A In\Visible cities Isonzo protagonista: oggi ultima tappa a Gorizia e Nova Gorica per il Festival che poi andrà a Gradisca

Ultima giornata fra Gorizia e Nova Gorica, per In\Visible Cities, prima di spostarsi a Gradisca d’Isonzo. Quella in programma oggi, 31 agosto, sarà ancora una giornata densa di suggestioni e incontri artistici, immersi nei paesaggi e nelle storie del territorio. Il Festival Urbano Multimediale – organizzato dall’associazione Quarantasettezeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo – vedrà al centro della programmazione di questa giornata la nuova performance di Andrea Colbacchini, “Creature di confine. Isonzo / Bitja ob meji. Soča”, prodotta da Quarantasettezeroquattro in collaborazione con Goriški Muzej – Nova Gorica, all’interno del progetto transfrontaliero “Realtà aumentate/Obogatene resničnosti”.

CREATURE DI CONFINE – L’esperienza prenderà il via alle 11, e sarà replicata alle 17, lungo la suggestiva passerella di Salcano, immersa nella natura fluviale che collega Italia e Slovenia. “Creature di confine” sarà un percorso itinerante, che il pubblico percorrerà lasciandosi guidare dalle voci di un audio-documentario costruito con grande cura attraverso interviste a filosofi, antropologi e persone appartenenti alle comunità locali. Una narrazione che offrirà chiavi di lettura inedite per interpretare il paesaggio dell’Isonzo/Soča, fiume e confine, che unisce e al contempo separa culture, mondi visibili e invisibili. La performance sarà arricchita dalle fotografie di Ruben Vuaran, ispirate alla tradizione documentaristica, e dalle azioni performative curate da Roberto Zanini, che condurrà il pubblico lungo il confine. Il viaggio artistico di Colbacchini ha seguito le acque del fiume risalendo dalla foce verso la sorgente, addentrandosi nei boschi e nelle valli slovene, là dove vivono ancora oggi i pust, riti di passaggio stagionale in cui affiora una sapienza antica, selvatica, di quei luoghi. In un tempo in cui la relazione tra essere umano e paesaggio appare sempre più spezzata, “Creature di confine” tenterà di riattivare un contatto autentico e sensoriale con la natura che ci circonda.

EX/NEKDAJ – La serata si concluderà alle 19.30 in via Brigata Cuneo 2 a Piedimonte, davanti al Monumento ai caduti nella lotta di liberazione, con la performance “Ex/Nekdaj” di Renato Rinaldi. Anche in questo caso si tratta di una performance itinerante, che si sviluppa attraverso le strade dell’ex zona industriale di Gorizia, spazi segnati dei resti degli impianti produttivi che avevano fatto di Gorizia un importante centro operaio, luoghi carichi di memoria collettiva, alla ricerca di una riflessione intima e condivisa sul tempo e sull’identità. Il 31 agosto sarà quindi una giornata dedicata al camminare, all’ascolto profondo, alla riscoperta dei luoghi del territorio.

INFO – Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. È raccomandata la prenotazione tramite Whatsapp o SMS al numero +39 328 8535125 indicando Nome, Cognome, Spettacolo, Numero di biglietti. Eventuali spostamenti d’orario o di location saranno comunicati sui canali social e via messaggio agli iscritti.

In\Visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo. ARS è organizzato dal Comune di Gradisca d’Isonzo e curato da Kaleidoscienza e Quarantasettezeroquattro. La rassegna “Realtà aumentate – Obogatene resničnosti” è curata da Quarantasettezeroquattro e Goriški Muzej ed è finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO. Projekt financira Evropska unija iz Sklada za male projekte GO! 2025 Programa Interreg VI-A Italija-Slovenija 2021-2027, ki ga upravija EZTS GO.
Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

—^—

In copertina, “Creature di confine”. (Colbacchini-Vuaran Isonzo)

Anche “La Riviera Friulana” ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine: uno stimolo in più a valorizzarne i richiami

Anche La Riviera Friulana ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine. Una decisione che fa seguito a quella, unanimemente presa dal sodalizio, di aderire alla stessa Associazione culturale che fonda il suo impegno sulla valorizzazione della cultura del territorio, delle peculiarità, delle eccellenze e dei principali elementi che caratterizzano l’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive friulane e il litorale adriatico. Ma è conseguente anche alle recenti dichiarazioni della presidente del Club, Renata Capria D’Aronco, la quale ha lanciato la candidatura della Riviera Friulana tra i siti e le realtà che sono Patrimonio dell’umanità.
L’Associazione culturale presieduta da Carlo Morandini sostiene l’importanza di valorizzare e porre in sinergia le terre rivierasche, ricche di attrattive tra le quali vi sono due dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia, e cioè Aquileia e Palmanova, con i richiami del litorale e le grandi realtà balneari della regione. Una interazione che, se riconosce la ricchezza di elementi di interesse esistente, mira a esaltare i contenuti culturali, storici, artistici, tradizionali dell’area, anche per farli conoscere al pubblico sempre più qualificato ospite ormai per tutto l’arco dell’anno nella realtà considerata.
«Il riconoscimento dell’Unesco – commenta il presidente Morandini – sarà un’opportunità unica per far sviluppare ulteriormente un’area che negli ultimi anni sta vivendo una fase di crescita qualitativa anche grazie alla ritrovata consapevolezza delle potenzialità di un impegno comune da parte dei suoi animatori, degli operatori, delle realtà di pregio. Riviera Friulana è, infatti, un termine che mira a stimolare la crescita del territorio attorno a un livello omogeneo di qualità e di quella che gli studiosi chiamano “reputation”, ovvero il livello di considerazione per l’esistente, cioè proprio la “reputazione”. Un percorso già concretizzato in altre realtà analoghe come la Riviera delle Palme, la Riviera dei Fiori, la Riviera del Conero, la Riviera romagnola, la Riviera del Salento, la Riviera amalfitana, ma anche, in Croazia, la Riviera del Quarnaro e altre ancora. Riviera Friulana è anche un marchio registrato soggetto a tutela; questo per evitare lo sfruttamento commerciale del termine e possibili distorsioni a un percorso trasparente, condiviso e solare che è partito con il mio libro “La Riviera friulana».
«Il Club per l’Unesco di Udine – gli fa eco la presidente Capria D’Aronco – è convinto che l’Associazione culturale “La Riviera Friulana”, capitanata dall’ottimo scrittore e giornalista Carlo Morandini e ora socio collettivo del Club, operi in maniera eccellente e sia un partner fondamentale nel valorizzare la cultura del territorio con le sue peculiarità, i suoi pregi e gli straordinari elementi che caratterizzano il comprensorio tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale. In maniera sinergica, si è tesi a fare sì che l’eccezionale ambito possa aspirare ad essere annoverato fra le magnificenze premiate dall’Unesco in seno al Patrimonio mondiale, in quanto possiede un sublime valore universale (“Outstanding Universal Value”) per l’umanità intera. Questo grazie ad avvenimenti, tradizioni, idee, credenze, opere artistiche e letterarie singolari, fenomeni naturali strepitosi e aree di superbe bellezze naturali di rilevanza estetica: il tutto dotato di un significato universale stupefacente».

—^—

In copertina, Renata Capria D’Aronco (Club per l’Unesco di Udine) con Carlo Morandini.

A Pradielis va in scena Artintor 2023 ovvero quando l’arte si allea con i “guardiani” per la difesa del Torre

(g.l.) “Artintor 2023” è il titolo della bella e importante manifestazione che I guardiani del Torre in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine hanno organizzato da oggi a domenica a Lusevera, capoluogo dell’Alta Val Torre. Sottotitolo della sicuramente originale proposta, e che ne svela anche gli obiettivi, è “Saper vedere per custodire il fiume”, come dire un impegno, che si auspica il più corale possibile, per salvaguardare l’ambiente in cui nasce, si forma e si sviluppa questo splendido corso d’acqua che sgorga dalle pendici dei monti Musi, nell’omonima borgata, e termina il suo percorso nell’Isonzo, dopo aver dato vita alle suggestive cascate di Crosis, aver attraversato Tarcento e quindi raccolto dapprima le acque del Cornappo, che scende da Taipana a Nimis, e poi quelle del Natisone che, nato sempre nel Taipanese nei pressi di Platischis, attraversa la valle di Caporetto, in Slovenia, appunto le Valli del Natisone, bagnando San Pietro e poi Cividale, Premariacco e San Giovanni, vi si inserisce tra Medeuzza e Trivignano Udinese.

La manifestazione si terrà nell’area festeggiamenti di Pradielis dove ci saranno installazioni di Land Art, musica, danze popolari, racconti folcloristici, oltre a laboratori per bambini e adulti aventi per filo conduttore la consapevolezza del territorio, quello appunto bagnato dalle limpide acque del torrente. L’apertura del Festival avverrà alle 18 con la cerimonia inaugurale che prevede anche la presentazione del Contratto di Fiume proposto proprio dall’associazione I guardiani del Torre. Quindi seguirà la presentazione degli artisti. Al termine, con inizio alle 20.30, racconti intorno al fuoco con Paolo Paron, esperto di folclore locale: intermezzo strumentale con l’arpa di Luigina Feruglio (è consigliato di portare un tappetino o cuscino). Numerose, poi, le proposte che seguiranno domani, sabato e domenica, per cui l’iniziativa è candidata ad avere un significativo riscontro di pubblico, grazie anche alle ottime condizioni del tempo che si annunciano per il fine settimana. All’insegna della “salute” dell’amato torrente Torre.

—^—

In copertina, le sorgenti del Torre a Musi; all’interno, il torrente quando dà vita alle cascate di Crosis, attraversa Tarcento e poi il territorio tra Nimis e Zompitta.

 

Dal Ticino all’Isonzo ricordando la corsa di cento anni fa

Mentre sulle strade del Friuli si corre la prima tappa del Giro d’Italia nella nostra regione, ricordiamo un simpatico ma significativo avvenimento che nelle scorse settimane ha riproposto, dopo 100 anni, la storica corsa dal Ticino all’Isonzo.
Nel 1919 la Gazzetta dello Sport organizzò, infatti, una manifestazione ciclistica da Pavia a Gorizia per rendere omaggio alla brigata Pavia impegnata, nel 1916, nella conquista della città che da secoli faceva parte dell’Impero Austroungarico. Finita la guerra, nel 1919, quella corsa unì le sponde del Ticino proprio a quelle dell’Isonzo e i partecipanti portarono simbolicamente il Tricolore Italiano nella città attraversata dal fiume sacro alla Patria. Ora la manifestazione dal Ticino all’Isonzo ha voluto ricordare quello storico evento e onorare la memoria di tutti i combattenti della prima guerra mondiale. A parteciparvi sono stati i soci del Velo Club Pavia accompagnati da tre militari dell’Esercito, tra i quali una rappresentante femminile, a ricordo del ruolo svolto dalla donna proprio nella brigata Pavia.
La corsa ha visto i ciclisti effettuare alcune tappe in Friuli, quali Sacile, Spilimbergo, Cividale e appunto Gorizia. Partita dalla città lombarda in riva al Po, la prima tappa si è conclusa a Mantova. La seconda ha raggiunto Castelfranco Veneto e la terza ha toccato Cividale che, oltre ad essere stata città protagonista della prima guerra mondiale, è legata a Pavia dalla storia longobarda: la cittadina friulana primo ducato longobardo e Pavia capitale del regno. I ciclisti partecipanti alla corsa rievocativa sono stati accolti e festeggiati in municipio con saluti e scambi di gagliardetti-ricordo. Non poteva mancare una pedalata sul ponte del Diavolo per poi raggiungere Gorizia. Durante il percorso è stata effettuata una sosta sul ponte del fiume Judrio, che prima della Grande guerra segnava il confine fra Italia e Austria. I ciclisti sono stati accolti da esponenti della giunta municipale, dagli alpini e dall’associazione ciclistica di Corno di Rosazzo presso la stele che ricorda come in quel luogo si fosse sparato il primo colpo di fucile di quel conflitto che cambiò la geografia politica dell’Europa. Le penne nere hanno suonato il silenzio e condotto gli ospiti alla vecchia dogana e ai resti del ponte di legno dal quale i finanzieri spararono agli austriaci che tentavano di attraversarlo.
Dopo un momento conviviale la partenza per Gorizia. In vista del capoluogo isontino, sul ponte dell’Isonzo, il sindaco, Rodolfo Ziberna, si è aggregato al gruppo in sella alla sua bicicletta e ha percorso i chilometri finali per raggiungere il municipio, dove, presente la giunta comunale, dopo i saluti è stato suonato l’Inno nazionale.

—^—

In copertina e all’interno i ciclisti lombardi su ponte del Diavolo e in municipio a Cividale.