A Grado omaggio a Sant’Antonio con la benedizione dei gigli. E poi la musica dei pellegrini con l’Ars Nova di Trieste

(g.l.) Momenti di grande paura, di vero terrore. Ma alla fine, fortunatamente – come ci hanno riferito stamane le cronache – tutto si è risolto per il meglio e i passeggeri assieme al personale di bordo della motonave Audace, una ottantina di persone, sono stati tratti in salvo al largo di Grado grazie ai tempestivi soccorsi, mentre lo scafo imbarcava acqua. Un vero sospiro di sollievo, dunque, per la comunità isolana che oggi si può ritrovare con uno spirito sereno a festeggiare il “suo” Sant’Antonio. Al termine della tradizionale tredicina, sarà infatti celebrata, alle 18.30, la Messa dedicata al Santo di Padova, durante la quale monsignor Paolo Nutarelli benedirà i gigli che ognuno vorrà portare nella Chiesa patriarcale. Ricordiamo che la statua di Sant’Antonio è collocata, sulla sinistra, proprio all’ingresso della Basilica.
Al calare della sera, poi, ci sarà un altro momento di spiritualità portato però dalla bella musica antica. Alle 21, nello stesso luogo sacro – che, come è noto, durante l’estate aprirà le porte a numerosi concerti -, prenderà il via una sicuramente bellissima serata protagonista l’Accademia Ars Nova di Trieste che presenterà “Stella Splendens – Meditazioni musicali sui passi dei pellegrini” che prevede l’esecuzione di musiche che vanno dall’Alto Medioevo alle porte del Rinascimento. Suonerà L’Aquilegia – con Teodora Tommasi arpa, flauto dolce e voce, e Federico Rossignoli, gitterm, ribeba e percussioni – che accompagnerà le voci di Camilla Solito, Alessia Galzignato e Claudia Graziadei. La manifestazione è inserita all’interno del progetto Ars Nova International Music Competition finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Ha inoltre il sostegno del Consorzio Grado Turismo e della civica amministrazione che, come è noto, è stata rinnovata attraverso le elezioni di sabato e domenica scorsi, ponendo così fine alla gestione commissariale assicurata dal mese di settembre dal dottor Augusto Viola. Il nuovo sindaco Giuseppe Corbatto è ora al lavoro per la formazione della Giunta municipale all’interno della quale – per rimanere sull’argomento trattato in queste poche righe – nominerà l’assessore con la delega alle attività culturali. Un ruolo importante e di prestigio per Grado, considerata la grande mole di iniziative che vengono organizzate, soprattutto durante l’estate, a beneficio di coloro che sono ospiti dell’Isola d’oro. Tra queste, un posto di primo rilievo spetta al ricco programma di Musica a 4 Stelle, diffuso proprio in questi giorni, e sul quale ci soffermeremo in dettaglio in altra occasione. Anticipiamo, però, che il via sarà dato con il suggestivo concerto del Solstizio d’Estate, sul Lungomare Nazario Sauro, all’alba del 21 giugno, al termine della Messa celebrata dall’arciprete.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio di Padova all’ingresso della Basilica di Grado.

Corpus Domini, la tradizionale processione di Grado anticipata dalla festa-concerto regalata giovedì dai medici-musicisti tedeschi

di Giuseppe Longo

GRADO – Finalmente ieri l’Isola di Grado, che conta già la presenza di molti turisti soprattutto di lingua tedesca, ha beneficiato di una splendida giornata di sole dopo gli abbondanti piovaschi che l’avevano preceduta. E oggi, stando alle previsioni meteo, dovrebbe esserci il bis. Quello che ci vuole per celebrare adeguatamente la solennità del Corpus Domini che, dopo la Messa cantata, vedrà snodarsi anche la tradizionale processione con il Santissimo Sacramento nelle vie del centro: campo Patriarca Elia, via della Corte, via Marina, Via Orseolo, viale Europa Unita, largo San Crisogono e via Gradenigo.

La festività odierna era stata anticipata giovedì – la giornata canonica della ricorrenza eucaristica, rinviata però alla fine degli anni Settanta, durante il pontificato di Paolo VI, alla domenica successiva – da un applauditissimo concerto in una gremita Basilica di Sant’Eufemia, protagonisti i medici-musicisti tedeschi in questi giorni nell’Isola d’Oro per il loro Congresso annuale: una bella consuetudine, quella di riunirsi per discutere dei loro problemi a Grado, che si ripete da quasi mezzo secolo. E nell’occasione, proprio nel giorno del Corpus Domini (che in Germania come pure in Austria è rimasto festivo), piace loro regalare un concerto di musica classica alla comunità isolana e ai suoi ospiti.
L’Orchestra Musica Medica – così si chiama la formazione strumentale – sotto la direzione del professor Rudolf Ramming ha così offerto un programma ampio e variegato nel quale hanno dominato bellissimi brani di Antonio Vivaldi, Wolfgang Amadeus Mozart e Joseph Haydn, ma anche di Gabriel Fauré e Felix Mendelsohn-Bartholdy, oltre che dei contemporanei Lewis Capaldi e Klaus Slibernagi, in alcuni dei quali sono state molto applaudite anche interpretazioni soliste con violino, violoncello e flauto, oltre che vocali con soprano e tenore, come è avvenuto nella stupenda composizione di Haydn. Ma il cantore è tornato sulla scena da solo al termine del concerto, quando il direttore Ramming ha voluto regalare un bis al caloroso pubblico che aveva riempito l’antica Chiesa patriarcale, tanto che numerose persone avevano dovuto accontentarsi di ascoltare i magnifici brani dal sagrato. Così, il solista tedesco ha interpretato “O sole mio”, la canzone napoletana notissima in tutto il mondo, scritta nel 1898 da Giovanni Capurro e musicata da Eduardo Di Capua. E quel sole evocato dai medici-musicisti d’Oltralpe finalmente è arrivato anche sull’Isola. Infine, il concerto è stato coronato dalle note coinvolgenti e festose di “Pomp and circumstance”. La famosa pagina di Edward Elgar era proprio intonata con l’importanza della ricorrenza che si celebra oggi con la dovuta solennità.
«Partecipando all’Eucarestia – ha sottolineato, infatti, monsignor Paolo Nutarelli – non solo ci nutriamo del corpo di Cristo, entrando in comunione con Lui, ma entriamo in comunione anche tra di noi. Mangiamo uno stesso pane, diventiamo uno stesso corpo. L’Eucarestia alimenta anche l’unità della Chiesa: è lo stesso sangue che scorre, la stessa vita che ci accomuna. Attraverso la celebrazione dell’Eucarestia diventiamo non solo consanguinei di Cristo, ma anche “fratelli di sangue” tra di noi».

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’applauditissimo concerto dei medici tedeschi nella Basilica di Sant’Eufemia.

 

A mezzogiorno oggi a Grado l’Angelus in laguna dinanzi alla Madonnina del Mare che monsignor Silvano Fain volle nel 1983

di Giuseppe Longo

“… sul mare d’argento il pescatore contento passa e s’inchina alla sua Madonnina…”: sono alcune delle bellissime parole di “Madonnina del Mare”, la tanto amata canzone che ogni domenica mattina conclude a Grado, nella Basilica patriarcale, la celebrazione della Messa “granda”, sempre salutata all’ultima nota da un calorissimo applauso. E la Madonnina del Mare è anche quella posta sopra una bricola – nella laguna della Pampagnola, alle spalle dell’Isola d’oro – che ogni anno, la prima domenica di luglio, viene omaggiata durante il pellegrinaggio votivo con la suggestiva processione di barche dirette a Barbana.
E proprio stamane la Madonnina del Mare sarà al centro di un rito speciale che avviene a quarant’anni esatti dalla collocazione della statua: la recita dell’Angelus di mezzogiorno. Al termine della celebrazione eucaristica, una delegazione della comunità “graisana” – come informa monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il seguitissimo foglio settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia -, alle 11.30, con la “Regina del Mare” (la stessa che porta la Vergine in luglio a Barbana) raggiungerà la statua mariana «tanto cara a tutti per ringraziare e rinnovare la devozione dei fedeli», dinanzi a quella immagine che «protegge tutti i naviganti e ricorda tutti i dispersi in mare».
Era, infatti, il 22 ottobre 1983 quando la comunità isolana, peraltro sempre devota alla Madonna – e soprattutto dopo la scampata pestilenza del 1237 -, si prodigò per realizzare l’opera, spronata da monsignor Silvano Fain che Grado ha ricordato recentemente nel venticinquesimo anniversario della scomparsa. Bellissime le fotografie dell’Archivio Zuliani che, casualmente, ho trovato stamane sulla pagina Facebook di fan di graisani.com a corredo di un post pubblicato da Vinicio Patruno il 23 gennaio 2021. Documentano passo dopo passo, come dimostrano anche le immagini che ho selezionato, ritenendole fra le più significative, le complesse operazioni che furono necessarie per l’installazione della statua, tutte avvenute alla presenza dell’indimenticabile arciprete che, proveniente dalle colline di Cormons, era nell’Isola già dal 1957. E oggi il calendario ha voluto che il 22 ottobre cadesse proprio di domenica, per cui il quarantesimo anniversario della realizzazione della statua in Pampagnola avrà ancora maggiore risalto e significato. Un Angelus, insomma, che entrerà nella storia della comunità cristiana di Grado.

Madonnina del Mare

Al primo sole si desta la città della marina
e in un bel giorno risuona la dolce campana vicina
mentre sul mare d’argento il pescatore contento
passa e s’inchina alla sua Madonnina dicendole piano così:
Madonnina del mare non ti devi scordare di me
vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
Canta il pescatore che va:
Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

L’ultimo raggio di sole muore sull’onda marina
e in un tramonto di sogni la barca cammina
fra mille stelle d’argento il pescatore contento
sente nel cuore un sussulto d’amore, sospira pregando così:
Madonnina del mare non ti devi scordare di me
vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
Canta il pescatore che va:
Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

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In copertina, monsignor Silvano Fain osserva la Madonnina del Mare appena finiti i lavori; all’interno, altre immagini della installazione della statua in laguna.

(Foto Archivio Zuliani, Grado)

Conciliare lavoro e famiglia, a Grado sono tornate le “Vicine tuttofare”

(g.l.) Come conciliare gli impegni del lavoro, in una località turistica, con quelli della famiglia? A Grado si può, grazie anche alle “Vicine tuttofare”. Ieri infatti, dopo la pausa forzata che il servizio ha subito a causa dell’emergenza Covid-19, ha ripreso a funzionare il progetto comunale dedicato appunto alle donne e alle famiglie dell’Isola d’Oro. Si tratta – informa una nota municipale – di un servizio di conciliazione innovativo e completamente gratuito, dedicato alle donne della cittadina che possono avere appunto difficoltà a far quadrare impegni di lavoro e famiglia e, quindi, a trovare il tempo per fare tutto.

Federica Lauto


«Sappiamo bene – afferma l’assessore alle Pari opportunità e alla Famiglia, Federica Lauto – che il tema della conciliazione dei tempi è particolarmente critico nei territori ad alta stagionalità come quelli a vocazione balneare, e il Comune di Grado non intende lasciare sole le famiglie. Pertanto, con il progetto “Vicine tuttofare” vengono messi a disposizione delle donne e delle famiglie locali pacchetti gratuiti di 15 ore, eventualmente rinnovabili, per usufruire di questi servizi». Si possono quindi richiedere ore di baby sitting, aiuto compiti, pulizie, giardinaggio, dog sitting, disbrigo pratiche e molto altro. Il servizio, erogato in collaborazione con l’Associazione Fantasticamente, è svolto – precisa ancora il municipio gradese – da donne disoccupate, che vengono assunte come operatrici del progetto.
«Siamo felici – conclude Federica Lauto – di vedere ripartire questo servizio che, fermatosi per forza di cose durante il lockdown, ora riprende per dare una grossa mano alle donne che lavorano, a quelle che un lavoro non ce l’hanno, e alle loro famiglie e ai loro bambini. Questo progetto sta crescendo assieme alle cittadine ed è il segno che lavorare in rete funziona e ci fa sentire meno soli».

Per le prenotazioni inviare una mail a lebobolare@gmail.com  (Associazione Fantasticamente) che fornirà il modulo di iscrizione e darà avvio al servizio.