Europa 2020 e nuova coesione: giovedì ne parla Tommaso Piffer

Europa 2020: un anno cruciale per ritrovare nuova coesione. Questo il filo rosso al centro della serie numero 46 degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Istituto Regionale di Studi Europei con sede a Pordenone. Tappa conclusiva della riflessione sarà l’incontro in programma giovedì 26 novembre, dalle 15.30 in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione (e nei giorni successivi sul canale YouTube Cultura Pordenone): un’analisi affidata allo storico Tommaso Piffer, docente di storia dell’Europa contemporanea all’Università di Udine, autore di saggi di riferimento come ”Totalitarian Societies and democratic transition” (2017).

Tommaso Piffer


In dialogo con il docente e saggista Roberto Reale, Piffer approfondirà il tema “Dai totalitarismi all’integrazione europea”. Sarà l’occasione per uno sguardo retrospettivo e per ripercorrere il momento della nascita di un’Europa unita, dopo le devastazioni delle guerre mondiali e le tensioni della guerra fredda. Da allora molto è cambiato, e la domanda che molti osservatori e analisti si pongono è se la sfida globale posta dalla micidiale epidemia di un minuscolo virus – un allarme sul piano sanitario così come quello economico – potrà generare una rinnovata e autentica coesione europea. Le prove dure e dolorose possono fare miracoli e il virus pandemico ha travolto, con le nostre vite, anche i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità. Il Covid-19 ha posto la UE di fronte a un bivio, al dovere di una scelta che potrebbe ridare slancio e motivazione all’adesione al progetto europeo, malgrado i veti incrociati di questi giorni sul recovery Fund.
«D’altra parte – spiega Roberto Reale – non solo la pandemia era stata prevista dai virologi più avvertiti, ma anche i rischi per il sistema mediatico, e dunque per la convivenza civile sul pianeta, erano stati preconizzati. Allarmi di cui non si è tenuto conto per la nostra incapacità di programmare l’avvenire, immersi come siamo nella dittatura del presente. Come diceva nell’800 il grande patologo tedesco Rudoph Virchow, le epidemie sono prevalentemente un problema sociale, molto dipende dalle condizioni di vita di chi si ammala e dalle risposte delle autorità in materia di prevenzione e di controllo della salute pubblica. Considerazioni che non perdono, oggi, la loro attualità».

Roberto Reale

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: registrazioni sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434 365326). Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

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In copertina, il libro di Tommaso Piffer dell’Università di Udine.

 

Diritto alla salute e giustizia sociale ai tempi del Covid-19: se ne parla all’Irse

Nel 2020 pandemico appare chiaro come la salute sia la vera cartina di tornasole della giustizia sociale: lo conferma Roberto Reale, docente all’Università di Padova, già vicedirettore di Rai News e di Rai3. “Il Covid-19 ci pone di fronte a un bivio, al dovere delle scelte – spiega -. Il virus pandemico ha travolto le nostre vite e i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità». Proprio del tema “Salute, vero banco di prova per una nuova giustizia sociale” Roberto Reale dialogherà oggi, 12 novembre, con Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica, dal 2006 al 2012 coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato. Appuntamento dalle 15.30 in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione nell’ambito del nuovo ciclo degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Irse, Istituto Regionale di Studi Europei con sede a Pordenone, dedicato a “Europa, quale nuova coesione?”, in programma fino al 26 novembre.

Francesca Moccia


Quanto è sopravvissuto, nell’anno del Covid, della visione efficientistica della sanità e dei parametri “aziendalistici” che valutavano la gestione del servizio sanitario nazionale? Certamente tutti hanno ben chiaro che una rete di assistenza sul territorio e ospedali attrezzati sono in sé patrimonio pubblico per la tutela della salute dei cittadini. «Ci troviamo in un un momento di crisi epocale – dichiara Francesca Moccia nel Forum Disuguaglianze Diversità -. Non ci possiamo permettere di aumentare le diseguaglianze, che sono già troppe: serve subito un’azione di politica pubblica per proteggere tutti, nessuno escluso. E’ urgente una protezione sociale per tutti i lavoratori, anche quelli precari e i lavoratori autonomi. Bisogna premiare le imprese e associazioni che fanno le scelte sociali e ambientali più giuste e le associazioni di cittadinanza attiva, dobbiamo mettere in rete i soggetti e programmare le informazioni legate al contagio e alla letalità, soprattutto, dobbiamo programmare il dopo e pianificare la ripresa, per riequilibrare i poteri e cambiare il modo di fare le cose: un futuro più giusto è possibile, è in quella direzione che dobbiamo andare». Nel corso dell’incontro è previsto anche l’intervento di Elly Schlein, già europarlamentare e attuale vicepresidente della Regione Emilia Romagna.
La rassegna proseguirà giovedì 19 novembre con un focus dedicato alla sfida del Green Deal europeo con l’economista Chiara Mio, docente universitaria impegnata nei temi della responsabilità d’impresa, presidente di Credit Agricole Friuladria.

Roberto Reale

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: è possibile registrarsi sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434 365326). Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

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In copertina, Elly Schlein già europarlamentare e attuale vicepresidente dell’Emilia Romagna.