L’Inps alle cooperative artigiane di Udine: possibile avviare nuove realtà d’impresa

Si apre un nuovo terreno di sviluppo per le imprese cooperative tra artigiani: lo rende possibile la svolta interpretativa arrivata con la Circolare numero 29 dell’Inps che, chiarendo l’inquadramento della tutela previdenziale dei soci lavoratori di cooperative artigiane, di fatto «consente interessanti spazi per l’avvio di nuove realtà cooperative, anche con un’ampia partecipazione di giovani e donne, le quali potranno muoversi nell’ambito sia dei lavori che dei servizi: dalle costruzioni alla manutenzione del verde; dalla grafica e comunicazione ai Ced; dalle estetiste e parrucchieri ai meccanici e carrozzieri», come osserva Confcooperative Udine che, proprio nei giorni scorsi, ha avuto un proficuo incontro con i rappresentanti della sede di Udine dell’Ente previdenziale e della Cciaa Pordenone-Udine.
«La recentissima circolare Inps 29/2021 consente l’iscrizione dei soci lavoratori alla gestione speciale artigiani – spiega Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Udine (252 cooperative associate, 7.515 lavoratori addetti, con 355 milioni di euro di ricavi complessivi e 58.330 soci) –, ma il confronto è stato utile anche per definire i passaggi operativi che le nuove cooperative dovranno porre in essere sia in fase di avvio dell’attività come nel corso della vita della cooperativa artigiana nei confronti degli uffici competenti». L’Inps, nella sua circolare, riepiloga il quadro normativo concernente la disciplina in materia di socio lavoratore e fornisce chiarimenti in merito alla tutela previdenziale di tale categoria di soggetti, prevedendo l’iscrizione alla gestione speciale autonoma degli artigiani nel caso in cui, tra il socio lavoratore e cooperativa, si instauri un effettivo rapporto di lavoro autonomo.
«Si completano così, finalmente, le possibilità di contratto attivabili con i soci lavoratori contemplando sia esigenze gestionali che di flessibilità nell’organizzazione del lavoro», conclude Tonassi. Confcooperative Udine è a disposizione di tutti gli interessati a questa nuova forma d’impresa cooperativa per fornire informazioni utili alla costituzione della società.

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In copertina, il dottor Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Udine. 

 

 

Confcooperative Fvg: “Così l’Inps discrimina le cooperative artigiane”

«Discriminatorio e incomprensibile il comportamento dell’Inps nei confronti delle cooperative artigiane»: la forte presa di posizione viene da Confcooperative Lavoro e Servizi, federazione che raccoglie 135 cooperative in Friuli Venezia Giulia con 135 milioni di euro di ricavi.
«Incredibilmente, l’Inps continua a non riconoscere ciò che le Commissioni Artigianato provinciali da tempo riconoscono e, cioè, l’esistenza di cooperative formate da soci lavoratori artigiani», sottolinea in una nota Patrizia Fantin, presidente regionale del settore delle cooperative di lavoro e servizi. «L’Inps – aggiunge – continua a disapplicare la Legge di stabilità 2016 che aveva chiarito oltre ogni dubbio l’iscrizione alla gestione previdenziale degli artigiani per i soci delle cooperative con qualifica di artigiani. Un corto circuito intollerabile dopo quattro anni». La denuncia di Confcooperative Fvg è stata presentata alla presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Debora Serracchiani (Pd), nel corso di un incontro (tenutosi online in rispetto delle norme anti-Covid).

Debora Serracchiani


«La decisione unilaterale assunta dall’Inps – spiega Patrizia Fantin – mette in grande difficoltà i soci lavoratori delle cooperative artigiane coinvolte che si trovano bloccate, ormai da quasi due anni, nella propria operatività e nel proprio sviluppo imprenditoriale così come non consente la nascita di nuove attività imprenditoriali, in forma cooperativa, in settori di attività che sono tipicamente artigiani e che non possono trovare adeguata competitività e autonomia sotto altra qualifica».
L’incontro è stato anche l’occasione per esprimere la forte preoccupazione di ConfcooperativeFvg nei confronti del Ddl Costanzo, presentato in Parlamento dal Movimento 5 Stelle, che vorrebbe rivedere la normativa sui soci in forma ritenuta chiaramente punitiva dell’intero movimento cooperativo: «Un tipo di provvedimento inaccettabile e offensivo nei confronti di migliaia di cooperative in Italia, che va oltre quasi vent’anni di positiva esperienza della Legge 142 sul socio-lavoratore».

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In copertina, Patrizia Fantin presidente regionale del settore delle cooperative di lavoro e servizi.

 

Dagli artigiani friulani boom di domande Inps per il bonus “Cura Italia”

Boom di richieste tra le file degli artigiani friulani per l’indennità di 600 euro prevista dal decreto “Cura Italia” a sostegno dei lavoratori autonomi. Dalla sera di venerdì 27 marzo alle 16 di ieri pomeriggio, le richieste caricate online sulla piattaforma digitale costruita allo scopo da Confartigianato-Imprese Udine hanno infatti raggiunto quota 2.300 per un valore complessivo di 1.380.000 euro. La scommessa dell’associazione, che in poche ore ha saputo smaterializzare le procedure convogliandole in una piattaforma digitale così da evitare qualsiasi spostamento fisico degli imprenditori, viceversa costretti a recarsi personalmente all’Inapa, è stata vinta due volte. “Da un lato – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – per la rapidità ed efficacia con cui abbiamo messo in piedi il sistema, dall’altro per la risposta massiccia delle impese, che in poche ore si sono adattate alla nuova modalità e gestito online la richiesta”. Non era scontato e in questo senso va riconosciuto come lo stato di necessità imposto dall’emergenza abbia in qualche modo accelerato il passaggio al digitale anche delle piccole e piccolissime imprese.

Al netto di questa considerazione, però, l’elevato numero di domande presentate per il bonus è lo specchietto di quale situazione di sofferenza stiano affrontando le imprese artigiane. In regione sono appena 9.043 su uno stock di 27.720 quelle non sospese di cui 864 operative con consegna a domicilio, le restanti 17.773 sono invece chiuse del tutto. “Questo elevato numero di richieste di accesso al bonus di 600 euro messo a disposizione dal Governo dimostra la grande difficoltà che vivono le piccole imprese e sappiamo già che è un numero destinato a lievitare ancora nei prossimi giorni”, afferma il presidente Tilatti, sottolineando d’altro canto che “dinanzi alla pandemia e all’alto rischio per la salute questo sacrificio è necessario. Il mondo dell’artigianato comprende la situazione, posso dire che sta anzi rispondendo con grande flessibilità e positività, cercando, laddove possibile, di ripensarsi in funzione delle esigenze del momento, pensiamo alla produzione di mascherine e alle consegne a domicilio dei beni alimentari. Quello che chiediamo non è di tornare al lavoro adesso, ma di farlo non appena sarà possibile garantendo la sicurezza nostra, dei nostri collaboratori e clienti. Chiediamo una road map, che ci dica quando, una volta scaduta la nuova proroga decisa dal Governo, potremo iniziare a riaprire. Lavoriamo intanto per far sì che quel giorno il sistema sia pronto a ripartire con vigore, con tutti gli strumenti e aiuti necessari. A questo proposito, l’indennità è certo un segnale di vicinanza, che non basterà però a colmare le perdite patite dal sistema economico. Il Governo aumenti il bonus da 600 a 800 euro, pareggiandolo al Reddito di cittadinanza, e ne metta a disposizione altrettanti per l’abbattimento dei contributi previdenziali dotando così le imprese di un paracadute di 1.600 euro”.

Tornando al bonus, la domanda all’Inps per ottenere l’indennità di 600 euro può essere presentata da lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali – artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri nonché liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi – già attivi alla data del 23 febbraio scorso. Chi vuole può presentarla da solo accedendo alla procedura telematica messa a punto dall’Inps stesso, viceversa può affidarsi ai Patronati.
Nel caso di Confartigianato-Imprese Udine, una volta che il beneficiario ha inserito i dati necessari, il sistema digitale genera il modulo di delega al patronato Inapa da stampare, firmare e rispedire assieme al documento d’identità, che possono anche essere fotografati con un cellulare. Da quel momento, l’Inapa può presentare la richiesta in suo nome e per suo conto. La possibilità è aperta a tutti, ma la precedenza e la gratuità sono riservate agli associati.
Come detto, alle 14 di ieri le domande erano complessivamente 2.150, presentate al 26% da donne e per il restante 74% da uomini. I richiedenti sono al 95% cittadini italiani, hanno un’età media di 48 anni (19 anni il più giovane) e sono in gran parte artigiani (90%) seguiti da commercianti (6%) e da lavoratori autonomi (4%). I Comuni con la maggiore concentrazione di domande (arrivate da tutta la provincia) sono quelli di Udine, Latisana e Tavagnacco dove si registra il 19% delle richieste totali.

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In copertina, il presidente degli artigiani friulani Graziano Tilatti.

L’anziano invalido e l’assistenza: se ne parla a Trieste

CasaViola – la struttura di via Filzi 21/1 che a Trieste l’Associazione de Banfield ha espressamente ideato e dedicato a chi si prende cura dei malati di Alzheimer – ospiterà lunedì 20 gennaio, alle 17.30, la conferenza aperta a tutti “L’anziano invalido”, a cura del dottor Sergio Omero, medico legale.
Il pensionato ultrasessantacinquenne è per definizione non più valido al lavoro e fruisce della pensione, anche se è in condizioni di piena salute. Nel corso dell’incontro si esaminerà quando, invece, le sue condizioni psico-fisiche sono tali da giustificare un intervento dello Stato (per il tramite dell’Inps), con un supporto economico.
Il dottor Omero illustrerà i requisiti per il riconoscimento dell’invalidità civile e dell’assegno di accompagnamento, le modalità della richiesta, le criticità con particolare riguardo per il contenzioso giudiziario. Si esamineranno con lui anche altre provvidenze economiche e non economiche per i portatori di handicap grave.

La partecipazione è libera, ma per motivi organizzativi è gradita la prenotazione al 040362766 o casaviola@debanfield.it

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In copertina, il logo di CasaViola.