Enrico Mattei, giovedì a Pordenone ultimo incontro con l’Irse protagonista l’esperto geopolitico Alessandro Aresu

Con una analisi di ampio respiro sull’azione e la “legacy” di Enrico Mattei in rapporto alla politica estera italiana in tema di energia – fra ambizioni, occasioni perdute e attuali prospettive – giunge a conclusione giovedì 19 febbraio, alle 15.30 a Casa Zanussi, la rassegna “Enrico Mattei. Politica, energia e visione tra Mediterraneo e Medio Oriente”, promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, curata dallo storico Samuel Boscarello. Un ciclo di incontri che aiuta a comprendere la portata e l’eredità delle intuizioni portate avanti da Enrico Mattei, nel 2026 che segna i 120 anni dalla sua nascita e nelle stagioni che hanno segnato la nascita del Piano Mattei per l’Africa, progettato dal Governo italiano.

Alessandro Aresu


Giovedì prossimo, atteso protagonista della rassegna sarà il saggista ed esperto di geopolitica Alessandro Aresu, finalista del Premio Strega Saggistica 2025 e consigliere scientifico della rivista Limes. Il mito di Mattei ieri e oggi: ambizioni e occasioni perdute della politica estera e dell’energia in Italia sarà il tema della conversazione, condotta da Samuel Boscarello. Filo rosso dell’intervento sarà l’indagine sull’azione di Mattei in politica estera: la volontà di costruire un’Italia grande potenza industriale e il superamento del “complesso di inferiorità nazionale” attraverso l’investimento in formazione e ricerca, elementi nei quali si specchiano le ambizioni e le occasioni perdute dell’Italia. Proprio perché il mito di Mattei ha lasciato un’impronta indelebile, anche oggi assistiamo, seppure in un diverso scenario storico, alla ripresa delle sue idee di sviluppo, con formule come il “Piano Mattei” che ne riprendono in chiave attuale la visione strategica. Aresu è un fine conoscitore dei rapporti tra capitalismo, tecnologia e politica internazionale, ambiti incrociati dalla figura di Mattei. Con la sua guida, ripercorreremo le ambizioni e le occasioni perdute della politica estera e dell’energia in Italia, in una congiuntura politica nella quale Enrico Mattei è addirittura divenuto il simbolo del nuovo piano del governo italiano verso l’Africa. Alessandro Aresu scrive per Le Grand Continent e altre riviste, è stato consulente per la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari esteri, l’Agenzia Spaziale Italiana.

La partecipazione all’incontro è gratuita, prenotazioni: https://bit.ly/irse_enricomattei

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In copertina, Enrico Mattei: a Pordenone si conclude il ciclo a lui dedicato.

Giovani “curiosi” di nove Paesi europei (con base è all’Irse di Pordenone) arrivati alla scoperta del Friuli Venezia Giulia

Diciannove giovani, studenti universitari e young professionals tra i 20 e i 32 anni provenienti da 9 Paesi europei, stanno conoscendo il Friuli Venezia Giulia grazie all’originale progetto Curiosi del Territorio, lo stage internazionale promosso e organizzato dall’Irse, Istituto Regionale di Studi Europei.
Quindici ragazze e 4 ragazzi provenienti da Austria, Francia, Inghilterra, Italia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Spagna da mercoledì fanno base a Pordenone nella sede dell’Irse e sono impegnati quotidianamente in un programma ricco di visite guidate nella regione: fino al 26 giugno andranno alla scoperta di città e borghi, cultura ed eventi, enogastronomia, sempre con un occhio puntato al turismo lento e alla sostenibilità. Un’esperienza unica, non solo per la promozione turistica, ma anche per il suo grande valore interculturale. I “curiosiFVG” hanno anche il ruolo di creatori e narratori digitali e racconteranno la propria esperienza attraverso i propri social media e blog, promuovendo le bellezze del Friuli Venezia Giulia nei loro Paesi di origine usando l’hashtag #curiosifvg2024.
Ma chi sono e da dove vengono? Per chi vorrà conoscerli è in programma un incontro aperto al pubblico stamane, con inizio alle 11.00, nel centro storico di Pordenone a Palazzo Klefisch, ospiti di Confindustria Alto Adriatico. Parleranno – in inglese, come in questa lingua si svolgeranno tutte le altre attività e visite guidate – dei propri curriculum di eccellenza, dei percorsi di formazione, delle aspirazioni di cittadini europei. Sarà anche l’occasione per amministratori della città e rappresentanti di istituzioni locali di presentare agli ospiti internazionali Pordenone, in vista della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2027.
Un secondo incontro aperto a tutti sarà domani, alle 16.30, nella sala consiliare di Palmanova: in dialogo con Silvia Savi, assessore a cultura, turismo e grandi eventi del Comune stellato, e con la giornalista e autrice Alessandra Beltrame, i “curiosi” discuteranno sul modo in cui il turismo può contribuire agli obiettivi europei di sviluppo sostenibile e inclusione sociale e come stanno agendo loro concretamente.

Programma dettagliato nel sito www.centroculturapordenone.it/irse.
Curiosi del Territorio 2024 è realizzato con la collaborazione e il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo FVG, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone, Pordenone Capitale Europea della Cultura 2027, Rotary Club Pordenone, Pordenone Turismo, Scuola del Viaggio, BCC Pordenonese e Monsile, Crédit Agricole, Confindustria Alto Adriatico, Electrolux.

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In copertina, i giovani europei davanti allo storico palazzo municipale di Pordenone.

Pet therapy, con l’Irse a Pordenone i benefici del contatto con gli animali

Con un appuntamento che non mancherà di catalizzare l’attenzione di tutti, grandi e piccoli – perché tutti subiamo il fascino degli amici a quattro zampe che vivono insieme a noi nelle case, diventando a ogni effetto parte della famiglia – giunge a conclusione “Affascinati dal Cervello” 2022, il cartellone di appuntamenti dedicati alle neuroscienze a cura dall’Istituto Regionale di Studi Europei, per il coordinamento del neuroscienziato Marcello Turconi.

Marcello Turconi


Oggi, 13 ottobre, alle 17.30, nell’auditorium della Casa dello Studente Antonio Zanussi, a Pordenone, le neuroscienze della bellezza ci porteranno “A contatto con gli animali”, per esplorare i “benefici educativi e riabilitativi della pet therapy”. Un termine, quello di “Pet therapy”, diventato familiare per indicare gli approcci basati sull’interazione uomo-animale, e che nel tempo è stato sostituito dalla definizione “Interventi Assistiti con gli Animali (Iaa)”, che indica diversi tipi di interventi: a valenza terapeutica, riabilitativa, educativa, didattica e ricreativa, caratterizzati dal coinvolgimento di animali domestici, rivolti prevalentemente a persone affette da disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica. Accarezzare un animale, e interagire con un “pelosetto”, può avere ripercussioni positive per tutti, riducendo per esempio i livelli di ansia e stress.
Nel corso dell’incontro Marcello Turconi, neuroscienziato e divulgatore scientifico, ne parlerà con Paolo Zucca, medico veterinario e psicologo con competenze in sanità pubblica. Dopo dieci anni come docente universitario di ruolo in psicologia animale e neuroscienze comparative, Paolo Zucca è oggi dirigente veterinario alla Direzione della Salute della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. È inoltre membro del gruppo di lavoro del Ministero della Salute/Centro di Referenza Nazionale per gli IAA, impegnata nella revisione delle Linee guida nazionali. È autore di Il comportamento degli animali: evoluzione, cognizione e benessere (Carocci Editore, 2009) e più recentemente di Biophilia, One Health and Humane Education (DeGruyter Book, 2022, New York, in stampa).
La teoria della Biofilia spiega come l’uomo possieda un’attrazione innata nei confronti della natura e degli animali. Chi riusciva a cogliere le irregolarità dell’ambiente e a comprendere meglio il comportamento degli animali godeva di notevoli vantaggi dal punto di vista della sopravvivenza. La semplice presenza di un animale domestico in condizioni di riposo in una stanza abbassa la pressione arteriosa delle persone presenti e la speranza di vita dei pazienti cardiopatici che possiedono un cane è di molto superiore agli altri. La strutturazione metodologica di queste conoscenze ha dato origine nel corso del tempo alla Pet Therapy e successivamente agli Interventi Assistiti con gli Animali. Queste co-terapie si basano su solidi fondamenti neuroscientifici ed evolutivi.

Paolo Zucca

La 15ma edizione di “Affascinati dal cervello” è promossa da Irse in collaborazione con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio del Comune di Pordenone, di Fondazione Friuli, BCC Pordenonese e Monsile, Casa dello Studente Antonio Zanussi Pordenone e Fondazione Concordia Sette, e con la speciale partecipazione di Spk Teatro. INFO: irse@centroculturapordenone.it tel 0434 365326.

 

Più digitale, meno corruzione: oggi all’Irse lo spiegherà Paolo Coppola

«Un libro che prova a spiegare perché la digitalizzazione della Pa non è solo un tema amministrativo, ma una questione politica e di democrazia, che ci riguarda tutti, perché la digitalizzazione restituisce il potere ai cittadini». Parola di Paolo Coppola, uno dei maggiori esperti di digitalizzazione delle Pubbliche amministrazioni, consulente tecnico della Presidenza del Consiglio per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e da poco anche nel Board per l’innovazione tecnologica e trasformazione digitale del Comune di Milano.
Si intitola +Digitale -Corruzione +Democrazia” il nuovo saggio di Paolo Coppola, pubblicato da Maggioli Editore: oggi, primo aprile, con inizio alle 17.30, il libro sarà presentato a Pordenone, a Casa Zanussi (via Concordia 7), in un incontro-dibattito aperto organizzato dall’Istituto Regionale Studi Europei. L‘incontro, gratuito, aperto a tutti gli interessati, si svolgerà in presenza, come consuetudine con tutte le dovute regole e precauzioni. Informazioni e prenotazioni al www.centroculturapordenone.it/IRSE Introdurrà e condurrà l’incontro Matteo Troìa, membro dell’Irse, casarsese, segnalatosi fin da studente come Digital Champion, ha fatto quindi parte del giovane team di analisti, voluto da Paolo Coppola nella Commissione parlamentare; attualmente si occupa di Big Data Analysis in Capgemini, società multinazionale leader nei servizi di consulenza tecnologica di imprese e pubbliche amministrazioni.
«Nel libro – -spiega Paolo Coppola – ho messo quello che ho imparato in questi quindici anni di esperienza dall’Università, al Parlamento, fino al ritorno all’Università e al Ministero per la Transizione Digitale. Nei primi capitoli provo a spiegare alcuni concetti di base per chi è a digiuno di digitale. Ma ci sono anche passaggi destinati agli addetti ai lavori, utili a spiegare l’importanza di un tema che riguarda la vita di tutti. Perché qualsiasi politica può concretizzarsi solo con una burocrazia efficiente, e la trasparenza della digitalizzazione consente di tutelare i diritti delle persone».

Laureato in Scienze dell’Informazione, Paolo Coppola è Professore associato di Informatica all’Università di Udine. Assessore all’Innovazione e e-Government nel Comune di Udine, dal 2016 fino al 2018, è stato presidente della Commissione parlamentare sulla digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Ha iniziato a insegnare HTML al corso di laure in scienze e tecnologie multimediali quando aveva 26 anni. A 32 era direttore del centro di calcolo, a 33 professore associato. Ricercatore di informatica teorica, ha insegnato programmazione, ma anche informatica per i beni culturali e logica matematica. Visiting professor a Parigi XIII e fondatore di uno spin-off universitario che sviluppava software per dispositivi mobili già nel 2006. Pioniere degli open data in Italia, si è fatto promotore di una serie di progetti innovativi come, ad esempio, e-part per le segnalazioni dei disservizi online e openMunicipio per avvicinare i cittadini all’attività del consiglio comunale e della giunta. Alla Camera dei Deputati si è impegnato a 360 gradi sui temi dell’agenda digitale. Insieme a Stefano Quintarelli ha proposto il progetto SPID e ha fondato e promuove l’intergruppo parlamentare per l’innovazione tecnologica. Nel 2021 viene scelto come consulente tecnico della Presidenza del Consiglio per lavorare alla digitalizzazione della pubblica amministrazione insieme al Ministro per la transizione digitale Vittorio Colao.

Studenti e dipendenti pubblica amministrazione che desiderano un attestato di frequenza dovranno richiederlo al momento della iscrizione. Info bit.ly/IRSE_Anticorruzione22

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In copertina, il professor Paolo Coppola sarà oggi all’Irse di Pordenone.

 

Sport, fra agonismo e inclusione: oggi a Pordenone il secondo incontro dell’Irse

È dedicato a “sport, fra agonismo e inclusione” il secondo incontro del cartellone “Cervelli in movimento”, promosso nell’ambito della 14ma edizione del ciclo Affascinanti dal Cervello organizzato dall’Istituto Regionale di Studi Europei di Pordenone. Il delicato equilibrio chimico del “cervello sportivo”, la funzione educatrice e formativa della pratica sportiva nell’infanzia e nell’adolescenza sono temi intorno ai quali si dibatterà oggi 30 settembre, dalle 17.30 nell’auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone, con protagonisti di primo piano della pratica sportiva nazionale: come Maurizio Mondoni, panathleta, Cavaliere della Repubblica, per vent’anni (dal 1981 al 2001) responsabile della formazione degli istruttori Minibasket e del Settore Giovani della Federazione italiana Pallacanestro, docente di Scienze Motorie e dello Sport all’Università Cattolica di Milano; e come Gabriele Boccolini, preparatore atletico della prima squadra dell’Atalanta Football Club in serie A, ma anche autore di un manuale di riferimento, “Neuroni specchio e allenamento. Teoria e pratica da campo” (Edizioni Correte, 2015) che focalizza sulla velocizzazione delle capacità cognitive per una rapida presa di decisione nelle diverse situazioni di gioco. Se l’agonismo, nei contesti educativi, sia più “diavolo” o “acqua santa” è il tema che sarà sviluppato da Maurizio Mondoni, che è anche coordinatore e tutor dei tirocini al Corso di laurea in Scienze motorie e dello Sport Ucsc Milano. Gabriele Boccolini, PhD in Scienza dello Sport e preparatore atletico professionista Figc, dalla stagione 2017-2018 lavora nello staff della prima squadra dell’Atalanta. A Pordenone approfondirà i presupposti di alcune delle 70 esercitazioni contenute nel suo libro, legate all’allenamento metabolico, di forza e rapidità, tutte realizzate con palla e alla portata di qualunque tecnico, per riprodurre quanto succede in partita.

Maurizio Mondoni


All’incontro, condotto dal neuroscienziato e divulgatore scientifico Marcello Turconi, interverranno anche, con proprie testimonianze, Alessandro Zuttion responsabile Scuola calcio Progetto Wepn Pordenone Calcio, Roberto Belcari, responsabile della Associazione Equipe Athletic Team Pordenone e coordinatore Regionale Educazione Fisica e Sportiva Fvg, con Marinella Ambrosio responsabile area disabilità Panathlon Fvg, Alberto Andriola, presidente sezione territoriale BaskinFvg e presidente Associazione Zio Pino Baskin Udine. Particolarmente atteso l’intervento dell’atleta paralimpica di tennis tavolo Giada Rossi, reduce dalla medaglia di bronzo alle Paralimpiadi Tokyo2020 nel tennis da tavolo a squadre e già Medaglia di bronzo nel 2016 a Rio de Janeiro.
Le prenotazioni sono obbligatorie per assistere in presenza, gratuitamente, ai quattro incontri che saranno anche proposti in diretta streaming.
Come consuetudine degli incontri Irse, ampio spazio è dato al dibattito con interventi liberi. Durante gli incontri in presenza verranno rispettate le misure vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid.

Gabriele Boccolini

Info e dettagli:
Info IRSE: bit.ly/IRSE_SportCervelli2021

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In copertina, l’atleta paralimpica di tennistavolo Giada Rossi, medaglia di bronzo a Tokyo 2020.

 

Vite ormai “governate” dagli algoritmi: da oggi una riflessione online con l’Irse

Algoritmi, ormai, una parola chiave: sottende i meccanismi che governano o perlomeno influenzano in modo significativo le nostre vite. La pandemia ha messo in luce l’importanza, spesso determinante, della tecnologia e dei sistemi innovativi di comunicazione, ma allo stesso tempo ha mostrato tutta la nostra dipendenza. E se pensiamo alla tecnologia come ad una torta, gli algoritmi sono la sua ricetta e i dati i suoi ingredienti. Diventare abili “cuochi della tecnologia” è oggi requisito indispensabile per non farsi travolgere dalla forza dirompente di queste trasformazioni, senza dimenticare il fine ultimo: gli esseri umani e il loro benessere. Un aiuto a capire meglio i meccanismi legati alle tecnologie che scandiscono il nostro quotidiano arriva dall’Istituto Regionale di Studi Europei che proprio su questi temi promuove un ciclo di tre illuminanti Dialoghi digitali, praticamente un corso accelerato di formazione. Appuntamento dal 7 all’11 giugno sui canali social Irse – in prima visione Facebook e quindi sui profili Instagram e Youtube – per tre incontri online curati dall’esperto Matteo Troìa, che nel 2019 è stato consulente nel Team per la Trasformazione Digitale alla presidenza del Consiglio dei ministri, dove si è occupato di design dei principali servizi pubblici digitali e di progetti Open Data e Open Source, e oggi si occupa di Big Data Analysis e Business Intelligence in Capgemini, multinazionale leader nei servizi di consulenza, tecnologia e trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni. «Comprendere come reagire alle sollecitazioni delle nuove tecnologie e come utilizzarle al meglio spesso non è facile – spiega -. Proprio per questo, in dialogo con tre esperte nel campo della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale, proveremo a fornire qualche spunto attraverso una serie di riflessioni profondamente umane, in questo tempo dominato dalle macchine».

Si parte, dunque, oggi alle 18, con la riflessione sul “Potere dei dati pubblici”: interlocutore di Matteo Troìa sarà Giorgia Lodi, in questi mesi componente della Task Force nazionale legata al Covid-19 e tecnologa all’Istituto di Scienze Cognitive e Tecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove si occupa di numerosi progetti nazionali ed europei legati al mondo dei dati, della loro semantica e della privacy. Ogni giorno, la pubblica amministrazione raccoglie e gestisce preziosi patrimoni informativi, che descrivono molti aspetti della nostra società: l’utilizzo intelligente di queste grandi moli di dati aiuterebbe a prendere decisioni più mirate, a progettare meglio le strategie politiche e quindi a rendere migliore la società in cui viviamo. Non sempre però la pubblica amministrazione italiana è consapevole del potere dei dati che possiede. La mancanza di competenze e la mancanza di una visione, spesso fanno da ostacoli alla trasformazione digitale del nostro Paese.

Mercoledì 9 giugno si prosegue con il dialogo che ci chiederà: “Quanto ti fidi di un algoritmo?”. Matteo Troìa dialogherà con Felicia Pelagalli, fondatrice e Ceo di Culture, società di ricerca e comunicazione, dal 2015 co-fondatrice e Presidente dell’Associazione no-profit InnovaFiducia, esperta europea di innovazione, analisi dei Big Data e intelligenza artificiale, editorialista e divulgatrice per molte testate giornalistiche. Sempre più spesso, coloro che si occupano di intelligenza artificiale e di algoritmi in generale, sono costretti a fare i conti con questioni etiche e morali. Nel corso dell’incontro si capirà perché è importante stabilire un rapporto di fiducia con gli algoritmi e quali sono i rischi di questa relazione inedita.

Infine, venerdì 11 giugno il focus su “L’intelligenza non è artificiale”, titolo e tema anche del libro firmato per Mondadori dalla relatrice che converserà con Matteo Troìa, l’accademica Rita Cucchiara, professoressa ordinaria al dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Visione Artificiale e Sistemi Cognitivi, coordinatrice del gruppo di lavoro sull’Intelligenza Artificiale del ministero della Ricerca e dell’Università e dal 2018 direttore del Laboratorio nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. Nel 1983 la rivista Time assegnò per la prima volta nella sua storia il premio di «persona dell’anno» non a un essere umano ma al personal computer: fu l’inizio di una rivoluzione tecnologica verso il mondo nuovo, veloce e leggero dell’Intelligenza Artificiale. Oggi lavora con l’uomo nella medicina elaborando migliaia di immagini, nell’industria, nella finanza, supporta la sicurezza nazionale e può diventare pericolosa se progettata o utilizzata in modo sbagliato. Viene spontaneo chiedersi fino a dove potrà spingersi e se ci siano dei confini etici da non valicare. Ma anche qual è il ruolo delle persone nei confronti delle tecnologie che domineranno il prossimo futuro.

Dettagli e aggiornamenti sul sito https://centroculturapordenone.it/irse

 

Il Piano Marshall e il riavvio della crescita globale con lo storico Giulio Mellinato

Piano Marshall, dalla Seconda Guerra mondiale in poi, è diventato sinonimo di “piano di ripresa”, un progetto finalizzato a risollevare le sorti economiche di un Paese o di una vasta area geografica. Ma è sempre appropriato richiamare quello storico piano, annunciato il 5 giugno 1947 all’Università di Harward dal Segretario di Stato americano George Marshall, per connotare l’avvio di un ampio programma di aiuti economici? «Il Piano Marshall viene spesso citato a sproposito – spiega il docente e storico Giulio Mellinato – senza che nessuno si accorga degli errori interpretativi che vengono sistematicamente compiuti quando lo si chiama in causa genericamente per l’Africa o la Palestina, ma anche adesso che si parla di Piano Marshall per superare la crisi post-pandemica. L’evoluzione economica è frutto di equilibri complessi: non coincide solo con la crescita della produzione e del Pil e con lo sviluppo di mercati, imprese e istituzioni, contano anche le relazioni complesse con l’ambiente socio-politico e culturale, la capacità di interpretare correttamente la realtà e di governarne il cambiamento».
Oggi 25 marzo gli Incontri di Cultura Economica promossi dall’Irse, Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, si chiuderanno proprio sul tema “Il Piano Marshall e il riavvio della crescita globale”, ultima tappa del ciclo di lezioni affidato all’accademico Giulio Mellinato, ordinario di Storia Economica e History of Globalization all’Università di Milano Bicocca. Dalle 17.30, quindi, riflettori puntati – in chiave storica, ma anche attualizzante – sul Piano Marshall: un evidente successo purtroppo poco conosciuto, spesso una parola magica da evocare davanti alle difficoltà. Accesso gratuito per tutti previa registrazione sul sito IRSE https://centroculturapordenone.it/irse dove si possono recuperare anche le prime tre Lezioni del 4, 11 e 18 marzo.
Economia&Governance: memoria del primo Novecento e sfide attuali è il filo rosso degli appuntamenti, che sono introdotti e coordinati dal divulgatore Gianluca Liva, giornalista scientifico e storico di formazione. Giulio Mellinato insegna Storia Economica e History of Globalization all’Università di Milano Bicocca. Si è laureato in Storia Contemporanea a Trieste e ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia della società europea a Pavia. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia internazionale dei trasporti e dei commerci, la storia dell’impresa pubblica in Italia, la storia economica della Venezia Giulia. Ha fatto parte del direttivo della Società italiana di storia del lavoro, ha collaborato a lungo con la Rai ed è stato presidente della associazione Apertamente. Tra le sue ultime pubblicazioni, il libro L’Adriatico conteso. Commerci, politica e affari tra Italia e Austria-Ungheria (1882-1914), e il saggio “Constructuring” the First Maritime Globalization. Competing Shipping Subsidies and the Race for the Commercial Spaces 1881-1914.

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In copertina, lo storico Giulio Mellinato oggi intratterrà sulle provvidenze del Piano Marshall.

 

Istituto studi europei Fvg, a Laura Zuzzi la guida per un altro triennio

Stima, fiducia e gratitudine per Laura Zuzzi che è stata confermata alla guida dell’Irse per il prossimo triennio. L’assemblea dell’Istituto regionale studi europei del Friuli Venezia Giulia, con sede a Pordenone, ha infatti provveduto al rinnovo delle cariche. Sono stati eletti nuovi consiglieri l’economista Chiara Mio, che è anche leader di FriulAdria-Crédit Agricole, il giornalista e scrittore Roberto Reale, il commercialista Francesco Musolla. E sono stati riconfermati l’ingegner Giuseppe Carniello, Flora Garlato, già docente di materie economiche e giuridiche, Giovanni Lessio, presidente del Teatro Verdi Pordenone, Luciano Padovese, fondatore della Casa dello Studente Zanussi, Maria Francesca Vassallo, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone, e appunto Laura Zuzzi, storica regista operativa dell’Istituto. È stato eletto anche il Collegio dei revisori che prevede da Statuto tre componenti effettivi: Francesca Ferraro (presidente), Luca Moro e Federico Rosso, e due componenti supplenti: Marco Martini e Stefania Savocco. Il consiglio ha in seguito riconfermato alla presidenza e alla vicepresidenza Laura Zuzzi e Giuseppe Carniello.
L’ultima assemblea in audioconferenza ha registrato la partecipazione di quasi tutta la trentina di componenti, soci effettivi, con interventi puntuali e una comune volonta di impegno di guardare avanti con fiducia. E’ stato sottolineato l’apprezzamento per il livello delle attività di formazione dell’Istituto, che continua ad essere dimostrato dai partecipanti alle diverse iniziative (in molti casi duplicati con le attività in streaming) e dai relatori invitati per corsi e convegni nei diversi settori. Salutato con particolare soddisfazione dell’assemblea il pool dei nuovi soci, accettati in un precedente consiglio: giovani professionisti under 40 con percorsi eccellenti, partiti appena laureati per esperienze qualificate all’estero, come la new entry tra i revisori Marco Martini; Elena Biason, ingegnere civile pordenonese, ora dello staff dello studio Cucinella Architects, Bologna; Matteo Troia, master in Informatica, data scientist in Capgemini, Marcello Turconi, master in Neuroscienze alla Sissa, giornalista scientifico; già preziosi collaboratori negli ultimi anni per specifiche iniziative e “usciti dal prezioso vivaio” – come e’ stato definito – del Concorso internazionale Irse “Europa&Giovani” .

“Sfide del nuovo ventennio, memoria del primo Novecento europeo” è il filo conduttore del nuovo progetto triennale di attività dell’Irse, presentato alla Regione Fvg in uno specifico Bando per le associazioni riconosciute di particolare valenza. Come Istituto di formazione si rinsalda la convinzione di aiutare a far conoscere ai giovani in particolare, a cittadini e operatori in diversi ambiti, le sfide attuali dell’Europa per un ripensamento complessivo, non più procrastinando scelte di sostenibilità ambientale, trasformazione digitale, coesione sociale. Nelle attività del 2021-2023 si intende divulgare in primis obiettivi e contenuti dell’importante piano Next Generation Eu, dando strumenti per interpretare e orientamenti per essere protagonisti. Per non puntare al ritorno alla “normalità” di prima, di cui conosciamo anche tutte le storture, le disuguaglianze sociali, economiche di genere e anche territoriali, ma provare a scrivere una pagina diversa di futuro pur in un momento difficile. Orientamenti e nel contempo memoria storica. Si intende anche far conoscere – con coinvolgimenti originali -, a giovani e non solo, un periodo per molti aspetti simile a quello attuale: i primi decenni del Novecento, fra le due guerre. Periodo di grandi cambiamenti, di elaborazioni sociali, di grande creatività, di grande espansione industriale, di avanguardie artistiche, ma anche di nascita di razzismo e di sistemi totalitari che preparavano la rovina dell’Europa.
L’Irse potra contare nel prossimo triennio anche sulla collaborazione e amicizia di vari consulenti nei diversi dipartimenti. Tra i molti conosciuti negli anni, per il dipartimento cultura economica-giuridica: Francesco Daveri (Università Bocconi), Baldini (Università Modena-Reggio); Valeria Fili e Francesco Marangon (Università Udine); per cultura storico-politica Gianfranco Pasquino (John Hopkins University, Bologna Marco Almagisti (Università Padova); per formazione scientifica Pietro Paolo Battaglini (Università Trieste), Giuseppe Zampini (Università di Trento Centro Mente e Cervello); per formazione linguistica: Richard Baudains, (British School Fvg) e diversi Teacher Trainers internazionali.

IRSE Tel. 0434.365326 irse@centroculturapordenone.it

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In copertina e all’interno Laura Zuzzi durante l’assemblea e con giovani studiose premiate dall’Irse.

 

Pordenone, Favaro confermato alla guida di Casa Zanussi

Il nuovo consiglio di amministrazione della Casa dello studente “Antonio Zanussi”, di Pordenone, ha confermato alla presidenza Gianfranco Favaro. Nomina riproposta all’unanimità dagli undici consiglieri con attestazioni esplicite di grande stima per le doti di intelligenza ed equilibrio personali e considerazioni per le capacità anche operative che Favaro esprime da anni nella conduzione della Casa, succedendo a due personaggi della storia pordenonese Luciano Savio e Giacomo Ros. Favaro potrà contare, oltre che sul vicepresidente Luca Moro, anche lui riconfermato all’unanimità, su altri nove consiglieri eletti a norma dello Statuto appena aggiornato dall’assemblea dei soci.
Membri riconfermati oltre a Favaro e Moro, anche don Orioldo Marson, teologo e vicario generale della diocesi Concordia-Pordenone, Maria Francesca Vassallo, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone; Laura Zuzzi, presidente dell’Irse, Adriana Predonzan, presidente dell’Ute di Pordenone; don Luciano Padovese, presidente di Presenza e Cultura. Nuovi membri saranno: Cristian Carrara, operatore socio-culturale, già fondatore del Forum Nazionale dei Giovani e compositore musicale; Giovanni Dalla Torre, dirigente scolastico; Giorgio Ros, economo diocesano; don Federico Zanetti, docente biblista. Riconfermati i membri del consiglio dei revisori dei conti: Maura Verardo, presidente, Andrea Martini e Stefano Zigante. Un organismo ricomposto alla fine di un anno che ha concluso il 55° dall’apertura della Casa di Via Concordia 7, a Pordenone, e ha coinciso con i 100 dalla nascita di Lino Zanussi che ha sostenuto la costruzione della Casa, simbolo della preoccupazione di dedicarsi a giovani e cultura e ambito di accoglienza per ogni età e categorie di persone. “Due coincidenze importanti – ha sottolineato Favaro – in questo 2020, pur nella drammatica coincidenza con la durissima pandemia che ha smorzato alcune operatività “in presenza”, ma ha fatto scoprire aspetti che possono dare ossigeno ad una ripresa anche innovativa della Casa. Una grande stima e affettività per la Casa e ai suoi operatori, quotidianamente cercati e incoraggiati da una gran numero di persone. E poi la sperimentazione delle comunicazioni “in remoto” che con il web ha permesso di raggiungere moltissimi iscritti per vari settori delle iniziative storiche e nuove della Casa (sempre attiva anche con il Servizio Mensa) e dei vari organismi in essa operanti e ad essa collegati”.
Sono cresciuti, in questi mesi, le professionalità di vari operatori ai più diversi livelli, dovendo agire spesso con un aumento di autonomia e di lavoro di gruppo per rispondere alle accresciute esigenze di comunicazione e di competenze tecnologiche che dovranno sempre più far parte del bagaglio formativo che tutte le persone della Casa a tutti i livelli. È chiaro che questa crescita degli operatori e collaboratori (tantissimi) segnerà anche una spinta a ulteriori creatività e innovazione, contenutistiche della Casa per continuare ad essere un centro propulsore di socialità e cultura come lo è stata finora in tutta la sua storia che ha favorito e incoraggiato il nascere e crescere delle principali novità anche molto importanti nate e sviluppate nell’ultimo cinquantesimo a Pordenone. “Peraltro la Casa – ha sottolineato don Luciano Padovese, storico fondatore – resta l’unico ambiente nella città di Pordenone in cui convengono quotidianamente, e non solo in maniera sporadica, diverse centinaia di persone di tutte le età, condizioni, lingue e religioni nello stesso impegno multiculturale e intergenerazionale con cui la Casa dello Studente Antonio Zanussi era stata concepita e aveva convinto e anche appassionato i suoi primi ideatori Lino Zanussi e il vescovo di Concordia Vittorio De Zanche”.

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In copertina, Gianfranco Favaro, confermato presidente di Casa Zanussi (qui sopra).

RaccontaEstero2020: gli elaborati del concorso all’Irse entro il 19 dicembre

L’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, da anni attivo nell’informare e promuovere esperienze di studio, lavoro, soggiorno all’estero, tramite il servizio gratuito ScopriEuropa, ha indetto il Concorso RaccontaEstero 2020, con il rinnovato sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone ed Europe Direct Pordenone, Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile.
Il Concorso è aperto a tutti, senza limiti di età o nazionalità e la regola per partecipare è semplice: basta raccontare la storia di un viaggio all’estero – un soggiorno studio, una vacanza, un’esperienza di lavoro, tirocinio, volontariato, eccetera – sottoforma di articolo giornalistico o racconto-breve, senza superare le 3000 battute spazi inclusi. Si possono raccontare esperienze proprie fatte altrove, ma anche esperienze di giovani per i quali l’altrove è l’Italia. Costituiscono valore aggiunto ai fini della premiazione: una breve sintesi in inglese, un paio di foto capaci di valorizzare il testo e un breve video di massimo 8 minuti che riassuma il proprio racconto di viaggio in maniera originale.
I lavori dovranno pervenire entro il 19 dicembre 2020 via e-mail all’indirizzo irsenauti@centroculturapordenone.it. Dopo la chiusura del bando una commissione dedicata selezionerà i racconti vincitori, suddivisi nelle categorie under 20 e over 20, cui verranno assegnati premi in denaro per ulteriori esperienze di viaggio. I racconti vincitori saranno inoltre pubblicati, sia in cartaceo che online, nel giornale mensile Il Momento.
Ormai arrivato alla diciannovesima edizione, il Concorso RaccontaEstero ha permesso negli anni al Servizio ScopriEuropa di girare il mondo attraverso gli occhi e la penna di centinaia di viaggiatori, contribuendo a condividere spunti per interessanti esperienze formative in Europa e oltre. Anche nell’anno del Covid-19, l’Irse è impaziente di sapere che direzione abbia preso la mobilità giovanile: forse la riscoperta di un viaggiare più lento e più a contatto con la natura, ma anche lockdown inaspettati vissuti lontano da casa o difficoltosi rientri. Nonostante le complessità inedite del 2020, lo scopo del Concorso rimane lo stesso: incoraggiare ragazzi e ragazze a progettare esperienze di mobilità internazionale e condividere consigli utili sulle diverse opportunità offerte dall’Unione Europea.

Per saperne di più e consultare il bando visita il sito www.centroculturapordenone.it/irse.
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