Natale solidale a Pordenone, da oggi sarà aperta la casetta di Confcooperative

Il Natale è ancora più solidale in città grazie alla proposta di Confcooperative Pordenone. Aprirà infatti da oggi, rimanendo poi visitabile fino al 24 dicembre, una casetta natalizia in corso Garibaldi (di fronte al Palazzo della Provincia) dedicata ai prodotti artigianali realizzati con cura e passione dai laboratori delle cooperative sociali Il Piccolo Principe, Il Granello, Nuovi Vicini, Karpos, Noncello e Acli. «Un progetto – sottolinea Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone – che ci ricorda come le cooperative operino ogni giorno per creare un futuro migliore per tutti. Acquistandone i prodotti si sostiene il lavoro e la crescita di persone e territori».
Nella casetta si potranno trovare addobbi natalizi, oggettistica in ceramica e legno, prodotti alimentari confezionati, borse, zaini e tessili realizzati a mano con materiali di recupero. Gli orari di apertura sono 9-13 e 15.30-19.30. Il sabato, la domenica e dal 21 al 24 dicembre aperta con orario continuato dalle 9.30 alle 19.30. Scegliendo questi i prodotti artigianali, inoltre, si contribuirà a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere un consumo consapevole, creando un mondo più equo e inclusivo.

Cooperative pordenonesi premiate a Roma per l’impegno nella sostenibilità

Premio nazionale per la cooperativa del settore spettacolo Claps di Pordenone: ha infatti ricevuto il riconoscimento al contest Sostenibilità cooperativa di Confcooperative, che ha visto partecipare 144 cooperative da tutte le regioni della Penisola. Riconoscimenti (Viticoltori Friulani La Delizia) e attestati (Futura e Karpos) anche per altre cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone durante la Giornata della sostenibilità cooperativa svoltasi a Roma alla presenza del presidente nazionale Maurizio Gardini.
Premiata la foto con cui la cooperativa Claps ha voluto raccontare il periodo complicato vissuto da tutto il settore degli eventi durante la fase acuta della pandemia e di come da questo momento buio sia partita come risposta una buona pratica che ha fatto aumentare la presenza femminile nella propria attività di facchinaggio.
“Il settore dei servizi tecnici per lo spettacolo – spiega il vicepresidente, Davide Pettarini insieme al presidente Simone Del Mul – è stato uno dei più colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19. In particolare, chi lavorava nel facchinaggio, ruolo cruciale nella logistica di un evento e quindi in tutte le fasi di movimentazione del materiale tecnico e strutturale utile alla realizzazione di un concerto o di uno spettacolo, è rimasto del tutto privo di mansioni. Si trattava di un ruolo, per tradizione, al 99,9 % ricoperto da lavoratori di sesso maschile che, nella maggior parte dei casi, hanno trovato nuova occupazione in altri rami del settore della logistica. Quando anche il settore degli spettacoli ed eventi dal vivo è ripartito, abbiamo assunto nella nostra cooperativa alcune ragazze che volevano espressamente cimentarsi nel ruolo di facchino. Siamo stati felici di assecondare la loro scelta e di affiancarle ai nostri storici collaboratori in un settore che, a differenza di quanto potrebbe sembrare a prima vista, non è fatto solo di forza, sudore e muscoli in tensione ma necessita di decisioni rapide, di attenzione all’ascolto, di dialogo costante con tutte le figure che ruotano attorno a un meccanismo fluido e complesso come quello dell’allestimento tecnico di uno spettacolo. Sapevamo che lo sguardo femminile nel settore del facchinaggio avrebbe dato forza a un diverso modo di pensare e di osservare il lavoro e così è stato, perché grandi corpi servono a poco se non sanno muoversi con la sottile grazia dell’intelligenza”.
Riconoscimento speciale per il suo Prosecco Doc sostenibile Uva, raccontato in un emozionante video, per i Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa. Attestato di partecipazione anche per le cooperative Futura di San Vito al Tagliamento e Karpos di Porcia. “Un premio – commenta Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – che riconosce l’impegno del mondo cooperativo del Friuli occidentale nel perseguimento, attraverso le proprie attività e nel rapporto con il territorio e sue comunità, dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

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In copertina, “La forza di pensare al femminile” il lavoro di Claps premiato.

 

A Pordenone la moda etica sostenibile in aiuto alle donne vittime di violenze

La cooperativa sociale a maggioranza femminile, l’artigiana della moda e l’artigiana dell’arredo tessile: donne che uniscono le energie a Pordenone per il progetto di moda etica a sostegno dell’Associazione Voce Donna, che offre aiuto alle vittime di violenza. Questo è “LaNina il filo che unisce” progetto che vede la collaborazione tra la cooperativa sociale Karpós con il suo Ridoprin Lab – laboratorio di riuso tessile con sede a Torre di Pordenone -, la Sartoria Creativa Lacibi di Cinzia Cibin di Pordenone e Laboratoriotappeti di Elena Pin pure della città del Noncello. Donne che cooperano in rete producendo capi d’abbigliamento con lana cotta artigianalmente realizzata da filati di qualità, in lana rigenerata certificata, e a zero spreco di materiali, per questo progetto che ha preso il via proprio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, lanciando un messaggio di solidarietà tutto al femminile.

Ecco il Ridoprin Lab.

«Si tratta di un progetto di moda sostenibile, etica, generativa che unisce realtà diverse: noi come cooperativa sociale ci occupiamo degli inserimenti lavorativi di donne fragili all’interno del nostro laboratorio tessile Ridoprin Lab – ha spiegato Paola Marano, presidente della cooperativa Karpós -, Elena Pin produce la lanacotta utilizzando anche lana rigenerata certificata che verrà usata nei capi che sono disegnati e studiati da Cinzia Cibin e che poi verranno prodotti nei nostri laboratori». Una collezione dedicata alle bambine e ai bambini che verrà venduta sia nella sartoria Lacibi in via Vallona 61 a Pordenone, sia al Ridoprin Lab a Torre di Pordenone. Parte del ricavato verrà devoluto ai progetti dell’associazione Voce Donna di Pordenone.
«Un progetto generativo portato avanti e voluto da tre donne che vogliono fare rete e professionalizzare altre donne che sono in attesa di collocazione lavorativa, offrendo loro nuove competenze e sostenendo l’associazione Voce Donne – hanno aggiunto Cibin e Pin insieme a Marano -. Siamo molto entusiaste di questa collaborazione e stiamo già sviluppando il brand “LaNina il filo che unisce” con l’obiettivo di produrre capi d’abbigliamento di pregio che siano anche sostenibili, etici e capaci di associare il valore della lavorazione artigianale tradizionale della lana al valore sociale dell’inserimento lavorativo femminile». Tra le proposte che sarà possibile acquistare ci sono le t-shirt per donna e bambina con l’immagine iconica di LaNina, le prime mantelline in lanacotta con fibra rigenerata per bambini e seguiranno, passo passo la formazione delle sarte, anche tutine, scamiciati e altri accessori, tutti sostenibili e artigianali, progettati e realizzati da donne.

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In copertina e qui sopra una mantellina di lanacotta prodotta a Pordenone.

Pordenone, le cooperative sociali in difficoltà con i grandi appalti comunali

Le cooperative sociali di tipo B si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nel manifatturiero, commercio, servizi e agricoltura: un sistema che in Friuli occidentale vede 11 realtà aderenti a Confcooperative Pordenone e Consorzio Leonardo, per un totale di 311 soci dei quali 83 svantaggiati e 65 volontari. Le persone inserite sono seguite nel loro diritto ad avere un lavoro consono alle loro condizioni di fragilità. Un lavoro che oltre a essere fondamentale per la propria realizzazione economica, lo è anche per quella personale e terapeutica, facendo sentire utili per la società le persone svantaggiate.

Luigi Piccoli (Confcooperative Pn)


Ma l’epidemia da Covid-19 ha reso questi ultimi mesi molto ardui per le cooperative, che ora devono anche fare i conti con una tendenza da parte dei Comuni della zona di indire appalti per grandi servizi e con grandi importi, nei quali le realtà locali invece non sono competitive. Però l’emergenza sanitaria ha anche creato delle nuove opportunità, prontamente colte da quelle cooperative che si occupano di sanificazione e cura del verde. Infine, la ripartenza del settore manifatturiero pordenonese ha portato a nuovi ordini conto terzi per grandi aziende del territorio da sempre attente al valore sociale del lavoro, a partire dalla Savio.
Questi gli spunti emersi nella riunione che i rappresentanti delle cooperative L’Acero Rosso, Il Piccolo Principe, Futura, Karpòs e Fvg Servizi hanno avuto con il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, il direttore Marco Bagnariol e Giuliana Colussi, referente provinciale del settore delle cooperative sociali. Riflessioni condivise poi con le altre cooperative del gruppo Il Seme, Arca, Oasi, Solidarietà familiare, La Fenice e Il Ponte.
“Da parte delle nostre associate – spiega Bagnariol – c’è l’apertura a una maggiore sinergia tra di loro per rispondere a queste richieste, ma va sottolineato il rischio di un impoverimento del tessuto imprenditoriale locale se proseguirà da parte del settore pubblico il concentramento dei servizi in soli grandi appalti. Si potrebbe perdere il valore aggiunto che le nostre realtà offrono rispetto ad altre, ovvero la profonda conoscenza dei territori e delle comunità nonché delle relazioni sociali che li contraddistinguono”.
Tanto più che le cooperative sociali di tipo B del Friuli occidentale hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione dettata dal Covid-19. “In autunno ci saranno le elezioni in diversi Comuni del territorio – conclude Luigi Piccoli, che è anche presidente del Consorzio Leonardo – e sarà nostra cura presentare ai candidati sindaco il valore che le cooperative sociali producono per le comunità. Con quest’opera di sensibilizzazione proveremo a far capire come in vari settori, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei rifiuti fino all’economia circolare nel nuovo quadro della green economy, come per esempio nel riutilizzo degli indumenti, ci sono già delle realtà locali che lavorano bene e con passione. Il riavvio degli ordini da parte del settore privato manifatturiero è un segnale positivo che speriamo si amplifichi nei prossimi mesi”.

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In copertina e all’interno: le cooperative sociali del Pordenonese sono attive anche nei settori meccanico-manifatturiero e agricolo.