I ragazzi di InterAct: “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”

Prosegue a pieno ritmo la quotidiana attività che l’Associazione De Banfield mette in campo per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno quanto mai necessario in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. La solidarietà non ha età e questi anziani, nonne e nonni, hanno trovato molti nuovi “nipoti” nei giovani ragazzi e ragazze di InterAct – la realtà presieduta da Ginevra Garlatti Costa – che hanno offerto la loro collaborazione per dare un aiuto concreto agli anziani della città assistiti dalla De Banfield. Al motto “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”, Ginevra, Margherita, Mia, Arturo, Tommaso, Vladimiro, Luisa – solo per citarne alcuni -, tutti tra i 14 e i 18 anni, si sono messi a disposizione dei tanti nonni in difficoltà.

Per tutti un unico obiettivo: far sì che gli anziani – che nella quasi totalità sono over 80 pluripatologici, dunque maggiormente a rischio – possano vivere al meglio, nella propria casa, questo grave momento. Il gruppo è attivo tutti i giorni nella consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine, di giornali e altre necessità. Ma fanno anche una piccola cosa in più: ogni consegna è accompagnata da un loro personale pensiero. Un biglietto su cui ognuno di loro ha scritto un messaggio di fiducia e speranza, pensato proprio per rendere un po’ più lievi questi giorni. “Non vi auguro tempi facili, ma vi auguro che qualsiasi difficoltà possiate avere, siate in grado di superarla”, recita uno dei bigliettini scritti dai ragazzi, e, ancora, “anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”. Una gentilezza in più, un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli. E i nonni continuano a chiamare gli uffici della De Banfield per ringraziarli.

L’Associazione prosegue anche nelle attività di sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il nuovo servizio di supporto telefonico e online da parte delle psicologhe, mentre sui social network e sul canale YouTube viene caricata con cadenza settimanale, a partire da sabato scorso, una nuova serie di video. In particolare, il noto anagrammista Giorgio Dendi, ha realizzato appositamente per la De Banfield, di cui è volontario da diversi anni, nove video con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili.

Alle tante storie che attraversano in queste settimane la vita della De Banfield quella di Lucia, un’infermiera che lavora in Associazione da molti anni. Affianca alla sua azione professionale una particolare attenzione alla soddisfazione di quei piccoli desideri che rendono la vita un po’ migliore alle tantissime persone anziane costrette al proprio domicilio. Un piatto che si desiderava mangiare da tempo, la videochiamata con il parente lontano, il libro che si desidera rileggere. Ma a mancare di più in questi momenti sono l’aria aperta, la vista del verde, ricevere o coltivare i fiori, anche solo sul balcone. E così i fiori ha cominciato a produrli lei, di carta. Bellissimi fiori di stagione, tulipani e narcisi soprattutto, che ha iniziato a portare ai suoi assistiti amanti delle piante: ora ogni visita domiciliare di Lucia è accompagnata da un fiore, che rallegra le case in attesa di poter presto essere sostituito da un bel mazzo fresco.

#Noipervoicisiamo: l’attività della De Banfield prosegue mantenendo aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 3331817326, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18.

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In copertina e qui sopra alcuni dei ragazzi che si prodigano per aiutare gli anziani di Trieste.

Alzheimer, nuovo servizio per i malati costretti in casa

Stare a casa non è sempre facile e causa non pochi problemi a chi soffre di demenza o soffre di malattia di Alzheimer: persone che non sempre riescono a comprendere la situazione e la necessità di rispettare le norme attivate in questo periodo, persone per le quali la condizione di “domiciliazione forzata” può avere reazioni non facili da gestire. È quanto rileva nella sua quotidiana attività l’Associazione De Banfield – che da oltre trent’anni, a Trieste, affianca le persone anziane non autosufficienti – impegnata anche, e soprattutto, in tempi di Coronavirus a dare sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da queste gravi patologie.
In questo momento di ulteriore difficoltà, la De Banfield ha organizzato un nuovo servizio di supporto telefonico e online: le psicologhe dell’Associazione sono, infatti, presenti per colloqui di sostegno telefonici o su Skype e si è deciso di proseguire l’attività di informazione e formazione, trasferendola online. E da lunedì 23 marzo, sul canale YouTube dell’Associazione (accessibile anche attraverso il profilo Facebook), si potranno trovare video animati in cui si forniscono consigli e indicazioni generali su come comportarsi con il malato di Alzheimer in questa particolare circostanza, quali esercizi fisici fare insieme al malato, quali i migliori intrattenimenti da utilizzare, quali i comportamenti più corretti da adottare. L’Associazione sta inoltre lavorando ad una App per un’ancor maggior fruibilità dei contenuti e per essere sempre a fianco dei “caregiver”. Si vuole così approfittare dei mezzi che la tecnologia offre per non lasciar solo chi al momento è in difficoltà e ha bisogno di aiuto.

Prosegue, intanto, anche il servizio di assistenza domiciliare, più che mai necessario in questi momenti, ed è partito il progetto “A spasso in casa”, un programma di educazione motoria per conservare la propria mobilità in questi difficili momenti di domiciliarità forzata. Fare le scale e la spesa, quando possibile, sono utilissimi sistemi per mantenere il corpo in esercizio, ma venendo meno la possibilità di uscire e ritrovandosi magari in case molto piccole che limitano la possibilità di movimento è utile essere guidati in un’attività di ginnastica leggera che contribuisca a mantenere attivi ed evitare i danni da immobilizzazione. Ed è anche un modo in più per l’Associazione per monitorare e valutare eventuali bisogni e necessità.
La solidarietà non ha età, e con questo presupposto si è costituito un ulteriore servizio grazie a due realtà che hanno offerto alla De Banfield il loro intervento: i giovani di InterAct e la coop sociale Torrenuvola hanno offerto la loro collaborazione per dare aiuto concreto agli anziani della città assistiti dall’Associazione. Sono incaricati di consegnare la spesa e i medicinali e consegnare a domicilio il quotidiano locale Il Piccolo, oltre a piccoli ausili sanitari (deambulatori, comode…) e presidi (pannoloni) che in questo momento – visto l’aumentare delle degenze domiciliari e la difficoltà nei ritiro e consegna dovuta all’impossibilità di uscita – sono più che mai importanti.

Sotto la voce #noipervoicisiamo, l’attività della De Banfield prosegue mantenendo aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio, mentre una parte del lavoro viene svolto in smartworking.
Il nuovo numero per contattare l’Associazione è il 333/1817326, attivo da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18. Si è scelto di passare ad un numero di cellulare per poter essere sempre reperibili, anche in caso di eventuali disposizioni di chiusura più rigide e in eventuali emergenze oltre gli orari ufficiali. A rispondere sempre l’operatrice Esther, giovane ed esperta risorsa dell’Associazione che ha sempre con sé il cellulare a cui è legato il numero.
Tutti i servizi vengono erogati in condizioni di massima sicurezza ma l’appello pressante, anche nel caso della De Banfield, è quello di poter disporre non appena possibile di ulteriori forniture di presidi sanitati indispensabili, quali le mascherine per i propri volontari e operatori, che rischiano a breve di scarseggiare.