Il ponte di Dignano compie cent’anni: ecco come li celebrerà Dino Persello

di Giuseppe Longo

Finalmente il grande giorno è arrivato! In realtà, arriverà domani perché l’anniversario cade il 19 agosto, tuttavia la prima celebrazione si terrà oggi. Il riferimento è al centenario della costruzione del ponte di Dignano sul fiume Tagliamento: un’opera ciclopica, per quel tempo, realizzata alla fine della Grande Guerra, in anni difficili ma animati dalla speranza in una rapida ripresa dai disastri provocati dal conflitto che segnò una svolta epocale anche per il Friuli. Un’opera che, oggi, dimostra tutto il peso dei suoi anni, tanto da contrastare enormemente con un traffico che non ha nulla a che fare con quello di un secolo fa.

Dino Persello


Dino Persello, attore e regista sandanielese di riconosciuto talento, è nato proprio a Dignano, paese al quale è rimasto sempre molto legato. E proprio in omaggio al ponte che compie un secolo ha realizzato uno dei suoi apprezzatissimi lavori teatral-musicali. L’appuntamento è fissato per questa sera, alle 20.45, a Casa Zancani. Altre proposte sono in programma per domani e domenica.
Ma come è nata quest’opera? Ce lo spiega lo stesso Persello: «Il progetto teatral-musicale è nato dopo un’importante e profonda ricerca sull’affascinante storia di questa grandiosa opera relativamente ai primi difficili Anni 20 del secolo scorso. Nel racconto teatral-musicale, prenderò in considerazione diversi aspetti della realizzazione dell’opera, dalle primissime idee risalenti, pensate alla metà dell’800, fino ad arrivare al progetto definitivo, con vicende ed aneddoti curiosi ed emozionanti».
E l’artista friulano, emozionato per aver intrapreso quest’opera così importante e significativa, continua: «I tempi erano difficili e intricati, si usciva dalla Grande Guerra, miseria e disoccupazione la facevano da padrone. Ma la tenacia, la concretezza e competenza di un popolo come quello friulano che non si ferma “cuant ca le stràc, ma sôl cuant ca la finît”, hanno permesso la realizzazione di questa importante impresa, che sarebbe andata a risolvere l’aggregazione e le comunicazioni dei territori del Medio Tagliamento. Curioso, originale e intimo sarà questo “viaggio” dove le parole e la musica affidata ai “Petris” (fisarmoniche e violini), legati alle genti, ai luoghi e alla geografia territoriale, si combineranno per ridisegnare un ritratto ricco delle emotive, preziose, colorate e storiche sfumature in merito a quei luoghi e a quei tempi».
L’iniziativa di Dino Persello ha colto subito nel segno, tanto da suscitare largo interesse nella zona e in Friuli. Si sono già prenotate, infatti, a ospitare nei prossimi mesi lo spettacolo sia Spilimbergo che la “sua” San Daniele. E chi vi parteciperà di certo non rimarrà deluso, anche perché la qualità di quanto propone è sempre ai massimi livelli, suscita curiosità e interesse, toccando pure le corde del cuore.

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In copertina, il ponte di Dignano oggi percorso dalle scie luminose delle auto: una bella immagine che mostra il contrasto tra la modernità e la vetustà dell’opera.

Lingue minoritarie, il Friuli protagonista alla conferenza dell’Ecca a Trento

Il Friuli protagonista all’European Charter Classroom Activities di Trento. La città ha infatti ospitato la conferenza conclusiva dell’Ecca che ha visto la partecipazione di una rappresentanza giunta anche dalla nostra regione, oltre che ovviamente da Trentino (ladino, mòcheno e cimbro), Frisia (frisone), Comunità valenziana (catalano) e Romania (magiaro). Il progetto, cofinanziato dal Network to Promote Linguistic Diversity, rete paneuropea con sede a Bruxelles che opera nel campo delle politiche linguistiche, è nato nel 2019 con l’obiettivo di sviluppare un percorso didattico volto ad approfondire i punti che si ritrovano nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Ha fatto interagire numerose regioni, interessando scuole e alunni, da un lato, università e partner istituzionali, dall’altro.

Per il Friuli sono state coinvolte alcune classi dell’Istituto “Magrini Marchetti” di Gemona, dell’Istituto comprensivo di San Daniele e di quello di Tolmezzo. Di rilievo anche il coinvolgimento dell’Università degli studi di Udine: dal 3 al 19 maggio scorsi il Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli e il Dipartimento di Scienze Giuridiche avevano organizzato un seminario intitolato “Tutela delle minoranze e diritti linguistici in Europa: la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie” rivolto agli studenti che dopo cinque lezioni hanno sostenuto una prova finale.

Inizialmente, in dodici mesi, l’Ecca avrebbe dovuto coinvolgere alcuni studenti (e i loro docenti) in una serie di scambi linguistici e culturali. A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria, e dopo un iniziale posticipo, sono stati annullati definitivamente. Nonostante ciò, il progetto è proseguito e ha consentito alle classi interessate di produrre diversi materiali. Gli studenti hanno partecipato al contest “Cosa significa per te la tua lingua, adesso e nel futuro?”, a conclusione del quale è stata creata una serie di video che hanno messo in risalto le specifiche caratteristiche delle regioni partecipanti. Sono poi state tradotte le attività scolastiche dall’inglese alle cinque lingue delle regioni. Con lo scoppio della pandemia è stato prodotto un poster contenente una serie di indicazioni per prevenire la diffusione del virus, tradotto nelle lingue regionali e contenente le illustrazioni del fumettista trentino Fabio Vettori, e delle apposite mascherine, spedite a insegnanti e ragazzi. I partner frisoni hanno creato le lezioni Ecca, un volantino e una mappa delle lingue minoritarie rappresentate dal Npld. La conferenza conclusiva di Trento è stata un’occasione per presentare e favorire la massima diffusione e conoscenza dei materiali prodotti (a livello scolastico e accademico), dell’esperienza realizzata e delle attività implementate. Ma è stato anche un modo per porre le basi a future collaborazioni, nella speranza di poter riproporre e sviluppare totalmente le attività inizialmente pianificate.

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In copertina, ecco una bella immagine del centro storico di Trento che ha ospitato il meeting europeo.