociale Karpós di Porcia. Obiettivo: insegnare ai bambini il valore del riciclo e la bellezza del riuso creativo di filati, promuovendo i valori dell’economia circolare. Questi laboratori, partiti con il mese di novembre, proseguiranno durante tutto l’anno scolastico, e coinvolgeranno oltre 200 studenti delle scuole primarie e una sessantina di piccoli alunni frequentanti l’ultimo anno delle scuole dell’infanzia di Pordenone e di Montereale Valcellina.


L’attività – che rientra nell’alveo del Progetto di educazione ambientale di Gea – intende sensibilizzare i giovani al recupero degli oggetti di uso quotidiano destinati a diventare “rifiuto”, maturando la consapevolezza alla sostenibilità; fantasia e manualità vengono guidate e stimolate fino alla creazione di nuovi oggetti utili e divertenti. Ogni anno Gea nell’esercizio della propria attività istituzionale rileva importanti quantità di indumenti, tessuti e pezzi di stoffa nella spazzatura, materiale ancora integro che viene irrimediabilmente sprecato. È possibile dare una seconda vita agli indumenti usati attraverso la raccolta dedicata, oppure con il riciclo creativo trasformarli in nuovi oggetti: ecco come è nata l’idea di “confezionare” un laboratorio ludico-didattico che valorizzasse tale materiale, rivelandone le potenzialità. Perché il miglior rifiuto è quello non prodotto!
«Ringraziamo Gea – ha detto Paola Marano, presidente di Karpós – che anche quest’anno ci ha coinvolti in questa iniziativa. Dopo il successo dei laboratori realizzati con vecchi tessuti tenuti lo scorso anno scolastico, si è condiviso di riproporre l’attività che tanto è piaciuta ad alunni e insegnanti per creare qualcosa di originale in vista del Natale, magari da regalare alla propria famiglia. È secondo noi – ha affermato – un modo “pratico” che coinvolge attivamente i bambini e fa capire loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite».
Le classi coinvolte si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno potuto sperimentare l’utilizzo di ago e filo. Nei primi laboratori portati a termine, sono stati realizzati dagli alunni degli gnomi natalizi, utilizzando oggetti e tessuti altrimenti destinati ad essere buttati via.
Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando a sua volta di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. «Vorremmo che il nostro Ridoprìn Lab – ha concluso Paola Marano – diventasse un luogo di scambio e d’incontro, anche intergenerazionale. Pensiamo di organizzare dei laboratori didattici sul riciclo per insegnare la sostenibilità ambientale e ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa per averci coinvolti in questo progetto che ci permette di parlare alle nuove generazioni di rispetto per la terra ed economia circolare».

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In copertina e all’interno alcuni simpatici oggetti ottenuti con l’arte del riciclo.

 

“Ridoprin Lab”, una menzione speciale per la cooperativa Karpós di Porcia

“Ridoprin Lab”, laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone realizzato dalla cooperativa sociale Karpós di Porcia, che si occupa di recupero tessuti e oggetti mirando al contempo al reinserimento occupazionale di donne fragili, ha ricevuto una menzione speciale al premio PerCoRSI in FVG 2 – Percorsi per la salute, la sicurezza e la qualità della vita lavorativa in Friuli Venezia Giulia, iniziativa cofinanziata dal Fondo sociale europeo nell’ambito dell’attuazione del POR 14-20, con capofila Ires Fvg Impresa Sociale e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. A consegnare i riconoscimenti l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen.

«Siamo molto orgogliosi per questo riconoscimento – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós dopo la cerimonia – che premia la nostra capacità di aver colto una nuova esigenza del territorio: riutilizzare i rifiuti. Con il nostro nuovo laboratorio stiamo cercando di creare opportunità lavorative per le fasce deboli rappresentate in primis dal target femminile oltre a realizzare un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali».
La mission di Karpós è da sempre ridare valore alle cose e alle persone, fornendo servizi di qualità e favorendo opportunità lavorative e di reintegrazione sociale: per tutte queste ragioni e per la grande attenzione all’ambiente e al diritto ad avere un lavoro dignitoso, che la cooperativa Karpos, facente parte di Confcooperative Pordenone, è stata insignita della menzione a carattere regionale. Il Premio è stato anche l’occasione per un confronto e un approfondimento sulle sfide future per la sostenibilità e la qualità del lavoro a cui saranno chiamate nei prossimi anni imprese ed enti regionali.

«Il Ridoprin Lab coglie le sfide future per la sostenibilità e intende sostenere le donne che – ha concluso Marano -, impegnate in lavori usuranti come per esempio nei servizi di pulizie o nella professione di Oss, faticano a raggiungere l’età pensionabile e si trovano costrette a lasciare il lavoro oppure donne sole con bambini, senza reti parentali, che necessitano di orari particolari di lavoro, donne anziane, depositarie di abilità manuali ormai desuete, in una logica di invecchiamento attivo, oltre che donne immigrate che provengono da contesti culturali diversi da quelli presenti nel comprensorio pordenonese, in questo senso lavoriamo per rispettare gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 quali: la parità di opportunità tra donne e uomini, la promozione della gestione e uso efficiente delle risorse naturali e lo sviluppo di una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile». Il progetto Ridoprin Lab è stato finanziato nell’ambito del bando “Un’Impresa accessibile ed Inclusiva” promosso dal Comune di Pordenone e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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In copertina e qui sopra gli oggetti prodotti nel laboratorio; all’interno, il premio e la sua consegna.

 

Ecco “Reintrecci”: coop sociali e Leonardo in un Natale di solidarietà

Natale è nell’aria e mai come quest’anno, segnato dall’emergenza Coronavirus, c’è bisogno di regali che abbiano valore sociale e che aiutino il territorio in cui si vive. A dare concretezza a questo “sentimento” il progetto denominato “Reintrecci” che mette in rete il Consorzio Leonardo con le cooperative sociali Il Colore del Grano Onlus e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, la fattoria sociale Il Ponte di Prata, la cooperativa sociale Karpòs di Porcia e Laboratorio Scuola Onlus di Pordenone (aderenti come il Consorzio a Confcooperative Pordenone). Una rete incentrata sul fundraising per sostenersi a vicenda e aiutare chi, in questo momento di crisi, ha più bisogno: bambini e ragazzi supportati nei loro percorsi scolastici, persone con disabilità, famiglie con difficoltà economiche e sociali, lavoratori sottoposti a rischio sanitario. Ogni somma donata diventerà un aiuto concreto, passando, solo per fare un esempio, dalle mascherine per proteggersi ai digiquaderni, e-book molto utili per l’insegnamento.

“Nel 2020 le persone all’interno e all’esterno delle nostre organizzazioni cooperative – spiegano la vicepresidente del Consorzio Leonardo, Federica Barabas, assieme a Nicole Colussi, responsabile del progetto “Reintrecci” – hanno sperimentato una situazione di difficoltà diffusa che ha portato alla luce gli aspetti più fragili delle loro esistenze. Questa esperienza ha segnato profondamente le vite di ognuno. Per questo il progetto è rivolto alle persone di cui ci prendiamo cura quotidianamente e che incrociamo sia durante il nostro lavoro che nella vita di tutti i giorni. Con una donazione potremo sentirci tutti parte di un naturale percorso di comunità”
Le realtà promotrici sono impegnate in diversi ambiti sociali per i quali sono previste diverse forme di sostegno, tutte improntate sulle concretezza. Chi vorrà contribuire, potrà scegliere, per esempio, di sostenere il percorso denominato “socializzare in sicurezza” e fare una donazione finalizzata all’acquisto di dispositivi per la sicurezza (mascherine, termoscanner) e alla sanificazione (gel e prodotti disinfettanti, lavapavimenti, macchine per la sanificazione). Un’altra forma di sostegno è dedicata agli strumenti tecnologici. “Le persone con disabilità e i minori delle famiglie più svantaggiate – specificano Barabas e Colussi – hanno subito pesanti conseguenze durante e dopo il lockdown soprattutto per mancanza di relazioni e difficoltà di apprendimento”. Si potrà donare denaro per l’acquisto di pc, tablet, stampanti e digiquaderni.

Un altro tipo di donazione è quello per corsi e laboratori per famiglie in difficoltà nell’utilizzo di strumenti tecnologici, nella didattica a distanza e nel disbrigo di pratiche burocratiche online, seminari informativi per le comunità sui rischi dell’utilizzo di tecnologie e accompagnamento all’utilizzo delle tecnologie alle persone con disabilità, incontri di alfabetizzazione informatica per genitori con svantaggio e corsi su igiene personale e uso dispositivi di protezione e sanificazione.  È possibile fare una donazione online tramite carta di credito o paypal sul sito www.reintrecci.it nella sezione “dona ora” oppure attraverso bonifico bancario all’iban IT85I0835612500000000066424 – Banca BCC Pordenonese Monsile, causale Donazione per Reintrecci Leonardo Consorzio di Cooperative Sociali onlus. “Ricordiamo che si possono ottenere benefici fiscali per le donazioni – hanno concluso le due responsabili – quindi donare fa bene non solo agli altri, ma anche a chi dona”.
Il progetto è stato presentato a livello nazionale come esempio di progetti capaci di andare incontro alle comunità e ai bisogni emergenti all’interno del workshop sull’impresa sociale organizzato da Iris Network Istituti di Ricerca sull’Impresa sociale che potete vedere a questo link https://www.youtube.com/watch?v=uGoiw5c_QNM. Inoltre, il Consorzio Leonardo è attualmente impegnato nella presentazione di Reintrecci anche alle pubbliche amministrazioni per aumentarne la condivisione.

Un incontro per “Reintrecci”.

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In copertina, il logo della bella iniziativa in programma a Pordenone.